Si chiude oggi il concorso promosso da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e UniCredit, con la collaborazione di Fondazione Italiana Accenture e il coinvolgimento di numerosi partner nazionali e locali. Tre le realtà imprenditoriali del territorio sul podio. Assegnati premi in denaro per un ammontare complessivo fino a 70.000 euro, singoli finanziamenti a impatto sociale fino a 150.000 euro e attività di formazione e supporto per l’accompagnamento e la realizzazione dei progetti.


Modena –

Arca Lavoro Impresa Sociale, con il progetto #impattocircolare, Casa della Gioia e del Sole, con il progetto Modna, e Aliante Cooperativa Sociale, con il progetto Itinera Tuttofare, sono i vincitori del bando MakeYourImpact, lanciato a maggio da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e UniCredit, con la collaborazione di Fondazione Italiana Accenture e il coinvolgimento di numerosi partner nazionali e locali.

Gli ambiti d’azione delle realtà imprenditoriali premiate sono diversi ma l’obiettivo cui puntano è unico: realizzare attività ad alto impatto sociale per il territorio.

Le imprese vincitrici, attive sull’area modenese, sono arrivate sul podio dopo una doppia selezione. La prima ad opera di una giuria di esperti che ha votato on line attraverso la piattaforma ideaTRE60 e ha selezionato così otto progetti finalisti. Quindi, la valutazione finale è stata eseguita da una giuria composta da rappresentanti di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, UniCredit e dal partner Fondazione Italiana Accenture, con il supporto scientifico di AICCON (Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit), Human Foundation, Confcooperative Modena, Legacoop Estense, Associazione Servizi Per Il Volontariato Modena e Forum Terzo Settore della provincia di Modena.

L’iniziativa, che per la prima volta vede insieme vari attori primari nell’ecosistema dell’innovazione sociale italiana, è stata infatti resa possibile grazie all’impegno congiunto dei diversi partner.

La vittoria dei tre progetti è stata decretata sulla base dei modelli di business presentati che, oltre alla solidità economica, puntano a generare un impatto sociale sul territorio. Ad esempio, favorire l’occupazione e l’assistenza di persone in condizioni di fragilità, vulnerabilità o disabilità, preservare l’ambiente, offrire servizi di welfare aziendale, servizi educativi e di valorizzazione socio-culturale.

Le imprese giunte sul podio hanno dimostrato nel corso delle rispettive sessioni di lancio - “pitch” - di sapere presentare efficacemente la loro idea di business, perfezionata anche grazie alle due giornate di workshop formativi gratuiti tenuti dai rappresentanti di Confcooperative, Unigens (l’associazione di volontariato animata da dipendenti ed ex dipendenti di UniCredit), Legacoop Estense e Human Foundation.

Per ciascuna delle realtà imprenditoriali vincitrici è previsto un contributo in denaro di 20mila euro, stanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la possibilità di accedere a un finanziamento nell’ambito dell’offerta di Impact Financing di UniCredit fino a 150mila euro a tasso zero per il finanziato grazie al contributo in conto interessi della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Tale finanziamento è corredato anche da un riconoscimento da parte di UniCredit fino a 10mila euro, al raggiungimento degli obiettivi sociali dei singoli progetti premiati. Al progetto più innovativo dal punto di vista tecnologico – Modena di Casa della Gioia e del Sole-  si aggiungono 10mila euro messi a disposizione da Fondazione Italiana Accenture.

I vincitori usufruiranno anche di servizi di tutoring e mentoring curati da Confcooperative Modena e Legacoop Estense al fine di favorire l'avviamento del progetto. Human Foundation invece contribuirà a fornire formazione e supporto tecnico per la valutazione e rendicontazione dell’impatto sociale delle attività avviate dalle organizzazioni vincitrici.

“La premiazione di oggi ci riempie di soddisfazione - commenta il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Paolo Cavicchioli – ci sembra, infatti, di aver centrato in pieno l’obiettivo che era alla base del bando Make Your Impact: sostenere l'avvio di imprese sociali attraverso strumenti innovativi, in grado di favorire, da un lato, l'accesso al credito e, dall’altro, potenziare le capacità imprenditoriali dei partecipanti che, attraverso una formazione mirata, potranno dar vita a progetti di sempre maggior qualità”. “Non avremmo potuto raggiungere un risultato simile da soli – prosegue Cavicchioli – Il punto di forza di quest’iniziativa è stato nella capacità di co-progettazione e nella sinergia creata con altri partner del territorio, a partire da UniCredit, al quale siamo storicamente legati, Fondazione Italiana Accenture, che ha messo a disposizione la sua expertise nel sostenere iniziative ad impatto sociale, Aiccon e Human Foundation, che hanno fornito una preziosa consulenza scientifica. Vorrei ringraziare inoltre Legacoop Estense, Confcooperative Modena, Centro Servizi Volontariato e Forum del Terzo Settore di Modena per il capillare lavoro di disseminazione svolto negli ultimi mesi, che ci ha consentito di intercettare sul territorio progetti di grande valore”.

“É con grande soddisfazione – afferma il Presidente di UniCredit, Cesare Bisoni - che oggi premiamo tre realtà imprenditoriali dell’area modenese. E celebriamo la loro vittoria e quella dell’intera collettività, prima destinataria dei nuovi servizi ad alto impatto sociale che grazie ai loro progetti e al loro spirito di impresa saranno realizzati. Siamo orgogliosi del risultato ottenuto dalla sinergia tra partner di rilievo che ha saputo tradursi in una risorsa preziosa a beneficio dello sviluppo economico e sociale del territorio. Un obiettivo che come banca perseguiamo quotidianamente e con un ruolo sempre più attivo. Ciò anche grazie al nostro programma Social Impact Banking attraverso il quale vogliamo essere non solo finanziatori, ma anche protagonisti e facilitatori di un cambiamento positivo nella comunità, guardando oltre i ritorni economici dei nostri investimenti, per contribuire allo sviluppo di una società più equa e inclusiva individuando, finanziando e promuovendo iniziative che hanno un impatto sociale positivo. Perché per fare bene, bisogna fare del bene”.

“L’esperienza di Make your Impact si inserisce a pieno titolo tra le attività distintive di Fondazione Italiana Accenture, volte a supportare e finanziare i migliori progetti di innovazione sociale. – commenta Simona Torre, Segretario Generale di Fondazione Italiana Accenture - In particolare abbiamo deciso di contribuire all’iniziativa mettendo a disposizione la nostra piattaforma di crowdsourcing ideaTRE60 su cui i partecipanti hanno potuto candidare le proprie idee progettuali e fruire di molteplici contenuti formativi. Abbiamo deciso inoltre, di premiare il progetto più innovativo con un ulteriore riconoscimento di 10.000 euro per accrescere l’impatto complessivo del concorso sul territorio di Modena”.

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

Di Mario Vacca Parma 20 ottobre 2019 -  In Tema di dell’antiriciclaggio il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha emesso delle regole tecniche ed attuative in conformità al D.Lgs. n. 231/2007 modificato e ampliato dal D.Lgs. n.90/2017.


La normativa in vigore demanda agli Organismi di Autoregolamentazione (perciò l’Ordine stesso) di elaborare ed aggiornare delle regole vincolanti per i commercialisti iscritti.
Queste regole tecniche specificano che i commercialisti per i loro clienti e sul loro studio dovranno fare una valutazione complessiva del rischio (artt. 15 e16, D.lgs. 231/2007); procedere ad una adeguata verifica della clientela (artt. 17 e 30, D.lgs. 231/2007) e rispettare una attenta conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni (artt. 31, 32 e 34, D.lgs. 231/2007). Infine vi è anche un obbligo specifico di formazione per la tematica di antiriciclaggio per il commercialista.


La cosa più imminente è la obbligatorietà per il singolo iscritto all’Albo di fare la autoregolamentazione del rischio di autoriciclaggio del proprio studio (che poi dovrà essere rinnovata ogni tre anni).
Obbligatorietà nata dalle regole tecniche che sono considerate fonti normative integrative della norma primaria e non norme regolamentari subordinate (vedasi lo studio n.1/2018/B del Notariato). Tali regole dovevano essere recepite entro sei mesi (23/07/2019) ma sono andate in proroga al 1/1/2020 (informativa n.68 CNDCEC 18.07.2019).


In questi prossimi mesi il CNDCEC promuoverà specifiche attività formative in modalità e-learning e linee guida esemplificative. Decorso tale periodo (perciò da Gennaio 2020) le regole saranno considerate vincolanti per tutti gli iscritti.
Ai sensi dell’art. 26 comma 2 del D.Lgs. n.231/2007 il professionista obbligato deve adeguarsi e per fare ciò è consigliabile che si affidi a professionisti terzi.


Estratto della Sezione III Art. 26. n.231/2007
Esecuzione degli obblighi di adeguata verifica da parte di terzi (1)
1. Ferma la responsabilità dei soggetti obbligati in ordine agli adempimenti di cui al presente Titolo, è consentito ai medesimi di ricorrere a terzi per l'assolvimento degli obblighi di adeguata verifica di cui all'articolo 18, comma 1, lettere a), b) e c).
2. Ai fini della presente sezione, si considerano «terzi»:
a) gli intermediari bancari e finanziari di cui all'articolo 3, comma 2;
b) gli agenti in attività finanziaria di cui all'articolo 3, comma 3, lettera c) limitatamente alle operazioni di importo inferiore a 15.000 euro, relative alle prestazioni di servizi di pagamento e all'emissione e distribuzione di moneta elettronica di cui all'articolo 17, comma 6;
c) gli intermediari bancari e finanziari aventi sede in altri Stati membri;
d) gli intermediari bancari e finanziari aventi sede in un Paese terzo, che:
1) sono tenuti ad applicare misure di adeguata verifica della clientela e di conservazione dei documenti di livello analogo a quelle previste dalla direttiva;
2) sono sottoposti a controlli di vigilanza in linea con quelli previsti dal diritto dell'Unione europea;
e)i professionisti nei confronti di altri professionisti.
(1) Il presente articolo, originariamente inserito nella Sezione II del Capo I del Titolo II, è stato così sostituito dall’ art. 2, comma 1, D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, che ha sostituito l’intero Titolo II.

 

 

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca

Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

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Lunedì, 14 Ottobre 2019 16:22

La responsabilità dell’Imprenditore

Il vescovo di Modena in CNA: le quattro relazioni su cui si basa l’impresa, le differenze tra imprenditori atei e cattolici, l’utilizzazione della ricchezza. Due ore di stimolante dibattito. 

Modena, 27 settembre 2019

Robotica ed etica, Marx e San Francesco. Sono stati numerosi e coinvolgenti i temi toccati dal dibattito che, nei giorni scorsi, ha coinvolto una sessantina di imprenditori e il Vescovo di Modena Mons. Erio Castellucci. “La responsabilità dell’Imprenditore” era il titolo della serata organizzata venerdì scorso (11 ottobre) da CNA, un tema affrontato sotto diversi punti di vista: quello religioso, etico, ambientale, solo per fare alcuni esempi dei temi toccati dalla discussione. “Un dibattito non scontato – ha commentato nella sua premessa il presidente dell’Associazione, Claudio Medici – su argomenti che spesso non prendiamo in considerazione durante il nostra fare quotidiano”.

“Sarà una deformazione professionale – ha simpaticamente premesso Mons. Castellucci – ma l’immagine a cui vorrei ricorrere per immaginare il lavoro dell’imprenditore è quella evangelica del pescatore. Un lavoro di squadra, perché tirare le reti, recuperarle, guidare la barca e ripulire tutto è, appunto, un’opera di relazione. E la barca simboleggia appunto la responsabilità: quella di dirigerla al largo, di non farla affondare, mentre la rete individua l’impresa, utile chi la usa, i lavoratori, e la loro famiglia. Mentre la sua dimensione locale è un valore aggiunto rispetto alle relazioni che attorno ad essa nascono e che sono un fattore di crescita della comunità”.

In definitiva, secondo Mons. Castellucci, la responsabilità ruota attorno a quattro relazioni di natura biblica: la relazione con Dio, quella con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente. “Proprio per non venire meno a queste relazioni – ha commentato il Vescovo – l’impresa non può impostare tutta la sua attività sul profitto, che è pure importante, perché serve alla sopravvivenza della stessa. L’impresa, infatti, attraverso il lavoro deve anche garantire la crescita umana. Anche Marx, del resto, criticava lo sfruttamento, che può arrivare ad essere disumanizzante”.

Due, ad avviso di Mons. Castellucci, i rischi da evitare: quello di cadere nell’individualismo, che porta ad un capitalismo e consumismo sfrenati, e quello del collettivismo, che, al contrario, conduce a dimenticare l’individuo e a tradursi in una visione statalista della vita della comunità. “Ebbene, queste due impostazioni si configurano in regimi economico-politici che sono arrivati anche a scontri drammatici”.

Tante e tutte interessanti le domande poste dagli imprenditori. Ad esempio, quella sul rapporto tra ricchezza e povertà, espressa dalla figura di San Francesco, “che – ha detto in proposito il Vescovo – più che contro la ricchezza, era contro l’avarizia. Il ricco – ha ammonito – non è colui che ha, ma che usa il suo denaro per creare e favorire il lavoro, promuovendo la dignità della persona. Ed è una cosa molto diversa dall’elemosina”.

A Mons. Castellucci sono state chieste le differenze esistenti tra imprenditori atei e cattolici. “Non ci sono differenze nelle azioni – ha commentato – ma nelle motivazioni: il credente rispetto a queste ultime fa riferimento al Vangelo, il non credente alla filantropia e alla propria coscienza. E tra questi due aspetti c’è molto terreno comune”.

Si è parlato anche del rapporto tra responsabilità e sviluppo tecnologico, un tema rispetto al quale sarebbe opportuno anche una riflessione sul rapporto tra studi tecnici ed umanistici, e comunque “sarebbe una perdita per la civiltà se l’uomo venisse sostituito dai robot”.

“In ogni caso - ha concluso Mons. Castellucci – non c’è solo una responsabilità nel presente, ma anche una per il futuro. È il caso di quella ambientale, ma anche politica: alcune soluzioni, penso alle baby pensioni, in passato sono state prese forse senza prendere in considerazione con la necessaria attenzione ciò che queste scelte avrebbero determinato negli anni seguenti. Su queste questioni il mondo della politica, quello delle associazioni e la Chiesa stessa devono interrogarsi e stimolarsi, anche tirandosi per la giacca, se necessario, per arrivare a soluzioni che rispondano appunto alla responsabilità comune”.

      

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Di Mario Vacca Parma 13 ottobre 2019 - La sentenza n. 23859 del 25.09.2019, emessa dalla Corte di Cassazione ha affermato che non sono riferibili al contribuente sottoposto a verifica le operazioni sui conti correnti intestati alle società di capitali dal medesimo partecipate, in quanto in mancanza di una presunzione legale, è consentito sostenere che siano riferibili alla società verificata le operazioni sui conti correnti intestati all’amministratore o al socio, ma non anche che siano riferibili a questi soggetti le movimentazioni sui conti correnti intestati alla società.

Tale sentenza fa chiarezza in tema di indagini finanziarie sui conti correnti intestati a terzi in quanto parrebbe prevalere l’orientamento secondo cui l’estensione dell’indagine sui conti correnti dei terzi può diventare quasi automatica nel caso in cui questi siano intestati a persone riconducibili al contribuente, vedasi parenti stretti, coniugi o soci.


L’esame dei conti correnti bancari del contribuente consente il rinvenimento di movimentazioni che non trovano comparazione nella contabilità del soggetto e l’indagine è mirata al rinvenimento di elementi idonei a procedere ad una rettifica reddituale a meno che non sia dimostrato tali movimentazioni sono state incorporate per la determinazione della base imponibile o che non hanno rilevanza allo stesso fine.


Posto ciò la Suprema Corte ha evidenziato che: «In tema di poteri di accertamento degli uffici finanziari, devono ritenersi legittime le indagini finanziarie estese ai congiunti del contribuente persona fisica, ovvero a quelli degli amministratori della società contribuente, in quanto sia l’articolo 32 D.P.R. 600/1973, che l’articolo 51 D.P.R. 633/1972, autorizzano l’Ufficio a procedere ad accertamento anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, tesi, ravvisabile nel rapporto familiare, sufficiente a giustificare, salva prova contraria, la riferibilità al contribuente accertato delle operazioni riscontrate su conti correnti bancari degli indicati soggetti».


Date le due interpretazioni ben venga accolta la recente sentenza che chiarisce che in caso di operazioni sui conti correnti intestati alle società di capitali, non opera alcun meccanismo presuntivo, per cui non è consentito sostenere che tali movimentazioni siano riferibili al contribuente.

 

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca

Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
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Di Mario Vacca Parma 6 ottobre 2019 - Le nuove norme del codice della crisi e dell’insolvenza per dirimere le liti dei soci al 50%

L’inizio di un’avventura imprenditoriale matura dalla voglia di fare tra due soggetti che presi – com’è ovvio che sia – dal business principale del quale molto probabilmente sono edotti tralasciano alcuni aspetti sostanziali che potrebbero essere genesi di problematiche nel futuro della società, in particolar modo quanto le quote sono divise equamente al 50% e l’amministratore è soltanto uno dei due. Solitamente in fase di start-up a causa della mancata esperienza dei soci in questioni di diritto societario e comunque della sola focalizzazione sulle idee del business non viene data grande importanza allo statuto, sia quando regola il rapporto tra i soci sia per gli aspetti fiscali che con la redazione di un buon documento si possono conseguire.


Nel trascorrere degli anni tra i due soci si crea un divario, uno tenderà più ad amministrare l’altro più a lavorare ed è facile che il primo prenderà decisioni in autonomia mancando di dare qualsiasi informazione al socio, con il risultato che quasi sempre, idee, strategie ed azioni di uno finiscano per prevalere su quelle dell’altro, diluendo cosi la tutela legale tra i due ma anche la capacità di sopportazione dell’altro socio che a lungo andare subirà la “dittatura” dell’altro.

Naturalmente in questi casi il risultato non potrà essere che uno soltanto: un’insanabile rottura del rapporto tra i soci. Solitamente l’amministratore porta con se’ il rapporto con i professionisti aziendali quali commercialista, consulente del lavoro etc, che alla fine cadranno nell’involontaria difesa del socio prevalente o nel manifesto riconoscimento da parte del professionista nei confronti del socio che gli conferma di anno in anno il mandato.

Nell’ipotesi che cambiare il commercialista in alcuni casi è più un danno che altro che si andrebbe ad arrecare alla società stessa, una soluzione perverrebbe dal nuovo Codice sulla Crisi delle Imprese laddove impone che le società che, nel biennio precedente abbiano superato determinati parametri nominino un sindaco o in alternativa un revisore.

Siffatto obbligo potrebbe offrire un’importante opportunità per pareggiare il potere tra i due soci laddove il sindaco o il revisore (figura che, tra i vari compiti, dovrà controllare la correttezza del lavoro svolto dal commercialista) venga scelto dal socio che si ritenga svantaggiato.

La nomina di un sindaco o un revisore, sono obbligatori laddove la società abbia superato determinati parametri, ma facoltativi se tali parametri non siano raggiunti e pertanto nominabili anche in società di piccole dimensioni.

 

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca
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Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni - nel ruolo di vice presidente - ottenendo una buona padronanza della dialettica, doti di Pubblic Relation e, una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

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Montagna. Dimezzamento Irap alle imprese e azzeramento per nuove e startup, interessati 100 comuni montani, stanziati per il triennio 36 milioni di euro. Incontri nei territori con l'assessore Palma Costi. Sono circa 12mila le aziende, i commercianti, gli artigiani, i professionisti e i lavoratori autonomi coinvolti dal provvedimento regionale. Partono un percorso informativo e una campagna: primo appuntamento domani 1 ottobre a Pavullo (Mo).

Bologna –

Una serie di incontri per spiegare come possono essere sostenute le imprese nei comuni montani dell’Emilia-Romagna, a partire da quest’anno e per il prossimo triennio, con l’abbattimento dell’Irap deciso dalla Regione Emilia-Romagna per le aziende, i commercianti, gli artigiani, i professionisti e i lavoratori autonomi dell’Appennino emiliano-romagnolo. Un percorso informativo che partirà domani in provincia di Modena, a Pavullo, per poi snodarsi su altre zone appenniniche.

Il contributo riguarderà tre anni di competenza Irap: 2019, 2020 e 2021. Sarà assegnato tramite il meccanismo del credito d’imposta, in accordo con l’Agenzia delle Entrate. Le imprese e i lavoratori autonomi dei 100 Comuni montani interessati dal provvedimento risultano circa 12.000 e per assicurare a tutti il beneficio, la Regione ha stanziato 12 milioni di euro l’anno per il triennio, per un totale di 36 milioni di euro. In sostanza, la misura regionale consente il dimezzamento dell'Iran e l'azzeramento per tre anni per quelle nuove e le startup. 

manifesto Irap.jpg

Ciclo di incontri
A fronte di un confronto e di un’attività d’informazione verso tutte le associazioni di categoria e i professionisti del settore, nonché di tutte le Amministrazioni comunali interessate, la Regione ha programmato, in collaborazione con le Province e la Città Metropolitana di Bologna, un calendario di incontri pubblici a cui parteciperà l’assessore alle Attività produttive Palma Costi. primo appuntamento domani 1 ottobre a Pavullo (Mo). Contestualmente sarà effettuata una campagna di informazione che coinvolgerà i centri appenninici interessati. E' poi on line un portale dedicato: www.bandoirap.it

Il Bando Irap
A oggi, per disposizioni nazionali, non è consentito alla Regione ridurre direttamente e semplicemente le aliquote dell’imposta. Per questo, volendo assicurare un equivalente beneficio alle aziende, la regione ha deciso di attivare un sistema di “rimborso” della stessa: in particolare, con apposita legge regionale, è previsto un contributo pari al 100% del valore dell’imposta lorda dovuta nel 2017 fino a 1.000 euro, al 50% per gli importi maggiori di 1.000 euro e fino ad un massimo di 5.000 euro; infine, le nuove imprese, insediate a partire dal 1 gennaio 2018, potranno godere di una esenzione totale fino ad un massimo di 3.000 euro l’anno di imposta dovuta, per tre anni.

Un quadro normativo nel quale si sono cercate di facilitare le procedure quanto più possibile: con unica domanda si accederà direttamente al beneficio per i tre anni individuati. A seguito del bando, già varato nei giorni scorsi, ciascuna impresa o lavoratore autonomo potrà quindi presentare la propria richiesta per il periodo indicato.

Vai al Bando Irap

In allegato il calendario di incontri nei comuni

Di Mario Vacca Parma 9 settembre 2019 -I soggetti esercenti attività di commercio al minuto ed assimilate sono obbligati a memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri ai sensi dell’articolo 2, comma 1 D.Lgs 127/2015. L’adempimento è partito dal primo luglio 2019 per gli esercenti con volumi di affari superiori ai 400.000 euro mentre dovranno adeguarsi tutti gli altri entro il 01 gennaio 2020.

Al fine di agevolare, l’acquisto o l’adattamento degli apparecchi necessari per ottemperare al nuovo obbligo, misuratori fiscali ma più precisamente le stampanti fiscali, il comma 6-quinques dell’articolo 2, ha previsto la concessione di un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta, fino a un massimo (per ciascun misuratore) di:
 250 euro in caso di acquisto;
 50 euro in caso di adattamento.


Tale credito di imposta è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 con decorrenza dalla prima liquidazione periodica dell’Iva successiva al mese in cui è registrata la relativa fattura per la quale si rende necessario un pagamento in forma tracciabile. Il codice tributo per l’utilizzo in compensazione è quello istituito con la risoluzione 33/E/2019, ossia “6899” da esporre nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento” è da indicarsi, invece, sempre l’anno di sostenimento della spesa che ha dato diritto al credito stesso.

All’utilizzo in compensazione non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, L. 244/2007 (250.000 euro) e all’articolo 34 L. 388/2000, come aumentato dall’articolo 9, comma 2, D.L. 35/2013 convertito, con modificazioni, dalla L. 64/2013 (700.000 euro).

 

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Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
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Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l'internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
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Una cooperativa di comunità; insegnamento delle discipline artistiche, in particolare a persone con disagio psico-sociale; formazione e sicurezza sul lavoro nello spettacolo.

Modena, 23 settembre 2019 - Sono le tre idee d'impresa premiate a conclusione dell’ultima edizione (la quinta) di Imprendocoop, il progetto per favorire l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena.
La cooperativa di comunità Savignano sul Panaro 2030 si è costituita il 19 luglio con lo scopo sociale di dare risposte ai bisogni espressi dai cittadini, nel rispetto del territorio.


La cooperativa Uranus ha già messo in scena uno spettacolo, con protagonisti gli allievi del corso di musical teenager, sul disagio giovanile e i rapporti talvolta difficili con i genitori.


La cooperativa Prima del Palco ha ideato il primo corso in Italia per formare i rigger, i tecnici specializzati negli appendimenti e lavorazioni in quota, fondamentali nell’allestimento di palchi, impianti e scenografie dei concerti ed eventi live; il corso partirà in dicembre, si terrà a Modena e sarà finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

 

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

UniCredit e FEI: ulteriori 60 milioni di euro a sostegno delle microimprese italiane grazie al programma Social Impact Banking di UniCredit. L’accordo segue quello da 50 milioni di euro siglato con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) nel 2018 a beneficio di circa 2.500 microimprese italiane, nonché le recenti linee di credito per imprese sociali e imprenditoria femminile; 110 milioni di euro il supporto complessivo del programma microcredito in Italia. Per ciascun prestito erogati fino a 25.000 euro supportati da una garanzia del FEI basata sul programma dell'Unione Europea per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI). Le microimprese interessate possono richiedere l'accesso alla piattaforma Qredits, utile alla stesura di business plan.

 

Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI, parte del gruppo BEI) e UniCredit hanno firmato un accordo da 60 milioni di euro a sostegno delle microimprese italiane attraverso il microcredito, le quali potranno beneficiare della garanzia FEI che rientra nell’ambito del programma EaSI (Employment and Social Innovation) della Commissione Europea. I prestiti sono disponibili per imprese individuali e microimprese con meno di dieci dipendenti e un massimo di 2 milioni di euro di fatturato o di patrimonio. L'obiettivo è sostenere queste aziende con prestiti fino a un massimo di 25.000 euro, fornire supporto per lo sviluppo delle loro attività e agevolare l’accesso a una rete di partner di settore.

L’accordo segue quello siglato a marzo 2018 che prevedeva un plafond di 50 milioni di euro a beneficio di circa 2.500 microimprese italiane, nonché i recenti finanziamenti a sostegno delle società a media capitalizzazione italiane con un focus specifico sull’imprenditoria femminile, l'innovazione (400 milioni di euro) e la lotta al cambiamento climatico (100 milioni di euro) oltre che l'erogazione di 50 milioni di euro a favore delle imprese sociali. Rispetto al primo accordo sul microcredito del 2018, questo comprende un portfolio più ampio e classi di rischio più elevate, così da estendere le adesioni all’offerta.

Marianne Thyssen, Commissario europeo per l'occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità del lavoro, ha affermato: “Sono lieta del fatto che abbiamo siglato un ulteriore accordo di microfinanza supportato da una garanzia EaSI da 60 milioni di euro con UniCredit che darà così maggiore slancio a 3.000 microimprenditori in Italia. Questo dimostra che la prima garanzia firmata l'anno scorso ha raggiunto il suo scopo, attestando il nostro continuo aiuto a coloro che incontrano difficoltà nell'accedere al credito. L'Unione Europea conferma quindi il proprio impegno nel garantire pari opportunità a tutti, senza esclusione alcuna”.

Jean Pierre Mustier, CEO UniCredit, ha commentato: "La continua cooperazione tra UniCredit e il FEI consente al nostro programma Social Impact Banking di sostenere molte aziende che altrimenti sarebbero escluse dai servizi bancari tradizionali. In questo modo possiamo aiutare molti imprenditori con prospettive di crescita che operano in Italia e, allo stesso modo, sostenere lo sviluppo dell'economia italiana nel suo insieme. Vogliamo in questo modo confermare il nostro supporto all'economia reale non solo nel nostro Paese ma anche in tutti i mercati in cui è presente la Banca".

Pier Luigi Gilibert, Amministratore Delegato del FEI, ha aggiunto: “Il programma EaSI ha permesso al FEI di differenziarsi in modo tangibile nel sostegno alle piccole imprese che hanno un reale impatto sociale. Conosciamo UniCredit e Qredits da molto tempo ed è con piacere che collaboriamo con loro per rendere disponibili finanziamenti a quelle aziende che ne hanno bisogno, sostenendo allo stesso tempo cause lodevoli”.

Elwin Groenevelt, CEO Qredits e Presidente dell'European Microfinance Network Board, ha dichiarato: “La microfinanza è diventata oggi la scelta di finanziamento alternativo più sostenibile e affidabile nelle

economie in via di sviluppo grazie anche a una serie di linee di credito personalizzate ora disponibili per tutti quei target non serviti in precedenza perché vulnerabili. Qredits è orgoglioso della crescita che il network della microfinanza ha visto negli ultimi anni e dei maggiori sforzi di collaborazione tra le organizzazioni di microfinanza e le banche, sia a livello nazionale che internazionale. L’adesione di UniCredit alla piattaforma di e-learning di Qredits ne è un ottimo esempio. Insieme possiamo rafforzare l'imprenditorialità e le nostre economie locali."

UniCredit gestirà la selezione delle microimprese e l'erogazione dei prestiti attraverso l’intera rete commerciale nazionale. Le imprese selezionate beneficeranno anche del supporto di consulenza e coaching fornito da UniGens, associazione di volontari composta da attuali ed ex dipendenti di UniCredit. Inoltre, le aziende interessate potranno accedere alla piattaforma di e-learning Qredits per definire e creare business plan completi ed efficaci da presentare al momento della richiesta di prestito. Le credenziali di accesso gratuito possono essere richieste al sito www.unicredit.it

 

Di Mario Vacca Parma 22 settembre 2019 - Dal 14 settembre 2019 sono entrate in vigore alcune novità previste dalla direttiva europea PSD2 e gli istituti di credito dovranno adeguare le loro strutture.
Le banche sono obbligate ad autorizzare a “terze parti” l’accesso ai dati dei propri correntisti che avranno autorizzato siffatta comunicazione.


Le “terze parti” sono importanti tasselli del “sistema bancario” chiamate Pisp, Aisp e Cisp!


I Pisp (Payment Initiation Service Providers) sono società intermediarie tra il pagatore (consumatori o aziende) e la propria banca che hanno lo scopo di versare denaro ad un terzo soggetto. Vera e propria innovazione, con esse sarà possibile effettuare un pagamento su un sito di ecommerce senza inserire i dati della propria carta di credito, perché sarà il venditore ad accedere direttamente al conto (previa una prima autorizzazione del cliente) e prelevare. Per accedere al conto del cliente i Pisp devono comunque usare procedure di autenticazione mettendo a disposizione del cliente tutte le informazioni relative all’ operazione; In questo contesto si potrebbero ridurre le commissioni relative alle transazioni con carte di credito ed eliminare i pericoli della perdita della carta stessa.


Gli Aisp (Account Information Service Provider) sono servizi che "spiano" (dopo che il cliente abbia prestato il consenso) le operazioni effettuate sui conti correnti e con le carte, analizzando ed aggregando dati per fornire un quadro complessivo delle finanze in un'unica schermata arrivando a suggerire investimenti o prodotti di risparmio.


I Cisp (Card Issuer Service Providers) sono soggetti che emettono carte di pagamento. Attivi già da tempo nel Regno Unito, a differenza delle prepagate, queste sono direttamente collegate al conto corrente, anche se è stato aperto in una banca differente. Non essendo i detentori del denaro hanno canali privilegiati per accedere al conto.


La direttiva rafforza le misure a tutela dei correntisti al fine di prevenire frodi e furti di identità. La sicurezza dei clienti, secondo il testo, si basa su tre principi:


- Conoscenza: cioè una password o un codice pin che conosce solo l'utente;
- Possesso: uno strumento che possiede solo l'utente (uno smartphone o un token);
- Inerenza: cioè qualcosa che l'utente è, ad esempio un'impronta digitale o il riconoscimento facciale.

Le procedure di autenticazione delle banche devono prevedere almeno due di questi principi. Questi nuovi standard hanno portato diverse banche italiane a sostituire i sistemi di accesso al conto o di autorizzazione delle disposizioni sostituendo i vecchi token con altri di nuova generazione o creando nuove modalità quali il sistema di generazione di password sullo smartphone.
Sembrerebbe che il problema dei token attuali sia data dalla vulnerabilità del codice generato (l'Otp, one time password) che pura pochi secondi ma non esclude la possibilità che un truffatore informatico possa utilizzarlo per compiere una seconda veloce operazione, drenando soldi dal conto del cliente. Con le nuove regole, invece, il codice "restituito" al cliente è valido solo e soltanto per quella operazione.

Mentre la direttiva si preoccupa della sicurezza desta anche qualche preoccupazione in ordine alla comunicazione dei dati, infatti dal 14 settembre sarà ancora più importante prestare la massima attenzione ai consensi da fornire al proprio Istituto perché se è vero che i nuovi servizi potrebbero essere utili a molti consumatori, è altrettanto vero che si tratta di condividere informazioni preziose, da fare con la massima cautela.

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