Calano le assunzioni nell'industria e crescono nei servizi. Aumenta il ricorso al contratto a tempo indeterminato e cresce la domanda di diplomati e di personale con qualifica di formazione professionale o diploma professionale. Ancora debole la domanda di giovani. -

Parma, 13 novembre 2015 -

Il mercato del lavoro in provincia di Parma si contrae ancora: il saldo occupazionale risulta infatti negativo per 780 unità. Il dato è però meno pesante di quello del 2014.
Le assunzioni programmate sono 6.150, lo stesso numero previsto lo scorso anno. Complessivamente verranno assunte 89 persone ogni 100 in uscita. Solo il 18,8% delle imprese prevede di assumere personale e la riduzione della base occupazionale sarà maggiore nelle micro imprese. In aumento il ricorso al contratto a tempo indeterminato e a tempo determinato non stagionale; le forme contrattuali flessibili (contratto a tempo determinato non stagionale e a carattere stagionale) vengono utilizzate in quasi 6 casi su 10. Cresce la domanda di diplomati mentre è in lieve flessione quella di laureati. Sempre in calo la domanda di professioni tecniche e di impiegati mentre cresce quella di professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi.

Questo, in sintesi, è quanto emerge dal Rapporto Excelsior 2015, elaborato dall'Ufficio studi della Camera di Commercio, presentato oggi dal presidente Andrea Zanlari da Giordana Olivieri, con un intervento conclusivo di Guido Caselli, responsabile del Centro studi di Unioncamere Emilia-Romagna. Il Rapporto è basato sui dati forniti dall'indagine Excelsior, giunta quest'anno alla sua 18esima edizione e realizzata da Unioncamere e da tutte le Camere di commercio ital in accordo con il Ministero del Lavoro. Circa 100.000 le imprese dell'industria e dei servizi con almeno un dipendente intervistate in tutta Italia.

PARMA: I DATI

I movimenti nel mercato del lavoro (entrate, uscite e saldi)
In provincia di Parma, a fronte di 6.510 assunzioni (di cui 5.120 non stagionali), sono previste 7.290 uscite con un saldo negativo di 780 unità, pari ad una flessione dello 0,7%, uguale al calo medio regionale e nazionale (-0,7%). Va meglio rispetto al 2014 (quando si era registrato una contrazione dello 0,8% su Parma, pari a 920 posti di lavoro persi) e al 2013 (quando la contrazione era stata del 2%, con 2.260 posti di lavoro persi).

A livello nazionale lo scenario occupazionale si presenta con saldi negativi per 99 province e Parma figura al ventiduesimo posto. In regione si colloca al quarto posto insieme a Reggio Emilia, preceduta da Piacenza (-0,2%), Bologna (-0,5%) e Modena (-0,6%). Rimini ultima con -1,5%. A livello nazionale si menzionano in crescita Milano (+0,2%) e Catania (+0,5%). Fanalino di coda, Crotone con –2,5%.

Sul versante delle entrate crescono quelle di carattere non stagionale (+17,7%) mentre le assunzioni stagionali calano del 35,3%. Il 78,6% delle 6.510 assunzioni previste nel 2015 sarà rappresentato da lavoratori non stagionali. Le assunzioni crescono dell'8,6% nei servizi mentre calano del 13,9% nell'industria.

Le dimensioni d'impresa
La diminuzione di posti di lavoro si concentra nelle piccolissime imprese, quelle cioè con meno di 10 dipendenti (-440 unità, quindi -1,7%) che rappresenta quindi il 56% del saldo occupazionale negativo della provincia di Parma. Nelle imprese di maggiori dimensioni il saldo risulta negativo di 190 unità (rispetto a +30 dell'anno scorso, quindi -0,3%), mentre le aziende da 10 a 49 dipendenti passano da -270 dell'anno scorso a -140 (-0,5%).

I settori economici
Sul versante delle entrate il 32,3% delle nuove assunzioni è riconducibile alla domanda proveniente dal manifatturiero e dall'edilizia, mentre per il 67,9% dal terziario.
Il comparto dell'industria evidenzia una flessione del tasso di crescita occupazionale pari allo 0,5%, meno pesante del dato medio provinciale. Rimane particolarmente critico l'andamento del settore delle costruzioni (-250 unità) che continua a registrare cali occupazionali dal 2009. All'interno del comparto manifatturiero spicca il saldo occupazionale ampiamente positivo di +110 unità delle industrie meccaniche.
Complessivamente i servizi segnano una flessione occupazionale dello 0,8%, leggermente superiore al dato provinciale. Il calo è determinato dai settori del commercio, trasporti e logistica, tempo libero/servizi alle persone. Una conferma di come la crisi riducendo i consumi, abbia pesantemente inciso sul versante occupazionale. All'interno dei servizi, solo il settore della sanità e assistenza sociale esprime un saldo positivo (+10), mentre il quadro occupazionale nei servizi operativi appare stabile: entrate ed uscite si eguagliano.

Le imprese che assumono
Le imprese che prevedono assunzioni nel corso dell'anno sono il 18,8%, dato di poco superiore al 2014 ma comunque superiore a quello regionale e nazionale. Le assunzioni si concentrano tra le aziende con oltre 50 dipendenti. La motivazione principale per la ricerca di lavoratori è la sostituzione di lavoratori temporaneamente non disponibili, ma si assume anche per prepararsi a una crescita della domanda del mercato.
L'altra faccia della medaglia è un 81,2% di imprese che esclude qualsiasi assunzione. Si tratta di imprese molto piccole (fino a 9 dipendenti) che ritengono di possedere un organico già adeguato (7 risposte su 10).

Le forme contrattuali
Crescono soprattutto i contratti a tempo indeterminato e a tempo determinato non stagionale, netta contrazione invece dello stagionale. Indeterminato al 36,3% (+6,1%), soprattutto nel settore dell'industria (41%). Il determinato stagionale è in netto calo del 35,3% (da 2.150 previsioni di assunzione nel 2014 a 1.390 nel 2015). Il determinato non stagionale invece rappresenta la seconda modalità di assunzione, con quote che vanno dal 35,5% per Parma (rispetto al 30,5% del 2014), al 32,2% per l'Emilia-Romagna e al 28,4% per l'Italia.
Il contratto a tempo determinato, nel complesso, aggregando quelli a carattere stagionale con quelli legati ad altre esigenze, rappresenta quasi 6 casi su 10, sia a livello provinciale che regionale e nazionale.

I titoli di studio
Si registra una lieve flessione di personale laureato al 16,1% (contro il 19,2% del 2014) e una crescita di diplomati (37% contro il 34,6% del 2014). Anche quest'anno però a Parma la percentuale di assunzioni con laurea supera la media regionale (14,0%) e nazionale (15,4%) e nel confronto con le altre province italiane si piazza al sedicesimo posto con il 16,1%. In regione è al secondo posto dopo Bologna (18,2%).

Cresce di quasi 5 punti percentuali la quota di lavoratori con qualifica professionale (16,9% rispetto al 12% del 2014), mentre si riduce la quota di personale con nessuna formazione specifica (30% rispetto al 34,2% del 2014).
La richiesta si orienta verso laureati in ingegneria (240 unità) per il 29,3% (contro il 28,6% del 2014); in particolare sono ricercati laureati a indirizzo ingegneria elettronica e dell'informazione (110), ingegneria industriale (100), altri indirizzi d'ingegneria (30). Decisamente in aumento i laureati a indirizzo economico (250 unità, pari al 30,5% del totale) contro le 100 unità del 2014 (pari all'11,9%). Seguono in misura minore gli altri indirizzi, tra cui chimico-farmaceutico (40), sanitario-paramedico e insegnamento-formazione (30 ciascuno).

Le professioni
L'intensificazione della domanda di lavoro che le imprese prevedono nel corso del 2015 ha rafforzato la richiesta di "medium skills" (cioè professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi) e "low skills" (operai specializzati e conduttori di impianti).
Nella provincia di Parma si prevede che il 22,6% (contro il 27,2% del 2014) delle nuove assunzioni rientri nel gruppo con maggiore specializzazione, ovvero dirigenti (0,4%), professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (7,4%) e professioni tecniche (14,8%).
Complessivamente la quota di assunzioni di professionalità maggiormente qualificate "high skills" (tecnici, impiegati con alta specializzazione, dirigenti) si riduce di quasi 5 punti percentuali rispetto al 2014.

I giovani
In flessione la propensione delle imprese ad assumere personale "giovane" (fino a 29 anni). E' un dato inferiore sia al valore medio regionale (27,5%) sia a quello nazinale (29,2%).

I canali
Relativamente ai canali di ricerca del personale oltre il 50% delle imprese ha scelto il personale da assumere nel 2014 partendo da una conoscenza diretta del candidato. La modalità maggiormente utilizzata dalle imprese per individuare e selezionare il personale risulta essere la conoscenza diretta, da intendere come la possibilità di "testare" attraverso contratti a termine o di collaborazione, tirocini o stage il candidato prima di procedere all'assunzione. Il 54,3% delle aziende provinciali nel 2014 ha effettuato un'assunzione per conoscenza diretta del candidato, in aumento rispetto all'anno precedente.
La seconda modalità di selezione è quella legata alle banche dati aziendali, dove vengono conservati i curriculum dei candidati: ad esse fanno riferimento il 27,4% delle aziende. Questi due canali coprono la quota dell'81,7% nella nostra provincia, dell'82,7% in Emilia-Romagna e 85,1% in Italia.
Diminuisce la rilevanza della segnalazione da parte di conoscenti e fornitori che passa dal 7,4% di utilizzo da parte delle imprese nel 2013 al 5,1% nel 2014.
Risulta in lieve flessione il ricorso ad intermediari privati, come le società di lavoro interinale (vi si è rivolto il 3,7% delle imprese nel 2014).
Ricoprono un ruolo residuale le società di selezione e associazioni di categoria e internet (3,1%). Solo l'1,5% delle imprese si sono rivolte ai Centri per l'impiego.

(Fonte: ufficio stampa Camera di commercio)

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L'Europa rimane il primo mercato di sbocco ma le esportazioni aumentano in tutti i continenti con la sola eccezione dell'Africa. Exploit in Oceania, ottimi risultati in America e soprattutto negli Stati Uniti. -

Parma, 15 ottobre 2015 -

Nei primi sei mesi del 2015 il valore delle esportazioni parmensi è aumentato del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2014 e ha superato del 28,5% il valore del 2008, il più alto prima della crisi internazionale.

Sono cresciute le esportazioni dei prodotti farmaceutici (+21,2 per cento), alimentari (+4,1 per cento), chimici (+13,3 per cento), della lavorazione di minerali non metalliferi (+9,3 per cento), gli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+86,1 per cento) e i prodotti in metallo (+10,9 per cento).
E' cresciuto meno il settore dei macchinari ed apparecchiature, poco più di un punto percentuale. Diminuzioni anche per gli articoli di abbigliamento (-6,3 per cento), gli articoli in pelle (-23,8 per cento) e per le apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-9,5 per cento).

In valore assoluto Parma, tra gennaio e giugno 2015, ha esportato merci per oltre 3.096 milioni di euro, in gran parte provenienti dai settori di "macchinari ed apparecchiature" (28,5 per cento), dei "prodotti alimentari" (22,7 per cento), dei "prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici" (13,0 per cento), dei "prodotti chimici" (6,4 per cento), degli "altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi" (5,9 per cento), di "autoveicoli, rimorchi e semirimorchi" (3,9 per cento) dei "prodotti della metallurgia" (3,2 per cento), degli "articoli in gomma e materie plastiche" (3,0 per cento), dei "prodotti in metallo" (2,8 per cento) e di "articoli di abbigliamento" (2,2 per cento).

Le esportazioni sono aumentate in tutti i continenti ad eccezione dell'Africa. La crescita è stata trainata dall'ottimo risultato ottenuto verso il continente americano (+22,2 per cento), grazie soprattutto al successo delle nostre esportazioni negli Stati Uniti (+47,4 per cento). L'America assorbe il 13,2 per cento dell'export provinciale, gli USA l'8,3 per cento.
Significativo anche l'incremento verso l'Asia (+8,0 per cento) che, a sua volta, assorbe il 14,5 per cento dell'export parmense. Ottimi i risultati verso il Giappone (+32,5 per cento), la Cina (+10,8 per cento) e l'India (+93,2 per cento), per una quota sul totale provinciale che però supera di poco il mezzo punto percentuale.
Da segnalare l'eccezionale crescita delle esportazioni verso l'Oceania e altri territori (+134,8 per cento) che arrivano a rappresentare il 3,2 per cento delle esportazioni provinciali. Negative invece le vendite verso l'Africa (-4,8 per cento) dove si indirizza il 5,1 per cento del totale delle esportazioni.

In Europa l'aumento delle esportazioni è stato del 2,3 per cento. Il dato è inferiore al valore medio provinciale ma le vendite in questo mercato rappresentano il 64,1 per cento delle esportazioni provinciali. La tendenza positiva si accentua verso i paesi appartenenti all'Unione Europea che hanno segnato un incremento del 2,8 per cento: è qui che si è indirizzato il 55,9 per cento delle esportazioni provinciali.

Per quanto riguarda i principali partner europei, hanno segnato ottime performance le esportazioni verso la Spagna (+18,3 per cento) e il Regno Unito (+21,7 per cento), mentre risultano in flessione verso la Francia (-3,1 per cento) e la Germania (-3,8 per cento).
Al di fuori dell'Unione europea diminuiscono ancora le vendite sul mercato russo (-9,8 per cento), a causa delle difficoltà dell'economia russa e delle sanzioni conseguenza della crisi Ucraina.

(fonte: ufficio stampa Camera di commercio di Parma)

Industria a Parma: nel primo trimestre dell'anno segnali negativi per produzione, ordini ed esportazioni. Lieve aumento del fatturato. Migliorano le costruzioni e il commercio ma non l'artigianato. -

Parma, 1 settembre 2015 -

Nei primi tre mesi del 2015 la produzione industriale di Parma è diminuita tendenzialmente dello 0,7%, in peggioramento rispetto al trend, già negativo, dei dodici mesi precedenti. Tutti i settori industriali hanno accusato sofferenze, con l'eccezione delle industrie meccaniche-elettriche e mezzi di trasporto che hanno realizzato una crescita, lieve, dello 0,8%. La produzione è calata soprattutto nelle industrie da 10 a 49 dipendenti (-2,0%) mentre quelle più grandi (da 50 a 499 dipendenti) hanno limitato il calo allo 0,3%. In controtendenza le imprese fino a 9 dipendenti dove la produzione è aumentata dello 0,9%.
Risultati migliori per il fatturato iche nel primo trimestre è cresciuto dello 0,3%. Bene le imprese meccaniche-elettriche e mezzi di trasporto (+4,3%) ma anche, diversamente da quanto accaduto per la produzione, le industrie alimentari (+0,8%). Risultati negativi, invece, per le industrie del legno e del mobile (-4,0%), del trattamento metalli (-2,5%) e per le altre industrie manifatturiere tra cui chimica, carta-stampa-editoria e ceramica (-5,4%).
Battuta d'arresto per le esportazioni. La flessione tendenziale del fatturato estero provinciale è stata dello 0,7%, lieve ma comunque in controtendenza rispetto al trend positivo dei dodici mesi precedenti (+3,7%). Bene invece la Regione Emilia-Romagna dove le esportazioni hanno registrato una crescita tendenziale del 2,5%. Diminuiscono le esportazioni le industrie alimentari, -1,5%, e quelle del trattamento metalli, -5,1%. Andamento positivo per l'industria del legno, +2,5%, e per quelle meccaniche-elettriche e mezzi di trasporto (+2,3%).
Anche gli ordini dall'estero sono scesi dopo due anni di continua crescita, -0,3%. Quasi tutti i settori che esportano hanno accusato diminuzioni degli ordini esteri ad eccezione delle industrie alimentari e del legno e mobile dove la domanda è cresciuta più del 2%.

ARTIGIANATO MANIFATTURIERO
Il primo trimestre 2015 si è chiuso con un bilancio ancora negativo per produzione, fatturato, ordini ed esportazioni. La produzione è diminuita dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il fatturato ha replicato l'andamento in flessione della produzione (-1,6%) e anche le esportazioni hanno registrato una brusca frenata con un calo del 6,0%, in controtendenza rispetto ai dati tendenziali positivi del 2014 (+2,2%). Negativi anche gli ordini totali con una flessione del 2,5%.

COSTRUZIONI
Finalmente positivi i dati del settore edile, in ripresa dopo un lungo periodo di pesanti cali dell'attività: tra gennaio e marzo il volume d'affari è aumentato del 5,1%, in controtendenza rispetto al trend negativo dei dodici mesi precedenti (-6,4%). Stesso andamento in Regione dove però la crescita è stata più lieve (+2,1%).

COMMERCIO AL DETTAGLIO
Bene anche il commercio al dettaglio: nel primo trimestre è ripresa la domanda interna e le vendite sono salite del 4% rispetto allo stesso periodo del 2014. Questa decisa svolta interrompe una recessione che aveva condotto a 7 anni di contrazione delle vendite. L'incremento maggiore riguarda i prodotti non alimentari, +4,4%, ma anche quelli alimentari sono cresciuti del 3%. Decisamente bene le vendite dei prodotti per casa ed elettrodomestici, +7,2%, mentre per abbigliamento e accessori la crescita si ferma al +3,6%. Svolta positiva anche per le vendite al dettaglio degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini che, con una variazione tendenziale del +4,1%, interrompono un trend negativo cominciato nell'estate 2012. I buoni risultati riguardano anche gli esercizi di piccole dimensioni, fino a 5 dipendenti, che mettono a segno un incremento delle vendite del 4.9%.

SISTEMA IMPRENDITORIALE PARMENSE: CONSISTENZA DELLE IMPRESE AL 30 GIUGNO 2015

Nel secondo trimestre 2015 sono nate 651 imprese e ne sono cessate 397. Il saldo positivo di 254 unità ha determinato un tasso di crescita imprenditoriale pari al +0,6%, superiore, sia pure di poco, a quello del secondo trimestre 2014 (+0,3%). Dopo il forte calo registrato a inizio anno il saldo iscrizioni/cessazioni, come solitamente accade, è ritornato positivo, senza però recuperare il calo accusato nei primi tre mesi dell'anno: la consistenza delle imprese al 30 giugno 2015 è infatti inferiore a quella di un anno fa di 248 unità.
Complessivamente, al 30 giugno, le imprese registrate alla Camera di Commercio di Parma sono 46.194, di cui 41.406 attive. Rispetto al primo trimestre dell'anno la loro consistenza è aumentata di 196 unità.

LE FORME GIURIDICHE

Tra aprile e giugno 2015 si sono iscritte al Registro Imprese 182 società di capitale, 52 società di persone, 398 imprese individuali e 19 imprese costituite in "altre forme". Sono invece cessate 54 società di capitale, 31 società di persone, 304 imprese individuali e 8 imprese costituite in "altre forme".
Le società di capitale, il cui peso sullo stock complessivo è pari al 26,4% con 12.189 imprese iscritte, hanno registrato un tasso di crescita ampiamente positivo (+1,1%, generato da una prevalenza delle iscrizioni sulle cessazioni pari a 128 unità). Le società di persone, il cui peso sullo stock complessivo è pari al 19,0% con 8.779 imprese iscritte, hanno messo a punto un tasso di crescita dello 0,2%, generato da un saldo positivo di 21 unità. La crescita delle imprese individuali è stata superiore rispetto a quella del secondo trimestre 2014 (+0,4%, pari a 96 imprese in più). Le imprese individuali, con 23.876 unità, rappresentano il 51,7% del totale provinciale.

I SETTORI DI ATTIVITA'

Nel secondo trimestre 2015 i settori numericamente più rilevanti a livello provinciale hanno avuto nel complesso un andamento positivo. I risultati migliori, in termini assoluti sono stati raggiunti dai settori delle attività di servizi di alloggio e ristorazione, del commercio e dell'agricoltura. L'aumento dello stock è stato rispettivamente pari a 32 per alberghi e ristorazione, 26 unità per le attività commerciali, 21 unità per l'agricoltura e 12 per le attività immobiliari. A seguire i settori delle attività manifatturiere e costruzioni che rimangono sostanzialmente stabili (+3 e -1 unità).

(fonte: ufficio stampa Camera di Commercio Parma)

Al via il progetto della Camera di commercio in collaborazione con Google e Unioncamere. Due giovani digitalizzatori svolgeranno per 9 mesi attività di sensibilizzazione e supporto alle imprese del territorio per aiutarle a creare o sviluppare la propria presenza online. Il 23 luglio presentazione in Camera di commercio. -

Parma, 21 luglio 2015 -

Al via anche a Parma, grazie alla Camera di commercio, il progetto "Made in Italy, Eccellenze in digitale". L'iniziativa, promossa dall'ente di via Verdi in collaborazione con Google e Unioncamere, ha l'obiettivo di sensibilizzare le imprese locali ad un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali, così da sfruttarne in pieno tutte le potenzialità e incrementare presenza e vendite nel mercato nazionale e internazionale.

"Un'analisi delle ricerche effettuate dagli utenti, condotta con Google Trends, ha mostrato che l'interesse per i settori tradizionali del Made in Italy è in crescita costante sul motore di ricerca: +22% nell'ultimo anno su smartphone e tablet - sottolinea il presidente della Camera di commercio Andrea Zanlari - Tuttavia, le imprese che utilizzano gli strumenti digitali per farsi conoscere sono ancora poche. Il digitale può diventare un'ulteriore grande opportunità di crescita per le eccellenze del nostro Paese e della nostra provincia, ma non è ancora sfruttato in tutte le sue potenzialità. Il nostro progetto vuole invertire questa tendenza".

L'iniziativa verrà presentata in Camera di commercio giovedì 23 luglio alle ore 17. Con il presidente Andrea Zanlari interverranno i due giovani digital strategist selezionati dall'ente per affiancare le imprese nel percorso di crescita sul web: Riccardo Bonini, 26 anni, laureato in Trade Marketing e Strategie Commerciali all'Università degli Studi di Parma e Francesca Morini, 22 anni, laureanda in Comunicazione all'Università di Modena e Reggio Emilia. Con loro, per una riflessione sulle potenzialità del digitale, anche il prof. Giorgio Triani, sociologo e direttore del master in "Web communication e social media" dell'Università degli Studi di Parma.

L'iniziativa della Camera di commercio è rivolta alle imprese dell'agroalimentare, del turismo e dell'artigianato di qualità. Le aziende che aderiranno al progetto verranno affiancate, per 9 mesi, dai due giovani digital strategist per creare o rafforzare la presenza on line tramite siti internet, e-commerce, presenza sulla mappe, creazione e gestione di profil social, analisi della qualità della presenza sul web, introduzione agli strumenti del web marketing, creazione e monitoraggio di una campagna promozionale on line.

Dettagli sul progetto sono disponibili sul sito www.eccellenzedindigitale.it  e sul sito della Camera di commercio: www.pr.camcom.it 

(fonte: ufficio stampa Camera di Commercio Parma)

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Le imprese parmensi che hanno partecipato al Laboratorio per la Responsabilità Sociale d'Impresa, promosso da Camera di commercio e Provincia di Parma con il finanziamento della Regione Emilia-Romagna, hanno lavorato su iniziative per l'innovazione green, il welfare aziendale e le partnership con il territorio. Idee e azioni per una crescita responsabile, sostenibile e inclusiva. -

Parma, 25 giugno 2015 -

Si è conclusa con un forum pubblico di presentazione e discussione, organizzato in Camera di commercio lo scorso 23 giugno, la prima esperienza del "Laboratorio Imprese parmensi per la Responsabilità Sociale d'Impresa (RSI)", promosso dall'ente camerale e dalla Provincia di Parma con il coordinamento tecnico di Focus Lab e il supporto finanziario della Regione Emilia-Romagna, presente all'incontro con il direttore dell'Assessorato Attività Produttive Morena Diazzi.

"Abbiamo promosso questa iniziativa - hanno sottolineato sia il presidente Andrea Zanlari che il consigliere delegato della Provincia Maurizio Vescovi - nella consapevolezza che le pratiche di Responsabilità sociale d'impresa sono, oggi più che mai, un grande fattore di innovazione e di crescita della competitivà aziendale all'insegna della responsabilità, della sostenibilità e dell'inclusione sociale. In altre parole, sono un fattore che favorisce direttamente sia l'impresa che le persone singole che tutto il territorio. Occorre essere lungimiranti. Occorre agire non solo nel segno del profitto ma anche in quello della "restituzione al territorio": un imprenditore lungimirante non pensa solo a sé ma anche alla civitas, alla comunità dove opera, mettendo in relazione sapere e denaro per costruire opere, favorire inclusione sociale e sostenibilità ambientale".

Il percorso, attivato nel febbraio scorso, ha consentito ai partecipanti di confrontarsi attivamente su tematiche di welfare aziendale, green management, partnership territoriale e ha creato un repertorio di best practices ora a disposizione di tutte le imprese della provincia sensibili a questo impegno. Il repertorio è on line sul sito della Camera di commercio e su quello della Provincia.

Al Laboratorio hanno partecipato 30 referenti di 24 realtà del territorio tra imprese di vari settori e dimensioni, cooperative sociali, associazioni di volontariato, associazioni di categoria e referenti della Pubblica Amministrazione: Dallara Automobili spa, E-Project srl, Industria Dolciaria Pattini srl, Raffaele Caruso spa, Consorzio Parma Couture, Ocme srl, Scatolificio Sandra srl, Coop.Fiorente, Coop. Gruppo Scuola Campo d'Oro, Terra dei Colori Coop. Soc., Forum Solidarietà, Consorzio Solidarietà Sociale, Coop. Eidè, Coop. Il Cigno Verde, Sirio Coop. Sociale, Gruppo Len, Liceo Toschi, IISS Gadda di Fornovo, CGIL, Ascom-Confcommercio, Studio Cucchi Dall'Aglio, Camera di Commercio di Parma e Provincia di Parma - SILD.

I risultati raggiunti in pochi mesi sono stati molteplici: emersione di pratiche di RSI già esistenti in varie filiere; aggiornamento professionale e scambio di competenze tra i referenti di aziende e organizzazioni diverse, per filiera e dimensioni; creazione di una rete multi-stakeholder tra imprese profit e non-profit; ideazione di un Piano di Azione con nuove idee di sviluppo e con oltre 50 possibili interventi su welfare aziendale, green management e partnership territoriali.

Tanti i progetti scaturiti dal lavoro comune dei partecipanti: dall'attivazione, per i dipendenti, di screening sanitari aggiuntivi al car-pooling condiviso casa-lavoro, dall'attivazione di un "termometro green" per la misurazione dell'eco-efficienza e del rispamio energetico alla creazione di un pubblico "Repertorio green" dove condividere le progettualità e le azioni di sostenibilità ambientale, dall'erogazione di "buoni spesa" alla creazione, condivisa tra più imprese, di un "assistente sociale" aziendale che rilevi e ponga all'attenzione criticità e bisogni dei dipendenti.

Ma le pratiche di Responsabilità sociale d'impresa non sono un fenomeno sconosciuto nel nostro territorio, come è emerso sia dalle testimonianze delle aziende che sono intervenute al forum, Dallara Automobili Spa, Caruso spa e Scatolificio Sandra srl, sia dalla tavola rotonda con le Associazioni di categoria e il mondo del volontariato, della cooperazione e della scuola. Caruso spa ha favorito il part time di 20 dipendenti neo mamme assumendo altre 10 lavoratrici ed è attiva nell'inserimento dei disabili; Dallara Automobili è impegnata costantemente nella nella formazione, in azienda, di studenti delle scuole superiori e dell'Università, per garantire loro una più agevole entrata nel mondo del lavoro; Scatolificio Sandra ha introdotto in pratiche di risparmio energetico e di riduzione dei consumi di colori, amido, paraffina e carta.

(Fonte: ufficio stampa Camera di commercio di Parma)

 

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Nel primo trimestre dell'anno, tasso di sviluppo imprenditoriale negativo dello 0,5%. a Parma e provincia, sono nate 838 nuove imprese mentre 1.083 hanno cessato l'attività. -

Parma, 16 giugno 2015 -

Nel primo trimestre 2015, a Parma e provincia, sono nate 838 nuove imprese mentre 1.083 hanno cessato l'attività, determinando un tasso di sviluppo imprenditoriale negativo dello 0,5%. Complessivamente, al 31 marzo scorso, le imprese iscritte al Registro Imprese della Camera di commercio di Parma sono 45.998, di cui 41.249 attive. Rispetto al 31 dicembre 2014 le imprese registrate sono diminuite di 275 unità.

"Tradizionalmente, nel primo trimestre dell'anno, si registra un bilancio negativo perchè vengono contabilizzate a gennaio cessazioni d'impresa che in realtà sono riferibili agli ultimi giorni dell'anno precedente - sottolinea il presidente Andrea Zanlari - Tuttavia, con il saldo tra iscrizioni e cessazioni di -245 unità, registriamo un risultato che è tra i peggiori degli ultimi quindici anni. Le iscrizioni, in questi primi tre mesi dell'anno, sono ancora deboli e si collocano al quart'ultimo posto dal 2001; le cessazioni si attestano tra i livelli medi degli ultimi 15 anni".

Nel 2014 il tasso di sviluppo annuale, ottenuto dal rapporto fra il saldo delle imprese iscritte e cessate (senza le cancellazioni d'ufficio) e la consistenza a fine anno, è stato negativo (-0,5%), percentuale che si traduce in -257 imprese, il terzo peggior risultato degli ultimi 15 anni (dopo quelli del 2009 e 2013),

Le forme giuridiche
A soffrire e a cessare l'attività sono soprattutto le imprese individuali che, da sole, hanno perso 275 unità. Se a questo dato aggiungiamo quello delle società di persone, -62 unità, si evidenzia che la parte più fragile del tessuto imprenditoriale provinciale, tra gennaio e marzo, ha perduto complessivamente 337 unità. Un bilancio solo parzialmente compensato con il saldo positivo delle società di capitale: +95 unità, a sottolineare un andamento ormai di lungo periodo.

Nel corso del primo trimestre di quest'anno si sono iscritte nel Registro Imprese 238 società di capitale, 72 società di persone, 512 imprese individuali, 16 imprese costituite in "altre forme". Sono invece cessate 143 società di capitale, 134 società di persone, 787 imprese individuali, 19 imprese costituite in "altre forme".
Le società di capitale hanno quindi registrato un tasso di crescita dello 0,8% generato da una prevalenza delle iscrizioni sulle cessazioni pari a 95 unità, portando il proprio peso sullo stock delle imprese iscritte presso la Camera di Commercio di Parma al 26,3%, per un totale di 12.117 imprese registrate.

I settori di attivita'
I saldi negativi riguardano tutti i settori di attività. Costruzioni: -137 unità, agricoltura: -99, attività manifatturiere: -29 e commercio: -19 sono quelli con le riduzioni più consistenti dello stock di imprese in termini assoluti. Nei servizi hanno registrato piccoli segnali positivi i settori dell'informazione e comunicazione (+17), noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese (+16) e attività finanziarie e assicurative (+7).

(Fonte: ufficio stampa Camera di commercio di Parma)

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Sviluppo di relazioni con i Paesi emergenti dell'area Bricst. Incontro con Camera di commercio e Stazione sperimentale. Interesse per food processing e acquisizione di know-how. -

Parma, 6 maggio 2015 -

Una delegazione vietnamita della Provincia di Binh Duong è in visita in questi giorni nella nostra regione, nell'ambito dello sviluppo di relazioni con i Paesi emergenti dell'area Bricst, impegnata in incontri con istituzioni, imprese, associazioni di categoria ed enti di ricerca. L'evento principale è il workshop per le imprese "L'Emilia-Romagna incontra Binh Duong - capitale umano, semplificazione amministrativa, opportunità di investimento per una crescita economica sostenibile", in programma oggi 6 maggio a Bologna, nella sede di Unioncamere.

Nella quattro giorni di permanenza complessiva in regione la delegazione ha voluto visitare lunedì 4 maggio, a Parma, la Ssica - Stazione sperimentale per l'industria delle conserve alimentari, ente che svolge attività di ricerca e formazione per tutta l'industria conserviera italiana. Il Vice presidente della Camera di commercio di Parma, Leonardo Cassinelli, ha accolto in Ssica, insieme alla responsabile per la comunicazione e le relazioni esterne Gloria Attolini, la delegazione istituzionale di nove persone, con a capo il Presidente della Provincia Sig. Tran Van Nam, il presidente dell'Agenzia di sviluppo Becamex Sig. Nguyen Van Hung e il direttore dell'Autorità per la gestione dei parchi industriali Sig. Tran Van Lieu. Il Presidente della Provincia di Binh Duong, l'equivalente in Italia di un governatore regionale, ha espresso il desiderio di trovare ambiti di collaborazione e business, in particolare sul tema trasformazione alimentare, auspicando di cominciare a lavorare insieme in progetti di ricerca applicata.

La Provincia di Binh Duong è situata nel cuore della zona economica a sud del Vietnam ed è la provincia vietnamita a più alta vocazione manifatturiera. Insieme a Ho Chi Minh City, Dong Nai e Ba Ria-Vung Tau, contribuisce al Pil nazionale per oltre il 40%.
Per facilitare le aziende emiliano-romagnole in Vietnam sarà operativo da giugno prossimo il "Desk Emilia-Romagna" in Binh Duong, grazie ad un accordo tra Unioncamere Emilia-Romagna e Becamex (agenzia di sviluppo della provincia vietnamita).

(Fonte: Ufficio Stampa Camera di Commercio di Parma)

Lunedì, 13 Aprile 2015 10:57

Parma - Appuntamento con le reti di impresa

Focus su manager di rete e co-datorialità come modalità per condividere risorse umane tra aziende. Seminario il 14 aprile a Parma. Partecipazione gratuita. -

Parma, 13 aprile 2015 -

La sinergia in rete tra imprese consente di approcciare meglio i mercati esteri, ampliare l'offerta e dividere i costi.
Si comprende così perché il contratto di rete sia un fenomeno che prende sempre più slancio sul territorio.
Martedì 14 aprile (dalle ore 10.30 alle 13), nella sede della Camera di commercio di Parma (sede di via Verdi, 2) nel corso di un seminario a partecipazione gratuita, si esamineranno alcuni aspetti di particolare interesse per le imprese. In particolare, l'esperta Raffaella Rametta, ricercatrice Universitas Mercatorum affronterà il tema della soggettività giuridica, mentre la firma digitale sarà oggetto di approfondimento dei responsabili tecnici di InfoCamere.
A conclusione, saranno presentati alcuni di casi di studio.

E' il secondo appuntamento del 2015 dedicato alle reti d'impresa da parte del sistema Camerale dell'Emilia-Romagna, che si pone l'obiettivo di incentivare la diffusione e la conoscenza di questo innovativo strumento giuridico.

Secondo i dati InfoCamere riferiti a dicembre 2014, infatti, quasi un'azienda su sei che aderisce ad una rete di imprese è emiliano-romagnola. Il dato evidenza sia l'attitudine sempre più diffusa degli imprenditori emiliano-romagnoli ad aderire alle logiche di "collaborazione in autonomia" che ispirano i contratti di rete, sia la costante tendenza ad avvalersi di questo strumento per far fronte alla complessità, volatilità ed incertezza che continuano a costituire i fattori caratterizzanti il mercato globale.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione entro lunedì 13 aprile.
Sul sito della Camera di commercio di Parma, è disponibile il programma dettagliato, e le modalità d'iscrizione online.
Per informazioni, segreteria organizzativa: Camera di commercio di Parma, Ufficio Promozione tel. 0521 210280.257 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

(Fonte: Ufficio stampa Unione Regionale delle Camere di commercio dell'Emilia-Romagna)

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Fatturazione elettronica verso la PA obbligatoria dal 31 marzo. La Camera di commercio ha presentato il nuovo servizio online in aiuto alle piccole imprese -

Parma, 10 marzo 2015 -

Dal 31 marzo prossimo scatta l'obbligo di fatturazione elettronica per le imprese che forniscono beni e servizi alla pubblica amministrazione.
Si tratta di un obbligo di legge che cambierà i rapporti tra PA e fornitori consentendo al sistema Paese di crescere in consapevolezza e controllo della spesa pubblica e alle piccole e medie imprese di scoprire l'efficienza del digitale e la semplicità della procedura, oltre a risparmiare una cifra media annua che l'Agenzia per l'Italia Digitale stima in circa 500 euro.

La Camera di commercio di Parma, con un seminario pubblico svoltosi lo scorso 25 febbraio, ha presentato alle aziende e ai professionisti del territorio le nuove modalità con le quali i fornitori devono rapportarsi con la Pubblica Amministrazione.
L'incontro è stato anche l'occasione per far conoscere il nuovo servizio base per la fatturazione elettronica espressamente dedicato alle piccole e medie imprese iscritte alle Camere di commercio che abbiano rapporti di fornitura con le Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di una applicazione on line molto semplice e totalmente gratuita, accessibile dal sito della Camera di commercio oppure direttamente dalla piattaforma fattura-pa.infocamere.it  che fornisce contenuti informativi sulla fatturazione elettronica e soprattutto consente la gestione a norma di un limitato numero di fatture nell'arco dell'anno nei confronti della P.A.. E' stata messa a punto dal sistema camerale in collaborazione con l'Agenzia per l'Italia digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unioncamere e Infocamere.

Questo nuovo servizio – sottolinea il presidente Andrea Zanlari - è un segnale dell'impegno di tutte le Camere di commercio nell'agevolare e accompagnare le imprese nel processo di transizione verso l'utilizzo delle tecnologie digitali, in una strategia pubblica di inclusione digitale. Il nostro obiettivo è che tutti arrivino "pronti" alla scadenza del 31 marzo e nessuno perda occasioni di business e di miglioramento della propria competitività. Dal nuovo obbligo scaturiranno senz'altro benefici per il Paese: la fatturazione elettronica consentirà infatti un'importante attività di monitoraggio e controllo della finanza pubblica e darà impulso alla digitalizzazione delle piccole e piccolissime imprese".

Al servizio si accede previo riconoscimento del titolare dell'impresa tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), strumento introdotto dal Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) per l'accesso telematico ai servizi della PA, consentendo la compilazione del documento contabile, l'individuazione della PA destinataria, la firma digitale, l'invio e relativa conservazione a norma.
Nel corso degli ultimi 3 anni la Camera di commercio di Parma ha già rilasciato agli imprenditori 7.000 certificati di firma digitale. Chi ne fosse ancora sprovvisto potrà ottenerli rivolgendosi allo sportello della Camera di commercio (per appuntamenti: tel 0521 210214 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

La fatturazione elettronica

Per fatturazione elettronica si intende la possibilità di emettere e conservare le fatture nel solo formato digitale, così come viene indicato nella Direttiva UE n. 115 del 20 dicembre 2001 e introdotta in Italia dal Decreto Legislativo di recepimento del 20 febbraio 2004 n. 52 e dal Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 23 gennaio che stabilisce le "Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione in diversi tipi di supporto".

La Finanziaria del 2008 impone che ogni fattura destinata alle PA debba essere emessa in formato elettronico in modo da poter transitare per il Sistema di Interscambio nazionale, istituito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e gestito da Sogei S.p.A. (come stabilito dal Decreto del 7 Marzo 2008), attraverso il quale transitano i flussi di documenti contabili tra i fornitori e le Pubbliche Amministrazioni e permette un'importante attività di monitoraggio e controllo delle finanze pubbliche anche per rendere più efficienti i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione.

Il nuovo standard elettronico è regolamentato dal Decreto interministeriale del 3 aprile 2013 numero 55, che oltre a stabilire le regole in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica, ha fissato al 6 giugno 2014 la data di entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica verso i Ministeri, le Agenzie fiscali e gli Enti previdenziali; il Decreto Irpef 2014 ha successivamente fissato al 31 marzo 2015 la scadenza per tutte le altre Pubbliche Amministrazioni, tra cui anche le Camere di Commercio.

(Fonte: ufficio stampa Camera di Commercio Parma)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Parma

Dalla Camera di commercio il primo report sull'economia del territorio nel 2014. Nei primi 9 mesi dell'anno l'economia di Parma vede rallentare la contrazione di tutti i principali indicatori: fatturato, produzione e ordini i quali, però, continuano ad esprimere valori negativi con l'eccezione della produzione. I segnali positivi arrivano dall'export. -

Parma, 19 febbraio 2015 -

Uno scenario che, secondo il World Economic Outlook Forum, vede l'Italia concludere il 2014 con un PIL ancora in contrazione (-0,4%) rispetto a un valore medio dell'area Euro attestato al +0,8% e con la prospettiva di raggiungere nel 2015 un modesto +0,4%. E' questa la cornice entro cui la Camera di commercio colloca l'analisi congiunturale dell'economia parmense nel 2014, dandone una fotografia che riflette la situazione del periodo gennaio – settembre.

Nei primi 9 mesi dell'anno l'economia di Parma vede rallentare la contrazione di tutti i principali indicatori: fatturato, produzione e ordini i quali, però, continuano ad esprimere valori negativi con l'eccezione della produzione, che si attesta a un modesto 0,1%. A livello regionale l'andamento degli indici congiunturali è peggiore.

I segnali positivi, per Parma, arrivano dall'export: da gennaio a settembre 2014 le esportazioni sono aumentate del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La serie storica dei primi nove mesi, dal 2005 ad oggi, mostra come complessivamente le esportazioni del 2014, a valori correnti, hanno superato del 22,7% l'importo del 2008, il più alto prima della crisi internazionale.

Si riduce invece il numero delle imprese: al 31 dicembre 2014 le attive sono risultate 41.509 con un calo di 654 unità rispetto all'anno precedente. Negli ultimi 3 anni il saldo fra iscrizioni e cessazioni è sempre stato negativo e le imprese attive sono diminuite di 1.691 unità.

L'analisi è stata presentata oggi dal presidente della Camera di commercio, Andrea Zanlari, e dalla responsabile dell'Ufficio Studi, Giordana Olivieri.

E' ancora crisi - ha sottolineato il presidente Zanlari - il 2014 si è chiuso ancora con troppi indicatori negativi, in tutti i settori: industria, artigianato e commercio. I segnali positivi arrivano soprattutto dalle esportazioni, nei nostri settori di eccellenza: agroalimentare, meccanica e farmaceutico. Cala il numero delle imprese, è invariato il tasso di disoccupazione, è stagnante il valore aggiunto provinciale. Il rilancio passa attraverso un lucido gioco di squadra del "sistema Parma" ma anche, necessariamente, attraverso il rilancio del nostro Paese e la ripresa dell'economia a livello europeo.

Valore aggiunto provinciale: scenari e previsioni

Italia 2014: è ancora recessione, con un Pil che, secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, calerà dello 0,4%. Per il nostro Paese è il terzo anno di recessione dopo che nel 2012 il Pil era calato del 2,4% e nel 2013 dell'1,9%. Nel 2015 la risalita, stimata allo 0,4%, sarà comunque al di sotto di quella riferita all'area euro, troppo poco per un prodotto ormai sceso ai livelli di 14 anni fa.

Parma 2014: è ancora recessione. Secondo le previsioni elaborate da Prometeia e Unioncamere Emilia-Romagna il calo del valore aggiunto provinciale si attesta a -0,1%, in lieve miglioramento rispetto al -1,7% del 2013 e con la prospettiva di riguadagnare il segno positivo nel 2015: 1,0%. La nostra dinamica è leggermente più pesante di quella regionale (+0,2% nel 2014; identiche, invece, le previsioni per l'anno in corso) e di poco migliore di quella nazionale (-0,3% nel 2014; +0,5% nell'anno in corso).

Analizzando il valore aggiunto tra i settori dell'economia parmense si evidenzia il continuo aggravarsi della situazione nell'edilizia che perde, nel 2014, il 9,7% (contro la perdita del 4,1% nel 2013) e che non riguadagnerà il segno positivo nemmeno nel 2015.
L'andamento del valore aggiunto nell'industria in senso stretto si attesta al +0,1% con una previsione di crescita del +1,0%. Una stabilità di fatto per i servizi nel 2014, con una crescita dello 0,9% nel 2015. All'interno dei servizi è il settore del commercio quello che ha sofferto maggiormente negli ultimi anni e che tornerebbe a vedere una crescita nel 2015 (+1,6%). Si conferma con variazioni positive il settore intermediazione finanziaria (+0,6% nel 2014, +0,9 nel 2015) mentre gli altri servizi scendono, nel 2014, a -0,7% con previsioni di crescita al +1,2% nel 2015).

Osservando la variazione del valore aggiunto provinciale dal 2007 al 2014 emerge una contrazione complessiva del -5,5%. Sono molti i settori che presentano, in questo arco di tempo, valori negativi: un pesante -34,1% nelle costruzioni, un allarmante -12,5% nel commercio e un non meno grave -5,5% nell'industria. I servizi scendono al -2,9%. Positivi, sia pure di poco, all'interno del comparto dei servizi, solo l'intermediazione finanziaria e gli altri servizi (rispettivamente +1,4% e +0,2%).

Industria

Nel confronto fra i primi 9 mesi del 2013 e lo stesso periodo del 2014 l'andamento della produzione torna, anche se di pochissimo, con il segno positivo: +0,1% (era il -3% nel confronto tra 2013 e 2012). In questo arco di tempo la produzione è cresciuta nelle industrie alimentari (+2,5%), nel tessile-abbigliamento (+1,3%) e nel settore meccanico (+1,8%) mentre è diminuita nei comparti della lavorazione dei minerali non metalliferi (-4,3%), del trattamento dei metalli (-2,7%) e del legno-mobili (-1,8%). Scende al -3,5% nelle "altre manifatture". La contrazione della produzione grava soprattutto sulle imprese fino a 9 dipendenti (-2,8%) e su quelle fino a 49 dipendenti (-0,8%) mentre le industrie fino a 500 dipendenti registrano un incremento (+2,1%).

Anche il fatturato, nel confronto fra i primi 9 mesi del 2013 e lo stesso periodo del 2014, conserva il segno negativo, -0,2%, in miglioramento però rispetto al precedente -2,5% (2013 su 2012). A soffrire di più anche in questa dimensione sono il comparto della lavorazione dei minerali non metalliferi (-4,4%), il comparto del trattamento dei metalli (-3,2%), l'industria del legno e del mobile (-3,1%), il tessile-abbigliamento (-0,7%) e le "altre manifatture" (-3,3%). Hanno il segno positivo invece i due settori caratterizzanti l'economia parmense, l'alimentare (+2,7%) e il meccanico (+1,2%).
Anche la contrazione del fatturato, in analogia a quanto avviene per la produzione, è maggiore nelle imprese fino a 9 dipendenti (-3,2%) e in quelle fino a 49 dipendenti (-1,0%) mentre le industrie fino a 500 dipendenti mettono a segno un +1,7%.

Artigianato manifatturiero

Nel confronto fra i primi 9 mesi del 2013 e lo stesso periodo del 2014 i valori di produzione, fatturato e ordini portano sempre il segno meno (rispettivamente: - 2,7%; - 3,0% e -3,3%), a significare che l'artigianato manifatturiero continua subire gli effetti della crisi in misura più pesante dell'industria nel suo complesso.

Costruzioni

Nell'edilizia la crisi morde sempre acuta: il fatturato, nei primi 9 mesi dell'anno, si contrae del -7,6% rispetto all'equivalente periodo del 2013. Il volume d'affari non smette di diminuire dai primi mesi del 2011. Sono stati particolarmente pesanti il primo e il terzo trimestre del 2014.(entrambi -7,4%).

Commercio

Continua anche nel commercio la fase recessiva iniziata nel secondo trimestre del 2008. Complessivamente, nei primi 9 mesi del 2014, le vendite al dettaglio si sono contratte del -4,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. La dinamica negativa riguarda tutti i settori a partire da quello alimentare (-4,8%) che registra, nel confronto con gli altri, la perfomance peggiore. All'interno del comparto non alimentare, che registra una flessione media del 4,1%, calano maggiormente le vendite di abbigliamento-accessori (-4,5%) mentre per i prodotti per la casa ed elettrodomestici la flessione si ferma al-3,3%. I piccoli esercizi (fino a 5 dipendenti) sono quelli che soffrono di più perchè le vendite si riducono del -5,2% ma anche la grande distribuzione dà un segnale negativo con -2,6%.

Esportazioni

Nei primi nove mesi del 2014 le esportazioni parmensi sono aumentate del 2,4% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, in frenata tuttavia rispetto all'incremento del 3,8% messo a punto nel 2013 rispetto al 2012. Complessivamente le esportazioni del 2014 (4.313 milioni di euro a valori correnti) hanno superato del 22,7% l'importo complessivo del 2008 (3.514 milioni di euro, il valore più alto prima della crisi internazionale).

Considerando i settori che contribuiscono maggiormente alle esportazioni provinciali, nei primi nove mesi del 2014 si rilevano, rispetto allo stesso periodo del 2013, aumenti significativi per prodotti in metallo (+14% anziché -6,4% dell'anno precedente), prodotti alimentari (+ 7,4% rispetto al +5,4% registrato l'anno precedente), prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+7,3% rispetto al +2,0% dell'anno precedente), articoli in gomma e materie plastiche (+7,8% anziché +6,6% dell'anno precedente), prodotti chimici (-3,0%, rispetto al +4,6% dell'anno precedente).
Hanno invece registrato andamenti negativi macchinari ed apparecchiature (-2,0% anziché +6,8% dell'anno precedente), prodotti della metallurgia (-1,1%, anche se migliorato rispetto al -11% dell'anno precedente), computer e prodotti di elettronica, ottica ed elettromedicali (-2,2%, anche se migliorato rispetto al -18,7% dell'anno precedente).
Il comparto metalmeccanico complessivamente considerato ha accusato un calo dello 0,6%, in controtendenza rispetto alla crescita registrata nello stesso periodo del 2013 (+2,9%), rappresentando una quota di export 2014 del 42,0%. La flessione è dovuta principalmente al calo delle vendite estere di macchinari e apparecchiature (-2,0%) che rappresenta il 71,8% dell'intero comparto.
I prodotti alimentari e bevande hanno registrato una crescita del +7,6% e il relativo peso sul totale è salito dal 23,1 al 24,3%.
I prodotti farmaceutici esprimono un andamento in crescita (+7,3%, migliorato rispetto al +2,0% dell'anno precedente) e si confermano il terzo settore in termini di importanza a livello provinciale, con il peso sul totale che sale all'11,2%.

Per quanto concerne i mercati di sbocco, il mercato europeo si conferma il più importante, con una quota che è salita dal 66,0% del 2013 al 66,4% del 2014 sul totale (era il 67,6% nel 2012), registrando un +3,0% (+ 4,2% se consideriamo l'Europa a 28). I Paesi europei maggiori acquirenti di Parma sono la Germania (+ 8,8%), la Spagna (+13,3%) e il Regno Unito (+5,3%). In flessione invece la Francia (- 1,6%) e la Russia (- 4,4%).

L'export verso l'America (che rappresenta l'11,4% delle esportazioni provinciali) è in calo sia verso l'America settentrionale (-2,5%) che verso quella meridionale (- 9,6%). Le esportazioni verso l'Asia, che rappresentano il 15% dell'export provinciale, segnano un aumento del 10,0% rispetto all'anno precedente, con un netto + 31,6% verso la Cina (rispetto a un precedente – 12,4%) e un + 3,0% verso l'India (rispetto al precedente – 31,2%). Altrettanto netta, ma in negativo, la flessione verso il Giappone (- 10,0%).

La demografia delle imprese

Si riduce ulteriormente la base del sistema imprenditoriale parmense: al 31 dicembre 2014 le imprese attive sono risultate 41.509 con un calo di 654 unità rispetto all'anno precedente. Negli ultimi 3 anni il saldo fra iscrizioni e cessazioni è sempre stato negativo e le imprese attive sono diminuite di 1.691 unità. Il tema rilevante e dolente è quello delle iscrizioni al Registro Imprese della Camera di commercio: nel 2014 si sono iscritte 2.484 imprese, il dato più basso degli ultimi 12 anni, mentre si mantiene comunque consistente il numero delle cessazioni (2.741).

I settori che nel 2014 hanno perso più imprese sono l'edilizia (-257), il commercio (-174), l'agricoltura (-171) e le attività manifatturiere (-109); saldi leggermente positivi presentano nei servizi alle imprese (+49) e nel turismo (+19).
Diminuiscono in pari misura le imprese individuali e le società di persone (-2,3%); crescono dell'1,8% le società di capitali mentre si contraggono del'8,1% quelle costituite "in altre forme".
Negli ultimi 5 anni il settore delle costruzioni ha ridotto la propria incidenza sul totale delle imprese di quasi 2 punti percentuali (dal 19,7% al 17,9%) mentre il ridimensionamento dell'agricoltura e del manifatturiero risulta meno intenso: rispettivamente -1,3 e -0,8% punti percentuali. Le imprese agricole rappresentano il 15% del totale delle imprese provinciali (erano il 16,3%), le manifatturiere il 13,1%, contro il 13,9 del 2009. Il commercio, il turismo e i servizi sia alle imprese che alla persona aumentano invece la loro incidenza. La crescita numerica del commercio è accompagnata però ad un calo dell'apporto del valore aggiunto provinciale.

Cassa integrazione e previsioni sulla disoccupazione

Da gennaio a novembre 2014 complessivamente sono state richieste dalle imprese parmensi quasi 5,3 milioni di ore, il 13,3% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Diminuisce la CIG ordinaria più che a livello regionale e nazionale ed è in calo anche la CIG in deroga. Cresce invece la CIG straordinaria ma i misura inferiore rispetto alla regione e all'Italia.

Sul fronte lavoro le previsioni Prometeia-Unioncamere mostrano per il 2015 una ben poco significativa diminuzione del tasso di disoccupazione: dal 7,5% del 2014 al 7,2% del 2015. In Emilia Romagna dovrebbe invece attestarsi, nell'anno in corso, sull'8,3% e in Italia sul 12,9%.

(Fonte: Ufficio Stampa Camera di commercio di Parma)

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