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Sanità. Aviaria, individuato focolaio in un allevamento di tacchini a Sorbolo (PR). Per evitare la diffusione del virus, è stato disposto il sequestro e l'abbattimento, da domani, degli animali

È alla firma del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l'ordinanza che dispone l'istituzione delle zone di protezione e delle zone di sorveglianza. Non vi è alcun rischio collegato al consumo di carni avicole

Bologna - Un focolaio di aviaria è stato individuato in un allevamento di tacchini a Sorbolo, in provincia di Parma. Per evitare ogni possibile rischio di diffusione del virus, è stato disposto, con ordinanza del sindaco, il sequestro dell'allevamento e l'abbattimento – a partire da domani, venerdì 4 agosto – degli animali.
Intanto, è già alla firma del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l'ordinanza che dispone l'istituzione delle zone di protezione (ZP) nel raggio di tre chilometri dall'allevamento e di zone di sorveglianza (ZS) a 10 chilometri, e l'adozione di una serie di misure. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, non vi è alcun rischio collegato al consumo di carni avicole.

Tutto è partito da un improvviso aumento della mortalità tra gli animali dell'allevamento, dove sono presenti 24.000 tacchini. Il Servizio veterinario dell'Azienda Usl di Parma è intervenuto tempestivamente: sono stati effettuati gli accertamenti clinici e gli esami di laboratorio previsti, e il Centro di referenza nazionale per l'influenza aviaria dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha confermato che si tratta del virus dell'influenza aviaria.

Le misure di prevenzione
La Regione Emilia-Romagna dispone, attraverso l'ordinanza alla firma del presidente Bonaccini, tutte le misure necessarie per isolare il fenomeno, mentre l'Azienda Usl di Parma sta attivando i protocolli operativi per prevenire e contrastare la diffusione del virus. Oltre all'istituzione di zone di protezione e sorveglianza nel territorio dove si trova l'allevamento (con censimento di tutti gli allevamenti e degli animali presenti, prelievi, accertamenti clinici e campionamenti da parte dei veterinari e controlli straordinari, divieto di movimentazioni di volatili e prodotti), l'ordinanza prevede anche misure da applicare su tutto il territorio regionale.

Nello specifico, è sospeso l'utilizzo, nell'attività venatoria, di uccelli acquatici come richiami vivi. Inoltre, dev'essere mantenuta una netta separazione tra il pollame domestico e quello selvatico, sia a livello commerciale (per le aziende che vendono animali e prodotti) che rurale (chi li alleva per sé). In particolare, gli animali presenti negli allevamenti all'aperto vanno tenuti all'interno di capannoni. Nel caso in cui ciò non sia possibile, le aree di alimentazione e abbeveraggio del pollame non devono essere accessibili ai volatili selvatici.

Pubblicato in Agroalimentare Parma

Influenza aviaria: focolaio in un allevamento di tacchini a Sorbolo (Pr). Attivate tutte le misure per isolare il fenomeno, nessun rischio per il consumo di carni avicole. Per evitare ogni possibile rischio di diffusione del virus, è stato disposto il sequestro dell'allevamento e l'abbattimento - a partire da domani - degli animali.

Bologna, 3 febbraio 2017

Un focolaio di aviaria è stato riscontrato in un allevamento di tacchini a Sorbolo, in provincia di Parma. Per evitare ogni possibile rischio di diffusione del virus, è stato disposto, con ordinanza del sindaco, il sequestro dell'allevamento e l'abbattimento – a partire da domani – degli animali. Parallelamente, per isolare il fenomeno, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha siglato un'ordinanza che dispone l'istituzione delle zone di protezione (ZP) e di zone di sorveglianza (ZS), e l'adozione di una serie di misure. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, non vi è alcun rischio collegato al consumo di carni avicole.

Tutto è partito da un improvviso aumento della mortalità tra gli animali dell'allevamento, dove sono presenti 22.900 tacchini. Il Servizio veterinario dell'Azienda Usl di Parma è intervenuto tempestivamente: sono stati effettuati gli accertamenti clinici e gli esami di laboratorio previsti, e il Centro di referenza nazionale per l'influenza aviaria dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Padova ha confermato che si tratta del virus dell'influenza aviaria. Come previsto dalla normativa nazionale e della Comunità europea a tutela della salute pubblica, per scongiurare ogni possibile rischio di diffusione del virus ad altre aziende avicole, è stato disposto, con ordinanza del sindaco di Sorbolo, il sequestro dell'allevamento e l'abbattimento degli animali: si inizierà domani, sabato 4 febbraio, e si concluderà all'inizio della settimana prossima.

Le misure di prevenzione

La Regione Emilia-Romagna ha disposto, attraverso l'ordinanza firmata dal presidente Bonaccini, tutte le misure necessarie per isolare il fenomeno, e l'Azienda Usl di Parma sta attivando i protocolli operativi per prevenire e contrastare la diffusione del virus. Oltre all'istituzione di zone di protezione e sorveglianza nel territorio dove si trova l'allevamento (con censimento di tutti gli allevamenti e degli animali presenti, prelievi, accertamenti clinici e campionamenti da parte dei veterinari e controlli straordinari, divieto di movimentazioni di volatili e prodotti), l'ordinanza prevede anche misure da applicare in tutto il territorio regionale.

Nello specifico, è sospeso l'utilizzo, nell'attività venatoria, di uccelli acquatici come richiami vivi. Inoltre, dev'essere mantenuta una netta separazione tra il pollame domestico e quello selvatico, sia a livello commerciale (per le aziende che vendono animali e prodotti) che rurale (chi alleva per sé). In particolare, gli animali presenti negli allevamenti all'aperto devono essere tenuti all'interno di capannoni. Nel caso in cui ciò non sia possibile, le aree di alimentazione e abbeveraggio del pollame non devono essere accessibili ai volatili selvatici. Su tutto il territorio regionale è vietato lo svolgimento di fiere, mostre e mercati con avicoli.

(Fonte: Regione ER)

Domenica, 21 Dicembre 2014 09:30

Aviaria: oltre 17 milioni per i danni indiretti.


Via libera in Stato-Regioni al decreto ministeriale. I risarcimenti dovranno essere completati entro il 30 settembre 2015.

Bologna - In arrivo nuove risorse per le aziende avicole dell'Emilia-Romagna colpite dagli effetti dell'influenza aviaria che ha interessato l'Emilia-Romagna tra il 14 agosto e il 5 settembre 2013. Si tratta di oltre 17 milioni di euro, ai quali ha dato il via libera la Conferenza Stato-Regioni di ieri (18 dicembre 2014 ndr).

Il decreto ministeriale (in attuazione del regolamento Ue 1071 del 2014) riguarda i cosiddetti danni indiretti, legati alla mancata movimentazione e dunque commercializzazione degli animali e delle uova, in seguito alle misure di tipo sanitario adottate sul territorio regionale per fronteggiare il virus H7N7. "Si tratta di un risultato importante e non scontato per il quale questa Regione si è impegnata con forza. Queste risorse – spiega l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni - si aggiungono a quelle già interamente liquidate dalla Regione per i danni diretti: quasi 9 milioni 500 mila euro, che sono andati a 17 allevamenti delle province di Ravenna, Ferrara e Bologna nei quali, nei giorni dell'epidemia, furono abbattuti animali o distrutti uova e mangimi a causa delle presenza di un focolaio e in via preventiva".

I 17 milioni 529 mila euro saranno interamente liquidati agli allevatori entro il 30 settembre 2015. Termini e modalità per la richiesta dell'indennizzo verranno a breve definiti da Agrea (l'ente pagatore della Regione Emilia-Romagna) attraverso una circolare. Sarà infatti proprio Agrea l'organismo cui dovrà essere inviata la domanda di indennizzo. Le risorse sono stanziate al 50% dello Stato e al 50% dalla Ue.

Potranno presentare domanda le imprese produttrici di uova da cova e pulcini; gli allevamenti di pollo, faraona, anatra, gallina ovaiola, pollastra, pulcino, tacchino; i centri di imballaggio delle uova. Gli indennizzi verranno concessi per i danni indiretti subiti nel periodo compreso tra il 14 agosto 2013 ( data di inizio dell'epidemia) e il 30 giungo del 2014, quando sono terminate le misure di limitazione della movimentazione. Oltre all'Emilia-Romagna il provvedimento interessa , sia pur in misura minore, il territorio della Regione Vento.

(Fonte Regione Emilia Romagna 19/12/2014)

 

 

E’ stato emesso dalla Regione Emilia-Romagna l’ultimo mandato di pagamento per gli allevatori interessati dagli abbattimenti per l’influenza aviaria.

 

Bologna, dicembre 2013

L’importo totale degli indennizzi pagati agli allevatori supera i 9 milioni (9.483.010 euro, per l’esattezza). Tutti i pagamenti non hanno superato i 90 giorni dalla conclusione delle operazioni di abbattimento e distruzione degli animali contagiati.  

E’ stato indennizzato il valore degli animali, delle uova e dei mangimi distrutti sia negli allevamenti sede di focolaio, sia in quelli dove c’era un sospetto di infezione, sia in quelli svuotati per evitare la diffusione del virus.  

Dalla vigilia di ferragosto al 21 settembre scorso sono stati interessati, in momenti temporali diversi, ben 18 allevamenti di galline ovaiole e tacchini di dimensioni differenti, da poche unità a 600.000 capi.   

“Concludere le operazioni di pagamento in tempi così brevi – hanno dichiarato l’assessore alle Politiche per salute, Carlo Lusenti, e all’Agricoltura, Tiberio Rabboni – è stato possibile grazie all’impegno di tutto il sistema regionale: dalle Aziende sanitarie, dove sono state raccolte e valutate le richieste di indennizzo, ai sindaci dei Comuni interessati che hanno dovuto emettere gli atti di riconoscimento dei contributi pubblici, fino ai tecnici dei due assessorati”. 

Pubblicato in Agroalimentare Emilia
Mercoledì, 09 Ottobre 2013 16:36

Aviaria, l'epidemia è ufficialmente conclusa

Bologna, 9 ottobre 2013
 
Un'ordinanza del presidente Errani revoca i provvedimenti assunti in precedenza: decaduti tutti i vincoli. L'assessore Lusenti: "Il nostro sistema regionale ha mostrato di saper affrontare quest'emergenza" -
A meno di due mesi dall'individuazione del primo focolaio in un allevamento di galline, l'epidemia di aviaria che ha interessato l'Emilia-Romagna è ufficialmente conclusa. Sono decaduti infatti i vincoli, quale zona di sorveglianza, stabiliti dalla Decisione della Commissione Ue per gli ultimi Comuni ancora interessati da provvedimenti conseguenti ai focolai di influenza, e non si sono manifestati nuovi casi di infezione: per questo il presidente della Regione Vasco Errani – su proposta dell'assessore alle Politiche per la salute Carlo Lusenti – ha emesso oggi una nuova ordinanza che revoca tutti i provvedimenti precedenti.
"Sono state settimane difficili, ma il nostro sistema regionale ha mostrato di saper affrontare quest'emergenza" ha commentato Lusenti. "Voglio ringraziare innanzitutto gli operatori coinvolti. Ci siamo trovati ad applicare i programmi d'intervento in un contesto nuovo per dimensioni e complessità del fenomeno e non siamo stati soli, grazie al confronto continuo con gli esperti degli Istituti zooprofilattici, dei ministeri della Salute, della Difesa, dell'Agricoltura, della Protezione civile, e con i sindaci dei Comuni interessati. A ciò si aggiunge la serietà e la consapevolezza del sistema produttivo. Lavorando tutti insieme – prosegue l'assessore – abbiamo ottenuto risultati che ora dovranno essere approfonditi per migliorare ulteriormente i modelli, regionale e nazionale, con cui vengono affrontate queste emergenze. Ora che l'epidemia è conclusa, siamo impegnati nella valutazione dei danni per indennizzare nel più breve tempo possibile gli allevatori colpiti".
 
(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)
Bologna, 25 settembre 2013
 
Lo stabilisce un provvedimento, emanato ieri, del ministero della Salute (Dipartimento sanità pubblica veterinaria) che, in considerazione dell'evoluzione favorevole della situazione epidemiologica, abroga le misure restrittive adottate nelle scorse settimane mantenendo attive però misure di controllo preliminari alla movimentazione di animali allevati nelle province di Ferrara, Ravenna Bologna e Forlì-Cesena.
La Regione - affinché possa riprendere normalmente l'attività di produzione avicola - dovrà assicurare che gli allevamenti, prima della ri-introduzione degli animali, forniscano adeguate garanzie per quanto attiene i requisiti strutturali e gestionali di biosicurezza.
 
(fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)
Bologna, 19 settembre 2013 -
 
Dopo la deroga a riprendere le mostre e i mercati degli uccelli da gabbia, voliera e canto, con esclusione delle zone di protezione, sorveglianza e restrizione, una nuova ordinanza a firma di Errani. Dal ministero della Salute le linee guida che consentono aperture progressive alla movimentazione di uova e animali -

I Comuni di Ostellato e Portomaggiore, nel ferrarese, passano da "zona di protezione" (A) a "zona di sorveglianza" (B). Lo stabilisce una nuova ordinanza (la numero 186) emessa oggi dal presidente della Regione Vasco Errani. Trascorsi 21 giorni dal completamento delle operazioni preliminari di pulizia e disinfezione dei focolai di Ostellato e Portomaggiore, senza che si siano verificati nuovi casi, secondo quanto stabilito dalle norme in vigore, questi due territori (individuati dalle precedenti ordinanze come "zone di protezione") diventano così "zone di sorveglianza".


In base agli aggiornamenti restano zona di protezione l'intero territorio dei Comuni di Mordano (Bo) e Bagnara di Romagna (Ra), parte del territorio del Comune di Imola (Bo) a est dalla Statale 610 e a nord della via Emilia; parte del Comune di Massa Lombarda (Ra) a sud della Provinciale 253, e parte di territorio del Comune di Solarolo (Ra) a nord della diramazione per Ravenna dell'A14. La zona di sorveglianza comprende la parte rimanente dei Comuni di Imola (Bo), Solarolo e Massa Lombarda (Ra), l'intero territorio dei Comuni di Castelguelfo e Medicina (nel bolognese), di Conselice, Sant'Agata sul Santerno, Lugo, Cotignola, Faenza e Castelbolognese (nel ravennate), e nel ferrarese di Ostellato, Portomaggiore, Masi Torello, Tresigallo, Migliarino, Migliaro, Comacchio e Argenta, più parte del territorio del Comune di Ferrara tra la Statale 15 (via Pomposa) e a est della Provinciale via Ponte Assa.


 
Un'ulteriore zona di protezione, identificata dal ministero della Salute il 6 settembre in seguito all'individuazione del sesto focolaio (Bondeno), riguarda il Comune di Bondeno (a sud della Statale 496 e a ovest del Fiume Panaro) e quello di Finale Emilia (a nord della Statale 468, a est della Provinciale 9 e a ovest del fiume Panaro). Il ministero ha identificato anche un'altra zona di sorveglianza, che riguarda, per il territorio emiliano-romagnolo, la parte rimanente di Bondeno e di Finale Emilia, i Comuni di Mirabello, Sant'Agostino, Cento, Crevalcore (a nord di via Provanone e a est di via Provane - Provinciale 9), Mirandola (a est delle linea ferroviaria Modena-Verona), San Felice sul Panaro (a est della linea ferroviaria Modena-Verona). 

Le zone di restrizione, indicate nella Decisione di esecuzione della Commissione europea dell'11 settembre 2013, riguardano in Emilia-Romagna un'area che comprende i Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Berra, Bertinoro, Brisighella, Casola Valsenio, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cervia, Cesena, Cesenatico, Codigoro, Dovadola, Forlimpopoli, Forlì, Fusignano, Gambettola, Gatteo, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Longiano, Massa Fiscaglia, Meldola, Mesola, Modigliana, Predappio, Ravenna, Riolo Terme, Russi, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone.

 Il ministero della Salute ha emanato un provvedimento contenente la tempistica per effettuare i controlli e nuove linee guida per la concessione di deroghe, che consentono aperture progressive alla movimentazione di uova e animali in regione.
 
La novità più importante è la possibilità di movimentare animali e uova da allevamenti dell'Emilia-Romagna situati al di fuori delle aree di protezione, sorveglianza e restrizione. Sono previsti inoltre minori vincoli nella movimentazione di uova (da consumo e da cova) dalle zone di protezione e sorveglianza. In entrambi i casi è necessario fornire determinate garanzie. Mentre prima nelle tre zone (protezione, sorveglianza e restrizione) era vietato introdurre animali delle specie sensibili negli allevamenti esistenti, con questo provvedimento sono state individuate delle aree all'interno della zona di restrizione dove è possibile farlo, e precisamente i Comuni di Berra, Mesola, Goro, Modigliana, Dovadola, Predappio, Riolo Terme, Casola Valsenio, Brisighella, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Forlì (area a sud della Statale 67), Modigliana, Meldola, Forlimpopoli, Bertinoro, Cervia, Cesena, Cesenatico, Savignano sul Rubicone, Gatteo, Gambettola, Longiano, San Mauro Pascoli. Ciò dovrebbe consentire una ripresa della normale attività produttiva della filiera avicola presente in queste zone. E' revocato infine il divieto – a determinate condizioni – di spandimento su tutto il territorio regionale di pollina proveniente da tutti gli allevamenti, compresi quelli situati nelle zone di restrizione e sorveglianza. Resta il divieto di spandimento della pollina prodotta negli allevamenti della zona di protezione.
 
(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)
Bologna, 16 settembre 2013 -
Aviaria: le mostre e i mercati degli uccelli da gabbia, voliera e canto potranno riprendere in Emilia-Romagna, con esclusione delle zone di protezione, sorveglianza e restrizione. Emessa dal presidente Errani una nuova ordinanza -

In Emilia-Romagna potranno riprendere le mostre e i mercati degli uccelli da gabbia, voliera e canto, con esclusione delle zone di protezione, sorveglianza e restrizione. E', in sintesi, quanto dispone l'ordinanza numero 185 emessa oggi dal presidente della Regione Vasco Errani, che sostituisce integralmente la 174 dello scorso 28 agosto. Una deroga, dunque, al divieto – finora in vigore – su tutto il territorio regionale di mercati, fiere e concentramenti di animali delle specie sensibili, adottata in seguito al parere espresso dal ministero della Salute e di quello del Centro di referenza per l'influenza aviaria presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie sulla possibilità di autorizzare – a determinate condizioni e per determinate specie – fiere, mostre e mercati e di movimento degli uccelli da gabbia, voliera e canto.
La partecipazione a mostre e mercati è vietata a galliformi (polli, tacchini) e anseriformi (cigni, oche, anatre) anche ornamentali, ad allevatori che abbiano in allevamento uccelli da gabbia, pollame o ornamentali di queste specie, ad allevatori che posseggono allevamenti (voliere) all'aperto e a soggetti provenienti da allevamenti che si trovano nelle aree soggette a restrizione. 

Le zone di protezione corrispondono all'intero territorio dei Comuni di Ostellato e Portomaggiore (Fe), di Mordano (Bo) e Bagnara di Romagna (Ra), a parte del territorio del Comune di Imola (Bo) a est dalla Statale 610 e a nord della via Emilia; a parte del Comune di Massa Lombarda (Ra) a sud della Provinciale 253, e a parte di territorio del Comune di Solarolo (Ra) a nord della diramazione per Ravenna dell'A14. 

Le zone di sorveglianza comprendono, nel ferrarese, l'intero territorio dei Comuni di Masi Torello, Tresigallo, Migliarino, Migliaro, Comacchio, Argenta e la parte del territorio del Comune di Ferrara situata tra la Statale 15 (via Pomposa) e a est della Provinciale via Ponte Assa. Per quanto riguarda il bolognese e il ravennate, è zona di sorveglianza la parte rimanente dei Comuni di Imola (Bo), Solarolo e Massa Lombarda (Ra), e l'intero territorio dei Comuni di Castelguelfo e Medicina (Bo), Conselice, Sant'Agata sul Santerno, Lugo, Cotignola, Faenza, Castelbolognese (Ra). 

Le zone di restrizione, indicate nella Decisione di esecuzione della Commissione europea dell'11 settembre 2013, riguardano in Emilia-Romagna un'area che comprende i Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Berra, Bertinoro, Brisighella, Casola Valsenio, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cervia, Cesena, Cesenatico, Codigoro, Dovadola, Forlimpopoli, Forlì, Fusignano, Gambettola, Gatteo, Goro, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Longiano, Massa Fiscaglia, Meldola, Mesola, Modigliana, Predappio, Ravenna, Riolo Terme, Russi, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone.

Un'ulteriore zona di protezione, identificata dal ministero della Salute il 6 settembre in seguito all'individuazione del sesto focolaio (Bondeno), riguarda il Comune di Bondeno (a sud della Statale 496 e a ovest del Fiume Panaro) e quello di Finale Emilia (a nord della Statale 468, a est della Provinciale 9 e a ovest del fiume Panaro). Il ministero ha identificato anche un'altra zona di sorveglianza, che riguarda, per il territorio emiliano-romagnolo, la parte rimanente di Bondeno e di Finale Emilia, i Comuni di Mirabello, Sant'Agostino, Cento, Crevalcore (a nord di via Provanone e a est di via Provane - Provinciale 9), Mirandola (a est delle linea ferroviaria Modena-Verona), San Felice sul Panaro (a est della linea ferroviaria Modena-Verona).
 
(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Bologna, 11 settembre 2013 -

Nonostante il terzo caso di contagio umano in Emilia-Romagna con la conferma arrivata ieri pomeriggio dall'Istituto superiore di sanità relativo a un operatore impegnato nell'abbattimento del bestiame, che aveva registrato i sintomi oculistici propri dell'H7N7, la Regione sottolinea come la situazione sia sotto controllo e si debbano evitare allarmismi: "se non saranno registrati nuovi casi si potrà definire conclusa l' emergenza epidermica".

Comunicato dell' ultima Assemblea Regionale antecedente la conferma del terzo caso

Al momento, in ogni azienda in Emilia-Romagna dove sono stati segnalati focolai di influenza aviaria H7N7, "sono stati compiuti tutti gli abbattimenti necessari, nonché le attività di sanificazione e sterilizzazione"; e "dal 7 settembre sono quindi iniziati i 21 giorni di sorveglianza, dopo i quali, se non saranno registrati nuovi casi, si potrà definire conclusa l'emergenza epidemia".
Lo rende noto l'assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, intervenendo in Aula per una relazione sugli ultimi aggiornamenti relativi alla diffusione dell'aviaria. Rispetto alla precedente informativa, svolta il 3 settembre davanti alle commissioni Politiche per la salute e Politiche economiche dell'Assemblea legislativa, "il 4 settembre è stata confermata una nuova positività che riguarda 98.000 pollastre a Mordano, in un allevamento che aveva già ottenuto l'autorizzazione ministeriale all'abbattimento preventivo, iniziato il 5 settembre e concluso il 7 settembre- spiega Lusenti-, mentre il 5 settembre si registrava una nuova positività a Bondeno, in provincia di Ferrara, presso un privato proprietario di 6 galline, per cui l'abbattimento si è concluso nella stessa giornata". Nell'ultima settimana, prosegue l'assessore, sono stati inoltre abbattuti preventivamente, dopo l'autorizzazione ministeriale, più di 85.000 animali, e entro il 13 settembre sarà concluso un nuovo piano di abbattimenti preventivi.
Per quanto riguarda il contagio di essere umani, "per domani attendiamo una risposta, che sarà sicuramente positiva, dall'Istituto superiore di sanità su un terzo caso, relativo a un operatore impegnato nell'abbattimento, in cui sono stati registrati i sintomi oculistici propri dell'H7N7- informa l'assessore-, anche in questo caso il lavoratore è stato sottoposto ad isolamento domiciliare ed è in sorveglianza attiva fino a guarigione clinica, insieme alla moglie e al figlio 17enne, mentre dopo la individuazione del sesto focolaio a Bondeno le persone esposte, dieci in totale, appartenenti a due nuclei familiari apparentati, sono in sorveglianza giornaliere e ad oggi sono stati esclusi sintomi correlabili all'infezione da influenza aviaria".
Rispetto ai due lavoratori che avevano già manifestato sintomi di influenza aviaria, "il primo è stato dichiarato guarito, anche se continua la sorveglianza sui 4 familiari che stanno bene, mentre il secondo, che vive solo, in data 10 settembre effettuerà una visita di controllo oculistico, già programmata- chiarisce Lusenti-; per i 59 lavoratori esposti nei primi 4 allevamenti, anteriormente alla individuazione dei focolai, si è già conclusa la sorveglianza sanitaria, mentre un lavoratore del quinto focolaio è oggi in sorveglianza attiva da parte degli operatori della sanità pubblica, e per tutti gli altri lavoratori coinvolti, circa 300, impegnati comunque con diverse mansioni nelle operazioni di controllo dei focolai, è prevista una specifica sorveglianza sanitaria". Nel complesso, conclude Lusenti, "in considerazione del numero di lavoratori esposti, si conferma che le segnalazioni pervenute finora rientrano ampiamente in quanto era atteso dalle precedenti esperienze".
Dopo la relazione dell'assessore, l'Assemblea ha approvato all'unanimità una risoluzione, sottoscritta da Pdl (primo firmatario Gianguido Bazzoni), Pd, Lega nord, Idv, Fds, Sel-Verdi, Udc, Mov5stelle e Gruppo Misto, che impegna la Giunta a individuare, alla luce dell'esperienza vissuta in occasione dell'attuale emergenza sanitaria, ulteriori criteri di biosicurezza rispetto a quelli attualmente applicati per la strutturazione e la gestione degli allevamenti avicoli delle filiere produttive regionali e degli impianti di lavorazione da essi utilizzati. Nel documento si invita inoltre la Giunta a prevedere incentivi per sostenere le ristrutturazioni necessarie all'adeguamento degli allevamenti e degli impianti ai nuovi criteri individuati.
Per Mauro Manfredini (Lega nord), "occorre tenere alta l'attenzione su questo importante settore economico, salvaguardando i posti di lavoro e tutto il settore produttivo delle imprese, perché ora c'è un clima di sospetto – sottolinea – che si ripercuote sui consumi e di conseguenza sulle produzioni, a rischio economico". Manfredini ha poi concluso auspicando un ripensamento, con strumenti più efficaci, dei controlli preventivi. Andrea Pollastri (Pdl) si è dichiarato "cautamente rassicurato" dalle parole dell'assessore Lusenti. "Tutela dei lavoratori e delle imprese, sicurezza dei prodotti, come uova e carne, e conclusione dell'abbattimento degli animali - sostiene il consigliere -, sono un fatto positivo". Luca Bartolini (Pdl) ha condiviso le parole e le assicurazioni di Lusenti: "Adesso occorre evitare falsi allarmismi e cattiva informazione – rileva il consigliere-, c'è la necessità di una campagna di comunicazione ed informazione per tranquillizzare i consumatore e per salvaguardare l'intero comparto avicolo". Anche per Gabriella Meo (Sel-Verdi), "occorre evitare allarmismi": la consigliera ha inoltre lamentato "un allentamento, per problemi di costi, della sorveglianza e dei controlli periodici, mentre c'è invece la necessità di maggiore prevenzione e, quindi, di maggiori controlli". Si ad una campagna di informazione anche da Franco Grillini (Misto): il consigliere chiede in particolare di "valorizzare le norme comunitarie del settore, migliorare le condizioni igieniche degli allevamenti ed incentivare la ricerca- conclude-, di sicuro è da evitare il risparmio sui controlli". Tiziano Alessandrini (Pd) ha messo in evidenza l'efficienza, la tempistica e la professionalità dei servizi regionali in questa emergenza: "Ora bisogna occuparsi delle conseguenze economiche sul settore". Infine, Anna Pariani (Pd) ha richiamato l'importanza di "concentrarsi anche sulle ricadute occupazionali di questa emergenza, a livello di tutta la filiera".

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Martedì, 10 Settembre 2013 19:10

Aviaria, terzo contagio umano


Dopo il sesto focolaio riscontrato, giovedi scorso, a Bondeno ma localizzato in un allevamento per uso domestico, il bollettino odierno registra il terzo caso di contagio umano.


di Virgilio-
Emilia, 10 settembre 2013 - -


Terzo caso di contagio umano di aviaria in Emilia-Romagna. La conferma è arrivata questo pomeriggio dall'Istituto superiore di sanità. Si tratta di un operatore – dipendente della cooperativa impegnata nelle operazioni di abbattimento - che era risultato positivo ai test eseguiti al Sant'Orsola di Bologna.
Anche in questo caso, come i due precedenti, il lavoratore è stato sottoposto ad isolamento domiciliare e gli sono state fornite indicazioni igieniche da seguire ed è in sorveglianza attiva fino a guarigione clinica. Fino ad ora sono tre i casi verificati e riguardano lavoratori.
Per i 59 lavoratori esposti nei primi 4 allevamenti, anteriormente alla individuazione dei focolai si è conclusa la sorveglianza sanitaria. Un lavoratore del quinto focolaio (la pulcinaia di Mordano) è oggi in sorveglianza attiva da parte degli operatori della sanità pubblica, così come 6 familiari dei casi accertati o sospetti. Sono, inoltre, in sorveglianza attiva 10 persone per il focolaio rurale di Bondeno.
Per tutti gli altri lavoratori coinvolti (circa 300) - impegnati comunque con diverse mansioni e durata nelle operazioni di controllo dei focolai - è prevista una specifica sorveglianza sanitaria.


Dopo l'ultimo focolaio di Bondeno, sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus è istituita una nuova zona di protezione e sorveglianza intorno al focolaio di Bondeno: la prima, più vicina, riguarda parte dei comuni di Bondeno e Finale Emilia e la seconda, più ampia, che interessa le restanti parti di Bondeno e Finale e alcune aree dei comuni di Cento, S. Agostino, Mirabello e Mirandola.


L'ordinanza per l'attuazione degli interventi previsti sarà emanata dal Ministero della Sanità poiché sono interessate dall'area di sorveglianza anche alcune zone della provincia di Mantova.


- Cosa fare per chi ha allevamenti domestici- 


Per quanto riguarda gli allevamenti domestici di galline, anatre, oche e altri volatili - definiti in gergo "allevamenti avicoli rurali" - non ci sono pericoli che possano derivare dal consumo delle loro carni o uova.


- Le precauzioni -


Le precauzioni da utilizzare sono quelle che servono per evitare il contatto con animali selvatici: in questo momento di emergenza è necessario proteggere gli animali tenendoli al chiuso. Inoltre, è opportuno che i proprietari degli animali e i loro familiari evitino sia il contatto con animali di specie sensibili (galline, anatre, oche e altri volatili) all'influenza aviaria di altri allevamenti sia lo scambio di attrezzature per la gestione di questi animali.


- Se si sospetta il contagio -

Nel caso di sospetto della malattia, ossia una morte improvvisa e contemporanea di diversi animali come nel caso di Bondeno, occorre contattare il Servizio veterinario del Dipartimento di sanità pubblica dell'Azienda Usl di riferimento, che provvederà ad effettuare gli accertamenti necessari.
 I Servizi veterinari delle Aziende Usl di concerto con il Servizio veterinario e igiene degli alimenti della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con i Comuni coinvolti stanno predisponendo ulteriori informative (F.A.Q.al fine di rispondere ai più frequenti dubbi e domande che i cittadini si pongono circa i comportamenti da tenere e le informazioni di cui disporre in questa circostanza.

(Fonte Regione Emilia Romagna)

 

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