La seguente nota stampa in seguito alla risposta del sindacato Gilda, a replica della nostra presa di posizione sulla loro richiesta di "ridimensionamento" ed "uguaglianza" di pena per entrambe le due maestre accusate di violenze (come dimostrato da video riprese) su bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Violenze avvenute in una scuola Colornese.

Il sindacato Gilda, inizia la sua replica affermando che Amo - Colorno è "un sodalizio locale non rappresentativo dei genitori". I signori del Gilda devono tener presente che il gruppo è costituito da cittadini di Colorno, e molti dei quali sono genitori. Non si può rendere di parte una vicenda così eclatante e squallida che ha coinvolto un intero territorio. Alcuni genitori i cui figli hanno subito violenze ripetute nel tempo, sono all'interno del nostro gruppo.

Secondo il sindacato, noi avremmo capito male le loro dichiarazioni. Citiamo dunque quanto si può leggere ormai su tutta la stampa locale: "la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza tramite il suo coordinatore Salvatore Pizzo, auspica un ulteriore ridimensionamento delle accuse nel giudizio di appello.". Ridimensionamento a nostro pensiero, vuole significare riduzione a più modesti limiti di valutazione. Sottolineano anche che "non giustificano chi picchia i bambini"ed affermano: "Sul punto ribadiamo che vogliamo risposte precise: dove finisce il concetto di ramanzina, punizione e contenimento fisico? Il rigore e la disciplina vanno praticati?"...

Vogliamo rassicurare il Gilda che non abbiamo mai lontanamente pensato che essi possano giustificare la violenza sui bambini, ma le loro domande ci lasciano perplessi. Punizioni e ramanzine vanno praticate, ma devono essere messe in atto seguendo criteri di civiltà e rispetto, e mai in nessun caso è concesso ad un insegnante di eseguire "contenimento fisico" con la violenza fisica di persone molto più forti di un bambino. Su questo anche loro dovrebbero convenire. Fare l'insegnante è una missione così come fare il medico. Un insegnante deve avere la lucidità, la determinazione e la capacità di gestire le situazioni senza l'uso della violenza. Grazie a Dio l'Italia è piena di queste meravigliose divulgatrici di cultura.

Il gruppo AMO - COLORNO non cerca e non vuole visibilità mediatica, bensì auspica che le condanne rimangano quelle emesse, oppure che siano aumentate, perchè per noi basta aver potuto vedere con gli occhi quanto accaduto in quelle aule.

Il gruppo

AMO - COLORNO

 

(FOTO: Nicola Scillitani _ coordinatore di Amo Colorno)

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 11:01

Gilda: replica alle critiche di "Amo Colorno"

Un sodalizio locale di Colorno, non rappresentativo delle categorie della scuola Statale, ci critica per le nostre posizioni relative alla questione delle due docenti condannate.

Se non fosse chiaro noi non giustifichiamo chi picchia i bambini, ci mancherebbe, diciamo semplicemente che tutti gli episodi contestati agli insegnanti che si sono trovati coinvolti in vicende simili, diversi dalle percosse, sono opinabili. Sul punto ribadiamo che vogliamo risposte precise: dove finisce il concetto di ramanzina, punizione e contenimento fisico? Il rigore e la disciplina vanno praticati?

Quanto al caso di Colorno la sentenza è di primo grado e ci sono altri giudicanti che saranno chiamati ad esprimersi, siccome una parte considerevole delle accuse già adesso si sono concluse con un'assoluzione, appare evidente che ci sono degli approfondimenti da fare.

Il sodalizio colornese dice anche che noi auspichiamo un "giudizio uguale" per le due docenti, evidentemente hanno letto male il comunicato, questo non lo abbiamo mai detto.

Quanto alle famiglie, esse in seno agli organi collegiali hanno regolarmente eletto i loro rappresentanti, sono le componenti elette legittimate a parlare a genitori e gli studenti, chi opera nel settore non può negare che la nostra sede è aperta al dialogo. Evidentemente l'onda mediatica serve a molti per avere visibilità, noi parliamo in quanto organizzazione rappresentativa i cui consensi sono certificati dall'Aran.

Quanto alla giustizia ci inchiniamo alle decisioni quando esse diventano definitive e come cittadini, se le leggi a disposizioni non sono chiare o insufficienti, riteniamo che il legislatore e la politica debbano aiutare gli insegnanti ad operare serenamente nell'interesse di tutti.

In merito alla questione locale di Colorno, chiediamo: cosa dicono i tanti colornesi, molti dei quali oggi maggiorenni, che sono stati alunni delle maestre incriminate?

Mercoledì, 30 Gennaio 2019 08:50

Amo Colorno sulla condanna delle insegnanti.

Riceviamo e pubblichiamo la nota di AMO Colorno a seguito della posizione espressa dal sindacato GILDA in merito alle condanne delle insegnanti della scuola materna.

"Il gruppo AMO - COLORNO ritiene inaccettabile la posizione presa dal sindacato GILDA degli insegnanti, in merito ai gravissimi episodi di violenza fisica e verbale, avvenuti nella scuola materna Belloni di Colorno su bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, perpetrata da due insegnanti che sono state condannate ad una pena rispettivamente di 3 anni e 4 mesi e 2 anni e sei mesi. Lo stesso sindacato auspica un ulteriore riduzione della pena, chiedendo un giudizio uguale per entrambe le maestre.

Ciò lo riteniamo inaccettabile e fuori luogo. E' indiscutibile essere il compito di un sindacato difendere i lavoratori quando ne hanno diritto, ma in una situazione del genere, alla presenza di video riprese che mostrano l'assoluta crudeltà delle due donne, non è possibile schierarsi dalla parte dei "carnefici".

Viene da chiedersi se i signori del GILDA abbiano dei figli, e come si sarebbero comportanti se fosse capitato a loro una cosa del genere.

Nel rispetto delle famiglie lese e dei bambini che hanno subito ciò che mai avrebbero dovuto in un istituto scolastico, che invece sarebbe dovuto essere un luogo sicuro di crescita personale e intellettuale, chiediamo al sindacato di ritirare quanto dichiarato e di lasciare che la giustizia faccia il suo corso così come deve essere.

Che prendano posizione anche tutte quelle insegnanti che ogni giorno svolgono diligentemente e con tanta professionalità il loro lavoro; affinchè non venga sminuito il loro importantissimo impegno verso l'intera collettività.

Il gruppo

AMO - COLORNO"

Colorno (Parma) – Vogliamo sapere dove finiscono i concetti di ramanzina, contenimento fisico e punizione a fini educativi e che cosa si intende per violenza. Fino ad oggi il legislatore non lo ha chiarito lasciando nelle sole mani di forze dell'ordine e magistratura il compito di valutare il comportamento degli insegnanti, senza mai coinvolgere in queste particolari inchieste gli esperti di pedagogia.

A questo si aggiunge l'aumento del numero dei piccoli alunni nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria e l'usura psico fisica alla quale insegnanti, sempre più anziani, sono esposti a causa delle condizioni in cui operano, assai peggiorate rispetto al passato: classi sempre più turbolente, più numerose e figure di supporto insufficienti.

Dopo l'assoluzione per numerose imputazioni alle due docenti dell'Istituto Comprensivo di Colorno, finite sotto accusa lo scorso mese di maggio, e la contemporanea condanna delle stesse rispettivamente a 3 anni e 4 mesi e 2 anni e 6 mesi emessa oggi dal giudice per l'udienza preliminare, la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza tramite il suo coordinatore Salvatore Pizzo, auspica un ulteriore ridimensionamento delle accuse nel giudizio di appello.


SEDE DI PARMA: Borgo delle Colonne 32-43121 –
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -tel.338/8103820 – tel.fax 0521/684809

SEDE DI PIACENZA: Via S. Marco, 22 – 29100 Piacenza
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 0523 314046 – 338/8103820

Lunedì, 28 Gennaio 2019 09:57

Bocconi avvelenati a Colorno

Il giorno 23 gennaio in una villetta di strada martin Luther King a Colorno, sono stati ritrovati dei "bocconi avvelenati". Ciò ha fatto pensare ad un tentativo di addormentare i cani per tentare un furto in abitazione. Il comune di Colorno ha già posizionato per la via dei cartelli che consigliano la massima attenzione, tenendo i cani provvisti di guinzaglio e museruola.

Ad oggi il gruppo AMO - COLORNO ha ricevuto l'ennesima segnalazione della presenza sempre di bocconi avvelenati sull'argine del Lungolorno in direzione Coltaro di Sissa. Una situazione allarmante e preoccupante che mette a rischio la vita dei nostri amici a 4 zampe.

Allo scopo di scoprire gli autori del reato penale, per i quali la legge prevede la reclusione dai 3 ai 18 mesi è essenziale predisporre un sistema di sorveglianza elettronica sul territorio, con l'ausilio o di videocamere oppure come sta avvenendo nelle campagne di Spoleto in Umbria, per scoprire chi abbandona i rifiuti, di "fototrappole".

Le fototrappole funzionano anche di notte e si attivano al momento in cui rilevano del movimento, scattando delle fotografie di ottima qualità. La sorveglianza tecnologica sul territorio avrebbe lo scopo anche di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e di poter riconoscere coloro che vandalizzano e degradano il territorio, abbandonando rifiuti o vandalizzando il bene comune. E' poi anche fondamentale pensare di realizzare un maggior numero di aree cani comunali, per le quali andrà garantita la sicurezza.

Nella speranza che il fenomeno non dilaghi, è importante ricordare di denunciare sempre il ritrovamento di bocconi avvelenati, avvisando tempestivamente le forze dell'ordine, e nel malaugurato caso in cui il nostro animale domestico li ingerisca, tenere tranquillo l'animale e recarsi subito dal veterinario, lasciando perdere i rimedi fai-da-te.


IL GRUPPO
AMO - COLORNO

Viabilità Parma. Ponte sul Po a Colorno, Rainieri (Ln): Regione dichiari stato di crisi come per viadotto su E45

In un'interrogazione il consigliere chiede alla Regione di provvedere alla dichiarazione dello stato di crisi, stanziando fondi a sostegno di cittadini e imprese, al pari di quanto fatto nei giorni scorsi per i comuni della Valle del Savio, nel cesenate, danneggiati dalla chiusura di un viadotto sulla E45

Nuova interrogazione di Fabio Rainieri (Ln) riguardo alla chiusura del ponte sul Po tra Colorno, nel piacentino, e Casalmaggiore, nel cremonese, avvenuta il 4 settembre 2017 e destinata a concludersi, salvo ritardi o problemi, nell'estate del 2019.

Il consigliere prende spunto dal Decreto del presidente della Regione Emilia-Romagna, emanato il 24 gennaio scorso, col quale è stato dichiarato lo stato di crisi regionale nel territorio dell'Unione dei Comuni Valle Savio (Bagno di Romagna, Cesena, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina e Verghereto) in conseguenza della chiusura della strada di grande comunicazione 55 3bis Tiberina E45 Orte-Ravenna a causa del sequestro, con interdizione totale della circolazione, del viadotto Puleto disposto dalla Procura della Repubblica di Arezzo. Lo stato di crisi regionale – riporta il leghista nell'atto ispettivo – è stato dichiarato per la durata di 180 giorni, da rivalutare sulla base dell'evolversi della situazione, decorrenti dalla data di adozione dello stesso decreto. Inoltre, prosegue l'esponente del Carroccio, il decreto mette a disposizione dell'Unione dei Comuni Valle del Savio 250mila euro di risorse regionali per l'attuazione delle misure di assistenza e sostegno ai cittadini e alle imprese danneggiate dalla situazione di crisi.

Di qui l'iniziativa di Rainieri, che chiede all'esecutivo regionale "i motivi per i quali non si sia ritenuto opportuno dichiarare lo stato di crisi regionale anche in occasione della chiusura del ponte sul Po, stanziando fondi per l'assistenza e il sostegno ai cittadini e alle imprese danneggiati dal blocco della circolazione; se, in considerazione di quanto appena fatto per la situazione di crisi nella Valle del Savio, si ritenga di intervenire in modo analogo anche nella bassa parmense".

(Luca Govoni)

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Il Comunicato stampa della Regione Emilia Romagna

Chiusura viadotto E45. Subito 250mila euro dalla Regione per imprese, studenti e famiglie della Valle del Savio. E insieme alle Regioni Toscana e Umbria partita la richiesta di stato di emergenza nazionale. Il presidente Bonaccini: "Stiamo lavorando a fianco dei Comuni per evitare la chiusura delle aziende e salvare il diritto allo studio dei ragazzi. Ora bisogna che il Governo faccia la sua parte con ammortizzatori sociali e fiscalità"

Oggi a Cesena il secondo vertice tra Regione, sindaci, associazioni d'impresa e sindacati del territorio. Dalla Regione le risorse previste dallo stato di crisi firmato ieri da Bonaccini e l'estensione del beneficio Irap, previsto solo per i Comuni montani, a tutte le imprese della zona colpita dal provvedimento di chiusura del viadotto. Il sindaco, Lucchi: "Oggi un ulteriore passo avanti grazie all'intervento diretto della Regione"

Bologna – Un primo stanziamento di 250 mila euro di risorse regionali immediatamente disponibili per imprese e lavoratori, studenti e famiglie della Valle del Savio e dei Comuni di Roncofreddo e Sogliano al Rubicone, e la richiesta, d'intesa con le Regioni Toscana e Umbria, dello stato di emergenza nazionale per il territorio delle Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

Le due novità, per rispondere alle richieste dei territori colpiti dalla chiusura della E45, sono state illustrate oggi a Cesena dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nel corso del nuovo vertice con i sindaci, le associazioni d'impresa e i sindacati, alla presenza dell'assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo.

"Abbiamo messo a disposizione fondi regionali per evitare che le imprese chiudano e che ci siano licenziamenti e per far sì che gli studenti, soprattutto di Bagno e Verghereto, possano continuare a studiare anche se temporaneamente lontano dalle loro aule- afferma Bonaccini-. Stiamo lavorando fianco a fianco con i Comuni dell'Unione del Savio, gli altri Comuni e le Province in raccordo con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali. E siamo pronti ad intervenire anche laddove, in provincia di Forlì-Cesena o nel resto della Romagna, emergessero situazioni di criticità direttamente collegate alla chiusura della E45. Ora bisogna che anche il Governo faccia subito la propria parte intervenendo con gli ammortizzatori sociali e con interventi sul fronte fiscale, e riconoscendo lo stato di emergenza nazionale".

Accanto alle risorse previste dallo stato di crisi regionale, la Regione ha deciso di mettere a disposizione anche un altro strumento già previsto dalla legge di bilancio: il contributo, in termini di ristoro di Irap, già previsto per tutte le imprese dei comuni montani, sarà esteso a tutte quelle direttamente colpite nella zona, che potranno godere automaticamente di questo beneficio sull'Irap già pagata nel 2018.

Elemento qualificante dell'intervento, particolarmente apprezzato da imprese e sindacati, sarà la velocità e la semplicità: spetterà infatti all'Unione e ai Comuni provvedere direttamente alla gestione delle domande e all'erogazione dei contributi economici, massimizzando così l'efficacia del sostegno regionale.

"Oggi abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti, affrontando con concretezza anche il tema del sostegno ai lavoratori, alle imprese, alle famiglie, che stanno subendo le difficoltà causate dalla chiusura dell'E45- sottolinea il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi-. Accadrà grazie all'intervento diretto della Regione Emilia-Romagna, molto apprezzato per tempestività dai rappresentati dei lavoratori ed imprese. Già lunedì daremo gambe alle scelte condivise oggi, sottoscrivendo un Protocollo di lavoro ed attivando un Tavolo d'emergenza tra Comuni di Cesena, Bagno di Romagna, Mercato Saraceno, Sarsina, Verghereto, Roncofreddo, Sogliano, mondo delle imprese e mondo del lavoro del nostro territorio. Restiamo ancora in attesa di un segno d'interesse del Governo su questo tema, che non può essere affrontato solo dal nostro territorio. Ma non ho dubbi che a breve il Ministro Luigi Di Maio sceglierà di convocarci, come gli abbiamo chiesto sin dalla chiusura del Viadotto 'Puleto'".

La dichiarazione di stato di crisi regionale
Ieri sera è stato firmato dal presidente Bonaccini il decreto che dichiara lo stato di crisi regionale per una durata di 180 giorni, con un primo stanziamento di 250 mila euro, attraverso l'Agenzia regionale per la sicurezza e la protezione civile, a disposizione dei comuni più colpiti: quelli dell'Unione del Savio, a cui si aggiungono Roncofreddo e Sogliano al Rubicone e altri in corso di esame.

Lunedì la Giunta regionale approverà la delibera che stanzia le risorse.

Già nel pomeriggio di oggi, intanto, il presidente Bonaccini per l'Emilia-Romagna, di concerto con Umbria e Toscana, invierà al Governo la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza nazionale. /BG

 

"Il paese nel quale vivo è un vero giardino; ho nelle mani il modo di rendere quattrocentomila anime felici; di proteggere le scienze e le arti; non sono ambiziosa ed ho la speranza di passare qui un grande numero d'anni, che si rassomiglieranno tutti ma che tutti saranno dolci e tranquilli."

E' con questa bellissima frase di Maria Luisa d'Asburgo-Lorena o come noi tutti la amiamo chiamare, in maniera più confidenziale, Maria Luigia di Parma, che io penso al benessere di Colorno. Un paese che fu edificato nei pressi del Lorno, nella bellissima bassa est Parmense. Un paese locato in un punto strategico, ricco d'acqua e vicino alla Lombardia. Colorno nel tempo ha saputo svilupparsi e ha saputo stupire per la sua arte e per il suo buon cibo. A Colorno c'è la reggia, stupendo manufatto che fu residenza dei Farnese, dei Borboni e di Maria Luigia d'Austria, la moglie di Napoleone. A Colorno fu edificata la cappella Ducale di San Liborio, voluta da Francesco Farnese nel 1722. A Colorno è presente l'appartamento del duca Ferdinando di Borbone, dentro il quale si possono trovare preziosi affreschi di Antonio Bresciani, raffiguranti scene bibliche. A Colorno sono presenti tante strutture storiche di grande fascino e bellezza, che ad oggi giacciono tristemente nell'abbandono.

Un paese di questo immenso valore, merita un'amministrazione di tutto rispetto. Un'amministrazione unita in grado di rilanciarlo economicamente ed in grado di sopperire alle mancanze delle precedenti amministrazioni. Occorre la politica dell'impegno, di chi conosce i tanti problemi del territorio e di chi ha le idee giuste per risolverli. Occorre una politica che sappia coinvolgere adeguatamente i residenti con un programma valido ed efficace sul tema della sicurezza, del civismo, del sociale, del rischio idrogeologico, dello sviluppo economico in favore dei commercianti locali, del turismo, dell'istruzione, del trasporto pubblico dando un occhio di riguardo alla tragica linea ferroviaria "Parma - Brescia" e dei disabili, sia per l'abbattimento di barriere architettoniche che per la presenza di servizi idonei al loro supporto.

L'amministrazione che verrà mi auguro sia di centrodestra. Abbiamo per moltissimi anni visto l'insoddisfacente gestione comunale del centrosinistra, e penso sinceramente che sia ora di provare qualcosa di diverso, tralasciando anche il movimento locale dei 5 stelle, a mio parere, troppo vicino alle idee dell'amministrazione attuale, con le quali più volte si è trovato in accordo condividendole e sponsorizzandole. Per aspirare a governare Colorno, tutti i partiti di centrodestra devono essere uniti in una coalizione forte e con un programma condiviso, ammettendo che da soli non si vince.

Voglio augurarmi che nel buon senso, e per il bene di Colorno, tutte le forze di centrodestra aprano un serio tavolo di lavoro, incontrandosi insieme, e decidendo nel rispetto reciproco, la scelta migliore per amministrare Colorno.

AMO - COLORNO ormai da tempo segue i problemi del territorio ed è disponibile a fornire il proprio contributo ad esclusivo interesse di Colorno e dei Colornesi.

Nicola Scillitani
Coordinatore cittadino

E come cita un vecchio detto, non c'è due senza tre. I nostri nonni non si sbagliavano mai. Ancora una volta la stazione di Colorno è vittima dell'anonimo graffitaro, che di artista ha davvero ben poco. Per la terza volta di fila, la facciata della stazione del paese, dopo essere stata reimbiancata, è stata deturpata.

Un ulteriore gesto di inciviltà compiuto, secondo le segnalazioni che abbiamo avuto da diversi pendolari, a quanto pare in pieno giorno, tra le ore 08:00 e le ore 14:00 (prima non era presente alcun graffito). La cosa che ci lascia alquanto perplessi è: "com'è possibile realizzare un simile scempio senza che nessuno abbia potuto accorgersi di nulla?..."

La stazione, che tra l'altro è sottoposta al vincolo conservativo delle belle arti era stata in parte, da poco ristrutturata. AMO - COLORNO si era impegnato a chiedere a RFI, la messa in decoro dell'area, e dopo una lunga trattativa era riuscita ad ottenere la sistemazione della porta della sala d'aspetto, di alcune finestre, dell'area ex carico - scarico merci allora ricolma di rifiuti e del ripristino del muro esterno.

Siamo davvero avviliti e arrabbiati. Quest'ennesimo gesto d'inciviltà, al paese non fa bene perché annulla l'impegno di tutti coloro che cercano di rendere più gradevole e vivibile Colorno. Adesso è doveroso che si provveda ad installare, quanto prima, un impianto di telecamere atto alla tutela dei viaggiatori e della nostra stazione. Cosa fattibile come dimostrato dalla disponibilità di RFI a seguito di risposta ad un'interrogazione fatta in regione dal consigliere Dott. Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d'Italia, per nostro conto, che chiedeva, tra i vari elementi contenuti, proprio l'installazione di un sistema di videosorveglianza atto a tutelare il decoro dell'area.

Invitiamo altresì coloro che hanno visto e riconosciuto il vandalo, ove fosse stato possibile, ad interfacciarsi con le forze dell'ordine. Il graffito sembra sempre lo stesso, ed anche la mano di colui che l'ha realizzato per la terza volta di fila.

 

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Il gruppo

AMO - COLORNO

Pubblicato in Comunicati Arte Parma

Da Amo Colorno alcune considerazioni sul Decreto Salvini e la risposta di alcune amministrazioni comunali in ordine alla disobbedienza.

"In Italia succede anche che associazioni ed amministratori locali si uniscano in una sorta di "associazione a delinquere" atta a non rispettare un decreto emanato dallo stato. Stiamo parlando del tanto discusso "decreto Salvini". Una legge emanata ed approvata da un governo eletto democraticamente dagli Italiani.

Nella giornata del 4 gennaio è comparso un post sulla pagina facebook dell'associazione comuni virtuosi, di cui Colorno fa parte, dal titolo tutt'altro che poco chiaro: "ecco la delibera per disobbedire". Nel post viene spiegata la fondamentale importanza di non rispettare il decreto Salvini, così come già aveva scritto l'associazione Alterego - fabbrica dei diritti. Si parla del decreto come legge razzista così come lo era stata quella di Minniti e si inneggia ad una nuova resistenza.

In poche parole il post propone una rivolta contro lo stato e invita spudoratamente a non rispettare la legge. Cosa intollerabile per una nazione che nei suoi tribunali, tiene in bella vista la frase: "la legge è uguale per tutti". Viene altresì allegato un link che riporta ad una pagina web di un presunto movimento (comune-info), dove si spiega come poter fare a violare il decreto. Si spiega che Alterego ha elaborato una sorta di delibera in grado di smontare un pezzo della legge n.113/2018 e si afferma che di fatto attualmente, le istituzioni locali hanno il potere di istituire un albo per l'iscrizione dei richiedenti asilo.

E' secondo noi incomprensibile che gli amministratori della pagina "associazione dei comuni virtuosi" non abbia provveduto rapidamente a rimuovere il post. Questo ci fa pensare ad una sorta di assenso e di voglia di partecipare a quanto proposto nel post.

Ritengo che il dissenso ad una legge vada dimostrato e fatto valere nelle sedi opportune e non inneggiando alla rivoluzione. Siamo in democrazia ed ogni obiezione al decreto può e deve essere fatta in sedi istituzionali. Ciò che sta avvenendo è davvero assurdo. Un cittadino che è assoggettato al rispetto delle leggi, cosa può arrivare a pensare?... Che è lecito e giusto, se non condivide un provvedimento, violarlo?...

Fino a quando non tornerà l'anarchia in Italia, ricordo a tutti che siamo in uno stato di diritto, e l'art. 54 della nostra costituzione cita: "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge".
E' raggelante sapere che proprio chi fino a ieri, aveva difeso con le unghie e con i denti la nostra costituzione, oggi sia pronto a violarla con tanta leggerezza.
Mi voglio augurare che questo estremismo di sinistra, sia rapidamente fermato, e che vengano messe in atto misure atte a riportare sulla retta via le "pecorelle smarrite".
Un cittadino può evitare di pagare i tributi comunali?..."

Nicola Scillitani
Coordinatore cittadino
AMO - COLORNO

NOTE di redazione:

i siti di riferimento:

Comune.info https://comune-info.net/2019/01/ecco-la-delibera-per-disobbedire/ 

Fabbrica dei diritti http://www.fabbricadeidiritti.it/2019/01/04/dalle-parole-ai-fatti-smontiamo-il-decreto-salvini-ecco-la-delibera-per-iscrivere-allanagrafe-i-richiedenti-asilo/ 

Giovedì, 03 Gennaio 2019 09:01

La replica di AMO COLORNO a AIPO

Riceviamo e pubblichiamo la replica del gruppo AMO Colorno che peraltro si dichiara disponibile a un incontro pubblico con i vertici di AIPO, "al fine di aprire un serio dibattito" sulla questione, " al fine di mettere in sicurezza il centro storico di Colorno e l'intero paese fin da subito".

Con la seguente comunicazione, il gruppo AMO - COLORNO intende replicare alla nota emessa da AIPO e pubblicata sul gruppo ufficiale del comune di Colorno, presente sul social network Facebook, il giorno 31 dicembre alle ore 19:50.

In merito alle porte vinciane del Lorno sulle quali l'Ing. Roberto Colla, membro del coordinamento del gruppo per la parte rischi idrogeologici, aveva dimostrato perplessità sul corretto montaggio delle stesse, teniamo a precisare che è comprensibile che tutta l'acqua del Parma non possa essere deviata nel Lorno. L'acqua che dovrebbe passare è solamente la quantità in eccesso. Una minima parte di acqua al fine di evitare allagamenti del centro di Colorno, e della reggia. Già tempo fa l'ex assessore del comune di Colorno, Stefano Mori, aveva sottolineato in un articolo di stampa, la privazione della possibilità di regolare l'impianto in funzione di diversi scenari. A tal proposito torna doverosa la proposta dell'Ing. Colla, in merito all'installazione di paratie mobili regolabili e torna attuale la richiesta di commissionare uno studio atto a chiarire se il torrente Lorno possa essere realmente utilizzato come scolmatore della piena del Parma, nelle quantità minimi atte ad evitare allagamenti in paese. Ci preme ricordare che in passato anche il partito PSI aveva sottolineato l'importanza di valutare la possibilità di deviare una parte di acqua del torrente Parma.

Premesso che il gruppo AMO - COLORNO, non ha mai voluto sminuire l'utilizzo e l'importanza dei presidi idraulici oggi in funzione, in merito all'argine del Và e vieni, lato ovest, che è stato rialzato, vogliamo ribadire l'importanza del concetto precedentemente elaborato dai nostri antenati, che diede importanza all'argine più basso per, in casi eccezionali, salvaguardare il paese, deviando l'acqua in eccesso verso l'esterno, in aree poco antropizzate. Perfetto esempio di sfioramento laterale in zone poco antropizzate tramite stramazzo in parete grossa tipo Belanger.

In merito invece alla garanzia della gestione coordinata atta a diminuire drasticamente i rischi da esondazione che Aipo riporta nella sua comunicazione, pensiamo che sarebbe già dovuto essere così con il solo utilizzo della cassa di espansione del Parma, avendo la stessa, la possibilità di fermare un'ampia quantità di acqua, salvaguardando Colorno dalle alluvioni, come evinto dalle considerazioni fatte a suo tempo.

Infine sulle esondazioni controllate, siamo pienamente convinti che vi sia la possibilità di riconoscere e "sfruttare" aree non o poco antropizzate, senza danneggiare agricoltori o sporadiche aree residenziali. Il tutto non in sostituzione della costosa cassa di espansione sul Baganza, o del bacino di Armorano, ma in supporto e come "tampone" in attesa dei tempi tecnici e burocratici per la costruzione del manufatto idraulico. Tempi che potrebbero prolungarsi fino a dieci anni.

Siamo a chiedere quindi un incontro pubblico con i vertici di Aipo, al fine di aprire un serio dibattito in merito. Incontro pubblico incentrato sul tema atto a trovare soluzioni attuabili nell'immediato al fine di mettere in sicurezza il centro storico di Colorno e l'intero paese fin da subito, non potendo attendere tempi lunghissimi per una cassa di espansione che noi riteniamo insufficiente per il nodo idraulico di Colorno.

Il gruppo

AMO - COLORNO

Pubblicato in Ambiente Parma