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Sabato, 11 Gennaio 2020 06:23

"Caro Stadio", meglio donare!

di LGC 10 gennaio 2020 - La squadra di calcio, da quando esiste questo meraviglioso sport, possiede il proprio sciame di ammiratori appassionati che la seguono in ogni campo. 

Supporters, tifosi e anche ultras, che non mancano mai gli appuntamenti, incitano i giocatori anche e soprattutto quando sono in difficoltà e, alla pari dei melòmani dei loggioni del Teatro Regio, riservano critiche e suggerimenti allo staff tecnico.
Insomma è un vero e proprio serio rapporto d'amore, quello che si instaura tra tifoseria e squadra del cuore e non solo un momento di folklore domenicale.

Un rapporto che potrebbe incrinarsi nel caso il fattore "prezzo d'ingresso" agli stadi dovesse elevarsi a dismisura come sta accadendo in questi ultimi tempi.
E' proprio per questa ragione che la tifoseria organizzata del Parma Calcio, i gloriosi Boys Parma 1977, sta protestando e, oltre a esporre striscioni nei punti di maggior visibilità calcistica (al Tardini, allo Juventus Stadium e anche davanti alla Lega calcio), invitano a disertare la trasferta di Torino contro la Juventus per il biglietto, ben poco popolare, collocato a 43 euro.
"Ad un prezzo immorale preferiamo donare". Detto fatto e allo stadio con il Lecce, i Boys raccoglieranno le offerte da destinare al reparto di Oncologia Pediatrica.

Raccogliamo perciò il loro disappunto e proponiamo, a seguire, il post con le ragioni della protesta pubblicato sul sito web Boysparma1977.it .

"La trasferta di Bergamo, grazie all'accordo di reciprocità tra le due società Parma e Atalanta che hanno fissato il biglietto a 16 euro, ha visto la presenza di un migliaio di parmigiani al seguito della squadra. Dopo Napoli, anche la Juventus fissa il biglietto addirittura a 43 euro, una cifra decisamente troppo alta, fuori dalla portata per un settore popolare, un prezzo immorale verso chiunque, per un genitore che vorrebbe portare un figlio allo stadio, per una famiglia, per una compagnia di tifosi, per gli Ultras, per chi ama la propria squadra, per chi al giorno d'oggi crede ancora che allo stadio ci siano quei valori che nella vita di tutti i giorni oramai non si incontrano più. Anche in questa occasione DISERTEREMO, invitando tutta la tifoseria a farlo, lasciando vuoto il settore ospiti dello Juventus Stadium, e chiediamo a tutti quelli che appoggiano l'iniziativa, e che sarebbero andati a Torino ad un prezzo normale, di appoggiarci in un'iniziativa benefica: invece che speculare sulla nostra passione, il nostro denaro lo doneremo. Allo stadio con il Lecce faremo una raccolta benefica per il reparto di Oncologia Pediatrica, dove ognuno donerà una somma che rappresenti l'ipotetica cifra che vorremmo spendere per un biglietto di Curva.
Speriamo che la lega ascolti le proteste dei tifosi in tutta Italia e che regolarizzi i prezzi d'accesso agli stadi, magari mettendo dei tetti massimi come accade in Francia, in modo che nei nostri stadi ci siano sempre dei settori che mantengano i prezzi popolari.
AD UN PREZZO IMMORALE PREFERIAMO DONARE"

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Pubblicato in Sport Parma
Venerdì, 10 Gennaio 2020 11:12

Hopinion: l'orientamento al voto in Emilia Romagna

Orientamento al voto in Emilia Romagna

I sondaggi indicano che in Emilia Romagna sia un testa a testa tra Stefano Bonaccini, Governatore uscente, e Lucia Borgonzoni la sfidante in carico alla Lega. Ma, secondo il sondaggio Dire/Tecnè del 10 gennaio 2020, l’incertezza è diffusa per il 41%. Una cifra elevatissima che vorremmo verificare.

Come al solito la opinione che esprimerete sarà totalmente anonima.

A quale, tra questi candidati, vorreste vedere seduto al vertice della Regione Emilia Romagna? (in ordine alfabetico)

 

 

Pubblicato in Politica Emilia

Interviste a quattro candidati dei due maggiori schieramenti a sostegno di Bonaccini e Borgonzoni:  Matteo Daffadà – Massimo De Matteis - Nicoletta Paci  e Cecilia Zanacca

di Francesca Caggiati Parma 10 gennaio 2020 - A poco più di due settimane dalla tornata elettorale che vede il rinnovo delle cariche di Governatore e Consiglieri della Regione Emilia Romagna, incontriamo quattro candidati – due uomini e due donne - casualmente scelti tra i due principali schieramenti politici di centrosinistra e di centrodestra.
Sono state poste loro le stesse domande per capire meglio non solo le motivazioni personali e politiche della loro candidatura, ma anche le priorità che secondo loro andranno affrontate e i vantaggi che Parma e il suo territorio provinciale trarrebbero dalla loro elezione.

Iniziamo, per “cavalleria” o meglio dovrei dire per affinità di genere, con le due candidate donne Nicoletta Paci – nelle liste di Stefano Bonaccini, Presidente in carica di centrosinistra – e di Cecilia Zanacca – sostenitrice dello schieramento di Lucia Borgonzoni, Presidente in corsa per il centrodestra.

- Qual è il motivo principale che l’ha spinta a candidarsi alle prossime elezioni regionali?
Paci: “È una domanda ricorrente per un candidato. Mi sono candidata perché mossa da spirito di servizio e amore per il mio territorio e le persone che lo vivono. Mi sono candidata perché sono orgogliosa di vivere in una comunità accogliente, solidale, industriosa, piena di idee e di capacità. Nei miei sette anni da amministratrice della città Parma l’ho guardata anche dal punto di vista delle minoranze che la compongono. È un modo di fare che mi appartiene, avendo studiato altre lingue, culture altre, sono portata a considerare le diversità, le piccole componenti come una ricchezza, come un colore che aggiunge vivacità. Mi sono candidata perché Parma mi ha insegnato che è più complesso amministrare considerando e dando possibilità a tutti, ma è molto più giusto ed efficace. Si tratta di un salto di qualità culturale. Che porta equità ma anche una visione allargata, un pensiero ampio alle persone e ai servizi. Vogliamo chiamarlo il lato buono della globalizzazione? In questo momento ho scelto di impegnarmi in questa corsa elettorale proponendomi per tracciare in Regione un cammino che possa essere all’avanguardia, un modello che ci consenta di fare un passo avanti, tutti insieme, senza scordare nessuno”.

Zanacca: “Banale dirlo, ma per cambiare un modus operandi che sta appiattendo il nostro Paese, la nostra Regione e ancora più per ridare fiducia a noi cittadini. Una fiducia che da tempo sta venendo sempre meno nei confronti delle istituzioni. Per fare si che i risultati perseguiti dall’amministrazione regionale non siano una mera ovazione a fini elettorali ma semplicemente un momento di seria comunicazione con i cittadini”.

- Perché gli elettori dovrebbero esprimere la propria preferenza scrivendo il suo nome?
Paci: “Come amministratrice ho visto in prima persona quanto sia importante, per una città laboriosa come la nostra, avere un appoggio in Regione. E’ necessario per Parma avere un filo diretto con la Regione per portare avanti le innovazioni e le politiche che ci stanno a cuore e che significano un sicuro avanzamento per la nostra città. Nell’Assemblea della Regione Emilia-Romagna la mia voce sarà per le istanze del nostro territorio. Sui punti che il Presidente Bonaccini ha tracciato: Scuola e Istruzione, Ambiente, Sanità, Parità di Diritti di tutti e tutte. La Regione in questi ultimi cinque anni, con Stefano Bonaccini e la sua Giunta, ha dato prova di una grande capacità di azione positiva e i numeri lo stanno a dimostrare. Vorrei far parte del prossimo percorso a fianco di questa città e di questa Regione che hanno molti punti in Comune, ma dove Parma può anche rappresentare un territorio apripista e una comunità propositiva più di altre”.

Zanacca: “Perché no? Scherzo naturalmente. Chi mi conosce sa della mia passione politica accompagnata sempre da attenzione per il territorio nei suoi vari aspetti; dalla qualità della vita, al mondo del sociale, della scuola e dell’impresa. Sono una parmigiana doc, legata alla sua città di cui conosce i pregi e le necessità. Necessità di cui, ahimè, l’attuale amministrazione locale, incoraggiata dalla pari amministrazione regionale, sembra non importare molto”.

- Quali sono secondo lei le tre priorità dell'Emilia Romagna?
Paci: “Lo slogan “Fare dell’Emilia Romagna la regione della conoscenza” mi appartiene. Per i prossimi dodici mesi siamo Capitale Italiana della Cultura, abbiamo istituti scolastici che dialogano con l’economia della città e della provincia, abbiamo l’Università migliore d’Italia. Parma è città della conoscenza. E lo sarà sempre più con una Regione che investa sulla Scuola: dal nido fino all’Università. Il Lavoro è ovviamente l’altra priorità principale. La formazione gioca un ruolo fondamentale: dovrà saper aiutare i nostri figli non solo ad acquisire formazione e competenze, ma a restare nella propria terra. L’Ambiente è l’altro tassello, se vogliamo complementare alla formazione di una cultura ambientale nei cittadini, ma per il quale bisogna concretizzare presto con una conversione economica e sociale che ci porti alla transizione verso le energie rinnovabili e l’economia circolare”.

Zanacca: “Come prima cosa sicuramente passare dal centralismo regionale al decentramento territoriale. La Regione avrà il ruolo di “perno degli enti autonomi” evitando tentazioni di un centralismo regionale. Si dovrà rafforzare l’intero sistema autonomistico che vede nei Comuni l’istituzione politica di prossimità più vicina e sensibile alle esigenze, diritti e interessi dei cittadini L’obiettivo dovrà essere meno burocrazia e più cultura del risultato, a favore di cittadini e imprese. La Regione dovrà tutelare, promuovere e valorizzare la famiglia, così come riconosciuta dalla nostra Costituzione, quale primo luogo della solidarietà e luogo nel quale si genera e si forma il capitale sociale umano. La famiglia deve diventare il principale interlocutore delle politiche sociali. L’innovazione risiede nel rivolgersi alla famiglia in quanto tale, non perché povera o in difficoltà, per seguirla in tutte le fasi della propria esperienza. Si configura cosi una politica familiare sostanzialmente differente da quella finora perseguita in Emilia Romagna, rivolta soprattutto alla “famiglia patologica” e indirizzata a sostenerla solo dopo l’insorgere di un problema. Il sistema socio-sanitario regionale, come quello nazionale è ormai all’interno di una “Tempesta perfetta» con l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle malattie croniche e le difficoltà sociali connesse alla crisi economica. A fronte di tale situazione appare inevitabile fondere in un unico approccio le politiche sanitarie con quelle assistenziali, in cui le competenze e le azioni appaiono senza più soluzione di continuità, ma soprattutto le cui risposte appaiono inadeguate. Nonostante importanti aree di eccellenza sia professionale sia tecnologica, il sistema Emiliano Romagnolo comincia ad abbandonare al proprio destino tanti cittadini che non riescono più ad accedere a servizi, sia preventivi sia diagnostici, assistenziali e riabilitativi. Si propone, previa sperimentazione in alcuni servizi, di introdurre un sistema integrato tra pubblico e privato, che scommetta su una virtuosa alleanza tra mercato e solidarietà”.

- Cosa cambierà in Regione Emilia Romagna se vince il suo schieramento?
Paci: “La Regione farà un ulteriore “Passo avanti” rispetto ai tanti risultati già raggiunti negli ultimi cinque anni. Potremo migliorare ulteriormente in tutti i settori di attività portando l’Emilia Romagna ad essere un modello di sviluppo anche per altre regioni italiane. Food Valley, Culture Valley, Green Valley. Potremmo andare avanti ... L’Emilia Romagna ha già numeri eccellenti. Diversità straordinarie che la rendono unica al mondo. Continuare su questa strada significa non interrompere un cammino. Significa puntare alla cima, anziché ripartire e magari perdersi lungo il sentiero”.

Zanacca: “Prima di tutto non cosa ma come: sicuramente in meglio. La regione sarà molto più vicina ai cittadini, con meno burocrazia e più semplificazione anche e soprattutto per chi fa impresa. Faremo prevalere la meritocrazia nella scelta dei posti dirigenziali rispetto a logiche di schieramento. Sarà una regione caratterizzata da enti dotati di autonomia e funzioni proprie, tra loro saldamente connessi e in continue relazioni di collaborazione. Un governo attento al territorio, sia verso le grandi città, ma anche con una road map per i piccoli comuni e una sorta di piano Marshall per la montagna. Insomma, una regione in cui tutti potranno avere l'opportunità di cogliere la propria occasione di benessere”.

- Come Parma potrà beneficiare della sua vittoria?
Paci: “La mia proposta di inserire l’inglese già dai nidi e dalla scuola dell’infanzia è stata favorevolmente accolta da Bonaccini che l’ha inserita come punto fondante delle sue proposte per il settore 0-6 anni. Quindi per me, che ho già fatto esperienza come Assessora ai Servizi educativi e Scuola, il settore educativo è uno dei temi principali su cui vorrò agire portando le istanze del territorio. E a questo si lega fortemente quello delle Pari Opportunità perché da sempre mi batto per i diritti di tutte e tutte e voglio proseguire anche in Regione a favorire un cambiamento culturale che deve partire soprattutto dalle nuove generazioni”.

Zanacca: “In primis, grandi cambiamenti quindi deciso miglioramento relativamente a temi molto “caldi” quali Sicurezza, Degrado, Gestione dei Rifiuti, Rilancio delle attività commerciali, Mobilità e Trasporti che sono settori in cui Parma è in grande sofferenza e sui quali la regione ha ampi margini di intervento. Il decreto Minniti, ha introdotto la possibilità di formulare accordi per la promozione della sicurezza integrata sulla base dei quali le Regioni possono sostenere iniziative e progetti per attuare interventi di promozione della sicurezza integrata nel territorio di riferimento, sostenendo così i Sindaci nella loro azione di garanzia in materia di sicurezza urbana. In merito alla politica sui rifiuti, bisognerà rivedere l'indirizzo dato ad ATERSIR, l’Agenzia di regolazione dei servizi pubblici locali ambientali della regione Emilia-Romagna per ridare voce in capitolo agli enti locali nella strategia di gestione dei rifiuti, a partire dalla definizione di ambiti territoriali omogenei e scardinando il modello di gestione aziendale finalizzato al profitto con costi ingiustificati a carico dell’utenza, bloccando la logica dei subappalti. Il rilancio delle attività commerciali, a partire da quelle dei centri storici, passa da un riequilibrio tra negozi di vicinato e grandi centri commerciali, nonché da politiche di mobilità che accanto alla sostenibilità ambientale garantiscano anche una sostenibilità residenziale, famigliare e commerciale. Infine, per il settore trasporti, oltre a politiche di forte rilancio del trasporto pubblico locale, Parma dovrà avere la fermata AV. Fino a ieri Bonaccini e Pizzarotti hanno detto no, fa piacere che a ridosso delle elezioni sembrano averlo capito anche loro”.

- Quali sono tre suoi pregi e tre suoi difetti?
Paci: “Sono determinata, ma sempre in ascolto degli altri. Questi due modi di agire mi consentono di analizzare le situazioni e spesso di trovare delle soluzioni di sintesi. Credo che questi possano essere interpretati come pregi per chi si trova a dover rappresentare uomini e donne di una comunità. Mina cantava “i miei difetti son talmente tanti”…..sarebbe lunga elencarli. Sono sicura che i miei avversari li sanno tutti”.

Zanacca: “Non sta a me dirlo, anzi spesso la linea che differenzia gli uni e gli altri è davvero sottile. Può essere che in talune situazioni un pregio si trasformi in difetto e viceversa ... tutto è assolutamente relativo. Nello specifico, non posso negare di essere disordinata, talora in ritardo e tendo a fare più cose contemporaneamente … È comunque vero, citando una frase non mia, che i difetti vanno saputi portare perché i pregi stanno bene a tutti!”.

- Quali invece i tre valori in cui crede maggiormente e per cui non scenderebbe mai a compromessi?
Paci: “Scegliendo di candidarmi come amministratrice, onestà e rispetto della legalità devono essere alla base di ogni pensiero e ogni scelta. E poi la parità di diritti; leggi, servizi, opportunità che rispettino le diversità e le situazioni di ognuno, sono la strada che ho scelto di percorrere”.

Zanacca: “Famiglia, solidarietà, coerenza e rispetto per il prossimo. Chi mi conosce sa che non posso venire meno a questi”.

- Che qualità pensa che abbia in più o di diverso una donna rispetto ad un uomo?
Paci: “Parlerei soprattutto di qualità diverse e fra queste sottolineo sicuramente la sensibilità. Al di là degli stereotipi ho sempre visto nelle donne la capacità straordinaria di accostarsi agli altri, di cogliere sfumature. Negli uomini ho spesso assistito invece ad espressioni di aggressività. Le donne sono più inclusive, sono portate alla mediazione, ascoltano le ragioni di tutti. Abbracciano il mondo”.

Zanacca: “Un delle cose che maggiormente detesto e che mi ferisce sono le quote rosa; non capisco perché le istituzioni dovrebbero “aiutare” le donne ad ottenere ciò che possono raggiungere benissimo da sole? Concludendo: “Il gallo può cantare, ma è la gallina che fa l'uovo” come diceva Margaret Thatcher”.

 

Veniamo ora ai due candidati uomini: Matteo Daffadà che appoggia Stefano Bonaccini e Massimo De Matteis che sostiene Lucia Borgonzoni.

- Qual è il motivo principale che l’ha spinta a candidarsi alle prossime elezioni regionali?
Daffadà: “La Regione ha ricadute dirette sulla vita e sulla gestione dei territori. Sono un amministratore pubblico. Il consigliere uscente del PD ha deciso di non candidarsi. Mi è stato chiesto di portare la mia esperienza e dopo aver sentito la famiglia ho accettato. Per portare la testimonianza e le esigenze del territorio a Bologna e per riportare sul territorio quanto di positivo la Regione ha fatto e farà”.

De Matteis: “Desidero mettere al servizio dei parmigiani e dei parmensi tutto il mio impegno e tutta la mia esperienza. Ho l’onore di farlo nelle file di Fratelli d’Italia, forza politica che ho contribuito a fondare a Parma e di cui ho retto il coordinamento provinciale sino a tre mesi fa”.

- Perché gli elettori dovrebbero esprimere la propria preferenza scrivendo il suo nome?
Daffadà: “Sono anni che sono amministratore pubblico, conosco le esigenze e i bisogni del territorio. Ho sempre messo la mia faccia. Vivo in montagna e lavoro a Parma. Sono la sintesi di chi conosce i problemi della periferia e della città. Faccio il pendolare ogni giorno. Mi sono sempre messo al servizio del cittadino. Giusta esperienza e voglia di misurarmi con una sfida nuova”.

De Matteis: “La mia trentennale esperienza di pubblico amministratore e di militanza nella destra politica rappresenta una garanzia di impegno e di coerenza, da sempre unicamente orientata al bene per la nostra comunità provinciale, alla difesa delle nostre famiglie , alla difesa del lavoro e dell’impresa, alla difesa dei valori fondanti della nostra civiltà”.

- Quali sono secondo lei le tre priorità dell'Emilia Romagna?
Daffadà: “Le priorità sono tante. Ma scegliendone tre dico: famiglia, lavoro e infrastrutture. Famiglia perché dobbiamo invertire il trend che ha visto abbassare cosi tanto la natalità. Aiuto alle famiglie significa crescita, presidio del territorio, sviluppo del territorio. Lavoro, perché è condizione fondamentale allo sviluppo ed al benessere dei cittadini. Dove c’è lavoro ci sono servizi. Infrastrutture, perché consentono l’attrattività e la fruibilità di un territorio sia dal punto di vista economico che turistico”.

De Matteis: “Lotta all’inquinamento, intensificare la produzione di energia pulita. Grande piano per la natalità, sostegno alle famiglie e alle giovani coppie. Rinascita delle zone montane, detassazione per le imprese , start up ricerca e innovazione”.

- Cosa cambierà in Regione Emilia Romagna se vince il suo schieramento?
Daffadà: “Questa Regione in questi anni ha lavorato bene. Lo dicono gli indicatori che la mettono davanti ad ogni altra Regione italiana sia dal punto di vista economico che sanitario. Il tutto deve stimolare per continuare ad essere la locomotiva d’Italia”.

De Matteis: “Dopo 50 anni di ininterrotto e ormai logoro strapotere della sinistra in Emilia Romagna, è giunto finalmente il momento di cambiare e realizzare anche nella nostra Regione l’alternativa di governo, nel metodo, nelle scelte, nella visione di prospettiva e di sviluppo dei nostri territori”.

- Come Parma potrà beneficiare della sua vittoria?
Daffadà: “Per l’impegno costante che metterò nell’ascolto dei cittadini. Importante sarà anche relazionare le attività svolte in Regione”.

De Matteis: “Fratelli d’Italia sarà la forza politica determinante per l’affermazione della coalizione che sostiene Lucia Borgonzoni, e darà considerevole contributo con la serietà delle sue proposte, con la forza delle sue idee e con la coerente determinazione dei suoi candidati al buongoverno della nostra Regione. La rappresentanza, la voce, il ruolo di Parma avranno preminenza in questo progetto di rinnovamento e di buongoverno e garantirà al nostro territorio la considerazione che merita”.

- Quali sono tre suoi pregi e tre suoi difetti?
Daffadà: “Corro in squadra, aiuto il prossimo e credo nelle persone. Testardo, permaloso e frenetico”.

De Matteis: “I miei pregi sono determinazione, coerenza e capacità di ascolto. I miei difetti sono testardaggine, logorrea, permalosità”.

- Quali invece i tre valori in cui crede maggiormente e per cui non scenderebbe mai a compromessi?
Daffadà: “Famiglia, amicizia e onestà”.

De Matteis: “Non sono assolutamente negoziabili la difesa della vita, l’amor di Patria e della famiglia, la mia fede in Dio”.

- Che qualità pensa che abbia in più o di diverso un uomo rispetto ad un donna?
Daffadà: “L’uomo è più diplomatico, la donna più determinata”.

De Matteis: “È diverso, ma non rappresenta una qualità in più della donna, l’uomo deve avere un senso di responsabilità finalizzato al benessere morale e materiale della propria famiglia, intriso di profondo rispetto verso l’intera comunità, esplicandolo nel lavoro e nella vita sociale”.

Il 26 gennaio siamo chiamati tutti al voto. Arrivarci conoscendo meglio intenti e personalità può essere una conferma per chi aveva già deciso o un modo per acquisire nuove informazioni per chi ancora non aveva le idee chiare.
E una cosa l’abbiamo notata, gli uomini sono mediamente più concisi nelle loro risposte … sarà un bene o un male?!

 

Pubblicato in Politica Parma

Agricoltura e ambiente. La Regione investe oltre 9,7 milioni di euro per incentivare il biologico e tutelare la biodiversità
Via libera a quattro nuovi bandi con incentivi per favorire l'adesione delle aziende singole e associate al bio e gli interventi di conservazione degli elementi caratteristici del paesaggio agrario come siepi, boschetti, maceri e laghetti

Bologna - Oltre 9,7 milioni di euro per dare una spinta al biologico in Emilia-Romagna e al tempo stesso promuovere lo sviluppo di un’agricoltura attenta alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della biodiversità. È la dotazione finanziaria complessiva di quattro bandi approvati dalla Regione che danno continuità agli interventi di sostegno previsti dalle Misure 10 “Agroambiente” e 11 “Agricoltura biologica” del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020. 

Le misure mettono a disposizione delle aziende agricole - sia in forma individuale che associata, incluse le cooperative - un pacchetto di risorse per favorire, attraverso l’erogazione di contributi economici parametrati alla superficie interessata, l’ulteriore espansione sul territorio regionale delle coltivazioni e degli allevamenti bio e, più in generale, un’agricoltura più ecosostenibile e all’insegna della qualità delle produzioni.  
Per tutti e quattro i bandi gli impegni di durata pluriennale - 5, 10 e 20 anni a seconda dei casi - sottoscritti dalle imprese agricole decorrono dal 1^ gennaio 2020, mentre la presentazione delle domande di aiuto (già possibile a partire dal 7 gennaio) dovrà avvenire entro il 28 febbraio prossimo, secondo le modalità indicate sul sito dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (https://agrea.regione.emilia-romagna.it/).
 
Cosa prevedono i due bandi per il bio
La quota più significativa di risorse, quasi 5,75 milioni di euro all’anno in totale per due bandi, è finalizzata a favorire l’ulteriore diffusione del biologico attraverso la concessione di premi ad ettaro per cinque anni per incentivare nel primo caso il passaggio delle aziende ai metodi e alle pratiche dell’agricoltura bio e, nel secondo caso, il mantenimento delle superfici già convertite al biologico.
Grazie ad una recente modifica del Psr che ha consentito di recuperare risorse aggiuntive per 3,7 milioni di euro, i fondi disponibili per la conversione ammontano a quasi 3,8 milioni di euro all’anno. Il budget per il mantenimento sfiora invece quota 2 milioni di euro sempre all’anno.  Gli aiuti variano da 150 a 791 euro all’ettaro all’anno secondo il tipo di colture per favorire la conversione e da 90 a 668 euro, sempre all’ettaro all’anno, per il mantenimento.
Attualmente in Emilia-Romagna le superfici a biologico finanziate attraverso la misura 11 del Psr ammontano a 116 mila ettari, su un totale regionale di oltre 156 mila ettari, pari a più del 15% dell’intera Superficie agricola utilizzata (Sau) da Piacenza a Rimini. Con il bando 2020 si potranno nuovamente finanziare le superfici impegnate con l’ultimo avviso scaduto a fine 2018 e le nuove adesioni.
L’obiettivo è dare un ulteriore colpo d’acceleratore in direzione di un’agricoltura attenta alla nuova domanda di cibi buoni e sani che viene dai consumatori e alle esigenze di una maggiore tutela dell’ambiente, anche nell’ottica della riduzione delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici in atto. In Emilia-Romagna le superfici coltivate bio sono aumentate del 75% rispetto al 2014 (67 mila ettari in più), mentre le aziende sono cresciute di quasi il 70%.
Ciò grazie alle risorse fin qui investite dalla Regione nell’attuale programmazione 2014-2020: risorse che sfiorano complessivamente quota 140 milioni di euro (di cui 16,8 di risorse aggiuntive regionali). A queste risorse vanno aggiunte quelle relativeagli incentivi alla formazione, all’insediamento dei giovani, ai progetti di innovazione e agli investimenti per l’ammodernamento strutturale delle aziende. Per tutti questi interventi le aziende bio godono infatti di una priorità nelle graduatorie dei bandi regionali. 



Gli altri due bandi per promuovere la biodiversità   
Gli altri due bandi si inquadrano invece nelle cosiddette politiche agroambientali per tutelare e promuovere la biodiversità, soprattutto nelle zone di pianura. Stiamo parlando della misura 10.1.9 del Psr “Gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000 e conservazione di spazi naturali e seminaturali del paesaggio agrario”, che finanzia con poco più di 1 milione di euro all’anno gli interventi finalizzati alla conservazione di elementi caratteristici del territorio agricolo come siepi, boschetti, maceri, risorgive e laghetti.

Gli agricoltori che per un periodo di dieci anni si impegnano in questo senso potranno beneficiare di un contributo a superficie. Attualmente sono 838 le aziende agricole che hanno aderito a questa misura, per una superficie complessiva di quasi 2.500 ettari. Dall’inizio dell’attuale ciclo di programmazione ad oggi le risorse messe a disposizione sfiorano quota 9 milioni di euro, di cui 1,3 milioni di risorse regionali aggiuntive.
Infine, il quarto e ultimo bando stanzia quasi 3 milioni di euro all’anno per il “ritiro dei seminativi dalla produzione per 20 anni per scopi ambientali e la gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000” (Misura 10.1.10) per finanziare la creazione di prati umidi e macchie arbustive al posto dei campi coltivati. Per questo intervento sono attualmente in corso 280 progetti, su una superficie complessiva di circa 5.600 ettari.  Le risorse investite nella programmazione 2014-2020 superano i 30 milioni di euro, di cui 13,6 milioni di fondi regionali aggiuntivi./G.Ma                  
             

Tutte le notizie su www.regione.emilia-romagna.it 

Venerdì, 10 Gennaio 2020 07:19

Ostriche contaminate, sale allerta UE

Ostriche contaminate, sale allerta UE: c'è il norovirus anche in molluschi provenienti dalla Francia. Sul mercato assieme alle ostriche anche cozze e vongole contaminate
 
Le autorità francesi hanno disposto un richiamo di molluschi e ostriche a causa di una presunta contaminazione da norovirus che può causare gravi disturbi gastrointestinali dopo che tre siti di produzione sono stati posti sotto sequestro in Francia.

I prodotti sono stati commercializzati in diversi Paesi UE. Gli importatori interessati hanno informato le autorità della sicurezza alimentare dei vari Paesi UE, di avere ritirato dalla vendita i prodotti in questione e avviato richiami. Non si possono escludere eventuali rischi per la salute evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. I clienti che hanno acquistato questi prodotti francesi sono pregati di evitarne il consumo. I norovirus sono agenti patogeni che causano diarrea. I primi sintomi della malattia compaiono di regola dopo un periodo di incubazione di 12–48 ore. Spesso si manifestano bruscamente con vomito a getto e forte diarrea, di frequente accompagnati da mal di testa, dolori addominali e muscolari. In casi isolati può anche verificarsi febbre.

Di norma, il decorso della malattia è lieve. Come trattamento, è particolarmente importante garantire un apporto sufficiente di liquidi. Nei gruppi a rischio, come le persone anziane, i bambini e le persone immunodepresse, il decorso della malattia può avere effetti più gravi. I norovirus sono molto contagiosi. Durante la fase acuta della malattia e per almeno 2 o 3 giorni dopo, le persone colpite espellono l’agente patogeno in grandi quantità con le feci o il vomito e possono anche trasmetterlo ad altre persone durante questa fase.

La trasmissione avviene attraverso la bocca, il contatto con la pelle (ad es. mani contaminate) o con oggetti (ad es. maniglie della porta contaminate), attraverso l’inalazione di goccioline sottili nell’aria (ad es. dopo il vomito). Una buona igiene delle mani è importante, cioè un lavaggio regolare e accurato con il sapone, soprattutto dopo l’espletamento dei bisogni fisiologici.

Si raccomanda la disinfezione delle mani. Le superfici o i tessuti contaminati da feci o vomito devono essere disinfettati o lavati a oltre i 60 °C. Attenzione: con la preparazione abituale delle cozze non si può garantire che i norovirus siano sufficientemente inattivati per prevenire l’insorgere della malattia.
( 9 gennaio 2020 )

Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Sono apparsi ancora in decisa flessione i protesti cambiari in provincia di Reggio Emilia nei primi nove mesi del 2019.

Tra gennaio e settembre dello scorso anno, infatti, i titoli esecutivi (assegni, cambiali e tratte accettate) riguardanti imprese e famiglie sono scesi dai 1.813 dello stesso periodo del 2018 a 1.291, con una flessione del 29%.
Il valore degli insoluti, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui dati del Registro informatico dei protesti, ammonta a poco più di 1,72 milioni di euro rispetto ai 2,13 milioni del 2018 (-19,2%). La diminuzione registrata dal valore dei protesti è da attribuire alla forte riduzione degli assegni non coperti, che vedono praticamente dimezzato l’ammontare complessivo: da 1,2 milioni dei primi nove mesi del 2018 a poco più di 638 mila nello stesso periodo del 2019.

Di segno opposto, invece, l’andamento delle cambiali il cui valore registra un +20,5% passando da 899 mila a quasi 1,1 milioni del gennaio-settembre 2019. Tale andamento è imputabile al trend in crescita osservato nel terzo trimestre dell’anno passato, nel corso del quale sono aumentati gli importi dei titoli di valore maggiore: per le cambiali il cui valore è superiore ai 5.000 euro, infatti, l’ammontare è quasi triplicato, salendo da 244 mila a 646 mila euro.

I pagherò, pur registrando un calo del 16,3% rispetto all’anno precedente, si confermano i titoli di credito più protestati in provincia di Reggio Emilia. Numericamente, con 1.218 effetti, rappresentano più del 94% degli insoluti e il loro valore medio ha raggiunto, nei primi nove mesi del 2019, gli 890 euro dai 618 dell’analogo periodo del 2018.
Si fermano invece a 73 - con una flessione del 79,6% - gli assegni scoperti. Il più consistente calo del numero degli assegni rispetto alla riduzione dell’importo (-48,2%) oltre alla diminuzione più consistente degli assegni di importo minore rispetto a quelli più elevati evidenzia, ovviamente, l’aumento del valore medio di ciascun titolo, che passa da 3.448 a 8.740 euro.

 

 

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Pubblicato in Economia Reggio Emilia

Micromobilità, il monopattino elettrico è più pericoloso della bicicletta. Secondo uno studio americano un terzo degli utenti del mezzo ha avuto un trauma alla testa. Lo Sportello dei Diritti: “Indossare un casco riduce il rischio di traumi”

I monopattini elettrici da gennaio sono stati equiparati dalla legge alle biciclette. Basta salire, accelerare e sterzare. Tuttavia i monopattini elettrici sono molto più pericolosi dal punto di vista del rischio incidenti. Lo rivela uno studio condotto negli Usa e pubblicato da JAMA Surgery, secondo cui sono gli infortuni alla testa quelli più comuni con il monopattino.

I ricercatori dell'università di San Francisco hanno analizzato i ricoveri in pronto soccorso per incidenti dovuti agli scooter tra il 2014 e il 2018, confrontando poi i numeri ottenuti con quelli dei traumi dovuti alla bicicletta negli stessi anni. Nel periodo considerato, spiegano gli autori, il numero totale di incidenti relativi ai monopattini è cresciuto del 222%, e quello dei ricoveri del 315%.

Dal confronto fra i due mezzi è emerso che quasi un terzo degli utenti dei monopattini ha avuto un trauma alla testa, il cui rischio è triplo rispetto a quello dovuto alla bicicletta.

Nel 2018 circa un terzo degli incidenti sugli 'e-scooter' è capitato a donne, e la fascia di età più rappresentata è quella tra 18 e 34 anni. Diversi studi, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno dimostrato che indossare un casco riduce il rischio di traumi. Per tale ragione raccomandiamo di indossarlo e invitiamo anche i produttori dei monopattini a incoraggiarne l'uso.

(9 gennaio 2020)

Nella giornata di mercoledì, quattro equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno proceduto al controllo dello stabile in disuso, ex “Termosanitaria Corradini S.P.A.”, sito in via Ruffini, nelle cui vicinanze, recentemente, sono stati notati alcuni individui con precedente in materia di stupefacenti. 

Nello stabile sono stati rintracciati in totale 14 soggetti, tutti deferiti all’Autorità Giudiziaria per invasione di terreni ed edifici al fine di occuparli. Il fabbricato, posto su due livelli, versava in pessime condizioni igieniche ed al suo interno erano stati ricavati alcuni giacigli di fortuna.

Inoltre, l’attività ha portato all’arresto di 8 persone, fra cui due donne, ed alla denuncia in stato di libertà di altri 6 individui, questi ultimi tutti cittadini tunisini, fra cui due minori.

Quattro degli arresti sono scattati per detenzioni ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, infatti, gli operatori della Squadra Volante hanno sequestrato complessivamente 29,2 grammi di cocaina e 899,1 grammi di hashish, suddivisi in dosi termosaldate e pronte per essere immesse nel mercato illecito.

Una cittadina macedone di 31 anni è risultata essere destinataria di un provvedimento di sospensione cautelativa della detenzione domiciliare, emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Bolzano a seguito di tre episodi di evasione dalla misura cautelare degli arresti domiciliari cui la donna era sottoposta.

Un cittadino libico di 23 anni è risultato essere destinatario dell’aggravamento della misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Modena e Provincia, emessa dal Tribunale di Modena lo scorso 19 novembre, commutata con la misura della custodia cautelare in carcere.

Altri due individui, entrambi cittadini tunisini di 36 e 23 anni, sono stati tratti in arresto per reingresso illegale nel territorio nazionale. I due erano stati accompagnati coattivamente alla frontiera.

I sei soggetti denunciati in stato di libertà si sono resi responsabili a vario titolo di inosservanza alle norme sugli stranieri, porto di oggetti atti ad offendere, nel particolare due coltelli a serramanico, e falsa dichiarazione a Pubblico Ufficiale sull’identità personale.

La Polizia di Stato arresta anche un 22enne per spaccio di sostanze stupefacenti
Nelle stesse ore, in via Nicolò dell’Abate, personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto un cittadino nigeriano di 22 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Durante un servizio mirato alla repressione dello spaccio di droga in città, gli agenti della Sezione Narcotici hanno notato il 22enne mentre era intento a cedere una dose di marijuana ad una giovane donna. Sottoposto a perquisizione personale, il soggetto è stato trovato in possesso di 20,10 grammi di marijuana, suddivise in quattro involucri.
Su disposizione del Magistrato di Turno, il cittadino nigeriano è stato trattenuto all’interno delle camere di sicurezza della Questura in attesa di processo con rito direttissimo.

Pubblicato in Cronaca Modena

All’esito di una articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (P.M. dott. Umberto Ausiello), la Squadra Mobile di Parma ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Parma nei confronti di quattro persone di nazionalità sudamericana, gravemente indiziati di concorso in furti aggravati commessi in Parma, rispettivamente in data 26.7.18 (ai danni del supermercato Conad) ed in data 1.10.18 (ai danni del supermercato Sigma).

Nel pomeriggio del 26/07/2018, una pattuglia dell’UPGeSP è intervenuta presso il Supermercato CONAD sito in questa via G. Rossa, in quanto i responsabili avevano accertato che dalla cassaforte custodita all’interno degli uffici era stato trafugato tutto il denaro presente, ammontante ad oltre 5000 €.

Personale della Squadra Mobile, attraverso le immagini di video sorveglianza dell’esercizio, riusciva a ricostruire la dinamica del furto, accertando che ad agire erano stati tre cittadini, verosimilmente sudamericani: mentre il primo dei tre si intratteneva all’esterno del supermercato fungendo da “palo”, gli altri due entravano mescolandosi agli altri numerosi clienti.

Trascorsi alcuni minuti, i due si avvicinavano agli uffici della direzione e, approfittando dell’assenza di personale, uno dei due si introduceva all’interno e, dopo aver rovistato nei cassetti e rinvenuto la chiave della cassaforte, la apriva appropriandosi di tutto il contante ivi presente.

In data 1/10/2018, la responsabile del supermercato SIGMA sito in via S. Pellico a Parma denunciava il furto di 845,00 da una delle casse dell’esercizio, avvenuto nel pomeriggio del 29/09/2019. La responsabile spiegava che, durante l’attività, la cassiera era stata distratta da due uomini che, con il pretesto di chiedere informazioni su alcuni prodotti, l’avevano fatta allontanare dalla cassa, permettendo ad un terzo complice di avvicinarsi al registratore di cassa e, con mossa fulminea, di aprirlo e di asportarvi le banconote presenti.

Dalla visione delle immagini di video sorveglianza, il personale della Squadra Mobile, riscontrava le dichiarazioni della responsabile ed accertava che uno dei tre malfattori coincideva con uno degli autori del furto perpetrato presso il supermercato CONAD il 26/07/2019.
Questi soggetti erano, tuttavia, sconosciuti nella provincia di Parma, ma, nell’ambito dello scambio info-investigativo con gli Uffici della Polizia di Stato del Nord-Italia, la Squadra Mobile di Parma apprendeva che, nell’ambito della c.d. “Operazione Santiago”, la Questura di Torino aveva identificato alcuni cittadini sudamericani resisi responsabili di furti aggravati in esercizi commerciali, ponendo in essere modalità simili a quelle riscontrate nei due furti sopra specificati.

Venivano dunque acquisite le foto di tutti i soggetti indagati presso il capoluogo piemontese e, all’esito delle successive attività di raffronto di tali foto con le immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza riferite ai furti perpetrati presso il CONAD ed il SIGMA, nonché all’esito del riconoscimento effettuato dalle commesse dei due esercizi in sede di individuazione fotografica, si acquisivano gravi indizi di reità a carico di PESSOA Emilio (di nazionalità argentina, classe ’87), MUNOZ QUEGLAS Jonathan Andres (di nazionalità cilena, classe ’89), BADILLA PAVEZ Luis Alejandro (di nazionalità cilena, classe ’85), DIAZ DIAZ Vladimir (di nazionalità cubana, classe ’90), nonché di un quinto soggetto di nazionalità cilena.

Ad eccezione di quest’ultimo -che si è sottratto alle ricerche ed è tuttora ricercato- nei confronti degli altri quattro è stata eseguita la misura della custodia in carcere ed i predetti sono ora reclusi presso gli istituti penitenziari di Cremona, Biella e Cuneo dove sono stati rintracciati.

Pubblicato in Cronaca Parma

I militari del Gruppo della Guardia di finanza di Parma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma a seguito di richiesta della locale Procura della Repubblica (Pubblico Ministero dott. Umberto Ausiello), sui saldi di conto corrente, nonché sui beni mobili ed immobili nella disponibilità di un imprenditore parmigiano, per i reati di omessa dichiarazione e di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

L’attività investigativa è nata da un controllo di routine al confine italo svizzero, effettuato nei confronti di un imprenditore parmigiano attivo nel settore del commercio di orologi di lusso (tra cui Rolex, Panerai, Audemar-Piguet, Cartier, Tudor), nel corso del quale i finanzieri in servizio di polizia valutaria hanno sequestrato 50.000 euro in contanti, celati all’interno di un calzino, nonché una decina di orologi di pregio.
La successiva attività di polizia giudiziaria, svolta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Parma in esecuzione di delega da parte della Procura della Repubblica di Parma, ha permesso di ricostruire il meccanismo fraudolento attraverso il quale P.C, di 73 anni, è riuscito ad occultare al fisco italiano, dal 2013 al 2018, ricavi superiori a 14 milioni di euro, con un’imposta evasa pari a 3.200.000 euro.
In particolare, è emerso come l’imprenditore, pur operando stabilmente su tutto il territorio nazionale, agisse formalmente con una propria società con sede a Londra, attraverso la quale acquistava gli orologi di lusso nuovi, provenienti da rivenditori italiani concessionari ufficiali delle più note griffe del settore. Gli orologi, che di fatto non sono mai stati trasportati nel Regno Unito, venivano rivenduti, sul territorio nazionale, a gioiellerie, ad altri rivenditori ed a soggetti privati come beni usati, con un notevole illecito risparmio fiscale.

Tale stratagemma, che ha alimentato tra l’altro il c.d. “mercato grigio”, ha consentito all’imprenditore parmigiano di piazzare sul mercato, a prezzi altamente concorrenziali, orologi di lusso di elevatissimo valore.
Le investigazioni di polizia economico-finanziaria -eseguite attraverso perquisizioni personali e locali, esame di documentazione contabile ed extracontabile ed escussione di persone informate sui fatti- hanno consentito di dimostrare come l’azienda inglese fosse, in realtà, una società esterovestita, ovvero un’impresa fittiziamente situata all’estero, di fatto residente nel territorio nazionale, utilizzata allo scopo di avvalersi di un regime fiscale, nel caso specifico, molto più vantaggioso.

L’ingente ammontare dell’imposta evasa ha fatto scattare a carico dell’amministratore la denuncia alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di omessa dichiarazione finalizzata all’evasione dell’imposta sui redditi e dell’IVA.
Peraltro l’imprenditore in questione, dopo l’avvio degli accertamenti da parte della Guardia di Finanza, aveva fraudolentemente donato al coniuge tutti i beni immobili a lui intestati, evidentemente allo scopo di sottrarli alle pretese del fisco.

Per questo motivo, P.C. è sottoposto ad indagini anche per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, reato previsto proprio per chi compie atti fraudolenti sui propri beni al fine di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva.
Onde garantire il rientro nelle casse pubbliche di quanto non versato, su proposta della Polizia giudiziaria, la Procura della Repubblica di Parma ha richiesto il sequestro dei beni posseduti dall’amministratore, applicando il particolare strumento di contrasto patrimoniale del sequestro per equivalente, ossia il “blocco” di beni riconducibili al soggetto cui è ascritto il reato, per un valore pari al danno cagionato allo Stato dall’evasione fiscale.

Accogliendo la prospettazione accusatoria, il GIP presso il Tribunale di Parma, dott. Mattia Fiorentini, ha disposto il sequestro di disponibilità finanziarie della società e dei soci dell’impresa, tra cui conti correnti, immobili e terreni, per un valore di oltre 3.200.000 euro

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Pubblicato in Cronaca Parma
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