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La Regione mette on line un nuovo bando da 2 milioni per finanziare l'innovazione delle Pmi. L'assessore Costi: "Sostegno regionale anche ad aziende attive nelle aree montane e svantaggiate, per assicurare lo sviluppo di tutto il nostro sistema produttivo. A disposizione risorse europee per sostenere le piccole e medie imprese per l'innovazione tecnologica e la diversificazione di prodotti e servizi. Domande da novembre. Dalla Regione già stanziati nel biennio oltre 26 milioni di euro per sostenere gli investimenti di 380 Pmi attive in Emilia-Romagna.

Bologna -

La competitività delle piccole e medie imprese diventa più forte quando possono investire. Per rafforzare la capacità di innovare delle Pmi regionali, dal 18 novembre 2019 sarà possibile presentare domanda per il nuovo bando a sostegno dei servizi innovativi , che mette a disposizione 2 milioni di euro di Fondi europei Por Fesr 2014-2020. Saranno finanziabili progetti di innovazione tecnologica e diversificazione dei prodotti e/o servizi, con l'obiettivo di accrescere la quota di mercato o di entrare in nuovi mercati. L'intervento mira in particolare a sostenere quelle imprese che necessitino di acquisire all'esterno i servizi innovativi necessari e le competenze per completare, anche dal punto di vista manageriale, i processi di innovazione per la loro introduzione sul mercato.

“Solo puntando sull’innovazione continua di prodotti e servizi si può essere competitivi sul mercato- commenta Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive–. Il sostegno regionale arriva anche alle imprese attive nelle aree montane e svantaggiate, per assicurare lo sviluppo di tutto il nostro sistema produttivo e valorizzarne le eccellenze. Uno dei pilastri della nostra manifattura sono le piccole e medie imprese. Per questo continuiamo a investire su di loro, con premialità per le imprese giovanili, femminili e quelle che nascono in montagna“.

Cosa prevede il bando per i servizi innovativi delle Pmi
Il bando mette a disposizione 2 milioni di euro di risorse europee Por Fesr 2014-2020 per sostenere le piccole e medie imprese impegnate in percorsi di innovazione tecnologica e diversificazione di prodotti e servizi. I progetti possono variare da un costo minimo di 20.000 euro a un massimo di 80.000 euro. Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo alla spesa, nella misura del 50% delle spese ammissibili. Le iniziative progettuali dovranno riguardare interventi di ampliamento della gamma dei prodotti e/o servizi; la loro significativa ridefinizione tecnologica e funzionale in senso innovativo; l’introduzione di contenuti e processi digitali e di innovazione di servizio in grado di modificare in modo sostanziale il rapporto con clienti e stakeholders; la ricaratterizzazione dei prodotti e dei servizi verso la sostenibilità ambientale, l’inclusione e la qualità di vita, la cultura e la società dell’informazione. Le domande potranno essere trasmesse dal 18 novembre al 18 dicembre 2019 attraverso il portale Sfinge2020.
Con questo stesso bando, nel 2016 erano stati finanziati 107 progetti per  4,895 milioni di risorse impegnate, nel 2017 invece 105 progetti per 2,830 milioni. Complessivamente sono stati sostenuti nel biennio 212 progetti corrispondenti a 212 Pmi, perchè chi è stato finanziato dal primo bando non ha potuto partecipare al secondo (e non potrà concorrere a quello appena uscito).

Già stanziati 26 milioni per gli investimenti produttivi
Sempre per le piccole e medie imprese, l’ulteriore bando regionale a sostegno degli investimenti produttivi, nel biennio 2018-19 ha destinato a 380 Pmi regionali contributi a fondo perduto per oltre 26 milioni di euro di risorse europee Por Fesr e regionali per le aree montane. A questi contributi si integrano i finanziamenti a medio e lungo termine erogati dal sistema bancario, con garanzia diretta dei Confidi e controgaranzia di Cassa depositi e Prestiti (Fondo EuReCa). Con questa misura nel complesso sono attivati 100 milioni di euro di investimentinel biennio 2018/19, destinati soprattutto all’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature per generare innovazioni di prodotto, servizio e processo. Tra le imprese finanziate, 88 hanno sede nelle aree montane regionali. A esse andranno contributi per 7,5 milioni di euro, generando 23 milioni di investimenti. Sono 11 le Pmi agevolate con sede nelle aree svantaggiate del piacentino e del ferrarese, 18 le imprese giovanili e 41quelle femminili. Tra le priorità del bando rientra la nuova occupazione, presente nel 60,5% dei progetti ammessi.

Fonte: Regione ER

Protezione civile. Arrivano i rimborsi per cittadini e imprese danneggiati dal maltempo di febbraio nei territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, compresa la rotta del fiume Reno. Dal 12 agosto al 30 settembre è possibile presentare domanda. Bonaccini: "Lo avevamo promesso, abbiamo garantito fondi della Regione per coprire anche i danni non rimborsati dallo Stato". In tutto 4 milioni e mezzo di euro: 3 milioni per i primi risarcimenti statali fino a 5 mila euro per le abitazioni principali e 20 mila per le imprese. Dalla Regione 1 e mezzo per automobili, motocicli e beni mobili registrati, pertinenze e aree esterne come condiviso con i Comuni. I rimborsi arriveranno entro il 30 novembre. Interessati dai provvedimenti 389 cittadini e 100 attività economiche.

Bologna –

Dove non arriva lo Stato, la Regione c’è. E l’impegno assunto dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, all’indomani dei fenomeni intensi di maltempo dello scorso febbraio che hanno colpito molte aree della regione, è stato onorato.

Ai 3 milioni di euro stanziati con una prima tranche dallo Stato, la Regione aggiunge 1 milione e mezzo di risorse proprie, arrivando a coprire anche quei danni che lo Stato non rimborsa.

Per tutti i cittadini e le imprese dei territori colpiti dal maltempo di febbraio – a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, compresa la rotta del fiume Reno nel bolognese – sono quindi pronti complessivamente 4 milioni e mezzo di euro come risarcimento per i danni subiti. Per quanto riguarda i rimborsi statali, sono previsti anticipi – ossia primi risarcimenti – fino a 5 mila euro massimo per le abitazioni principali e 20 mila euro per le imprese.  

A questi, come si diceva, si aggiungono 1,5 milioni di euro della Regione, che oggi ha approvato il bando per gli ulteriori risarcimenti non previsti dallo Stato. Si tratta di indennizzi concordati con i Comuni per danni ad automobili, motocicli e a tutti i beni mobili registrati di proprietà di singoli cittadini; e poi cantine, autorimesse, magazzini, aree esterne e cortili, spese di pulizia sostenute sia da privati che da attività produttive.

“Lo avevamo detto fin da subito- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- non è possibile che le persone o le aziende che hanno subito danni a seguito di fenomeni atmosferici particolarmente intensi abbiamo dallo Stato solo rimborsi parziali. Quindi abbiamo deciso di farci carico di questo problema, e lo abbiamo fatto mettendo a disposizione risorse della Regione, 1 milione e mezzo di euro per venire incontro a tutti coloro che hanno avuto danni. È stato un lavoro intenso, che ha curato in particolare l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, insieme ai Comuni e in particolare le amministrazioni dei territori colpiti dall’alluvione del Reno: Bologna, Argelato, Castel Maggiore, Castello d’Argile e San Giorgio di Piano. Oggi siamo in grado di dire che l’impegno che ci eravamo presi subito all’indomani degli eventi, lo abbiamo mantenuto”. 

“Ora ci sono certezze nei contributi- aggiunge l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo-. La Regione rispetta gli impegni assunti e fa la propria parte, sia garantendo risorse aggiuntive sia attuando una scelta di semplificazione: si sono previste le stesse scadenze per l'accesso ai fondi nazionali e regionali, per tagliare la burocrazia ed evitare duplicazioni a scapito di cittadini e imprese”.

Le risorse nazionali in arrivo sono i primi contributi che si stanno attivando dopo la deliberazione del 26 giugno scorso con la quale il Governo aveva assegnato le risorse necessarie: nel caso in cui i danni siano superiori alle soglie fissate potrà seguire un ulteriore riconoscimento in una seconda fase, con nuove risorse che verranno successivamente messe a disposizione dallo Stato.

Interessati dai provvedimenti sono 389 cittadini e 100 attività economiche delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, dove si era verificato l’episodio più grave con l’alluvione del fiume Reno. 

 

I contributi ai privati 

I cittadini che hanno subito danni all’abitazione principale potranno avanzare richiesta di indennizzo al Comune o all’Unione dei Comuni dove si trovano gli immobili danneggiati.

La domanda non dovrà essere corredata di perizia asseverata e il contributo statale arriverà fino ad un massimo di 5 mila euro. Nel rispetto del tetto indicato, per le abitazioni principali sarà concesso fino all’80% del minor valore tra l’importo segnalato nella domanda e l’importo della spesa sostenuta, come comprovata da apposita documentazione fiscale. La stessa percentuale vale per i beni mobili (arredi, elettrodomestici, ecc). Le stesse proporzioni si applicano anche alle parti comuni degli edifici residenziali e per gli interventi su aree o fondi esterni e sulle pertinenze.

Con i fondi messi a disposizione dalla Regione, saranno coperti anche i danni ai beni esclusi dagli indennizzi statali.

Si tratta prima di tutto di automobili, motocicli e altri beni mobili registrati, riparati o sostituiti con altri di uguale valore: dovrà essere rispettato il massimale di 25.000 euro e il contributo sarà concesso fino al 100% del minor valore tra la spesa sostenuta e il valore commerciale del bene alla data dell’evento calamitoso, secondo il listino ufficiale Eurotax Giallo. E ancora: sono ammesse le pertinenze (autorimesse, cantine, magazzini) se collocate in unità strutturali distinte dall’abitazione (altrimenti sono comprese negli indennizzi nazionali); le aree esterne ed i cortili e le spese di pulizia connesse sia agli immobili che alle aree esterne, se sostenute subito dopo gli eventi meteo eccezionali.

 

I contributi alle attività economiche 

Per le attività produttive sono previsti primi rimborsi nazionali fino ad un massimo di 20 mila euro. La domanda, da presentare al Comune o all’Unione di Comuni dove ha sede l’impresa, dovrà essere corredata da perizia asseverata redatta da un tecnico abilitato.

Per spese riguardanti il ripristino strutturale e funzionale dell’immobile danneggiato, comprese quelle per serramenti, impianti o pertinenze se funzionali all’attività economica, il contributo è concesso fino al 50% del minor valore tra l’importo quantificato nella perizia asseverata e la spesa sostenuta, nel rispetto del tetto massimo citato.

La stessa percentuale vale per opere di consolidamento di scarpate in dissesto prospicienti il fabbricato, strade di accesso o muri di contenimento se funzionali ad aumentarne la resilienza o ad evitare la delocalizzazione dell’azienda; l’acquisto di scorte di materie prime e beni mobili (arredi, elettrodomestici, materiale informatico, etc.).

Sempre all’80% - nel limite di 20 mila euro – anche gli indennizzi per la sistemazione o la sostituzione di macchinari, scorte di materie prime, arredi, elettrodomestici, materiale informatico e beni mobili registrati(automobili, motocicli, altri veicoli targati) strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa.

Con le risorse messe a disposizione dalla Regione, inoltre, saranno indennizzati i danni relativi alle pertinenze(autorimesse, cantine, magazzini) se collocate in unità strutturali distinte dalla sede aziendale (altrimenti sono comprese negli indennizzi nazionali); le aree esterne ed i cortili e le spese di pulizia connesse sia agli immobili che alle aree esterne, se sostenute subito dopo gli eventi meteo eccezionali. 

  

L’iter delle domande

Alla scadenza del termine per la presentazione delle domande di indennizzo, fissato sia per i privati che per le imprese il prossimo 30 settembre, i Comuni o le Unioni di Comuni dovranno svolgere l’istruttoria delle domande arrivate. Entro il successivo 7 ottobre l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile riceverà da ogni ente locale l’elenco delle istanze ammesse a contributo, per la quantificazione del riparto dei fondi. Privati e imprese avranno quindi tempo fino al 30 novembre per provvedere all’esecuzione dei lavori di ricostruzione, riparazione o ripristino. È quello il termine fissato per la presentazione dell’idonea documentazione delle spese sostenute, al fine della rapida liquidazione dei rimborsi.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile: https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it.  

Commercio. Agevolazioni fiscali per negozi, bar e ristoranti dell'Emilia-Romagna. La Regione punta a convenzioni con i Comuni che consentano di avere aree a fiscalità agevolata nei distretti commerciali delle città. Bandi per 8 milioni di euro nel 2019 per le imprese.

Bologna -

Botteghe storiche, piccoli negozi, bar e pubblici esercizi fanno parte dell’identità delle città e dei piccoli centri urbani e rappresentano un elemento fondamentale per la loro attrattività e per la vita delle comunità locali. Per sostenere le attività commerciali, la Regione dal 2017 a oggi ha erogato 14,4 milioni di euro tra fondi europei e propri per incentivare la competitività e la qualificazione degli esercizi tradizionali.
Nel 2019 oltre 8 milioni di euro andranno a interventi di valorizzazione degli esercizi commerciali. A partire dal bando, appena concluso, per 4 milioni di euro, che andranno direttamente agli operatori commerciali grazie alla modifica della legge regionale 41 del 1997 che regola la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori della rete distributiva.

“La Regione ha messo in campo misure importanti- precisa l'assessore regionale al Turismo e Commercio Andrea Corsini - che vanno nella direzione del sostegno ai commercianti, come ad esempio il bando che prevede finanziamenti a fondo perduto per chi scommette su e-commerce e digitale, e mette a disposizione tre milioni di euro. Con la riforma della legge regionale per il commercio proviamo a introdurre meccanismi che aiutino i commercianti a sostenere i costi dei canoni di affitto, problema che specialmente nei centri storici si fa sentire. Tra le novità anche un nuovo approccio, non più per assi commerciali ma per distretti, interventi sul patrimonio pubblico e incentivi di carattere fiscale. Certo - conclude Corsini- la concessione dell'autonomia differenziata ci consentirebbe di fare di più e meglio”.

Tra i prossimi impegni, Corsini ha poi ricordato gli Stati generali sul commercio in Emilia-Romagna e sulle proposte della Regione, che si terranno a Bologna in autunno con la partecipazione di associazioni di categoria e operatori.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna per il commercio

Per il 2019 ammontano a circa 8 milioni i fondi messi a disposizione del settore.
Un primo bando da 3 milioni di euro prevede contributi a fondo perduto per promuovere l’innovazione tecnologica degli esercizi commerciali di vicinato attraverso progetti quali vendite online, “vetrine intelligenti”, innovazione gestionale, attrezzature. E un ulteriore bando, per 800mila euro, punta a progetti di insediamento e sviluppo di esercizi commerciali polifunzionali nelle aree scarsamente popolate.
Sempre per la valorizzazione della funzione commerciale nei centri storici e nelle aree urbane, compresi i capoluoghi e le frazioni dei Comuni di montagna e di pianura, la Regione ha previsto un finanziamento di un milione di euro ripartito tra 2019 e 2020. L’intervento è rivolto agli Enti locali singoli o associati con oltre 15 mila abitanti.
Un ulteriore intervento per tre milioni di euro, ripartito nei tre anni dal 2019 al 2021, è rivolto ai Comuni con meno di 25mila abitanti e punta alla valorizzazione di aree commerciali, attività di artigianato di servizio, pubblici esercizi nei centri storici attraverso la riqualificazione dell’arredo urbano e delle aree mercatali, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno della dismissione degli usi commerciali nei contesti urbani.

Nel 2018 da ulteriori 3,2 milioni di euro sono andati a sostegno di 33 interventi da Piacenza a Rimini. Finanziati tra l’altro: nuove pavimentazioni e nuove illuminazioni, ma anche soluzioni di arredo urbano capaci di rendere ancora più attraenti le vie dello shopping e i mercati delle nostre città.

Nel 2017, il sostegno delle botteghe e negozi tradizionali, per potenziare le aree del commercio nei quartieri e nei centri storici delle città ha visto uno stanziamento complessivo di 3,4 milioni di euro. Contributi che sono serviti a finanziare 36 progetti per la riqualificazione dei centri commerciali naturali, presidi importanti della qualità urbana e sociale./OC

 

Pubblicato in Comunicati Lavoro Emilia

Maltempo. Pronti 300 mila euro per dare il via ai lavori più urgenti nei territori colpiti tra il 29 luglio e il 4 agosto da temporali e forti venti, in particolare nel ferrarese. Bonaccini e Gazzolo: "La Regione c'è e come sempre farà la propria parte, al fianco dei Comuni"

I fondi assegnati oggi dalla Giunta regionale. "Al lavoro per definire il quadro delle conseguenze degli eventi meteo eccezionali: sarà la condizione per richiedere al Governo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale".Oggi sopralluogo dell'assessore Gazzolo a Mesola con il sindaco Padovani

Bologna – La Regione non perde tempo e interviene con uno stanziamento immediato per dare le prime risposte ai territori colpiti tra il 29 luglio e il 4 agosto da violenti temporali e forti raffiche di vento, da Piacenza a Rimini, in particolare nel ferrarese.

Stamani il sopralluogo compiuto dall’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, con il sindaco di Mesola (Fe), Gianni Michele Padovani. E oggi stesso, nel primo pomeriggio, la Giunta regionale ha deciso di destinare alle opere più urgenti 300 mila euro.

“La Regione c’è- commentano il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore, Paola Gazzolo- e, come sempre, farà la propria parte al fianco dei Comuni messi ancora una volta alla prova da una nuova ondata di maltempo eccezionale. Oltre all’assegnazione di questi primi fondi- proseguono presidente e assessore-, necessari per far partire subito gli interventi di somma urgenza, siamo al lavoro coi tecnici per completare la ricognizione dei danni al patrimonio pubblico e privato, alle attività produttive e agricole. Un lavoro di squadra coordinato con Comuni, Province, Consorzi di Bonifica e gestori dei servizi pubblici che, nei prossimi giorni, renderà una fotografia aggiornata della situazione, condizione necessaria per chiedere al Governo lo stato di emergenza nazionale”.

 

Cosa è accaduto tra il 29 luglio e il 4 agosto

Violenti temporali e venti anche oltre i 100 chilometri orari hanno interessato l’intero territorio da Piacenza a Rimini, con allagamenti, alberi divelti, pali della rete elettrica crollati e strade interrotte.

La situazione più grave, come detto, si è verificata nel ferrarese e in particolare nel mesolano, con raffiche di vento particolarmente intense che hanno fatto cadere numerosi alberi, determinando blocchi delle principali arterie stradali.

 

 

Pubblicato in Ambiente Emilia

Ovazioni per Matteo Belli e Horst Mader che perse i figli. Una folla di cittadini per il monologo sui sopravvissuti che chiude la trilogia iniziata col Cantiere 2 agosto. Saliera: "Un'elettricità tra noi, rivivere il dolore fa parte della memoria". E per chi si è perso l'evento stasera in onda alle 21 su E'tv-Rete 7.

Bologna -

Seduti sulle sedie ma anche sui gradini. Tutti in piedi per Horst Mader, giunto dalla Germania dopo 38 anni di assenza da Bologna, dove il 2 agosto del 1980 perse la moglie e due figli. E che ricambia con un lungo inchino l'abbraccio ideale della città. E di nuovo in piedi alla fine a spellarsi le mani dopo oltre un'ora del torrenziale, potentissimo monologo con cui Matteo Belli ha ricordato i sopravvissuti della strage. Ancora una volta, la terza in tre anni- e confermarsi non è mai facile- i cittadini hanno premiato le iniziative dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per la ricorrenza del disastro in stazione del 1980, che 39 anni fa fece 85 morti e 200 feriti.

Proprio di chi è sopravvissuto parla Un'altra vita, ideato dall'attore e regista teatrale bolognese Matteo Belli con la consulenza storica di Cinzia Venturoli su proposta del parlamento regionale presieduto da Simonetta Saliera. L'obiettivo era tenere alta la tensione e la partecipazione su uno dei fatti di sangue più gravi dal dopoguerra in Europa. Con la speranza di arrivare a una verità storica e soprattutto giudiziaria ancora da definire. Nel 2017 lo chiesero in 10 mila per le strade di Bologna assieme ai narratori del Cantiere 2 agosto, che stamattina tornano nel corteo dal Comune alla stazione per raccontare la vita delle vittime. L'anno scorso furono un migliaio a raggiungere piazza Renzo Imbeni, di fronte alle torri della Regione, per Sinfonia di soccorsi, dedicato appunto ai soccorritori.

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Ieri sera erano ancora di più a gremire l'anfiteatro naturale ricavato davanti alle torri di Kenzo Tange per ascoltare Belli rimasticare le vite di chi ce l'ha fatta. Di chi ha vissuto e di chi si è lasciato vivere. Un successo che fa dire alla presidente Saliera che si è trattato di "un monologo molto forte, emozionante per chi allora non c'era ma anche per i tanti testimoni che stasera (ieri sera, ndr) sono qui con noi. C'era un'elettricità tra noi che abbiamo ascoltato le parole di Belli- ha concluso la numero uno del parlamento regionale- abbiamo rivissuto con lui il dolore, che fa parte della memoria".

Alla serata, che andrà in onda stasera alle 21 su E'tv-Rete 7 (canale 10) ha partecipato anche il presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime Paolo Bolognesi. Lo spettacolo dell'Assemblea? "E' stata una lezione di vita. La sofferenza ha portato le persone a rinascere. Le vittime della strage sono profondamente cambiate e hanno contribuito a divulgare la voglia di avere giustizia".

Confuso tra il pubblico (oltre ai narratori anche il vicesindaco di Bologna Marilena Pillati e il capogruppo Pd in Regione Stefano Caliandro) anche il politologo dell'Università di Bologna ed editorialista Piero Ignazi. "Il ricordo dei vivi entra in profondità nel sentimento popolare e questo aiuta ancora di più a capire la dimensione di questa tragedia".

(Marco Sacchetti)

Apicoltura. La Regione investe 560 mila euro per il miglioramento della qualità del miele, ripopolamento alveari e salute delle api. L'assessore Caselli: "Poste le basi per il rilancio di un settore che sta vivendo un'annata difficile a causa del meteo avverso". Via libera dalla Giunta regionale al bando che dà attuazione agli interventi della prima annualità del Programma regionale triennale 2020-2022. Domande fino al 19 novembre prossimo. 

Bologna –

Acquisto di interi sciami e famiglie con api regine per favorire il ripopolamento degli alveari minacciati dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e dell’uso scorretto dei prodotti chimici per la difesa delle colture; sostegno alle analisi di laboratorio finalizzate al miglioramento della qualità del miele; ammodernamento delle attrezzature per la conduzione degli apiari, i laboratori di smielatura e per praticare il nomadismo, cioè lo spostamento delle arnie sul territorio seguendo le fioriture stagionali; nuovi metodi di lotta contro le malattie delle api; potenziamento dell’assistenza tecnica; frequenza di corsi di aggiornamento professionale.

Sono alcuni degli interventi finanziati dal bando varato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale che ha messo a disposizione quasi 560 mila euro per dare attuazione al piano 2019-2020 di aiuti al settore dell’apicoltura, primo step del Programma regionale triennale 2020-2022 approvato la settimana scorsa dall’Assembla legislativa che ha stimato un fabbisogno complessivo che sfiora i 3 milioni di euro nel prossimo triennio. Metà delle risorse sono di provenienza comunitaria, l’altra metà è resa disponibile dal Governo italiano. Il budget per il 2019 è stato calcolato in base al numero di alveari presenti in Emilia-Romagna a fine 2018; 113 mila quelli censiti dall’Anagrafe apistica nazionale.

Il bando è già aperto e le domande devono essere presentate  attraverso la piattaforma informatica di Agrea (Sop) fino al 19 novembre 2019. Gli aiuti sono in prevalenza riservati ad apicoltori singoli e/o aderenti a cooperative. associazioni apistiche, organizzazioni di produttori e, in parte, anche a enti ed istituti di ricerca. I contributi si riferiscono a spese sostenute nel periodo 1° agosto 2019-31 luglio 2020 e le percentuali di aiuto variano dal 50% al 100% a seconda della tipologia dell’intervento.   

“L’apicoltura- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- è un settore di crescente importanza economica in Emilia-Romagna, anche se quest’anno sta vivendo un’annata sfavorevole a causa delle cattive condizioni meteo della stagione primaverile, con piogge insistenti nello scorso mese di maggio che hanno provocato un drastico calo della produzione di miele. Grazie al programma triennale di aiuti e alla nuova legge approvata nel marzo scorso dall’Assemblea legislativa che ha rafforzato le misure di tutela delle api come sentinelle dell’ambiente poniamo le basi per il rilancio del settore nel segno della qualità e della tipicità della produzione”.

 

La ripartizione dei finanziamenti

La tranche più sostanziosa dei fondi del bando 2019-2020 è riservata agli interventi di assistenza tecnica e ai servizi di supporto tecnico-specialistico (281 mila euro), in cui rientrano anche i contributi per l’acquisto di attrezzature per la conduzione degli apiari e per la lavorazione, confezionamento e conservazione dei prodotti dell’alveare (miele, polline, pappa reale, ecc.). A seguire, in ordine di importo decrescente, figurano gli aiuti per l’acquisto di attrezzature per favorire la transumanza e la creazione di una banca dati regionale per la mappatura delle aree nettarifere e la georeferenziazione degli apiari (oltre 81 mila euro); gli interventi di lotta alle malattie dell’alveare (74 mila euro); le misure di sostegno ai laboratori di analisi su prodotti  dell’apicoltura (circa 51 mila euro) e ai progetti di ricerca (50 mila euro). Infine, i contributi per l’acquisto di materiale apistico vivo, nuclei e famiglie di api con regine (10 mila euro) e per il miglioramento della qualità (10 mila euro).    

Entro il 4 marzo 2020 saranno approvate le graduatorie regionali suddivise per misura, con priorità a favore di giovani, biologico e produzioni integrate, assistenza tecnica, azioni collettive per la lotta alle malattie e, tra l’altro, aziende che hanno subito danni per le avversità atmosferiche che hanno duramente colpito gli allevamenti di api all’inizio della stagione produttiva. /G.Ma                                    

Editoria. Incontro fra il presidente Bonaccini e il presidente della Fieg, Riffeser Monti: servono misure di sostegno alle edicole; la loro presenza, in particolare nei piccoli centri, un interesse pubblico

Esercizi impegnati in una difficile fase di riconversione ma fondamentali nel concorrere a garantire il diritto all'informazione e per il ruolo di servizio e presidio del territorio. Dalla Regione l'impegno a uno stanziamento di 500mila euro per quelle dell'Emilia-Romagna: insieme ai sindacati del settore, e con il coinvolgimento dei Comuni stessi, verranno valutati gli strumenti più efficaci per rafforzare la loro presenza. Il tema verrà approfondito anche in Conferenza delle Regioni

Bologna - Sostenere le edicole, cruciali sia nel garantire il diritto all’informazione sia come presidio del territorio, in particolare nei centri storici delle città e dei piccoli comuni, con uno stanziamento di 500 mila euro. E’ l’impegno assunto dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che nei giorni scorsi ha incontrato il presidente della Fieg, Federazione italiana editori giornali, Andrea Riffeser Monti. Un confronto anche alla luce della legge regionale sull’editoria locale dell’Emilia-Romagna, approvata nel giugno 2017 per un comparto fondamentale nell’assicurare una sempre maggiore informazione ai cittadini e la loro partecipazione alla formazione dei processi decisionali.

In questo ambito, i due presidenti hanno convenuto sulla necessità di dedicare uno sforzo particolare al sostegno delle edicole, per la peculiare funzione economica e sociale che queste ricoprono non solo nel settore, ma più in generale nella vita delle città. Le edicole rappresentano storicamente uno dei luoghi d’incontro naturali, coniugando la propria funzione di servizio con quella non meno importante di presidio del territorio. Concorrono anzitutto al compito di assicurare il diritto all’informazione, con un ruolo pressoché insostituibile nel garantire il pluralismo dell’informazione stessa attraverso la carta stampata, ma sempre più spesso assolvono anche ad altri compiti di servizio e di pubblica utilità, complementari a quelli della rivendita dei giornali. E’ tuttavia evidente, è stato sottolineato nell’incontro, che le difficoltà del mercato dell’editoria e dei giornali cartacei mettono sempre più a dura prova la sopravvivenza di molti di questi esercizi, impegnati da tempo in una faticosa riconversione. Garantire la loro presenza sul territorio, con un’attenzione particolare ai piccoli centri, rappresenta quindi un interesse pubblico a cui la Regione vuole concorrere.

“Ci siamo trovati d’accordo sulla necessità di misure specifiche di sostegno alle edicole- afferma il presidente Bonaccini- e considero estremamente significativo che questa sollecitazione venga proprio dalla Fieg. Nei giorni scorsi, peraltro, ho avuto alcuni contatti con i sindacati degli edicolanti, assicurando loro un interessamento non solo della nostra Regione, ma della stessa Conferenza delle Regioni. Per parte nostra, come Emilia-Romagna, siamo ora pronti a destinare un primo contributo di 500 mila euro al settore affinché le edicole possano rafforzare la loro presenza sul territorio e approntare gli investimenti necessari per implementare ulteriori servizi. Si tratta naturalmente di concordare con i sindacati del settore le misure più efficaci: per questo promuoveremo un incontro alla ripresa di settembre al fine di valutare insieme gli strumenti migliori. Mi pare essenziale poi coinvolgere in questa azione i Comuni stessi, primi attori istituzionali del territorio. Infine, anche col presidente Riffeser abbiamo convenuto sull’utilità di un momento di approfondimento più generale in sede di Conferenza delle Regioni”.

Il presidente della Fieg, nel ringraziare Bonaccini per la sensibilità dimostrata, ribadisce “il ruolo delle edicole quale luogo fondamentale per la diffusione della stampa quotidiana e periodica” e sottolinea “l’impegno della Federazione perché sia mantenuta la capillarità della rete di vendita. Ritengo- conclude Riffeser- che con la fattiva collaborazione fra le istituzioni locali, gli editori e gli edicolanti si possa svolgere un significativo passo in avanti nel riconoscimento del ruolo dei punti vendita avvicinando i cittadini alla lettura dei giornali”.

 

Pubblicato in Economia Emilia

La Regione a fianco delle pazienti oncologiche sottoposte a cure che possono causare la caduta dei capelli: contributo di 400 euro per l'acquisto di una parrucca. Il presidente Bonaccini: "Un aiuto per migliorare la qualità della vita mantenendo una propria identità, non imposta dallo stato di salute". Nel 2019 sono circa 3.400 le donne residenti in Emilia-Romagna con possibile alopecia in seguito a trattamenti antitumorali. L'assessore Venturi: "Il valore del nostro sistema sanitario regionale passa anche attraverso misure come queste, a cui teniamo moltissimo".

Bologna -

Perdere i capelli durante le cure antitumorali significa aggiungere sofferenza a un dolore già immenso. E accrescere la propria fragilità, l’emotività, il disagio nel rapporto con gli altri. 
Per questo, la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha deciso di essere a fianco delle donne che attraversano questa difficile fase della loro vita. 
E lo fa disponendo l’erogazione, a carico del Servizio sanitario regionale, di un contributo di 400 euro per l’acquisto di parrucche da parte delle pazienti che perdono i capelli in seguito a trattamenti chemioterapici o radioterapici per la cura di patologie oncologiche. Il contributo verrà assegnato una tantum, indipendentemente dall’Isee e dalla situazione reddituale della paziente.

“Avevamo preso un impegno un paio di mesi fa e lo abbiamo mantenuto, condividendo una richiesta che non aveva bisogno di tante spiegazioni visto l’obiettivo: mantenere un’identità propria e non obbligata dallo stato di salute”, sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ricordando l’incontro, lo scorso 31 maggio, nel quale gli venne consegnato l’appello sostenuto da 3mila firme con la richiesta di contributi per l’acquisto delle parrucche da parte di pazienti oncologiche. Incontro, negli uffici della Giunta, che ebbe direttamente con Odette Piola, promotrice della petizione.

“Questo- aggiunge il presidente- vuole essere un segno di attenzione e di sensibilità, un aiuto per migliorare la qualità della vita delle pazienti. Per accompagnarle in un percorso che ovviamente auspichiamo sia di superamento della malattia”.

“La qualità delle cure, a cui noi teniamo moltissimo, passa anche attraverso misure come queste- ricorda Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la salute-. Non stiamo parlando di una questione puramente estetica, anzi: è noto a tutti come l’alopecia, che si verifica in seguito a trattamenti di radio o chemioterapia, rappresenti un elemento di fragilità, un aggravio non solo nell’elaborazione personale della malattia ma soprattutto nei suoi aspetti interpersonali e relazionali”.

Il contributo: come funziona
Verrà concesso a donne in cura residenti in Emilia-Romagna dove, quest’anno, sono circa 3.400 le pazienti oncologiche con possibile alopecia da chemio o radioterapia. 
Le richieste di contributo dovranno essere indirizzate all’Azienda Usl di residenza, utilizzando la modulistica e gli eventuali indirizzi operativi che verranno definiti dalla Direzione generale Cura della Persona, Salute e Welfare dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute entro un mese circa a partire da oggi. 
Le pazienti dovranno allegare il certificato che attesti la patologia neoplastica e l’alopecia verificatasi in seguito a trattamenti radioterapici o chemioterapici, insieme alla ricevuta di avvenuto pagamento per l’acquisto della parrucca (fattura o scontrino recante il codice fiscale del paziente che presenta la domanda) posteriore alla data di entrata in vigore del provvedimento stabilito dalla Giunta. 
Sarà l’Azienda Usl, una volta verificata la regolarità della documentazione presentata, ad accogliere le domande ammissibili e a concedere il contributo richiesto, rendicontando alla Direzione generale dell’assessorato. /CV

Fonte: Regione ER

Agricoltura. Produrre energia "verde" da scarti agricoli. La Regione ci crede e investe 6,8 milioni. L'assessore Caselli: "Un'occasione di crescita per il settore, nella direzione di un'agricoltura che riduce le proprie emissioni e punta a divenire sempre più autonoma sul piano energetico"

Saranno finanziati impianti per produrre energie rinnovabili da sottoprodotti o scarti agricoli oltre a impianti eolici, solari ed idroelettrici. Domande entro il 29 novembre
Bologna – Nuove opportunità di crescita per le aziende agricole e benefici per l’ambiente con l’energia verde generata da risorse naturali come acqua, sole, aria o dai sottoprodotti e scarti delle produzioni agricole e agroalimentari.
E’ l’occasione offerta alle imprese agricole dell’Emilia-Romagna con il bando regionale, il secondo previsto dal Psr 2014-2020, che mette a disposizione oltre 6,8 milioni di euro.
Obiettivo del bando è diversificare le attività agricole, con un’attenzione forte all’agricoltura sostenibile e alla riduzione del consumo di combustibili fossili: i finanziamenti andranno infatti a beneficio di aziende agricole che si impegnano a realizzare impianti per la produzione, la distribuzione e la vendita di energia e/o calore.  


Per quanto riguarda le bioenergie, non potranno essere utilizzate colture dedicate ma solo scarti e sottoprodotti agricoli in un’ottica di economica circolare.
“Con questo bando abbiamo messo a disposizione nuove risorse per diversificare le attività delle imprese agricole attraverso la produzione e la vendita di energia pulita e rinnovabile - ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli -. Vogliamo dare anche ad altre aziende dell’Emilia-Romagna l’opportunità di integrare il proprio reddito aziendale così come è avvenuto nel 2016 con il primo di questi  bandi che ha reso possibile l’attivazione di  56 interventi a fronte di circa 4,2 milioni di euro di contributi concessi.  Un’occasione di crescita per gli agricoltori che va nella direzione di un’agricoltura che riduce le proprie emissioni e punta a divenire sempre più autonoma sul piano energetico”.
 
Cosa prevede il bando 


Tra i diversi interventi è previsto il finanziamento di caldaie alimentate a biomassa legnosa, sotto forma di cippato o pellets; impianti per produzione di biogas dai quali ricavare energia termica e elettrica o biometano; impianti che sfruttano altre fonti di energia rinnovabile come quella eolica, solare, idro-elettrica.
Inoltre, è possibile realizzare impianti per ricavare pellets e combustibili da materiale vegetale proveniente da scarti e sottoprodotti agricoli e forestali, piccole reti per la distribuzione dell'energia e impianti “intelligenti” per lo stoccaggio dell’energia al servizio delle centrali o dei microimpianti realizzati. Sono esclusi dal finanziamento gli impianti fotovoltaici realizzati a terra.

Indipendentemente dal tipo di produzione, gli impianti dovranno avere potenze pari ad un massimo di 1 Mega watt elettrico o 3 Mega watt termici. Dovranno inoltre essere dimensionati per produrre energia elettrica o calorica in quantità superiore ai consumi aziendali così da poter essere venduta o ceduta a terzi.

La materia prima che alimenterà le strutture, dovrà provenire dall’azienda stessa o da altre del territorio unite da un accordo di filiera, entro una distanza massima di 70 chilometri.

Le imprese possono presentare progetti di spesa a partire da 20mila euro e senza limiti: il contributo massimo sarà comunque calcolato nel rispetto del regime “de minimis”  e non potrà quindi superare i 200mila euro.

Il contributo sarà in conto capitale modulabile tra il 20 e il 50%  della spesa ammessa, nel rispetto dei limiti di cumulabilità con altri incentivi pubblici per le energia da fonti alternative.  E’ possibile chiedere un anticipo del 50% dell’importo assegnato
Nelle graduatorie sono previsti punteggi aggiuntivi, a parità di requisiti, per le aziende agricole di montagna e per i giovani agricoltori che abbiano usufruito nei precedenti cinque anni di un contributo per l’avvio di una nuova azienda.


Le domande, che devono essere presentate entro il 29 novembre, vanno presentate utilizzando il sistema Informativo Agrea (sIAG), secondo le procedure indicate da Agrea. Tutte le informazioni e moduli sono online sul portale regionale Agricoltura e pesca./Eli.Co.

 

Quasi 4.5 milioni di euro di contributo regionale per progetti già pronti a partire dal prossimo anno accademico, con docenti di livello internazionale, oltre 32 edizioni nel triennio per circa 4.500 ore di formazione e 950 partecipanti. L'assessore Patrizio Bianchi: "10 scuole di eccellenza per permettere a questo territorio di rafforzare ulteriormente la propria attrattività e quella capacità di innovazione nella produzione e nei servizi alle imprese, alla persona ed alla comunità che fanno dell'Emilia- Romagna una regione ad alto valore aggiunto".

Bologna -

Dall’Intelligenza artificiale, ai servizi per l’Industria 4.0. Dall’automotive alla sostenibilità alimentare.  E ancora: una “Future Earth research school” che si occuperà di cambiamenti climatici, un corso sul pluralismo religioso, una scuola internazionale di politica. La Regione mette al centro il “capitale umano” e finanzia dieci nuove scuole triennali di Alta formazione, in ambito tecnologicoeconomico e culturale. Un nuovo importante tassello di un impegno che nasce dal Patto per il Lavoro firmato a inizio legislatura e che vede nello sviluppo della conoscenza la condizione per costruire uno sviluppo di qualità, inclusivo e sostenibile, capace di creare valore aggiunto e di rafforzare la capacità di competere del sistema Emilia-Romagna. Quasi 4,5 milioni di euro il contributo regionale, su un costo complessivo di 5,1 milioni, per dieci progetti pronti a partire già dall’anno accademico 2019-2020.
“Queste dieci scuole di alta formazione completano il disegno avviato ad inizio legislatura di investimento sulle alte competenze necessario per rilanciare lo sviluppo, generare buona occupazione e riposizionarci a livello globale- ha detto questa mattina durante la conferenza stampa l’assessore regionale all’Università e alla Ricerca, Patrizio Bianchi- Un disegno che tra Fse - con cui abbiamo finanziato 135 dottorati triennali di ricerca, 148 assegni formativi, 211 assegni di ricerca - e Fesr, ha previsto un investimento pari a circa 65 milioni di euro per attività di ricerca e alta formazione universitaria. L’integrazione tra atenei per far convergere le migliori competenze delle nostre università su una formazione d’eccellenza in ambiti e settori in cui la nostra regione è già leader a livello internazionale- ha continuato l’assessore- la triennalità dei progetti e l’approccio interdisciplinare di queste 10 scuole di eccellenza permettono a questo territorio di rafforzare ulteriormente la propria attrattività e quella capacità di innovazione nella produzione e nei servizi alle imprese, alla persona ed alla comunità che fanno dell’Emilia- Romagna una regione ad alto valore aggiunto”.

Le dieci scuole triennali 
Una scuola triennale è dedicata al Food, capofila l’Università di Parma
, con un’International Summer School in Food Sustainability rivolta a studenti e a professionisti con un approccio globale agli aspetti ambientali, economici, giuridici, sociali nonché comunicativi, riconducibili alla sostenibilità alimentare, e con il Master Internazionale “Food City Design” che forma esperti nella gestione di progetti di rigenerazione urbana in grado di riqualificare territori e aree urbane valorizzando beni e identità culturali connessi all’ambito agroalimentare.
Forte dell’esperienza già maturata con i due corsi di Laurea Magistrale interateneo, con capofila l’Università di Modena, nasce la Scuola internazionale di alta formazione MUNER in Automotive per una mobilità intelligenteche si snoda su tre livelli di intervento: “Italian Motor Valley Experience”, volta  al rafforzamento delle competenze di base e all’orientamento dei giovani verso studi universitari o professionalizzati di natura tecnica; “High School MUNER Women in Transport”,   che guarda al rafforzamento delle competenze di I livello, promuovendo un  maggiore accesso delle ragazze alle lauree di II livello in questo settore; “Future of automotive for intelligent mobility” con percorsi post laurea professionalizzanti.
Tre sono le scuole finanziate in
 ambito tecnologico che diventano strategiche per la formazione di risorse umane in un ambito in cui l’Emilia-Romagna si sta posizionando - grazie alle infrastrutture per il supercalcolo già attratte sul territorio (il data Center del Centro europeo per le previsioni metereologiche di medio termine e il Supercomputer europeo HPC Leonardo.) -  quale polo di eccellenza, vera e propria Data Valley, a livello mondiale.  Con capofila l’Università di Modena, è stata finanziata l’Advanced Schools in AI per la formazione ad altissimo livello di senior engineers e laureati in ambito scientifico-tecnico.  
Una scuola triennale, coordinata dall’università di Bologna, è dedicata all’’industria 4.0 per la gestione integrata di intere filiere produttive. Coinvolge importanti imprese del territorio e punta anche alla riqualificazione di quanti già operano nelle industrie in profonda trasformazione. Grazie a questo intervento straordinario nasce in Emilia-Romagna anche una scuola di alta-formazione postdottorale, capofila la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), sul futuro dell’uomo e del pianeta, che propone percorsi intensivi sul clima futuro e sul mutato rapporto con risorse naturali, tecnologie emergenti e sostenibilità.
Tre progetti hanno l’obiettivo di formare alte competenze per il policy maker con specializzazioni strategiche per lo sviluppo, l’internazionalizzazione, la coesione e la sicurezza del territorio regionale.  Si tratta dell’Emilia-Romagna International School of Policy- ERISP che  nella collaborazione tra  i dipartimenti di economia degli atenei regionali, 15 università italiane e 9 università estere (Addis Abeba University, Goldsmiths University of London, SOAS University of London, South-China Normal University, South-China University of Technology, Trinity College Dublin, University of California - Los Angeles, Universidade Federal do Rio de Janeiro, University of Johannesburg), è dedicata a formare competenze strategiche sui temi economici e sociali su cui oggi ovunque si sfidano le realtà regionali: tra questi, lavoro, industria, tecnologia, innovazione, istruzione e ricerca, ambiente, territorio, qualità della vita. Un secondo progetto, anche questo coordinato dall’Università di Ferrara - After the damages | Prevention and safety solutions through design and practice on existing built environment. The Italian experience - intende formare o specializzare professionalità espertein riduzione e gestione del rischio correlato agli impatti di eventi catastrofici naturali e provocati dall'uomo sul patrimonio culturale. A partire dall’esperienza maturata in Emilia-Romagna a seguito degli eventi sismici del maggio 2012, la scuola  è attuata in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, l’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e naturali dell’Emilia-Romagna, l’Agenzia per la Ricostruzione–Sisma 2012 e un partenariato internazionale di enti e associazioni di ricerca e di alta formazione con sede in Turchia, Slovenia, India, Brasile, Spagna, Equador e Cina. E infine un terzo progetto - Alta Formazione e innovazione per lo Sviluppo Sostenibile dell’Appennino – AL.FO.N.S.A - capofila l’Università di Modena, è dedicato a valorizzare la grande ricchezza  del nostro Appennino in termini ecologico-ambientali, sociali, culturali, economici, paesaggistici con percorsi di Alta Formazione, progettati nel confronto con  stakeholders pubblici e privati, per mettere a disposizione dell’Appennino professionalità specifiche con competenze mirate. Verranno attivati, in una logica di “specializzazione incrementale”, corsi di perfezionamento e specializzazione su: agricoltura di montagna, gestione integrata dei versanti, gestione forestale sostenibile, valorizzazione turistica del patrimonio culturale e paesaggistico, gestione delle acque.
In ambito culturale due le scuole d’alta formazione triennali finanziate. “Solo” è il Corso di Alta Formazione Musicale per strumentisti solisti, con capofila l’Università di Bologna, che nasce per sostenere nella carriera musicale giovani dotati d’eccellente talento, forti di una formazione ad hoc assicurata dai migliori solisti del panorama nazionale e internazionale. Il Corso, riconosciuto dal MIUR, è rivolto a giovani talenti del violino, violoncello, flauto traverso, oboe, clarinetto e ha la direzione artistica del flautista Andrea Griminelli. Finanziato anche Religious Pluralism, HIstorical knowLEdge: exchange, education, resources, teaching expertise – REPHILE,promosso da FSCIRE - Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIIIprogetto di alta formazione su pluralismo religioso e sapere storico, che prevede un Master affiancato da scuole di formazione intensive, seminari di ricerca e workshop internazionali.
Tutti i progetti sono articolati in una pluralità di interventi: diverse tipologie di percorsi di alta formazione con docenti di livello internazionale. Nel triennio saranno oltre 32 le edizioni previste per circa 4.500 ore di formazione e circa 950 partecipanti. Parallelamente all’alta formazione sono previste attività di confronto tra i soggetti che costituiscono il partenariato che sostiene il progetto e altre realtà d’eccellenza internazionale impegnate nei medesimi ambiti e la produzione di materiali che permettano un’ampia diffusione degli esiti delle attività realizzate. /BM

Fonte: Regione ER

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