Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA): al Santa Maria Nuova un ambulatorio multidisciplinare per pazienti e famigliari

Da gennaio 2019 è attivo all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia un ambulatorio dedicato ai pazienti affetti daSclerosi Laterale Amiotrofica e ai loro famigliari, condiviso da Pneumologi e Neurologi per un approccio multidisciplinare che sia in grado di affrontare in maniera globale la malattia.

Reggio Emilia e provincia a oggi sono seguiti circa 50 pazienti affetti da SLA: la metà di essi afferisce allo studio condiviso. L’ambulatorio, che è coordinato da Gloria Montanari medico della Pneumologia diretta dal dottor Nicola Facciolongo, e da Elena Canali, medico della Neurologia diretta dal dottor Franco Valzania, è rivolto ai pazienti affetti da SLA in ventilazione meccanica non invasiva e, quindi, nella fase avanzata di malattia. Lo spazio nasce dalla necessità di una stretta collaborazione tra gli specialisti su malati con molteplici complessità e con severe difficoltà di spostamento per cui si rende indispensabile ridurre e ottimizzare l’accesso ospedaliero. E’ presente all’interno dell’equipe un infermiere appositamente formato sulla SLA.

La possibilità di mettere in comunicazione simultaneamente col paziente le principali figure specialistiche coinvolte (pneumologo e neurologo, oltre all’infermiere domiciliare), garantisce l’approccio multidisciplinare del trattamento offerto al paziente e al caregiver (persona che si prende cura del paziente), in una vera presa in carico integrata. Nell’ottica della continuità assistenziale ospedale – territorio, l’attività dell’ambulatorio si integra da una parte con quella svolta a domicilio dal dottor Mirco Lusuardi(direttore del Dipartimento Neuro motorio e riabilitativo) e dalla dottoressa Monica Massobrio e, dall’altra, con il percorso fisiatrico territoriale coordinato dalla dottoressa Alena Fiocchi (direttrice della RRF di Albinea) e coadiuvato dalla fisioterapistaTiziana Fontanesi.

Tra i più importanti vantaggi rilevati nei primi mesi di funzionamento del servizio ci sono in primo luogo una migliore assistenza al paziente e una maggiore uniformità dei percorsi diagnostico-assistenziali. Inoltre si ravvisano un rafforzamento dellecompetenze in tutti i nodi della rete e la riduzione degli accessi in Pronto Soccorso e dei ricoveri inappropriati, nell’ottica di una gestione sempre più domiciliare delle fasi complicate di malattia.

Il servizio rientra nel Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) per la SLA attivo in provincia, che vede coinvolti numerosi professionisti tra ospedale e territorio e l’idea è stata supportata dal progetto aziendale REVIP, iniziativa di formazione che nasce dalla collaborazione dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia con l’agenzia Better Value Health Care (BVHC) di Oxford (Inghilterra) diretta dal professor John Muir Gray. L’iniziativa ha come obiettivo il miglioramento concreto dell’assistenza sanitaria tramite l’investimento sulla cultura professionale degli operatori. L’accesso all’ambulatorio, con cadenza mensile, avviene mediante richiesta specialistica interna su agenda autogestita dal Servizio. Durante il pomeriggio di attività ambulatoriale è presente un volontario AISLA per far conoscere ai pazienti il servizio svolto dall'Associazione di volontariato.

 

Primo esperimento nel distretto di Montecchio per un baby corner, spazio itinerante all'aperto organizzato dal reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Ercole Franchini volto ad accogliere le mamme che devono allattare il proprio bambino o cambiargli il pannolino quando sono fuori di casa.

Il debutto dell'iniziativa è stato sabato 7 luglio alla serata "Unplugged" di Montecchio Emilia e venerdì 13 luglio alla Manifestazione serale "Dall'Alabastro allo Zenzero" organizzata dal Comune di Montechiarugolo.

In tali occasioni le ostetriche sono state a disposizione per offrire informazioni relative al punto nascita dell'ospedale di Montecchio e per dialogare su tematiche legate a gravidanza, travaglio, parto, allattamento e genitorialità.

Il riscontro è stato positivo: sono numerose le mamme che si sono avvicinate al colorato banchetto usufruendone per cambiare o allattare il proprio bimbo e tante le persone che hanno ringraziato per l'opportunità offerta alla popolazione all'interno di manifestazioni pubbliche. Prossimo appuntamento sabato 20 luglio sempre a Montechiarugolo. In seguito, laddove sarà concesso in maniera gratuita lo spazio, l'iniziativa sarà riproposta in altri eventi estivi.

Fonte: Ausl RE

Tumore al seno: uno studio realizzato a Reggio Emilia mostra l'efficace combinazione tra mammografia digitale e tridimensionale nella diagnosi precoce
I risultati testimoniano una capacità diagnostica superiore del 90% rispetto alle metodiche tradizionali; l'indagine è pubblicata sulla rivista Radiology della Radiological Society of North America.

Uno studio clinico condotto interamente a Reggio Emilia ha dimostrato che nelle procedure di screening per la diagnosi precoce la combinazione di esami mammografici bi e tridimensionali offre un'efficacia superiore del 90% nell'individuazione dei tumori al seno.
L'indagine è stata svolta a partire dal 2014 dal Dipartimento di Diagnostica per immagini dell'Ausl IRCCS di Reggio Emilia interessando tre dei sei centri mammografici provinciali e un campione di 20mila donne, di età compresa tra 45 e 70 anni, divise in due gruppi statisticamente equivalenti. Il primo è stato sottoposto a screening con mammografia 2D (digitale) e trattato di conseguenza, il secondo è stato sottoposto a entrambe le scansioni combinate, 2D e 3D, quest'ultima con la tecnologia denominata tomosintesi.

L'aggiunta della mammografia 3D ha mostrato di fornire tassi di rilevamento simili in tutte le classi di densità del seno, con un aumento di circa il 70% nelle donne con seno denso. Ha mostrato, inoltre, un aumento del 94% nel rilevamento di tumori invasivi di piccole dimensioni, di solito più curabili, e un aumento del 122% nella diagnosi di carcinomi invasivi di media taglia. Altro vantaggio della combinazione è la percentuale di risultati falsi positivi, scesa del 25%. Questo ha evitato di richiamare le donne per nuove indagini, risparmiando loro momenti di ansia e timori ingiustificati.
La tomosintesi mammaria digitale è una tecnologia avanzata che utilizza più immagini radiografiche per ottenere un risultato tridimensionale del seno e aiuta i radiologi a valutare le regioni di interesse libere da altri tessuti sovrapposti.

"Negli Stati Uniti la combinazione tra i due tipi di mammografia è già utilizzata nello screening mentre in Europa ci si avvale solo di quella bidimensionale" spiega Pierpaolo Pattacini, direttore del dipartimento. "I dati confermano non soltanto gli eccellenti risultati della mammografia 3D, già posti in evidenza da altri studi europei su larga scala ma compiono un passo avanti" conclude Pattacini "Solo studi randomizzati, infatti, possono essere il riferimento per integrare i programmi di screening. Questo spiega perché i trial in corso in Europa e negli USA hanno struttura simile".

Tumore al seno, screening e diagnosi precoce

In Italia il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente per incidenza nella popolazione femminile, con il 28% dei casi di tumore: complessivamente una donna su otto si ammala della patologia nel corso della sua vita. Il tasso di mortalità continua a calare in maniera significativa (-2,2% nel 2017), con la sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi che si attesta all'87%[1]: ciò è possibile anche grazie alla più ampia diffusione della diagnosi precoce ai primi stadi di sviluppo della malattia, quando il trattamento ha maggiori probabilità di essere efficace e meno invasivo.
Nella lotta contro il cancro al seno, lo screening mammografico è considerato la prima forma di difesa. Le linee guida del Ministero della salute suggeriscono di eseguire una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età, ma la cadenza può variare a seconda delle considerazioni del medico sulla storia personale di ogni donna.
Il trial italiano è stato il primo studio clinico europeo sulla mammografia 2D e 3D condotto come trial prospettico randomizzato basato sulla popolazione, il metodo ritenuto il migliore (gold standard) nella medicina basata sull'evidenza.

 

Fonte: Ausl Reggio Emilia

Domenica 4 febbraio Giornata internazionale contro il cancro. Nonostante le 16mila nuove diagnosi fatte in un anno, nei dati dei Registri Tumori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena l'incidenza dei tumori  appare in calo sia negli uomini che nelle donne ed è in linea con i dati nazionali. 

 

"Smettete di fumare, adottate un'alimentazione sana, fate movimento, rendete più salubri le città, i luoghi di lavoro e le scuole, fate prevenzione". Sono solo alcuni dei messaggi lanciati dagli organizzatori del World cancer day, la "Giornata internazionale contro il cancro" promossa dall'Unione Internazionale contro il cancro (Uicc) e sostenuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che si celebra domenica 4 febbraio in tutto il mondo.

Il triennio 2016 - 2018 è stato dedicato al tema "We can. I can."(Noi possiamo. Io posso), con l'obiettivo di incentivare più persone possibile a essere parte attiva nella battaglia contro i tumori. Uno slogan che vuole indicare l'opportunità che abbiamo, insieme o da soli, di prendere parte alla battaglia contro il cancro. Chiunque può fare la differenza: malati sopravvissuti, parenti, medici, personale ospedaliero e organizzazioni.
Come si evince dalla pubblicazione di recente presentata che mette a confronto, per la prima volta, i dati dei Registri Tumori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, nonostante le 16mila nuove diagnosi fatte in un anno, l'incidenza dei tumori in AVEN (vale a dire nelle province che compongono l'Area Vasta Emilia Nord) appare in calo sia negli uomini che nelle donne ed è in linea con i dati nazionali.

"La strategia di controllo dei tumori sta dando nel nostro Paese come nella nostra Provincia risultati positivi. A sottolinearlo è il dottor Carmine Pinto – direttore dell'Oncologia del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Si riducono i nuovi casi come anche la mortalità per tumore e aumenta la sopravvivenza, che a Reggio Emilia a 5 anni supera il 61%, ai primi posti in Italia. Tutto questo è frutto delle campagna di prevenzione primaria e in primis la lotta al tabagismo, dei programmi di screening e dei miglioramenti nelle conoscenze biologiche e quindi nelle cure. Mettere in rete le realtà oncologiche provinciali e il Core ci permette di offrire per tutte le patologie percorsi terapeutici improntati alla multidisciplinarietà e per quanto concerne l'Oncologia medica trattamenti sempre più personalizzati che utilizzano al meglio la chemioterapia, le terapie a target molecolare e l'immunoterapia. Programmi che vedono insieme cura e ricerca in un legame che sta già producendo risultati rilevanti, sia come disponibilità di accesso ai più innovativi studi clinici, sia come attenzione alla qualità di vita e alla riabilitazione dei pazienti oncologici. Quindi non solo attenzione alla "quantità" di vita con sempre più pazienti guariti e con lunghe sopravvivenze (nella nostra Provincia sono oltre 21mila i cittadini che sono stati sottoposti a terapia per tumore), ma anche e soprattutto alla "qualità" della vita durante e dopo le cure".

Massimo Costantini direttore dell'Irccs di Reggio Emilia, definisce la Ricerca un altro tassello fondamentale nella lotta ai tumori "È la via migliore per garantire le cure più avanzate ai malati di oggi e le cure più efficaci a quelli di domani, specialmente in Oncologia, dove molto è stato fatto, ma molto c'è ancora da fare. A Reggio Emilia la ricerca di laboratorio, clinica e sanitaria è intesa come un'opportunità per i professionisti della salute: tutte le strutture, e tutte le professioni, possono dare il loro contributo".

Per informazioni: www.airc.it  e www.worldcancerday.org.

Fonte: Azienda Sanitaria Reggio Emilia

Dal 1° dicembre Mariacristina Gregorini è il nuovo direttore della Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale Santa Maria Nuova. Veneziana di origine, formatasi a Bologna, opera a Reggio Emilia dal 1997.

Reggio Emilia, 27 dicembre 2017

Veneziana, 54 anni, ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna, la specializzazione in Nefrologia e il dottorato di ricerca in scienze nefrologiche nella stessa sede. Dal 1986 al 1997 ha frequentato l'Istituto di Nefrologia e Dialisi del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, approfondendo gli ambiti del trapianto renale e dell'insufficienza renale cronica. La professionista opera all'Ospedale Santa Maria Nuova dal 1997. Dal gennaio 2016 era titolare dell'incarico dirigenziale di alta specialità "Gestione dei pazienti con insufficienza renale cronica" e dal mese di agosto 2016 le era stato conferito l'incarico ad interim di direzione del reparto.
Ha partecipato a diversi convegni e corsi anche come relatrice e docente ed è membro dal 2009 della Società Italiana di Nefrologia, con incarichi nei consigli direttivi della sezione emiliano romagnola della Società (2012-2015) e poi del Gruppo di Studio Trattamento Conservativo della Malattia Renale Cronica (a tutt'oggi).
Nell'ambito dell'attività di ricerca si è dedicata, in particolare, ai temi della malattia renale cronica e relative complicanze, al coinvolgimento renale nel corso di malattie oncoematologiche, alle cure palliative in Nefrologia.
Tra gli obiettivi affidati alla professionista all'atto del conferimento dell'incarico vi è la riorganizzazione della rete nefrodialitica territoriale, con il potenziamento dei servizi offerti dagli ospedali di Correggio e Guastalla, e l'ottimizzazione del percorso assistenziale al paziente con malattia renale cronica attraverso l'integrazione con la Medicina Generale e i servizi territoriali.
Il reparto di Nefrologia e Dialisi del Santa Maria Nuova conta su 14 posti letto e una équipe di 8 medici e 55 tra infermieri, tecnici e personale di supporto. Nell'anno 2016 ha effettuato 578 ricoveri ordinari e oltre 59mila prestazioni ambulatoriali, seguendo circa 900 pazienti con malattia renale cronica, 320 pazienti dializzati e 166 pazienti portatori di trapianto renale.

(Fonte: ufficio stampa Ausl RE)

Ingenia da 1,5 tesla consente di svolgere esami con qualità diagnostica ancora più alta in minor tempo.

È avvenuto ieri pomeriggio alla presenza del Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, del Presidente della Provincia Giammaria Manghi e del direttore generale dell'Azienda Usl di Reggio Emilia IRCCS Fausto Nicolini il taglio del nastro che inaugura la nuova risonanza magnetica da 1,5 tesla al piano interrato del Santa Maria Nuova.

Prodotta da Phillips, Ingenia affianca una risonanza in dotazione al Santa Maria Nuova dal 2005 e ne sostituisce un'altra che era in uso dal 1998.
Considerata la più evoluta sul mercato, in questa fascia, Ingenia è una risonanza magnetica ad alto campo, la prima dotata di sistema digitale diretto a fibre ottiche. Questo permette di trasmettere il segnale per l'acquisizione delle immagini direttamente alla consolle di elaborazione e in alta risoluzione. Grazie anche a performance particolarmente elevate del magnete è possibile ottenere una minore dispersione di informazioni, immagini più nitide e rapidità di esecuzione. È significativo, inoltre, l'aumento di comfort per il paziente che trova uno spazio di posizionamento più ampio e un innovativo sistema di illuminazione in grado di ridurre il disagio emotivo. Il foro di apertura ha un diametro di 70 centimetri e un tunnel più corto rispetto alla media. Queste caratteristiche favoriscono soggetti di grandi dimensioni oppure claustrofobici e sono importanti considerato che, ancora oggi, circa il 5% dei pazienti rifiuta di sottoporsi all'esame per l'ansia che genera in loro.
La facilità nel posizionare il paziente, il contenimento delle alterazioni eventualmente date dal suo movimento e la qualità del segnale aumentano la rapidità nell'esecuzione degli esami. Le operazioni di preparazione sono agevolate anche grazie alla presenza di un sistema di trasporto denominato FlexTrak che consente di preparare in anticipo il paziente senza doverlo in seguito riposizionare.

L'acquisizione di Ingenia è avvenuta con un leasing del costo quinquennale di 1 milione 637 mila euro, interamente sostenuto dall'Azienda, comprensivo di manutenzione e interessi (iva esclusa). I collaudi di funzionalità e sicurezza sono stati svolti dai tecnici dei servizi di Fisica Medica e Ingegneria Clinica.
"Al Santa Maria Nuova ogni macchina per la RM effettua oltre 5mila esami all'anno. La nuova apparecchiatura sarà in grado di svolgere esami con tempi per paziente inferiori e qualità e affidabilità diagnostica superiori" ha spiegato Pierpalo Pattacini, direttore del Dipartimento diagnostica per immagini "Con due apparecchiature della stessa potenza sarà possibile un più agevole follow up delle patologie e l'implementazione di esami più specifici nella gestione dei pazienti con tumore da trattare chirurgicamente. Pur essendo una strumentazione di ultimissima generazione è stata scelta una versione con caratteristiche più orientate alle analisi di tipo c.d. routinario per dare risposta alla principale attività del nostro Ospedale che è di tipo clinico e alle problematiche correnti, senza dimenticare l'attività di ricerca".

"La nuova tecnologia permetterà di continuare a far fronte alle istanze dei degenti e dei pazienti seguiti in day hospital e in day service, lasciando spazio anche all'attività ambulatoriale" ha spiegato Fausto Nicolini "Consentirà, inoltre, di supportare la ricerca, oncologica e non, sviluppata oggi nell'IRCCS. La nuova risonanza conferma il processo in atto di sviluppo e aggiornamento del parco di tecnologie pesanti in dotazione, che ha visto e vede in rapida successione, la donazione dell'angiografo digitale, il finanziamento di un nuovo acceleratore lineare da parte della Regione, la campagna in corso di raccolta fondi coordinata dal GRADE per la nuova PET TAC e infine l'acquisto in programmazione da parte dell'Azienda di una nuova TAC multislice di nuova generazione. "

L'Ufficio Stampa

Neoplasie solide, pubblicata una ricerca realizzata dal Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell'Arcispedale Santa Maria Nuova sui meccanismi che ne regolano la virulenza.

L'articolo, pubblicato dalla rivista "Nucleic Acid Research", riguarda in particolare i meccanismi biologici che rendono aggressivi alcuni tumori solidi, come quello alla mammella e quello alla tiroide.
"Le scoperte effettuate negli ultimi anni hanno completamente cambiato l'idea che avevamo riguardo al genoma* e al suo ruolo nei tumori - spiega la dottoressa Valentina Sancisi, primo autore dell'articolo. Quello che una volta chiamavamo DNA-spazzatura (sequenze di DNA così chiamate perché parevano non avere alcuna funzione) che tecnicamente si chiama DNA-non codificante e che costituisce oltre il 98% del nostro patrimonio genetico ha invece una funzione fondamentale nel regolare l'espressione dei geni".
I ricercatori dell'IRCCS di Reggio Emilia hanno scoperto come fa il DNA-non codificante a determinare l'anomala ri-espressione di un oncogene chiamato RUNX2 nei tumori della mammella e della tiroide contribuendo all'aggressività di questi tumori. (L'oncogene è un gene in grado d'indurre la trasformazione maligna di una cellula).

I ricercatori del Santa Maria Nuova hanno capito che l'espressione di questo oncogene (RUNX2) richiede la partecipazione e interazione di tre diversi elementi di DNA-non codificante e hanno identificato nuovi meccanismi molecolari che, alterando la funzione di questi tre elementi nel genoma, determinano l'espressione di RUNX2 contribuendo alla crescita dei tumori.
Lo studio che è stato coordinato dalla dottoressa Alessia Ciarrocchi, responsabile del Laboratorio di Ricerca traslazionale, è il risultato di un lavoro collettivo durato quasi 3 anni, che ha visto la collaborazione di diversi ricercatori dell'IRCCS di Reggio Emilia e che è stato realizzato grazie al finanziamento della Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC).
"I risultati ottenuti con questo progetto non solo ci hanno permesso di capire un po' di più i meccanismi che promuovono la progressione di questi tumori – illustra la dottoressa Ciarrocchi – ma ci hanno anche consentito di ipotizzare l'impiego di nuove strategie terapeutiche, come i farmaci epigenetici (farmaci capaci di modulare la funzione del DNA), nella cura dei tumori della mammella e della tiroide".

*il genoma è l'insieme delle informazioni genetiche contenute nel DNA

(Fonte: Ufficio Stampa USL RE)

Il servizio decentra l'attività ospedaliera di prenotazione esami e ritiro referti di laboratorio. Attivazione in via sperimentale a partire dal 2 ottobre.

A partire da lunedì 2 ottobre nella Casa del Dono di Via Muzio Clementi a Reggio Emilia sarà offerta la possibilità di prenotare visite, esami strumentali e ritirare referti di laboratorio.
Saranno operativi sino a tre sportelli nella fascia oraria 10:30 – 16:00 dal lunedì al venerdì per un periodo sperimentale di un trimestre che terminerà il 31 dicembre di quest'anno.
La novità fa parte delle iniziative di facilitazione a favore dell'utenza e di decentramento dei flussi dalla sede ospedaliera del Santa Maria Nuova.
Gli sportelli che dalle 07:00 sino alle 10:30 svolgono funzioni di accettazione a supporto del Centro prelievi svolgeranno, nelle successive ore della giornata, le stesse attività degli sportelli polifunzionali posti al piano terra del Santa Maria Nuova, con l'eccezione dell'accettazione per prestazioni urgenti che continuerà a essere svolta esclusivamente in ospedale.
I pagamenti potranno essere effettuati esclusivamente attraverso la riscuotitrice automatica presente nella sede.

(Fonte: Ausl RE)

Nell'area verde si trovano attrezzi per rafforzare la muscolatura e un tracciato per il running. Presenti al taglio del nastro il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi.

Reggio Emilia, 14 luglio 2017

Un percorso di oltre 1 km per correre o camminare e postazioni per fare attività sportiva all'aria aperta al fine di promuovere gli stili di vita sani e consapevoli e la socializzazione tra i lavoratori delle aziende limitrofe e i cittadini tutti, bambini, adulti, anziani. E' stata inaugurata ieri la "Palestra sotto il cielo" realizzata con un impegno economico da parte della Regione di 50mila euro nell'area pedonalizzata del San Lazzaro. Presenti al taglio del nastro il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi.

L'area è il frutto di una progettazione partecipata che ha interessato l'Azienda Usl, il Comune di Reggio Emilia e Unimore con il coinvolgimento di CRIBA, UISP, CSI, CONI, FCR- Città Senza Barriere, Istituto Tecnico Secchi, Liceo Artistico Chierici, Cooperativa sociale L'Ovile, Centro Sociale Venezia, Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, Luoghi di Prevenzione e GIS.

Il tracciato è accessibile anche a persone non vedenti e prevede tre aree per l'allenamento individuale, ciascuna delle quali con attrezzature sportive miste, quelle per rafforzare la muscolatura, quelle per la ginnastica dolce e quelle idonee a persone con disabilità. Da luglio il parco e le sue attrezzature sono già a disposizione della cittadinanza; inoltre, a partire da settembre due volte a settimana - il martedì e giovedì - si terranno attività sportive di gruppo, gratuite e aperte a tutti come Yoga e Tai chi- Chi gong.

"L'inaugurazione di questa "Palestra sotto il cielo" – ha detto il direttore amministrativo Ausl Eva Chiericati ringraziando chi ha partecipato al progetto - è la realizzazione di un sogno nato dalla volontà e dalla visione di tanti soggetti che hanno lavorato insieme, ognuno per le sue competenze, per ottenere questo risultato. Gli spazi sono stati realizzati per favorire aggregazione e socializzazione e si è posta una particolare attenzione all'attuazione di percorsi fruibili dai diversamente abili e isole adeguatamente organizzate con attrezzature rispondenti a tutte le caratteristiche richieste. Questo parco, prima luogo chiuso ai tempi del manicomio, quando era una vera e propria città nella città e in seguito spesso considerato luogo di degrado e di abbandono, è stato restituito alla cittadinanza, divenendo non solo un Campus universitario e la sede dell'Azienda Usl, ma un punto d'incontro multigenerazionale, multidisciplinare e multiculturale per tutti i cittadini".

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(Ufficio Stampa USL RE)

Giocattoli in dono al reparto di Pediatria del Santa Maria Nuova. La raccolta è stata realizzata grazie al progetto #unmidollopermatteo
in collaborazione con Admo, Associazione donatori di midollo osseo di Reggio Emilia.

Reggio Emilia, 4 luglio 2017

Libri, giochi di società, macchinine e bambolotti sono stati donati alla struttura di Pediatria dell'Ospedale Santa Maria Nuova.
L'idea di donare in segno di gratitudine è stata della famiglia di Enrico Orlandini, papà di Matteo, un bimbo di 4 anni cui nel 2015 è stata diagnosticata una malattia rara e che da poco è stato sottoposto a trapianto di midollo al Bambin Gesù di Roma. "Non dimentichiamo - spiega Orlandini - il modo in cui nostro figlio fu accolto dal dottor Amarri e dai suoi collaboratori quando ancora non si sapeva perché stesse male e trascorse un periodo di degenza al Santa Maria Nuova. Abbiamo pensato a questo gesto quale segno di estrema gratitudine per le cure ricevute".

La donazione è stata formalizzata questa mattina nella ludoteca del reparto alla presenza dei genitori di Matteo, di volontari del progetto, del direttore della struttura di Pediatria Sergio Amarri, del Coordinatore infermieristico Nicoletta Vinsani e del dott. Francesco Soncini della Direzione Medica Ospedaliera e scaturisce da una raccolta effettuata il 20 maggio scorso nell'ambito della festa svoltasi a San Giovanni di Novellara per celebrare il primo anno di collaborazione tra il progetto #unmidollopermatteo e la sezione Admo - Associaizone donatori di midollo osseo di Reggio Emilia. 

#unmidollopermatteo è un percorso che la famiglia Orlandini ha attivato con Admo per sensibilizzare la popolazione, in particolar modo quella giovane, sulla opportunità di iscriversi al registro donatori midollo osseo ampliando le possibilità di cura per chi vive la malattia. La raccolta di giocattoli, tutti rigorosamente nuovi, è stata realizzata grazie all'organizzazione di un gazebo da parte dei volontari motociclisti della Compagnia del Porto di Reggiolo presso il quale chiunque poteva portare il proprio dono e contribuire al progetto.

(Fonte: ufficio Comunicazione Ausl RE)

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