Come ogni anno, anche questa 65esima presentazione della Guida Michelin ha riservato sorprese: le tre stelle salgono a 11, 35 le due stelle e 328 una stella. Sono 374 in totale i ristoranti stellati italiani in questa edizione 2020

Di Chiara Marando -

La “Rossa” più famosa della gastronomia mondiale ha svelato le sue stelle questa mattina, per la prima volta nel contesto del Teatro Comunale di Piacenza. E come ogni anno, anche questa 65esima edizione ha portato numerose sorprese: la Guida Michelin 2020, tra conferme, nuovi ingressi e salite, registra numeri estremamente importanti, che mettono in evidenza il ruolo di primo piano ricoperto dall’alta cucina in Italia: 11 tre stelle, 35 due stelle e 328 una stella, per un totale di 374 ristoranti stellati italiani.

Dopo due anni consecutivi di ascesa di protagonisti all’empireo dei tristellati, anche in questo 2020 la lista si completa con una news entry: Enrico Bartolini, chef patron del MUDEC porta a quota 11 la selezione delle più prestigiose realtà ristorative nazionali che, come cita la Guida, “valgono il viaggio”.

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La motivazione di questo successo è per la Michelin chiara: “Per la sua varietà, che armonizza tradizioni regionali e creatività, per la ricchezza dei suoi prodotti e l’eccellenza dei suoi chef, l’Italia brilla al centro del panorama gastronomico globale. 33 nuovi ristoranti stellati si affacciano sulla scena culinaria offrendo la propria, personale testimonianza delle infinite varianti della cucina del Bel Paese. Su tutti, brilla il nuovo ristorante tre stelle Enrico Bartolini al MUDEC, in cui la personalità dello chef spicca per ricerca e sperimentazione, armonizzandosi perfettamente con la dinamicità di Milano e regalando un tocco da artista al ricco patrimonio gastronomico italiano – ha specificato Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale Guide Michelin.

Nella Guida Michelin 2020, i ristoranti che propongono una cucina da tre stelle sono quindi: Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Mauro Uliassi a Senigallia (AN) e Enrico Bartolini al MUDEC a Milano.

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Ma dopo tanta attesa, e anni di silente e investigativo immobilismo, ecco che la presentazione ha svelato i movimenti anche nel ristretto gruppo dei bistellati, il cui accesso sembra essere sempre estremamente complicato.

Sono due le novità tra i 35 ristoranti che “meritano una deviazione”, e quindi le 2 stelle Michelin.

“La Madernassa”, a Guarene in provincia di Cuneo. Il giovane chef Michelangelo Mammoliti si esprime con una cucina divenuta tappa irrinunciabile nel circuito dei grandi ristoranti della regione. I piatti raccontano rigore, tecnica e precisione, ma l'anima viene dalla tradizione e dai prodotti piemontesi, a cui si sommano proposte di mare, ingredienti esotici, talvolta asiatici, e prodotti coltivati personalmente da Michelangelo nell’orto del ristorante.

La seconda novità per le due stelle è “GLAM” di Enrico Bartolini a Venezia. L’estro che lascia il segno è quello dello chef Donato Ascani che, con indubbia fantasia, porta in carta prodotti trovati nel mercato di Rialto, non solo per le specialità ittiche, a cui si aggiungono ricette del territorio personalmente reinterpretate. La sintesi è quella tra creatività, istinto, territorio, tocchi d’oriente e erbe aromatiche della laguna.

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Che l’Italia sia contraddistinta dalla “cucina di grande qualità, che merita una tappa”, lo dimostra anche il numero di ristoranti che hanno conquistato una stella Michelin: 328 nel complesso, in cui si contano 30 nuovi ingressi che spaziano da nord a sud dello stivale. Anche se, a ben vedere, questo è stato l’anno di Lombardia e Campania, le regioni più ricche di novità, alle quali sono state assegnate più del 50% delle nuove stelle.

Chi sono le nuove stelle entrate a far parte della Guida Michelin 2020?

Da Gorini, Gianluca Gorini, Bagno di Romagna

Iacobucci, Agostino Iacobucci, Castel Maggiore

Apostelstube, Bressanone

L’asinello, Senio Venturi, Casrtelnuovo Berardenga

Santa Elisabetta, Rocco De Santis, Firenze

Osteria Gucci, Anna Karime Lopez Kondo, Firenze

Virtuoso, Antonello Sarpi, Lucignano

Lunasia, Luca Landi, Viareggio

Petit Royal, Paolo Griffa, Courmayeur 

Glicine, Giuseppe Scansione, Amalfi

Monzù, Luigi Lionetti, Capri

La Tuga, Adriano Dentoni Litta, Ischia

George Restaurant, Domenico Candela, Napoli

Il Flauto di Pan, Lorenzo Montoro, Ravello

Josè Restaurant, Domenico Iavarone, Torre del Greco

Idylio by Apreda, Francesco Apreda, Roma

Atelier, Giorgio Bartolucci, Domodossola

Fre, Bruno Melati, Monforte d’Alba

Condividere, Federico Zanasi, Torino

Otto Geleng, Roberto Toro, Taormina

Casamatta, Pietro Penna, Manduria

Memorie, Felix Lo Basso, Trani

Zash, Giuseppe Raciti, Riposto

Impronte, Cristian Fagone, Bergamo

L’Aria, Vincenzo Guarino, Blevio

Villa Naj, Alessandro Proietti Refrigeri, Stradella

L’Alchimia, Davide Puleio, Milano

IT Milano, Aldo Ritrovato, Milano

Storie d'Amore, Davide Filippetto, Borgoricco

Il Parco di Villa Grey, Nicola Gronchi, Forte dei Marmi

 “Anno dopo anno, la Guida rileva che la straordinarietà della nostra cucina sta nell’eccellenza dei prodotti, nelle tradizioni radicate nel territorio e nella capacità di innovare – ha sottolineato Sergio Lovrinovich, Direttore Guida Michelin Italia - Forse è “tutto qui”, ma essere semplici e allo stesso tempo innovativi è un duro lavoro, che esige costanza, passione e collaborazione. Congratulazioni, quindi, a tutti gli chef e ai loro team che danno risalto alla scena gastronomica italiana, che può andar fiera dei suoi 374 ristoranti stellati.”

Stelle che salgono e stelle che scendono. L’edizione 2020 ha portato a dei cambiamenti anche in questo senso.

QUESTI I RISTORANTI CHE CONFERMANO SOLO UNA DELLE DUE STELLE:

Al Sorriso, Soriso (NO)

Locanda Don Serafino, Ragusa

Vissani, Baschi (TR)

Locanda Margon, Ravina (TN).

 

PERDONO, INVECE, LA STELLA:

I Due Buoi, Alessandria

San Marco, Canelli (AT)

Pomireau, Seregno (MI)

La Locanda del Notaio, Pellio Intelvi

Locanda Stella d’oro, Soragna (PR)

Poggio Rosso, Castelnuovo Berardenga (SI)

Winter Garden by Caino, Firenze

Relais blu, Massa Lubrense/Termini (NA)

Mosaico, Ischia (NA)

Vairo del Volturno, Vairano Patenora (CE)

Caffé les paillotes, Pescara

La Sponda, Positano (NA)

Alpes, Sarentino (BZ)

Menzione particolare anche ai 25 nuovi ingressi nella selezione dei Bib Gourmand, caratterizzata dal simbolo dell’omino Michelin che sorride. La loro proposta è quella di una cucina gustosa e da provare, con un menù completo entro i 35 euro.

Infine, durante questa intensa mattinata di presentazione della Guida Michelin Italia 2020, sono stati conferiti anche 4 premi speciali:

Mentor Chef Michelin 2020, by Eberhard assegnato a Gennaro Esposito, Ristorante Torre del Saracino, Vico Equense.

Giovane Chef Michelin2020, by Lavazza assegnato a Davide Puleio, Ristorante L'Alchimia, Milano.

Servizio di Sala Michelin2020, By Coppini assegnato a Sara Orlando Ristorante Locanda di Orta, Orta San Giulio.

Passion for Wine Michelin 2020, By Consorzio del Brunello di Montalcino, assegnato a Rino Billia, Ristorante Le Petit Restaurant, Cogne.

Pubblicato in Food

 

Tre prestigiosi riconoscimenti scientifici sono stati ottenuti da altrettanti giovani ricercatori Unimore che operano come medici nell’Oncologia dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena. La dottoressa Giulia Golinelli, assegnista di ricerca presso il Laboratorio di Terapie Cellulari, diretto dal prof. Massimo Dominici è stata selezionata per partecipare a un prestigioso corso internazionale di terapie cellulari che si è tenuto a Philadelphia (USA). La dottoressa Claudia Omarini, oncologa e dottoranda di ricerca in Clinical and Experimental Medicine ha vinto il premio miglior poster nella sessione carcinoma mammario, consegnato in occasione del XXI congresso nazionale annuale dell'Associazione Italiana Oncologi Medici (AIOM) tenutosi a Roma il 25-26-27 ottobre. In collaborazione con il Dott. Piacentini, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Materno-Infantili e dell'Adulto di Unimore, ha condotto un progetto su donne con tumore della mammella sottoposte a trattamenti chemioterapici preoperatori.  Il dott. Massimiliano Salati e la dott.ssa Krisida Cerma, medici specializzandi della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica di Unimore, hanno ricevuto venerdì 25 ottobre (a Roma) durante il congresso nazionale annuale dell'Associazione Italiana Oncologi Medici (AIOM) il premio miglior Abstract AIOM/Fondazione Guido Berlucchi per una ricerca clinica relativa alle neoplasie gastro-intestinali. 

Possiamo affermare – ha commentato il prof. Massimo Dominici, Direttore dell’Oncologia dell’AOU di Modena e della Scuola di Specializzazione in Oncologia di UNIMORE – che questi riconoscimenti sono un ottimo viatico per il futuro dell’Oncologia modenese che si basa sulla competenza e capacità dei professionisti di oggi e sulla formazione dei ricercatori e dei medici di domani. La ricerca è un aspetto decisivo nell’Oncologia moderna e quando la ricerca è svolta da giovani medici, è fonte di orgoglio per i docenti e per tutta la struttura.”

Nell’ambito dello stesso congresso, infine, il dottor Gabriele Luppi, Responsabile del Day Hospital Oncologico, è stato confermato coordinatore regionale AIOM per l’Emilia-Romagna. Il coordinatore regionale viene eletto dagli oncologi iscritti ad Aiom della regione, in concomitanza con le elezioni delle cariche nazionali, e rimane in carica 2 anni insieme ad un consiglio regionale composto da un segretario, un tesoriere e un numero di consiglieri pari al numero delle province. Il coordinatore può essere eletto per un massimo di due mandati consecutivi. “Accolgo la nomina con grande soddisfazione – ha commentato il dottor Luppi – perché mi consente di portare avanti il lavoro cominciato lo scorso anno. Le sezioni regionali hanno una funzione di rappresentanza degli oncologi della regione e di formazione scientifica. AIOM regionale si avvale della collaborazione anche di altre figure professionali quali infermieri, data manager e biologi. Oggi è fondamentale lavorare tutti insieme per far progredire la ricerca di terapie sempre più efficaci e sostenibili.”

 

I ricercatori premiati

La dott.ssa Giulia Golinelli PhD, è biotecnologa ed assegnista di ricerca nel Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Materno-Infantili e dell'Adulto di Unimore. Recentemente è stata selezionata per un corso di terapie cellulari che si è tenuto a Philadelphia (USA) a fine ottobre (ISCT-ASTCT Cell Therapy Training Course, University of Pennsylvania). Si tratta di un corso estremamente prestigioso che è dedicato ai giovani che lavorano nell'ambito delle terapie cellulari e geniche. In questo ambito ha presentato un progetto di ricerca di laboratorio per la cura del Sarcoma di Ewing con un approccio di terapia cellulare e genica. Tale approccio prevede l’utilizzo di cellule mesenchimali progenitrici da tessuto adiposo modificate geneticamente per la produzione della molecola antitumorale TRAIL e di un recettore sintetico per il legame di un antigene specifico sulla superficie cellula tumorale. Grazie a questa strategia, la molecola TRAIL viene veicolata alla neoplasia in maniera continuativa e mirata consentendo il superamento di alcune importanti criticità dimostrate dalle terapie convenzionali come la ridotta biodisponibilità e gli effetti tossici sui tessuti sani. La dott.ssa Giulia Golinelli è attualmente titolare di una borsa di ricerca AIRC e svolge attività di ricerca presso il Laboratorio di Terapie Cellulari di Unimore di cui è responsabile il prof. Massimo Dominici. A febbraio 2018 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso la Scuola di dottorato in Medicina Molecolare e Rigenerativa dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con un progetto rivolto allo sviluppo di nuovi approcci di terapia cellulare per il trattamento di tumori.  

La dott.ssa Claudia Omarini è oncologo presso la Breast Unit del Day Hospital Oncologico e dottoranda di ricerca in Clinical and Experimental medicine presso Unimore. Il suo progetto sui tumori della mammella, si intitola “Impact of body composition parameters on tumor response to neoadjuvant chemotherapy in operable breast cancer patients”. Questo studio ha dimostrato che le pazienti con tumore mammario che hanno depositi di grasso viscerale e steatosi epatica hanno una minor probabilità di risposta ai trattamenti chemioterapici preoperatori. I risultati ottenuti dimostrano come il tessuto adiposo in eccesso giochi un ruolo importante già nelle fasi iniziali della cancerogenesi del tumore mammario.  La realizzazione di questo progetto ha coinvolto il servizio di radiologia, in particolare la dott.ssa Annarita Pecchi per il calcolo dei parametri di composizione corporea e il servizio di nutrizione. L’articolo in extensodello studio è in fase di pubblicazione su Cancer Management and Research. La dott.ssa Claudia Omarini sta terminando il suo dottorato di ricerca in medicina clinica e sperimentale presso Unimore e svolge attualmente attività clinica di oncologo medico presso il Day Hospital Oncologico del Policlinico. Durante il suo percorso di formazione ha condotto diversi progetti di ricerca incentrati principalmente sull’identificazione di fattori prognostici e predittivi di risposta ai trattamenti chemioterapici in donne con tumore mammario. Nel 2013, durante il periodo di specializzazione in oncologia, ha svolto un periodo di formazione presso la Breast Cancer Unit del Royal Marsden Hospital di Londra dove ha collaborato a progetti di ricerca internazionali. La dott.ssa è primo autore di diversi articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali. 

Il dott. Massimiliano Salati e la dott.ssa Krisida Cerma hanno presentato un progetto incentrato sul ruolo dell’indice prognostico nutrizionale (PNI) nei pazienti con tumore delle vie biliari avanzato sottoposti a trattamento chemioterapico di I linea. In particolare, lo studio modenese dimostra per la prima volta come il PNI, che incorpora la conta assoluta dei linfociti e l’albumina, abbia valore clinico in queste neoplasie, identificando pazienti a diversa prognosi. La rapidità e la semplicità con le quali si possono ottenere i 2 parametri sopra citati dai comuni esami biochimici, rendono il PNI estremamente promettente per una futura implementazione nella pratica clinica, previa conferma in adeguati studi prospettici. L’articolo in extenso dello studio è in fase di valutazione presso un’autorevole rivista scientifica di settore. Il dott. Massimiliano Salati è attualmente iscritto al V anno della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica presso l’azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e dal 1° novembre è titolare di un dottorato di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Da gennaio 2018 a gennaio 2019, ha frequentato la clinica del Royal Marsden Hospital ed i laboratori dell’Institute of Cancer Research a Londra, dove ha sviluppato interesse verso la ricerca clinica e traslazionale applicata ai tumori gastrointestinali.  È attualmente coinvolto in diversi progetti volti all’identificazione di biomarcatori di risposta/resistenza ai farmaci antineoplastici e allo sviluppo di nuovi modelli preclinici e di strategie terapeutiche innovative in questo gruppo di neoplasie. La dott.ssaKrisida Cerma è iscritta al II° anno della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica di Unimore e frequenta l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.

Pubblicato in Cronaca Modena

Approvato il progetto, il Comitato dei garanti aggiunge 250.000 euro donati tramite sms ai 365.000 raccolti dalla Provincia di Reggio, che si occuperà anche della gara di appalto.

Reggio Emilia -

Sarà la Provincia di Reggio Emilia a occuparsi anche dell’appalto dei lavori per la ricostruzione della scuola elementare e dell’infanzia “Giuseppe Maria Rizzi” a Montegallo, uno dei tanti comuni marchigiani martoriati dai tremendi terremoti in Centro Italia registratisi tra l’agosto 2016 ed il gennaio 2017. Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, e il sindaco di Montegallo Sergio Fabiani hanno infatti sottoscritto un’ulteriore convenzione per proseguire la collaborazione anche nella fase della gara di appalto. “E’ un modo per fornire un ulteriore aiuto, anche sotto il profilo tecnico ed amministrativo,  al piccolo Comune di Montegallo, favorire l’avvio dei lavori in tempi più rapidi e continuare a garantire ai cittadini reggiani una più diretta testimonianza della destinazione delle loro donazioni”, sottolinea il presidente Giorgio Zanni. Perché al di là dell’aiuto tecnico-amministrativo - che, esaurita la fase della progettazione, proseguirà ora anche nell’assegnazione dei lavori, con la Provincia che fungerà da stazione appaltante - alla base dell’importante progetto c’è principalmente la generosità dei tanti cittadini, imprese, associazioni e Comuni reggiani che nel 2016 avevano raccolto l’invito lanciato anche in occasione di quella calamità dalla Provincia. E che nel dicembre 2017 aveva permesso all’allora presidente Manghi di consegnare al sindaco Fabiani, nella sede della Prefettura di Reggio, i 365.000 raccolti grazie alle donazioni della comunità reggiana.  

Da allora i contatti tra Provincia di Reggio, Comune di Montegallo e Commissario straordinario per la ricostruzione sono proseguiti per dare concretezza, nonché riscontro, alla solidarietà dei reggiani – prosegue il presidente Zanni – Ai 365.000 euro raccolti, il Comitato dei garanti ha aggiunto 250.000 euro provenienti dalle donazioni nazionali via sms così da rendere possibile la ricostruzione delle nuove elementari di Montegallo, un edificio antisismico con una funzionalità non solo scolastica”. La Provincia si è dunque fatta carico della fase dell’appalto della progettazione e dello studio di fattibilità, aggiudicato e già ultimato dallo Studio tecnico Gruppo Marche di Macerata, e nelle scorse settimane il Comune di Montegallo  ha approvato il progetto esecutivo sulla base del quale Palazzo Allende, da stazione unica appaltante, potrà ora procedere a bandire la gara per i lavori.

La nuova scuola elementare di Montegallo costerà 615.000 euro, sorgerà in località Balzo e comprenderà, in circa 400 metri quadrati di superficie, un’agorà comune, 2 aule normali destinate alla scuola elementare (una multiclasse per il primo ciclo ed una per il secondo ciclo), 1 aula per il Centro ricreativo per l’infanzia, 2 aule speciali (una palestrina adatta ad ospitare anche la popolazione extra scolastica e un’aula polifunzionale per attività laboratoriali scientifiche ed artistiche), aule all’aperto e orti didattici. “Sarà una struttura in cemento armato accompagnata da coperture in legno, con travi a vista, non solo bella, ma soprattutto estremamente sicura – conclude il presidente Zanni -  Si tratta infatti di un edificio in classe d'uso IV, quindi "strategico", che potrà rappresentare anche un punto di riferimento per la cittadinanza in caso di emergenza”.

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Mercoledì, 06 Novembre 2019 14:18

Acquistano gift card con carta di credito rubata

Personale della Squadra Volante ha tratto in arresto due donne italiane, di 32 e 49 anni, per il reato di indebito utilizzo di carte di credito in concorso.

Una Guardia Giurata, in servizio presso il Centro Commerciale GrandEmilia di Modena, ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine chiamando il 112, perché si è accorta che le due donne in maniera sospetta stavano effettuando acquisti presso un “infopad”, postazione multimediale munita di lettore POS, per acquistare gift card utilizzabili come buoni regalo presso i negozi convenzionati.

La 39enne, in particolare, era posizionata in maniera defilata rispetto alla complice, e fungendo chiaramente da palo, si guardava intorno con circospezione comunicando a gesti con la ragazza più giovane che materialmente stava effettuando i pagamenti per poi passarle di nascosto alcune card acquistate.

Alla vista della Polizia la 32enne si è data a precipitosa fuga lungo la galleria fino al parcheggio esterno, dove è stata raggiunta dagli agenti e bloccata. La perquisizione personale effettuata nei confronti di entrambe le donne, ha dato esito positivo: sono state, infatti, recuperate ben 6 gift card del valore ciascuna di 400 euro, la somma in contanti per complessivi 3.520 euro, oltre ad una carta di credito, la stessa utilizzata per acquistare le Gift Card come successivamente accertato, intestata ad un uomo italiano. Il tutto è stato sottoposto a sequestro. 

Le due donne, che annoverano numerosi precedenti di Polizia, la 39enne anche penali, per reati contro il patrimonio e indebito utilizzo di carte di credito, al termine degli accertamenti di rito, sono state tradotte presso la locale Casa Circondariale, come disposto dal Magistrato di turno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Pubblicato in Cronaca Modena
«Per come è costruita, la “plastic tax” non ha alcuna finalità ambientale o di riconversione industriale perché penalizza solo i prodotti e rappresenta unicamente un’imposizione diretta che farà aumentare i costi a carico dei consumatori». Lo afferma Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale (associazione consumatori della Cisl), secondo la quale la tassa potrebbe causare un aumento del 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, contribuendo a indebolire ulteriormente la domanda interna e non a sostenerla, con evidenti ripercussioni negative. 
 
«La “plastic tax” non incentiva gli investimenti per la riconversione industriale o la spinta al riciclo/riuso e all’economia circolare, ma ha la sola finalità di reperire risorse per fare cassa, mettendo in seria difficoltà imprese e lavoratori di questo settore manifatturiero molto importante per la nostra regione – sottolinea Cangini - Invece che tassare questo comparto bisogna aiutarlo ulteriormente attraverso azioni mirate che aumentino lo scambio rapido di prodotto, favorendo la messa in commercio di soli imballaggi totalmente riciclabili, per imprimere una svolta davvero green verso un’economia circolare, stimolando lo sviluppo e l’ammodernamento del tessuto industriale fatto in larga parte da piccole e medie aziende. 
 
Il governo – continua la rappresentante dell’associazione consumatori della Cisl - deve rispondere alla richiesta di un incontro urgente avanzata dai sindacati ed è bene che li ascolti, per consentire loro di spiegare i danni provocati dal provvedimento. Bisogna chiedere il ritiro di questa misura o un ripensamento complessivo delle finalità che si vorrebbero raggiungere con l’introduzione della “plastic tax”, che tutto fa – conclude la responsabile di Adiconsum Emilia Centrale - tranne che diminuire i rifiuti, indirizzare i cittadini verso comportamenti virtuosi o incentivare le imprese agli investimenti e alla riconversione».
Pubblicato in Cronaca Emilia

Presentato il rapporto di The European House – Ambrosetti. Nella ripartizione degli utili la quota maggiore va all’Industria. La dichiarazione congiunta delle associazioni della Grande Distribuzione.

(Roma, 5 novembre 2019) – Quali sono i veri rapporti all’interno della filiera agroalimentare italiana tra Agricoltura, Industria, Intermediazione, Distribuzione e Ristorazione? The European House – Ambrosetti ha presentato ieri il rapporto “La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia” nel corso di una conferenza stampa realizzata con Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad e in collaborazione con ADM – Associazione Distribuzione Moderna. Il rapporto analizza la ripartizione degli utili tra tutti gli attori della filiera ed evidenzia come la quota della Distribuzione sia poco più di un quarto di quella dell’Industria di trasformazione e quella dell’Agricoltura sia poco meno della metà.

“La filiera agroalimentare estesa (Agricoltura, Industria di Trasformazione, Intermediazione, Distribuzione e Ristorazione) è il 1˚ settore economico del Paese – dichiara Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti - Genera un fatturato totale di 538,2 miliardi di Euro (pari alla somma del PIL di Norvegia e Danimarca), un Valore Aggiunto di 119,1 miliardi di Euro (4,3 volte le filiere estese automotive e arredo e 3,8 volte la filiera dell’abbigliamento estesa) e sostiene 3,6 milioni di occupati (pari al 18% del totale degli occupati in Italia), con 2,1 milioni di imprese.”

Partendo dai consumi alimentari, il rapporto ricostruisce l’utile di filiera: ogni 100 Euro di consumi alimentari degli italiani, il 32,8% remunera i fornitori di logistica, packaging e utenze, il 31,6% il personale della filiera, il 19,9% le casse dello Stato, l’8,3% i fornitori di macchinari e immobili, l’1,2% le banche, l’1,1% le importazioni nette e solo il 5,1% gli operatori di tutta la filiera agroalimentare estesa.

I 5,1 euro di utile per ogni 100 euro di consumi alimentari si ripartiscono nelle seguenti proporzioni: l’Industria di trasformazione alimentare ottiene la quota maggiore, pari al 43,1%; il 19,6% va all’Intermediazione (grossisti e intermediari in ambito di agricoltura, industria e commercio); il 17,7% all’Agricoltura; l’11,8% alla Distribuzione e il 7,8% alla Ristorazione.

Il dato relativo alla Distribuzione smentisce le fake news sull’argomento, tanto più se si considera che il trend degli ultimi 6 anni vede la quota di utile di filiera della Distribuzione ridursi del 9,9%, al contrario della quota dell’Industria che cresce del + 4,9%.

Il rapporto, infine, sottolinea anche che, all’interno dell’Industria di trasformazione alimentare, la ripartizione dell’utile è altamente concentrata: le aziende leader con una quota di mercato superiore al 40% nei propri mercati di riferimento (57 aziende su 56.757) catturano il 31,1% dell’utile di tutta l’Industria alimentare e il 13,4% dell’utile dell’intera filiera.

Le associazioni della Grande Distribuzione (Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad, ADM – Associazione Distribuzione Moderna) hanno partecipato unitariamente alla conferenza stampa con i loro leader: Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione; Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia; Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad; Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM. E hanno rilasciato una dichiarazione comune, seguendo una prassi inconsueta, a dimostrazione della determinazione di voler offrire un quadro veritiero sulla Distribuzione: “L’analisi di The European House – Ambrosetti pone in luce una situazione inequivocabile: la filiera agroalimentare in Italia produce poco utile per i suoi azionisti diretti e la ripartizione di questo utile è dominata dall’Industria di Trasformazione, con una quota in crescita significativa negli ultimi 6 anni e un estremo livello di concentrazione, considerando che solo 57 grandi imprese industriali, in gran parte multinazionali, assorbono un utile complessivo superiore a quello dell’intera Distribuzione.
Un quadro di squilibrio che dura da anni e che si è accentuato nel tempo, lasciando alle altre componenti della filiera la ripartizione di un utile sempre minore. La quota di utile ottenuta dalla Distribuzione è infatti poco più di un quarto di quella dell’Industria ed è in diminuzione, come lo è anche quella dell’agricoltura. Il fatto che solo l’1 per mille delle imprese industriali assorba un utile di filiera così elevato pone un serio problema di equilibrio: questi pochi gruppi si pongono di fronte alle altre componenti di filiera, a monte e a valle, in una posizione di grande forza, capace di superare ogni confronto e di imporre le proprie condizioni in tutte le forme di negoziazione e trattativa”.

“Questo studio – prosegue la dichiarazione delle associazioni della Grande Distribuzione - offre dunque chiarezza e accende la luce su una realtà spesso dominata da informazioni distorte che però rischiano di guidare scelte importanti che possono influenzare gli assetti competitivi e strategici e i pesi tra i diversi operatori”.

La dichiarazione delle quattro associazioni della Grande Distribuzione si conclude con un appello alle istituzioni ed al mondo politico:
“La filiera agroalimentare italiana è un patrimonio che dobbiamo coltivare e sviluppare, non solo per il valore che ha di per sé ma anche per la sua capacità di attivare indotto e crescita dei territori. E’ necessario che il mondo delle istituzioni favorisca questa dinamica positiva, creando le condizioni per ridare slancio ai consumi e agli investimenti delle imprese, ponendo in questo modo le basi per aumentare il valore complessivo creato nella filiera. Occorrono decisioni che partano da un’analisi corretta e oggettiva della situazione e che favoriscano la collaborazione tra tutti gli stakeholders coinvolti, pubblici e privati, contribuendo così ad aumentare la capacità complessiva della filiera agroalimentare di produrre sviluppo per sé e per l’intera collettività, rendendola in questo modo ancor più protagonista della ripresa del Paese”.

Nota: Il rapporto di The European House – Ambrosetti è disponibile alla stampa in forma di abstract. Per analizzare il valore generato dalla filiera agroalimentare estesa, The European House – Ambrosetti ha ricostruito una base dati estensiva: sono stati analizzati circa 90.000 bilanci di imprese su un orizzonte temporale di 7 anni per 40 Key Performance Indicator, per un totale di 25 milioni di osservazioni.

 

Pubblicato in Economia Emilia

Vi sono oggetti di uso frequente, così legati alla consuetudine che non ci interroghiamo mai sulla loro origine e sulla loro storia. Se non per tutte, per molte donne, il rossetto è esattamente uno di quegli accessori cosmetici che potrebbe rientrare nella casistica di cui sopra, eppure il rossetto ha una storia affascinante e assai antica, a testimonianza di quanto la cura della persona fosse importante già dall’antichità.


Vi sono ipotesi che fanno risalire l’origine dei nostri rossetti agli antichi Sumeri (2500 – 2600 a.C.). Pare che già la sovrana Pu-Abi ne facesse uso abituale al punto di includerlo nel suo corredo funerario. Nella sua tomba infatti è stata ritrovata una piccola scatola in oro contenente una pasta spalmabile e un piccolo pennello per l’applicazione. L’analisi dell’impasto a rilevato la presenza di polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa.


Scarabei camini, squame di pesce e cera d’api erano invece gli ingredienti, presso gli Egizi, usati per creare impasti da applicare sulle labbra. Ne facevano uso tanto le donne quanto gli uomini, questi ultimi lo utilizzavano per sottolineare il loro status sociale. I romani ne facevano ampio uso, anche per adornare le statue degli Dei, ma tra gli ingredienti impiegati figurava anche il solfuro di mercurio, elemento la cui tossicità era all’epoca ignorata. Per contro, i greci, arrivarono a vietarne addirittura l’uso e il rossetto rimase prevalentemente ad appannaggio delle prostitute.


Il medio evo non fu esattamente un periodo all’insegna del rossetto e dei cosmetici in genere, considerati oggetti di frivolezza e dissoluzione, bisogna invece risalire al ‘700, presso le corti dei sovrani europei, perché questo fascinoso accessorio tornasse in auge. Agli inizi del ‘900, nel periodo coincidente con l’attivismo delle suffragette, il rossetto venne usato come simbolo di lotta e di emancipazione femminile, mentre qualche anno più tardi, durante la Seconda guerra mondiale, la propaganda antinazista ne fece ampio uso contrastando il nazismo anche sul piano culturale e del costume.


Ai giorni nostri le vicissitudini del rossetto sono solo un ricordo. Pupa cosmetici è l’esemplificazione di un’azienda moderna, scevra da arcaici pregiudizi ed attiva nella produzione e commercializzazione di prodotti per make-up, bellezza e cura della persona. L’ampia gamma dei suoi rossetti include rossetti matt, liquidi, metallizzati, lipstick e tanti altri must have e si caratterizza per un make-up naturale, glamour o vivace, di lunga durata e a prova di bacio.
 

Latte spot continua il suo periodo di calo dei prezzi. Nei formaggi il Grana Padano non arresta la discesa. I prodotti di riferimento alla borsa di Parma sono fermi per le festività di inizio novembre, con una sola rilevazione del Parmigiano Reggiano a 24 mesi da quella di Reggio Emilia. 

 
di Virgilio e Jacopo Parma 05 novembre 2019 - 
 
LATTE SPOT – Rimangono in negativo i prezzi del latte spot nazionale e intero pastorizzato; lo scremato pastorizzato spot estero mantiene i prezzi tra 27,43 e 28,46 €/100 al litro. Nel dettaglio, il crudo spot nazionale scende ancora di -1,1%, a 45,88 e 46,91 €/100 al litro. Invece, il latte intero pastorizzato spot estero cala di un -1,7%, al 43,82 e 44,33 €/100 al litro.
 
BURRO E PANNA – Dopo settimane di rincaro dei prezzi, si stabilizza il tariffario del burro. La crema e la panna, invece, registrano una lieve contrazione. Lo zangolato reggiano torna anch’esso stabile.
 
Borsa di Milano 4 novembre 2019: 
BURRO CEE: 3,35 €/Kg. (=)
BURRO CENTRIFUGA: 3,60 €/Kg.  (=)
BURRO PASTORIZZATO: 1,75 €/Kg.  (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,55 €/Kg. (=)
CREMA A USO ALIMENTARE (40%mg): 1,84 €/Kg. (-2,1%)
MARGARINA ottobre 2019: 0,87 - 0,93 €/kg (=)
 
Borsa di Verona 5 novembre 2019: (-1,27%)
PANNA CENTRIFUGA A USO ALIMENTARE: 1,85 – 2,05 €/Kg.
 
Borsa di Parma 25 ottobre 2019 (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,10 €/Kg.
 
Borsa di Reggio Emilia 5 novembre 2019 (=)
BURRO ZANGOLATO: 1,15 - 1,15 €/kg.
 
GRANA PADANO – Milano 4 novembre 2019 – Non si arresta la lenta emorragia di segno negativo dei prezzi nel Grana Padano in tutte le tipologie di stagionatura.
 
- Grana Padano 9 mesi di stagionatura e oltre: 7,55 – 7,65 €/Kg. (-1,3%)
- Grana Padano 16 mesi di stagionatura e oltre: 8,35 – 8,60 €/Kg. (-0,6%)
- Grana Padano Riserva 20 mesi di stagionatura e oltre: 8,85 – 9,10 €/Kg. (-0,6%)
- Fuori sale 60-90 gg: 6,15 – 6,30 €/Kg. (-1,6%)
 
PARMIGIANO REGGIANO – Parma 5 novembre 2019 – Alla borsa di Parma il listino è fermo all’ultima rilevazione del 25 ottobre per festività di inizio novembre. La borsa di Reggio Emilia registra un -1,2% sul 24 mesi, con un prezzo tra 11,85 e 12, 35%.
 
-Parmigiano Reggiano 12 mesi di stagionatura e oltre: 10,45 - 10,65 €/Kg. (-1,9%)
-Parmigiano Reggiano 15 mesi di stagionatura e oltre: 10,75 - 10,85 €/Kg. (-1,8%)
-Parmigiano Reggiano 18 mesi di stagionatura e oltre: 11,40 - 11,85 €/Kg. (-0,8%)
-Parmigiano Reggiano 24 mesi di stagionatura e oltre: 12,10 - 12,60 €/Kg. (-1,6%)
-Parmigiano Reggiano 30 mesi di stagionatura e oltre: 13,20 - 13,60 €/Kg. (-1,5%)

 
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Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Questa mattina, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Parma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per Ie indagini preliminari del Tribunale di Parma a seguito di richiesta della locale Procura della Repubblica, delle aree di proprietà del Comune di Parma denominate Vicofertile Nord ed Ex Althea.

Le aree sono relative a due lottizzazioni destinate ad ospitare circa cinquanta alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune di Parma, la cui realizzazione era stata affidata alla società ParmAbitare S.c.a.r.l., per un esborso pubblico pari ad € 7.233.967,58.

Le indagini di polizia giudiziaria, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Parma sotto la direzione della Procura della Repubblica di Parma e sviluppate mediante analisi documentale, escussione di persone informate sui fatti ed intercettazioni telefoniche, hanno messo in luce i ruoli di quattro persone, tra dirigenti comunali e responsabili della società ParmAbitare, alle quali viene contestato il reato di cui all’art.353 bis del codice penale (turbata liberté del procedimento di scelta del contraente).

In particolare, l’attività investigativa ha permesso di evidenziare come l'affidamento diretto, alla società ParmAbitare, dei lavori di costruzione di circa cinquanta alloggi di edilizia economica e popolare, sia apparso strumentale in quanto diretto alto scopo di aggirare la normativa sugli appalti pubblici e di affidare ai costruttori privati, soci della medesima società, la realizzazione di opere pubbliche senza limiti temporali e di stanziamenti, riservando ad essi, in esclusiva, una quota di mercato, in violazione di legge. 

Il G.I.P. di Parma, dopo aver condiviso la ricostruzione giuridica, ha pertanto ordinato il sequestro preventivo delle aree del Comune di Parma destinate alla realizzazione, attualmente in corso, dei complessi residenziali di Vicofertile Nord ed Ex Althea. Infatti, il Giudice ha ritenuto che l’avanzamento dei lavori, oltre a prolungare gli effetti di un affidamento illegittimo ed illegale, legittimerebbe il Comune di Parma ad avanzare al Ministero pretese di pagamento in relazione at finanziamento concesso, risorse che verrebbero destinate a soddisfare Ie imprese di costruzione illegittimamente favorite.

Pubblicato in Cronaca Parma

Continua l’esperienza positiva degli studenti del corso di laurea magistrale in Trade e Consumer Marketing che nello scorso anno accademico hanno frequentato il laboratorio di Negoziazione condotto dalla prof.ssa Cristina Ziliani e dalla coach e mediatrice professionista Marina Malori.

La squadra di Parma, dopo l’esperienza dello scorso febbraio alla Cim (Competizione italiana di mediazione) di Milano, ha infatti preso parte alla seconda edizione della Mav (Mediazioni a Verona), edizione master della Cim, tenutasi il 4 e 5 ottobre all’Università degli Studi di Verona.

Fra le 22 squadre partecipanti, gli studenti dell’Ateneo hanno portato a casa un ottimo risultato aggiudicandosi il terzo posto assoluto ed un premio speciale.

La coppia costituita da Flavio Adriano Iervolino ed Elisa Onori (studentessa di Giurisprudenza) si è posizionata sul podio mentre la squadra composta da Salvatore Ferraro e Federico D’Imporzano (studente di Giurisprudenza) ha ricevuto un riconoscimento apposito per la “Miglior esplorazione interessi” della controparte.

Durante le due giornate le squadre di Parma hanno sostenuto tre incontri ciascuna. In ogni incontro, le due coppie (ognuna composta da uno studente in qualità di parte e da uno in veste di avvocato) si sono scontrate al tavolo negoziale con partecipanti provenienti da tutta Italia. Lo scopo di questi incontri è stato quello di esplorare le possibilità, appianare le divergenze ed eventualmente definire un accordo di mutuo beneficio, facilitati dalla figura di un mediatore professionista che ha assistito le parti nel perseguimento dei reciproci interessi.

Si rinnova dunque l’impegno dei corsi di Trade e Consumer Marketing e di Giurisprudenza nell’invogliare i propri studenti ad investire su una formazione a 360 gradi in quanto immersi in un contesto (di business o legale che sia) in cui le capacità negoziali, di ascolto, di pensiero laterale e di generazione di valore per tutte le parti costituiscono un elemento di grande rilevanza: doti imprescindibili per i professionisti del domani.

Pubblicato in Cronaca Parma
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