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Ogni 5 mesi perdiamo una quantità di suolo pari a quella del comune di Napoli.

di LGC - Parma, 22 settembre 2013--

Secondo l'analisi dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, negli ultimi anni il consumo di suolo in Italia è salito ad una media di 8 metri quadrati al secondo, un crescendo che non conosce battute d'arresto fin dal 1956. Allora la quantità di suolo che veniva meno ogni anno era pari al 2,8%, contro il 6,9% del 2010, un incremento di 4 punti percentuali.

Una emergenza, tra le tante a livello ambientale, che ha indotto il Governo a intraprendere studi specifici.

Perciò, seguendo il percorso intrapreso dal Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando per approfondire gli ambiti attuativi del Disegno di legge sul consumo del suolo approvato dal Governo il 15 giugno scorso, oggi si è riunito al Ministero dell'Ambiente il primo gruppo di lavoro sul "Riuso del suolo edificato e la rigenerazione del patrimonio urbano e rurale". 
L'organismo, coordinato dal vicecapo di gabinetto Annunziata Gallo, costituito tra gli altri da Anci (Associazione nazionale comuni italiani), Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Inu (Istituto nazionale di urbanistica), Università di Genova, Ordine degli Architetti, Legambiente, Stati generali green economy, Ispra, ha l'obiettivo di approfondire con gli strumenti del confronto e della sinergia le tematiche individuate nel Ddl.
Il gruppo si riunirà di nuovo il 25 settembre. Nei prossimi giorni, saranno convocati gli altri due gruppi di approfondimento su altrettanti ambiti applicativi del Ddl: "Aree industriali" e "Zone boscate e prevenzione del dissesto idrogeologico".

Consumo suolo per regioneconsumo del suolo 1956 2010

Pubblicato in Ambiente Emilia
Domenica, 22 Settembre 2013 09:28

Efficienza energetica nel settore agricolo



A Verona dal 9 all'11 di ottobre la prima fiera internazionale sull'efficienza energetica

Verona, 22 settembre 2013 --

Nell'ambito dell'efficienza energetica il settore dell'agricoltura occupa un ruolo non trascurabile: secondo recenti stime pubblicate da Enea, il 75% del suolo dell'UE è impegnato dalle attività agricole e forestali e il 50% del territorio europeo dell'UE a 27 Paesi -quasi 200 milioni di ettari- è coltivato. Dal punto di vista del contributo allo sviluppo industriale da parte del settore agricolo è da ricordare che nell'Unione Europea operano circa 14 milioni di aziende agricole che gestiscono il 45% della superficie complessiva continentale e danno lavoro a circa 30 milioni di persone. A livello nazionale i dati sono rincuoranti: la superficie agricola utile è pari a circa 12 milioni di ettari su 30 milioni complessivi e il solo settore dell'agricoltura dà lavoro a circa 1 milione di persone tramite circa 850.000 imprese. Dal punto di vista energetico, il consumo finale di energia del settore agricolo si assesta a circa 10 Mtep: tale dato emergerebbe dal fatto che, sebbene le stime ufficiali parlino solo di circa 3,3 Mtep, in questi sarebbero compresi, sempre secondo stime Enea, il solo uso di combustibile agevolato (che rappresenterebbe solo circa la metà del totale combustibile utilizzato in agricoltura) e un consumo elettrico finale di circa 5,9 TWh che rappresenterebbe solo circa 1/10 del reale consumo nelle aziende agricole che viene usualmente contrattualizzato come uso civile. Dei 10 Mtep di consumo finale risulterebbe, quindi, attribuibile a consumi finali di energia elettrica il 46% mentre il 54% risulterebbe attribuibile a consumi di combustibile. Se si effettua poi una stima dell'impatto del consumo di energia a livello primario si arriva ad un livello di poco più di 16 Mtep, che rappresenta tra il 12 -13% del livello di consumo di energiaprimaria nazionale. Dai dati sopra indicati ne emerge che un ipotetico risparmio del solo 10% sul totale dei consumi di energia destinata all'agricoltura avrebbe un valore di circa 1,5 miliardi di euro/anno. Detto dato dimostra da solo il grande potenziale che l'efficienza energetica rappresenta a livello del settore agricolo.

(Smart Energy Expo)

energia pale eoliche01

 

Correggio, 20 settembre 2013

La natura come maestra, gli stili di vita sani, utili e proiettati al futuro, ecologia e specchietti pubblicitari per allodole, sostenibilità e benessere: sono questi alcuni dei temi che troveranno spazio a "Natura Bio", il festival degli stili di vita sostenibili che, dopo il crescente successo delle scorse edizioni, ritorna a Correggio, al Salone delle Feste, sabato 21 e domenica 22 settembre.

Come di consueto, a "Natura Bio" è possibile ritrovare il mondo del naturale più autentico, grazie all'attenta selezione degli espositori, dei prodotti, delle tecniche e degli argomenti più coerenti per chi vuole fare una scelta consapevole per il bene dell'ambiente, della società e della propria salute: agricoltura biologica, bioedilizia, cosmesi vegetale, consumo critico, mobilità sostenibile, altraeconomia, discipline bionaturali, si alterneranno nei due giorni di festa, con gli espositori della mostra mercato, lo spazio conferenze e i luoghi di incontro e ristorazione.

Il Festival Natura Bio si svolge dalle ore 10 del mattino fino al dopocena, anche in caso di maltempo, con spazi al coperto per le conferenze e le attività olistiche. Nel parco, lo "Spazio Libera Tutti" con giochi tradizionali, laboratori e attività per bambini e uno "Spazio Bebè" con "punto allattamento" e consulenze e informazioni su nascita e maternità.

Il programma culturale offre una gran varietà di argomenti, dall'educazione montessoriana all'alimentazione migliore per i bambini, dall'economia solidale all'autocostruzione ecologica della propria casa, fino alle scelte vegan o ai "cento modi per essere felici".

Nello spazio "Pagoda" troveranno spazio le sessioni gratuite per sperimentare metodi e tecniche di guarigione, riequilibrio e benessere integrale, con operatori olistici qualificati.

La ristorazione sarà garantita da biobar, un'area ristorante bio e vegan e la pizzeria rigorosamente biologica, con birre e vini a chilometri zero.

La scelta più naturale, come sempre, è ad ingresso gratuito.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.fieranaturabio.it


(Fonte: Ufficio stampa Comune di Correggio)
Pubblicato in Dove andiamo? Emilia
Lunedì, 16 Settembre 2013 16:40

Qualità dell'aria: i dati in Emilia Romagna

Bologna, 16 settembre 2013 -
Assenza di criticità per alcuni inquinanti come monossido di carbonio (CO) e biossido di zolfo (SO2), tendenza al graduale miglioramento per quanto riguarda il particolato fine (PM 10), stabili ma ancora elevati i valori dell'ozono in estate. Sono questi in sintesi i dati contenuti nel "Report annuale sulla qualità dell'aria in Emilia-Romagna" relativo ai dati 2012, presentato oggi a Bologna in occasione della Conferenza finale del progetto europeo Life+ Opera (Valutazione delle politiche di riduzione delle emissioni in atmosfera).

Andando nel dettaglio, analizzando l'indice di qualità dell'aria - che tiene complessivamente conto degli inquinanti che in Emilia-Romagna presentano i problemi maggiori (PM10, ozono e biossido di azoto) - le giornate del 2012 che sono risultate con aria "buona" o "accettabile" variano dal 59% (Reggio Emilia, Piacenza) al 78% (Rimini). Nel mezzo, Parma (60%), Modena (61%), Ferrara (63%), Bologna (66%), Forlì-Cesena (73%) e Ravenna (76%). Rispetto al 2011 è in miglioramento la situazione in tutte le Province (soprattutto a Modena, Parma e Reggio Emilia), stabile Ravenna e in leggerissimo calo a Rimini (-3%).

I dati dei singoli inquinanti

Analizzando i dati dei singoli inquinanti nelle 42 stazioni di monitoraggio e partendo dalle polveri fini (PM10), in solo tre centraline a Parma, Reggio Emilia e Modena sono stati superati nel 2012 i limiti annuali per la protezione della salute umana (media di 40 microgrammi/m3).

Se invece si analizza il limite giornaliero del PM10 (media oraria giornaliera da non superare per più di 35 volte=50 microgrammi/m3), sono 29 le stazioni che l'hanno superato nel 2012. A Piacenza è successo per 2 stazioni su 4, a Parma 3 su 4, Reggio-Emilia 4 su 5, Modena 5 su 5, Bologna 5 su 7, Ferrara 3 su 5, Ravenna 2 su 4, Forlì-Cesena 3 su 5 e Rimini 2 su 4.

Migliore la situazione per le PM2,5: utilizzando il valore limite che entrerà in vigore nel 2015 (25 microgrammo/m3), i superamenti sono stati registrati sono in due stazioni (Modena e Ravenna).

Relativamente all'ozono (O3), complice la seconda estate più calda dal 2000, sono stati superati i limiti massimi giornalieri di concentrazione (media mobile su 8 ore di 120 microgrammi/m3) in 30 delle 34 stazioni di monitoraggio, con solo 4 di queste (a Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini), nella norma.

Buona – e in costante e progressivo miglioramento – la situazione del biossido di azoto (NO2): nessun superamento del livello orario di protezione della salute umana (200 microgrammi/m3 da non superare più di 18 volte all'anno) e solo pochi casi di superamento della media annuale (40 microgrammi/m3) concentrati nelle aree urbane delle province centro-occidentali.

Tra gli altri aspetti positivi, sono tutti abbondantemente sotto i limiti di legge le concentrazioni di metalli pesanti (arsenico, cadmio, nickel e piombo), di benzene (C6H6), di monossido di carbonio (CO), di biossido di zolfo (SO2), degli IPA (Idrocarburi policiclici aromatici) e di benzo(a)pirene.

I risultati che emergono dal report sono frutto della combinazione tra politiche ambientali, modifica della composizione dei carburanti e delle tipologie di autoveicoli circolanti, cambiamenti della struttura e delle attività produttive regionali. È confermato che le condizioni meteorologiche determinano in larga misura gli andamenti del particolato fine: gli anni 2011 e 2012 hanno presentato una tendenza all'aumento dei giorni di superamento dei limiti normativi, mentre l'inverno 12-13 mostra una sensibile diminuzione dei superamenti rispetto a quello precedente grazie alla forte piovosità dei primi mesi del 2013.

La terza edizione del "Report regionale della qualità dell'aria"

Il "Report regionale della qualità dell'aria" riporta i dati 2012 e costituisce una sintesi delle molte informazioni prodotte dalla rete regionale di monitoraggio della qualità dell'aria, gestita da Arpa dietro mandato e finanziamento della Regione e delle Province, in applicazione di direttive europee e di leggi nazionali e regionali. Il report è articolato in descrizione dei fenomeni (Che cosa sta accadendo?) e in analisi dei fattori di pressione (Perché sta accadendo?), racconta le principali azioni di intervento decise da Regione e altre istituzioni (Che cosa stiamo facendo?) e una rendicontazione sintetica puntuale dei dati raccolti dalle stazioni di monitoraggio (una verifica dettagliata è disponibile sul sito Arpa).

Il Report è disponibile in versione integrale sul sito web di Arpa-Emilia-Romagna
(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)
Reggio Emilia, 16 settembre 2013 -
Tutino: Non è nostra abitudine spostare i problemi sui vicini come loro hanno fatto in passato -
 
Di seguito un intervento dell'assessore provinciale all'Ambiente, Mirko Tutino, in risposta ad una lettera inviata dall'avvocato Rutigliano per l'associazione Millecolori di Parma, già pubblicata da alcuni organi di informazione. 
Non è la prima volta che le scelte del territorio reggiano vengono utilizzate per aprire polemiche nel dibattito politico sull'inceneritore di Parma e, come in altre occasioni, veniamo citati senza troppo rispetto. Il rispetto che sarebbe dovuto ad un "vicino di casa" che per 15 anni si è occupato della risoluzione del problema rifiuti di Parma. Mentre a Parma si discuteva, infatti, gli impianti reggiani hanno evitato l'emergenza rifiuti alla città ducale.

Nel momento in cui a Reggio Emilia abbiamo dovuto ripensare il sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti, tuttavia, non abbiamo fatto valere questo dato e non abbiamo proposto nessun utilizzo del nuovo inceneritore di Parma (o di Modena) per lo smaltimento dei rifiuti reggiani. Prima di passare le competenze alla Regione abbiamo pianificato lo sviluppo di un servizio di raccolta capace di raggiungere e superare il 70% di differenziata, riducendo sotto le 100 mila tonnellate annue il rifiuto residuo da trattare con il meccanico-biologico (Tmb). Non ci siamo accontentati di un Tmb ordinario (che avrebbe prodotto combustibile da rifiuti per inceneritori) ma abbiamo coinvolto competenze di rilievo nazionale ed internazionale che ci hanno consentito di migliorare l'impianto e renderlo una vera e propria "Fabbrica dei materiali" che non necessita di un inceneritore. Stiamo concludendo la progettazione definitiva dell'impianto e, in accordo con il gestore, daremo seguito alle scelte compiute.

In questi tre anni in provincia di Reggio si il porta a porta ha raggiunto 100 mila nuovi cittadini ed in queste realtà si è passati da oltre 200 kg/abitante di rifiuti indifferenziati a quantità comprese tra i 70 ed i 110 kg.

Questi fatti trovano conferma anche negli atti approvati dalla Provincia e dai Comuni reggiani. A giugno scorso, per esempio, Provincia e Comune di Reggio Emilia hanno inviato alla Regione le proprie osservazioni al documento preliminare del Piano regionale rifiuti chiedendo - nel rispetto delle normative europee - di estendere il porta a porta a tutte le aree urbane e di pianura entro il 2020 (come stiamo facendo a Reggio) e di inserire un pre-trattamento di qualità in tutta la regione. In questo modo sarà possibile chiudere le discariche ed avviare un piano per la graduale disattivazione degli 8 inceneritori presenti in Emilia-Romagna.

Non è nostra abitudine "spostare i problemi" sui vicini, i commentatori parmigiani possono pertanto stare tranquilli...

Mirko Tutino 
Assessore all'Ambiente della Provincia di Reggio Emilia
(Fonte: ufficio stampa Provincia di RE)

Bologna, 16 settembre 2013 -

Settimana europea della mobilità sostenibile: giovedì 19 settembre appuntamento in piazza Renzo Imbeni (Fiera District) con "Vengo al lavoro con la bici e provo l'auto elettrica!". Alle 12 consegna di una Nissan Leaf 100% elettrica alla Regione, che potrà utilizzarla gratuitamente per 6 mesi con una tessera per la ricarica offerta da Hera Comm -
Per la Regione Emilia-Romagna, la Settimana europea della mobilità sostenibile edizione 2013 sarà all'insegna dell'elettrico. Quest'anno, infatti, oltre al consueto infopoint allestito in piazza Renzo Imbeni giovedì 19 settembre (dalle 12.30 alle 16), i dipendenti del distretto fieristico e i cittadini interessati potranno provare un'auto 100% elettrica, che sarà concessa gratuitamente dalla Nissan alla Regione per sei mesi entrando a far parte del parco auto regionale. La consegna dell'auto, una Leaf, è prevista per le 12; sarà presente l'assessore regionale alla Mobilità e Trasporti Alfredo Peri e per la Nissan il direttore comunicazione Giuseppe George Alesci. Il comodato è frutto della partnership di lunga durata tra la Regione Emilia-Romagna e la Nissan. Per l'occasione Hera Comm donerà alla Regione una tessera per effettuare la ricarica pubblica del mezzo. Dalle 15 alle 18 i dipendenti della Fiera District e i cittadini interessati potranno guidare l'auto elettrica accompagnati da un driver di Nissan.
Il giorno successivo, venerdì 20 settembre, sempre all'interno della Settimana europea della mobilità sostenibile, a Ravenna e Forlì verranno inaugurate le colonnine Enel per la ricarica dei veicoli elettrici. La Regione parteciperà raggiungendo le due città con la Nissan Leaf. Tramite il veicolo e con la tessera fornita da Hera Comm verrà testata l'interoperabilità sulle colonnine Enel su un percorso superiore ai 200 km.
Secondo i dati a disposizione di Nissan, la Leaf è la vettura 100% elettrica in questo momento più venduta al mondo con oltre 74.000 unità consegnate a livello globale. Ha un'autonomia di circa 200 km. grazie a un avanzato pacco batterie agli ioni di litio, con la doppia possibilità di ricarica, sia standard che rapida. La tecnologia a bordo è estremamente avanzata, con il sistema Carwings che ne permette la gestione in remoto attraverso lo smartphone o il computer, con possibilità di programmare la ricarica e la climatizzazione, nonché ricevere sul telefono o pc notifiche sul livello della batteria.
Vengo al lavoro con la bici
In occasione della Settimana europea della mobilità sostenibile, la Regione organizza anche quest'anno un infopoint sulle azioni di mobility management rivolto ai lavoratori della zona Fiera District, con l'obiettivo di promuovere modalità di spostamento casa-lavoro più sostenibili. Giovedì 19 settembre, a chi si presenterà con la bicicletta all'infopoint, verrà consegnato un accessorio utile per la bici (fino a esaurimento). In piazza Renzo Imbeni ci saranno inoltre la ciclofficina, per un check up gratuito della bicicletta, con marchiatura gratuita contro il furto; le biciclette a pedalata assistita del servizio di bike sharing elettrico; la documentazione sulla mobilità sostenibile e ciclistica prodotta dalla Regione e sulla nuova campagna di comunicazione dell'Osservatorio per l'educazione stradale e la sicurezza "A ciascuno il suo".
In allegato, il volantino dell'iniziativa.

In allegato la locandida

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Di Sara/B, 10 settembre 2013 - "Trashed" il viaggio documentario di Jeremy Irons verso la consapevolezza potrebbe scuotere gli animi dei parmigiani sull' inceneritore e la raccolta differenziata-

Il nostro pianeta con la sua bellezza incontaminata che sembra non avere uguali: questo il frame che appare e inganna l' occhio distratto di chi guarda da lontano, con l' inconsapevolezza di uno spettatore esterno. Il viaggio di 97 minuti in compagnia di Jeremy Irons, va in profondità, oltre l' apparenza, ad indagare con incredulità i cinque continenti, dal Libano all'Inghilterra, dall' Asia all'America, mostrandone l' inquinamento senza limiti di sorta dall' aria alla terra e all' acqua. Un documentario, "Trashed, verso rifiuti zero" - presentato al Festival di Cannes del 2012 e distribuito in Italia da Cinehall - che non può che allarmare tanto lo spettatore quanto il produttore e interprete Jeremy Irons. Un' indagine che grazie alla lucidità e alla puntualità della macchina da presa muove un' accusa che non ammette replica nei confronti della grande economia mondiale. Immagini reali, crude sulla conseguenza dell' inquinamento globale per la salute del pianeta che non lascia scampo neppure all' uomo. "L' uomo intelligente risolve i problemi. L'uomo saggio li evita" : questa l' amara e consapevole citazione conclusiva del viaggio tra discariche stracolme e montagne di spazzatura. Un messaggio forte e non arrendevole, che lascia spazio alla lotta e alla speranza di cambiamento, più che mai attuale in una Parma divisa dal nuovo "camino". Jeremy Irons è stato infatti invitato a recarsi in città da GCR per sostenere la difficile lotta contro l' inceneritore di Ugozzolo. " È importante capire che ci sono enormi interessi finanziari in gioco, per il governo, per le amministrazioni locali, e per le compagnie che costruiranno l'inceneritore", aveva detto l' attore inglese lo scorso giugno, con parole dure e d' accusa durante la presentazione del film a Firenze, denunciando a GCR le politiche nascoste "sotto la cenere" in una intervista che campeggia ora sul blog di Beppe Grillo. Un invito a non essere passivi e inermi "Non ha senso essere ragionevoli, protestate protestate, protestate" e la consapevolezza che "Il riciclo e il riutilizzo delle nostre risorse è l'unico modo di affrontare il futuro." Consapevolezza che ora che la differenziata ha varcato le soglie anche del centro storico deve appartenere a tutti i cittadini. Un impegno comune, che vedrà la sparizione dei cassonetti stradali e permetterà di avere sempre meno rifiuto residuo, in attesa dello step successivo, previsto nella primavera 2014, con l' adozione della tariffazione puntuale. Un ulteriore incentivo che gratificherà anche gli animi più pigri, per far pagare ai cittadini solo la parte di rifiuto da smaltire e non per i materiali correttamente differenziati. Il riciclo e il riutilizzo delle nostre risorse è l'unico modo di affrontare il futuro per non restare degli spettatori passivi e incuranti di cosa sta succedendo al pianeta e di cosa ci aspetta.

Pubblicato in Ambiente Emilia

 

Centro storico e dintorni: perdita delle identità, contraddizioni.

di Carlo Ferrari - Civiltà Parmigiana - 
Parma, 07 settembre 2013 -

Giorgio Torelli, noto giornalista scrittore parmigiano, afferma: " Le città non sono immutabili, la nostra ci appartiene per affetto, l'abbiamo in prestito, noi stiamo per essere cartoline del dopo, dobbiamo fare di tutto per riconsegnarla al tempo forte nel sentire, generosa di scelte, insolente contro l'invidia del banale, coraggiosa nel fare storia e abile nel dipanarla" ... come non condividere questo pensiero che, un bravo amministratore pubblico di una città, dovrebbe prendere (visti i tempi) quasi come un "Bignami"; a maggior ragione per Parma vista la sua tradizione e la sua storia.
Il patrimonio del centro storico (monumenti a parte), il fascino, la tradizionale identità, la emozionale vitalità di Parma, stanno lentamente scomparendo; andrebbero invece tutelati come obiettivo prioritario appunto per "riconsegnarla al tempo" come espresso dal pensiero di Torelli.
La realtà e la diffusa percezione di paura e di un altrettanto manifesto mal di vivere tra la popolazione più anziana, che ormai non chiede più prevenzione ma maggiore repressione, costituiscono, forse, la principale causa scatenante di un'emergenza di cui le Istituzioni devono farsi assolutamente carico. Non è ben chiaro a questa maggioranza se si vuole una città più aperta e fiduciosa oppure "armata"; gli scenari quotidiani sono ormai insostenibili (o quasi) se continuerà a crescere il superfluo e a scarseggiare il necessario.
Il DNA di una città andrebbe sempre preservato a prescindere, a maggior ragione per una città come Parma; non si deve permettere che gli "eventi", senza una guida sicura ed un controllo strategico, lentamente la manipolino e la snaturino!
In buona sostanza, visti i programmi dell'attuale amministrazione (quali ?), i progetti in corso, ed patrimonio pubblico, al cittadino non è per niente chiaro se avremo in futuro una "grande" o una "piccola" Parma, una città "provincia" o tante città "paese". Le ultime iniziative messe in piedi dalla giunta, al momento non hanno dato alcun risultato tangibile e danno l'idea di essere misure prese solo per cercare di riacquistare un consenso ed una credibilità popolare ormai davvero scemata ...
Il "debito pubblico" ereditato dalla passata giunta, continuamente utilizzato come scusante / motivazione per l'attuazione della famigerata Decrescita Felice, non può e non deve bloccare la programmazione dello sviluppo futuro della città, soprattutto nell'ottica di altri quattro anni di governo! Viabilità, parcheggi, inquinamento, cultura in senso lato, ecc. sono indubbiamente grossi capitoli di intervento per il futuro assestamento-sviluppo della città; per essi non abbiamo visto alcuna pianificazione ne a medio ne a lungo termine.
Dal "chiuso per ferie" al "chiuso per sempre" ... numerosi negozi del centro storico e dintorni hanno le serrande abbassate. Via Bixio, via D'Azeglio, via Garibaldi, ed in tutte (o quasi) le strade attigue, negozi vuoti, sfitti, sono ormai un panorama costante, un dato che rischia di stabilizzarsi se non, purtroppo, di aumentare.
Tant'è che la presenza di uno o più negozi chiusi o vuoti in un borgo, in una via fino a ieri molto frequentata, porta inevitabilmente al declino di quella strada e con esso alla mal frequentazione (es. via Garibaldi, Via Verdi, e dintorni) poiché difficilmente qualcuno correrà il rischio di aprire una nuova attività (seria!).
Eccessivo forse parlare di desertificazione del commercio tradizionale di una città medio-piccola come la nostra ? Non penso proprio ! Da tempo ormai si vede come il piccolo commercio ed il dettaglio stiano riducendosi a ritmi impressionanti, minacciati sia dalla crisi attuale che dal proliferare di centri commerciali ed hard discount.
Grosso problema questo, soprattutto per quanti (anziani in testa) non avendo mobilità da centro commerciale si sentono un po' fuori dal mondo. D'altra parte molte sono le offerte di beni superficiali di vario genere, spesso vicini e ripetitivi, che continuamente ci bersagliano. E' lecito quindi porsi una domanda: "Nella struttura comunale o nell'assessorato dedicato, esiste una figura specifica che si occupi di marketing territoriale? Che fine ha fatto l' Urban City Manager? ". I cittadini di Parma, unitamente alle Associazioni di Categoria, urgono di vedere un piano organico di rilancio del centro storico, con dettagliati tempi e modi di intervento e non semplicemente manifestazioni-tampone in varie strade del centro o dell'oltretorrente (anche in quelle non adatte per strutture e/o spazi).
Per non parlare dei varchi elettronici ! Impressionante constatare la fantasia degli amministratori per escogitare mezzi utili solo a far cassa! Da sempre Parma è, a ragione, ritenuta una città a vocazione "turistica" con diversi punti forza quali cultura, arte, gastronomia, musica, e quant'altro ed è vero! E noi "respingiamo" i potenziali visitatori (non molti infatti amano i pullman turistici !) con "le mura elettroniche" perché non disponiamo di adeguate strutture di accoglienza raccordanti l'interland con il centro.
Provocatoriamente vorrei ricordare che fino all'800 intorno alla città esistevano le mura, chiuse di notte per proteggere la cittadinanza, ma assolutamente aperte durante i giorno per accogliere i visitatori, favorire ed incentivare il commercio e tutte le attività in genere ... Strano a dirsi, ma oggi avviene proprio il contrario ! Davvero una scelta opinabile !
Altro argomento molto dibattuto è l'inquinamento, in particolare del centro storico, che ha dato poi origine a quella tanto discussa ordinanza di chiusura dello stesso per un giorno alla settimana. Utile rammentare che, ricerche sistematiche degli Enti preposti, l'inquinamento della città, nel suo complesso, risulterebbe così composto: 40% traffico industriale (autostrada), 40% sistema viario urbano (tangenziale e affini), il rimanente impianto di riscaldamento ancora a gasolio ed altro ... Si pensi al contenzioso legale che una delle passate amministrazioni voleva aprire a questo proposito con ANAS (con quale eventuale successo è difficile da stabilire). Si evince comunque che la chiusura al traffico un giorno/settimana del centro storico (le cosiddette barriere), come più sopra detto, ha portato pochi benefici e non è stata risolutiva del problema ecologico in questione,arrecando invece problemi importanti alle attività commerciali già così fortemente penalizzate.
C'è quindi bisogno, a nostro avviso, di una "riarmonizzazione" di questa importantissima parte della nostra città, che sia il più possibile condivisa fra i vari utenti (cittadini, commercianti, istituzioni varie, ecc.). Enfatizzando, abbiamo cercato di individuare i punti deboli ma, al contempo, invitiamo l'amministrazione a conservare con impegno ed intelligenza, le peculiarità, forza indiscutibile ed irrinunciabile di una città che non ha nessuna intenzione di darsi per vinta !
Non possiamo e non dobbiamo accettare il concetto di decrescita felice che la cittadinanza comunque (grazie anche allo "zoccolo duro" della sua parmigianità) quotidianamente dimostra di non volere.
Portate all'attenzione di tutti i vostri programmi ed i vostri progetti in modo chiaro, spiegate dettagliatamente ai cittadini come intendete risolvere i problemi.
Avete ancora quattro anni a disposizione: un tempo breve forse per risolvere tutto ciò che non va, ma sicuramente lunghissimo per non fare nulla ! Lasciateci avere un controllo diretto sull'operato dell'amministrazione.... Non è forse un vostro vanto agire nel massimo della trasparenza ! Fino ad ora non ce ne siamo accorti ....

Carlo Ferrari di Civiltà Parmigiana

Sabato, 07 Settembre 2013 09:59

Una giornata con ZOE

 

A spasso per la città con la RENAULT ZOE

Di Cristiano – Parma, 7 settembre 2013 --
Per agevolare la presa di contatto del potenziale acquirente con il "mondo dell'elettrico", Renault ha concesso la possibilità di provare per una intera giornata la ZOE ultima nata nella gamma "zero emission".
L'impatto è senz'altro di effetto: la sensazione, più psicologica che reale, di essere in un mondo completamente distinto dal consueto e caotico traffico cittadino rappresenta certamente una delle peculiarità della Zoe. Una leggera pressione sul freno (non c'è frizione) e al tasto dello start e ... silenzio. Solo un trillo elettronico ed una scritta sul cruscotto avvertono che si è pronti per partire. La guida rilassata ed ecologica quasi per osmosi "prende" immediatamente anche il guidatore che si trova ad utilizzare il veicolo nella maniera più "risparmiosa" e rilassata possibile, imparando ad utilizzare, di volta in volta, il "freno motore" dato dal meccanismo di recupero automatico di energia nelle fasi di rallentamento, piuttosto che il tasto "ECO" che limita la potenza del motore. Per il resto è un auto di quattro metri piacevole dal punto di vista estetico, originale e spaziosa e decisamente comoda ad un livello tale da pregiudicare leggermente la stabilità a velocità oltrei codice. Il motore dell'auto rappresenta sicuramente il pezzo forte del veicolo: con il tasto eco inserito non si va oltre i 100km./h e l'accelerazione è sufficiente per una guida cittadina "no stress", senza questa limitazione l'accelerazione si fa decisamente più interessante e la velocità massima si avvicina ben presto ai 140 km.h tachimetrici. La visibilità risulta disturbata, e non poco, da frequenti riflessi sulle superfici vetrate, compresi retrovisori, in presenza di allestimenti interni di colore chiaro, mentre il cruscotto potrebbe essere migliorato nella visibilità per le persone oltre il metro e ottanta che si trovano costretti a dover alzare il volante per evitare che lo stesso vada a coprire alcune informazioni riportate sullo schermo. Sulle finiture siamo sui consueti standard Renault.
Premesso che l'autonomia garantita dalle batterie (200 km.) garantisce tranquillamente la copertura di un normale uso quotidiano giornaliero cittadino, rimane comunque la limitazione ad utilizzi a più ampio raggio. Come risaputo i veicoli mossi esclusivamente da energia elettrica, differentemente da quelli ibridi "soffrono" di questo problema: solo una diffusione delle ormai famose stazioni di ricarica, unito ad un "consistente" incentivo statale compreso tra i 4/5.000euro, al pari di quanto già avviene in Francia ed in Germania, che renderebbe il prezzo molto vicino ad una normale vettura con motore termico della medesima categoria, potrebbe finalmente indurre il potenziale acquirente al fatidico passo.
La strada comunque è tracciata è solo questione di tempo.

ZOE Interno

 

Pubblicato in Motori Emilia
Venerdì, 06 Settembre 2013 11:37

Oltre 300 persone per il "Green Festival"

Poviglio, 6 settembre 2013 -


Una serata per sensibilizzare i giovani e i giovanissimi alle problematiche ambientali e raccogliere fondi per l'oasi Ex Cave Corazza -

Oltre 300 persone, povigliesi e non, hanno fatto da cornice venerdì 30 agosto al "Poviglio Green Festival", l'iniziativa organizzata dai ragazzi del Centro Giovani di Poviglio con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale – Assessorato alle Politiche giovanili, in collaborazione e presso il Centro del Volontariato Kaleidos.
Una serata di divertimento ma non solo, per promuovere la creatività giovanile e sensibilizzare alla formazione di una cultura "verde". La musica delle talentuose band giovanili della Bassa è stato il filo conduttore dell'intera serata con protagonisti gruppi quali NN KK, Vania, Rolling on the floor, Two-beat Mana, e i dj Bobo, Coccia e Cutwine. Tutti insieme, uniti per una buona causa: raccogliere fondi da destinare alla riqualificazione dell'oasi ex Cave Corazza e per sviluppare progetti del WWF con l'istituto comprensivo di Poviglio.

«Come Amministrazione siamo molto soddisfatti dalla riuscita di questa iniziativa, che vuole essere la prima di una lunga serie» è il commento del Vicesindaco e Assessore alle Politiche Giovanili Sergio Cecchella. «La creatività giovanile è una risorsa importantissima, che deve essere valorizzata affinché i giovani diventino parte attiva e protagonisti della vita sociale e culturale del nostro Comune. Quello che rende ancora più orgogliosi della riuscita della serata di venerdì è che la partecipazione sia stata intorno a un tema, quello dell'ambiente, da sempre a noi molto caro e sul quale è nostra ferma intenzione coinvolgere sempre più i giovani: non a caso una delle finalità del Poviglio Green festival è proprio quella di riqualificare uno dei tanti spazi verdi del nostro Comune, l'oasi ex Cave Corazza».
L'Assessore ha poi voluto ringraziare a nome di tutta l'Amministrazione Comunale, i tanti giovani impegnati e gli operatori del Centro Giovani, coinvolti nella realizzazione del Festival.

(Fonte: ufficio stampa Kaiti expansion)