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L'emergenza legata all’epidemia di Covid-19 sta mettendo a dura prova il nostro paese e le strutture del sistema sanitario nazionale e non solo per il virus. Le restrizioni adottate per ridurre la possibilità di contagio hanno portato ad una forzata eliminazione dei contatti tra le persone.

Se per la maggioranza di chi è costretto alla quarantena queste limitazioni sono superabili, per altri, più deboli psicologicamente, le ripercussioni potrebbero rivelarsi fatali.

È in quest’ottica, guardando a chi già prima dell’avvento del virus versava in condizioni di difficoltà, che è stata ideata e realizzata una campagna volta a sensibilizzare le persone e spingerle a telefonare a chi, in questo particolare periodo, vivendo da solo, può accusare maggiormente la situazione di isolamento. Soprattutto soggetti più fragili come gli anziani.

È stata intitolata, a proposito, “Fatti Sentire!”.

La campagna, promossa da CSV Emilia -Forum Solidarietà con il patrocinio del Comune di Parma e del Comune di Fidenza, è stata realizzata a titolo gratuito da Mayonese (video-agenzia pubblicitaria di Parma che si occupa da anni di produzioni per famosi brand nazionali e internazionali). Per il Centro di servizi è un modo per promuovere una forma di volontariato davvero alla portata di tutti e diffondere la cultura della solidarietà.

Alla campagna, anticipata da una locandina grafica realizzata da Giuffredi Advertising, hanno aderito volti noti della città: Alessandro Lucarelli, Sandro Piovani, Gabriele Balestrazzi, Aldo Piazza, Gianpaolo Cantoni e Franca Tragni. Hanno inoltre collaborato Achille Maini, Patrizia Dall'Argine, Francesco Lia e tanti altri che hanno contributo a titolo gratuito, aiutando ad amplificare questo tema importante, che diventerà col trascorrere del tempo in isolamento, purtroppo sempre più attuale.

Chiunque può dare una mano a chi ne ha bisogno con una semplice telefonata. Con lo stesso strumento che normalmente si utilizza per lavoro o intrattenimento. Uno strumento ora utile per far sentire all'altro che non è solo e c’è una luce in fondo al tunnel.
Questa luce possiamo amplificarla e farla risplendere, tutti insieme.

#fattisentire
Qui il link a video e locandina:
https://we.tl/t-1uYqfHXq6y

Covid-19: Gruppo COMeSER e Sinapsi Group donano 20 smartphone agli Ospedali di Fidenza e Parma per consentire un contatto tra degenti e famigliari. Gli imprenditori Gianluca Scarazzini e Davide Battistini: “Telefoni già configurati e pronti all'uso per mettere in contatto i ricoverati da Covid-19 con i loro cari a casa”

PARMA - Venti nuovi smartphone con Internet 4G e WhatsApp donati da Gruppo COMeSER e SINAPSI Group all’Ospedale Maggiore di Parma e all’Ospedale di Vaio-Fidenza per permettere, grazie alla sensibilità del personale sanitario, una videochiamata con i famigliari a coloro che si trovano ricoverati in reparti isolati a causa del Coronavirus.

“Desideriamo fare un gesto utile: tutti noi purtroppo conosciamo qualcuno che ha avuto bisogno di cure ospedaliere a causa di questo terribile virus. - spiegano il Presidente di COMeSER Gianluca Scarazzini e l'Amministratore Delegato Davide Battistini di Sinapsi Group in una nota congiunta - Ci siamo confrontati e insieme abbiamo trovato risposta a quella domanda che ci siamo fatti mille volte negli ultimi giorni: le nostre aziende come possono rendersi utili in questa emergenza?

La risposta è arrivata ascoltando i racconti di chi lavora negli Ospedali del nostro territorio: alcuni infermieri nelle scorse settimane, con un gesto di grande umanità, hanno prestato i loro cellulari ai pazienti per permettergli una videochiamata a casa. È così che ci siamo resi immediatamente conto che il nostro gesto di solidarietà poteva arrivare dalla tecnologia, il nostro pane quotidiano. Abbiamo acquistato e configurato alcuni smartphone da donare agli Ospedali di Parma e Fidenza per renderli disponibili a chi è ricoverato. Abbiamo percepito l’importanza di un “ciao”, di quel vedersi mentre si è lontani e isolati: sì perchè non tutti entrano in reparto con un cellulare, non tutti hanno uno smartphone per videochiamare. Si tratta di un piccolo gesto che speriamo possa portare un po' di conforto, ben consapevoli che ciò che davvero serve tantissimo sono mascherine, presidi sanitari, ventilatori polmonari. Ma un aspetto importante della cura è anche il conforto empatico, il non sentirsi soli in mezzo alle difficoltà”.

Questo progetto congiunto fra Comeser e Sinapsi è il primo passo di un progetto che si sta ampliando sempre di più. I due imprenditori hanno discusso con diversi soggetti, trovando la disponibilità ad un coinvolgimento futuro da parte di Comune di Parma, Assistenza Pubblica e altre aziende locali. Altri smartphone potranno così essere donati ai due ospedali, tramite campagne di raccolta fondi condivise.

“Desideriamo esprimere - continuano Scarazzini e Battistini - a nome delle nostre aziende, COMeSER e SINAPSI, e di tutti i nostri collaboratori, la totale stima e dedizione verso tutti coloro che da un mese a questa parte lottano senza sosta per salvare preziose vite umane e per la ricerca di una cura e un vaccino che possano fermare questa terribile pandemia. A loro rivolgiamo tutta la nostra ammirazione”.

Il primo lotto di smartphone è già stato consegnato all’ospedale di Vaio e a breve verrà portato anche il secondo lotto all’Ospedale Maggiore di Parma.

27 Marzo 2020

 

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Non dimentichiamo il valore di una voce amica, nella sofferenza.


In queste ore stiamo assistendo alla più grande battaglia sanitaria che il nostro paese abbia mai compiuto. Le testimonianze dei medici, degli infermieri e dei soccorritori volontari sono drammatiche. Tutte le persone in prima linea nella lotta al Coronavirus, in Italia, stanno confermando che non siamo davanti ad una semplice influenza. Sono sconvolgenti e toccano profondamente le parole della dottoressa Francesca Cortellaro al quotidiano “Il Giornale”.

La primaria del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo Borromeo ha spiegato bene quale sia la cosa più drammatica: “Vedere i pazienti morire da soli, ascoltarli mentre t’implorano di salutare figli e nipotini. Vedi il pronto soccorso? I pazienti Covid-19 entrano soli, nessun parente lì può assistere e quando stanno per andarsene lo intuiscono. Sono lucidi, non vanno in narcolessia“.
La testimonianza di questa dottoressa spiega bene quanto sia terribile questo virus: “È come se le persone stessero annegando, ma hanno tutto il tempo di capirlo. L’ultimo paziente è stato stanotte. Lei era una nonnina, voleva vedere la nipote. Ho tirato fuori il telefonino e gliel’ho chiamata in video. Si sono salutate. Poco dopo se n’è andata. Ormai ho un lungo elenco di video-chiamate. La chiamo lista dell’addio. Spero ci diano dei mini iPad, ne basterebbero tre o quattro, per non farli morire da soli“.

L’idea “PARMA CHIAMA” è nata così. Un post su Facebook tra le tante notizie sul Covid-19, fra la rassegna di dolore che stiamo continuando a leggere. Ho pensato a cosa farei io. Ho pensato ai miei parenti, a miei familiari. Non sono stato il solo a beccare questa testimonianza come un pugno nello stomaco. Altre persone mi hanno chiamato con la stessa urgenza, con lo stesso bisogno di fare qualcosa per chi sta soffrendo e potrebbe non avere il tempo o il modo di sentire i propri cari prima dell’ultimo respiro.

La testimonianza di una dottoressa ci ha colpiti senza intermediazioni: il dramma di morire soli, senza il conforto dei figli, dei nipoti, degli affetti, degli amici. Sappiamo tutti bene quanto sia letale questo virus, oggi. Lo intuiscono lucidi i pazienti, per questo non bisogna in nessun modo lasciarli soli. “Se basta davvero così poco per aiutare i pazienti sul lato affettivo, con quell’ingrediente che sempre può fare la differenza, cioè l’empatia, perché non impegnarsi?

Si: serviva capire come fare, chiamare, comprare i tablet, le sim ricaricabili, attivare la donazione. Abbiamo provato a chiamare chi fa le raccolte fondi, ma non abbiamo trovato soluzioni. Solo attese. Attese che purtroppo non possiamo più sostenere. Da qui siamo partiti per impegnarci in prima persona. Perché c’era il problema degli apparecchi in reparto. In che reparto? Risolto. Poi c’era il problema della sanificazione. Il problema del dispositivo giusto, per whatsapp e video skype. Il problema di una cover di protezione, delle SIM già abilitate e funzionanti. I tanti “aspetti che vediamo” sono rapidamente diventati un grandissimo “si, si può fare”. Allora via, dove comprare? E chi li sistema? Ecco che la chiamata a un amico imprenditore che si occupa di informatica e connettività risolve tutto in un lampo.

Ed ecco che quel “si si può fare” dopo un’altra telefonata, diventa un “Si, ci serve da impazzire. Non possiamo comunicare facilmente fra reparti isolati e reparti non isolati. Questi strumenti ci servirebbero tanto anche per le cure, non solo per il conforto dei pazienti, che è comunque molto importante. Fate presto, grazie”.
Ecco, quel fate presto ci ha spinto oltre i nostri limiti. Ora ci siamo. Non potevamo più far passare un minuto, vedendo continuamente quelle bare passare senza un saluto, verso un forno crematorio.
Grazie Gianluca, grazie Veronica, grazie medici, grazie infermieri. 24 ore dopo siamo qui, con 20 smartphone HUAWEI dotati di scheda SIM prepagata per 6 mesi da donare ai reparti di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Parma e dell’Ospedale di Vaio. Tutti puliti, con la loro custoia, con l’abbonamento attivo.
E nel frattempo l’idea nata dopo un post su Facebook cresce e aggrega più persone. Arrivano gli amici delle istituzioni, delle associazioni. Tanti, diversi, anche loro spinti dalla voglia di aiutare, uniti adesso nel portare avanti l’idea.
Ci sono gli amici Lions sempre presenti, c’è il comandante della Pubblica, che mi dice bello, lo facciamo assieme. Possiamo fare una raccolta fondi? C’è il direttore dell’ospedale di Parma e quella di Vaio e Borgotaro. E poi c’è la disponibilità della Gazzetta. Chiamiamo il Direttore? Lo spazio c’è.
C’è un Toni, papà come me, che mentre mi chiede una mano per far arrivare mascherine dalla Cina, mi dice beh dai se è solo per quello un telefono lo dono anche io. Poi mi scrive dopo un minuto che ne ha già trovato un altro. E poi dopo due minuti sono altri quattro gli imprenditori che vogliono aderire. E poi ci sono altri amici a Milano, e c’è Leonardo, che è impegnato in politica e vuole addirittura coinvolgere il Comune. Sono stati raccolti tanti soldi per l’emergenza e se la cifra è quella, potrebbe parlare a chi se ne occupa, per capire se possiamo comprarne di più e coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza.
E poi, perché non provare ad arrivare a Tim? E’ partner di Parma 2020, magari se li coinvolgiamo, i telefoni li danno loro già sistemati e con loro SIM.
E poi c’è il Sindaco del mio paese, Sorbolo, che si prodiga da tanti giorni nel dire STATE A CASA. Che va a parlare in tutti i negozi che fanno consegna a domicilio e tranquillizza le persone, che i servizi ci sono, che la gente si sbatte per gli altri. “Bella idea, basta poco dai, alcuni anziani trovano il coraggio di rialzarsi e combattere il virus, perché anche l’empatia, il non restare soli aiuta. Come poso aiutarti?” Ecco che il messaggio gira nella chat dei sindaci, cosi che tutti i sindaci adottino uno smartphone e lo donino all’ospedale. Sarebbe un bel segnale. “Si dai, girami qualcosa che parto subito”.
Ecco. Ci siamo. Son qui con i telefoni, il primo passettino è fatto. I malati entrano da soli, ma non sono più soli. Non lo sono mai. Perché c’è sempre qualcuno che vi pensa. Perché da domani ci sarà un telefono per chiamare casa e per dire ai parenti e ai familiari che ci siete, che state combattendo. E potrete sapere che chi vi ama vi attende. Si lotterà sempre a fatica, ma meno soli.
Ecco. Tutto è nato così. Non fermiamoci. Parma chiama, perché ama chi soffre e lo aiuta a ritornare a casa.

 

La Federazione di Parma del Partito della Rifondazione Comunista partecipa con la somma di 2.000 euro alla sottoscrizione promossa dalle Aziende Sanitarie a favore degli ospedali di Parma e provincia.

E’ un piccolo contributo per testimoniare la nostra vicinanza e la nostra riconoscenza nei confronti dei lavoratori della sanità che stanno
sostenendo pesanti sacrifici per affrontare l’emergenza. Tutti dobbiamo preoccuparci che si faccia tutto il possibile per garantire in primo luogo la loro sicurezza.
Inoltre vogliamo ribadire una nostra radicata convinzione: i servizi essenziali (e in primo luogo la sanità) devono essere garantiti con una gestione pubblica e adeguati finanziamenti.

Occorre stabilire la giusta priorità negli investimenti da parte dello Stato e rimediare ai tagli e ai processi di privatizzazione che negli scorsi anni hanno inciso pesantemente sul servizio sanitario.
E’ necessario in particolare un programma di assunzioni a tempo indeterminato, un lavoro sicuro e qualificato che tuteli la salute di tutti i cittadini.

Rifondazione Comunista - Federazione di Parma

Confcooperative Parma aderisce all'iniziativa della Fondazione MUNUS per sostenere gli Ospedali di Parma, Fidenza-Vaio e Borgotaro.

di Redazione Confcooperative 23 marzo 2020 - "Andrà tutto bene!", recita lo slogan più in voga del momento, soprattutto se saremo in grado di affrontare l'emergenza con le risorse necessarie per intervenire, curare e proteggere la comunità ivi compreso lo straordinario personale sanitario.

Per queste ragioni Confcooperative Parma, sin dalle sue origini impegnata nella "costruzione del Bene comune", ha partecipato alla raccolta solidale di fondi lanciata dalla locale Fondazione MUNUS nella certezza che la destinazione finale sarà utile alla intera comunità parmense.

Al FONDO EMERGENZA CORONAVIRUS, istituito dalla Fondazione MUNUS, stanno convergendo donazioni di privati cittadini, organizzazioni e imprese che saranno nella disponibilità dei tre ospedali per far fronte a una emergenza sanitaria tanto imprevista quanto ancora sconosciuta.

MUNUS affianca e supporta persone, famiglie, istituzioni, imprese e enti del Terzo Settore che, attraverso donazioni e/o lasciti testamentari, desiderano contribuire alla realizzazione di progetti di utilità sociale e si attiva per facilitare l’incontro tra chi dona e chi realizza i progetti. 

La mission della Fondazione si riassume in sei punti fondamentali:
• promuovere la cittadinanza attiva favorendo la partecipazione e la diffusione delle azioni di solidarietà;
• rendere accessibile e personalizzabile l’atto del dono;
• garantire il buon fine delle donazioni raccolte;
• coordinare la raccolta di risorse in caso di grandi emergenze e di progetti di rilevante impatto sulla Comunità;
• assicurare un impiego corretto, efficiente ed efficace delle risorse stesse;
• sostenere la collettività nella costruzione del bene comune.

Per coloro che intendessero partecipare alla corsa solidale della Fondazione MUNUS possono accedere attraverso il link che segue, "noi l'abbiamo già fatto": https://www.fondazionemunus.it/fondi/fondo-emergenza-coronavirus/?fbclid=IwAR3LAkIbl4t7ijWLL0bIuyhI6ecqMAa-RiJBOK_3C5oExCqLEQ1yN2LH1OI


(PH. Francesca Bocchia per Gazzettadellemilia.it )

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Pubblicato in Comunicati Sanità Parma

Parma – Nei giorni scorsi due equipaggi della Squadra Volante della Questura di Parma traevano in salvo una donna che, sulla linea ferroviaria Parma-Fidenza, voleva porre fine alla propria vita.

La donna, veniva in un primo momento notata da un attento concittadino intenta a ripercorrere i binari della linea ferroviaria Parma-Fidenza. Circostanza questa che ha determinato l’uomo a richiedere l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

Giunti celermente sul posto gli operatori della Squadra Volante prendevano contatti con il richiedente e subito si precipitavano sull’esatto punto in cui per l’ultima volta la donna era stata vista, consci che di li a poco sarebbe transitato un convoglio proveniente da Fidenza e diretto a Parma.
Consapevoli del rischio ma con il primario obiettivo di distogliere la donna dal folle gesto, gli operatori percorrevano le banchine costeggianti i binari, tenendosi in costante collegamento con la Sala Operativa che li aggiornava in ordine all’esatta posizione della donna e al tempo di arrivo del convoglio.
Dopo aver percorso circa un chilometro correndo lungo i binari della linea ferroviaria, poco prima che sopraggiungesse il convoglio, gli operatori individuavano la signora e la traevano in salvo.

La donna si presentava disorientata, stremata per le forti emozioni e alla vista del convoglio esclamava che quello sarebbe dovuto essere il suo treno. La stessa aveva problemi pregressi e per questo aveva deciso di porre fine alla propria vita.

Date le circostanze gli operatoti richiedevano l’intervento di personale sanitario per affidare la donna alle cure necessarie.

Pubblicato in Cronaca Parma

La solidarietà vola. Nei periodi di difficoltà l'animo degli italiani si riscalda e un moto tellurico di solidarietà si anima. Ognuno dona quello che può e spesso anche oltre le proprie disponibilità. Certo fanno scalpore le donazioni dei grandi magnate dell'industria ma sono solo l'apice dell'iceberg delle tantissime donazioni che corrono sui conti correnti o direttamente con prodotti di estrema necessità, come i dispositivi di protezione individuale piuttosto che pasti.

All'Ospedale di Vaio (Fidenza), ad esempio, stanno quotidianamente arrivando un centinaio di pasti offerti, con tanto di "ringraziamenti" su ciascuna confezione, da parte di "Gustincanto", il nuovo spazio gastronomico di Fidenza, inaugurato lo scorso 15 febbraio con lo chef Daniele Persegani alla presenza di Antonella Clerici.

Chissà che un po' di "comfort food" doni una frazione di serenità ai sanitari, in trincea da ormai tanti giorni, ai quali va il ringraziamento sincero anche di tutti noi.

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Pubblicato in Cronaca Parma

I Carabinieri della Compagnia di Fidenza, coadiuvati dai colleghi di Cuneo, hanno dato esecuzione a due misure cautelari in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Parma a carico di altrettanti cittadini italiani, D.G. di anni 64 e D.A. di anni 40, ritenuti responsabili dei reati, tentati e consumati, di furto aggravato in abitazione, truffa aggravata, possesso di segni distintivi contraffatti delle FF.PP. e falso.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (Sostituto Procuratore dott.ssa Daniela Nunno) e delegata ai Carabinieri della Stazione di Colorno, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile dei CC di Fidenza, ha avuto inizio a novembre scorso allorquando i carabinieri della predetta Stazione hanno registrato sul territorio della “bassa parmense” una recrudescenza di truffe e furti in danno di anziani.

In particolare gli inquirenti hanno notato che il 12 novembre 2019 sono avvenuti due gravi episodi da parte di falsi carabinieri, a distanza di pochissime ore.

Nel primo evento, due uomini si sono presentati presso l’abitazione di un anziano di San Secondo Parmense e, con indosso una pettorina con la scritta “carabinieri”, hanno tentato, invano, di raggirarlo per impossessarsi del suo denaro.

Subito dopo si sono allontanati a bordo di una Volkswagen Polo di colore bianco, sulla quale avevano applicato targhe clonate di un altro veicolo corrispondente per marca, modello e colore, ed hanno raggiunto l’abitazione di un anziano di Colorno. Costui, invece, è stato raggirato perché ha permesso ai due di entrare in casa per un controllo delle tubature del gas per presunta infiltrazione di mercurio. Nell’occasione l’anziana vittima, indotta in errore, ha nascosto i suoi preziosi, con l’intento di “proteggerli”, nel frigorifero in attesa che i falsi Carabinieri “sanificassero” gli ambienti. Questi, dopo averlo distratto, si sono impossessati del bottino e sono fuggiti, facendo così perdere le loro tracce.

Dopo circa due settimane i falsi carabinieri, indossando la solita pettorina con la scritta “Carabinieri” ed utilizzando la stessa autovettura con altre targhe clonate, si sono introdotti nell’abitazione di un’anziana di Sissa Trecasali e, con l’ormai collaudato modus operandi del falso controllo delle tubature del gas, si sono appropriati di € 850,00 e vari gioielli, del valore di circa € 21.000,00, che la vittima era stata indotta a nascondere all’interno del frigorifero per preservarlo da ipotetiche pericoli da mercurio.

Sempre con un intervallo di tempo di circa due settimane, a dicembre scorso, i due soggetti hanno colpito con la stessa tecnica presso due abitazioni dello stesso immobile di proprietà di un’anziana di Fontanellato e di sua figlia. Anche qui, con il collaudato pretesto del controllo alle tubature del gas inquinate dal mercurio, le hanno fatto riporre 300,00 € e vari gioielli nel frigorifero e, dopo una banale distrazione della vittima, sono fuggiti con la refurtiva che l’anziana aveva raccolto anche dall’abitazione della figlia.

A questo punto i Carabinieri, supportati efficacemente dai colleghi delle polizie locali dei comuni della bassa parmense (Fidenza, Soragna, Fontanellato, Roccabianca, San Secondo P.se e Colorno), sono riusciti ad individuare attraverso le immagini dei sistemi di video sorveglianza, tra migliaia di veicoli in transito, la targa “pulita”, ossia quella originale, della vettura in uso ai falsi Carabinieri. Sono stati quindi ricostruiti con accuratezza i percorsi effettuati per commettere i reati nella bassa parmense. Inoltre, con il supporto di personale dell’aliquota operativa dei CC di Fidenza, i Carabinieri di Colorno hanno effettuato un periodo di pedinamento e controllo in provincia di Cuneo (zona da cui risultavano provenire le auto utilizzate dagli autori dei furti), riuscendo ad individuare i reali utilizzatori del veicolo, intestato ad una prestanome, e localizzando le loro abitazioni.

A questo punto gli inquirenti, diretti e coordinati dall’A.G. a cui hanno riferito l’esito delle indagini fino a quel momento svolte, hanno ascoltato le vittime dei raggiri che, tramite riconoscimento fotografico, hanno individuato senza dubbio i due odierni arrestati quali autori dei fatti commessi a loro carico.

L’attività degli investigatori non si è fermata ai 5 casi scoperti ma è proseguita e sono stati accertati ulteriori quattro delitti commessi nel medesimo arco temporale con la stessa tecnica, sempre in danno di persone anziane, nei comuni di Soragna, Sissa Trecasali e Roccabianca.

In questi casi i due soggetti si sono sempre qualificati (falsamente) “Carabinieri” ma, per raggirare le vittime, hanno utilizzato un altro sottile stratagemma ovvero, dopo essersi introdotti all’interno delle abitazioni simulando l’arresto di una persona per furto, hanno fatto credere alle vittime che erano in corso delle verifiche sulla refurtiva recuperata. In questo modo, dopo aver avuto a portata di mano denaro e gioielli, con un banale pretesto hanno distratto i malcapitati proprietari di casa e si sono appropriati dei loro preziosi dileguandosi subito dopo.

In totale sono stati contestati loro nove episodi delittuosi, uno per tentata truffa aggravata e otto per furto in abitazioni, oltre ai reati di falso (per aver sostituito la targa dei mezzi con cui giungevano in zona con targhe clonate) e di illecito uso di segni distintivi dell’Arma dei Carabinieri (avendo usato pettorine con la scritta “carabinieri”).

La refurtiva complessiva ammonta a diverse decine di migliaia di euro.

La Procura della Repubblica di Parma, sulla scorta dei gravi puntuali e concordanti indizi raccolti a carico degli indagati per i nove episodi criminosi sopra sinteticamente descritti, ha chiesto ed ottenuto dal G.I.P. presso il Tribunale di Parma le misure cautelari in carcere a carico di D.G. e D.A.

In sede di esecuzione della misura cautelare, sono state effettuate perquisizioni domiciliari a carico degli indagati, che hanno consentito il rinvenimento ed il conseguente sequestro di un rilevante numero di gioielli, evidentemente provento di altrettanti reati.

A tal proposito, l’obiettivo ora è quello di tentare di risalire ai legittimi proprietari di tali gioielli per procedere poi alla restituzione degli stessi.

Pubblicato in Cronaca Parma

Oggi ho rivolto un invito alle aziende commerciali non alimentari della zona casello autostradale (Fidenza Village, Shopping Park e altre) affinché valutino la chiusura delle loro strutture commerciali al fine di garantire migliori condizioni per combattere la propagazione del virus. Un momento che richiede comunione di intenti al di fuori di valutazioni particolaristiche”. Il Sindaco di Fidenza, Andrea Massari rende noto il passaggio formale avvenuto nel pomeriggio di ieri “dopo la consultazione con Ausl e Prefettura”.

Si tratta di un invito “perché non è un potere di cui dispone un Sindaco fare un’ordinanza durante un’emergenza sanitaria o di igiene pubblica di carattere nazionale – prosegue Massari –. C’è il rigore degli atti amministrativi ma credo però che in questa fase non debba valere meno anche la collaborazione nel nome della responsabilità sociale”.

In questo momento per garantire il rispetto delle misure di rigore e protezione stabilite dal Governo – il rispetto delle distanze di sicurezza, il divieto di assembramenti e il divieto di recarsi in un comune diverso da quello di residenza per fare shopping – “dovremmo schierare un numero ingente di Forze dell’Ordine e di Polizia Locale per testare in primis le provenienze geografiche di chiunque raggiunga quel polo commerciale. E oggi abbiamo invece la necessità di avere quei militari e quegli agenti completamente dedicati a dare supporto alla rete sanitaria”.

 

L’INVITO A TUTTE LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE DI FIDENZA

Contestualmente, il Sindaco ha rivolto con una seconda lettera un altro invito a tutte le attività produttive di Fidenza, affinché prendano in considerazione le disposizioni e raccomandazioni espresse dal Governo per riorganizzare il lavoro dipendente da qui al 3 di aprile, con l’obiettivo di ridurre le occasioni di contagio “salvaguardando la continuità produttiva vitale per la nostra economia – mette in chiaro Massari – So quanto siano toste le imprese di Fidenza, so quanto siano un esempio di ingegno e capacità e so che tante di loro si sono già riorganizzate in termini di lavoro agile, confermando che da queste parti il valore sociale di un’impresa è materia viva e praticata. E proprio per questo, da Sindaco, ho ritenuto di estendere loro un invito per realizzare insieme ogni azione per aiutare la rete sanitaria, riducendo gli spostamenti di persone.

Questa maledetta emergenza dovrà finire e più saremo uniti, prima ci riusciremo. E per questo occorre anche impostare subito un vero e proprio piano per la ripartenza, per essere pronti quando sarà il momentoIn attesa delle risorse del Governo che saranno definite a breve, la Regione ha deliberato lunedì scorso 45 milioni di euro pronti ad essere stanziati, dei quali 10 per l’accesso al credito ad interessi zero per le piccole e medie imprese, 3.4 milioni di euro per tagliare i tassi dei mutui delle imprese agricole e 3 milioni di euro a fondo perduto per turismo e albergatori. Unità, collaborazione, coordinamento. So che le imprese fidentine saranno ancora una volta un esempio per tutti. Adesso è il tempo di prendersi cura della salute di tutti. Facciamolo insieme”.

Fonte: Comune di Fidenza

Parma 2 marzo 2020 - Diverse le iniziative giudiziarie  coordinate dalla Procura di Parma e portate ad esecuzione, in relazione a procedimenti penali differenti, con la collaborazione di diversi organi di Polizia Giudiziaria: Nucleo Operativo e Radiomobile di Parma; Carabinieri di Busseto e Nucleo Operativo e Radiomobile di Fidenza; Carabinieri Delle Stazioni di San Pancrazio e di Parma Centro.

Vicenda n° 1 – Truffe agli anziani in Busseto
I Carabinieri della Stazione di Busseto, coadiuvati dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Fidenza, hanno dato esecuzione a due misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Parma a carico di due cittadini italiani, provenienti dalla regione Campania, D.K. di anni 31 e L.D. di anni 27, ritenuti responsabili del reato di truffa pluriaggravata in concorso.
I fatti risalgono alla fine del mese di novembre 2019 quando un’anziana donna residente a Busseto era stata contattata telefonicamente da un sedicente “maresciallo dei carabinieri di Busseto” il quale la informava che la figlia aveva causato un grave incidente stradale e nella circostanza aveva investito una persona che doveva essere sottoposta da un delicato intervento chirurgico. Il falso carabiniere invitava l’anziana donna a consegnare 7000 euro ad un avvocato che l’avrebbe raggiunta presso la propria abitazione. La donna, in effetti, pochi minuti dopo era stata raggiunta da un sedicente avvocato che asseriva di essere incaricato dall’assicurazione per riscuotere la somma necessaria per l’intervento chirurgico.
L’anziana donna, destabilizzata dalla rapida azione truffaldina dei malviventi, non avendo la disponibilità di denaro in casa e convinta dal falso avvocato, consegnava a quest’ultimo tutti i gioielli che aveva presso la propria abitazione.
Le complesse indagini svolte dai carabinieri, con il prezioso supporto della Polizia Locale di Busseto, già dopo poche ore permettevano di individuare, tramite il sistema di telecamere di sorveglianza, il mezzo usato dagli autori della truffa ed inoltre di identificare gli autori e recuperare parte dei gioielli truffati. La successiva analisi dei tabulati telefonici del telefono dell’abitazione, permetteva altresì di ottenere ulteriori indizi a carico degli indagati e delineare un grave quadro indiziario che consentiva alla Procura della Repubblica di Parma di chiedere al G.I.P. presso il Tribunale di Parma una misura cautelare personale.
Il G.I.P., nella circostanza, emetteva ordinanza di obbligo di dimora nel comune di Napoli nei confronti dei due truffatori.
Nei giorni scorsi la misura è stata eseguita nel comune di Napoli dai Carabinieri di Busseto, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Fidenza e di quelli della Stazione Carabinieri Napoli Stella.
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Le indagini -condotte secondo una metodica moderna e dinamica- hanno consentito di dare una risposta ad un fenomeno odioso ormai diffusosi su buona parte del territorio nazionale, e che ha come bersaglio persone anziane, come tali facilmente suggestionabili.

Vicenda n° 2 – Violenza intrafamiliare in Parma
I Carabinieri della Stazione di Parma Centro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Parma in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere nei confronti di:
• U. A., nato in Nigeria, classe 1992, residente a Parma.
Al predetto viene contestato il reato di maltrattamenti ai danni della ex compagna, anch’essa nigeriana, classe 95.
Il procedimento trae origine a seguito di querela orale sporta, presso la Stazione Carabinieri di Parma Centro, nei primi di febbraio per maltrattamenti in famiglia da parte della vittima, che ha chiesto di essere collocata in una struttura protetta gestita da un centro antiviolenza.
In sede di querela la donna ha dichiarato di essere arrivata in Italia da pochissimi anni e di aver conosciuto poco più di un anno fa l’attuale indagato, dalla relazione col quale è nato un bambino.
A seguito della nascita del figlio il comportamento del compagno sarebbe degenerato drammaticamente, tanto che in qualsiasi circostanza quotidiana una lite per futili motivi si sarebbe trasformata in un’aggressione violenta nei confronti della donna.
Al rientro dall’ospedale, subito dopo la nascita del figlio, la vittima sarebbe stata minacciata di morte e di continuo aggredita brutalmente dapprima con schiaffi al volto, poi con pugni sul corpo e colpi di bastone o di mazza di scopa, infine con graffi sul braccio che le avrebbero provocato ferite con perdite di sangue.
Dal mese di gennaio ad oggi in ben quattro occasioni la vittima sarebbe stata picchiata.
In un’occasione la furia dell’indagato si sarebbe rivolta anche verso il figlio neonato, che il predetto avrebbe tentato di colpire con un cuscino, non riuscendovi solo grazie all’intervento della donna.
A comprova del racconto della vittima, è stato acquisito anche un referto ospedaliero, nel quale sono state descritte escoriazioni in varie parti del corpo riferibili all’ultimo episodio in ordine di tempo, a seguito del quale la vittima si è determinata a denunciare l’indagato ed a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno consentito in tempi brevi l’applicazione della misura cautelare nei confronti del soggetto, essendosi ritenuto che il mero allontanamento temporanea della persona offesa dall’abitazione per essere ricoverata in una struttura protetta, non fosse idoneo ad escludere nè attenuare il pericolo di reiterazione criminosa, tenuto conto dell’indole violenta manifestata dall’indagato.
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La vicenda è sintomatica della grossa attenzione che l’Autorità Giudiziaria di Parma presta al delicato, e purtroppo sempre più ricorrente, fenomeno delle violenze all’interno della famiglia, di cui la recente normativa sul c.d. codice rosso ha evidenziato la gravità.
Va rimarcata la rapidità sia delle attività investigative effettuate dalla Polizia Giudiziaria sia della conseguente valutazione giudiziaria (da parte dell’Ufficio di Procura, prima, e dell’Ufficio GIP, poi) che ha consentito in brevissimo tempo di pervenire alla esecuzione del provvedimento cautelare.


Vicenda n° 3 – Violenza intrafamiliare in San Pancrazio Parmense
I Carabinieri della Stazione di San Pancrazio Parmense hanno tratto in arresto in flagranza del reato di atti persecutori un cittadino calabrese residente in provincia di Verona.
Il soggetto, già denunciato lo scorso 9 novembre per il medesimo reato, si sarebbe reso responsabile dal mese di giugno 2018 di comportamenti tali da ingenerare un perdurante stato di ansia e paura nei confronti della figlia residente a Parma.
Giunti sul posto, i militari hanno trovato il soggetto nei pressi dell’abitazione della vittima e lo hanno tratto in arresto ma, in considerazione della sua età avanzata, lo hanno sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
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In questo caso si è trattato di un arresto in flagranza di reato, a testimonianza della vigile attenzione che le forze di polizia riservano al fenomeno dei reati intrafamiliari.

Vicenda n° 4 – Spaccio di droga in Parma ad opera di nigeriani
I Carabinieri del Norm hanno dato esecuzione ad alcune ordinanze emesse dal Gip di Parma di in applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di:
N. S., nato in Nigeria cl. 1990, domiciliato a Parma:
O. B., nato in Nigeria cl. 1990, domiciliato in Parma;
I. E., nato in Nigeria cl. 1988, in Italia senza fissa dimora;
in relazione al reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sono riusciti a trarre in arresto i tre soggetti su menzionati, ritenuti responsabili di circa 800 cessioni di sostanza stupefacente (cocaina) per un valore approssimativo stimato intorno ai 33.000 €.
I tre soggetti, operanti singolarmente sul territorio di Parma, sono attivi sin dal 2015.
In particolare in data 17 luglio 2019, nell’ambito di un’attività finalizzata alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanza stupefacente, i militari procedevano ad un servizio di osservazione nei confronti di un’autovettura segnalata come veicolo in uso a soggetti di origine nigeriana dediti alla cessione di cocaina. Alla guida del citato veicolo era stato controllato in tre diverse circostanze uno dei tre nigeriani che il precedente 5 luglio 2019 era stato tratto in arresto in fragranza di reato per violenza a pubblico ufficiale e condannato alla pena di mesi tre di reclusione.

I militari, dopo aver pedinato il veicolo, a bordo del quale si trovavano due cittadini extracomunitari, assistevano ad una vendita. Decidevano pertanto di procedere al controllo sia del soggetto acquirente (che dava esito positivo in quanto venivano rinvenuti quattro involucri contenenti sostanze stupefacenti del tipo cocaina) sia del veicolo sospetto.
I due cittadini nigeriani venivano sottoposti a perquisizione personale che consentiva di rinvenire nella disponibilità di uno dei due la somma contante di euro 1460 € sottoposta a sequestro perché ritenuta provento dell’attività di spaccio. Non veniva rinvenuto all’interno della vettura alcuna sostanza stupefacente; tuttavia i soggetti venivano trovati in possesso di ben sei telefoni cellulari.
Dagli accertamenti compiuti dalla PG a seguito di detto intervento, sono stati identificati diversi acquirenti abituali di età compresa tra 19 e 55 anni.

Le dichiarazioni rese dagli acquirenti (che non si conoscono tra loro) sono apparse credibili, in primo luogo in quanto tutte connotate da precisione, in secondo luogo perchè riscontrantesi reciprocamente, attraverso la descrizione del modus operandi dei pusher e dei luoghi di consegna (Centro Torri e vie limitrofe).

Se è vero che nella maggior parte delle occasioni ogni singola cessione compiuta dagli indagati ha avuto ad oggetto delle piccole quantità, il modus operandi appare tale da dimostrare che gli indagati avessero a disposizione quantità ben superiori, come peraltro dimostrato dalla ricostruzione effettuata in base alle testimonianze degli acquirenti escussi.
Da evidenziare la notevole ripetitività delle cessioni di stupefacenti, il numero consistente di clienti e la serialità della vendita della droga (con la possibilità di procacciarsi le dosi di sostanze psicotrope richieste dai loro clienti e di evadere immediatamente i loro ordinativi che ricevevano ormai con cadenze regolari), emersa non solo dalle dichiarazioni degli acquirenti, ma anche dalle attività di osservazione e controllo sul territorio compiuta dai Carabinieri, circostanze tutte che hanno portato il P.M. ed il Gip, rispettivamente, a chiedere e ad emettere le misure cautelari.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno consentito di far emergere l’ennesima attività di spaccio condotta in maniera seriale, capillare e professionale, certamente lucrativa, al cui contrasto la Procura stessa, e le forze di Polizia di volta in volta delegate, dedicano una parte cospicua del quotidiano impegno.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

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