Restituire il gioco ai figli, liberandosi da genitori con la "sindrome del campione". 
L'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna informa su come affrontare lo sport in modo sano a genitori e ragazzi.

11 gennaio 2017

Lecca lecca per i genitori! Vengono distribuiti durante le "silent sundays", le domeniche silenziose inglesi, le partite di calcio tra ragazzini cui assistono anche le mamme e i papà, che sono caldamente invitati a non urlare o dare in escandescenze. Piuttosto, meglio mangiare il lecca lecca.

Con questo esempio che potrebbe sembrare esagerato, l'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna, riporta come siano tantissimi i casi in cui i genitori che assistono alle partite urlano offese, insultano arbitri e allenatori e anche i propri figli, arrivando anche alla violenza fisica. Così quello che per i ragazzi dovrebbe essere un utile strumento di crescita psico-fisica che insegna l'importanza delle regole e consente di sperimentare il successo e l'insuccesso, lo sport, può diventare invece causa di ansie, paure, tensioni e profondo timore di non soddisfare le aspirazioni della famiglia.

"In uno dei meccanismi ricorrenti i genitori attribuiscono caratteristiche, sentimenti e aspirazioni proprie ai figli, perdendo in parte la capacità di vederli come individui altri da se stessi. Il rischio è che possano identificarsi con loro e, senza rendersene conto, appropriarsi del gioco sportivo, diventandone i protagonisti. Umiliazioni, offese e tensioni possono essere pertanto il frutto di adulti che cercano rivincite personali attraverso i figli e dell'idea che l'eventuale sconfitta sia sempre responsabilità di qualcun altro", spiega Anna Ancona, Presidente dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna.

"Nei bambini, al contrario, dovrebbe prevalere l'idea dello sport come gioco e divertimento, dove la collaborazione è preferita all'agonismo, anche perché - prosegue Ancona - la mancanza della soddisfazione e del piacere potrebbe portare alla demotivazione e a un successivo abbandono e rifiuto dell'attività sportiva. I bambini hanno bisogno di essere lasciati liberi di giocare senza eccessive pressioni, con poche direttive: rispettare gli altri (compagni, avversari, allenatori, arbitri), rispettare le regole del gioco sportivo e divertirsi."
Un atteggiamento sbagliato da parte degli adulti di riferimento, caratterizzato da eccessive tensioni dovute all'attività sportiva vissuta solo come agonistica, può indurre una sorta di "sindrome del campione". Il bambino viene sopravvalutato con giudizi, non sempre congrui alle reali prestazioni, che tendono all'iperprotezione. Il giovane sportivo può strutturare un'immagine di sé distorta, non riconoscere i propri limiti ed errori e sentirsi già campione. Ogni evento negativo può così venire interpretato dal bambino come sfortuna o ingiustizia causata da altri, mentre ogni vittoria viene vissuta come segno della propria grandiosità. L'eventuale sconfitta rischia di essere vissuta come un devastante fallimento personale e può essere accompagnata anche da gravi conseguenze psicologiche di tipo depressivo.

I bambini che praticano regolarmente un'attività sportiva guidata effettuano un'esperienza formativa sia sul piano psicologico che sociale, a condizione che i genitori - condividendo il progetto di formazione sportiva per il figlio - accettino di non esserne protagonisti. È importante che comunichino al figlio, nelle parole e nei fatti, la piena accettazione della sua soggettività, delle sue qualità, limiti, bisogni e desideri, di accettare il ruolo dell'istruttore/allenatore e di collaborare con lui anche delegandogli la gestione educativa durante l'attività. È fondamentale che siano un modello positivo di autocontrollo e che trasmettano il valore di saper accettare la sconfitta: se si perde e si tende al miglioramento è come aver vinto. 


In conclusione il genitore dovrebbe partecipare in modo equilibrato all'esperienza sportiva del figlio stimolandone la crescita, sviluppandone l'indipendenza, facendo lo spettatore discreto, evitando di essere onnipresente in tutte le fasi di allenamento. Fondamentale nella relazione è l'aspetto dell'incoraggiamento e del supporto che consiste nel sostenere il figlio a dare il massimo, a impegnarsi fin dove le sue possibilità lo consentono e soprattutto a stimolarlo a comportarsi bene in campo. 
Al di là dei consigli, il buon genitore del piccolo sportivo deve riconoscere il proprio ruolo, essere presente con atteggiamento propositivo e accogliente, con capacità di ascolto e di dialogo, dando il giusto valore agli avvenimenti per stimolare il figlio a realizzarsi come persona psicologicamente equilibrata.

Pubblicato in Cronaca Emilia
Sabato, 01 Ottobre 2016 14:27

Primo Giocampus Day: un autentico successo

Allo stadio Tardini nasce la prima edizione di Giocampus Day: una festa aperta a tutti, con ospiti del mondo dello sport e dell'alimentazione, per rendere omaggio ad una comunità di grandi impegnata per il futuro dei più piccoli.

Di Pietro Razzini

Parma, 1 ottobre 2016

Una giornata per futuri campioni, non solo nello sport ma anche nella vita, perché cresciuti secondo principi corretti che portano a stili di vita in grado di influire positivamente sul loro presente. La prima edizione del Giocampus Day allo stadio Ennio Tardini è stato un autentico successo. Erano tantissimi i bambini protagonisti di questo evento che, in realtà, è stata una festa per tutta la famiglia. A partire dalle 9 del mattino, maestri del movimento e maestri del gusto hanno diretto le danze, portando i presenti alla scoperta della didattica di Giocampus.

AMICI DI GIOCAMPUS

Non solo divertimento e formazione durante la giornata organizzata allo stadio. Tempio dello sport per eccellenza nella città ducale, il Tardini ha accolto quattro pesi massimi nella propria disciplina, quattro atleti di fama internazionale capaci di fare emozionare i numerosi italiani che li hanno seguiti (e li stanno seguendo) nell'arco della loro brillante carriera. Filippo Magnini (elemento di spicco del nuoto azzurro da molti anni), Davide Cassani (attuale commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo), Giulia Ghiretti (recentemente vincitrice di due medaglie alle parolimpiadi in Brasile) e Ayomide Folorunso (a Rio 2016 con la staffetta italiana 4x400, specialista nei 400 metri ostacoli) hanno abbracciato i ragazzi, mandando messaggi positivi a giovani e meno giovani.

GIOCHI E PREMIAZIONI

Alla presenza di Elio Volta, coordinatore del progetto Giocampus, dell'Assessore Giovanni Marani, del responsabile relazioni scientifiche Barilla Group Roberto Ciati, i ragazzi hanno dimostrato talento e passione nelle varie discipline sportive proposte durante l'arco della mattinata: dal calcio al basket, dal rugby al baseball, passando anche dal golf e dal ping pong. E poi tante altre attività che hanno fatto divertire futuri ballerini e amanti delle arti circensi. Inoltre cinque rappresentanti del progetto sono stati premiati con una targa celebrativa per l'impegno quotidiano che hanno dedicato durante tutti questi anni di crescenti risultati positivi. La chiusura? Non poteva essere che un gustoso pasta party curato dalla cucina mobile della Protezione Civile in coordinamento con Barilla: un pranzo collettivo tra risate e chiacchiere. Il tutto all'insegna dello spirito di festa e della condivisione.

giocampus day tardini

giocampus 12

giocampus 14

giocampus 10

giocampus 9

giocampus day tardini 3

Le foto continuano nella galleria in fondo alla pagina

Pubblicato in Cronaca Parma
Mercoledì, 28 Settembre 2016 10:44

Giocampus Day: una festa aperta a tutta la città

Happy giocampus day! Sabato 1 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 14.30 Giocampus accende lo stadio Tardini con una festa aperta a tutti, con ospiti del mondo dello sport e dell'alimentazione.

Parma, 28 settembre 2016

Il progetto dedicato agli stili di vita delle future generazioni festeggia con tutta la città i protagonisti di Giocampus. Allo stadio Tardini nasce la prima edizione di Giocampus Day: una festa aperta a tutti, con ospiti del mondo dello sport e dell'alimentazione, per rendere omaggio ad una comunità di grandi impegnata per il futuro dei più piccoli.
In continua evoluzione e senza mai tradire lo scopo condiviso dal giorno della costituzione dell'Alleanza Educativa, Giocampus è da anni impegnato nella promozione di corretti stili di vita che possano influire positivamente sul futuro delle nuove generazioni coinvolgendo a cascata le loro famiglie, il contesto in cui vivono e di conseguenza l'intera comunità.
Sabato 1 ottobre a partire dalle ore 9.00 anche chi non ha mai avuto modo di sperimentare Giocampus potrà confrontarsi con i molteplici contenuti di un modello vincente da un punto di vista didattico e scientifico per il benessere dei bambini. I Maestri del Movimento e i Maestri del Gusto condurranno tutti i partecipanti alla scoperta della didattica di Giocampus. Durante la giornata, inoltre, cinque rappresentanti del progetto saranno infine premiati con una targa celebrativa per l'impegno quotidiano che hanno dedicato durante tutti questi anni.

Il programma
9.00 - 12.00 Giocampus per tutti: attività e percorsi di educazione motoria ed alimentare;
12.15 Premiazioni;
12.45 Pasta Party, curato dalla Cucina Mobile della Protezione Civile in coordinamento con Barilla: un pranzo collettivo all'insegna dello spirito di festa e condivisione.

La mattinata con Giocampus sarà aperta al pubblico e a ingresso libero. Grandi e piccini avranno anche modo di incontrare alcuni volti noti del mondo sportivo e non solo, amici da tempo del progetto e testimoni di valori condivisi.
Per maggiori informazioni www.giocampus.it 

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

I brand di Conserve Italia sponsor della 18° edizione della rassegna gastronomica di Castel San Pietro che ha visto la partecipazione di 23 scuole europee.

Bologna, 17 maggio 2016 - Decisamente nutrita e qualificata l'adesione di scuole alberghiere di tutta Europa alla 18° edizione del concorso internazionale "Bartolomeo Scappi", organizzato a fine aprile a Castel San Pietro Terme (BO) dal locale istituto con la partecipazione di ben 23 squadre, equamente ripartite tra italiane e straniere (l'Austria la nazione più rappresentata) con concorrenti provenienti anche da Istanbul e Riga.

Questo appuntamento ormai tradizionale del settore enogastronomico con la rete degli istituti alberghieri europei, articolato in tre sezioni (cucina, sala e bar) e relative sottosezioni, è stato sponsorizzato da Conserve Italia con i marchi Cirio Alta Cucina e Yoga. I pomodori Cirio sono stati ampiamente utilizzati nella tre giorni di concorso e Pelati, Datterini, Polpa e SuperCirio sono stati tra i protagonisti in cucina.

Le giurie hanno lavorato a fondo per valutare tutti i concorrenti e stilare le classifiche finali: la premiazione è avvenuta nel corso della serata conclusiva, che ha visto professori e allievi dello Scappi impegnati nell'organizzazione di una cena di grande prestigio culinario.
Pier Paolo Rosetti, direttore generale di Conserve Italia, ha partecipato, insieme ad altri dirigenti del consorzio, all'evento conviviale ed ha premiato personalmente i tre giovani vincitori della sezione "Bar": nell'ordine, Bettina Hechenberger dell'istituto "Am Wilden Kaiser" di St. Johann in Tirol (Austria), Jil Conter del liceo tecnico "Alexis Heck" di Lussemburgo e Brendan Guendouza del Lycée d'hotellerie e de tourisme di Guyancourt (Francia). Gli altri vincitori sono risultati Youri D'Aversa (Italia) per la sezione Cucina, Cristian Rohel (Lussemburgo) per la sezione Gelateria, Alessandro Poletto per la categoria Sommelier, l'istituto Medici di Legnago (VR) per la sezione Slow Sloorp e lo chef Davide Battizocco del ristorante "La Sosta del Gallo" per la sezione "cuochi professionisti".

"Sono soddisfatto della partecipazione di Cirio Alta Cucina e Yoga al concorso di Castel San Pietro – ha dichiarato il direttore generale Pier Paolo Rosetti – perché si è trattato di un evento gastronomico che ha coinvolto concorrenti di tanti paesi, quindi una vetrina ideale per i nostri marchi che possono vantare notorietà e diffusione di carattere internazionale. Trovo inoltre molto positivo far conoscere e - mi auguro - apprezzare i nostri prodotti a giovani promettenti studenti, che saranno gli chef del domani, comunicando i valori di italianità, gusto e resa che contraddistinguono la nostra gamma d'offerta".
(in Allegato Pdf i Vincitori e le foto dei prodotti)

Mercoledì, 23 Marzo 2016 09:49

Come spiegare ai bambini il terrorismo?

Il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei minori spiega come affrontare l'emergenza bambini-informazioni sul terrorismo...

Di Alexa Kuhne

Parma, 23 marzo 2016

Il bombardamento di notizie a cui sono sottoposti i bambini è ormai inarrestabile. Non lo si può evitare, nemmeno spegnendo la tv, perché ci sarebbero la radio o le chiacchiere a scuola o al supermercato.
Inevitabilmente, si finisce per parlare, di continuo, di fatti che ormai ci riguardano troppo da vicino e che stanno sicuramente impattando con violenza con la ingenua mente dei nostri piccoli, rendendoli vittime di cose per loro incomprensibili e costringendoli a crescere prima...
La questione che si pone a un adulto che si trovi a dover maneggiare una pletora di informazioni e immagini drammatiche che arrivano senza filtri a un figlio è davvero delicata e va trattata con particolare attenzione. Perché non basta più evitare: è necessario affrontare, con le dovute precauzioni.
Ecco quale potrebbe essere l'approccio più corretto secondo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, sociologo e giornalista.

sociologo Antonio Marziale

I più piccoli sono in qualche modo colpiti dalle immagini divulgate dai notiziari?

"La guerra, o terrorismo che dir si voglia, è troppo vicina a noi. È in atto e ne siamo coinvolti. Difficile non rimanere scioccati davanti agli accadimenti, come quello odierno in Belgio, e altresì difficile spiegare cosa sta accadendo ai bambini, che chiedono spiegazioni".

Come comportarsi per aiutarli a comprendere nella maniera meno traumatica?

"Creando, a casa come a scuola, occasioni di spiegazione e dibattito. Un compito in classe per far sì che siano loro a spiegarci da dove cominciare a parlare, a seconda della percezione che essi già possiedono. Da un disegno. Poco importa se si perdono ore di matematica o religione o altre materie. Tutti i docenti sono abilitati ad intraprendere il discorso, perché sono adulti di riferimento, dei quali i piccolini si fidano".

Quindi mai tacere o nascondere?

"I bambini necessitano della verità per imparare a misurarsi con il quotidiano che li circonda, per quanto nuda e cruda possa essere. D'altronde le favole non sono tutte 'belle': si pensi al cacciatore che uccide la mamma di Bambi: sempre la verità davanti alla paura.

Con quali parole?

"Non bisogna certo essere laureati in pedagogia o scienze internazionali: bastano le parole che sentiamo dentro. La nostra verità arriva forte ai bambini, molto di più delle 'balle' rassicuratrici, cui gli adulti siamo abituati pensando di avere davanti 'ebeti' da calmierare".

Tacere sui fatti del mondo significa renderli impreparati?
"Risparmiare la verità ai bambini, pensando che siano troppo piccoli per capire, li trasforma in vittime alquanto impreparate di fronte a qualsiasi trauma la vita li destinerà".

Pubblicato in Cronaca Emilia
Pagina 5 di 5