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Questa mattina il sindaco Federico Pizzarotti ha portato il suo saluto a Palazzo del Governatore all'evento "Contro le mafie: dalla parte delle vittime", organizzato dalla Prefettura di Parma, in collaborazione con Libera Parma.

"La riconoscibilità del fenomeno delle infiltrazioni mafiose - ha esordito il sindaco Pizzarotti - cambia a seconda del contesto territoriale in cui avviene: incontri come questo sono importanti per approfondire queste tematiche e non abbassare mai la guardia anche quando i segnali non sono così evidenti e manifesti".

Il convegno si inserisce nell'ambito delle iniziative previste per la "XXIII Giornata nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie", la cui manifestazione regionale si svolge quest'anno a Parma, organizzata dalle associazioni Libera e Avviso pubblico.

Dopo l'introduzione del Sindaco e l'intervento del Prefetto di Parma Giuseppe Forlani sono seguiti gli approfondimenti del Prefetto Vincenzo Panico, Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati internazionali violenti, di Elena Buccoliero, direttrice Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime dei reati, e di Chiara Scivoletto, professoressa dell'Università di Parma. L'incontro è stato moderato dal giornalista Marco Balestrazzi.

 

Fonte: Comune di Parma

Il saluto del presidente della Provincia Manghi al presidente del Senato In Sala del Tricolore in occasione del Festival della legalità. Domani gran finale con Gratteri, Conte e De Francisci.

Reggio Emilia, 7 aprile 2017

"Avere per la seconda volta in un anno la seconda carica dello Stato, dopo la visita del 7 gennaio del Presidente Mattarella e alla vigilia di quella del presidente del Consiglio Gentiloni, deve riempire di orgoglio i reggiani, che devono cogliere la non ritualità, ma la eccezionalità, di questo forte legame con le istituzioni che rappresentano l'architrave del nostro vivere insieme". Così il presidente Giammaria Manghi, ha portato questa mattina in Sala del Tricolore il saluto della Provincia di Reggio Emilia al presidente del Senato Pietro Grasso, in occasione di uno dei tanti incontri con gli studenti sulla legalità promossi nell'ambito della settima edizione di "Noiconrolemafie".

Riprendendo un concetto già espresso ieri nel corso del dialogo diretto con gli studenti, Manghi ha ribadito come "la cultura delle istituzioni sia un punto inderogabile di ogni impegno a favore della legalità da parte di una società matura e coesa, perché senza di esse ci sono solo caos e disordine".
"Altrettanto importante è la formazione in particolare di voi giovani, a favore della quale la Provincia - al di là delle proprie specifiche competenze delineate dal cammino di riforma - ha comunque deciso di continuare ad investire come dimostra questa settima edizione del Festival della legalità perché l'impegno formativo e culturale è uno dei pilastri sui quali si costruisce una comunità e fa capire chiaramente dove vogliamo andare", ha aggiunto il presidente Manghi.

Infine, è fondamentale "la testimonianza diretta, per dimostrare coerenza tra quello che si dice e quello che si fa". "L'altro giorno come amministratori siamo stato vicini all'ex prefetto De Miro, ovvero a una istituzione dello Stato che ha fortemente segnato in positivo questa comunità, e nei prossimi giorni io e alcuni sindaci andremo a nostra volta a deporre al processo Aemilia per spiegare perché ci siamo costituiti parte civile considerando danneggiato, da questi episodi di violenza, intimidazione e infiltrazione, l'inviolabile perimetro di valori di libertà, uguaglianza e democrazia nei quali questa città e questa provincia si riconoscono", ha concluso il presidente Manghi.

Domani gran finale di "Noicontrolemafie"

Domani, sabato, la settima edizione di "Noicontrolemafie" si chiuderà con un doppio appuntamento. Alla mattina nell'Aula magna Manodori dell'Università in viale Allegri (ore 10) il convegno su "Criminalità, mafie e terrorismi: una sfida globale" con il prefetto Ruberto, il presidente Manghi, il sindaco Vecchi e un pool di magistrati di rilievo: il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Bologna Ignazio De Francisci, il procuratore capo del Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri, la sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Palermo Giorgia Spiri e il consigliere presso la Corte d'Appello di Palermo Mario Conte. Nel pomeriggio (Auditorium del Credem in via Emilia San Pietro, ore 17.30) il dibattito promosso in collaborazione con l'Ordine dei commercialisti su "Il consulente nel mondo economico" che, oltre allo stesso Gratteri, vedrà intervenire il professore di Etica delle Professioni dell'Università Luiss di Roma Samuele Sangalli e il presidente dell'Odec di Reggio Emilia Corrado Baldini.

Completano il programma dell'ultima giornata l'incontro sul tema " Lo sport: luogo di incontro, di regole e passioni" con il giornalista Flavio Tranquillo alla scuola media Balletti di Quattro Castella (ore 9); il dibattito su "Regole per lo sport, regole per la vita" con il consigliere presso la Corte d'Appello di Palermo Mario Conte e lo stesso Tranquillo al centro culturale Mavarta di Sant'Ilario (ore 15) e le premiazioni del VII concorso letterario "Ginetto Tosi" con la giornalista e scrittrice Angela Iantosca nella Sala Antico portico al Palazzo ducale di Guastalla (ore 18). Ai tre appuntamenti porteranno il loro saluto i sindaci Andrea Tagliavini, Marcello Moretti e Camilla Verona.


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Con la targa 'Legalità militante a scuola-Laboratori per crescere' per il protagonismo di studenti, docenti e dirigenti nello sviluppo della cittadinanza attiva contro le diverse forme di illegalità.

Reggio Emilia, 5 aprile 2017

Sei scuole superiori hanno ricevuto ieri mattina nell'Aula magna dell'Università – nel corso della seconda giornata di "Noicontrolemafie", il Festival della legalità promosso per il settimo anno dalla Provincia e dai Comuni reggiani – la targa "Legalità militante a scuola - Laboratori per crescere". Il riconoscimento, che premia il protagonismo di studenti, docenti e dirigenti nello sviluppo della cittadinanza attiva contro le diverse forme di illegalità e mafia, è andato ai licei Ariosto-Spallanzani e Matilde di Canossa, al liceo artistico "Chierici", all'istituto professionale "Galvani-Iodi", allo "Zanelli" e al Convitto nazionale "Corso" di Correggio.

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La cerimonia di premiazione è avvenuta al termine del convegno "Etica, professioni & responsabilità sociale: una coniugazione possibile?" al quale hanno preso parte Corrado Baldini, presidente del Consiglio dell'Ordine dei commercialisti di Reggio; il direttore scientifico di "Noicontrolemafie" Antonio Nicaso; Ignazio De Francisci, procuratore generale presso la Corte d'Appello Di Bologna; Alessandra Dino, docente di Sociologia giuridica dell'Università di Palermo; il commercialista reggiano e Ifac Global Ambassador Giancarlo Attolini e la coordinatrice della Commissione Scuola dell'Anpi provinciale Fiorella Ferrarini. A consegnare le targhe lo stesso presidente Baldini insieme a Nicaso e alla responsabile educativa del progetto Noicontrolemafie Rosa Frammartino. Presenti circa 160 studenti, compresa una classe della Filippo Re.

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Il programma di mercoledì 5 aprile

La terza giornata di "Noicontrolemafie" propone al mattino al cinema Cristallo di Reggio (ore 10) il convegno "Cos'è la mentalità mafiosa? E la pedagogia criminale? Pedagogia della responsabilità & falsi miti": dopo l'introduzione di Antonio Nicaso, interverranno don Giacomo Panizza, sacerdote, scrittore e fondatore della Comunità Progetto Sud; Mariarosa Russo, preside dell'istituto superiore Piria di Rosarno di Reggio Calabria; Antonello De Oto, docente di Diritto delle Religioni presso l'Università di Bologna e la responsabile educativa del progetto Noicontrolemafie Rosa Frammartino. Nell'occasione il presidente della cooperativa sociale L'Ovile e del Consorzio Oscar Romero, Valerio Maramotti, premierà con la biblioteca "Legalità & Cittadinanza consapevole" le scuole "Filippo Re", "Aldo Moro", "Scaruffi-Levi-Tricolore", "Secchi"e "D'Arzo" di Montecchio.

Sempre alle 10 al teatro Herberia di Rubiera Laboratorio di pedagogia teatrale con gli studenti della scuola media Fermi a cura di Alessandro Gallo e "Io pretendo la mia felicità", laboratorio di pedagogia teatrale con dieci studenti del liceo Margherita di Palermo.
"Valori di comunità e libera impresa. La resistenza alle mafie: imprenditori, associazioni categoria, credito bancario e imprenditoria giovanile" è invece il tema del confronto che si terrà invece domani pomeriggio alle 17 nella sala convegni di Confcooperative Reggio Emilia, in largo Gerra 1. Al confronto interverranno Matteo Caramaschi, presidente di Confcooperative Reggio Emilia, Giuseppe Guerini, presidente nazionale di Federsolidarietà/Confcooperative (che parlerà delle buone prassi cooperative in ordine alla mutualità, presenza sul territorio e bene comune), Antonio Nicaso della Queen's University nonché direttore scientifico del Festival della legalità, Stefania Pellegrini, direttore del Master sulla gestione e riutilizzo dei beni confiscati della Università Alma Mater di Bologna, Stefano Cerrato, dirigente per il terzo settore del Banco BPM (che tratterà i temi legati all'etica negli investimenti per il Terzo settore) e Vincenzo Linarello, presidente e fondatore del Consorzio Goel di Roccella Jonica, cooperatore e testimone, attraverso l'attività imprenditoriale nella Locride, della possibilità di contrasto e alternativa alla malavita organizzata.

Alle 18 al Palazzo dei Principi di Correggio dibattito "Sport, regole, comportamenti, rischi" con il capitano Gianfranco Di Sario, comandante dei Carabinieri Nas di Parma, mentre alle 21 nella Sala Consigliare di Rubiera in via Emilia Est 5 "Quando i mafiosi offrono 'protezione'", con l'analisi di Antonio Nicaso e il racconto di Ignazio Cutrò, imprenditore e presidente dell'Associazione nazionale testimoni di giustizia
Sempre oggi secondo dei tre seminari con attestato di partecipazione per dirigenti e docenti: nella Sala delle colonne del liceo artistico Chierici in via Nobili a Reggio (ore 15) si parlerà di "Giovani che costruiscono futuro: la scuola come laboratorio di riscatto" con Mariarosaria Russo, preside della scuola Piria di Rosarno affidataria della gestione di beni confiscati alla 'ndrangheta.

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Il Festival della legalità promosso dalla Provincia in collaborazione con diversi Comuni e con la direzione scientifica di Antonio Nicaso. Sei giorni di spettacoli e laboratori, ma soprattutto esperti e testimoni della lotta alla mafia: magistrati, giornalisti, studiosi.

Reggio Emilia, 11 aprile 2016

Arte e crescita civile, si apre "Noicontrolemafie". Oggi prende il via la sesta edizione del Festival della legalità promosso dalla Provincia in collaborazione con diversi Comuni e con la direzione scientifica di Antonio Nicaso.
Il contributo di letteratura, cinema e teatro a favore della legalità e contro le mafie è il tema che apre oggi la sesta edizione di "Noicontrolemafie", il Festival della legalità promosso dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con diversi Comuni e Rosa Frammartino e con la direzione scientifica dello scrittore e studioso di mafie Antonio Nicaso. Da lunedì 11 a sabato 16 aprile la manifestazione porterà a Reggio Emilia – ma anche ad Albinea, Bibbiano, Bagnolo in Piano, Campagnola Emilia, Castelnovo Monti, Correggio, Guastalla, Poviglio, Rubiera, Sant'Ilario d'Enza e Scandianospettacoli e laboratori, ma soprattutto esperti e testimoni della lotta alla mafia: magistrati, giornalisti, studiosi.

Al convegno di oggi su "Linguaggi dell'arte & crescita civile" a Reggio Emilia interverranno, oltre allo stesso Nicaso, il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Reggio Emilia Antimo Ponticiello e i relatori Donato Santeramo, ordinario di letteratura italiana e di teatro e spettacolo dell'Università di Queen's del Canada; FrancescoMariaGallo, mass-mediologo director Public affairs di @Publivideo2; Stefano Tè, regista e direttore art ist ico Teatro dei Vent i, e il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro.

"Questa sesta edizione di "Noicontrolemafie" non è la semplice reiterazione di una positiva esperienza del passato, ma una nuova importante occasione per riflettere – ancor più alla luce degli ultimi avvenimenti di storia locale – circa la necessità di riaffermare il nostro convinto rifiuto a ogni tentativo di prevaricazione e di infiltrazione mafiosa – spiega il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi – Una riflessione che riguarderà tutta la nostra comunità, dalle istituzioni ai cittadini ed in particolare le scuole superiori, da sempre riferimento privilegiato della Provincia in questo Festival della legalità, nella convinzione che una società sana si costruisca proprio partendo dai più giovani e che, come ci ha insegnatoPaolo Borsellino, 'se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo'".

Sempre lunedì, altre iniziative sono in programma a Guastalla e a Gattatico, dove dalle15 all'Istituto Cervi siterrà uno scambio di esperienze didatticamente innovative per la diffusione della cultura della legalità democratica. In serata (ore 21) alla biblioteca comunale di Campagnola incontro con la giornalista e scrittrice Angela Iantosca, autrice di "Bambini a metà. I bambini della 'ndrangheta", mentre nella biblioteca di Scandiano lo studioso delle organizzazioni criminali e scrittore Antonio Nicaso, racconterà la 'ndrangheta dal suo ultimo libro "Mafia" (previsto anche il monologo di Ada Roncone "L'invisibile faccia della luna").

Il programma di lunedì 11 aprile

REGGIO EMILIA
ORE 10.00/12.45 Aula Manodori UNIMORE Viale Allegri 9
LINGUAGGI DELL'ARTE & CRESCITA CIVILE
Il contributo di letteratura, cinema e teatro

INTRODUCE
ANTONIO NICASO
Scrittore e studioso delle mafie. Direttore Sc. Noicontrolemafie

SALUTO DELLE ISTITUZIONI
GIAMMARIA MANGHI
Presidente della Provincia di Reggio Emilia
ANTIMO PONTICIELLO
Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Emilia

INTERVENTI
DONATO SANTERAMO
Ordinario di letteratura italiana e di teatro e spettacolo. Univ. di Queen's CANADA
EMANUELE CAVALLARO
Sindaco di Rubiera - Reggio Emilia
FRANCESCO MARIA GALLO
Mass-mediologo Director Public Affairs @Publivideo2
STEFANO TÈ
Regista e direttore artistico Teatro dei Venti

GUASTALLA
ORE 10.00/12.00 Istituto B. Russel Via Sacco e Vanzetti 1
L'USO DISTORTO DELLA RELIGIONE NELLA 'NDRANGHETA

SALUTO DI CAMILLA VERONA Sindaco di Guastalla

INCONTRO CON
Università della Calabria
SALVO OGNIBENE
Autore del libro L'EUCARISTIA MAFIOSA. LA VOCE DEI PRETI Ed. Navarra

GATTATICO
ORE 15.00/17.30 Istituto A. Cervi, Via Fratelli Cervi, 9
GLI STUDENTI RACCONTANO
LA COSTITUZIONE E LA LEGALITÀ
Scambio di esperienze didatticamente innovative per la diffusione
della cultura della legalità democratica

SALUTO DELLE ISTITUZIONI

INTRODUCE
ALBERTINA SOLIANI
Presidente dell'Istituto Alcide Cervi e Senatrice della Repubblica

COORDINA
FRANCESCA MONTANARI
Presidente dell'associazione antimafia CORTOCIRCUITO di Reggio E.

INTERVENTI
DONATELLA LOPRIENO
Costituzionalista UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA
MARCO IMPERATO
Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Modena

ESPERIENZE EDUCATIVE PER LA LEGALITÀ
SEGNI DI RISCATTO Concorso video in memoria di Mara Marmiroli

DON EUGENIO MORLINI progetto promosso da Ass. COLORE, Libera RE, Cortocircuito, Movimento Agende Rosse RE

LEGALITÀ... CHE BEL QUEL ... percorso educativo partecipante a Concittadini, Associazione BEL QUEL di Sala Bolognese BO

RADICI NEL FUTURO (IV annualità)
FIORELLA FERRARINI, STEFANO AICARDI, STUDENTESSE
in GIULLARESCENTI del Liceo "M. Di Canossa" di Reggio Emilia
Progetto partecipante a Concittadini, promosso dall'Ass. Leg. Regione ER,
con Anpi, Ass.ne Papa Giovanni XXIII, Istituto Alcide Cervi

E-LABORIamo la legalità Progetto Noicontrolemafie 2016
ROSA FRAMMARTINO Caracò Education
COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA
Laboratori con scuole del territorio provinciale RE
E SE QUEL GIORNO...
Percorso di scrittura creativa
PREMIO G. AMBROSOLI studenti dell'Istituto Zanelli RE
TERRA DEI FUOCHI
Cortometraggio a cura degli studenti dell'Istituto Galvani-Iodi RE

CONCLUSIONI
MIRCO ZANONI Coordinatore Culturale dell'Istituto Alcide Cervi

CAMPAGNOLA EMILIA
ORE 21.00 Biblioteca comunale Piazza Roma 9

OGGI BAMBINI SOLDATI
DOMANI BOSS DI 'NDRANGHETA?
SALUTO DI
ALESSANDRO SANTACHIARA Sindaco di Campagnola Emilia

INCONTRO CON ANGELA IANTOSCA
Giornalista e Scrittrice. Autrice di BAMBINI A METÀ. I BAMBINI DELLA 'NDRANGHETA Ed. Perrone

SCANDIANO
ORE 21.00 Biblioteca comunale Via Vittorio Veneto 2/a

'NDRANGHETA, SOCIETÀ DEL DISONORE

SALUTO DI ALESSIO MAMMI Sindaco di Scandiano
INCONTRO CON ANTONIO NICASO
Studioso delle organizzazioni criminali e scrittore, ci racconta la 'ndrangheta dal suo ultimo libro MAFIA Ed. Bollati Boringhieri 2016

L'invisibile faccia della luna
Monologo di ADA RONCONE

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

Mercoledì, 15 Aprile 2015 10:34

Quando la mafia diventa davvero...cosa nostra

Nella seconda giornata di "Noicontrolemafie" si è parlato della 'ndrangheta in Emilia e, dunque, anche della recente inchiesta Aemilia, di ritardi e di silenzi. Ma Zincani, Nicaso, Pignedoli e Bini hanno anche spiegato agli studenti reggiani come fare per contrastarla -

Reggio Emilia, 15 aprile 2015 -

'Ndrangheta in Emilia, e dunque anche la recente, clamorosa inchiesta Aemilia, al centro della seconda mattinata di Noicontrolemafie, il festival della legalità promosso per il quinto anno consecutivo dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con Università, Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia-Romagna. In cattedra - davanti a un platea di studenti delle superiori e moderati dal direttore di Radio Bruno, Pierluigi Senatore - il direttore scientifico del festival, lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, Vito Zincani, già procuratore capo del Tribunale di Modena, il consigliere con delega alla legalità della Provincia di Reggio Emilia, Enrico Bini, e la giornalista del Resto del Carlino, Sabrina Pignedoli.

E' stato proprio Enrico Bini - ex presidente della Camera di commercio al quale, come ha ricordato Nicaso, "dobbiamo essere grati per essere stato il primo a segnalare le anomalie del settore dell'autotrasporto" - ad aprire la giornata, "emozionato nel vedere tanti giovani, che voglio ringraziare insieme alle scuole e agli insegnanti per l'appoggio che ci hanno sempre dato nelle battaglie a favore della legalità".
"Nella lotta alla mafia non siamo all'anno zero, purtroppo nel mondo imprenditoriale siamo sotto zero, mentre nel mondo politico si è fatto qualcosa di più e si è compiuto qualche passo in avanti", ha tra l'altro detto Bini ricordando anche "il silenzio assordante che ha accompagnato le prime coraggiose iniziative del prefetto De Miro da parte di chi, proprio come il sistema imprenditoriale reggiano, doveva invece dire qualcosa".

Antonio Nicaso ha quindi analizzato del dettaglio il profilo della 'ndrina presente nel Reggiano, "che non è una 'ndrangheta di serie B, ma quella che fa capo a Nicolino Grande Aracri, un boss che l'inchiesta Aemilia ha confermato avere rapporti con politici e imprenditori, perfino magistrati di Cassazione attraverso avvocati compiacenti, con una commercialista di Bologna convinta a fare operazioni particolari sul mercato legale, che aveva contatti con la massoneria e con un monsignore che inconsapevolmente si era prestato a far trasferire un detenuto". "Una 'drina che non è comparsa ora dal nulla – ha aggiunto Nicaso - ma che è stata protagonista oltre vent'anni fa della faida con i Dragone, Antonio faceva il bidello a Quattro Castella, vincendola e riuscendo a mettere le mani in questa terra appetibile sulla grande ricchezza della mafia, il traffico di cocaina, e stipulando un accordo strategico con i casalesi: a loro il Modenese, a Grande Aracri il Reggiano".

E da allora è cresciuta sempre più, come ha confermato l'inchiesta Aemilia e chi questa indagine l'ha raccontata, come la giornalista reggiana del Carlino Sabrina Pignedoli, citata anche lei nelle carte dei magistrati come cronista coraggiosa che ha rifiutato pressioni per pubblicare notizie aggiustate. "Anche io quando ho iniziato a lavorare non credevo che a Reggio esistesse la 'ndrangheta – ha ammesso – Tutto è cambiato con l'operazione Pandora e una intercettazione che lessi e che mi lasciò senza parole: tre persone che uscivano da una pizzeria di Montecchio e in macchina si mettono a parlare di uccidere qualcuno a colpi di bazooka...". Da allora ha iniziato a indagare, a leggere carte, ad annotare nomi e rapporti e a raccontare di mafia, fino a spingere un poliziotto compiacente a minacciarla di "non scrivere più di certe persone". Lei, ovviamente, ha continuato, ma non tutti hanno detto no alla mafia: "L'economia, ad esempio, ha voluto usufruire di certi servizi perché era comodo, ha preferito chiudere gli occhi, perché i soldi sono utili e non puzzano", ha denunciato.

Ma quali i rimedi alle infiltrazioni della mafia nella ricca Emilia? Per il magistrato Vito Zincani, uno su tutti: "La trasparenza, soprattutto la trasparenza può spezzare il matrimonio innaturale tra mafia e imprenditoria, perché è solo nella oscurità che si coltivano certi rapporti". Ma, purtroppo, in Italia non si fa abbastanza: "Abbiamo perso la battaglia dei falsi in bilancio, e da quando lo abbiamo fatto la nostra economia è andata a rotoli; non abbiamo ancora abbastanza trasparenza nei pagamenti, visto che il nostro è l'unico Paese del mondo occidentale nel quale oltre il 60 per cento dei pagamenti continua ad avvenire in contanti – ha detto – Ma è anche vero che, da noi, la pressione fiscale è pari al 70 per cento e che, in generale, è il nostro modello complessivo di sviluppo ad aver subito un forte condizionamento che appartiene anche a scelte di natura politica: leggi e normative sono fondamentali per contrastare le mafie, se l'Italia non si libererà da questo abbraccio non decollerà mai. Così come è importante investire nella scuola e in voi giovani...".

Già, i giovani. A fine dibattito, quando la parola è passata agli studenti reggiani, tante le domande, ma principalmente un unico, accorato interrogativo di fondo: ma noi, cosa possiamo fare per contrastare le mafie? Altrettanto accorate, le risposte. Per Nicaso "rispettare le regole e lavorare, evitare la logica del compromesso e le raccomandazioni, essere onesti e coerenti, cercando di essere cittadini responsabili, sentinelle vigili del territorio: ma soprattutto studiare, distinguervi, perché solo i sacrifici rendono liberi". Per Zincani "isolare il modello culturale del mafioso che in alcune aree si presenta come persona di successo: studiare perché la vostra idea della mafia sia quella corretta, quella di una organizzazione criminale nociva, non qualcosa che dà successo e facile denaro". Per Pignedoli "rispettare diritti e doveri, essere cittadini responsabili delle proprie azioni, anche nelle piccole cose, come ad esempio segnalare la targa di chi tampona un'altra auto in un parcheggio e fugge". Per Pierluigi Senatore "fare come Sabrina: saper dire di no".

Il programma di oggi mercoledì 15 aprile

Ore 10-12.30 Teatro Re-Giò Via Agosti 6 Reggio Emilia
Saluto della Presidenza dell'Assemblea legislat iva dell'Emilia-Romagna MINACCE ALL'ARTICOLO 21
In Italia come in America latina?
Relatori
Antonio Nicaso scrittore e studioso di criminalità organizzata Isabella Pascucci giornalista e criminologa
Cynthia Rodriguez giornalista messicana
Conduce Massimo Sesena della della Gazzetta di Reggio Spettacolo QUESTIONE DI UN ATTIMO
di Emanuele Tirelli con Marco Ziello Regia di Alessandro Gallo Prod.Caracò A seguire: dialogo con il pubblico

Ore 10-12.30 Sala Conferenze Palazzo dei Principi di Correggio
Saluto del sindaco Ilenia Malavasi
IN NOME DI LIBERO GRASSI
Incontro pubblico con la partecipazione di Alfredo, nipote di Libero Grassi Gruppo di ragazze e ragazzi di Palermo e di Correggio
Immagini dal film-documentario Libero nel nome regia di P. Durante
Test imonianze e canzoni di Addiopizzo Junior e Young
Mostra lavori degli studenti
Merenda della legalità
Passeggiata e consegna dell'adesivo Io scelgo la legalità

Ore11-12.30 Aula Magna Istituto Filippo Reviale Trento Trieste 4
Saluto della dirigente Maria Dall'Asta
QUANDO IL VISSUTO DIVENTA NARRAZIONE
storie di ragazze e ragazzi del liceo Regina Margherita di Palermo
Rosaria Cascio educatrice Metodo Don Puglisi e docente
Io pretendo la mia felicità, ho pagato tanto e adesso me la merito Ed. Navarra progetto di scrittura collettiva con le storie dei ragazzi del Liceo Regina Margherita di Palermo

Ore 17-19.30 Sala del Consiglio comunale di Rubiera
Saluto del sindaco Emanuele Cavallaro

IN NOME DI LIBERO GRASSI
Incontro pubblico con la partecipazione di Alfredo, nipote di Libero Grassi Gruppo di ragazze e ragazzi di Palermo e di Correggio
Immagini dal film-documentario Libero nel nome regia di P. Durante
Test imonianze e canzoni di Addiopizzo Junior e Young
Mostra fotografica Scatti di legalità
Merenda della legalità sotto i portici della via Emilia
Passeggiata e consegna dell'adesivo Io scelgo la legalità

Ore 21 Sala del Tricolore, Municipio d i Reggio Emilia
Saluti di Luca Vecchi sindaco di Reggio Emilia
e Giammaria Manghi presidente della Provincia di Reggio Emilia
CON I FASCI SICILIANI NASCE L'ANTIMAFIA SOCIALE
Uomini e donne che hanno fatto la storia
Proiezione de L'inchiesta di Nella Condorelli
Un film e una doppia inchiesta nel 120° anniversario dei Fasci Siciliani dei Lavoratori (70') Relatori
Nella Condorelli regista
Giuseppe Carlo Marino prof. ordinario di Storia contemporanea
Giacomo Notari presidente Anpi provinciale Reggio Emilia
Antonio Nicaso storico delle organizzazioni criminali
Conduce Nando Rinaldi direttore Istoreco

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

Lunedì, 05 Maggio 2014 17:29

A Modena Carovana internazionale antimafie.

Mercoledì 7 maggio (ore 18.30) a parrocchia BVA incontro su “nuovi schiavi” -

 

Modena, 5 maggio 2014 -

Fa tappa anche a Modena la Carovana internazionale antimafie, l’iniziativa promossa da Arci, Libera e Avviso Pubblico in collaborazione con la Ligue de l’Enseignement e Cgil-Cisl-Uil.

Dopodomani – mercoledì 7 maggio - alle 18.30 nella parrocchia cittadina della Beata Vergine Addolorata (via Guido Rangoni) si svolge un incontro sul tema “Dietro al lavoro: nuove schiavitù e diritti”. Partecipano il parroco della BVA don Paolo Boschini, Giorgio Bonini (Porta Aperta), Silvia Rompianesi (cooperativa sociale Oltremare), Ciro Spagnulo (Cgil-Cls), Roberto Gardiello (Cisl) e Gerardo Bisaccia (Arci); coordina la giornalista Mariapia Cavani. «La Carovana quest’anno ha come filo rosso la lotta alla tratta degli esseri umani – spiegano i promotori - Complice un progetto europeo, denominato CARTT, che corre parallelamente alla Carovana italiana, nelle oltre settanta tappe si parla dei ‘nuovi schiavi’, con un occhio a coloro che non hanno diritti, lacerati dalle logiche per cui il profitto conta più dell’essere umano. Ogni tappa è occasione per condividere idee, informazioni, approfondimenti sui temi affrontati, saldare le esigenze e le proposte dei territori con quelle elaborate a livello nazionale, organizzare momenti pubblici di confronto, dare evidenza alle buone pratiche diffuse in tante parti di Italia». Partita da Roma il 7 aprile, la Carovana internazionale antimafie si concluderà in Francia e Spagna nel prossimo novembre.

 

(fonte: ufficio stampa Cgil Modena)

 

 

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

Domani, Giovedì 24 aprile, nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, Salvatore Borsellino e l'Agenda rossa del fratello Paolo -

 

Reggio Emilia, 23 aprile 2014



In prossimità della Festa del Liberazione, si rinnovano nella sala civica della città gli incontri con le maggiori personalità italiane della "resistenza antimafia", proposti da Comune, Regione, Cortocircuito e sostenuti dalla Provincia, nell'ambito del progetto "Reggio contro le mafie.it".
Giovedì 24 aprile, alle ore 20.45, nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia (piazza Prampolini 1), sarà infatti ospite di un incontro aperto alla cittadinanza Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato ucciso il 19 luglio 1992 nella strage di via D'Amelio.
Salvatore Borsellino è tra l'altro autore del libro autobiografico 'Fino all'ultimo giorno della mia vita', dedicato al rapporto con Paolo e a due percorsi di vita diversi e paralleli, che dopo la morte del magistrato tornano a intrecciarsi strettamente.
L'iniziativa, promossa all'insegna di due diverse forme di resistenza, quella antimafia e quella antifascista, sarà coordinata da Elia Minari, che intervisterà Borsellino insieme a Francesca Montanari, Alice Portal, Andrea Franzoni e Riccardo Pelli, della redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia.
Parteciperà l'assessore comunale alla Cura della comunità Natalia Maramotti.
Salvatore Borsellino è leader del "Movimento delle Agende rosse", che fa riferimento al taccuino misteriosamente scomparso nel quale Paolo Borsellino scriveva appunti personali, ipotesi, dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Dalla morte del fratello, Salvatore Borsellino si è distinto per l'impegno nella ricerca della verità sui mandanti delle stragi di mafia del 1992.

 

'Fino all'ultimo giorno della mia vita', Aliberti editore, 2012


Salvatore Borsellino racconta i ricordi di una vita al giornalista Benny Calasanzio, con il quale condivide il dolore di avere congiunti vittime di mafia. Una vita iniziata sotto le bombe, nella Palermo del 1942, poi sconvolta dall'autobomba che causò la strage di via D'Amelio. Il racconto ha inizio con l'infanzia felice trascorsa alla Kalsa, un quartiere di cui queste pagine restituiscono un affresco animato di colori, voci, abitudini oggi dimenticate. Prosegue con gli anni dell'università e il trasferimento nel Nord Italia, in "un altro Paese", lontano dalla famiglia e da quel fratello che già mostrava le sue doti eccezionali e la sua forte personalità. Mentre Paolo diventa un personaggio pubblico per il suo coraggioso impegno contro la mafia, Salvatore fa carriera come ingegnere elettronico. I due fratelli percorrono per decenni strade diverse, che torneranno a unirsi con il più tragico degli eventi, dopo il quale Salvatore si fa carico della memoria del fratello, che diffonde in ogni angolo d'Italia. Fino alla nascita, nel 2009, del Movimento delle Agende rosse.

 

(Fonte: Comune di Reggio Emilia)

Sono le proposte lanciate dal sostituto procuratore di Palermo e dalla presidente della Provincia nel corso dell'ultima giornata del Festival della legalità di Reggio Emilia -

 

Reggio Emilia, 7 aprile 2014 -

Leggi più severe per i reati di corruzione, rivedendo anche un regime di prescrizione che “oggi produce una sostanziale impunità”, e la richiesta di un “giuramento antimafia” da parte dei candidati a tutte le prossime, imminenti elezioni. Sono le proposte lanciate sabato mattina da Reggio Emilia - nel corso della giornata conclusiva di “Noicontrolemfaie 2014”, il Festival della legalità proposto per il quarto anno dalla Provincia - dal magistrato Antonino Di Matteo, il sostituto procuratore della Repubblica al Tribunale di Palermo titolare dell’inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia, e dalla presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini

“La repressione contro l’ala militare di Cosa nostra è stata fatta, grazie anche a leggi severe,  ma oggi che molti boss sono in carcere serve un passo in avanti per recidere i rapporti tra mafia e politica – ha detto Antonino Di Matteo -  Non possiamo più accettare un regime normativo che non sanziona adeguatamente i reati contro la pubblica amministrazione, dalla corruzione alla turbative d’asta negli appalti pubblici. E bisogna rivedere un regime della prescrizione che porta a una sostanziale impunità. E’, questo, lo scatto in avanti che dobbiamo compiere, perché è proprio attraverso questi reati che la mafia riesce a penetrare la politica.  Dobbiamo cominciare a pensare che lotta alla mafia e alla corruzione sono due facce della stessa medaglia, non possiamo più accettare due velocità diverse“.

La presidente Sonia Masini ha invece lanciato un appello affinché "la lotta alla mafia non venga delegata solo a chi vive sotto scorta", indirizzando a partiti, movimenti e candidati, in vista della composizione delle liste per le elezioni del 25 maggio, una richiesta ben precisa: "Vorrei che i candidati – ha detto - giurassero sulla Costituzione di non aver mai avuto consapevolmente legami con la malavita organizzata, di impegnarsi a non averli in futuro e di denunciare fatti di cui eventualmente verranno a conoscenza nell'ambito della loro attività amministrativa".

Condotto dal giornalista Cesare Giuzzi del Corriere della Sera, il dibattito su “Sconfiggere le mafie: una sfida possibile?” è stato aperto dall’assessore provinciale all’Istruzione, Ilenia Malavasi: “E’ un grande onore ospitare magistrati così impegnati contro la mafia in questa ultima giornata di un Festival della legalità molto impegnativo, che ci ha permesso di ascoltare testimonianze importanti e ha rappresentato un momento di crescita per tutti, a partire da tantissimi studenti, ai quali ricordiamo sempre che conoscenza, memoria e impegno diano sono valori fondamentali e che non dobbiamo mai arrenderci all’indifferenza”, ha detto.

Non è andato per il sottile, come sempre, il direttore scientifico del Festival della legalità, lo studioso di organizzazioni criminali Antonio Nicaso: “Le mafie sono un male da cui ancora non riusciamo a guarire, ammorbano l’aria con un tanfo di stalla, ma per paura o convenienza molti non lo sentono. Come possiamo sconfiggerla? Imparando, e lo dico soprattutto a voi studenti, a dire no alle tante scorciatoie che la vita ci offre ogni giorno: solo i sacrifici rendono liberi, solo la conoscenza, e per questo è fondamentale studiare, porta a essere consapevoli.  Non fatevi rubare il futuro da persone che non valgono un soldo bucato e sparano alle spalle di don Puglisi perché non hanno nemmeno il coraggio di guardare in faccia le loro vittime: sogniamo un mondo senza mafie e cominciamo a costruirlo, giorno dopo giorno, con i nostri comportamenti e insieme a persone come Conte, Di Matteo e Gratteri”.


“Sono veramente felice di essere qui a confronto con tanti cittadini, soprattutto giovani studenti, perché questi incontri, per noi magistrati, rappresentano una boccata d’ossigeno e ci ricordano lo spirito che deve animare il nostro lavoro: essere al servizio della collettività, a partire da più deboli e indifesi”, ha esordito Antonino Di Matteo. Che, riferendosi alla delicata indagine che sta coordinando e sulla quale ovviamente non ha potuto sbilanciarsi, ha detto: “Nel nostro Paese, negli ultimi 30 anni, facendo saltare in aria palazzi e pezzi di autostrada sono stati uccisi magistrati,uomini politici, prefetti della repubblica, forze dell’ordine, sacerdoti, giornalisti, imprenditori e, con le bombe di  Firenze e Milano, inermi cittadini: come si fa a rimanere indifferenti, a non avere la pretesa di conoscere tutta la verità su quei fatti?  L'indifferenze uccide quanto il tritolo, significa rassegnarsi a un futuro da sudditi inconsapevoli e non da cittadini partecipi. 
Lo sforzo di verità è compito di tutti, non di pochi magistrati e investigatori : dobbiamo capire se accanto ai boss mafiosi c’erano altri che hanno collaborato, ispirato, o semplicemente fatto capire che certe stragi facevano piacere al potere”.

Di fronte a questa ricerca della verità, ovviamente, non ha alcun senso parlare di “spreco di risorse pubbliche o di strumentalizzazioni politiche della magistratura, anche  perché
queste investigazioni che hanno portato ai processi di Palermo sono indicate come necessarie in sentenze definitive dei giudici di Caltanissetta e Firenze che, condannando gli esecutori mafiosi delle stragi, hanno accertato ulteriori fatti da indagare”.

Circa i rapporti tra Stato e mafia, Di Matteo ha aggiunto:  “Dobbiamo renderci conto che ogni volta che lo Stato o parte delle istituzioni hanno cercato il dialogo con i mafiosi, come subito dopo lo sbarco delle truppe alleate o ai tempi del bandito Giuliano, si è enormemente rafforzato il prestigio e la potenza mafiosa. Perché dialogare con la mafia significa riconoscerla come interlocutrice, aumentarne il potere verso i cittadini e gli strumenti di ricatto verso le istituzioni stesse. La storia ci insegna che senza agganci e rapporti con la politica e il potere in generale Cosa nostra non sarebbe Cosa nostra e non avrebbe mai potuto pensare di attaccare lo Stato. Lo stesso Riina, stando alle parole del collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi, diceva che senza agganci con  la politica la mafia sarebbe stata “una banda qualunque di sciacalli destinata a essere sopraffatta”. Dunque anche lo Stato deve essere altrettanto consapevole della necessità di recidere alla radice ogni possibile rapporto o contatto  con la mafia”. Da qui la richiesta di leggi più severe contro la corruzione e di un diverso regime della prescrizione, perché “proprio  attraverso questi reati contro la pubblica amministrazione riesce a penetrare la politica”.

“Io ci credo – ha concluso il magistrato di Palermo rivolto agli studenti - perché comincio respirare nell'opinione pubblica, specie tra voi giovani, quella voglia di giustizia che certe volte non colgo quando penso alla realtà istituzionale . Voi potete fare moltissimo per sconfiggere definitivamente la mafia, innanzitutto rifiutando la mentalità mafiosa del favore e della raccomandazione, così diffusa in tutto il Paese e che pervade pezzi anche delle istituzioni: vi troverete di fronte a un bivio, con la strada breve che passa dalla richiesta di favori per trovare lavoro o accedere all’università a numero chiuso, dall’altra una strada più lunga, ma più dritta, che  passa solo attraverso il vostro impegno e le vostre capacità. Se, di fronte a quel bivio, compirete una scelta di legalità vera, e non semplicemente declamata, darete un calcio nel sedere alla mafia”.

L’importanza degli studenti e della scuola nella lotta alla mafia, è stata ribadita da Mario Conte, consigliere di Corte d’appello a Palermo, che ha esordito ricordando la citazione di Gesualdo Bufalino con la quale Giovanni Falcone aveva deciso di rispondere a chi, per l’ennesima volta, gli domandava quando e da chi sarebbe stata sconfitta la mafia: “Da un esercito di insegnanti elementari…”. “Questo per capire cosa possono fare i giovani, e la scuola, per combattere le mafie”, ha aggiunto Conte, riportando poi l’esempio di Libero Grassi e, soprattutto, di “quei quattro ragazzi, tra 20 e 25 anni, che una mattina tappezzarono Palermo con adesivi con su scritto “un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. “Terminati gli studi e non trovando lavoro, quei ragazzi avevano deciso di aprire un pub, erano andati da un ragioniere chiedendo di conoscere le cifre che sarebbe servite, e quello tra le varie voci avevano candidamente inserito ‘mille euro al mese per pizzo’: da lì è nato il comitato “Addiopizzo”, che oggi conta migliaia di iscritti, più di duemila solo fuori Palermo”.

“Siamo stanchi di commemorare gente che faceva il proprio dovere, dobbiamo capire che solo con il gioco di squadra la mafia può essere sconfitta”, ha concluso Conte  invitando gli studenti a essere “i primi garanti della legalità nel quotidiano” e definendo il “bullismo utile, perché se voi ragazzi vi alleate a combattere il bullo, che altro non è che un mafioso in erba, da grandi sarete bravissimi a combattere la mafia…”.

Dalla Sicilia alla Calabria, da Cosa nostra alla ‘ndrangheta – “che ha il monopolio dell’importazione di cocaina ed è diventata la mafia più ricca e potente perché ha utilizzato una strategia diversa” - attraverso l’intervento di Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria: "Le mafie per esistere hanno bisogno del consenso popolare", ha osservato, citando importanti intercettazioni in cui gli stessi capimafia ammettevano che,sparando alle serrande e bruciando le macchine, il popolo li avrebbe abbandonati. Da qui il cambio di strategia. Ma sconfiggere le mafie è possibile? "Nel breve periodo – ha detto Gratteri - abbiamo bisogno di un codice penale, di un codice di procedura penale e di un ordinamento penitenziario diversi. Che rendano non conveniente delinquere".

Ha concluso i lavori la presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini, rivolgendo un messaggio ai magistrati in prima linea nella lotta contro la mafia: "Soffriamo nel vedere persone, uomini dello Stato, condurre una vita da prigionieri, mentre i delinquenti sono liberi. La lotta alla mafia non si può delegare solo a chi vive sotto scorta. Credo che dobbiamo unirci in questa difficile battaglia. Grazie al lavoro dei magistrati, delle forze dell'ordine, dei rappresentanti dello Stato oggi abbiamo nuovi strumenti per leggere il fenomeno mafioso. Da parte nostra, come Provincia di Reggio Emilia, abbiamo rigettato licenze per l'autotrasporto e revocato autorizzazioni a ditte colpite da interdittive del prefetto.Tuttavia è ancora difficile capire fin dove arriva la zona grigia: ci vuole il coraggio di denunciare e dire la verità”.

 


(fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

 

Al Festival della legalità consegnato il Premio nazionale "Libero Grassi" alla Filippo Re. Dalla Provincia riconoscimenti speciali a Galvani-Iodi, Chierici e Zanelli e libri a 4 istituti -

 

Reggio Emilia, 5 aprile 2014 -

L’impegno antimafia delle scuole reggiane merita davvero di essere premiato. E ieri pomeriggio, nella penultima giornata del Festival della legalità, ben 8 scuole hanno ricevuto un riconoscimento per l’attività svolta. Nella Sala del Consiglio provinciale, la Filippo Re  ha ricevuto da Salvatore Cernigliaro di Solidaria il Premio nazionale “Libero Grassi” per la sceneggiatura che, a breve, insieme ai lavori di altre due scuole italiane, verrà trasformata in uno spot.

Nell’occasione, la Provincia di Reggio Emilia, insieme all’”anima” di “Noicontrolemafie” Rosa Frammartino, ha voluto a sua volta premiare altri 7 istituti scolastici per il loro impegno. “State facendo un lavoro davvero splendido e importante”, ha detto la presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini, aprendo la cerimonia invitando in ragazzi a proseguire su questa strada e, soprattutto, a far seguire alle parole i fatti. “ Vengo da un importante convegno su corruzione e giustizia, ma mi domando e vi domando: le nostre parole hanno gesti conseguenti? A volte è facile andare a una manifestazione o un convegno sulla mafia, l’importante è essere ogni giorno coerenti tra parole e azioni, sennò le parole, anche le più belle, sono inutili”.

La presidente Masini ha quindi consegnato il Premio speciale Provincia di Reggio Emilia alle delegazioni di Galvani-Iodi, Chierici e Zanelli, che avranno l’opportunità di inviare un insegnante e due docenti a Palermo. Altri riconoscimenti – 12 volumi per la biblioteca della legalità – sono andati a Scaruffi, Matilde di Canossa, Secchi e scuola media Manzoni.

In precedenza, sempre nella Sala del Consiglio provinciale, l’assessore provinciale all’Istruzione Ilenia Malavasi e il direttore scientifico di “Noicontrolemafie”, Antonio Nicaso, hanno condotto il dibattito “Mafie al Nord, ovvero territori violati”. I giornalisti Cesare Giuzzi del Corriere della Sera e Giuseppe Legato de La Stampa e il vicepresidente del Gruppo antimafia Pio La Torre Patrick Wild hanno illustrato rispettivamente “la colonizzazione - perché purtroppo oggi parlare di infiltrazioni è riduttivo”, come ha sottolineato Nicaso - rispettivamente della Lombardia, del Piemonte e in generale del Nord-Ovest e dell’Emilia-Romagna.

“Del resto, le mafie sono un modello esportabile, sennò sarebbero rimaste al Sud: dunque sono arrivate anche qui al Nord,   dove sono funzionali a certe distorte logiche di potere”, ha premesso Nicaso prima di passare la parola ai relatori, “persone che per professione leggono carte giudiziarie, documenti e informative, si informano e riescono dunque a ricostruire le storie di mafia, permettendoci di capire questa colonizzazione: un lavoro fondamentale, perché proprio la conoscenza, la consapevolezza è l'arma più importante per sconfiggere le mafie”.

Cesare Giuzzi ha quindi illustrato la ‘colonizzazione’ da parte dei calabresi della Lombardia, “offrendo di tutti i livelli a imprenditori, dalla sicurezza in discoteche e cantieri, e politici privi di scrupoli che vogliono mantenere il potere”. “Ma soprattutto, in Lombardia la mafia supplisce allo Stato, garantendo il recupero dei crediti, e alle banche, concedendo finanziamenti, e così le imprese finiscono per essere cannibalizzate”.

Patrick Wild ha invece parlato del radicamento nella nostra regione e San Marino, “soprattutto grazie a lavoro nero ed economia grigia”, mettendo in guardia sui cantieri per la ricostruzione del dopo-terremoto. Sui cantieri pubblici, in particolare quelli della Tav e soprattutto delle Olimpiadi invernali a Torino del 2006, si è soffermato anche Giuseppe Legato, spiegando come “i soldi ‘guadagnati’ coi sequestri di persona  e poi investiti nella droga vengano principalmente riciclati attraverso le grandi commesse pubbliche: solo con le Olimpiadi, attraverso una ditta apparentemente ‘pulita’, la mafia è riuscita a riciclare per tre anni 1 milioni di euro al mese”.

 


(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

 

 

Stereotipi e false rappresentazioni al centro dell'incontro, organizzato nell'ambito di "Noicontrolemafie", che ha analizzato cinema, pubblicità, musica e giornalismo -

 

Reggio Emilia, 5 aprile 2014 -

La simbologia mafiosa. Le allusioni. I linguaggi non verbali. Tutti fattori che incidono su un immaginario collettivo che vede, troppo spesso, nella figura del mafioso un qualcosa di avventuroso e romantico.

“Ma che cosa c’è di romantico in chi uccide i bambini con tanta violenza e senza nessuna ragione”, ha chiesto questa mattina Arcangelo Badolati, giornalista de “La Gazzetta del Sud” e scrittore, nel corso dell’incontro “La simbologia mafiosa tra percezione e rappresentazione”, che si è svolto nell’aula Magna dell’università di Modena e Reggio Emilia nell’ambito del festival  “Noicontrolemafie”.

Si è parlato di potere delle immagini (Giuliana Adamo, docente al Trinity College di Dublino), di stereotipi e rappresentazioni nella stampa (Arcangelo Badolati, giornalista e scrittore), di musica e melodie criminali (Marcello Ravveduto, ricercatore in Storia contemporanea dell’Università di Palermo), di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie come simbolo del riscatto (Stefania Pellegrino, direttore del master “Gestione e riutilizzo dei beni confiscati alle mafie” dell’università di Bologna).

“La ritualità e il simbolismo – ha spiegato in apertura Antonio Nicaso, direttore scientifico del festival – sono alla base di ogni gruppo organizzato. È un modo per farsi capire dai propri “simili”. Parleremo di simbolismo, di linguaggio non verbale, di suggestioni”.

Proprio di suggestioni mutuate dal cinema e dalla pubblicità ha parlato Giuliana Adamo: “Ancora all’estero si confonde l'essere italiano con l'essere mafioso. A questo contribuiscono i codici comunicativi e simbolici. Ad esempio la classica camicia del superpentito Tommaso Buscetta, che ritroviamo nella serie televisiva dei Soprano”.

La pubblicità ripropone con insistenza degli stereotipi, basti pensare alla pubblicità per la linea di alcuni abiti di  grandi stilisti italiani: “All'estero ci si muove su questi livelli, vi cito ad esempio il film “Il Padrino”, sicuramente non era nelle intenzione del suo regista, ma alla fine la mafia che esce da questo film non indigna, piuttosto affascina. Finisce per crearsi una discrepanza totale tra ciò che viene rappresentato e la realtà”.

Una realtà dove non esistono codici di onore e rispetto, dove donne e bambini vengono uccisi e massacrati senza  alcuna pietà. Arcangelo Badolati, nel suo intervento, racconta quindi di questi bambini, li cita uno per uno, racconta come li hanno uccisi, chi li ha uccisi, e questo davanti a una platea silenziosa di giovanissimi studenti. Un lungo elenco: “Non dobbiamo dimenticare i loro nomi. Cosa c'è di romantico in chi uccide bambini in questo modo, senza una ragione. Ditemi dove si ritrova tanta barbara violenza. Oggi vestono in giacca e cravatta, parlano le lingue, sono laureati, ma quando tornano a casa usano lo stesso linguaggio dei loro padri e dei loro nonni, sono le stesse bestie. Occorre avere nei confronti di queste persone una chiusura netta”.

Oggi, ultimo giorno di “Noicontrolemafie”, doppio appuntamento: al mattino nell’aula magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con il convegno “Sconfiggere le mafie: una sfida possibile?”, coordinato dal giornalista del Corriere della Sera Cesare Giuzzi, con la partecipazione di Antonino Di Matteo, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palermo, Mario Conte, consigliere della Corte d’appello di Palermo, Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria, Antonio Nicaso, scrittore e studioso delle organizzazione criminali.

Nel pomeriggio, Antonino Di Matteo, Nicola Gratteri ed Antonio Nicaso, saranno all’Istituto Cervi (Gattatico) per un incontro centrato sul valore della scrittura come strumento di lotta alla mafia, durante il quale Enrica Majo, inviato speciale del TG1 ed Elia Minari, coordinatore della redazione di Cortocircuito, dialogheranno con gli ospiti approfondendo aspetti delle opere “Assedio alla toga” (ED. Aliberti) e “Acqua santissima” (ED. Mondadori).

Il programma dettagliato del Festival della legalità è consultabile sul sito della provincia www.provincia.re.it oppure sul sito della manifestazione www.noicontrolemafie.it. 

 


(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

 

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