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Il 20 maggio 2012 la prima scossa del terremoto che causò la morte di 28 persone, cui si aggiunse un volontario deceduto nella fase della ricostruzione, e oltre 300 feriti. A Medolla, alla presenza delle famiglie delle vittime, la presentazione del prototipo della scultura "Riconciliazione", monumento ai caduti del terremoto. Il progetto artistico è stato realizzato dagli studenti del liceo Venturi di Modena. Il presidente Bonaccini: "Il primo pensiero alle vittime, ai feriti e ai famigliari. Anche per questo prosegue ogni giorno l'impegno condiviso per la ricostruzione, che è stato ed è di tutti" 

Bologna -

Sette anni fa, il 20 maggio 2012, alle 4.03, l’Emilia tremò lasciando un segno indelebile nel cuore della comunità regionale e nel Paese. Era la prima scossa di un terremoto che vide un bilancio finale pesantissimo in termini di perdite umane: morirono 28 persone, cui si aggiunse un volontario deceduto nella fase della ricostruzione. I feriti furono oltre 300.

Il presidente della Regione e commissario delegato alla Ricostruzione, Stefano Bonaccini, ricordando le vittime, sottolinea come “a loro, e alle loro famiglie, continua ad andare il pensiero dell'Emilia-Romagna e di tutti noi. È anche per questo che ogni giorno proseguiamo a mettere tutto il nostro impegno per completare la ricostruzione. E lo faremo fino all'ultima pietra, insieme alle comunità locali. Resta tanto da fare, ma siamo allo sforzo finale. Perché la nostra forza, dai primi giorni dell'emergenza a oggi, sono stati il coraggio e la volontà di questa terra e delle persone che qui vivono e lavorano, per un impegno condiviso che è stato ed è di tutti”.

E proprio col pensiero rivolto alle vittime, questa mattina a Medolla c’è stata una cerimonia di commemorazione alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale alla Ricostruzione post sisma, Palma Costi, in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna.

Durante l’iniziativa, alla presenza anche dei famigliari delle vittime, è stato presentato il work in progress “Riconciliazione”, un monumento ai caduti del terremoto realizzato dagli studenti del liceo artistico Venturi di Modena su un progetto di Lisa Buffagni, che oggi studia all’Accademia di Carrara. Dal prototipo si passerà ad una scultura in bronzo, dal peso complessivo di 600 chilogrammi, che sarà realizzata con tecnica a cera persa. Alta 2,7 metri e profonda 2, sarà posta su un basamento in cemento armato già realizzato nel giardino pubblico a fianco del teatro ‘Facchini’ di Medolla, in pieno centro storico. Sarà illuminato da un gruppo di fari posti circolarmente intorno alla scultura.

Fonte: Regione ER

Il Giro d'Italia torna in Emilia-Romagna: domenica 19 maggio la Riccione-San Marino, dalla Costa al Titano la tappa si colora di rosa. Una nuova importante occasione per promuovere il territorio regionale e le sue eccellenze: dal mare all'Appennino, paesaggi, monumenti, storia, enogastronomia per una crono che è anche 'Sangiovese Wine Stage' di questa edizione. E all'inizio della prossima settimana toccherà a Ravenna, Modena, Carpi.

Bologna -

Un suggestivo percorso che dal cuore della Riviera Romagnola si snoda verso l’Appennino, fino al Monte Titano nel centro storico della Repubblica di San Marino. Una nuova, suggestiva tappa che riporta il Giro d’Italia in Emilia-Romagnaregione protagonista di questa ventiduesima edizione della Corsa Rosa, dopo il successo della Grande Partenza con la Bologna-San Luca e prima della Ravenna-Modena e della Carpi-Novi Ligure (il 22 e il 21 maggio).

Dunque, domenica 19 maggio ci sarà la Riccione-San Marino. Alle ore 13,15 lo start dalla rampa di piazzale Roma per una cronometro individuale di 34,7 chilometri, di cui i primi 22 in leggerissima ascesa fino alla salita finale di 12 km. Interamente in rosa il primo tratto della gara, parallelo al Lungomare con due tribune che permetteranno di godere al meglio lo spettacolo in zona porto e viale Angeloni. L’arrivo è previsto in piazzale Lo Stradone, a San Marino.

Il mare e l’entroterra collinare; le tante opportunità di svago e divertimento della Riviera, ma anche la storia,l’arte, la cultura, le tradizioni enogastronomiche della Romagna più autentica. La Riccione-San Marino – che è anche Sangiovese Wine Stage del Giro 2019  – non è solo un appuntamento sportivo atteso da tifosi e appassionati, ma anche una nuova, importante occasione per raccontare e promuovere il territorio e le sue eccellenze. 

Nelle sole città tappa si stima che l’indotto economico superi 1,5 milioni di euro considerando le sole 2mila persone (tra atleti, giornalisti accreditati, organizzatori) della Carovana Rosa. Numeri che crescono ulteriormente considerando le ricadute turistiche, come dimostrano i primi dati diffusi all’indomani della tappa bolognese di apertura: 15 mila presenze nel week end e un indotto di circa 3milioni di euro.

La 102esima edizione del Giro d’Italia è un progetto frutto della collaborazione tra Rcs/Gazzetta dello Sport e Regione Emilia-Romagna con i Comuni di BolognaRiccioneRavennaModenaCarpi e il Governo della Repubblica di San Marino.

 

Una grande vetrina per il territorio

Una copertura televisiva in 198 Paesi nei cinque continenti per un’audience potenziale superiore agli 800 milioni di personeSessantacinque milioni di pagine web visualizzate sul portale del Giro, dove l’Emilia-Romagna, le sue bellezze e le sue eccellenze sono in primo piano in una sezione dedicata alle regioni della Corsa Rosa; 48 milioni di visualizzazioni video sui social; 2.054 tra giornalisti e fotografi nazionali ed esteri, una social community da 2,8 milioni di utenti. Senza dimenticare gli oltre 10 milioni di spettatori dal vivo lungo il percorso, nelle partenze e negli arrivi. Questi, in sintesi, i numeri della copertura mediatica del Giro d’Italia 2018. Una copertura che ha il suo punto di forza nelle dirette televisive  – con una media di 2milioni di telespettatori sulla Rai  – in cui la cronaca sportiva si  mescola al racconto delle città, dei paesi, dei territori attraversati. 

Tante le azioni messe in campo dalla Regione in collaborazione con Rcs e Apt Servizi: le informazioni sul territorio emiliano-romagnolo  – dalle testimonianze artistiche e architettoniche, ai prodotti tipici  – presenti sulla Guida Tecnica del Giro, il cosiddetto "Garibaldi", che giornalisti e appassionati possono scaricare da giroditalia.it; l’ampio approfondimento dedicato alle eccellenze dell’Emilia-Romagna nello speciale di Bell'Italia “Sulle Strade del Giro” distribuito in 100mila copie; le proposte di soggiorno legate all’evento sul sito  www.emiliaromagnawelcome.com; il materiale promozionale sulle vacanze attive e il cicloturismo in Emilia-Romagna distribuito nelle città di partenza – oltre a Bologna dunque anche Riccione e Ravenna – presso lo stand di Apt Servizi.

 

Riccione San Marino si colorano di rosa e si preparano ad accogliere atleti e turisti

Tante le iniziative nel week end del Giro, promosse dal Comune di Riccione e dalla Repubblica di San Marino che sicolorano di rosa per accogliere atleti e turisti. A partire dallo spettacolo di fuochi d’artificio sul Lungomare della Perla Verde sabato 18 maggio alle 21.30: una grande festa per dare il benvenuto alla Carovana rosa. Mentre sul ponte del Porto Canale è visibile una maxi riproduzione della coppa del Giro, il "Trofeo senza fine".
E poi le mostre dedicate a uno sport in cui l’agonismo incontra la storia e il costume. 

Ecco gli scatti di Secondo Casadei, storico fotoreporter della bici che ha immortalato le imprese di un grande campione come Ercole Baldini, vincitore anche di un Giro D’Italia, ma anche di Pierino Primavera, atleta degli anni ’70 che ha corso con i più grandi, tra cui Eddy Merckx. Passando per Gimondi, Zandegù, e tanti altri miti del ciclismo (“Il ciclismo in Romagna secondo Casadei”, a Riccione, Villa Mussolini fino al 16 giugno).  O “La Bici tattile. Due ruote per apprendere” a cura di Fernanda Pessolano e della Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza, con il suo corollario di laboratori tattili e creativi (Galleria della Biblioteca comunale fino al 15 giugno). 

Ancora a Riccione sabato 18 maggio il giornalista sportivo Marino Bartoletti (ore 18.30, Indaco, viale Gramsci 33,) presenta l’Almanacco del Ciclismo 2019 (Gianni Marchesini Edizioni), firmato da Davide Cassani, commissario tecnico della Nazionale azzurra, mentre domenica 19 maggio, a conclusione della cronometro (ore 18.30, Indaco, viale Gramsci 33, ingresso libero), Paolo Alberati presenta il libro Gino Bartali. Mille diavoli in corpo (Giunti Editore).  

Uno spettacolo da non perdere quello offerto in questi giorni dalla Repubblica di San Marino ai tanti visitatori e ciclisti che scalano il Titano. 

Tante le scenografie urbane realizzate: dalla superstrada, alla funivia panoramica, dall’ultimo chilometro fino ad arrivare in centro storico, dove una contrada intera ti tinge di rosa e ridisegna delle frasi celebri dedicate ai corridori nelle più classiche scalate di montagna. Piazza della Libertà, cuore pulsante delle istituzioni sammarinesi, ospita fino al 19 maggio la biglia gigante che è già diventata una delle attrazioni più instagrammabili del territorio. Tra le iniziative la mostra “artColorBike” (presso La Prima Torre Guaita, fino al 23 maggio) con 12 biciclette destinate alla rottamazione e trasformate in installazioni da 12 studenti.

Regione ER

Elezioni 2019. Alle amministrative in corsa 656 candidati sindaco in 235 comuni dell'Emilia-Romagna, sostenuti da 816 liste. L'età media 50,7 anni, in 15 piccoli centri in lizza un solo nome. Le curiosità sugli aspiranti primo-cittadino.Tutti i dati sulla tornata elettorale per le comunali sul sito informativo online della Regione dedicato alle prossime consultazioni del 26 maggio. Chiamati alle urne oltre 2 milioni di elettori emiliano-romagnoli.

Bologna –

Sono 816 le liste a sostegno di 656 candidati sindaco, con un’età media di 50,7 anni in corsa per uno dei 235 posti da primo-cittadino in palio nelle elezioni amministrative che si svolgeranno domenica 26 maggio. Si vota dalle ore 7 alle 23 in 2.624 sezioni elettorali dell’Emilia-Romagna.

Comuni oltre i 15 mila abitanti
Nei 35 comuni al voto con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti, i candidati alla carica di sindaco sono 151, sostenuti da 311 liste (in media 9 liste per comune). In media 4,3 candidati sindaci per comune, ciascuno appoggiato da circa 2 liste.
I 151 candidati hanno in media 49,5 anni: sono 123 uomini e 28 donne (il 18,5%). L’età media degli uomini è di 50 anni, delle donne di 47,6 anni. Il 33,1% (50 candidati) è nato nello stesso comune nel quale si candida, il 32,4% (49) nella stessa provincia, il 17,2% (26) nel resto dell’Emilia-Romagna, il 13,9% (21) in un’altra regione italiana e il 3,3% (5) all’estero.
I comuni con solo 3 candidati a sindaco sono Castelmaggiore, Castel San Pietro Terme, San Lazzaro di Savena, Molinella, Argenta, Savignano sul Rubicone, Mirandola, Sassuolo, Scandiano, Bellaria-Igea Marina. I comuni con più candidati sono Ferrara (8), Cesena e Modena (7).
I comuni con solo 5 liste sono Castelmaggiore, San Lazzaro di Savena e Nonantola. I comuni con più liste sono Reggio Emilia (12), Forlì (13), Modena (14) Cesena (15), Ferrara (17).

Comuni sotto i 15 mila abitanti
Nei 200 comuni al voto con una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti, i candidati alla carica di sindaco sono 505, sostenuti da altrettante liste (in media 2,5 liste per comune). Hanno in media 51 anni (l’età media degli uomini è di 51,7 anni, delle donne di 48,9 anni), sono 382 uomini e 123 donne (pari al 24,4%). Il 18,4% (93) è nato nello stesso comune nel quale si candidata, il 61,2% (309) nella stessa provincia, l’8,1% (41) nel resto dell’Emilia-Romagna, l’11,7% (59) in un’altra regione italiana e lo 0,6% (3) all’estero.
In 15 comuni su 200, è in corsa un solo candidato e una sola lista. Si tratta di: Alseno, Baiso, Besenzone, Calestano, Campagnola Emilia, Castel d’Aiano, Casteldelci, Compiano, Lizzano in Belvedere, Maiolo, Montese, Pianello Val Tidone, San Giorgio Piacentino, Sant’Agata sul Santerno, Talamello.
In 6 comuni (Castenaso, Fiscaglia, Riva del Po, Spilamberto, Novellara, Reggiolo) si scontrano 5 candidati e 5 liste.

Tutte le informazioni sul sito della Regione Emilia-Romagna dedicato alle elezioni, all’indirizzo www.regione.emilia-romagna.it/elezioni, realizzato in collaborazione tra l’Agenzia di Informazione e Comunicazione della Giunta regionale e l’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa. L’elaborazione dei dati è curata dal servizio statistico della Giunta e dalla Direzione Generale dell’Assemblea legislativa emiliano-romagnola.

Fonte: Regione Emilia Romagna

In gran parte già liquidate le risorse per imprese, abitazioni e opere pubbliche. Ora l'obiettivo è lavorare sul 'cratere ristretto' dei 30 Comuni (su 59) e rivitalizzare i centri storici; a disposizione 35 milioni di euro dai finanziamenti a fondo perduto.

La Giunta, in Commissione Territorio, ambiente e mobilità, ha fatto il punto sulla ricostruzione a sette anni dal terremoto che ha colpito l'Emilia.

"Tutte le preoccupazioni relative alla nostra economia che avevamo nel 2012 non si sono avverate, anzi abbiamo assistito a processi di investimento e attrazione di nuove aziende anche dall’estero", è la prima nota di soddisfazione. "Quest'area che prima rappresentava il 2% del Pil nazionale oggi è passata al 2,4%, e c'è stato un aumento di occupazione con 22mila posti di lavoro in più" si aggiunge riportando i dati dell'analisi realizzata con Unioncamere. Non sono gli unici fattori positivi. Nel Report sui sette anni di ricostruzione realizzato dalla Giunta emerge anche che "per quanto riguarda il mondo delle imprese, due anni fa abbiamo finito di dare le concessioni destinando 1,9 miliardi alle aziende e abbiamo già liquidato 1,4 miliardi. Sono ancora attivi due presidi a Mirandola e Cento a disposizione degli imprenditori per confrontarsi sulle pratiche".

Riguardo alle abitazioni, il primo dato importante che si sottolinea dalla Giunta è che "9 famiglie su 10 sono tornate nelle loro case messe in sicurezza, ovvero su 16.500 famiglie solo 1.533 sono ancora in assistenza". La ricostruzione abitativa non riguarda solo le case ma anche le piccole attività produttive delle quali "5mila sono già state ripristinate", annuncia l'esecutivo regionale, aggiungendo che "dei 4 miliardi destinati alle ricostruzioni private, 2,7 miliardi sono già stati liquidati".

Anche sulle opere pubbliche l'attività di ricostruzione va avanti grazie ai cofinanziamenti e alle risorse dei soggetti privati. Su 1.227 progetti, 741 sono stati approvati e quasi tutte le opere sono coperte, in fase di realizzazione o finite. "Ci tengo a sottolineare", aggiunge la Giunta, "che fra le opere pubbliche sono compresi anche gli edifici di culto: abbiamo riaperto 21 chiese e fra queste anche il Duomo di Mirandola, uno dei Comuni più colpiti".

"Si può dire che dal 2019 l'area del cratere si è ridotta; su 59 Comuni, 29 hanno già completato la ricostruzione" spiega la Giunta. Tutti gli sforzi ora sono concentrati sui 30 Comuni del cosiddetto 'cratere ristretto', in particolare sui centri storici. "L'obiettivo", continua l'esecutivo regionale, "è quello di rafforzare tutte le azioni per renderli sicuri e rivitalizzarli anche dal punto di vista organizzativo". Per questo sono stati destinati 35 milioni di euro dai finanziamenti a fondo perduto per progetti di recupero e rafforzamento, da distribuire in tre diverse tranche fino al 2020. Ulteriori risorse sono destinate ai Comuni interessati per facilitare il lavoro di collegamento, alle piccole e medie imprese per progetti di ricerca e innovazione e alle start-up.

"Oggi possiamo dire con orgoglio che la nostra comunità ha reagito e lo ha fatto positivamente", è il commento del Partito democratico, "dalle istituzioni pubbliche ai cittadini, dalle associazioni ai partiti politici: l'impegno ha coinvolto tutti. Non abbiamo dimenticato le vittime e i loro familiari, ma siamo riusciti a ricostruire case, scuole e imprese; ora manca il rush finale sui centri storici". 

"L'auspicio è che si riesca a chiudere tutto entro 8 anni dal sisma" aggiunge la Lega Nord che chiede anche di dare più rilievo e pubblicità possibile all'ordinanza sulle pertinenze che la Giunta comunica essere in uscita. Altra richiesta quella di "ricavare ulteriori fondi, oltre ai 35 milioni di euro, a beneficio delle attività dei centri storici per dare la giusta spinta a un mercato che ha sofferto molto". Si chiede anche di fare luce sulle tempistiche di erogazione dei contributi per i centri abitati, poiché in alcuni, come in quello di Cento, molte strutture sono ancora chiuse.

Forza Italia interviene per sottolineare, fra gli aspetti positivi della ricostruzione, la mancata perdita delle aziende del territorio e chiede come funzionino i controlli per le attività di finanziamento.

"I controlli vengono fatti dalla giunta in fase di attività istruttoria", è la risposta del tecnico dell'Agenzia regionale per la ricostruzione che riporta "solo un'ottantina di casi dove la documentazione o le modalità di presentazione delle domande non sono risultate idonee". In una seconda fase vengono eseguite anche verifiche sui cantieri, ma anche qui i numeri sulle difformità sono molto bassi. "Oltretutto", aggiunge, "abbiamo messo a disposizione delle forze dell'ordine tutte le banche dati; il percorso trasparente ed estremamente parcellizzato che abbiamo adottato ha scoraggiato eventuali infiltrazioni di grandi organizzazioni malavitose. Possiamo quindi affermare che si tratti di una ricostruzione sana e di qualità".

(Francesca Mezzadri)

Regione Emilia Romagna

 

Maltempo. Il presidente della Regione Bonaccini stamattina a Cesena, poi a Villafranca di Forlì per verificare la situazione: "Chiederemo lo stato di emergenza nazionale per l'Emilia-Romagna". In mattinata riunione operativa dell'assessore alla Protezione civile, Paola Gazzolo, a Villafranca dove ha ceduto l'argine del fiume Montone: arrivate 13 squadre con idrovore e attrezzature per la pulizia di strade e case, in azione non appena le acque si abbasseranno.

Bologna –

Proseguono gli interventi del sistema della Protezione civile della Regione per mettere in sicurezza le diverse zone del territorio dell’Emilia-Romagna nelle quali in maniera più rilevante ha colpito il maltempo degli ultimi due giorni.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, è giunto in tarda mattinata a Cesena, dove ieri si è verificata l’esondazione del Savio.

Insieme al sindaco Paolo Lucchi ha fatto il punto della situazione. Il presidente Bonaccini ha innanzitutto voluto rivolgere “un grazie sincero a tutti gli operatori, ai tecnici e ai volontari del sistema regionale di protezione civile, così come ai vigili del fuoco, alle polizie locali e a tutti gli uomini e le donne dei corpi dello Stato impegnati da domenica nella gestione dell’emergenza”.

“Siamo loro vicini- ha proseguito il presidente- così come lo siamo alle persone, alle comunità locali colpite, ai sindaci e agli amministratori locali. Per questo sono voluto venire qui, come sempre faccio e come siamo abituati a fare, per rendermi conto direttamente di quale sia la situazione e di quali i problemi da risolvere: lo ripeto, per essere vicini alle persone”.

Sul tema dei danni, il presidente ha confermato che la Regione chiederà lo stato di emergenza nazionale. "Ho già sentito al telefono il capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli, e non appena sarà possibile partiremo con la conta dei danni per ottenere tutti i risarcimenti. Là dove i danni a persone e imprese non dovessero essere coperti da fondi nazionali, interverremo con fondi regionali, anche se già fin d’ora auspico il massimo impegno da parte del Governo. Le previsioni meteo non sono buone, ma sono qui per ribadire il fatto che la Regione è e sarà al fianco di tutti coloro che hanno bisogno di assistenza, aiuto e che si troveranno a dover ripartire una volta passata l’emergenza. Ho letto di qualcuno che polemizza, anche in queste ore- ha concluso- ma occuparmene è un lusso che in questo momento non mi posso permettere. Lavoriamo tutti per aiutare chi in questi giorni e in queste ore ha davvero bisogno".

Dopo Cesena, il presidente Bonaccini sarà a Villafranca di Forlì dove si è creata la situazione forse più complessa dopo il cedimento – nei pressi del ponte dell’A14 – dell’argine in sponda sinistra del Montone, che ha provocato l’allagamento dell'intero abitato.

E proprio a Villafranca, nel corso della mattinata, si è svolto un summit operativo, alla presenza dell’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo. Nel corso dell’incontro, i tecnici hanno ricostruito gli eventi che hanno portato alla situazione che oggi si sta cercando di risolvere.

In particolare, si è ricordato che ieri verso le 17 si è verificata la prima apertura dell’argine, fronteggiata con interventi di tamponamento sia sul versante di Faenza che di Forlì con la messa in opera di massi ciclopici e terra, intervento svolto dalla Società Autostrade (i piloni del ponte autostradale si trovano sull’argine del Montone), con il supporto della Regione. A lavori conclusi, si è registrata una sostanziale tenuta, che non ha retto però al transito dell'onda di piena, che ha causato la fuoriuscita delle acque verso l’abitato di Villafranca.

Sono arrivate da tutta la regione a Villafranca 13 squadre con idrovore e attrezzature per la pulizia di strade e case, pronte ad intervenire appena le acque si abbasseranno.

Il tavolo tecnico ha stabilito che le priorità sono chiudere la falla nel più breve tempo possibile, assistere la popolazione che è rimasta nelle case, posizionare sacchetti di sabbia, verificare la possibilità di collaborare con il Consorzio di bonifica per lo svuotamento dell'acqua attraverso la rete dei canali.

Nelle prossime ore, e nei prossimi giorni, è previsto un consistente arrivo di volontari per svuotare da acqua e fango le circa 600 abitazioni interessate dall’alluvione.

Fonte: Regione ER

Donazione di sangue, al via la campagna 2019 di Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas. I donatori come testimonial, per rendere 'contagioso' un gesto di solidarietà e altruismo. Tutti i dati 2018 e l'andamento del primo trimestre 2019, per provincia, illustrati oggi a Bologna. La presentazione alla stampa con i donatori protagonisti, che nel 2018 hanno superato quota 139.000. Locandine, opuscoli, manifesti, ma soprattutto la possibilità di continuare a raccontare sui social l'esperienza di chi il sangue lo dà e lo riceve. L'anno scorso quasi 214.000 unità raccolte, e crescono quelle inviate alle regioni non autosufficienti: 8.763. 

Bologna -

Donare sangue mi fa stare bene. Donare sangue è una delle mie passioni. Non è la dimensione del dono che conta, ma la dimensione del cuore che lo dà. Per i donatori di sangue la vaccinazione è gratuita”.

A raccontare le mille buone ragioni che li hanno spinti a compiere questo gesto di altruismo sono loro, i donatoriprotagonisti della campagna di comunicazione 2019 di Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas#IoTiRaccontoChe. Uomini e donne, giovani e meno giovani, che hanno con orgoglio ed entusiasmo prestato il proprio volto, e scelto il messaggio da trasmettere, per far sì che sempre più persone vengano “contagiate” dalla volontà di donare.

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Lanciata lo scorso anno, la campagna regionale “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto” ha messo a disposizionequesto hastag, ovvero l’etichetta che sui social network funge da aggregatore tematico, per chi voleva raccontare, e socializzare, la propria esperienza. Le tante testimonianze dei donatori sono state raccolte e nove di loro, partecipando ad un vero e proprio set fotografico, sono diventati testimonial della campagna di quest’anno. Che prevede manifesti, locandine e, nelle sedi di Avis, Fidas e al Centro Regionale Sangue, totem e corner informatividove, chi vorrà, potrà continuare a offrire la propria testimonianza di donatore su una lavagna rossa, fotografarsi e condividere l’esperienza sui social. A maggior ragione in un momento, come quello estivo ormai alle porte, in cui èparticolarmente importante sostenere la donazione. Infatti,un messaggio della campagna recita “Ricordati di prenotare la tua donazione”, per essere sicuri di andare in vacanza solo dopo avere donato.

contenuti della campagna e i dati 2018 sulla donazione di sangue in Emilia-Romagna, con l’andamento del primo trimestre 2019, sono stati illustrati alla stampa oggi in Regione, a Bologna, dalla direttrice generale Cura della persona, salute e welfare, Kyriakoula Petropulacos, dal responsabile del servizio Assistenza ospedaliera, Anselmo Campagna, e dalla direttrice del Centro regionale sangue, Vanda Randi. Presenti anche i presidenti di Fidas e Avis Emilia-Romagna, Michele Di Foggia e Maurizio Pirazzoli, e come ospiti d’eccezione alcuni dei donatori di sangue protagonisti della campagna.     

 

Il sistema regionale sangue

Grazie innanzitutto ai donatori - arrivati nel 2018 a toccare quota 139.250, in crescita rispetto allo scorso anno - ai volontari delle associazioni e a un sistema regionale sangue solido e innovativo, anno dopo anno l’Emilia-Romagna è in grado di mantenere l’autosufficienza: ciò significa che nessun intervento né alcun tipo di attività sanitaria in cui fosse necessaria una trasfusione è stato rimandato. Non solo, perché la regione continua a donare sangue ad altre, non autosufficienti, che soprattutto in caso di emergenze devono essere aiutate: un dato anch’esso in aumento, con 8.763 unità inviate rispetto alle 6.159 del 2017. Ma non si può abbassare la guardia, e proprio per questo motivo la Regione conferma il proprio impegno anche sul fronte della comunicazione, per sensibilizzare sempre più i cittadini rispetto a un gesto così importante per la collettività.

 

Sangue: i dati 2018 in Emilia-Romagna
Aumentato, nel 2018, il numero totale di donatori in Emilia-Romagna, che hanno un'età media di 40/42 anni: 139.250contro i 137.039 del 2017. E sono state 197.194 le unità di sangue trasfuse, a fronte di 213.890 unità raccolte; la diminuzione dell’utilizzo del sangue trasfuso (-2% rispetto alle unità del 2017, che erano state 201.552) è frutto di un impiego sempre più appropriato di questa risorsa in relazione alle necessità e alle condizioni del paziente, di tecniche operatorie all’avanguardia e dell’introduzione di strategie di contenimento della terapia trasfusionale.  
Buono anche l’andamento del primo trimestre 2019, in cui si registra un aumento delle unità raccolte in aferesi:15.714, contro 14.672 nello stesso periodo 2018; restano complessivamente stabili le donazioni di sangue intero(822 unità in meno rispetto allo scorso anno). Anche il totale delle donazioni, sangue intero più aferesi, è complessivamente stabile: 69.719 nel primo trimestre 2019, contro 69.499 del primo trimestre 2018.

 

Come si diventa donatore
Donare il sangue è semplice. Chi intende diventare donatore può recarsi, possibilmente a digiuno, nei centri di raccolta o nei punti di raccolta sangue della propria città dove sarà accolto e accompagnato da un medico per un colloquio, una visita e un prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l’idoneità al dono. L’idoneità verrà comunicata con lettera o telefonicamente.

Per informazioni sulla donazione e sul centro o punto di raccolta della propria città è possibile telefonare al numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 18 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13); utilizzare la e-mail del sito sangue: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; contattare le Associazioni Avis e Fidas: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., consultare i siti di Avis e Fidas Emilia-Romagna. /EC

 

Appartamenti a prezzi accessibili e riqualificazione urbana, con 5 milioni di euro di contributi la Regione promuove l'housing sociale. Un aiuto concreto a chi non può permettersi affitti o acquisti di una casa a prezzi di mercato. Approvato dalla Giunta regionale il bando rivolto a cooperative e imprese costruttrici per completare la realizzazione di nuovi appartamenti, sperimentare nuove soluzioni abitative o recuperare vecchi edifici, anche sul piano dell'efficienza energetica e sismica. Contributi fino a 40mila euro per alloggio. Scadenza 9 luglio.

Bologna-

Sono giovani coppie, famiglie numerose o con un solo genitore, anziani, disabili, tutti con un reddito medio basso. 
È la fotografia di chi non riesce a trovare casa per ragioni economiche ma che, allo stesso tempo, non si trova in condizioni tali da poter accedere alle graduatorie per ottenere le case di edilizia residenziale pubblica (Erp).  
Una “fascia grigia”che trova una risposta concreta ai propri bisogni nel programma di Housing sociale promosso e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna

La Giunta regionale, infatti, nei giorni scorsi ha approvato il bando, finanziato con 5 milioni di euro, rivolto a cooperative e imprese costruttrici per completare la realizzazione di nuovi appartamenti, sperimentare nuove soluzioni abitative o recuperare vecchi edifici, anche sul piano dell’efficienza energetica e sismica.

Il contributo varierà da un minimo di 30 mila euro per alloggio a un massimo di 50 mila euro per gli interventi di recupero di vecchi edifici e di rigenerazione urbana.

Tra i criteri di priorità individuati dal bando, sono previsti contributi aggiuntivi (5 mila euro per alloggio) per iprogetti che saranno in grado di proporre contenuti di novità e sperimentazione, come ad esempio ilcohousing’: una modalità abitativa costituita da appartamenti privati e spazi e servizi comuni (lavanderia, giardini, sale di ritrovo e per il tempo libero, anche aperte ad usi e fruitori esterni) per favorire la socializzazione e la cooperazione tra vicini di casa.

I beneficiari

Con il programma di Housing sociale, la Regione affronta il tema dell’edilizia sociale consentendo a persone con un reddito che non superi 41.006 euro di Isee (o 55.000 euro se appartenenti a nuclei familiari distinti, che intendano costituire un nuovo nucleo familiare) di acquistare una delle case selezionate dal bando con uno sconto sul prezzo dell’immobile pari al contributo ottenuto dal costruttore (da 30 mila a 40 mila euro). 
In alternativa all’acquisto, i beneficiari del programma potranno prendere in affitto gli appartamenti disponibili con contratti scontati del 20% sul canone concordato (una tipologia di locazione frutto di particolari accordi territoriali tra le associazioni di proprietari e inquilini).

Non potranno usufruire delle opportunità offerte dal programma coloro che possiedono altri appartamenti (anche in usufrutto) in Emilia-Romagna oppure hanno ricevuto in precedenza altri contributi pubblici per l’acquisto di una casa.  

Modalità e tempi per presentare la domanda

Le cooperative e imprese costruttrici potranno presentare le domande entro il 9 luglio tramite l’apposita procedura online prevista dal bando, all’indirizzo web http://territorio.regione.emilia-romagna.it , a partire da venerdì 10 maggio
Al medesimo indirizzo sarà reso noto già dai prossimi giorni l’elenco degli alloggi disponibili, per ognuno dei quali verrà specificata l’ubicazione (Comune e indirizzo) e l’azienda costruttrice; dopo la scadenza del bando la Regione pubblicherà la graduatoria dei progetti finanziati. /Ti.Ga. 

Fonte: Regione ER 

Fondazione vittime reati. Dieci nuovi casi e quasi 53mila euro erogati per aiutare le persone a ripartire dopo le violenze subite. Il sostegno a 9 donne, un uomo e 18 minori. Accolte le richieste dei sindaci: 3 i casi segnalati nel bolognese, 2 nel piacentino e a Forlì-Cesena, uno nel ferrarese, riminese e parmense. Organismo unico in Italia, la possibilità di destinare alla Fondazione il 5 per mille 

Bologna –

Dieci nuovi casi, oltre 50mila euro già assegnati e 28 persone aiutate, tra cui 18 bambini. È il bilancio della prima riunione del 2019 della Fondazione regionale per le vittime dei reati, unica in Italia e fortemente voluta dalla Regione Emilia-Romagna

È stata una seduta quasi interamente dedicata al tema della violenza di genere quella del 17 aprile scorso, quando il Comitato dei Garanti della Fondazione si è riunito per valutare le istanze ricevute dai sindaci nei primi mesi dell’anno.

Sono state 10 le richieste ricevute, tutte accolte, provenienti dalle province di Bologna (3 istanze), Piacenza (2),Forlì-Cesena (2), FerraraRimini e Parma. Erogati complessivamente 52.700 euro per dare sostegno a 28 vittime di reato, vale a dire 9 donneun uomo e 18 figli coinvolti nelle violenze. Le istanze hanno riguardato 7 casi di maltrattamenti in famiglia sulla donna – e, direttamente o indirettamente, sui bambini, che in diversi modi sono stati coinvolti nella difesa della madre o come vittime essi stessi –, 2 violenze sessuali e una rapina aggravata. 

I reati di violenza in famiglia si connotavano per la particolare gravità degli atti, ripetuti da anni, resi in molti casi più crudeli dai problemi di dipendenza o dalle patologie psichiatriche del maltrattante. Non di rado, le violenze sono arrivate al punto da far temere la donna per la propria incolumità e quella dei suoi figli. Da qui la forza di chiedere aiuto ai Servizi sociali, ai Centri antiviolenza, alle Forze dell’ordine. In alcuni di questi casi, ora la donna si trova con i bambini in un luogo protetto, per sua scelta o per decisione del Tribunale per i Minorenni di Bologna intervenuto a tutela delle vittime, in altri il partner è detenuto o agli arresti domiciliari in un’altra città e la donna deve ricostruire da capo la propria vita e quella dei bambini. La Fondazione ha deliberato il suo contributo per sostenere le spese per la casa, i percorsi scolastici dei figli, supportare psicoterapie interventi educativiper donne e bambini, favorire il trasferimento in un’altra città per chi ha deciso di allontanarsi dal maltrattante.

Le due violenze sessuali, una delle quali solo tentata, hanno richiesto l’impegno della Fondazione per un contributo a coprire le spese di psicoterapia e parte delle spese legali.

La rapina, infine, è avvenuta a Bologna nel dicembre 2018 ai danni di un uomo che camminava per la città in orario notturno, poi aggredito da un gruppo di sconosciuti. A lui la Fondazione ha riconosciuto un contributo per le spese sanitarie e di sostegno psicologico che è costretto ad affrontare.

 

Cittadini e associazioni, donazioni e 5 per mille

Il patrimonio della Fondazione è costituito dai conferimenti in denaro effettuati dai soci fondatori all’atto della costituzione; il fondo di gestione è alimentato dalle quote annuali dei soci attivi: in entrambi i casi, in gran parte enti locali, Regione e Comuni o Unioni. Ma tutti i cittadini, le associazioni, le scuole e altre realtà possono sostenere la Fondazione con proprie donazioni (tramite bonifico bancario, iban: IT 08 P 02008 02416 000010328177 o con pagamento PayPal dalla pagina web: http://www.regione.emilia-romagna.it/fondazione-per-le-vittime-dei-reati/sostienici/donazioni-e-5x1000) o destinando il 5x1000 all’atto della dichiarazione dei redditi (codice fiscale 02490441207).  

 

Nel 2018 accolte 31 istanze, 70 persone coinvolte e un aiuto immediato per ripartire: erogati 207mila euro

Sono 70 le persone che l’anno scorso hanno trovato ascolto e sostegno: 27 donne, 4 uomini e 39 minorenni colpiti da gravi episodi criminali hanno infatti ricevuto un aiuto dalla Fondazione regionale per le vittime dei reati, che ha erogato complessivamente 207mila euro.

Nel complesso, i casi accolti sono stati 31. Circa la metà, 15, sono legati a episodi di violenza di genere nelle relazioni di intimità e sono stati sostenuti con 100.940 euro, pari al 49% del totale. I fondi sono serviti a potenziare la rete dei servizi e a consolidare i progetti di autonomia per le donne con i loro bambini: dalle spese per la nuova casa, ai percorsi scolastici dei figli, al sostegno psicologico.  Altre 4 istanze accolte sono risultate legate sempre a violenza di genere ma in questo caso messa in atto da sconosciuti e sono state finanziate con 13mila euro (il 6,3% del totale).
Ancora 4 casi, con l’erogazione di 24.700 euro (l’11,9%), hanno riguardato bambini o ragazzi vittime di maltrattamenti o violenza sessuale. I fondi sono stati richiesti dai sindaci soprattutto per sostenere le vittime nei percorsi psicologici necessari a superare le violenze subite. Infine, 8 istanze sono venute in soccorso di persone che hanno subito la perdita di un familiare o hanno riportato gravi lesioni da reati dolosi che le hanno coinvolte direttamente. In loro favore sono stati erogati 69mila euro, pari a un terzo del totale.

Gli aiuti hanno raggiunto quasi tutte le province, a parte quella di Ravenna, dalla quale non sono arrivate istante nel 2018. Sono state 7 le istanze accolte nella provincia di Ferrara (tra queste, 4 per maltrattamenti su donne o minori e 3 per omicidio compiuto o tentato), 5 a Forlì-Cesena (tutte per violenza di genere) e a Modena (di cui 3 per omicidi o rapine), 4 a Reggio Emilia e a Bologna, 3 a Piacenza, 2 a Parma, 1 a Rimini.

In 15 anni, dal 2004, le persone aiutate dalla Fondazione sono state 710 - di cui 109 uomini, 284 donne e 317 minorenni -, attraverso la concessione di contributi per quasi 3 milioni di euro.

Fonte: Regione ER

In Emilia-Romagna i piccoli negozi diventano digitali: la Regione investe 3 milioni di euro per contributi a fondo perduto per promuovere l'innovazione tecnologica degli esercizi commerciali di vicinato. Sostegno a progetti per vendite online, "vetrine intelligenti", innovazione gestionale, attrezzature. Fondi fino al massimo del 40% della spesa sostenuta, che arrivano al 50% per chi produce occupazione, per le imprese giovani, femminili o montane. Domande dal 20 maggio all'11 luglio.

Bologna –

Piccoli negozi, connessi, capaci di fare e-commerce e di organizzare le cosiddette “vetrine intelligenti” per suggerire nuovi look e vedere, ad esempio, come sta un nuovo abito addosso senza provarsi realmente nulla.

L’Emilia-Romagna investe 3 milioni di euro di risorse Por Fesr 2014-2020 nella rivoluzione digitale dei piccoli esercizi commerciali attraverso un bando, approvato dalla Giunta regionale, per lo sviluppo di nuovi servizi e della capacità competitiva dei negozi di vicinato.

Il bando potrà sostenere progetti per l’innovazione gestionale e dei sistemi di vendita (anche online), per permettere alle piccole imprese commerciali di affrontare la trasformazione dei mercati e le nuove tendenze e richieste dei consumatori. Ad esempio, potranno essere finanziati interventi per la fattura elettronica, per organizzare le cosiddette “vetrine intelligenti” digitali, per promuovere il punto vendita attraverso i canali web o per acquistare dotazioni informatiche o attrezzature innovative. Saranno ammesse inoltre le spese per l’acquisto di licenze o “cloud computing” ma anche per arredi, opere murarie, edili o impiantistiche.

beneficiari saranno, in particolare, i piccoli esercizi di vicinato in sede fissa: cioè quelli con una superficie di vendita entro i 150 metri quadrati nei Comuni con meno di 10 mila abitanti e fino a 250 metri quadrati se il negozio si trova in un Comune con più di 10 mila abitanti.

Il contributo a fondo perduto, possibile per progetti che prevedono un investimento superiore ai 10 mila euro, potrà arrivare al massimo di 50 mila euro e coprire fino al 40% della spesa ammissibile. Tale percentuale potrà aumentare fino al 50% in particolari casi: ad esempio, se i progetti di investimento hanno una ricaduta positiva sull’occupazione; se sono proposti da imprese giovanili o femminili o situate in montagna oppure se riguardano uno dei 5 ambiti produttivi definiti dalla “Strategia di specializzazione intelligente S3” (agroalimentare, meccatronica e motoristica, costruzioni, salute e benessere, cultura e creatività).

Il bando sarà pubblicato sul sito della Regione online alla pagina dedicata ai bandi Por Fesr 2014-2020 (https://fesr.regione.emilia-romagna.it/opportunita/bandi).

Le domande potranno essere presentate dal 20 maggio all’11 luglio 2019. È però prevista la chiusura anticipata dei termini al raggiungimento delle 200 domande di contributo.

Fonte: Regione ER

Autismo: si rafforza l'impegno della Regione per la diagnosi precoce, la cura e l'inclusione: stanziati 2 milioni di euro in più, destinati ai bambini tra 0 e 6 anni, che si aggiungono al milione e mezzo con cui viene annualmente finanziato il programma regionale per l'assistenza. Via libera, oggi in Commissione assembleare, alla proposta di ripartizione, per il 2019, dei fondi destinati alle Aziende sanitarie di tutta l'Emilia-Romagna: le cifre ai singoli territori. 

Bologna -

 

 

 

Spente le luci blu - il colore scelto dall'Onu come simbolo dell'autismo, che da dodici anni, ogni 2 aprile, richiama la Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo - la Regione prosegue e rafforza il proprio impegno nella diagnosi e nel trattamento di questo disturbo. 

E lo fa mettendo a disposizione per il 2019 ulteriori 2 milioni di euro destinati alle cure dei bambini autistici più piccoli, fino a 6 anni d’età, che si sommano al milione e mezzo di euro con i quali finanzia annualmente il Programma regionale integrato per l’assistenza alle persone con disturbo dello spettro autistico - Pria”. Con un obiettivo preciso: garantire equità, tempestività e appropriatezza della diagnosipresa in carico e trattamento delle persone affette da patologia autistica. 

Il via libera alla proposta elaborata dalla Giunta regionale per la programmazione e ripartizione dei fondi per il 2019, è arrivato oggi in Commissione assembleare. Dopo questo passaggio il provvedimento, per essere operativo, dovrà essere formalmente adottato in una delle prossime sedute di Giunta.

 

COSA PREVEDE LA PROPOSTA ESAMINATA IN COMMISSIONE

Dopo che sarà approvato in Giunta, l’intero pacchetto di nuove risorse rese disponibili, 2 milioni di euro, sarà suddiviso tra le Aziende sanitarie di tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sulla base della distribuzione della popolazione residente, al 1^ gennaio 2018, compresa tra 0 e 6 anni

Questo ulteriore stanziamento servirà in particolare a garantire e rafforzare la precocità dalla diagnosi nei bambini e i tempi di attesa tra diagnosi ed inizio del trattamento per i più piccoli (entro i 6 anni), fissati dal programma regionale in un massimo di sessanta giorni.

Nel documento della Giunta che ha ricevuto oggi il via libera in Commissione sono indicati gli stanziamenti per territorio: 495 mila euro all’Ausl Romagna, che conta 64.410 bambini residenti sotto i sei anni d’età; Ausl Bologna 389 mila euro (50.603 bambini); Ausl Modena 335 mila euro (43.539 bambini); Ausl Reggio Emilia263 mila euro (43.187 bambini); Ausl Parma 207 mila euro (26.885 bambini);  Ausl Ferrara 127 mila euro (16.334 bambini); Ausl Piacenza 125 mila euro (16.248 bambini) e, infine, Ausl di Imola, alla quale saranno assegnati 62mila euro, in base alla presenza di 8.004 bambini residenti. 

 

IL PROGRAMMA REGIONALE

Grazie allo specifico programma regionale integrato di assistenza, dal 2008 è attiva in tutta l’Emilia-Romagna una rete di interventi precoci e mirati, che integrano strumenti terapeutici ed educativi secondo il modello organizzativo Hub & Spoke: Centri di alta specializzazione, in collegamento con ospedali e specialisti del territorio, autorizzati a fare diagnosi e prevedere i percorsi di cura. Il programma, rivisto nel 2011 e successivamente nel 2016, ha consentito di abbassare notevolmente l’età della prima diagnosi, a vantaggio della presa in carico precoce. Ora si sta lavorando per migliorare la presa in carico della persona giovane adulta con autismo, attraverso la costruzione di percorsi dedicati tra le strutture di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza delle Ausl, i servizi di Salute mentale adulti e i servizi per disabili adulti.

 

LA SITUAZIONE IN EMILIA-ROMAGNA: NUMERI E SERVIZI

Nel 2018 sono stati 3.769 i minori (fino ai 18 anni) affetti da disturbo dello spettro autistico in carico alle strutture territoriali di Neuropsichiatria infantile delle Ausl dell’Emilia-Romagna; con il passaggio alla maggiore età, i pazienti vengono assistiti dai servizi territoriali per i disabili, ad eccezione di quelli (489 nel 2018) per i quali si è resa necessaria la presa in carico da parte Centri di salute mentale. / Ti.Ga.

Fonte: Regione ER