Alcuni iscritti del gruppo AMO - COLORNO, hanno voluto effettuare un sopralluogo nei pressi dell'argine Galasso, dove è situata la torre delle acque, antico manufatto idraulico situato lungo la strada provinciale per Golese.

La torre delle acque venne edificata nel periodo tra il 1718 e il 1719. Dallo stile rinascimentale, la struttura si occupava di convogliare a mezzo di un mulino, l'acqua verso il parco della reggia di Colorno, al fine di alimentarne le fontane. Ad oggi questa bellissima struttura storica versa nel più totale abbandono, attorniata da una fittissima e trascurata vegetazione.

L'area è pericolante e quindi puntellata. Si nota al primo sguardo la presenza di finestre rotte e di diversi buchi sui muri. E' presente anche una pensilina decisamente instabile e diverse sono le possibilità d'accesso per chiunque voglia visitarla, incurante dei rischi e della pericolosità che offre una così marcita e traballante costruzione. Durante la perlustrazione ovviamente solo esterna, abbiamo potuto riscontrare "la mano dell'uomo" in diversi graffiti dipinti sui muri e di diversi rifiuti abbandonati. E' poi presente anche un capannone abbandonato con un tetto in eternit, che andrebbe smantellato.

Un manufatto di così pregevole fattura e di tale importanza storica, non può rimanere in queste condizioni. Nel tempo diverse sono state le raccolte firme e l'impegno di svariate associazioni in merito. La struttura è privata, e tempo addietro si era anche parlato di "esproprio ai fini d'intervento" da parte del comune, ma la cosa fu esclusa per mancanza di fondi e di bilanci stretti. Occorre ricordare che l'area è spesso assoggettata ad esondazioni e che quindi potrebbe anche esserci la possibilità di perderla per sempre.

Se ancora non si riesce a recuperare l'area, intanto, quantomeno sarebbe opportuno mettere in sicurezza l'area inibendo l'accesso a chiunque. Questo è dovere dei proprietari, ma anche dell'amministrazione comunale che ha il dovere di garantire l'incolumità dei suoi cittadini.

Speriamo che quanto prima venga presa qualche decisione, e che si inizino a smuovere le acque, che ad oggi sono state per troppo tempo immobili.

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Il coordinamento di

AMO - COLORNO

(25 aprile 2019)

Pubblicato in Cronaca Parma

La Bonifica Parmense interviene su tre canali contro il dissesto idrogeologico a protezione di 8500 ettari di territorio.

Tra Colorno e Sorbolo Mezzani risezionato il Gambina del Casale. A Torrile la posa di massi trachitici sul Galasso. Sullo Spelta (Traversetolo-Montechiarugolo) la supervisione ad un intervento effettuato dalla Provincia di Parma per una frana.

Pianura Parmense (PR) – Tre interventi degli uomini della Bonifica Parmense nella pianura parmense consentono al Consorzio di mettere al sicuro oltre 8500 ettari di territorio in provincia di Parma compresi nella zona pianeggiante e collinare di Traversetolo e Montechiarugolo – tra i torrenti Parma ed Enza – e quella dei comuni rivieraschi di Torrile e Sorbolo Mezzani.

Comprensori a forte vocazione agricola (cereali, frumento e ortaggi e numerosi vigneti), i cui prodotti del territorio sono annoverati tra le Eccellenze dell'agroalimentare internazionale; ma spesso a forte rischio idrogeologico e che, grazie all'operato dell'ente, beneficeranno della messa in sicurezza con l'arrivo della stagione irrigua.

Il primo intervento riguarda il Canale Galasso – nel Comune di Torrile – a difesa di Strada Mazzacavallo: sull'argine destro del canale – in un tratto di 80 metri – le maestranze consortili hanno operato la posa di massi trachitici sia sul fondo che sulla sponda interessata dalla frana. Il canale, che sfocia nel torrente Parma all'altezza di Colorno, serve un comprensorio di 2009 ettari.

Il secondo lavoro è il risezionamento del Canale Gambina del Casale, sito tra i Comuni di Colorno e Sorbolo Mezzani: un intervento su una lunghezza di ben 5650 metri, con pulizia dell'alveo e del fondo del cavo che, giungendo sino all'impianto di Bocca d'Enza, pone in sicurezza 4000 ettari di terre.

Infine la ripresa di una frana lunga 50 metri verificatasi sullo Spelta, canale prettamente irriguo su un territorio di 2300 ettari compreso tra i Comuni di Traversetolo e Montechiarugolo: l'intervento di ripristino, avvenuto con posa di massi trachitici a difesa della S.P. 95, è stato effettuato dalla Provincia di Parma sotto la supervisione del Consorzio della Bonifica Parmense.

 

Martedì 16 aprile 2019, il grande fotografo parmigiano Marco Gualazzini presenta il suo libro "Resilient" presso il Centro Sociale Venaria di Colorno. A moderare la serata, ad ingresso libero, Michele Smargiassi.

Parma -

La resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento. Marco Gualazzini cerca di raccontare proprio questa capacità dell’Africa, puntando il suo obiettivo alla ricerca di storie da raccontare con le immagini. Da poco premiato per il suo reportage sulla crisi del Lago Ciad da World Press Photo 2019, collabora con le più importanti riviste nazionali e internazionali.

Martedì 16 aprile 2019, presenterà il suo libro "Resilient", pubblicato da Contrasto e arricchito dai testi di Domenico Quirico e Gianluigi Colin, presso il Centro Sociale Venaria di Colorno.

A moderare la serata, il giornalista Michele Smargiassi, inviato del quotidiano La Repubblica, dove scrive di cultura, società e politica.  
 
 
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Pubblicato in Dove andiamo? Parma
Lunedì, 15 Aprile 2019 09:39

Colorno, muri di cinta ben poco regali.

Il gruppo civico "Amo Colorno", segnala la necessità di intervenire quanto prima sui muri di cinta del parco ducale della reggia di Colorno.

Da diversi anni, la recinzione della nostra "piccola Versailles" è puntellata e pericolante. Il giorno 30 marzo 2019 abbiamo effettuato un sopralluogo nella zona che costeggia la scuola elementare del paese, e abbiamo riscontrato la caduta di piccoli pezzi di muro nonché l'instabilità della struttura. Con il susseguirsi delle stagioni, e quindi delle intemperie, il muro è a rischio crollo a causa anche della costante umidità che contraddistingue il territorio della bassa est parmense.

Riteniamo opportuno intervenire quanto prima al fine di mettere in sicurezza l'area della scuola elementare e del parcheggio adiacente, zone situate a pochissimi passi dal muro pericoloso, nonché tutta l'area interessata al perimetro del parco della reggia. La situazione è critica già da troppo tempo e non è più tollerabile che a due passi da un luogo frequentato da bambini, vi debba essere una così fatiscente muraglia.

A tal proposito abbiamo deciso di scrivere missiva alla provincia di Parma, con la speranza che quanto prima decida di intervenire per la sicurezza di tutti, e nel rispetto che merita una così meravigliosa area turistica e artistica come è la reggia di Colorno.

Il coordinamento del gruppo

Amo - Colorno

 

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Pubblicato in Cronaca Parma
Martedì, 09 Aprile 2019 09:36

L'Argine di Gainago

Alcuni cittadini del gruppo Amo Colorno hanno effettuato un sopralluogo presso l'argine di Gainago. Il luogo dove poco tempo fa avvenne l'incidente ad un papà che vide cadere nel vuoto il passeggino con il suo bambino. mentre era intento di evitare un automobilista che sfrecciava ad altissima velocità, e che si era fermato addirittura per insultarlo, prima di ripartire. Si trattava di un appartenente al nostro gruppo.

L'argine di Gainago dovrebbe essere pedonale e l'accesso riservato solo ai residenti e ai mezzi autorizzati (forze dell'ordine, mezzi di soccorso, bonifica etc...). Durante il nostro sopralluogo però abbiamo riscontrato un passaggio più o meno frequente di auto a velocità molto sostenuta e a seguito di colloqui con abitanti della zona, abbiamo avuto conferma che gli autoveicoli che percorrono la via pedonale, spesso sono a loro sconosciuti.

L'area si è subito mostrata abbastanza trascurata nel manto stradale, con alcuni segnali posizionati in maniera non consona e pendente. L'illuminazione è pressoché assente, e il guard rail è presente solo in alcuni tratti ma non su entrambe le sponde.

La gestione di questo tratto stradale è divisa in parte tra il comune di Colorno e di Torrile, che necessariamente devono iniziare a collaborare per risolvere tutti i problemi, al fine di evitare ennesimi ed ulteriori casi simili a quello subito poco tempo fa dal nostro iscritto. Occorre prima di tutto impedire l'accesso ai non residenti attraverso dei passaggi a livello posizionati all'ingresso del tratto stradale, dei colonnotti mobili, o quantomeno una telecamera con rilevamento delle targhe, abbinando il tutto a maggiori controlli delle forze di polizia.

Durante il nostro sopralluogo abbiamo dovuto evitare un paio di autovetture di grossa cilindrata (una Jaguar e un Audi Q8) a velocità sostenuta, e siamo stati anche insultati e invitati a scostarci con lunghe "strombazzate" di clacson. Due ciclisti hanno dovuto persino frenare rapidamente e scostarsi a ridosso dell'erba, a pochi passi dal vuoto, per evitare l'alta velocità delle auto. Una situazione a nostro avviso insostenibile a cui bisogna porre rimedio rapidamente.

Ci auguriamo che si voglia davvero iniziare a lavorare per la sicurezza dei residenti e di chi percorre gli argini in bicicletta o a piedi. Spesso sono strade strette a doppia direzione di marcia, e due auto faticano a passare contemporaneamente, ma nonostante ciò è quotidiano vedere il passaggio di camion, come sull'argine sinistro del parma, all'altezza della frazione Copermio.

Il coordinamento del gruppo

AMO - COLORNO

 

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La stazione di Colorno, tutelata dalle belle arti, ha origine nel lontano 2 giugno 1884, quando iniziò a costituire il capolinea provvisorio settentrionale. Ad oggi la stazione è frequentata da molti pendolari che si recano a Parma e a Casalmaggiore, per studio o per lavoro. Una fermata del treno importante per un paese dal carattere decisamente turistico e formativo, specialmente per coloro che vogliono diventare dei cuochi internazionali, inseguendo i proprio sogni grazie all’importante ALMA (scuola internazionale di cucina).

Ciò che in pochi si aspettano però, è di vedere tale stazione nel più totale degrado e abbandono. La stazione del paese della reggia di Colorno, della “piccola Versailles” famosa in tutto il mondo.

La mancata presenza di un sistema di videosorveglianza, e della chiusura della stazione durante le ore notturne di non passaggio dei treni, causa ogni giorno il peggioramento dell’area, che purtroppo ad oggi risulta anche poco o per nulla illuminata. Oltre al problema dell’impossibilità di far accedere i disabili ai binari a causa dell’unico accesso a mezzo di una ripidissima scala, l’area si mostra vandalizzata. La facciata è stata più volte reimbiancata e subito dopo nuovamente ricoperta da ben poco artistici graffiti. La sala d’aspetto risulta sempre colma di rifiuti, e i muri sono deturpati da scritte oscene e da segni di scarpe prodotti da calci sui muri. Le finestre e le porte presentano le maniglie rotte. All’esterno i bagni sono murati e inutilizzabili e la cancellata che costeggia la stazione, e dovrebbe evitare di cadere di sotto, è in gran parte mancante.

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Percorrendo l’area ex carico/scarico merci, possiamo notare diversi cartelli di “Pericolo” abbandonati tra le erbacce, e un capanno degli attrezzi accessibile a tutti, pieno di rifiuti e bottiglie di alcolici, oltre a dei cartoni a terra o a una piccola coperta. Più avanti è presente l’ex capannone delle merci che è in condizioni pietose. Ricoperto da rifiuti, graffiti e con i gradini sfondati. La folta vegetazione adiacente riserva diverse sorprese. Zaini rotti e giubbotti abbandonati qua e là. L’area alla sera è completamente buia ed è un luogo decisamente pericoloso, dove chiunque può nascondersi ad occhi indiscreti per commettere degli illeciti.

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Non è più accettabile una situazione del genere. Sarebbe davvero ora che Rfi proprietaria dell’area installi un sistema di videosorveglianza, e che si decida a chiudere la stazione nelle ore notturne. Non è una cosa molto difficile da fare, e nemmeno tanto onerosa. E’ questione di volontà. Lo stiamo chiedendo da diverso tempo, e invito anche la Regione Emilia - Romagna, e il comune di Colorno a prendere posizione, perché non è possibile che ci siano zone franche di questo tipo.

Testo e foto del coordinamento del gruppo AMO - COLORNO

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Pubblicato in Cronaca Parma

Colorno: a buon punto i lavori nel Giardino della Reggia. Conclusione prevista a fine aprile.

Parma, 29 marzo 2019 – Sono ormai in fase avanzata i lavori di potatura, taglio e forestazione del Parco Storico della Reggia di Colorno.
I lavori riguardano l'area romantica, sono partiti a gennaio e se ne prevede la conclusione verso fine aprile; il costo dell'intervento è di 218 mila euro.

Si è trattato di un lavoro considerevole: la maggior parte degli alberi ha richiesto operazioni di potatura, risanamento e un centinaio sono quelle che si è dovuto abbattere e ripiantumare.

Si è agito con grande circospezione: per tutte le piante abbattute sono state predisposte le VTA (metodo Visual Tree Assessment), aggiornate, per ogni pianta, visivamente prima di intervenire e per alcune sono stati anche eseguiti rilievi strumentali.

A fine intervento sarà riaperta in sicurezza tutto il parco.

Nella foto: a sinistra un momento dei lavori, a destra una pianta abbattuta.

Pubblicato in Ambiente Parma

Il terribile omicidio avvenuto a San Polo di Torrile il 22 agosto 2018, ai danni di Filomena Cataldi, ha scosso l’intera collettività. Filomena era una persona buona e sempre disposta ad aiutare gli altri. Era innata la sua natura benevola, confermata anche dal suo meraviglioso sorriso. L’omicida, un vicino di casa di origini cinesi con un lavoro e con una famiglia, è stato detenuto in una Rems in attesa del giudizio finale della legge Italiana, che lo assolverà di certo, per incapacità d’intendere e volere. Non detenuto in una Rems qualsiasi, ma nella Rems di Casale di Mezzani. Struttura groviera da cui negli ultimi anni, in tanti sono riusciti a fuggire, causando un vero e proprio problema di sicurezza anche ai territori limitrofi.

Giudicato dagli stessi giudici, come soggetto ad “alta pericolosità sociale”, Gueling Fang, ha approfittato del fisico gracile di Filomena, sfruttando la propria forza fisica, accanendosi contro di lei con una violenza inaudita, come una bestia avventata sulla sua preda, che in realtà altro non era che una dolcissima donna, dall’animo puro e dal vivere semplice. Ciò che è accaduto in quell’orribile ed indimenticabile giorno d’estate, ancora oggi lacera le membra dei suoi famigliari così come farebbe una lama affilata. La sorella Rosangela, non riesce più a vivere, inquanto unita a Filomena in un armoniosa fusione. La figlia di Filomena è stata costretta a chiedere supporto a degli psicologi, per la sua neonata ossessione di fare la fine della madre. Tutto questo sembrerebbe abbastanza, ma non lo è. La beffa arriva anche dallo stato, che non ha mai ritenuto giusto provvedere alla reale istituzione di un fondo per le famiglie delle vittime, che ad oggi, non possedendo il patrocinio gratuito devono pagare di propria tasca tutte le spese legali. Insomma una situazione surreale che non fa altro che prolungare l’incubo di una famiglia, che forse mai riuscirà a riprendersi da quel tragico evento avvenuto ad agosto del 2018.

Per tali motivi, il gruppo Amo Colorno ha deciso di lanciare un appello nazionale con l’hashtag #giustiziaperfilo. L’hashtag ricondurrà a delle richieste che da tempo facciamo allo stato, a cui seguiranno diversi eventi a tutela delle donne vittime di violenza, oltre a una raccolta firme atta a chiedere l’utilizzo dell Rems di Casale di Mezzani, come struttura unicamente sanitaria e non di detenzione.

Il simbolo utilizzato per ricondurre a tutto questo sarà un cuore con la "F" all'interno. E' un cuore per Filomena e per tutte quelle donne che sono state uccise e che tuttora subiscono violenza. Affinché tutte loro abbiano vera giustizia. Ciò che chiederemo con estenuante insistenza è:

NO a:
- sconti di pena per stupratori, pedofili e assassini
- assoluzione per stupratori, pedofili e assassini anche in caso di incapacità d'intendere e volere
- al rito abbreviato 
- alle REMS per stupratori, assassini e pedofili

e SI per:
- L'istituzione di un fondo governativo a favore delle famiglie delle vittime di femminicidio.

#giustiziaperfilo e per tutte le donne vittime di violenza.

Il coordinamento del gruppo AMO - COLORNO

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 18 Marzo 2019 08:05

Mezzano Rondani, "Stazione pericolosa"

A distanza di circa sei mesi da un precedente sopralluogo dell'area, alcuni iscritti del gruppo Amo - Colorno hanno deciso di ritornare presso la "fermata - stazione" di Mezzano Rondani, per verificare la situazione attuale. Con nostra sorpresa la strada d'accesso ai binari è stata riasfaltata (in passato era piena di buche). Arrivati ai binari abbiamo notato con piacere che la struttura un tempo adibita a stazione, negli ultimi anni pericolante e ricolma di rifiuti di ogni genere, è stata finalmente abbattuta.

Purtroppo oltre a questi elementi positivi, ci tocca documentare nuovamente lo stato di incuria, degrado e pericolosità in cui ancora riversa.

La banchina ferroviaria è accessibile soltanto attraversando i binari e non vi è presente alcuna passerella pedonale. Un pericolo per tutti i viaggiatori che rischiano di essere investiti dal treno di passaggio. Arrivati poi alla banchina, si può scorgere una pensilina coperta e decisamente mal messa. Oltre a vetri rotti, sono presenti diversi graffiti e rifiuti, e quel che é peggio é la presenza di scatole elettriche aperte con moltissimi cavi in vista. Una situazione inaccettabile e dall'alto rischio di prendere uno shock specie in caso di pioggia. Non vi sono esposti nemmeno gli orari dei treni in una bacheca fatiscente e coperta di polvere.

Altro aspetto preoccupante e la mancanza di una recinzione adiacente alle "rovine" della vecchia stazione. Nonostante vi sia la presenza di un vistoso segnale di pericolo, chiunque può accedere all'area, perché la rete arancione che dovrebbe delimitare l'area è stata tagliata.

Non è possibile tenere attiva una fermata del treno in queste condizioni. Manca addirittura una seria illuminazione, e il rischio di illeciti è fortissimo. Abbiamo rinvenuto addirittura diversi "preservativi" nella zona.

Riteniamo doveroso segnalare nuovamente la cosa, chiedendo a chi di dovere di intervenire rapidamente, al fine di garantire sicurezza a tutti coloro che usufruiscono del treno. Attendere un treno di sera presso la fermata - stazione di Mezzano Rondani è davvero una brutta cosa da fare, specialmente per una donna e la zona è piuttosto isolata.

Occorre provvedere a rimettere in decoro la pensilina d'attesa, ripulendo la bacheca e affiggendo degli orari dei treni. Occorre installare un sistema di illuminazione e di videosorveglianza collegata direttamente alle forze dell'ordine e riteniamo assolutamente necessario provvedere a realizzare una pensilina per l'accesso alla banchina dei binari. Tutti elementi fattibili e dal costo limitato ma essenziale per offrire un servizio decente alla collettività.

Solo così potrà essere utilizzabile tale stazione. Diversamente non dovrebbe essere più utilizzati, perché i rischi e i pericoli sono decisamente troppo alti.

 

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Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Cronaca Parma

Parlano i docenti coinvolti nel progetto, Vanali e Montepara. Un sistema di controlli tra i più complessi e avanzati d'Italia, costo: un milione di euro circa in 10 anni. Si valuterà con le Prefetture anche la possibilità di elevare sanzioni in remoto per chi supera il peso limite. Il ponte sarà aperto il 5 giugno in condizioni di sicurezza.

Parma, 14 marzo 2019 – La Provincia di Parma – Servizio Viabilità non si sottrae al confronto col Comitato Treno Ponte Tangenziale e risponde punto per punto ai rilievi avanzati, per non lasciare nessun dubbio nei cittadini che sono così solleciti nei confronti dell'Amministrazione e del suo operato.

All'ing. Scaroni, in quanto progettista incaricato dei lavori del ponte, era stata affidata la redazione di un progetto preliminare di fattibilità tecnico - economica del monitoraggio delle strutture del ponte. L'ing. Scaroni ha quindi prodotto una prima elaborazione, che ha individuato gli elementi del ponte da sottoporre a monitoraggio e una stima sommaria dei costi.

Non ha però affrontato nel dettaglio le modalità di installazione e trasmissione e interpretazione dei dati, che richiedono particolari attrezzature, come la posa di fibra ottica.
Occorre quindi anche uno studio più dettagliato, che è esattamente l'oggetto di un accordo della Provincia con l'Università di Parma in via di stipula, che comprenderà anche la valutazione dei dati trasmessi dal sistema nei prossimi 10 anni; la collaborazione tra i tecnici della Provincia e gli specialisti dell'Università è già avviata da alcuni mesi.

Il sistema sarà uno dei più complessi e avanzati in Italia, che prevede tra l'altro 150 punti di lettura dei movimenti, per un importo stimato che si aggira intorno a un milione di euro in 10 anni.

"Il monitoraggio continuativo e di lungo periodo di una struttura importante e complessa quale il ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore, richiede non solo una elevata competenza nel campo dell'Ingegneria civile, ma anche una conoscenza dei sistemi di misura e delle loro prestazioni metrologiche necessaria a garantire l'affidabilità e la continuità della misura per tutto il periodo richiesto – spiega il prof. Marcello Vanali esperto in Metrologia dell'Università di Parma che collabora al progetto - Tali competenze devono essere integrate in fase di progettazione del sistema di monitoraggio, nella fase di installazione e collaudo dello stesso e nella fase di gestione/analisi del dato a seguire."

"Il progetto di monitoraggio originale è stato rivisto alla luce delle necessarie considerazioni di carattere misuristico e metrologico tipiche della disciplina dello structural health monitoring con il duplice scopo di aumentare l'efficacia del monitoraggio e di garantirne l'affidabilità nel lungo periodo - precisa il prof. Antonio Montepara dell'Università di Parma, anch'egli coinvolto nel progetto - Sono state ottimizzate le necessità di tipo strutturale (tipologia e numero dei sensori) e le stesse sono state integrate con una proposta di set-up tale da garantire la stabilità e l'accuratezza della misura nel tempo. E' stato ripensata anche la tipologia e la quantità di dati che dovranno essere resi disponibili al fine di garantirne l'intelligibilità e la reale possibilità di un'analisi efficace da parte degli strutturisti che saranno chiamati ad esprimersi sulla base delle misure fornite dal sistema."

La Provincia di Parma chiarisce inoltre che è prevista anche l'installazione di un sistema – omologato dal Ministero dei Trasporti – per il controllo dei carichi transitanti sul ponte. Si valuterà con le Prefetture la possibilità di elevare sanzioni in remoto, ad oggi non consentite, per chi supera il peso limite.

Il ponte sarà aperto il 5 giugno prossimo, in condizioni di piena sicurezza.

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