La squadra ha voluto ringraziare la tifoseria per il supporto ricevuto. Il doppio vantaggio iniziale illude i ducali, presi in rimonta da Toni. -

Parma, 25 maggio 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

In conferenza stampa mister Donadoni aveva promesso che i suoi ragazzi avrebbero dato tutto per chiudere bene la stagione davanti ai propri tifosi e così è stato. L'ultima partita in serie A al Tardini, prima di ripartire dalla B o dai dilettanti, è stata infatti uno spettacolo divertente con il quale la squadra ha voluto ringraziare la tifoseria per il supporto ricevuto in questi mesi di disastro societario e per la festa organizzata sugli spalti prima del calo del sipario. La sentenza definitiva di retrocessione era arrivata circa un mese fa dopo la gara contro la Lazio, ma era nell'aria già da metà stagione e preannunciata da una serie infinita di penalizzazioni: nonostante questo, anche ieri il Parma ha voluto dimostrare di esserci e di giocare ogni match come una finale. E per la "finale" contro l'Hellas Verona, Donadoni si è affidato a Palladino in attacco, supportato da Varela e Lila, schierati in opposizione a Luca Toni, protagonista assoluto della stagione dei veneti e della stessa gara contro il Parma che, con le due reti realizzate, gli ha permesso di superare Tevez e Icardi nella classifica dei marcatori. 
Partenza con sprint per i crociati che già nei primi venti minuti mettono sotto assedio la difesa ospite con le conclusioni di Jorquera, Varela e Nocerino. Gli sforzi sono premiati e al 21' arriva il vantaggio firmato proprio da Nocerino che ribatte sulla respinta di Rafael. Ci prova anche Palladino che per ben due volte non centra il bersaglio, bucato invece da Varela al 36'. Poco prima della ripresa l'Hellas, o meglio Toni, si sveglia mentre la difesa del Parma cala l'attenzione con una distrazione ben sfruttata dal bomber scaligero che la insacca di testa (42'). Sempre da un'altra ingenuità nasce la rete del 2-2: al 78' in area Ghezzal tocca involontariamente la palla con il braccio, per il fischietto Minelli è penalty, che ovviamente viene affidato a Toni che non sbaglia e giunge a quota 21 goal, piazzandosi in cima alla classifica dei cannonieri. 
Con il triplice fischio scende la commozione sul Tardini che con il coro "torneremo in serie A" congeda la squadra, applaudita anche dalla curva ospite.

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Rodriguez, Gilardino e Salah puniscono i crociati. Ora la base per l'asta è di circa 8 milioni. -

Parma, 19 maggio 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

E' un Parma a due facce quello a cui ci hanno abituati i gialloblù in questa stagione: uno orgoglioso e sfrontato, capace di affrontare a testa alta le big italiane, e uno debole e totalmente assente che spiega la retrocessione nella serie cadetta. Ieri allo stadio Artemio Franchi, nel posticipo delle 19, è sceso in campo il Parma da ultimo della classe: forse perché, fresca di eliminazione dall'Europa League, la Fiorentina ha sfogato tutta la sua rabbia e la sua voglia di riscatto per continuare a sognare la competizione continentale per la stagione successiva, riuscendo a conquistare tre punti preziosi con i quali i viola allungano di 4 distanze sulla Sampdoria e di 6 sull'Inter. Tre punti e tre reti che permettono a Montella di limitare gli screzi con la tifoseria toscana dopo la gara di giovedì contro il Siviglia. 
Nonostante i ducali abbiano provato ad onorare sino alla fine la stagione, i padroni di casa si sono rivelati più motivati e sono riusciti ad arginare e travolgere i ragazzi di Donadoni. Ad aprire le danze prima del quarto d'ora è Gonzalo Rodriguez con un bel colpo di testa su un cross di Ilicic deviato da Lucarelli che, di fatto, serve l'avversario. Dopo la rete del vantaggio, i viola diventano ancora più straripanti con gli arrembanti Pasqual e Ilicic che più volte mettono in difficoltà Mirante. A batterlo per il goal del 2-0 è Gilardino su azione sviluppata da calcio d'angolo. Nei primi 45 minuti la reazione del Parma è timida, tanto da non impensierire mai seriamente Neto, chiamato invece in causa nella ripresa da Palladino (49') e Ghezzal (62') che fanno letteralmente tremare la sua porta. Chiude la partita il solito Salah che brucia Jorquera con un tiro nell'angolino. Nel finale l'ex Bologna Diamanti sfiora il poker e in pieno recupero viene annullato un goal a Gilardino.

DESERTA ANCHE LA TERZA ASTA 

Sempre ieri è arrivata un'altra notizia negativa per il club ducale: anche l'asta numero tre, infatti, si è conclusa senza offerte. Il prezzo base si aggirava intorno agli 11 milioni di euro che scendono ora a 8,43 a cui va però sommato il debito sportivo. La prossima scadenza per farsi avanti è venerdì 22 maggio, data entro la quale i curatori fallimentari faranno di tutto per ridurre ulteriormente il debito accordandosi con i tesserati non in rosa.

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In questo anno disgraziato per il Parma non bastava la drammatica situazione societaria ad agitare i tifosi crociati. Ora la polemica si sposta sul rettangolo di gioco, dove alla fine della partita di ieri si è sfiorata la rissa tra i giocatori delle due squadre. -

Parma, 11 maggio 2015 - di Luca Gabrielli -

Ad inizio partita chiunque dava per scontata una vittoria del Napoli a Parma, la classica riproposizione sul campo di Davide contro Golia. Invece una prestazione maiuscola di cuore ha portato ad un pareggio per 2-2 strappato con le unghie dai crociati contro la squadra del Napoli, determinato a raggiungere un posto in Champions League.
Questo il risultato sul campo ma è al triplice fischio dell'arbitro che inizia subito un'altra partita, fatta di polemiche e veleni ai quali il tifoso medio italiano è tristemente abituato.

La sfiorata rissa

Al fischio finale dell'arbitro, Mirante saluta con un buffetto l'attaccante del Napoli Higuain, il quale perde inspiegabilmente il lume della ragione ed incomincia ad apostrofare in malo modo il portiere emiliano.
I due sarebbero sicuramente andati alle mani se non fossero sopraggiunti i compagni di squadra a separarli.

Le dichiarazioni di Donadoni

Ad aggiungere particolari a questa incresciosa vicenda ci pensa l'allenatore del Parma Donadoni in sala stampa, particolarmente infastidito come non si era mai visto prima d'ora. Secondo il Mister crociato, Higuain avrebbe preso in giro Mirante dopo il saluto chiedendogli cosa volesse, visto che era già in serie B e fatto ancora più grave, alcuni dirigenti del Napoli avrebbero apostrofato i giocatori del Parma come "falliti".

I fatti non devono passare inosservati alla Lega Calcio

I commenti faziosi di giovedì sera del presidente napoletano De Laurentiis alla fine della partita di Europa League e questi ultimi fatti non devono passare inosservati dalla Lega Calcio. Se ciò non avvenisse il calcio italiano perderebbe l'ennesima occasione per dimostrare un minimo di credibilità, se ancora non l'ha persa, davanti ai tifosi che ormai sono sempre più disgustati da quello che succede e meno vogliosi di andare allo stadio a seguire le gesta dei loro beniamini.

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Doppia rimonta dei partenopei al Tardini. Per i crociati a segno Palladino e Jorquera. Il Sassuolo dopo la vittoria sul Cesena si conferma matematicamente in Serie A anche nella prossima stagione. -

Parma, 11 maggio 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

Anche stavolta chi pensava che il Parma non avesse più niente da dire in questo finale di stagione si sbagliava, tanto che la gara contro il Napoli è stata la vera sorpresa della 35^ giornata. I partenopei hanno, infatti, sprecato una buona occasione contro una squadra già retrocessa e non sono riusciti ad approfittare dello scivolone della Roma a Milano per accorciare le distanze dalla zona Champions. Senza considerare che un notevole contributo alla sconfitta del Napoli è stato dato proprio dai due napoletani in veste crociata, Palladino e Mirante, il primo andato a segno dopo soli 9 minuti di gioco, il secondo particolarmente in partita e abilissimo a respingere tutte le conclusioni avversarie. Non in partita, almeno nella prima frazione di gioco, invece gli azzurri di Benitez, che a causa degli impegni europei si è affidato alle seconde linee, lasciando in panchina anche Higuain. La prima distrazione viene dalla porta e costa cara alla formazione ospite: Andujar esce a vuoto sul calcio d'angolo e serve a Palladino l'occasione d'oro. Sulla situazione di 1-0, il Napoli reagisce con Gabbiadini, che al 28' riesce a spiazzare Mendes ed a riportare il risultato in equilibrio. Ma i gialloblù sono più vivaci e vogliono i tre punti: al 33' Jorquera su punizione batte Andujar con una bellissima staffilata e i crociati vanno negli spogliatoi in vantaggio. 
Nella ripresa è più Napoli che Parma ma questo non basta a ribaltare la situazione grazie ad un ottimo Mirante. Solo Mertens riesce a superarlo al 27' con un bel destro: provvidenziale è l'ingresso in campo di Callejon e Higuain ma è troppo tardi. Il tabellone si ferma sul 2-2.

Vittoria sul Cesena, i neroverdi si confermano matematicamente in Serie A

Rimonta e vince invece il Sassuolo, ormai salvo matematicamente, contro il Cesena che con tre turni di anticipo saluta la serie A. La squadra di Di Carlo sapeva di giocarsi tutto nel derby Emilia-Romagna ed ha optato per una formazione offensiva, che nel primo tempo ha dato i risultati sperati: all'intervallo, infatti, i romagnoli chiudono in vantaggio grazie alle reti di Defrel e Brienza. Nella seconda metà della gara i neroverdi compiono l'impresa e ribaltano il risultato, ottenendo il pareggio nel giro di pochi minuti con Zaza e Taider, e poi superando i padroni di casa con Missiroli. Grazie a Consigli, che respinge Cascione e Tabanelli, la vittoria va agli emiliani.

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Partita chiusa in 40 minuti. Per i crociati assenti Mirante e Belfodil. Premio Prisco in memoria dello storico dirigente dell'Inter per la sezione allenatori al tecnico ducale. -

Parma, 5 maggio 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

Altra partita da dimenticare per il Parma, l'ennesima di questa stagione, dopo quella contro la Lazio che è valsa ai ducali la matematica retrocessione nella serie cadetta. La sfida del monday night della 34^ giornata di campionato è tra ultime della classe: da una parte il Cagliari, protagonista di un'annata disastrosa con ben 3 allenatori diversi sulla panchina, dall'altra il Parma, già in B ed affondato definitivamente nell'ultima gara contro i biancocelesti del parmigiano Stefano Pioli (delle quattro reti, inoltre, due sono state firmate dagli ex crociati Parolo e Candreva).


L'ultimo precedente tra sardi ed emiliani, disputato al Tardini e finito a reti bianche, aveva permesso ai ducali di portare a casa metà bottino, a differenza di quanto avvenuto nella disfatta di ieri conclusa per 4 a 0. Per i gialloblù tandem d'attacco formato da Coda e Ghezzal, mentre Festa si affida a Farias, Cop e M'Poku, quest'ultimo tra i più dinamici dei rossoblù e abilissimo nel creare scompiglio tra le retroguardie avversarie. E infatti il congolese non delude, serve l'assist per la seconda firma dei padroni di casa, sigla il tris e gioca una gara di valore e sacrificio. Il suo Cagliari riesce, dunque, a chiudere ampiamente la pratica nei primi 45 minuti, contro un Parma sostanzialmente non pervenuto e che nella ripresa incassa persino il poker. Pesanti le assenze degli indisponibili Mirante, sostituito dal baby Iacobucci, e Belfodil che nelle ultime giornate aveva recuperato forma e tranquillità. Anche Festa deve fare a meno di 6 nomi importanti (Cossu, Murru, Conti, Pisano, Capuano e Gonzalez) ma con quelli disponibili riesce comunque a bruciare velocemente il Parma, piazzandosi ora a 6 distanza dall'Atalanta e dalla zona salvezza a quattro giornate dal termine del campionato.

Sempre ieri è stato conferito il Premio Prisco in memoria dello storico dirigente dell'Inter, premio che per la sezione allenatori è andato al tecnico ducale. Durante la premiazione a Chieti Donadoni ha detto «Spero che quello che ci è accaduto quest'anno serva come insegnamento per imparare qualcosa affinché non accada in futuro. Solo chi è stato dentro può capire quello che si è verificato. Noi siamo una nave alla deriva, ma dobbiamo arrivare in porto a fine stagione e ci arriveremo». Lapidario sul suo futuro: «La mia educazione m'impone di pensare al presente. Guardo a chiudere bene questa stagione».

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Lunedì, 27 Aprile 2015 09:36

Parma-Palermo 1-0, la rete è di Nocerino

L'ex Rispoli regala il rigore ai ducali che in casa non perdono da tre giornate. Nelle ultime undici partite il Parma sta viaggiando con una media di 1,40 punti. -

Parma, 27 aprile 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

Probabilmente Zamparini aveva sperato di sfatare il tabù Tardini, considerando la stagione negativa e la posizione in classifica del Parma. Dall'inizio della sua presidenza, infatti, il Palermo non è mai riuscito ad espugnare la roccaforte ducale e chi pensava che sarebbe accaduto nell'annata disperata dei gialloblù si è dovuto ricredere: obiettivo dunque da rimandare per i rosanero e terza vittoria casalinga consecutiva per il Parma che nelle ultime undici partite sta viaggiando con una media di 1,40 punti. Un ritmo che, se tenuto da inizio campionato, avrebbe portato i crociati ad un posizione ben diversa da quella attuale: come spesso accade, però, si è dovuto toccare il fondo per cominciare la risalita, fondo che è coinciso con il dichiarato fallimento della società e che ha fatto rialzare la testa a una squadra che sta lottando fino alla fine, senza regalare niente a nessuno. Come nelle ultime sfide l'avversario non era dei più semplici, complice il tandem d'attacco Dybala-Vazquez, vera rivelazione della stagione in corso e i cui nomi compaiono nella lista della spesa delle big.

IL FILM DELLA PARTITA

Donadoni punta su Mendes, Jorquera e Nocerino, mentre Iachini, alla ricerca della terza vittoria consecutiva, offre una possibilità tra i pali a Ujkani. Il Parma non concede spazi e prova da subito a trovare la via del vantaggio con Ghezzal, la cui conclusione finisce tra braccia del portiere rosanero, e con Coda che prende la traversa. La gara si sblocca al 22' quando l'ex gialloblù Rispoli stende Gobbi in area: Di Bello non ha dubbi sul penalty, trasformato in rete da Nocerino, anche lui ex di turno ed autore di due goal in maglia crociata. Per gli ospiti l'occasione migliore capita sui piedi di Dybala che, servito da un ispirato Vazquez, viene fermato da Feddal quando sembrava ormai fatta. Nella ripresa Ujkani dice no a Jorquera e Mirante si oppone a Belotti, entrato a dare supporto all'attacco del Palermo. L'ultimo guizzo è di Belfodil che al 44' manca di poco il 2-0. Ottima prestazione per l'algerino ed in generale per tutta la squadra che, senza i sette punti di penalizzazione, sarebbe ora a 23 punti come il Cesena, penultimo in classifica, e ad una sola distanza dal Cagliari, uscito vincente dalla partita contro la Fiorentina.

LE PAGELLE

Mirante 6,5 – Mendes 6 (dal 71' Lila 6) – Costa 6 – Feddal 6,5 – Varela 5,5 (dal 62' Cassani 6) – Mauri 6 – Jorquera 6,5 – Nocerino 6,5 – Gobbi 6 – Coda 6,5 (dal 55' Belfodil 6,5) – Ghezzal 6.

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I curatori fallimentari procedono con la messa all'asta. Le offerte saranno raccolte sino al 6 maggio. Anche Manenti si è detto interessato...-

Parma, 22 aprile 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

La società sportiva Parma FC è ufficialmente in vendita: ieri, infatti, il Giudice Delegato Pietro Rogato, con il parere favorevole del comitato dei creditori, ha autorizzato i curatori fallimentari a procedere con la messa all'asta. Base per le offerte: 20 milioni di euro. La vendita avverrà con procedure competitive e le offerte dovranno pervenire entro il 6 maggio: qualora entro tale data non ce ne fossero di valide, saranno effettuate altre quattro procedure di gara in successione nei giorni 12/18/22 e 28 maggio 2015.

Come si legge nel comunicato ufficiale pubblicato sul sito del Parma, «per ciascuna gara successiva alla prima, il prezzo base sarà inferiore del 25% rispetto al precedente». 
Le offerte potranno essere fatte da società di capitali sia italiane sia estere: ai soggetti interessati sarà consegnato un Disciplinare di Gara in cui sono descritte le modalità e le procedure di vendita. Agli stessi, inoltre, saranno fornite le informazioni e i documenti necessari attraverso una virtual data room con accesso regolamentato.

L'INTERESSE DI MANENTI -

Come ha fatto sapere nei giorni scorsi dalla sua abitazione a Limbiate, dove si trova agli arresti domiciliari, Manenti stesso sarebbe interessato a riacquistare il Parma. Lo ha comunicato il suo avvocato, Antonio Palmieri, affermando che l'obiettivo è una ristrutturazione del debito. 
Sempre ieri, inoltre, si è tenuta l'udienza prefallimentare relativa a Eventi Sportivi, la società controllante del club ducale che detiene il centro sportivo di Collecchio nonché il 90% delle azioni, e di cui è ancora titolare proprio l'ex patron gialloblù. Durante l'udienza Palmieri ha chiesto che venga fissata una data entro la quale presentare un concordato e di spostare la competenza del caso presso il Tribunale di Brescia (dove risulta iscritta la controllante). La Procura di Parma ha risposto che tutte le operazioni sono però state effettuate nella città emiliana: anche stavolta la decisione è in mano al Giudice Rogato.

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Comminati anche sei mesi di inibizione a Manenti e Leonardi per inadempienze Co.Vi.So.C. - Il Giudice Delegato Rogato ha stabilito come termine ultimo il 30 aprile. -

Parma, 17 aprile 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

Aveva ragione Giovanni Pascoli quando diceva che «piove sempre sul bagnato». E lo sanno bene in quel di Collecchio, presso il cantiere gialloblù, dove di acqua negli ultimi mesi ne è caduta parecchia. L'ultima bastonata è arrivata ieri, in quella che doveva essere una giornata all'insegna della gioia con la presentazione de "La Parma", la birra ufficiale della squadra emiliana, prodotta dal marchio Birra Brand di Nicole Cappa e di cui parte del ricavato delle vendite andrà a sostegno delle attività del club ducale: si tratta di un'ulteriore penalizzazione dal già magro bottino gialloblù.

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Dopo i tre punti sottratti nei mesi scorsi per inadempienze fiscali, stavolta ne sono stati tolti quattro per insolvenze Co.Vi.So.C (Commissione di Vigilanza sulle Società), decisione che rende vani gli sforzi fatti dai ragazzi di Donadoni nelle ultime partite. Per lo stesso motivo, inoltre, la FIGC ha inflitto anche sei mesi d'inibizione a Giampietro Manenti e Pietro Leonardi. Capitan Lucarelli ha così commentato la sanzione: «Non è una sorpresa. Era una decisione attesa, dopo il mancato rispetto delle scadenze dello scorso mese di febbraio. La nostra classifica ora peggiora ulteriormente, ma il nostro impegno in campo non verrà meno, com'è sempre stato, per cercare di chiudere questo campionato con prove all'altezza e nel rispetto di tutti».

A rischio il finale di stagione

Altra nota negativa: in serata sul sito ufficiale del Parma, ora a soli 12 punti in classifica, è apparso un comunicato nel quale si legge che il finale di stagione potrebbe essere a rischio qualora non si dovesse ridurre il debito sportivo. Il Giudice Delegato Rogato, dopo aver accolto la richiesta dei curatori fallimentari in merito ad un'eventuale proroga, ha stabilito come termine ultimo il 30 aprile: entro tale data, quindi, Anedda e Guiotto, dovranno riferire sulla possibilità di ridurre l'entità del debito.


Di seguito il comunicato ufficiale integrale: 
«Angelo Anedda, curatore fallimentare del Parma FC Spa e Demetrio Albertini, coadiutore dei curatori, hanno incontrato questa mattina a Roma il Presidente della FIGC Carlo Tavecchio e il suo staff, per illustrare ai massimi vertici della Federazione lo stato attuale dell'esercizio provvisorio ed il percorso da compiere per la sua eventuale prosecuzione. 
L'incontro, che si è svolto in un clima cordiale e collaborativo, ha avuto quale argomento principale la situazione debitoria del Parma Calcio e l'auspicabile conclusione del campionato da parte della società crociata, anche in vista del termine del 30 aprile concesso ai curatori dal Giudice Delegato dott. Pietro Rogato. 
Entro quel termine, infatti, i curatori dovranno riferire anche sulla possibilità di un abbattimento del debito sportivo pregresso a un livello compatibile con una ragionevole possibilità di vendita dell'azienda sportiva, in assenza del quale l'esercizio provvisorio non potrà proseguire».

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Anedda e Guiotto hanno dato parere favorevole ma con riserva: hanno infatti chiesto una proroga per poter dare un giudizio definitivo. -

Parma, 15 aprile 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

Il Parma FC vale 20-25 milioni di euro: lo hanno stabilito i periti nominati dal giudice delegato Pietro Rogato, Fabio Buttignon e Roberto Marrani, che nella giornata di ieri hanno consegnato ai curatori fallimentari la perizia di stima del club ducale, poi depositata in Tribunale.

Come emerge dal comunicato ufficiale le attuali cifre non sono comprensive né del debito sportivo accumulato dalla società, che ammonta a circa 70 milioni, né del "parachute payment", il paracadute retrocessione, che consiste in una sorta di incentivo-cuscinetto per limitare i danni derivanti dal passaggio ad una serie minore e che viene ripartito alle retrocesse meritocraticamente, ovvero in base agli anni di permanenza nel campionato maggiore.

Di seguito il comunicato diramato dall'Ufficio Stampa della società emiliana:

«Il prof. Fabio Buttignon e il dott. Roberto Marrani hanno consegnato nel tardo pomeriggio la relazione di stima dell'azienda sportiva "Parma Football Club S.p.A.". Nel presupposto della continuazione dell'attività con l'iscrizione al campionato di serie B, il valore complessivo attribuito all'azienda è stato collocato in un range tra 20 e 25 milioni di euro. 
Tra le componenti più rilevanti, i diritti pluriennali relativi ai calciatori professionisti, valutati tra 13,6 e 15,5 milioni di euro e il settore giovanile tra 4,7 e 6,2 milioni di euro. Al marchio "Parma F.C." è stato attribuito un valore tra 1,5 e 2,5 milioni di euro. 
Tale valutazione non considera il debito sportivo, così come identificato dall'art. 52 NOIF (Norme Organizzative Interne della F.I.G.C.), né eventuali incentivi quale il "paracadute retrocesse". 
L'effettivo prezzo base per la successiva cessione sarà determinato dal Giudice Delegato nella sua ordinanza di vendita, unitamente alle tempistiche e alle modalità di svolgimento della procedura competitiva, su istanza dei curatori e previo parere favorevole del comitato dei creditori».

In data odierna, inoltre, la società ha fatto sapere che i curatori fallimentari, Angelo Anedda ed Alberto Guiotto, hanno informato creditori e giudice delegato circa l'andamento della gestione nonché sulla possibilità di proseguire l'esercizio provvisorio. Questo sulla base della disponibilità dei tesserati a fare in modo che le uscite non superino le entrate, riducendo di fatto le proprie competenze entro i limiti del ricavato della gestione provvisoria. Nel comunicato si legge però che «tale volontà non è ancora stata perfezionata in accordi formali a causa dell'elevato numero di interlocutori».

I curatori stessi, infine, hanno chiesto a Rogato una proroga per verificare se si possa realmente ridurre il debito sportivo «ad un livello compatibile con una ragionevole possibilità di vendita dell'azienda sportiva e quindi di un adeguato impegno finanziario da parte dell'eventuale compratore». Allo stato attuale si è, dunque, in attesa della decisione del giudice.

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A Parma risolve la pratica l'argentino classe 1996. Donadoni: «Grande soddisfazione in un'annata maledetta» -

Parma, 13 aprile 2015 – di Maria Caterina Viscomi -

Davide contro Golia, ultima contro prima, 13 punti contro 70. Un club fallito contro la squadra che ha da parecchio messo l'ipoteca sullo scudetto ed è pronta per i quarti di finale di Champions contro il Monaco, gara in vista della quale Allegri ha messo in campo la "Juventus 2" che, sulla carta rimane comunque superiore all'attuale Parma: in difesa spazio ad Ogbonna e Lichtsteiner, in attacco a Coman e Llorente. Nomi che già a sentirli potrebbero incutere timore nell'ultima nella classe. E la differenza infatti si sente, inizialmente sono gli ospiti a spingere maggiormente, ma i crociati sono molto abili a chiudersi e ad impedire agli avversari di trovare spazio.

Donadoni, che deve ancora fare a meno dello squalificato Lucarelli, opta per il 3-5-2 con Ghezzal e Belfodil come punte. E' proprio dall'algerino che nasce la prima azione pericolosa davanti ad un impreparato Chiellini. Per la Juve suonano la carica Vidal e Coman al 32' ed al 43': Mirante, dimenticato l'incubo dell'andata terminata con un passivo di 7 reti a 0, si prende la rivincita e mette un muro davanti la sua porta. A sbloccare la situazione a favore dei ducali è Josè Mauri, classe 1996, che su assist di Belfodil arriva in corsa e insacca la palla all'incrocio dei pali. Da far vedere alle future leve nei manuali di calcio... Dopo la rete dei gialloblù i bianconeri si perdono, gli unici tentativi di reazione vengono da Morata ma il Parma, che nelle difficoltà ha trovato il vero spirito di squadra, chiude in maniera solida e compatta le maglie della sua rete.

Vittoria meritata ma che, nonostante l'enorme soddisfazione, non fa perdere il senso della realtà a Donadoni: «Nel finale di stagione ci giochiamo tutto, ma siamo ancora ultimi e lontani...». Nulla è impossibile, però, soprattutto se si pensa che degli attuali 16 punti ben 7 sono stati realizzati nelle ultime tre gare, giocate peraltro tutte a distanza ravvicinata nel giro di una settimana. 
Mercoledì alle 18.30 al Marassi ci sarà l'impegno contro il Genoa, ultima partita da recuperare e per la quale i crociati avevano chiesto il rinvio in febbraio come forma di protesta contro la FIGC.

Ko per i cugini del Sassuolo

C'è chi vince e c'è chi perde. Stavolta il ko è per i cugini del Sassuolo, piegati a Bergamo da un Denis in formissima e che non fa rimpiangere ai suoi l'assenza dello squalificato Pinilla. L'ex Napoli realizza, infatti, una personale doppietta che ferma la corsa dei neroverdi, prima con rovesciata, poi dal dischetto. Al 62' Berardi, schierato nel tridente con Floccari e Sansone, accorcia invano le distanze. Entrambe le squadre chiudono la gara in dieci: espulsi, per doppia ammonizione, Missiroli e Biava. E' la prima vittoria per Edy Reja sulla panchina orobica, a Bergamo ora si sente odore di salvezza.

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