La salute della donna e i consultori dell’Azienda USL di Parma sono stati protagonisti della puntata di Presa diretta, andato in onda lunedì sera su RAI 3.

Il servizio del giornalista RAI Giuseppe Laganà ha acceso i riflettori sul progetto di dimissione appropriata della mamma e del neonatounica esperienza in Emilia-Romagna, che da vent’anni ha l’obiettivo di accompagnare e assistere in modo sicuro la neo  mamma e il suo bebè al loro rientro a casa, dopo il parto. 

Dai locali del consultorio familiare della Casa della Salute Parma centro, sono intervenute alcune mamme, insieme alle professioniste dell’AUSL Carla Verrotti, responsabile della Salute Donna e Maria Cristina Lottici, referente ostetrica del progetto dimissione appropriata, oltre ad Emanuele Voccia, pediatra di famiglia tra i fondatori dell’iniziativa.

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Una rete di centri neonatali nel nostro Paese parteciperà a uno studio britannico sul vaccino per lo streptococco.

La Neonatologia dell’AOU di Modena, diretta dal prof. Alberto Berardi coordinerà oltre 20 centri neonatali italiani che partecipano allo studio collaborativo Europeo e Africano dal titolo “Prevention of invasive Group B Streptococcus disease in young infants: a pathway for the evaluation & licensure of an investigational maternal GBS vaccine”. Lo studio mira a creare un vaccino contro le infezioni neonatali da Streptococco di gruppo B, una delle più gravi infezioni batteriche neonatali, ed una delle prime cause di meningite nei primi anni di vita. La Clinica Ostetrica dell’AOU di Modena, diretta dal prof. Fabio Facchinetti, collaborerà allo studio fornendo campioni materni necessari al progetto. Lo studio, che durerà 60 mesi, vede come capofila il Regno Unito, che ha finanziato lo sforzo organizzativo degli undici partner coinvolti (tra cui aziende farmaceutiche e centri universitari europei e africani). Dal 2 al 4 ottobre, i rappresentanti di tutti le parti coinvolte si sono incontrate a Londra, per definire la tempistica del progetto ed i ruoli dei vari paesi europei ed africani.

Le infezioni batteriche – spiega il prof. Alberto Berardi, Direttore della Terapia In-tensiva Neonatale del Policlinico di Modena - sono uno dei principali problemi neonatali. Esse colpiscono da 2 ad 8 per 1000 nati vivi e rappresentano tuttora una minaccia per la sopravvivenza e la qualità della vita dei neonati. Infatti, ad esse si associa un aumento del rischio di mortalità ed esiti neurologici a lungo termine, soprattutto nei neonati con età gestazionali più basse. Per questo motivo, nelle terapie intensive di tutto il mondo vengono attuate strategie per la prevenzione ed il controllo delle infezioni. Si tratta di un campo in continua evoluzione, che richiede un impegno continuo di tutto il personale, medico e non medico”.

La scelta del Policlinico come centro coordinatore rafforza il ruolo della struttura modenese come punto di riferimento a livello nazionale per la terapia intensiva neonatale. La neonatologia del Policlinico è il primo centro italiano certificato NIDCAP, Neonatal Individualized Developmental Care and Assessment Program, elaborato presso l’Harvard Medical School di Boston dalla Dottoressa Heidelise Als che mira a ridurre il dolore e lo stress del neonato: grazie alla apertura del reparto 24 ore su 24 i genitori trascorrono gran parte della giornata accanto alla incubatrice. Il prof. Berardi coordina il progetto di “Sorveglianza delle malattie invasive batteriche dei primi mesi di vita”, da alcuni anni finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Una rete di Ospedali delle regioni Emilia-Romagna e Puglia, unitamente ad altri ospedali del Nord e del Centro Italia, fornisce al centro coordinatore di Modena informazioni sulla tipologia delle infezioni neonatali e sulle misure di profilassi e terapia antibiotica attuate in ogni singolo caso. 

L’incidenza dell’infezione precoce da Streptococco B un tempo era grave e rapidamente mortale. Oggi, grazie alla prevenzione, è divenuta assai più rara, riducendosi di circa 10-15 volte negli ultimi 2 decenni.        

Aumenta il comfort per i pazienti della Chirurgia Oncologica diretta dal dottor Claudio Pedrazzoli del Santa Maria Nuova con la donazione di 20 nuovi televisori, per un valore complessivo di 5mila euro. La consegna è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza del direttore del Presidio ospedaliero Santa Maria Nuova Giorgio Mazzi che ha ringraziato di cuore l’azienda Fast 2 e la Fondazione Grade Onlus per avere sostenuto la spesa e la ditta Corrado Corradini per avere offerto il montaggio gratuito di tutti gli apparecchi.

L’Azienda Fast 2 nata nel 1989 da un’idea imprenditoriale di Lino Padovani, è presente sul mercato moda donna con i brand Corte dei Gonzaga, Giulia Valli e Sologioie e svolge la sua attività a Reggio Emilia nel Parco Industriale di Mancasale. Fast 2 si propone come esempio di una moda impegnata nelle questioni sociali del nostro tempo e conferma questo carattere con la donazione al Core per festeggiare insieme i 30 anni di attività aziendaleL’azienda, nelle persone di Camilla e Riccardo Padovani e Patrizia Sberveglieri, ha simbolicamente consegnato la sua donazione lunedì mattina con un messaggio concreto di sostegno alla comunità.

Corrado Corradini, titolare di un’azienda di impianti elettrici da oltre 40 anni, non nuovo a collaborazioni con il Core, già nel 2015 aveva donato 6 TV 40 pollici per le stanze della Bassa Carica Microbica, ha contribuito con l’installazione gratuita delle Smart TV donate.

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12 NUOVE POSTAZIONI PER TERAPIE INFUSIVE

Nuovi spazi per i pazienti oncologici del Policlinico di Modena 

Grazie ai trasferimenti effettuati nei mesi scorsi, nuove postazioni di infusione e per la Medicina Oncologica

Nuovi spazi per i pazienti oncologici del Policlinico di Modena sono stati attivati in questi giorni nei locali lasciati liberi dalle Malattie dell’Apparato Respiratorio che, nei mesi scorsi, si sono trasferite negli spazi ristrutturati nel corpo centrale. Da lunedì 23 settembre 2019, infatti, al primo piano della Palazzina di Pneumologia sono stati attivati 12 postazioni aggiuntive per terapie infusive e 4 nuovi ambulatori. Grazie a questo ampliamento, le postazioni per terapie infusive del Day Hospital Oncologico diventano 44 con un aumento del 33%.  Questo ampliamento completa quello dell’aprile scorso che ha portato a 7 (+5) le postazioni dell’Affido Oncologico che si è trasferito sempre al primo piano della Palazzina di Pneumologia, e la ristrutturazione del secondo piano del Padiglione Beccaria che ha restituito alla degenza di Medicina Oncologica spazi completamente rinnovati, più ampi e flessibili

Gli ambulatori per l’attività infusiva del Policlinico, di cui è responsabile il dott. Gabriele Luppiè in grado di accogliere ogni giorno oltre 350 pazienti che si sottopongono a prelievi, accertamenti, visite e terapie, spesso accompagnati da amici e famigliari. Per questo motivo l’Azienda è impegnata ad ampliare e rendere sempre più confortevoli gli spazi dedicati alla terapia infusiva, posti al piano di sopra rispetto a quelli originari e quindi facilmente raggiungibili. Il percorso di accettazione e accesso dall’esterno, anche per le nuove postazioni, rimane il front-office al primo piano del Padiglione Beccaria, nella sede “storica” del Day Hospital. Il Day Hospital supporta tutte le strutture del Dipartimento Onco-Ematologico. Per questo motivo l’ampliamento in termini di spazi ambulatoriali e per terapia è funzionale anche ai pazienti seguiti dall’Ematologia, diretta dal prof. Mario Luppi.

L’Affido Onco-ematologico costituisce un punto di accesso diretto, dove i pazienti con patologia oncologica o ematologica possono rivolgersi in caso di peggioramento del proprio stato di salute. L’Affido afferisce alla Medicina Oncologica diretta dal dott. Giuseppe Longo. Nelle stanze dedicate alla presa in carico di questi pazienti a volte si gestiscono permanenze brevi di osservazione per qualche ora, per eseguire esami e accertamenti utili all’inquadramento del caso. Ogni volta che clinicamente il ricovero non si rende necessario, il paziente dopo aver ricevuto le cure può essere dimesso al domicilio. Quando invece il medico ritiene che il paziente debba essere ricoverato, il ricovero avviene in Medicina Oncologica. 

L’Affido ha una funzione importante che accoglie annualmente una media di circa 15 pazienti al giorno in urgenza, contribuendo quindi a evitare l’affollamento del Pronto Soccorso generale e assicurando una gestione mirata dei casi. Anche in questo caso l’Azienda ha investito importanti risorse per ampliare gli spazi e per migliorare il comfort dei pazienti, attuando anche una ristrutturazione delle stanze di degenza con rifacimento dei pavimenti, sostituzione delle porte e in generale un ulteriore miglioramento degli standard alberghieri e di sicurezza per i pazienti. 

L’Azienda ha potenziato inoltre la dotazione in termini di attrezzature per il settore onco-ematologico, ora dotato di un conta-globuli, un analizzatore per emogas e un ecografo per Affido e degenze. Nei nuovi spazi è stato ricavato un ambulatorio dedicato al percorso di presa in carico dei tumori ereditari della mammella, di cui è referente la Dr.ssa Laura Cortesi. 

Nei mesi scorsi la Medicina Oncologica è tornata nella sua sede originaria, al II piano del Padiglione Beccaria, in spazi rinnovati dotati anche di nuovi televisori che, grazie al contributo di Angela Serra, possono essere utilizzati gratuitamente per tutto il giorno dai pazienti ricoverati. 

Questi lavori sono i primi di una serie di interventi destinati a potenziare gli spazi dedicati alle attività del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. “Il nostro obiettivo – commenta il direttore generale dottor Ivan Trenti – è costituire un vero e proprio polo oncologico che a regime comprenderà il Padiglione Beccaria e la Palazzina di Pneumologia. Questo nuovo polo consentirà di dare una risposta ai pazienti che si rivolgono alla nostra azienda per patologie onco-ematologiche, adeguata alle mutate esigenze di diagnosi e terapia”. 

Fra gli altri interventi, comincerà entro la fine del 2019, la ristrutturazione del piano terra della Palazzina della Pneumologia che ospiterà lo screening mammografico e senologia clinica.

 

In occasione del suo primo compleanno, la Casa della Salute per il Bambino e l’Adolescente apre le porte per “festeggiare” questo traguardo con bimbi, ragazzi, familiari, insegnanti e operatori della scuola, volontari e Istituzioni.

Obiettivo della giornata è far conoscere i professionisti della struttura, dove sono offerti numerosi servizi e prestazioni di assistenza e cura.

Sono tante le iniziative in programma: ambulatori aperti e visite guidate per gli insegnanti delle scuole di Parma e due incontri dal titolo “Rime rimedio che curano sul serio?” con Bruno Tognolini scrittore e autore di famosi programmi televisivi per bambini e ragazzi, come L’Albero Azzurro e la Melevisione, dedicati ai bambini di alcune scuole primarie della città.

La giornata è anche occasione per fare un primo bilancio delle attività realizzate nella Casa della Salute per il Bambino e l’Adolescente, da quando ha aperto, nel giugno scorso, con uno sguardo ai progetti futuri.

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Questa Casa della Salute non è semplicemente un luogo dove trovano sistemazione i servizi dedicati ai più giovani, ma un progetto che vuole ripensare i percorsi assistenziali, dagli interventi preventivi, proattivi, di prossimità, di accesso e accoglienza fino alla valutazione, diagnosi, cura e riabilitazione. Una Casa della Salute non isolata ma stabilmente connessa con altri professionisti, a partire dai Medici di famiglia e dai Pediatri di libera scelta, con Centri qualificati - come l’Ospedale del Bambino dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, la residenza per minori di San Polo di Torrile, i Centri di riferimento regionali – e ancora, con le scuole, i servizi sociali, le Associazioni di volontariato, per creare i percorsi specialistici anche di più elevata complessità.

Questi i servizi attivi della struttura che è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18.30: al piano terra, vi è la Pediatria di Comunità, con gli ambulatori vaccinali. Al primo piano, si trovano lo Spazio Giovani, il Programma Disturbi del Comportamento Alimentare  e l’Associazione Sulle Ali delle Menti con cui collabora,  il Centro di terapia della famiglia e l’équipe funzionale dei percorsi di cura degli adolescenti composta dai professionisti della neuropsichiatria infantile, dei centri di salute mentale e del servizio dipendenze patologiche. Al secondo piano ci sono gli ambulatori di psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili, logopedisti, psicomotricisti, infermieri ed educatori dell’U.O. Psichiatria e Psicologia clinica Infanzia e adolescenza con anche il Programma Adolescenza. Al terzo piano, ci sono gli ambulatori di psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili, logopedisti, psicomotricisti, fisioterapisti e le palestre dell’U.O. Neurologia funzionale e Riabilitazione. Al quarto piano, c’è la Medicina riabilitativa area età evolutiva, con ambulatori di fisiatri, fisioterapisti e palestre. Nella struttura si tengono anche le sedute della Commissione per il riconoscimento dell’invalidità civile dei minori.

Il servizio di accoglienza e orientamento è garantito dal personale dipendente in collaborazione con l’Associazione Itaca. Periodicamente vengono organizzate anche iniziative di accoglienza e informazione ai singoli piani, dove sono presenti giochi per bambini e dove opera anche l’Associazione Gioco Amico

 

UN ANNO D’ATTIVITA’ IN CIFRE 

Pediatria di comunità

L’Area Vaccinazioni dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019 ha registrato 37.707 somministrazioni di dosi di vaccino, per un totale di 23.973 accessi di utenti. Sono stati 107 gli interventi di sorveglianze per contrastare la diffusione di malattie infettive nelle scuole. Sono state rilasciate 114 certificazioni per la somministrazione di farmaci a scuola, dove sul tema sono stati formati 75 insegnanti con 14 incontri. L’ambulatorio malattie infettive pediatriche ha eseguito 101 visite.

Spazio Giovani

Gli utenti seguiti dallo Spazio Giovani sono 1.238, per un totale di 3.066 prestazioni garantite nel primo anno di attività nella nuova sede alla Casa della Salute per il Bambino e l’Adolescente. Sono stati 3.460 i ragazzi coinvolti in totale nei vari progetti realizzati durante l’anno.

Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza

I pazienti in carico ai servizi di Psichiatria e psicologia Clinica – Centro adolescenti e giovane età sono stati 1.165 per un totale di 14.968 prestazioni erogate, mentre per l’ambito Funzionale e Riabilitazione gli utenti in carico sono pari a 1.270, ai quali sono state assicurate 13.265 prestazioni.

Programma Disturbi del comportamento alimentare

Nel corso del 2018 gli utenti in carico al P-DCA di età compresa fra i 12 e i 17 anni sono stati 58.

Centro di terapia famigliare

Sono state complessivamente 40 le consulenze di coppia e familiari con 25 terapie totali, mentre 18 sono stati i trattamenti clinico psicologici o psicoterapici. Le consulenze specialistiche richieste dai Servizi Sociali sono state 15, mentre sono 22 le valutazioni cognitive e consulenze specialistiche richieste da Servizio psichiatrico di diagnosi e cura e Clinica Psichiatrica.

Medicina riabilitativa Area età evolutiva

Attività

Numero

Visita fisiatrica infantile 

581

Visita fisiatrica infantile controllo 

639

Valutazione funzionale complessa disabilità neuro-motoria infantile 

31

Valutazione funzionale complessa disabilità neuro-motoria infantile successiva 

192

Prescrizione ortesi ausili ed attività di collaudo 

346

Utenti con disabilità complessa in carico al servizio 

180

Utenti seguiti anche con modalità domiciliare 

41

Accessi domiciliari per attività fisioterapiche 

179

Prestazioni fisioterapiche ambulatoriali 

1.255

Rapporti con il volontariato

Attualmente le Associazioni che collaborano con i vari servizi della Casa della Salute sono: Sulle Ali delle Menti, Polisportiva Gioco, Gioco Amico, Galleria dei Pensieri, Cibo e Gioia, Progetto Itaca, Comitato Paralimpico.

I PROGETTI FUTURI

Nella Casa della Salute per il Bambino e l’Adolescente verranno realizzati diversi programmi tutti riuniti nelPercorso Crescita”, inteso come crescita del bambino ma anche delle capacità genitoriali e delle competenze della comunità. Questi programmi saranno declinati in interventi di promozione della salute su corretti stili di vita (igiene del sonno, alimentazione a partire dall’allattamento, relazioni e sessualità, l’utilizzo delle nuove tecnologie e dipendenze), su sport e salute (gioco, sport e socialità), su malattie infettive e vaccinazioni (prevenzione delle malattie infettive). Verranno inoltre rivisti altri percorsi e protocolli, come quello per le patologie neuromotorie riabilitazione e NPIA. Verrà riaperto l’ambulatorio del Progetto “Bambino obeso”. Continuano i progetti già consolidati come il Meeting giovani e la rassegna “La Salute della Salute Mentale”.

Nella struttura verranno proposti gruppi per i genitori e i bambini: incontri settimanali/quindicinali per lo svolgimento di attività di sostegno alla genitorialità. Infine, la Casa della Salute per il Bambino e l’Adolescente si configura anche come luogo della formazione degli studenti (di medicina, psicologia, infermieristica, servizio sociale, ma anche tecnici della riabilitazione, educatori, ecc.) ed intende promuovere le attività culturali e la ricerca. Verrà dato ulteriore impulso alle collaborazioni con le Associazioni di volontariato, grazie all’apertura di uno sportello loro dedicato. 

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Giovedì, 26 Settembre 2019 08:29

L'appello di Simone Arrabito per un nuovo rene

Aiutiamo Simone Arrabito a trovare un rene.

Di Nicola Comparato Parma 26 settembre 2019 - Riceviamo e pubblichiamo l'appello di Simone Arrabito, affetto da una grave forma di insufficienza renale cronica. Simone Arrabito, nato a Parma il 16-06-1973, prima della malattia era un ottimo operatore socio sanitario.

Ecco il suo appello:

"Sono in dialisi da due anni e per tre volte la settimana, per quattro ore di sedute, devo stare immobile su un letto attaccato a una macchina. Non ne posso più. Un rene compatibile mi darebbe la possibilità di fare un trapianto e ricominciare a vivere.Aiutatemi!"

Per maggiori informazioni il link della pagina Facebook di Simone Arrabito

https://www.facebook.com/Aiutate-Simone-a-trovare-un-donatore-di-rene-117172119676118/ 

 

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Paolo Orsi è il nuovo direttore del Dipartimento Chirurgico del Presidio Ospedaliero dell’AUSL di Parma, che comprende i due ospedali di Vaio a Fidenza e Santa Maria a Borgotaro.

L’incarico ha una durata di cinque anni ed è stato assegnato a luglio, dopo un periodo di transizione che ha visto Orsi alla guida del Dipartimento come facente funzione in seguito al pensionamento del precedente direttore Aldo Guardoli.

 

CHI E’ IL NUOVO DIRETTORE

Paolo Orsi è specializzato in Chirurgia generale e in Gastroenterologia, ed endoscopia digestiva. Oltre alla direzione dipartimentale, mantiene gli incarichi di Direttore dell’Unità Operativa complessa (UOC) di Endoscopia digestiva e Gastroenterologia del Presidio Ospedaliero dell’AUSL (assegnato nel marzo 2012) e di Responsabile provinciale del Programma di screening per il tumore del colon retto (dal 2016). 

 

GLI OBIETTIVI DELL’INCARICO

Oltre alle funzioni di direzione e organizzazione del Dipartimento, quindi di coordinamento delle attività, del personale e del budget, l’incarico di Orsi lo vede impegnato nel perseguire alcuni obiettivi specifici: sviluppare percorsi integrati di presa in carico dei pazienti negli Ospedali di  Borgotaro e Vaio; promuovere lo sviluppo delle attività di chirurgia generale dell’Ospedale di Borgotaro, privilegiando l’innovazione organizzativa (ad esempio in regimi di degenza non solo ordinaria, ma anche ambulatoriale protetta) e tecnologica (chirurgia mininvasiva), in particolare negli interventi programmabili; sviluppo dell’integrazione delle attività ortopediche ed urologiche dei due Ospedali aziendali; la gestione e il monitoraggio dei tempi d’attesa degli interventi chirurgici programmati nelle Unità operative dipartimentali. 

 

IL DIPARTIMENTO CHIRURGICO E ALCUNI DATI ATTIVITÀ

Con oltre 350 professionisti in servizio, il Dipartimento Chirurgico del Presidio Ospedaliero dell’AUSL dispone di 141 posti letto e comprende le seguenti Unità Operative (UO):

all’Ospedale di Vaio: Chirurgia generale; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia; Pediatria; Urologia; Endoscopia digestiva e Gastroenterologia; Anestesia, Rianimazione e Camera iperbarica; Otorinoloringoiatria;

- all’Ospedale Santa Maria di Borgotaro: Chirurgia generale; Ortopedia e Traumatologia; Ginecologia; Riabilitazione estensiva di Ortopedia; Endoscopia digestiva; Anestesia.

 

Nel 2018 nelle Unità operative del Dipartimento sono stati dimessi complessivamente 3.367 pazienti, per i quali nel 39,5% dei casi si è trattato di ricovero urgente, con una degenza media di poco superiore ai cinque giorni. Sono stati invece 962 i dimessi dal day hospital, che dispone di 20 posti letto totali. Significativa anche l’attività ambulatoriale delle U.O. del Dipartimento che l’anno scorso nel complesso hanno garantito 69.418 prestazioni. L’attività ambulatoriale rivolta anche a pazienti esterni, invece, nel 2018 ha registrato un totale di 46.403 prestazioni, di cui oltre 16mila visite e più di 11mila tra accertamenti diagnostici ed esami. 

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Il servizio di trasporto gratuito per pazienti oncologici dall’abitazione alle strutture sanitarie prosegue per i prossimi tre anni grazie al rinnovo della convenzione avvenuta questa mattina. Un servizio ai pazienti e ai loro famigliari offerto da Intercral.

Parma -

Un servizio per il trasporto gratuito dei pazienti oncologici dalla propria abitazione alle strutture sanitarie dell’Ospedale Maggiore: il progetto promosso da Intercral Parma e Verso il sereno, in collaborazione con Azienda Ospedaliero-Universitaria Provincia e Comune di Parma, proseguirà anche per i prossimi tre anni grazie al rinnovo della convenzione avvenuta questa mattina nella palazzina direzionale di via Gramsci. Con due importanti novità: l’aumento della flotta dei mezzi e il coinvolgimento dei giovani nell’attività di volontariato.

Rispetto alla precedente convenzione (il servizio è attivo dal gennaio del 2014) Intercral Parma ha infatti messo a disposizione ben tre Opel Vivaro da 9 posti, di cui uno dotato di piattaforma per il trasporto dei pazienti disabili. Il servizio è rivolto a coloro che devono effettuare trattamenti in regime ambulatoriale o di day hospital come cure chemioterapiche, ma anche per esami clinici, radio terapie, visite e controlli e prevede la collaborazione diretta  con l’associazione Verso il Sereno che indirizza le persone che hanno diritto a tale servizio. Da febbraio di quest’anno il trasporto gratuito è stato esteso anche a coloro che sono in cura presso il Day Hospital dell'Ematologia e può contare sulla collaborazione del personale del reparto.

La finalità principale è quella di rendere più agevole l’accesso alle cure oncologiche dei cittadini di Parma e della provincia garantendo un trasporto assistito alle cure che si estende ai famigliari accompagnatori.

Ma c’è un altro elemento che sottolinea il presidente di Intecral Mauro Pinardi: “Oltre ai mezzi si è estesa anche la ‘flotta’ dei volontari che comprende pensionati,  lavoratori, studenti e anche a coloro che a seguito di infrazioni del Codice della strada possono svolgere, come accompagnatori, lavori socialmente utili. Tutte queste persone hanno un denominatore comune, altruismo e solidarietà, valori richiamati dalla nostra Costituzione, ma che non invecchiamo mai, in quanto i sentimenti non hanno età o data”.

In questi anni Intercral ha puntato molto sui giovani coinvolgendoli sia come accompagnatori che come autisti. Ad esempio offrendo un’opportunità ai ragazzi/e del servizio civile, (si ricorda che è possibile fare la domanda fino al 10 ottobre); agli studenti delle scuole superiori attraverso l’alternanza scuola/lavoro ed anche agli studenti universitari che possono svolgere questa attività usufruendo dei crediti formativi Universitari per le attività di volontariato di valore sociale, che consiste in 50 ore di attività, attraverso la convenzione sottoscritta con l'Università di Parma e Forum Solidarietà Sociale.

Gli oltre 50 volontari dedicati al servizio, attivo tutti i giorni feriali e i prefestivi previo appuntamento, hanno effettuato 500 viaggi percorrendo 20.000 chilometri in 14 comuni della provincia di Parma.

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E’ stato un successo l’Open Safety day promosso dalla Regione Emilia Romagna con la campagna “Sicurinsieme”, che si è svolto ieri, 17 settembre, in tutti gli ospedali del presidio provinciale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Appropriato utilizzo dei farmaci, igiene delle mani, prevenzione delle cadute, corretta identificazione del paziente sono i temi sui quali, nell’ambito della campagna regionale dedicata, in occasione della Giornata per la Sicurezza delle cure progettata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche l’Azienda Usl – IRCCS di Reggio Emilia ha confermato la propria attenzione speciale.

Ieri ai banchetti predisposti per accogliere i cittadini negli ospedali di Reggio Emilia, Guastalla, Correggio, Castelnovo né Monti, Montecchio, Scandiano si sono fermati a dialogare con i medici e gli infermieri quasi 600 cittadini. Parte di questi hanno colto l’occasione per attivare il Fascicolo sanitario elettronico, archivio on line consultabile in modo semplice e gratuito, strumento in grado di semplificare i rapporti tra Sanità e cittadino e di favorire la sicurezza perché consente di rendere facilmente rintracciabili, se il cittadino lo desidera, i propri dati sanitari. A tutti gli utenti sono stati presentati gli obiettivi della giornata, spiegati i depliant e consegnati flaconi gratuiti di gel alcolico.

All’Arcispedale Santa Maria Nuova quattro operatori tra medici e infermieri sono stati impegnati presso il punto informativo dalle 9 alle 14. Si sono avvicinati 114 cittadini. 

All’Ospedale San Sebastiano di Correggio sono stati operativi dalle 9 a mezzogiorno due operatori. Si sono registrati più di 100 contatti.

All’Ospedale Civile di Guastalla 62 cittadini si sono fermati ad ascoltare le spiegazioni dei professionisti.

All’Ospedale Franchini di Montecchio dalle ore 9 alle ore 12.30 i due operatori presenti hanno parlato con 92cittadini. 

Al Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti 114 persone di cui circa 30 dipendenti hanno ricevuto le informazioni sulla Sicurezza delle cure. Sono stati distribuiti 100 flaconi di gel alcolico per il lavaggio delle mani.

All’Ospedale Magati di Scandiano con una postazione aperta dalle 9 alle 12 sono stati informati circa 70 utenti, molti dei quali hanno poi effettuato un passaggio all’URP per l’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Il Servizio sanitario regionale e le strutture che ne fanno parte operano quotidianamente per garantire la sicurezza dell’assistenza, con processi organizzativi di gestione del rischio e sistemi di monitoraggio che, spesso neppure conosciuti né percepiti dai pazienti, rappresentano un riferimento primario per gli operatori e una garanzia fondamentale per tutti. Informazioni e materiali sono consultabili sul portale Salute della Regione alla pagina http://salute.regione.emilia-romagna.it/sicurinsieme e sul sito dell’Ausl di Reggio Emilia www.ausl.re.it.

Le foto dei banchetti dai 6 ospedali

Una ricerca di nuovi bersagli per combattere i tumori resistenti alle terapie. Importante progetto frutto della collaborazione tra Ospedale Maggiore di Parma e Università, per lo studio sui carcinomi al colon retto.

Parma -

Ha preso avvio da alcuni mesi all’Ospedale Maggiore di Parma un progetto di ricerca per indagare i marcatori molecolari di resistenza dei carcinomi del colon retto alla terapia antitumorale con anti VEGF.

Il progetto è promosso dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e vede il coinvolgimento delle strutture di Oncologia Medica con la dottoressa Francesca Negri quale Principal Investigator, di Anatomia Patologica con il prof. Enrico Maria Silinie del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Parma con i professori Roberto Sala e Giuseppe Pedrazzi.

Il progetto ha l’obiettivo di indagare in vitro nuovi marcatori molecolari utili per una migliore definizione delle caratteristiche dei tumori del colon resistente alla terapia farmacologica (farmaci anti VEGF, fattore di crescita dell'endotelio vascolare). 

Si tratta di farmaci a bersaglio molecolare, approvati nel trattamento del carcinoma colorettale metastatico, che legandosi al VEGF bloccano la crescita di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi). Come nel caso di altre terapie a bersaglio molecolare, anche per i farmaci antiangiogenetici, dopo un periodo variabile di trattamento, possono insorgere fenomeni di resistenza, ossia di mancata risposta alla terapia.

Con lo studio si intende indagare i meccanismi potenzialmente coinvolti nella resistenza al trattamento con farmaci anti VEGF per migliorare le conoscenze in merito ai tumori colorettali ed alla loro prognosi ed intraprendere nuovi approcci terapeutici specifici per la cura della malattia.

L'associazione SNUPI (Sostegno Nuove Patologie Intestinali), nata a sostegno della Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva diretta dal prof. Gian Luigi de' Angelis e che da anni è al fianco di pazienti affetti da patologie intestinali, ha messo a disposizione un contributo pari a 11mila euro a favore del progetto di ricerca.         

Alla conferenza di presentazione del progetto e della donazione erano presenti i professionisti che stanno portando avanti la ricerca insieme al direttore di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, oltre al direttore dell’Oncologia medica Francesco Leonardi, al direttore sanitario dell’ Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Ettore Brianti e al direttore generale del Maggiore Massimo Fabi che ha sottolineato il valore che portano le associazioni alla comunità ospedaliera quando sostengono progetti di ricerca che coinvolgano tante specialità e soprattutto giovani ricercatori “siete voi il carburante di un ospedale che vuole migliorare continuamente le cure per i pazienti”, ha concluso Fabi rivolgendosi a loro.

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