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Giovedì, 03 Aprile 2014 07:25

Disfatta del Parma, contro la Roma termina 4-2

 

 

 

 

Il recupero della 22^ giornata di campionato è andato ai giallorossi. 

Parma, 2 aprile 2014 – di Maria Caterina Viscomi

Parma di scena all’Olimpico di Roma per la seconda volta in quattro giorni: dopo la sconfitta ottenuta domenica contro la Lazio, è il turno della gara da recuperare contro la Roma. Sospesa per maltempo il 2 febbraio scorso all’ottavo minuto di gioco, la partita è ripresa dove era stata interrotta e cioè da una rimessa laterale per i padroni di casa. Ad arbitrare è sempre De Marco.
I precedenti storici favoriscono i secondi in classifica: nei 45 scontri passati, 27 sono andati a loro, solo 9 agli emiliani, 9 anche i pareggi. Tra le fila giallorosse sono assenti Strootman e Nainggolan, alla corte di Donadoni mancano invece due pilastri di questa stagione: Cassano e Paletta.
Tutto si decide nei primi minuti del match: ad aprire le marcature è Gervinho (12’) che mette la palla dentro dopo il palo del compagno Mattia Destro. Due minuti dopo all’ivoriano viene (giustamente) annullato un goal, seguito immediatamente dalla rete del Parma, siglata da Acquah (15’). Il pareggio dura un istante e stavolta è il capitano della Roma a poter esultare (16’). Il primo tempo è equilibrato ed entrambe le formazioni si mostrano capaci di dare spettacolo. La ripresa comincia con un goal di Pjanic (49’) che nel giorno del suo compleanno si regala una bellissima rete di piatto. Ma i giallorossi non si accontentano e all’83 calano il poker con Taddei che di testa concretizza un corner. Sul finire Donadoni prova il tutto per tutto e sostituisce Parolo con Josè Mauri e Schelotto con Palladino; è però il solito Biabiany ad accorciare, seppur inutilmente, le distanze (90’).
Nonostante una buona prestazione da entrambe le parti, il Parma incassa la terza sconfitta consecutiva dopo la striscia di 17 risultati utili. Il prossimo impegno dei gialloblù è quello di domenica sera contro il Napoli. 

 

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Mercoledì, 02 Aprile 2014 11:16

F1: Malesia. Dominio Mercedes. Ferrari in affanno

Si è corsa in Malesia la seconda gara dell'anno, tra conferme e poche sorprese.

 

Parma, 2 aprile 2014 - di Matteo Landi

 

Dopo il dominio schiacciante di Rosberg in terra australiana e la debacle Ferrari, i tifosi della rossa si attendevano un riscatto della squadra di Maranello. Le prime prove libere sembravano infatti promettere bene con Kimi Raikkonen molto vicino alle prestazioni delle due Mercedes e Fernando Alonso con tempi non lontani a quelli del suo compagno di squadra. Come nel gran premio inaugurale, però, la pioggia si è presentata durante le qualifiche, andando a scombinare i piani delle squadre. Su un asfalto scivoloso Hamilton e Vettel si sono resi partecipi di un avvincente duello vinto dal pilota inglese della Mercedes, ancora una volta in pole position. Per le Ferrari un'altra qualifica poco convincente: quarta posizione per lo spagnolo Alonso, sesta per il finlandese Raikkonen, che dopo aver fatto vedere ottime cose sull'asciutto al venerdì, non è riuscito a trovare la giusta confidenza con la monoposto durante le prove più importanti. Giunti alla domenica, alla partenza della gara, nonostante la pista sia tornata asciutta Hamilton mantiene la testa. Dietro di lui Rosberg riesce subito a beffare Vettel e ad acciuffare la seconda posizione con il campione del mondo in carica sopravanzato pure dal compagno di squadra Ricciardo. Per le Ferrari un avvio non esaltante, con Alonso che si trova nella prima fase di gara ad occupare la quinta posizione e con Raikkonen che dopo un ottimo start si è presto trovato con una gomma a terra a causa di un tamponamento subito dalla Mclaren di Magnussen, poi penalizzato dai commissari di gara. Per il finlandese della Ferrari è quindi stata una gara tutta in salita: ritrovatosi ultimo e staccato di quasi un giro ha fatto quello che ha potuto, con una vettura parzialmente danneggiata per lo sfregamento del fondo sull'asfalto durante il giro compiuto praticamente su tre ruote, non riuscendo però ad andare a punti.
Dietro al duo di testa Mercedes, la gara è stata avvincente, con Vettel pronto ad approfittare delle disavventure del compagno di squadra Ricciardo: un pit stop disastroso, con ruota mal fissata, penalità inflittagli dai commissari, rottura dell'ala anteriore e ritiro sono la cronaca della gara del talentuoso pilota australiano che dopo la, seppur giusta, squalifica subita nel gran premio inaugurale cercava migliore sorte. Ha provato a stare fra i primi anche Alonso: il pilota spagnolo non è riuscito però ad andare oltre al quarto posto, andando a copiare il risultato da lui ottenuto due settimane prima. Avvincente è stata la lotta fra i piloti Williams, con l'esperto Massa alla ricerca dei primi punti della stagione ed il giovane Bottas che ha dato ancora una volta spettacolo con una gara grintosa. Il box Williams ha poi chiesto insistentemente a Massa di lasciar strada al compagno di squadra, in quel momento più veloce. Il brasiliano non ha però ascoltato gli ordini impartiti dalla squadra resistendo agli attacchi del giovane finlandese: la Williams poteva forse ottenere qualche punto in più ma dare ordini di scuderia già alla seconda gara dell'anno appare prematuro e destabilizzante per il morale dei piloti e per l'armonia della squadra e da Massa, dopo anni da gregario in Ferrari, arrivato in Williams proprio per poter finalmente vestire i panni del caposquadra, non ci si poteva forse attendere una reazione diversa. Bottas non è quindi riuscito a sopravanzare l'ex ferrarista, che fatte le spalle larghe, ha arpionato un settimo posto. Là davanti la cavalcata solitaria delle Mercedes si è conclusa con la vittoria di Hamilton, seguito da Rosberg e da un redivivo Vettel su Red Bull. Con una doppietta delle frecce d'argento (l'ultima si era verificata nel lontano 1955) il circo della Formula 1 saluta il lontano oriente: tornerà a dar spettacolo il prossimo fine settimana in Bahrain.

 

 

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Il successo è arrivato nel Campionato di Primavera con 6 regate, bissando la vittoria della Settimana della Vela d’altura ad Alassio, classica d’inizio 2014 -

 

Parma, 1 aprile 2014 -

 

Doppio successo per lo Yacht Club Parma con la sua barca Stella, che ha trionfato nel Campionato di Primavera a La Spezia, subito dopo aver vinto per la quarta volta consecutiva la Settimana della Vela d’altura ad Alassio, classica d’apertura della stagione agonistica, con la partecipazione dei migliori velisti del Tirreno. 

A La Spezia la plurititolata barca parmigiana degli armatori Stefano Fava e Beppe Cavalieri si è imposta su una cinquantina di imbarcazioni, tutte agguerrite e competitive. Dopo 6 regate, svoltesi tra febbraio e l’ultimo weekend di marzo, Stella ha ottenuto il primo posto nella classe Orc, riservata alle “Formula Uno” del mare. 

L’equipaggio, tutto targato Yacht Club Parma, si trova ormai ai massimi livelli velici, dimostrando in ogni campo di regata l’elevato tasso tecnico locale col supporto di un importante brand del territorio, lo sponsor Parmigiano Reggiano

La supremazia è stata netta nelle diverse condizioni di vento e mare, grazie anche all’abile tattico Roberto Pardini. Sempre nel Campionato di Primavera, va segnalata la prestigiosa vittoria della barca Kristina nella classe Tav (Tutti a vela), guidata da Giovanni Canali, con un team ancora una volta composto da atleti del Gruppo Sportivo dello Yacht Club Parma. 

Nella classe First 36.7, poi, un buon risultato è stato conseguito anche da T-Pol, altra imbarcazione del club di Parma, che è capitanata da Gianluca Carretta e ha la peculiarità di vedere alternarsi atleti ai quali viene offerta la possibilità di provare un’esperienza di regata spendendo solo 30 euro al giorno.

Tutte le attività agonistiche dello Yacht Club Parma sono il frutto della sua Scuola di Vela, che ha già aperto le iscrizioni ai tanti corsi di vela, sia per i ragazzi che per gli adulti, adatti a tutti i livelli di esperienza. Questa Scuola di Vela è intitolata a Roberto Allodi e si avvale di istruttori della Federazione Italiana Vela, rilasciando quindi un attestato riconosciuto in qualsiasi altra scuola vela di tutto il mondo.

Per informazioni sui corsi, www.yachtclubparma.it o tel. 342-6428884. 

 

(Fonte: ufficio stampa Yacht Club Parma)

 

Nel "tranquillo" GP di Doha battesimo del fuoco per la Clinica Mobile targata Zasa - Dalla Rosa Prati con 130 interventi medici e 301 di fisioterapia e il primo pilota rimesso in sella nonostante una caviglia rotta. Tutto come da tradizione.

Parma, 28 marzo 2014 -

Archiviato il "debutto" nel GP del Qatar, per la Clinica Mobile del Motomondiale, che da quest'anno è coordinata dal dottor Michele Zasa, è tempo dei primi bilanci.
Rientrato in queste ore a Parma, nel corso di un rapido debriefing operativo al Centro Diagnostico Europeo - Poliambulatorio Dalla Rosa Prati di Parma, base operativa della Clinica Mobile, il dottor Zasa ha diffuso i "numeri" del GP del Qatar 2014.
Numeri importanti, che testimoniano il tanto lavoro e la passione ma che da soli, pur dicendo molto, rischiano di nascondere le storie che stanno dietro ogni visita, ogni intervento, bendaggio o massaggio.
Nel corso della trasferta a Doha, da giovedì 20 marzo a domenica 23, la Clinica Mobile ha operato per 39 ore, realizzando 130 interventi medici e 301 interventi fisioterapici.
Nello specifico, gli interventi medici – 74 a piloti e 56 a personale del paddock – sono stati 46 di medicina generale; 23 di piccola chirurgia; 41 di terapia antalgica; e 20 conseguenti a traumi. Gli interventi fisioterapici - 290 a piloti e 11 a personale del paddock – sono stati 90 di tapping/bendaggio; 148 di massaggio; 28 di riabilitazione; e 35 strumentali.
GP del Qatar 2014: parola al dottor Michele Zasa. «È andato tutto bene, possiamo dire che è stato un GP di ordinaria amministrazione per la Clinica Mobile con molti interventi ma per fortuna nessuno a seguito di una grave caduta, confermando le statistiche del 2013 per le quali Doha è uno dei circuiti più sicuri e meno traumatici del Motomondiale».
E come da tradizione anche in Qatar c'è stato un "miracolo" firmato Clinica Mobile.
«Siamo riusciti a rimettere in sella per la gara il pilota tedesco della Moto2 Sandro Cortese che si è fratturato la caviglia sinistra ma che poi è riuscito a piazzarsi settimo».
Il dottorcosta li segue da lontano. «Ormai da alcuni anni il dottor Costa non ci seguiva più nelle trasferte extraeuropee, quindi non c'è stata molta differenza tra l'edizione 2014 del GP del Qatar e quella dello scorso anno. In compenso ci sentiamo spesso e gli chiediamo consigli su come procedere in determinate circostanze: quindi è un po' come se fosse sempre con noi».
Ed archiviato il Qatar è già tempo di ripartire: Austin, GP delle Americhe, 13 aprile.
«Siamo pronti, come sempre. Fatte tutte le verifiche l'8 aprile saremo in volo per gli USA».
In Qatar anche Guido Dalla Rosa Prati, CEO del Centro Diagnostico Europeo - Poliambulatorio Dalla Rosa Prati di Parma, base operativa della Clinica Mobile. «Fin dal primo GP le gare del Motomondiale 2014 si stanno dimostrando particolarmente avvincenti e combattute. Anche quest'anno la Clinica Mobile farà la sua parte, garantendo a piloti e personale del paddock competenze e professionalità. Personalmente è stata un'esperienza molto interessante dal punto di vista sanitario e sportivo: credo assisteremo ad un campionato straordinario».

 

(Fonte: Ufficio Stampa Zenzero Comunicazione)

A Torino è polemica per un rigore non dato. Sassuolo e Bologna ad un passo dalla B -


Parma, 27 marzo 2014 – di Maria Caterina Viscomi


Nella 30^ giornata di campionato gli occhi di tutti sono stati puntati sul big match Juventus-Parma, due delle squadre più in forma di questa stagione: la prima imbattuta da 5 gare, la seconda con una striscia di 17 risultati utili consecutivi. È proprio la capolista, con una doppietta dell'Apache Tevez, a fermare la corsa dei crociati. I bianconeri sono propositivi per tutto il match, in tutti i settori di gioco; il primo brivido di paura attraverso però la schiena dei tifosi di casa, quando al 17' Molinaro sporca un pallone vicissimo alla porta: l'ex gialloblù Buffon salva il risultato, sbloccato al 25' dal numero 10 della Juventus, attuale capocannoniere con 18 reti. Tevez implacabile sfugge sia a Felipe sia a Paletta e trova il goal; inoltre non passano dieci minuti che l'argentino regala ai suoi il raddoppio. Nella ripresa i ducali si scrollano di dosso il torpore e tentano di reagire: ad accorciare le distanze ci pensa Molinaro (62'), sicuramente uno dei migliori in campo tra gli ospiti. Ma il Parma decide che vuole soffrire ulteriormente, così Amauri si fa espellere colpendo in pieno viso l'ex compagno di squadra e di nazionale Chiellini. I ducali continuano a lottare per tutta la gara, con Paletta a chiudere costantemente un gigante come Llorente e con Biabiany deciso a sfruttare ogni pallone. Ai ducali rimane l'amaro in bocca per non aver giocato a viso aperto sin dall'inizio e per qualche episodio sospetto: all'88' Donadoni reclama il rigore per un contatto in area tra Parolo e Bonucci, rigore che avrebbe potuto cambiare le sorti della partita. Polemiche anche per un colpo non proprio delicato di Tevez su Paletta, sanzionato con un semplice giallo.
Perdono anche Sassuolo e Bologna, rispettivamente contro Sampdoria e Chievo. 
Nonostante i dati storici siano dalla parte dei felsinei, battuti solo una volta dagli scaligeri nelle ultime cinque sfide, stavolta la vittoria è andata ai veneti, grazie alle reti di Alberto Paloschi e di Rigoni. Le due compagini partono con il 4-1-2-1-2, con davanti le coppie Bianchi-Acquafresca e Paloschi-Obinna. 
Nei primissimi minuti le squadre sono impalpabili, ma ci pensa un fallo di Garics su Rubin a dare la marcia in più ai padroni di casa che al 7' minuto ottengono il calcio di rigore, battuto dal numero 43: nonostante Curci capisca le intenzioni dell'ex crociato, la palla buca la rete. Nel primo tempo nessuna formazione riesce a mantenere continuità nel dominio e le occasioni si presentano ora da una parte, ora dall'altra. 
Anche l'avvio della ripresa è ad alternanza: al 46' gli emiliani rischiano di andare sotto di due reti grazie a una conclusione di Obinna, subito dopo è Bianchi a far tremare la porta di Agazzi. Il copione si ripete: provano i clivensi con Cesar, rispondono i ragazzi di Ballardini con Acquafresca e Khrin, che su cross di Christodoulopoulos, inspiegabilmente manca la rete. I minuti successivi sono da dimenticare per i rossoblù: i veneti chiudono il match 3-0 con la doppietta di Paloschi (78') e il goal di Rigoni prima del recupero (89').
Nulla da fare neanche per il Sassuolo, che perde in casa contro la Sampdoria e che non riesce a ripetere l'impresa del girone d'andata, terminata 3-4 per i neroverdi, che trovavano la loro prima vittoria in trasferta in serie A. Gli emiliani partono con il piede sbagliato e già dopo una manciata di secondi subiscono il goal siglato da Sansone, grazie anche ad un maldestro errore di Pegolo. Il Sassuolo non manca certo di coraggio e prova a riprendere in mano la situazione: a dare una speranza è soprattutto il centrocampo (al quale vanno i voti più alti in questa giornata). Il momentaneo pareggio porta il nome di Longhi (16'), che può festeggiare la sua prima rete nel massimo campionato italiano. Da qui in poi sono i blucerchiati a volere maggiormente i tre punti e si vede: è Okaka a chiudere il match, regalando la salvezza matematica ai suoi. Traballa invece il Sassuolo, rimasto a 21 punti al penultimo posto in classifica. Nemmeno il rientro in campo di Domenico Berardi, dopo tre giornate di squalifica, è servito a mister Di Francesco. Ora il cammino per restare in A diventa sempre più difficile.

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Ritorna nei Boschi di Carrega la grande manifestazione podistica dello sport per tutti. Percorsi per atleti e famiglie e attività di orienteering -

 

Parma, 26 marzo 2014 –

Correre per l'ambiente, correre per la solidarietà, correre per la pace. Domenica 6 aprile oltre 40 città italiane e 20 estere si uniranno nella nuova edizione di Vivicittà, la corsa più grande del mondo, da sempre simbolo dello “sport per tutti”. Anche Parma sarà fra i protagonisti dell'importante evento podistico, promosso a livello locale da Uisp con il sostegno del Comune di Sala Baganza e della Provincia di Parma e il patrocinio dei Parchi del Ducato.

L'appuntamento per tutti, dai podisti agonisti alle famiglie con bambini, è ai Boschi di Carrega di Sala Baganza per una giornata da trascorrere all'aria aperta, immersi nelle suggestioni e nei colori della primavera parmense.

L'attenzione per l'ambiente e per il diritto a città più vivibili e a misura d'uomo sono i principali obiettivi della nuova edizione del Vivicittà, riassunti nello slogan: “Città sostenibili – città e comunità attive”. Gli organizzatori vogliono infatti coinvolgere cittadini e amministratori locali nella divulgazione di una nuova cultura della sostenibilità ambientale, attraverso la promozione della pratica motoria per tutti e di una mobilità dolce, interpretando i luoghi urbani come centri di socializzazione e di integrazione fra le persone. Lo sport può così diventare un'opportunità di conoscenza e condivisione di esperienze comuni, senza alcuna distinzione di età o abilità sportiva, come dimostra la numerosa partecipazione a Vivicittà di famiglie, giovani, anziani, associazioni di volontariato e di promozione sociale.

Oltre all'attenzione per le tematiche ambientali, Vivicittà è anche solidarietà e cooperazione internazionale: ogni anno la Uisp, attraverso la grande manifestazione podistica, sostiene il progetto “Sport&Dignity” che prevede la realizzazione di iniziative sportive per bambini all'interno dei campi profughi palestinesi in Libano. Quest'anno i fondi raccolti serviranno per allestire 12 nuove palestre per la ginnastica e la pallavolo, formare nuovi operatori ed acquistare il materiale necessario per avviare le attività nei campi profughi.

 

I percorsi

I partecipanti potranno scegliere tra tre diversi percorsi: quello agonistico di 12 chilometri, il non competitivo di 12 o 6 chilometri, il naturalistico di 10 chilometri.

Il percorso competitivo e quello non competitivo si svilupperanno principalmente su strada e all'interno dell'area protetta dei Boschi di Carrega, seguendo un itinerario circolare fatto di dolci saliscendi che attraverserà il centro del paese, proseguirà lungo l'anello della Ville, per connettersi infine al percorso pedonale a fianco della Rocca Sanvitale.

Il percorso naturalistico si svilupperà invece nei dintorni del giardino della Villa Casino dei Boschi. La prima parte del tracciato seguirà il percorso su strada per poi continuare lungo il viale di Ponteverde e raggiungere il Centro Parco Casinetto.

Per tutti i partecipanti il ritrovo è dalle 8.30 alle 9.30 al centro sportivo Joker Center di via Giuseppe di Vittorio, a Sala Baganza, con inizio della gara alle 10.30.

 

Orienteering

Il Vivicittà è anche gioco e divertimento con l'orienteering, l'attività di orientamento nel bosco che insegna a sviluppare l'attenzione visiva per i particolari della natura, come rami o sassi. L'attività di orienteering è aperta a tutti, grandi e piccoli, e si basa sull'utilizzo di una mappa topografica con segni convenzionali che indicano un percorso costellato da punti di controllo, utili per certificare il passaggio degli orientisti. Il ritrovo è alle 8.30, sempre al centro sportivo Joker Center, per  spostarsi alle 9.30 al Casino dei Boschi, dove inizierà l'attività di orienteering insieme ai maestri federali.

 

Iscrizione e costi

Per partecipare alla gara competitiva occorre essere maggiorenni e tesserati Uisp, Fidal o altro Ente di promozione sportiva (tesserini validi per l'atletica leggera). I podisti che vogliono partecipare alla corsa competitiva devono iscriversi entro e non oltre il 2 aprile, presentandosi agli sportelli della Uisp, in via Testi 2 a Parma, con il proprio tesserino di affiliazione sportiva. Il costo di iscrizione è di 9 euro, di cui 1 verrà devoluto a favore del progetto di solidarietà “Sport&Dignity”. Gli iscritti verranno omaggiati con gadget del Vivicittà 2014.

Per i percorsi non competitivo e naturalistico e per l'orienteering l'iscrizione avverrà direttamente il giorno della manifestazione e prevede un costo di 5 euro con gadget per gli adulti (3 euro senza gadget) e 2 euro con gadget per i bambini (gratis senza gadget).

 

Premiazioni e ViviParty

Al termine della gara, nell'area coperta del centro sportivo, si svolgeranno le premiazioni della corsa competitiva che prevedono, oltre alle classifiche per categorie di età, anche la premiazione del primo uomo, della prima donna e delle 15 società più numerose.

Completate le premiazioni, la festa proseguirà con il ViviParty, il punto ristoro aperto a tutti i partecipanti e al pubblico, gestito dal Gruppo Alpini e dalla Protezione civile di Sala Baganza.

L'area ristoro sarà fornita di una fontana di acqua pubblica, messa a disposizione da Iren, e utilizzerà bicchieri, piatti e posate in materiale ecologico mater-bi.

 

Vivicittà Porte Aperte

Vivicittà porta la grande corsa dentro agli istituti penitenziari, coinvolgendo corridori “interni” ed “esterni”, perché lo sport è anche integrazione e riscatto sociale. L'iniziativa fa parte del progetto "La promozione del benessere psicofisico negli Istituti Penitenziari" dell'Ausl, finanziato con il contributo di Fondazione Cariparma. L'appuntamento è il 7 maggio nel carcere di via Burla con la partecipazione dei ragazzi dell'Istituto Statale “Pietro Giordani” e degli atleti delle società sportive del territorio.

 

 

Enti promotori: Uisp Parma, Provincia di Parma, Comune di Sala Baganza, Parchi del Ducato, Sportello Econstile.

 

Sponsor tecnici: Gazzetta di Parma, Conad Centro Nord, Iren Spa, Gruppo AutoZatti, Joker Center, Valenti Premiazioni, Erreà Sport.

 

Associazioni ed enti coinvolti: Fiso; Assistenza Pubblica di Sala Baganza, Felino, Collecchio; Proloco di Sala Baganza; Associazione Sala Nostra; Gruppo comunale di Protezione Civile Sala Baganza; Gruppo Alpini Sala Baganza; Gruppo Alpini Avis Crocetta e Ospedalieri; Unione Pedemontana Polizia Municipale.

 

Partner nazionali: Presidente della Repubblica, Presidenza del Consiglio e dei vari Ministri.

 

Sponsor nazionali: Marsh, Olio Cuore, Victory.

 

 

Per info e iscrizioni: Uisp Parma 0521 707411 – www.uisp.it/parma

(Fonte: Ufficio stampa Uisp Parma)

 

A tu per tu con i nuovi atleti-scienziati dello sport, il popolare calciatore, già Campione del Mondo, svelerà il segreto dei suoi molti successi -

 

Parma, 26 marzo 2014 -

Gennaro Gattuso detto Rino, ma da tutti conosciuti come «Ringhio» per via dell’espressione determinata con cui affrontava gli avversari giocando come centrocampista nel Milan campione d’Europa (2003 e 2007) e nella Nazionale di calcio vittoriosa ai Mondiali di calcio 2006, giovedì 27 marzo terrà a Rimini un incontro con gli studenti in Scienze Motorie dell’Università di Bologna. È stato invitato dal Corso di Laurea Magistrale in MAMS-Management delle Attività motorie e sportive, uno dei due corsi di studio che l’Alma Mater ha attivato nella sede romagnola (altri tre sono attivi nella sede centrale). Abbiamo chiesto al Prof. Paco D’Onofrio, coordinatore della MAMS e docente di Istituzioni e mercato nelle Attività motorie e sportive, di presentarci brevemente le ragioni di questo incontro, che si svolgerà dalle 14:45 alle 17 nell’Aula magna “Federico Fellini” del Palazzo Uni.Rimini (v. Angherà, 22 – Rimini).

 

Cosa si aspettano gli studenti da Gennaro Gattuso?

Indubbiamente la disponibilità mostrata da Rino ad incontrare gli studenti di Scienze Motorie rappresenta una grande occasione per loro e, più in generale, per la Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie dell’Alma Mater Studiorum. Sarà una grande occasione per confrontarsi sul presente e sul futuro delle professioni sportive  e sulle caratteristiche che deve avere un laureato oggi, per avere successo in un campo in grande sviluppo e che abbisogna di specialisti ben formati su molteplici discipline –come qui, sia a Rimini, sia Bologna, ci sforziamo come Università di fare ogni giorno. L’incontro dovrebbe risultare ancora più interessante, poiché gli studenti potranno intervenire e rivolgere domande a un grande esperto di livello sportivo internazionale, qual è Gennaro Gattuso.

Perché si è scelto di chiamare proprio Gattuso? Che cosa rappresenta e cosa può trasmettere questo sportivo?

Gattuso rappresenta un esempio positivo da seguire per questi ragazzi/studenti, ma anche per tutti noi. Partito “dal basso”, senza l’aiuto di nessuno è stato in grado di raggiungere i successi più alti a livello sportivo nel mondo del calcio. È un ex calciatore che ha vinto tutto con la sua squadra di club, il Milan, e soprattutto con la nostra Nazionale di calcio, nella celebre e mai dimenticata vittoria a Berlino nei Mondiali 2006. 

Parlando di futuro: quali sono le caratteristiche che dovrà avere un laureato in Scienze Motorie per essere un buon professionista?

L’Italia in questi anni ha fatto un eccellente lavoro, creando in una dozzina di anni, a partire dall’esperienza dell’Isef, l’Istituto superiore di Educazione fisica, oltre 80 Corsi di Studio in 33 Università, distribuite sul territorio nazionale. Ora sono migliaia gli studenti che possono orientare la propria vocazione all’atletismo e allo studio del movimento entro i binari di una formazione scientifica a 360°, che va dalle scienze bio-mediche, alle tecniche motorie e sportive, e alle scienze sociali e umane. 

Si tratta invece di capire quale sia l’approccio migliore da avere in un ambiente lavorativo fuori dall’Università; come poter gestire le situazioni difficili, come organizzare il lavoro e le relazioni sociali, come risolvere i problemi posti da risorse vincoli ed opportunità, ecc. Ritengo che un ospite di livello internazionale come Gattuso, che è stato un grande calciatore e ora fa l’allenatore di calcio, potrà farci riflettere ed essere da stimolo per questi ragazzi per capire come affrontare le situazioni della vita in ambito sportivo e non solo. Sarà poi una grande occasione, visti i suoi trascorsi all’estero, per confrontare il modello italiano di calcio con quello realizzato negli altri Paesi; credo che per tale panoramica non esista un ospite migliore di Gennaro Gattuso.  

 

Informazioni sempre aggiornate su attività ed eventi nelle Scienze dello Sport dell’Università di Bologna  si possono trovare nel sito web dello SportComLab dell’“Alma Mater” all’indirizzo: http://www.sportcomlab.it.

Stefano Martelli 

Ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi

presso i CdS in Scienze Motori

Responsabile dello SportComLab dell’Alma Mater 

Per ulteriori informazioni riguardanti l’evento è possibile contattare il Dott. Alberto Basalù:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.';document.getElementById('cloak5951f18fc3ade14e71a8350ed8ecc5f4').innerHTML += ''+addy_text5951f18fc3ade14e71a8350ed8ecc5f4+'<\/a>';

 

 

Le Scienze Motorie all’Università di Bologna “AMS”

Sono quattro i Corsi di studio che formano i nuovi professionisti nel campo delle Scienze dello Sport e dell’Attività fisica, nell’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”. Sciolta ex lege 240/2010 la Facoltà di Scienze motorie, la quale nel 1998 aveva raccoltò l’eredità del precedente I.s.e.f. (Istituto superiore di Educazione fisica), al tempo stesso trasformandolo in un vero e proprio percorso formativo universitario, dal 15 ottobre 2012 le funzioni della disciolta Facoltà sono passate alla School in Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie e pure al Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, con sede a Rimini. Saranno tali strutture ad assicurare la formazione dei nuovi scienziati del movimento umano nell’Università più antica del mondo. 

L’offerta formativa dell’Alma Mater nel campo delle Scienze Motorie è stata profondamente rinnovata negli ultimi anni, sia negli aspetti organizzativi, sia di contenuto, con l’istituzione di nuovi corsi di studio e con la rimodulazione degli esistenti. 

Nel presente A.A. 2013-2014 al 1° livello degli studi universitari è attivo il nuovo Corso di studio in SAMS-Scienze delle Attività motorie e sportive, che è presente nelle due sedi (Bologna e Rimini); il SAMS è un CdL a numero programmato (220 posti nel capoluogo, 110 nella città romagnola).   

 Al termine del triennio i laureati potranno iscriversi a uno dei tre seguenti Corsi di Laurea Magistrale, con sede a Bologna i primi due, e a Rimini il terzo:

Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata (STAMPA);

Scienze e Tecniche dell'Attività Sportiva (STAS);

Management per le Attività motorie e sportive (MAMS).

 

Le Scienze motorie comprendono un ampio campo di discipline aventi per obiettivo la conoscenza del corpo umano in movimento in tutti i suoi aspetti: dalle basi biologiche della motricità, alle tecniche di allenamento negli sport; dalle attività fisiche praticate a scopo ludico, a quelle mirate al ripristino e al mantenimento della forma e della salute fisica; dal raggiungimento di elevati livelli di prestazione nell'agonismo, al mantenimento o al recupero della motricità sia nei soggetti normali sia in persone anziane ovvero portatrici di handicap. In questo campo sono inoltre incluse tutte quelle conoscenze collaterali necessarie all'educazione alla motricità e all'organizzazione socio-economica delle attività e degli eventi sportivi.

La finalità dei Corsi di studio in Scienze Motorie dell’Alma Mater è quella di acquisire e trasmettere ai giovani conoscenze approfondite nei vari campi delle attività motorie dell'uomo, per far fronte alla sempre maggiore richiesta sociale di competenze professionali in materia di fitness, di wellness e di sport competitivo (a livello professionale o amatoriale). 

L'obiettivo specifico dei suddetti Corsi di studio è quello di preparare atleti, manager, educatori, ricercatori e professionisti di livello universitario, impegnati in attività finalizzate al raggiungimento e al mantenimento delle migliori condizioni di benessere psico-fisico della popolazione nei vari ambienti, così come quello di sostenere e comunicare le attività sportive a livello agonistico e competitivo.

                    

B) Dati statistici sul gradimento dei Corsi di Studio in Scienze Motorie da parte degli studenti

 

Secondo i risultati dell’ultima indagine (2013) condotta dal Censis-la Repubblica sul gradimento dei Corsi di laurea in Italia, i Corsi di studio [CdS] in Scienze motorie dell’Alma Mater sono tra i più apprezzati a livello nazionale. L’87,8% dei laureati a Bologna risulta infatti complessivamente soddisfatto del proprio Corso di studi, contro una media nazionale nei Corsi similari di altre Università dell’85,3%.  Il livello di soddisfazione dichiarato da chi ha frequentato nel 2010 le Scienze Motorie a Bologna è elevato: in media è soddisfatto l’88,$% degli iscritti ai cinque corsi di studio, che nel 1° anno aumentano fino a sfiorare il 92%. 

L’88,6% di chi si è laureato in Scienze Motorie a Bologna risulta complessivamente soddisfatto della qualità dell’insegnamento ricevuta nel Corso di studi scelto, contro una media nazionale nelle Facoltà dello stesso tipo dell’85,3%.  Il livello di soddisfazione dichiarato è elevato: chi ha risposto al questionario Almalaurea (l’80% dei 210 laureati fra CdS triennali e CdS magistrali) dà un giudizio sui Corsi di studio in Scienze Motorie decisamente positivo, sia rispetto a chi si è laureato in altre sedi, sia rispetto ai laureati triennali delle altre Facoltà di Bologna. I punti salienti sono i seguenti.

L’età media dei laureati nei cinque CdS in Scienze Motorie a Bologna è di 25,8 anni rispetto una media generale degli atenei italiani di 27,1 anni. Più di un quarto si è laureato a meno di 23 anni (27,6%,) e altrettanti si sono laureati in un’età compresa tra i 23 e i 24 anni (27,6%); solo l’ultimo quarto si è laureato a più di 27 anni, ma tra questi vi sono numerosi laureati Magistrali (22,4%). In altri termini oltre due laureati su cinque si sono laureati in corso di studi (44,8%) e un altro quinto lo ha fatto entro il 1° anno fuori corso. Quasi uno studente su cinque iscritto a un Corso di Studi in Scienze Motorie presso l’Università di Bologna AMS ha usufruito di borse di studio (19,6%), e il 3,6% ha trascorso periodi di studio all’estero usufruendo di una borsa Erasmus o di un altro programma dell’Unione europea.

Altro dato da mettere in rilievo è la frequenza molto elevata di occasioni professionali già nel corso degli studi universitari in Scienze Motorie: il 93,5% dei laureati presso l’Alma Mater ha lavorato in varie forme e a vario titolo in strutture sportive già nel corso degli studi, contro il 74,5% delle altre sedi.

In questo quadro gli studenti intervistati si dichiarano decisamente soddisfatti del corso di studi frequentato, tanto da considerare favorevolmente l’idea di iscriversi nuovamente all’Università di Bologna AMS nello stesso corso di studi per il 66,1%, e solo nel 4,8% allo stesso corso di studi ma in un’altra Università. Ben 7 laureati su 10 dichiarano poi di voler proseguire gli studi (70,2%), nella maggior parte dei casi iscrivendosi ad uno dei 3 Corsi di laurea Magistrale in Scienze Motorie offerti nelle sedi di Bologna e Rimini (30,4%), ma anche a un’ulteriore laurea triennale (12,5%), a Scuole di specializzazione post-laurea (3%), a Master universitari o a corsi di perfezionamento (8,4%) o ad altre attività di qualificazione professionale (organizzati dal CONI o altri enti) (13,1%).

Inoltre, come emerge dalla XV Indagine sulla condizione occupazionale e formativa dei laureati effettuata dal Consorzio AlmaLaurea (2012), i laureati in Scienze Motorie ad un anno dal conseguimento del titolo di 1° livello risultano occupati per il 40,4%, per l’ulteriore 24,9% al tempo stesso lavorano e studiano essendosi iscritti alla Laurea Magistrale, e per il 19,6% studiano solamente –quindi ad un anno dalla laurea solo il 15% circa è inoccupato o cerca lavoro. Ciò a fronte di una media nazionale rispettivamente del 29,3%, del 15,1%, e del 39,7% [Rapporto 2013: 70, fig. 22].

Per conoscere l’offerta formativa ed ulteriori informazioni sui Corsi di Studio in Scienze Motorie dell’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum” è possibile visitare il sito internet della Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie, all’indirizzo: http://www.farbiomot.unibo.it/it.

 

 

(Fonte: ufficio stampa Centro Studi e Ricerche sulla comunicazione sportiva)

 

 

 

 

 

 

Escursioni e lezioni per i più piccoli nel solco della tradizione di Pavullo verso il ciclismo. Uno staff di alto livello per incrementate l'uso della bicicletta in tutto il Frignano -

 

Pavullo nel Frignano 25 marzo 2014 -

Con il supporto all’organizzazione dell'ultima tappa, della “Settimana Ciclistica Internazionale Coppi e Bartali”, una cronometro con arrivo al Castello di Montecuccolo, in programma a Pavullo domenica 30 marzo, inizia la stagione per l’Unione Sportiva Pavullese, società nata lo scorso anno dalla fusione fra Frignano Bike e Cimone Mtb e che conta oltre 180 tesserati. Il sodalizio, che è intitolato alla memoria di Romeo Venturelli, organizza inoltre escursioni su tutto il territorio nazionale e un corso di mountain bike per bambini e ragazzi nati entro il 2008, che si terrà, da 1 maggio a metà luglio, nelle serate di lunedì e giovedì dalle 18,30 alle 20,30. Gli allievi, saranno seguiti sempre dallo staff di maestri e accompagnatori del Centro Nazionale di Mtb – Unione Sportiva Pavullese diplomati Uisp/Coni e formati dalla più prestigiosa scuola di mountain bike d’italia ovvero l’Ami,  la Scuola Nazionale Maestri di mountain bike. Nel corso delle uscite i ragazzi apprenderanno, oltre a nozioni sulla tecnica di guida, informazioni basilari sul codice della strada, il rispetto e la tutela dell’ambiente e le operazioni di riparazione di una foratura. Per maggiori informazioni sono a disposizione i numeri320 3082600 e 335 6088083.  Nel 2014 inoltre l’Us Pavullese, diventerà ufficialmente Scuola di Ciclismo Uisp. 

La  società nella nuova stagione, ha inoltre l’obiettivo di incrementare ancora il numero di iscrizioni e più in generale l’utilizzo della bicicletta nella zona del Frignano, e la speranza di avere finalmente un’area riservata,  in cui creare una sede ufficiale e un percorso permanente di mtb/pump track.

 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Pavullo nel Frignano (Mo))

 

 

I ducali raggiungono l’Inter a 47 punti. Prima sconfitta del “Di Francesco bis”

Parma, 23 marzo 2014 – di Maria Caterina Viscomi

Giornata “spezzatino” per le squadre emiliane nella 29^ giornata di campionato.
Alle 12.30 apre il Parma con la sfida contro il Genoa, reduce da un’ottima prestazione contro la capolista Juventus; Donadoni si affida al consolidato tridente Schelotto-Amauri-Cassano, mentre Gasperini punta tutto su Konate-Calaiò-De Ceglie, lasciando in panchina l’ex gialloblù Alberto Gilardino. Parte bene la formazione di casa, che chiama Perin agli straordinari sin dai primi minuti, con Gobbi (3’) e Schelotto (5’). Poco dopo l’infortunio di Matuzalem, costretto a lasciare il campo, sono proprio gli ospiti a sbloccare la situazione: al 21’ su assist di Konate, Cofie batte Mirante e porta i suoi in vantaggio con la sua prima rete stagionale. A pareggiare i conti al 31’ è El Galgo Schelotto, ormai una certezza per mister Donadoni e per i compagni. Per il resto del match è più Parma che Genoa; tuttavia i crociati non riescono a trovare il goal del raddoppio e si devono accontentare di un solo punto. Non concretizzano né Parolo, che da 30 metri sbaglia di poco, né Munari che nella ripresa ha l’occasione più ghiotta dei novanta minuti: al 50’ capitalizza una respinta sbagliata degli avversari, ma la palla trova i legni. La gioia del goal non arriva neanche per Amauri che verso la fine della gara prova inutilmente a segnare di testa.
Il risultato soddisfa maggiormente il Genoa; il Parma, invece, può ringraziare l’Atalanta che, sconfiggendo l’Inter, gli ha permesso di raggiungere la formazione di Mazzarri a quota 47. Il grifone si conferma bestia nera per i ducali: nelle ultime nove gare i crociati avevano vinto solo una volta e pareggiato in ben cinque gare.

Spreca una buona occasione per conquistare un punto utilissimo per la salvezza, invece, il Sassuolo che in casa dell’Udinese trova la sconfitta, firmata dalla rete di Totò Di Natale al 26’ del primo tempo. I friulani scendono in campo con il 3-5-1-1, mentre gli emiliani con il 4-3-3 e una novità nel tridente: Farias al posto di Sergio Floccari, entrato in corso di gara per sostituire l’infortunato Floro Flores. La partita comincia nervosamente ed è ricca di falli da entrambe le parti: nei primi quarantacinque minuti di gioco l’arbitro estrae tre cartellini gialli ed assegna un rigore a favore dell’Udinese: dal dischetto Di Natale sbaglia clamorosamente con un tiro troppo alto (36’). Al 72’ sono i neroverdi ad avere la possibilità di raddoppiare dagli 11 metri; Pinzi commette fallo in area e Peruzzo non può che dare il penalty, sprecato da Floccari che spiazza l’avversario ma prende il palo. Il Sassuolo prova a rifarsi prima con Zaza e poi con lo stesso numero 9, ma è tutto inutile.
Ospiti pressoché inesistenti per tutto il match e partita da spettatore non pagante per il portiere dell’Udinese, Scuffet. 

Torna a vincere il Bologna che conquista tre punti importanti che gli permettono di scongiurare per ora il rischio retrocessione, superando in classifica Livorno e Chievo. È una vittoria fondamentale per la squadra di Ballardini, resa possibile da un rigore battuto al 78’ dal greco Christodoulopoulos. È lui l’uomo-partita che, oltre a decidere il match, si mostra insidioso in diverse conclusioni; l’occasione per il vantaggio è al 43’, quando con un tiro pericolosissimo mette in difficoltà l’estremo difensore sardo che per un soffio mette in corner. Ottima l’intesa con Acquafresca, altra mina vagante della giornata, che ripetutamente si avvicina alla rete, trovando Avramov o i pali ad ostacolarlo.
Tra gli avversari ad impegnare il numero uno Curci, che si fa trovare sempre pronto, sono soprattutto Pinilla e Perico. Nulla da fare per il Cagliari che non vince a Bologna da gennaio 2010.

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Domenica, 23 Marzo 2014 15:00

Ermes Fulgoni, un parmigiano a Tokyo

 

 

Il preparatore dei portieri e “scopritore” di Buffon racconta la sua esperienza in Giappone

Parma, 23 marzo 2014 – di Maria Caterina Viscomi - 

Tra i tanti italiani che negli ultimi tempi hanno deciso di lasciare l’Italia per intraprendere un’avventura all’estero c’è anche lui, Ermes Fulgoni. La sua, però, non è la solita fuga di chi non trova lavoro o non si sente apprezzato nel proprio Paese: sì, perché Ermes ha avuto modo di dare il suo contributo all’Italia e di questo gli saranno sempre grati gli amanti del calcio.
Parmigiano, classe 1948, portiere per lungo tempo nelle serie minori, Fulgoni ha il merito di aver scoperto e lanciato Gigi Buffon: in qualità di preparatore è stato lui ad intuire, quando l’attuale numero uno della Juventus e della Nazionale aveva solo tredici anni, le sue doti ed a prevedere che sarebbe diventato «il più forte portiere dei prossimi trent’anni». Di anni ne sono passati più di venti e la previsione sembra essere stata giusta.
Fulgoni, invece, da gennaio si trova in Giappone, precisamente a Tokyo, dove ha seguito mister Massimo Ficcadenti alla guida del FC Tokyo per proseguire quell’intesa nata nella stagione 2010/2011 al Cesena e rinforzata in quelle 2011/12-2012/2013 al Cagliari. Il suo nome non deve essere suonato nuovo alle orecchie degli addetti ai lavori nipponici, in quanto già in precedenza il nostrano Pigmalione dei portieri aveva già avuto modo di lavorare con l’Omiya Ardija, altra squadra della J League, dove allora militava Eiji Kawashima, estremo difensore della nazionale giapponese, che per molte estati si è recato proprio da Fulgoni per la preparazione atletica.
Tra un aneddoto e l’altro su lingua, cibo e bacchette, Ermes ha risposto ad una breve intervista fatta da un altro parmigiano, Alessandro Rosati, per la nostra testata, nella quale racconta la sua esperienza di italiano all’estero, passando ovviamente dal calcio che lo ha reso un’eccellenza parmigiana nel mondo. Non mancano i giudizi sui portieri del futuro: chissà che la sua “benedizione” non porti fortuna anche a loro.


Di seguito l’intervista.

Lo vedi in campo ad allenare i suoi allievi con l’entusiasmo di quando, diversi anni fa, allenava Gigi Buffon. E lui, Ermes Fulgoni, di esperienza maturata quale preparatore dei portieri ne ha davvero tanta. Lo incontriamo al termine dell’allenamento della prima squadra di Tokyo e lui, con il suo fare sempre garbato, si presta volentieri al fuoco di fila delle domande.  

Qual è stata la prima cosa che hai pensato in Italia quando mister Ficcadenti ti ha comunicato che sarebbe venuto in Giappone ad allenare?

Non sono stato sorpreso dalla sua scelta in quanto sapevo che voleva a tutti i costi provare un’esperienza giapponese e quindi quando ha avuto l’occasione non se l’è fatta sfuggire. 

Sono due mesi che sei qui in Giappone, “un altro mondo”: te lo aspettavi così e che cosa ti piace e non ti piace del Giappone?

Sì, me lo aspettavo così; mi piace la gente perché qui ti puoi fidare davvero di tutti e c’è il massimo rispetto per tutti. Su ciò che non mi piace non saprei cosa dire, forse solo la lontananza dall’Italia.

In Italia avevi ospitato per allenarsi con te il portiere della nazionale giapponese Kawashima. Che caratteristiche tecniche e fisiche hanno i portieri giapponesi?

Fisicamente sono preparati abbastanza bene, ma non hanno la fantasia, sono troppo schematici. Bisogna lavorare sulle situazioni di gioco e per togliere loro la rigidità.

Sono diversi i tuoi metodi di allenamento rispetto a quelli giapponesi?

Sì, da quello che ho potuto vedere sono diversi perché i loro sono molto schematici e troppo precisi; questo non aiuta a superare i difetti dei loro portieri.

Consiglieresti ad un tuo collega l’esperienza nipponica?

Sì, sono certo che per lui sarebbe una crescita professionale e umana, ma prima bisogna assolutamente imparare la lingua.

Consiglieresti ad un portiere italiano il campionato giapponese?

Sì, perché i portieri italiani hanno fantasia e si troverebbero molto bene qui, dove invece è tutto schematico.

Sei qui da due mesi e vivi solo: cosa ti manca dell’Italia, oltre alla famiglia?

Gli amici e la città di Parma.

Te la cavi con le bacchette?

Perfettamente e devo dire che gli amici giapponesi si sono stupiti perché ho imparato così in fretta.

Cosa ti piace della cucina giapponese? 

È una cucina che ti fa mantenere in forma e se devo scegliere dico verdure e carne: veramente squisite.

Sei stato tra i primi preparatori dei portieri in Italia e ne hai allenati del calibro di Buffon, Sirigu, Agazzi e Pegolo: qual è la principale caratteristica che deve possedere un portiere? 

La personalità. E poi devono essere svegli, reattivi a capire le nuove situazioni di gioco e magari non essere troppo istintivi.

È cambiato il tuo modo di allenare dai tempi di Parma ad oggi?

No, è ancora più o meno lo stesso; d’altronde perché dovrei cambiare visti i risultati ottenuti?

Per concludere due nomi di portieri, uno italiano e uno giapponese sui quali punteresti ad occhi chiusi per un futuro radioso.

Tra gli italiani dico Silvestri del Cagliari, mentre tra i giapponesi dico Gonda del Tokyo che alleno giornalmente e che secondo me ha tutto per diventare un grande portiere.

 da Sinistra Gonda Fulgoni e Rosati

 

 

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