Grande partecipazione di pubblico all'iniziativa targata Ugl, svoltasi a Bore. La presentazione del libro di Andrea Fòffano, autore del saggio "Segreti e Intelligence", ha visto, infatti, la partecipazione attiva di una folta platea, composta da cittadini di varie fasce d'età.

Ha aperto i lavori il segretario provinciale Ugl, Matteo Impagnatiello, che ha moderato l'evento ed ha evidenziato il ruolo fondamentale della cultura, come valore aggiunto e volano per lo sviluppo economico del Paese Italia.

È seguito l'intervento del "padrone di casa", il sindaco Diego Giusti, il quale ha ricordato la rilevanza dei casi trattati nella storia italiana, "dato che a scuola, ci si ferma alla seconda guerra mondiale, tralasciando, purtroppo, eventi a noi vicini".

È stata poi la volta della senatrice Maria Gabriella Saponara la quale, nel ribadire impegno ed attenzione per efficaci politiche a sostegno della cultura, ha sottolineato l'importanza della lettura, abitudine che, stando ai dati emersi dalle ultime ricerche di diversi istituti, ci vede tra gli ultimi in Europa.

Alla fine dell'avvincente esposizione di Andrea Fòffano, in cui l'autore del saggio ed esperto di intelligence ha snocciolato una notevole quantità di dati tecnici inerenti i casi trattati (Ustica, Giulio Regeni, Ilaria Alpi e Nicola Calipari), vi sono state domande del pubblico, a testimonianza dell'interesse dei casi esposti.

 

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Pubblicato in Cultura Parma
Mercoledì, 18 Settembre 2019 10:23

Italia, un Paese in via di estinzione.

di Matteo Impagnatiello Parma 18 settembre 2019 - Oggi è più che mai necessario lanciare un grido d’allarme: il nostro è un Paese in recessione demografica. Gli italiani non fanno più figli, le culle sono sempre più vuote: nel 2018 sono stati iscritti in anagrafe, per nascita, solamente 439.747 bambini, il minimo storico dall’unità d’Italia. Rispetto al 2017, la diminuzione è di oltre 18.000 neonati (-4,0%). E’ aumentato il numero dei cittadini italiani che emigrano (+1,9%); e, fra chi lascia il Belpaese, molti sono giovani, i cosiddetti cervelli in fuga, che fuggono all’estero per una migliore prospettiva lavorativa.


Accanto a questi ultimi, vi sono gli anziani che preferiscono trascorrere gli anni da pensionati in Paesi ritenuti più accoglienti, per il basso costo della vita o per la qualità dei servizi. Ecco tracciato il quadro, negativo e sintomatico del malessere che allontana gli italiani dalla propria Patria. La presenza di tantissimi stranieri agisce parzialmente da contrappeso demografico alla perdita di tanti nostri connazionali. Ma è innegabile che la comunità italiana, intesa quale comunità composta da persone che condividono usi, costumi, abitudini, storia, lingua, sia in via di estinzione.
Si scontrano, così, due “scuole di pensiero”: l’una auspica addirittura l’arrivo di più immigrati, lasciando inalterato ciò che non funziona e l’altra, molto più ragionevolmente, ritiene sia giusto ed importante dover garantire un futuro alla propria Nazione, con migliori politiche socio-economiche verso gli italiani.


E’ innegabile lo squilibrio culturale oltre che economico così creatosi, conseguenza provocata da chi lascia la propria terra e da chi arriva: perdiamo giovani istruiti e pensionati, ed importiamo principalmente persone bisognose, creando un circolo vizioso di impoverimento, che mette in seria difficoltà l’Italia, Paese ancora in sofferenza per la crisi che imperversa da tempo.
Nonostante tutto, la popolazione continua a diminuire e, secondo previsioni Istat, nel 2065 in Italia vi saranno 6 milioni e mezzo di residenti in meno, rispetto al dato attuale (al 1° gennaio 2019), stimato in 60 milioni e 391 mila residenti (oltre 90.000 in meno sull’anno precedente, -1,5 per mille).


Il fortissimo calo demografico provoca ricadute negative sullo sviluppo economico, sul lavoro e sullo stato sociale. Basti pensare che, piazzandosi l’Italia al secondo posto nella classifica mondiale come Paese più vecchio, vi sono due pensionati ogni tre che lavorano, e si prevede che nel 2045 il rapporto sarà uno a uno: senza ombra di dubbio, sia il sistema pensionistico che lo stato sociale sono esposti pesantemente. Diventa allora obbligatorio un radicale cambio di rotta nelle politiche attuate dai vari attori istituzionali nazionali (farei affidamento pure sull’imprenditoria), ma anche un cambio radicale di mentalità: la nascita di un figlio non è una questione solamente privata, ma deve acquistare una dimensione sociale. Nel nostro tempo, in cui le Organizzazioni internazionali sono concentrate sull’esplosione demografica, Ugl chiede che l’implosione demografica diventi un tema di rilevante interesse nazionale e, schierandosi al fianco della famiglia, promette di dare battaglia a tutti i livelli per sostenerla.

Matteo Impagnatiello
Segretario Ugl Utl di Parma

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Se i migliori accordi si suggellano a tavola, perché non trasferire i tavoli di negoziazione politica nelle trattorie? Dopo la “Pastasciutta Antifascista” ecco il “Tortellone Sovranista”

Bologna, 4 settembre 2019 – L'associazione culturale Forza Civica e UGL Autonomie Locali Emilia-Romagna hanno lanciato una simpatica alternativa alla "pastasciutta antifascista": il “Tortellone Sovranista”.

Gli organizzatori tengono a precisare che l’evento sarà un'occasione conviviale per stare insieme gustando le eccellenze del territorio preparate secondo le tradizioni secolari.

Un’evento, ci tengono a precisare gli organizzatori, di natura APARTITICA.

L’appuntamento è quindi fissato per sabato 21 settembre dalle ore 20 presso Antica Trattoria del Cacciatore, Via Caduti di Casteldebole 25 a Bologna.

Per chi vorrà partecipare il costo è di € 25,00 a persona e la prenotazione OBBLIGATORIA: 338 4727165

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Martedì, 27 Agosto 2019 08:19

La Sicurezza non può attendere.

Nei primi anni Novanta ha inizio la privatizzazione del rapporto di lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, a cui fa séguito (biennio 1997/98) l’introduzione della possibilità di ricorrere a forme di lavoro flessibile, aprendo così la strada al precariato all’interno di essa.


Lo scenario, insomma, che si andava delineando, non faceva presagire nulla di buono, e le conseguenze nefaste di tali indirizzi legislativi si sono fatti sentire negativamente, con tutto il loro devastante vigore, sulla Polizia Locale italiana.
“Privatizzarla” o, meglio, farla passare da un regime di diritto pubblico ad uno privato, non ha giovato alla categoria. Così come, del resto, prevede il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al secondo comma, indicante la disciplina del “codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa”. Sarebbe sufficiente far slittare il personale della Polizia Locale al comma successivo, al fianco delle Forze di Polizia di Stato: è questa, adesso, la madre di tutte le battaglie. Ugl Autonomie Locali la sosterrà, essendo consapevole della sua importanza, con effetti al pari di una rivoluzione copernicana. Gli ostacoli che segnano sfavorevolmente la categoria sarebbero spazzati via in un sol colpo. I dipendenti pubblici “non privatizzati”, ossia coloro che ricadono nel terzo comma del Testo unico sul pubblico impiego non sono, infatti, investiti dalla revisione della spesa pubblica (la famosa spending review) e/o da politiche economiche di bilancio restrittive (si direbbe austerity). Non solo. La Polizia Locale, già frantumata in più di ottomila comuni, stante i suoi compiti sempre più complessi ed essenziali per il quieto svolgersi della vita della comunità, sarebbe così risparmiata da qualunque tipo di taglio, onere e/o vincolo di carattere privatistico, incompatibile con l’importante funzione pubblica svolta ed il conseguente interesse pubblico perseguito.


Al contrario, ci si imbatte sovente nella gogna mediatica, dove l’intera categoria viene sbeffeggiata, attribuendole colpe non sue. In tutti questi anni, purtroppo, l’aziendalizzazione della Polizia Locale ha provocato ingenti danni come, ad esempio, il disconoscimento di diritti pubblici; la performance, quest’ultima caratterizzata anche da obiettivi economici; il mancato riconoscimento delle tutele lavorative e pensionistiche delle altre Forze di Polizia; il pagamento di qualsivoglia onere, considerando gli agenti di Polizia Locale al pari di privati cittadini. Dimenticando che gli stessi operatori tutelano la loro sicurezza, rappresentano il primo presidio e baluardo di legalità, nei piccoli e nei grandi Comuni.


Resta evidente, in ultima analisi, la necessità di un reale e radicale superamento della legge quadro sull’ordinamento della Polizia Locale, la n.65 del 1986, un mantra per gli operatori della categoria: come si può intendere, il vulnus è esclusivamente normativo. Sono certo che per gli inesperti che si dilettano a criticare ed argomentare sulle capacità operative della Polizia Locale e sulla sicurezza in generale, vi sono interessanti ed utili suggerimenti di approfondimento.

La Sicurezza, credo, non può attendere ulteriormente: che si svincoli la spesa per la polizia locale dalla legge di bilancio e dal patto di stabilità. La crescita dell’ordine e della sicurezza pubblica passa anche attraverso la valorizzazione della Polizia Locale.
Parma, 26.08.2019

Matteo Impagnatiello, commissario regionale Ugl Autonomie Locali

(Foto di repertorio di Francesca Bocchia) 

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Venerdì, 09 Agosto 2019 11:59

Bilancio attività dell’Ugl di Parma.

Con il compimento del 4° congresso confederale Ugl, celebratosi nella Capitale, a febbraio 2018 presso “La Nuvola” di Fuksas, e ad un anno dalla mia elezione a segretario provinciale, il territorio di Parma è stato al centro di numerose iniziative, per ribadire l’importante ruolo che il nuovo sindacato può e deve rivestire nel territorio ducale e, più in generale, in Emilia Romagna.


L’impegno sindacale è stato rilevante, anche per l’ostracismo di altri sindacati, che certamente non ha reso agevole il raggiungimento degli obiettivi programmati. L'Ugl, erede della Cisnal e del sindacalismo nazionale, ha operato e opera per superare la vecchia lotta di classe e permettere una nuova e diversa collaborazione tra capitale e lavoro, al fine di costruire nuove e diverse relazioni sindacali, tenendo in debito conto l’interesse nazionale nell'era della quarta rivoluzione industriale.
L'Ugl, a Parma, ha rafforzato il dialogo con le persone che vivono il territorio, condividendo i loro bisogni reali e le loro esigenze culturali. L’attività sindacale si è intrecciata con un susseguirsi di eventi socio-culturali: conferenze-dibattito, presentazioni di saggi, mostre di opere d’arte allestite presso la sede provinciale, dando visibilità, voce e sostegno al mondo delle disabilità con iniziative mirate alle fragilità esistenziali di tante famiglie schiacciate dal peso della patologia e della solitudine silenziosa. In questi partecipati momenti pubblici, è stata coinvolta e presente non solo la società civile, ma diversi esponenti politici, accademici e del terzo settore.


Un impegno sindacale, civile e di servizio che non conosce tregua.
A settembre, sono già stati programmati numerosi incontri - eventi di ricerca e di studio per arginare le molte difficoltà presenti nelle famiglie. L'Ugl, costruendo ponti di solidarietà interclassisti, si pone il fine di essere un presidio inclusivo dei bisogni della gente del territorio ed un interlocutore organizzato nel contesto socio-economico di Parma. Un sindacato che ha scelto di stare con la gente e con loro ha aperto un dialogo, senza pregiudizi di sorta. Nel lavoro sindacale, ha posto, al centro del dibattito, la sicurezza sul lavoro ed il potere d’acquisto dei salari.


Per quanto concerne la sicurezza sul lavoro, anche il territorio di Parma è stato teatro di incidenti mortali, derivanti dal mancato rispetto della legislazione in materia, che hanno motivato i tanti interventi preventivi e i tanti incontri con i datori di lavoro e le diverse autorità.


Per il potere d’acquisto dei salari, si è posta molta attenzione alla contrattazione decentrata.
Su questi due grandi tematiche, le rappresentanze sindacali unitarie ed i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, eletti nelle liste Ugl, non faranno mancare il loro contributo per il miglioramento delle condizioni lavorative.
Sicurezza sul lavoro e questione salariale sono i cardini dell' impegno del Ugl, contrastata dalla restante parte del mondo sindacale, impegnata a fare politica, a fiancheggiare ed a sostenere la sinistra politica locale e parlamentare in battaglie che nulla hanno a che fare con il diritto sindacale (manifestazioni contro il fascismo, pro immigrati, a supporto dei diritti LGTB e contro la famiglia naturale).
L'agire politico-sindacale dei sindacati della sinistra ha prodotto effetti nefasti. Come dimenticare le riforme dei governi tecnici e di sinistra: il Jobs act, che ha mandato in fumo numerosi diritti dei lavoratori; l’abrogazione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori ed i controlli a distanza.


C'è l'urgenza di ridare dignità ai lavoratori, costruendo una moderna alleanza tra capitale e lavoro, che consideri i cambiamenti epocali in atto.


L' Ugl, da Parma, vuole rompere i silenzi della pluridecennale rassegnazione, voluta e controllata dalla triplice sindacale.
Questo vecchio sindacalismo continua ad ignorare l’odierna realtà globale, caratterizzata da un ultraliberismo di impronta mercantilista e dalla delocalizzazione, continua a lasciare solo il lavoratore nel momento più travagliato della vita geo-economica degli stati occidentali, riducendolo a mero ingranaggio del sistema economico, senza alcuna rete di protezione e senza garanzie sociali.
A questo insensato sindacalismo, che ha provocato molti disastri anche a Parma, l’Unione Generale del Lavoro vuole essere un’alternativa, un movimento sindacale che si è attivato per fare la differenza nella differenza, per stare al fianco dei lavoratori, per affermare la volontà di un libero dialogo e confronto con ogni interlocutore, per ripensare una moderna concertazione tra il mondo del lavoro ed il mondo dell'impresa, considerando i mutamenti globalizzati prodotti in questa nuova era storica.


Parma, 09.08.19
Matteo Impagnatiello
Segretario Ugl Utl Parma

 (Foto di repertorio - in Municipio a Parma)

 

Pubblicato in Comunicati Lavoro Parma
Martedì, 25 Giugno 2019 09:05

Taser alla Polizia Locale.

Le aggressioni alle Forze di polizia continuano ad aumentare: fa oramai parte della quotidianità, è diventato così normale ed abituale che non fa notizia. La volontà legislativa è finalmente sui passi giusti, dotare le polizie di dissuasori elettrici. Ciò pare valere per tutti, ma non per la Polizia Locale.

Ebbene, il taser (o storditore elettrico), attualmente in uso alle Forze di Polizia in circa 107 Paesi, già contemplato nel primo Decreto Sicurezza (d.l. 113/2018) all'articolo 19, non è di gradimento alle amministrazioni comunali di sinistra.

Scelta diversa ed, aggiungerei, di buon senso, è, invece, la realizzazione di quanto ben previsto dal Ministro degli Interni, in città guidate da amministrazioni di centrodestra.
I sindaci, tutti, avrebbero potuto già approfittare di quanto stabilito dal Decreto sicurezza. Ma, per una inutile quanto dannosa faziosità, sarebbe logico e sensato comprendere l'efficacia dello strumento.
Si resta sconcertati quando certa parte politica resta sorda alle richieste dei 60.000 poliziotti locali d'Italia, avversando la riforma della categoria che dovrà riconoscere parità di diritti e tutele con le altre Forze dell'Ordine.

Leggendo i report dei vari Corpi di Polizia Locale dei medi e grandi centri urbani, risultano evidenti le tipologie di attività ad alto rischio di aggressione, identiche a quelle svolte da altre Forze di Polizia, e le città interessate dal Decreto (comuni capoluogo di provincia, nonché quelli con popolazione superiore ai centomila abitanti) non primeggiano certo sul tema Sicurezza.

E' di questi giorni la pronuncia d'inammissibilità della Corte Costituzionale sui ricorsi di alcune Regioni governate dalla sinistra, che hanno impugnato delle disposizioni del Decreto sicurezza. Peraltro, tutto ciò non sorprende, se un importante esponente del maggior partito di sinistra, nonché primo cittadino di Pesaro e vice presidente dell'Anci, in un acceso dibattito tv di alcuni mesi fa, sostenendo un assurdo teorema, ha dichiarato che la polizia locale "non interviene sullo spaccio ma sulle multe", pasticciando sulle qualifiche ed i compiti della Polizia Locale.

Ed a Parma? Ad oggi, il taser non sembra trovare posto nell'agenda del governo cittadino.
Del resto, a più riprese, Ugl ha rilevato come il tema sicurezza non sia la priorità dell'attuale Amministrazione. Senza questo deterrente, le violenze contro le Forze di Polizia, anche a Parma incrementeranno.

Parma, 24.06.2019

Matteo Impagnatiello
Segretario prov.le Ugl Parma

 

 

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Pubblicato in Cronaca Parma

Gentile Direttore, nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un vile attacco contro una Istituzione pubblica: la Polizia Locale.

Ultimo di una lunga serie, stavolta è toccato al Comando della Polizia Locale di Mirandola, in provincia di Modena: è stato dato alle fiamme, e due cittadini, residenti nello stesso palazzo, sono deceduti a causa del fumo; inoltre, altre 20 persone sono rimaste ferite e/o intossicate, di cui tre in modo grave. Pare che, intorno alle 2 del mattino, un giovane straniero sia riuscito ad abbattere la porta, appiccare il fuoco dopo aver cosparso il Comando di benzina e fuggire con alcune uniformi. La sede è andata completamente distrutta. E' vero: è il momento del cordoglio e del dolore per le vittime.
Ma, quanto accaduto a Mirandola, potrebbe verificarsi in tanti Comandi d'Italia ed anche nel nostro territorio. Le colpe della politica locale e nazionale sono evidenti: non è accettabile che un Corpo di Polizia sia ubicato promiscuamente con abitazioni civili.

Dopo oltre trent'anni dall'oramai obsoleta Legge quadro sull'ordinamento della Polizia locale (Legge 65/1986), non è accettabile che vi siano Comandi senza alcun piantonamento, senza allarmi né telecamere: sedi, quindi, che non garantiscono standard di sicurezza né per gli agenti né per i cittadini.

Non è accettabile che non venga riconosciuto il ruolo della Polizia Locale, determinante per la sicurezza pubblica, al pari delle Forze di Polizia Nazionali, che operano in sedi "sicure"; come se non bastasse, è singolare che un Corpo con funzioni di polizia abbia (unico nel panorama italiano ed europeo) parte del proprio organico costituito da agenti precari, con contratti che durano per pochi mesi all'anno e che, data la precaria situazione, sono obbligati al servilismo per ottenere il rinnovo dei contratti.

Le Istituzioni non possono più rifiutare di concedere dignità alla Polizia Locale, e le relative tutele e prescrizioni che obbligherebbero al recepimento di misure di sicurezza volte ad impedire che un attacco simile si ripercuota su inermi cittadini.

Nonostante il mancato riconoscimento formale e sostanziale da parte dello Stato, giova evidenziare che gli appartenenti alla Polizia Locale possiedono qualifiche di polizia pari a quelle delle Forze di Polizia statali: ciò comporta, per il personale, i medesimi obblighi per la repressione ed il contrasto dei reati in capo alle Forze di Polizia nazionali; né vanno dimenticati i 40 caduti in servizio dal 1986 ad oggi.
Ugl si augura che il nuovo corso, intrapreso con coraggio dal Ministro degli Interni, venga portato a compimento, per vedere finalmente realizzata la riforma della Polizia locale.

Parma, 22.05.2019

Matteo Impagnatiello
Segretario prov.le Ugl di Parma

 

(Foto di Guido Zaccarelli - Mirandola)

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La crisi socio-economica della citta di Parma e il didimpegno del Sindaco Federico Pizzarotti, sono stati al centro della conferenza stampa, indetta da UGL nella sede locale del sindacato.

All'incontro, organizzato da Matteo Impagnatiello, hanno partecipato la Senatrice Maria Gabriella Saponara, il consigliere comunale Emiliano Occhi, la segretaria regionale UGL Politiche delle disabilità, Laura Schianchi e Matteo Menozzi, responsabile provinciale Ugl delle Politiche Disabilità.

La prolungata assenza del Sindaco, sostiene l'organizzazione sindacale, sta provocando enormi disagi amministrativi ce si ripercuotono sulla città.

"Le mancate risposte alle richieste sindacali dei dipendenti comunali hanno provocato lo stato di agitazione del personale che, ancora a tutt'oggi, non ha ricevuto alcuna attenzione dagli organi amministrativi e politici del Comune di Parma. Una deriva sindacale inaccettabile ed intollerabile, che ha reso l'Amministrazione comunale inadepiente alle rivendicazioni organizzative ed economiche del suo personale dipendente."

 

 

 

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(da Sinistra: Menozzi, Schianchi, Saponara, Occhi, Impagnatiello)

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L'integrazione degli immigrati nei Paesi occidentali è davvero possibile? Ma come e in quali termini?

Sarà il tema di una riflessione organizzata dall'Ugl di Parma che si terrà martedì 23 aprile, alle ore 18.30, a Fontevivo, presso la Sala del Duca, via Roma n. 4 in occasione della presentazione del volume "INTEGRAZIONE (IM)POSSIBILE? Cosa non ci dicono su Islam, Africa ed immigrazione" di Marco Zacchera, giornalista ed ex parlamentare.

Introdurrà Tommaso Fiazza, sindaco di Fontevivo, e ne discuteranno con l'autore, Fabio Rainieri, consigliere regionale; Emiliano Occhi, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Parma; Matteo Impagnatiello, segretario provinciale Ugl di Parma.

Domande che, con il suo nuovo libro, pone Marco Zacchera – per 18 anni componente la Commissione Esteri della Camera e profondo conoscitore del mondo africano - in un saggio che descrive le motivazioni di fondo che portano all'immigrazione nei paesi occidentali di tanti giovani migranti che premono alle porte dell'Europa.
Arrivi di difficile assimilazione con persone che stanno condizionando il mercato del lavoro e lo stesso modo di vivere delle società accoglienti.

Problematiche legate alla competizione salariale, ma anche al rifiuto o all'accettazione da parte di diversi immigrati dei costumi e delle culture dei paesi ospitanti con riflessi dal punto di vista sociale, economico e religioso. Proprio da come gestire questo incontro di mondi diversi dipende il futuro degli stessi paesi accoglienti.
Una nuova e diversa integrazione è allora forse possibile, ma non dipenderà solo dalla capacità dell'immigrato di ottenere reddito nei sistemi produttivi occidentali, ma anche dalla tutela dell'identità dei popoli accoglienti.

L'evento culturale è aperto a tutta la cittadinanza.

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Matteo Impagnatiello
Segretario Ugl Parma

Pubblicato in Dove andiamo? Parma
Martedì, 09 Aprile 2019 10:17

UGL "irrompe" in consiglio comunale

Alle 16,30, dopo essersi radunati sotto ai Portici del Grano, una delegazione dell'UGL si è diretta alla sala del consiglio dove era in corso una seduta consiliare.

Poco prima dell'irruzione il consigliere Emiliano Occhi aveva interrogato la Giunta sullo stato delle cose, proprio al riguardo dello stato di agitazione sindacale, esprimendo la sua solidarietà nei confronti dei dipendenti.

L'"irruzione" della delegazione sindacale UGL, al seguito di Matteo Impagnatiello segretario provinciale UGL, Pia Russo e Federico Coratella, segretari rispettivamente di DICCAP e SULPL, è stato parzialmente accolto dal presidente del consiglio stesso, Tassi Carboni, il quale li ha invitati a prendere appuntamento tramite la sua segreteria, adducendo che quella non era la sede opportuna per un confronto.

Tutto rimandato al 17 aprile quindi, data convenuta per l'incontro ufficiale, occasione  per esporre, finalmente, le richieste dei dipendenti comunali.
"Non abbandoneremo la lotta e saremo in perenne stato di agitazione, finché perdurerà questo silenzio assordante di Pizzarotti, riguardo le giuste rivendicazioni dei dipendenti del comune di Parma", ha dichiarato Matteo Impagnatiello, segretario provinciale Ugl di Parma

In sintesi: cosa Chiede UGL
-Diciamo basta a chi toglie la produttività dalla busta paga e la utilizza per fare altre posizioni organizzative.!!!!!chiediamo che il fondo venga incentivato a favore delle progressioni di carriera orizzontali per tutti i dipendenti.
-Diciamo basta a chi non riconosce l'ordine pubblico e pretende che si utilizzi la polizia locale in deroga alla circolare 333.g/9624 del 25/08/90 dpr 140/01 – circolare ministeriale 333.g/contr 2002 del 06/08/02
-Diciamo basta alla scarsità di organico della polizia locale gia' segnalato da anni e a concorsi che non hanno coperto nemmeno i pensionamenti.
-Diciamo basta a chi pensa di stanziare parti economiche sempre e solo ai soliti servizi e settori dimenticandosi che tutti i lavoratori hanno pari opportunita'e pari diritti, non devono esistere "settori ombra".
-Diciamo basta a chi non riconosce l'indennità di disagio ( ora indennità condizioni di lavoro) ai servizi educativi nidi e materne non stanziando parti economiche a risoluzione delle loro storiche problematiche.

 

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