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Mercoledì, 23 Ottobre 2019 08:50

A Parma la Giornata del dialogo cristiano islamico

“Non c’è futuro senza fratellanza e solidarietà”: è il titolo dell’appello emanato per la XVIII Giornata del dialogo cristiano-islamico, iniziativa ecumenica nata dal basso dopo l’11 settembre 2001 per evitare che da una catastrofe come quella di New York nascessero altre catastrofi.

Attraverso reti di amicizia e di prossimità con il passare del tempo l’iniziativa si è sviluppata e allargata, ogni anno alla luce di un nuovo appello rivolto agli uomini e alle donne di buona volontà sui temi della pace, della giustizia, della condivisione e dell’interazione. Anche quest’anno attorno al 27 ottobre, data canonica della Giornata, sono centinaia gli eventi organizzati in tutta la penisola con diverse modalità: conferenze, tavole rotonde, camminate, incontri in carcere, cene, concerti. Una spirale di guerra senza fine, la criminalizzazione della solidarietà ai migranti che rischiano la morte, un razzismo sempre più violento, il disprezzo dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalla dichiarazione dei diritti umani. Su questi fenomeni fa luce l’appello che invita le amiche  egli amici della pace, le comunità cristiane e musulmane in Italia e le istituzioni a mobilitarsi per costruire occasioni di dialogo.

A Parma, per iniziativa della Comunità islamica di Parma e provincia e del Consiglio delle Chiese cristiane (Chiese cristiana avventista del settimo giorno, cattolica, metodista, ortodossa di San Nectario, ortodossa romena), si celebrerà la Giornata venerdì 25 ottobre alle 20.30 presso il Centro islamico di via Campanini 6 (zona artigianale di via Mantova). Interverranno sul tema “Non c’è futuro senza fratellanza e solidarietà” Mohamed Amin Attarki, referente del Centro islamico di Parma, e Antonio Cuciniello, arabista e islamologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo gli interventi seguirà un dibattito che terminerà con un momento conviviale offerto dalle due organizzazioni promotrici. 

Aderiscono all’iniziativa il gruppo Sae (Segretariato attività ecumeniche) di Parma e l’associazione Viandanti.

Pubblicato in Cronaca Parma
 
Aggiornamento livelli idrici in relazione alla piena del Po. 30 tecnici operativi h24: la Bonifica Parmense chiude le paratoie per proteggere i territori della Bassa.
 

In attesa della piena del Po, il cui passaggio è previsto nel territorio parmense questa notte, i tecnici del Consorzio della Bonifica Parmense sono al lavoro per chiudere le paratoie degli impianti idrovori sull’asta del fiume Po: un’azione a tutela e protezione di tutti i territori sottesi della Bassa parmense attraverso il controllo del livello dei canali. Grazie a questo intervento delle squadre consortili – una trentina di tecnici che opereranno full-time h24 – quando la piena transiterà nella Bassa il rigurgito del Grande Fiume non si estenderà ai canali, evitando il potenziale allagamento dei comprensori nel territorio da Polesine Parmense a Colorno. 

Entro la giornata di domani è prevista la chiusura di cinquanta paratoie: quelle che si trovano ad un livello più basso sono già state chiuse. Le altre verranno chiuse, man mano che il livello del Po aumenterà. Il primo sensore di livello è quello di Ongina è a quota 32 metri s.l.m., in aumento. A causa delle forti precipitazioni registrate in questi giorni sull’Italia nord-occidentale la Protezione Civile dell’Emilia-Romagna, in stretto raccordo con Arpa Emilia-Romagna ed AIPo infatti ha diramato un’allerta meteo Gialla per Rischio idraulico sulla macroarea, corrispondente alla Pianura e bassa collina emiliana occidentale tra le province di Parma e di Piacenza. Nel corso della giornata di domani, mercoledì 23 ottobre, il transito della piena nel Piacentino potrà arrivare a lambire la soglia 2, corrispondente al Codice colore Arancione. 

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Martedì, 22 Ottobre 2019 16:31

Il Questore di Parma chiude un locale per 15 giorni

Con provvedimento adottato ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Questore di Parma ha disposto, su proposta del Comando Stazione Carabinieri di Parma Oltretorrente nell’ambito di una operazione di polizia giudiziaria inerente lo spaccio di sostanze stupefacenti, la sospensione della licenza della sala giochi ad insegna “ROYAL SLOT CAFE’”, di via Bocchi 2, per un periodo di 15 giorni. 

Nei giorni scorsi il proprietario della sala giochi ed un avventore della stessa sono stati denunciati per reati in materia di stupefacenti, avendo, tra l’altro, rinvenuto all’interno della sala vari quantitativi di sostanza stupefacente.

La vicenda, anche in considerazione del fatto che la sala giochi ospita non solo una sezione dedicata alle cosiddette “VLT”, riservata ai maggiorenni, ma anche altre tipologie di giochi che possono essere utilizzati da minori ed un bar, è stata considerata di particolare gravità per l’accertata attività di spaccio all’interno dei locali, anche di eroina e la presenza di arnesi utilizzati per il taglio. 

La chiusura si è resa necessaria anche per la tutela dei minori potenziali avventori e fruitori della sala giochi attesa la presenza, oltre che del bar, di giochi senza vincita in danaro.

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Ieri a Parma è stata condotta un’altra attività di controllo straordinario del territorio volto al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e all’immigrazione clandestina. Sono state messe in campo diverse pattuglie in più sul territorio rispetto all’ordinario: 6 della Polizia di Stato e 1 della Polizia Municipale. Il Dipartimento della Polizia di Stato ha messo altresì a disposizione una squadra del Reparto Mobile di Bologna.

Gli attenti e mirati controlli si sono svolti nel Quartiere San Leonardo, predisponendo chiusure all’interno del Parco del Naviglio Alto, così come in Via Venezia, dove i cittadini segnalano la presenza di attività di spaccio. Parallelamente, grazie ai continui servizi massivi di controllo, l’Ufficio Immigrazione, nelle ultime due settimane ha provveduto all’espulsione di 12 cittadini stranieri irregolari e particolarmente pericolosi. 

Pubblicato in Cronaca Parma
Successo straordinario per l’evento “Happy Birthday Mary”  la celebrazione del 361° compleanno di Maria Beatrice d'Este (Mary of Modena), l'unica italiana diventata Regina d'Inghilterra, che si è svolto l’altro giorno in Piazza Roma a Modena. L’evento, organizzato dal Club Unesco di Modena e l’associazione Viceversa, e patrocinato dal Comune di Modena, si è svolto nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2019, un’iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea dal 1999.

Una giornata magica e ricca di emozioni, seguita da centinaia di persone e sfociata nel momento clou rappresentato dal corteo storico partito da Corso Duomo per attraversare le vie del centro, con sessanta figuranti in costumi d'epoca accompagnati da sette musici che hanno preceduto la sfilata con rulli di tamburi e il suono delle chiarine. Il corteo ha poi raggiunto Piazza Roma per i festeggiamenti davanti al Palazzo Ducale dove Maria Beatrice vide i natali il 5 ottobre 1658.

“La grande attrattiva di questo evento è stata data dal gioco delle sovrapposizioni dei piani temporali: un corteo composto da figuranti di epoche diverse, dal Medioevo al Rinascimento e con un tuffo nell'Ottocento – spiegano gli organizzatori -. Per questo ringraziamo le associazioni Dama Vivente di Castelvetro, la Società Danza Circolo Modenese, La San Nicola di Castelfranco Emilia e i musici della Maestà della Battaglia per la loro professionalità ed entusiasmo”.

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Hanno riscosso notevole successo anche le due visite guidate alla scoperta di Mary of Modena: 150 persone hanno seguito la narrazione di Elena Bianchini Braglia, scrittrice e fondatrice dell’Associazione Terra e Identità.

“L’evento è rientrato nell’ambito delle Passeggiate patrimoniali dell’Unesco – spiega Carlo Pellacani, Presidente del Club Unesco Modena -. Le passeggiate patrimoniali sono eventi molto partecipati , pensati e voluti a livello europeo che prevede la riscoperta e valorizzazione delle identità, valori e le eccellenze dei singoli paesi europei. Anche in questa occasione, abbiamo voluto riscoprire un altro aspetto particolare della storia di Modena, la vita di Mary of Modena, ancora poco conosciuta per il ruolo che ha ricoperto come Regina d’Inghilterra e che merita di essere conosciuta per la forza e la determinazione e che perse la corona, dopo soli quattro anni di regno, a causa della sua fede. 
Attraverso le visite guidate da Elena Bianchini Braglia, sono state illustrate tutte le fasi che hanno portato Maria Beatrice, da giovane duchessa di un piccolo casato estense a diventare una grande regina. Un bell’esempio che a livello europeo ci invidiano, l’unica modenese regina di Inghilterra.  

L’evento è stato realizzato grazie alla collaborazione di Modenamoremio e delle associazioni Terra e Identità, Ucim, Salotto Culturale Aggazzotti, Distretto Culturale Abate Road 66 e il sostegno tecnico del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modena, Rosticceria La Pradella, Dolcem e Caffè Concerto.
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La Polizia di Abbiategrasso e quella di Modena hanno lavorato in sinergia per garantire il trasporto in tempi rapidi dalla Lombardia al Policlinico di Modena di alcuni organi, che sono poi stati trapiantati in un paziente che è già stato dimesso.

Modena –

Può essere definito un “traporto eccezionale”, talmente prezioso da essere “scortato” dagli agenti di Polizia locale da Abbiategrasso a Modena. Oggetto della “staffetta” un organo, nello specifico fegato e tessuti, che doveva essere trapiantato a un paziente in attesa al Policlinico di Modena e che doveva quindi arrivare in tempi rapidi all’equipe medica in attesa di eseguire il delicato intervento salvavita.

Alcuni giorni fa, attorno alle 18, una pattuglia della Polizia di Abbiategrasso proveniente dal presidio ospedaliero meneghino, in supporto all’Agenzia Regionale Lombarda di Emergenza e Urgenza Areu -118, ha avvisato i colleghi del Comando di Modena che in un’ora sarebbero arrivati per un trasporto di organi destinati al Policlinico di via del Pozzo.

Alle 19, è avvenuto il “passaggio di testimone” al casello di Modena Nord, da dove la squadra modenese è partita a sirene spiegate per scortare la pattuglia lombarda fino al Pronto Soccorso del Policlinico. Da qui, gli organi sono stati finalmente consegnati nelle mani dell’equipe medica, già pronta in sala operatoria per eseguire l’intervento chirurgico, perfettamente riuscito. Per la cronaca, il paziente che ha ricevuto l’organo sta bene ed è stato già dimesso dall’ospedale. Missione compiuta!

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L’auto completamente distrutta dalle fiamme è stata trovata in via Caruso, la strada che conduce alla discarica di Hera. Sul posto Vigili del Fuoco e Carabinieri che cercheranno ora di dare un’identità alla vittima. Le sue condizioni sono tali da non riuscire nemmeno a stabilire se si tratta di un uomo o di una donna.

Modena –

Un cadavere carbonizzato è stato trovato questa notte, attorno alle 3, in via Caruso, la laterale di via Nonantolana, nella periferia Nord di Modena, che conduce alla discarica di Hera. La segnalazione di un’auto in fiamme ai Vigili del Fuoco è arrivata nel cuore della notte.

Giunti sul posto, i pompieri hanno spento subito le fiamme che avevano già completamente distrutto una Fiat Panda. Al suo interno, la macabra scoperta: il corpo completamente carbonizzato di una persona, non si sa ancora se di un uomo o di una donna, date le condizioni in cui versava.

Sono quindi stati informati i Carabinieri, che si sono recati sul posto per i primi rilievi e accertamenti, alla ricerca di un particolare, un indizio, anche sulla vettura, che possano fare risalire all’identità della vittima e stabilire le cause della morte. Nessuna ipotesi, infatti, è esclusa, dall’omicidio al suicidio. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza. L’auto, nel frattempo, è stata rimossa dalla sede stradale. 

A rendere ancora più inquietante il giallo è la zona in cui il corpo carbonizzato è stato ritrovato: sempre nei dintorni della discarica Hera, dove, lo scorso mese di febbraio, è stato ritrovato il corpo di Ghizlan El Hadraoui, la giovane mamma di 37 anni, uccisa a coltellate dal marito, che poi ha dato fuoco all’auto con dentro il cadavere.

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In attesa dell’autopsia, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati dodici medici dell’Ospedale di Sassuolo che hanno operato a giovane per una sospetta peritonite. L’accusa è di omicidio colposo. La morte forse causata dalla rottura di un vaso sanguigno che avrebbe provocato uno choc emorragico.

Modena –

Sono dodici i medici dell’Ospedale di Sassuolo iscritti nel registro degli indagati per la morte di Maura di Puoti, la 22 enne originaria di Caserta, ma da tempo residente a Ca’ di Sola, morta tra nella notte tra il 17 e il 18 febbraio all’ospedale di Baggiovara, dopo essere stata operata dieci giorni prima nel nosocomio sassolese.

L’ipotesi di reato è di omicidio colposo, un atto dovuto per dare inizio alle indagini e consentire la nomina di legali e periti. È prevista per domani, intanto, la Procura della Repubblica conferirà l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia sul corpo della ragazza per ricostruire le cause esatte del decesso e indirizzare l’inchiesta dei pm su eventuali responsabilità del personale medico e sanitario che ha seguito la giovane dal primo ricovero fino alle tragiche conseguenze. 

Maura di Puoti si era presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Vignola lo scorso 7 ottobre lamentando forti dolori addominali. I medici hanno capito subito che si trattava di un attacco di appendicite ormai degenerato in peritonite e ha trasferito la 22 enne all’ospedale di Sassuolo, dove è stata operata d’urgenza. 

Il decorso post operatorio si è svolto in maniera regolare, ma il 17 ottobre la giovane ha cominciato a lamentare un dolore alla spalla. È stata così trasferita all’ospedale di Baggiovara per essere sottoposta a un angio TAC. A parte quel dolore per il quale era stato predisposto l’accertamento diagnostico, Maura di Puoti stava bene, scherzava e rideva con i familiari, ma subito dopo l’esame le cose sono improvvisamente precipitate e dopo un breve ricovero in Rianimazione, la ragazza è deceduta. Una morte improvvisa e inaspettata, forse provocata dalla rottura di un vaso sanguigno che ha causato uno choc emorragico fatale e sulle cui responsabilità si sta indagando.

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Secondo la denuncia della ragazza, di nazionalità marocchina, l’autore della violenza sarebbe un connazionale di 19 anni che avrebbe abusato di lei ne presso un cantiere di via Divisione Aqui. Il racconto è al vaglio degli inquirenti.

Modena –

Sequestrata e costretta a subire un rapporto sessuale da parte di un connazionale. Una 26 enne marocchina, senza fissa dimora, ha denunciato alla Polizia la violenza sessuale che sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 ottobre scorsi, in un container del cantiere del cohousing in via Divisione Aqui, in stato di abbandono da tempo e recentemente bonificato.

Secondo il racconto della giovane, un connazionale di 19 anni, anch’egli senza fissa dimora e di sua conoscenza, dal momento che entrambi frequentavano il cantiere per passarvi la notte, l’avrebbe prima minacciata con un cutter, poi l’avrebbe trascinata all’interno del container e, dopo averla rinchiusa, l’avrebbe costretta a subire un abuso sessuale.

 La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura, sta attualmente verificando la veridicità del racconto della giovane e sta cercando di rintracciare il presunto colpevole.

 

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La Squadra Volante ha denunciato in stato di libertà due cittadini italiani, padre e figlio, per il reato di produzione e detenzione illecite di sostanze stupefacenti o psicotrope.

I due, in un appezzamento di terra, delimitato da un telo oscurante verde, all’interno di un cortile condominiale in zona Madonnina a Modena, avevano coltivato diverse piantine di cannabis. Al momento del controllo vi erano 7 arbusti e 14 fori sul terreno, riconducibili ad altrettante piante, con tutta probabilità estirpate da pochi giorni.

Una volta appurato che tale area verde era di proprietà esclusiva dei due, padre e figlio, gli agenti hanno approfondito gli accertamenti. In una stanza, all’interno dell’abitazione, i due avevano creato una struttura di bastoni sorretti da cavalletti di legno per l’essicazione dove erano attaccati 117 rami di cannabis con relativa inflorescenza, per un peso complessivo di circa 16 kg.

Piantine, rami e una busta contenente 172 semi di canapa sativa kompolti sono stati sottoposti a sequestro.

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Pubblicato in Cronaca Modena