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L’autopsia sul 73 enne Rocco De Salvatore ha confermato la presenza nel sangue di grandi quantità di psicofarmaci. Arrestata la coppia che da tempo sfruttava la sua casa e la sua auto, un 40 enne italiano e la compagna di origine marocchina

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Il cedimento è avvenuto questa mattina, probabilmente a causa delle infiltrazioni dovute ai temporali della scorsa settimana. Per fortuna nessun ferito

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I due giovani hanno prima minacciato il quasi coetaneo con un coltello, poi lo hanno percosso per farsi consegnare il portafoglio mentre tutti si trovavano al Luna Park di Finale Emilia.

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Elezioni amministrative 2021. Ballottaggi, in Emilia-Romagna 4 comuni tornano alle urne domenica 17 e lunedì 18 ottobre: turno elettorale supplementare per eleggere il primo cittadino a Cento nel ferrarese, a Pavullo e Finale Emilia in provincia di Modena e a Cattolica nel riminese

Seggi aperti dalle ore 7 alle ore 23 di domenica e dalle ore 7 alle ore 15 di lunedì: scrutinio al via subito dopo la chiusura delle urne. Gli elettori sono oltre 68mila: quattro sfide e 8 contendenti, di cui una sola donna a Cattolica. Tutte le informazioni utili all’indirizzo www.regione.emilia-romagna.it/elezioni

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Lo scorso 9 settembre i due avevano avvicinato la donna nei pressi di un supermercato e si erano impossessati con violenza della borsetta. L’anziana era caduta a terra ferendosi. I due sono stati individuati dopo alcune settimane di indagini.

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Crisi aziendali. Unifer Navale di Finale Emilia (Mo), l'assessore Colla: "I soci dell'azienda debbono dare rapidamente risposte chiare sulle proprie intenzioni, solo così possiamo salvaguardare l'occupazione e dare continuità e prospettive a un sito produttivo ricostruito con risorse pubbliche dopo il sisma del 2012"

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Il violento episodio si è verificato in un cantiere di Cento, nel ferrarese, dove i due, dipendenti di una stessa ditta, si erano punzecchiati per tutto il giorno. Dopo l’ennesimo alterco, un 43 enne modenese ha colpito un 32 tunisino residente a Finale Emilia, che è caduto battendo la testa. Le sue condizioni sono gravi.

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All’imprenditore edile di origine campana sono stati sequestrati anche partecipazioni societarie e rapporti bancari a lui riconducibili. L’uomo intratteneva rapporti con soggetti vicini alla criminalità organizzata campana e calabrese e aveva un tenore di vita superiore a quanto dichiarato.

di Claudia Fiori Modena 6 febbraio 2020 - Undici immobili, tre partecipazioni societarie e rapporti bancari per un valore superiore a un milione di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a un imprenditore edile di origine campana, D.G. da tempo residente nel modenese e vicino a soggetti contigui alla criminalità organizzata campana e calabrese.

Gli immobili, dislocati nei comuni di Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, nel modenese, e a Crevalcore, nel bolognese “sono stati acquisiti definitivamente al patrimonio dello Stato”, come si legge in una nota diffusa dalla Guardia di Finanza. Potranno quindi essere gestiti dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, che ne curerà la destinazione e il riutilizzo a fini sociali.Il provvedimento di confisca è l’atto finale delle indagini svolte dal Nucleo di Polizia economico-finanziari di Bologna, sotto la direzione del pm Claudia Ferretti, con delega alla Procura di Modena, ai sensi del Codice Antimafia.

Nel 2017, il Tribunale di Modena aveva già accolto e disposto il sequestro dei beni ora confiscati, il cui valore era risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall’imprenditore e dal suo nucleo familiare.
Le indagini compiute dal Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata), in particolare, hanno evidenziato la ciclica costituzione di nuove società, l’istituzione di sedi societarie fittizie e la sparizione di documenti. Elementi che dimostrano come l’imprenditore fosse un evasore seriale, oltre ad aver commesso reiterati e sistematici delitti in ambito economico-finanziario. Le indagini hanno consentito anche di ricostruire i rapporti di D.G. a cosche della ‘ndrangheta e clan camorristici.

 

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Nel tardo pomeriggio di ieri, i Vigili del Fuoco sono intervenuti nel villaggio industriale di Finale Emilia, in provincia di Modena, per uno spaventoso incendio all'interno dell'Azienda Ecobloks, specializzata nella lavorazione del legno.

La colonna di fumo era visibile a chilometri di distanza. Alle prime squadre giunte dai distaccamenti più vicini si sono rapidamente aggiunti supporti provenienti dalla sede centrale dai distaccamenti volontari della zona e dai limitrofi Comandi di Ferrara e Bologna. Complessivamente, data la vastità delle fiamme, sono intervenuti 35 Vigili del Fuoco con 13 mezzi. In alcune ore di intenso lavoro i vigili del fuoco hanno circoscritto il rogo, impedendone la propagazione ad altre parti dell'azienda.

Solo a tarda notte le fiamme sono state poste sotto controllo.

Sono ancora in corso le indagini per capire le cause, ma stando alle prime verifiche, le fiamme si sarebbero sviluppate a causa di alcune scintille sprigionate da una pressa che si trova all'interno e che hanno incendiato il truciolato.

Per fortuna non ci sono stati feriti.

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Il Paese degli orrori si scopre innocente. Almeno 16 bambini furono sottratti alle famiglie di origine il parroco, accusato di essere il capo della setta, morì di crepacuore. 20 anni dopo la giustizia restituisce l'onore ma nel frattempo decine di vite sono state distrutte.

di LGC - Finale Emilia 8 gennaio 2018 - Dopo 20anni sono stati tutti assolti. Ma nel frattempo almeno 16 bambini - dell'epoca - sono stati sottratti alle famiglie di origine e mai più rientrati, l'irreprensibile parroco - Don Giorgio Govoni -, amato da tutti, accusato di essere il capo della setta satanica, che con la complicità degli stessi genitori e dei figli, celebrava i riti all'interno del cimitero per poi scaricare i corpi delle piccole vittime nel fiume Panaro, morì di crepacuore.

20180108-Da-Avvenire 8gen2018Non una prova venne raccolta contro gli accusati, non un video fu rintracciato (si raccontava che i riti venissero filmati) ma quanto raccolto, soprattutto testimonianze dei bambini, fu sufficiente per disporre l'allontanamento dei figli dalle loro famiglie, anche dei nascituri e di quelli nati successivamente ai fatti, nelle quali non fecero più ritorno.

Oggi invece, a venti anni di distanza, sono stati tutti assolti e il "Paese degli orrori si scopre innocente" come ha titolato Avvenire.it, di cui consigliamo la lettura per la precisa ricostruzione storica dei fatti e le testimonianze delle famiglie che hanno, e stanno ancora vivendo, un incubo dal quale sarà molto difficile risvegliarsi.

Una vicenda allucinante che nessuno vorrebbe leggere e tantomeno essere protagonista ma che invece è tragica attualità.

E ora chi paga? E quale potrà mai essere il risarcimento per ciascuna famiglia coinvolta, premesso che non esiste cifra in grado di soddisfare i danni morali delle decine di persone coinvolte?

 

La realtà, in questo caso, ha superato la fantasia dei migliori romanzieri noir.
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