Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, ha preso parte questa mattina nella sinagoga di via dell'Aquila alla cerimonia di celebrazione del Giorno della memoria.

Dopo aver ricordato come "il presidente Mattarella abbia definito in modo nitido quanto buio e spettrale sia stato quel periodo di storia italiana e quanto grande la sofferenza provocata", nel suo intervento ha invitato gli studenti a non dimenticare che "al centro di questa giornata c'è lo sterminio di milioni di persone, dato drammaticamente oggettivo di una pagina di storia, anche italiana, che ha abbruttito pesantemente il profilo dell'essere umano".

"La premessa di questo sterminio sono appunto le leggi razziali, di cui ricorrono gli 80 anni dalla loro promulgazione, ossia quella classificazione delle persone che rappresenta l'esatto contrario del principio basilare del nostro vivere comune che poi, in modo felice, la nostra Costituzione avrebbe fissato con l'articolo 3 basato sulla dignità e sull'uguaglianza di tutti, senza distinzione alcuna – ha detto il presidente Manghi – Questa grande stortura, che avrebbe poi portato al folle massacro di milioni di persone, era stata preceduta nell'estate del 1938 dall'uscita di un Manifesto sulla razza, elaborato da presunti intellettuali e presunti scienziati che provavano a determinare un fondamento ideologico di giustificazione a quanto sarebbe poi accaduto, con l'infelice scopo di coinvolgere l'intera comunità nella convinzione che quella fosse la strada da seguire".

"Di fronte alla necessità, sempre profonda, di attualizzare il portato storico rispetto al tempo che viviamo – ha aggiunto - non possiamo allora che riflettere con preoccupazione su certi segnali che ancora oggi si colgono e che inducono, in modo sottile o più evidente, a reintrodurre il tema della distinzione tra le persone in una evidente distorsione di natura culturale che è inaccettabile, perché rischia di condurci ad una sorta di assuefazione ad un pensiero penetrante che potrebbe avere effetti simili a quelli di 80 anni fa", ha proseguito Manghi.

Per il presidente della Provincia di Reggio Emilia "non possono dunque passare inosservati gli adesivi in cui Anna Frank appare con la maglia della squadra di calcio rivale o certe evocazioni della razza che spuntano nel dibattuto politico italiano, così come un rigurgito neofascista percepito inizialmente con un po' di leggerezza, ma che in realtà tenta anche attraverso i social media di infiltrarsi soprattutto tra le nuove generazioni".

"Su questo dobbiamo essere tutti molto attenti, perché qui si gioca la partita vera del futuro della nostra comunità e della democrazia che si è generata col sacrificio di tante persone – ha continuato Manghi - Si provano a sminuire gesti, frasi, comportamenti ed azioni sulle quali la nostra testimonianza deve essere forte e inderogabile, dobbiamo essere in campo quotidianamente con i nostri comportamenti a partire dalle istituzioni, da realtà come Istoreco, che svolge un ruolo fondamentale sulla ricerca, sul coinvolgimento delle scuole, sulla diffusione delle testimonianze, sull'esperienza della memoria". "I rappresentanti delle istituzioni devono esercitare il loro ruolo nella nitidezza dei comportamenti, ma soprattutto nella chiarezza della esplicitazioni dei principi inderogabili del nostro vivere comune", ha concluso il presidente della Provincia annunciando che per il quinto anno parteciperà a un Viaggio della memoria, "per accompagnare gli studenti in una di quelle esperienze che devono diventare traccianti nei loro percorsi di vita". "Solo nella grande tenuta collettiva della comunità democratica possiamo trovare un modo per erigere quel muro - in una stagione in cui il mondo si interroga sulla mobilità delle persone, sui temi dell'accoglienza e dell'uguaglianza tra le persone - che è indispensabile per non tornare indietro, perché ci vuole davvero un attimo per riscrivere la storia senza fare tesoro degli errori e degli orrori del passato".

Fonte: Provincia di Reggio Emilia

Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, ha commemorato questa mattina in sinagoga la Giornata della memoria, riferendosi a quanto sta accadendo al confine tra Usa e Messico, "ma anche il dramma dei migranti del Mediterraneo, che chiama in causa tutti noi rispetto al tema dell'eguaglianza e sulle possibilità di essere solidali e prossimi agli altri", al centro delle riflessioni del presidente della Provincia.

Reggio Emilia, 27 gennaio 2017

Ricordare sì - "e posizionare il nostro pensiero sulla inaudita gravità della Shoah - ma anche e soprattutto riflettere su un'attualità" che ci chiama tutti in causa, a partire da chi rappresenta le istituzioni, perché di muri in questo mondo se ne continuano ad innalzarne tanti: muri di pensiero, di sensibilità, muri materiali di separazione tra persone che per definizione sono tutte uguali".
E' un passaggio dell'intervento con il quale il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, ha commemorato questa mattina in sinagoga la Giornata della memoria: il riferimento è ovviamente al muro che il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta realizzando al confine con il Messico - "un fatto del tempo che viviamo, che credo non abbia bisogno di commenti" - ma anche "a quello che accade nei confronti dei migranti del Mediterraneo, perché c'è anche un muro legato alla disponibilità o meno all'accoglienza che chiama in causa tutto il popolo di un continente e un mondo nella sua interezza rispetto all'atteggiamento da tenere sull'eguaglianza tra le persone e sulle possibilità di essere solidali e prossimi agli altri".
Nel portare il suo saluto "in particolare agli studenti, perché la scuola è la destinataria principale dei nostri sforzi e delle nostre energie nella convinzione che una comunità che cresce non può che crescere investendo sulle nuove generazioni per essere matura e all'altezza di un tempo complesso e complicato", Manghi ha definito la Shoah "un fatto storico di una gravità inaudita nel portato di un'azione attraverso la quale l'uomo ha cancellato l'uomo e lo ha sopraffatto per motivazioni ovviamente irrazionali e inesistenti". "Questo deve rimanere il punto di partenza delle nostre riflessioni in giornate come oggi, insieme alla considerazione che la storia ha forse indagato molto sul come quell'orrore sia avvenuto, un po' meno sul perché, per capire come mai, al di là della follia di chi ha ordito tutto ciò, ci sia stato un contesto che lo abbia consentito – ha proseguito il presidente della Provincia - Ricordava Primo Levi che tra gli aguzzini che lui incontrò in campo di concentramento c'erano anche persone comuni, dunque il perché quelle persone si siano asservite a tale aberrante progetto e sostanzialmente lo abbiano reso possibile è un interrogativo che ci deve accompagnare ancora oggi proprio perché il nostro obiettivo, in giornate come queste, è l'adoperarci affinché non si ripeta".
"Un saggio di Hilberg dimostra invece come la reiterazione purtroppo sia avvenuta e come la storia non sia stata maestra di vita, penso al dramma dei Tutsi in Ruanda che è uno dei tanti genocidi avvenuti sul solco di quanto accadde agli ebrei – ha proseguito il presidente Manghi - L'attualizzazione ci consegna, per altro, tante pagine, dalle più serie alle più apparentemente banali: a Praga esce in questi giorni un exit game denominato 'Fuga da Auschwitz' nel quale i giocatori devono fingere di essere prigionieri in un campo di sterminio nazista e devono tentare di uscire da una camera a gas. Ma se non si considerano nel giusto modo aspetti di questo tipo, la sbrigatività di pensiero neutralizza tutto e rende possibile ciò che purtroppo continua ad inverarsi intorno a noi, ovvero i tanti muri che in questo mondo si continuano ad innalzare".
Contro questi muri, "deve esserci una azione di conoscenza fondata su uno spunto culturale e le scuole, insieme a chi come Istoreco sa coinvolgerle in maniera straordinaria attraverso ad esempio i viaggi della memoria, svolgono un ruolo fondamentale". "Le scuole reggiane sono molto sensibili e sanno generare occasioni straordinarie: io vengo da lì e a quel mondo appartengo, so quante sollecitazioni ricevono le scuole, ma non c'è soluzione alternativa al chiamarle in causa per generare percorsi formativi che risultano determinanti nella vita e nella crescita delle persone", ha concluso il presidente Manghi annunciando che "per la quarta volta, come sindaco, accompagnerà i ragazzi di terza media di Poviglio in un viaggio della memoria, una esperienza che lascia una traccia indelebile nell'animo e nel cammino di vita e spero anche nell'orientare un pensiero" e definendo "valida e meritoria di approfondimento, perché si iscrive in questo solco, la proposta lanciata dal vicepresidente di Istoreco Matthias Durchfeld di trasformare la sinagoga in un luogo vivo, di studio, ricerca e ricordo, dodici mesi all'anno".


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Commemorati, nel parco di via Bramante a loro dedicato, i bambini ebrei di Parma deportati nel campo di sterminio di Auschwitz e mai più tornati. Presenti anche alcune classi dell'Istituto Comprensivo Salvo d'Acquisto.

Parma 26 gennaio 2017

Diverse le iniziative del Comune di Parma nell'ambito delle celebrazione del "Giorno della Memoria", in ricordo delle vittime dello sterminio nazista, fissato il 27 gennaio di ogni anno. Data che nel 1945 vide la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

Questa mattina si è svolta la cerimonia toccante in ricordo dei bambini ebrei parmigiani deportati nel campo di concentramento di Auschwitz, che non fecero più ritorno alle loro case, appartenenti alle famiglie Bachi, Fano, Della Pergola, nel Parco a loro dedicato, in via Bramante. Il ricordo della Shoah è stato rimarcato dalla presenza di alcune classi dell'Istituto Comprensivo Salvo d'Acquisto.

Alla cerimonia hanno partecipato il consigliere Andrea Medioli, in rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, il vice presidente della comunità ebraica di Parma, Riccardo Yehoshua Moretti; Marco Minardi dell'Istituto storico della resistenza, i rappresentanti delle associazioni partigiane per cui ha preso la parola Ferdinando Sandroni; Attilio Ubaldi è intervenuto a nome della Prefettura, alla presenza dei rappresentanti del Consiglio dei Cittadini Volontari del quartiere Montanara e del comandante provinciale dei carabinieri Massimo Zuccher.

Molto toccante è stata la testimonianza di Marta Massera, la studentessa del Romagnosi, che lo scorso anno ha partecipato al viaggio della memoria organizzato dall'Isrec nei campi di lavoro e di sterminio nell'Europa Orientale. "Ricordare, imparare, non odiare" sono le parole che la ragazza ha riportato, prendendole da una citazione degli ebrei italiani presenti nel campo di Mauthausen.

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Tutte le foto a fondo pagina, ph. Francesca Bocchia 

 

IL CALENDARIO DELLE INIZIATIVE

Venerdì 27 gennaio

- Palazzo Pigorini - strada Repubblica - dalle 10.00 alle 18.00. Robert Capa in Italia 1943 – 1944. Ingresso gratuito.

- Sala Maria Luigia di Palazzo della Pilotta - ore 15.00. Consiglio Comunale congiunto con la Provincia di Parma e aperto al pubblico. Presentazione del volume Documentare la Memoria. Giornata della Memoria, 2014-2015-2016 e del nuovo percorso digitale La Deportazione a cura dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma. Interviene il direttore dell'Istituto Marco Minardi.

- Lenz Teatro – Via Pasubio, 3 ore 21.00 (con repliche sabato 28 gennaio alle ore 21 e domenica 29 gennaio alle ore 18) KINDER [ Bambini ]Testo originale e imagoturgia Francesco Pititto. Installazione e regia Maria Federica Maestri. Musica Andrea Azzali, performer Valentina Barbarini e Marco Cavellini e Coro di voci bianche dell'Ars Canto in collaborazione con ISREC, ingressi: Intero 14,00 €, Ridotto (under 30 - over 60 e studenti) 10,00 €, Gratuito Bambini sotto i 10 anni.

Domenica 29 gennaio

- Casa della Musica - Piazzale San Francesco ore 17.30 Il canto delle Sapienze. Musiche ebraiche composte ed eseguite da: M° Riccardo Joshua Moretti, pianoforte, Luigi Mazza, violino, Roberto Ilacqua, viola Alessandro Protani, violoncello Pierluca Cilli, contrabbasso. Ingresso gratuito.

- Teatro Due – viale Basetti, 12/A ore 20.30 (replica domenica 5 febbraio ore 16.00) L'Istruttoria. Con Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall'Aglio, Pino L'Abbadessa, Milena Metitieri, Bruna Rossi, Davide Carmarino (esecuzione musicale), musiche originali Alessandro Nidi costumi Nica Magnani luci Claudio Coloretti, regia Gigi Dall'Aglio, ingressi: Intero20,00 €, Under 18 10,00 €, Under 25 / Over 60 18,00 €, Possessori Carte Ikea, Touring Club18,00 €, Studenti Universitari 12,00 €.

Lunedì 30 gennaio

- Cinema Astra d'essai – Piazzale Volta, 3 ore 21.00 La rugiada di San Giovanni. Intervengono: Christian Spaggiari, regista, Samanta Melioli, sceneggiatrice, Liliana Manfredi Del Monte, autrice del romanzo Il nazista e la bambina, superstite dell'eccidio e Beppe Carletti, autore della colonna sonora, nonché fondatore dei Nomadi. Ingresso gratuito.

Martedì 31 Gennaio

- Auditorium Paganini – via Toscana, 5/A ore 16.30 Una storia nella storia, incontro con Gilberto Salmoni. A cura di Centro Studi Movimenti e Fondazione Matteo Bagnaresi. Ingresso libero.

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Maria Federica Maestri e Francesco Pititto celebrano il Giorno della Memoria con una drammaturgia contemporanea sulla tragedia dei bambini ebrei di Parma vittime dello sterminio nazista. Lo spettacolo apre la Stagione dei Progetti 2017 di Lenz, che terminerà a ottobre con Paradiso. Un Pezzo Sacro, presentato nell'ambito del prestigioso Festival Verdi.

Parma, 26 gennaio 2017

«Da domani sarà tristezza, da domani. Ma oggi sarò contento, a che serve essere tristi, a che serve»: inizia così KINDER [ Bambini ], fortunato esito performativo della lunga ricerca sui temi della Resistenza e dell'Olocausto di Lenz Fondazione.

Dopo il grande successo di pubblico e critica ottenuto al debutto nell'aprile scorso, lo spettacolo viene riproposto a Lenz Teatro, in occasione del Giorno della Memoria, venerdì 27 gennaio alle ore 21, con repliche sabato 28 gennaio alle ore 21 e domenica 29 gennaio alle ore 18.

«La storia della persecuzione antiebraica attuata dal fascismo tra il 1938 e il 1945 è nota, ma raramente ci si è soffermati a riflettere su cosa abbiano significato quei tragici anni per i bambini italiani. Soprattutto per gli ebrei, allontanati da scuola, testimoni impotenti della progressiva emarginazione sociale e lavorativa dei genitori, quando non della distruzione e della eliminazione fisica della propria famiglia»: Francesco Pititto, autore di testo e imagoturgia, suggerisce la genesi di questo stratificato lavoro.

«La drammaturgia di KINDER contiene diverse parti di questa Storia: l'elenco dei campi di lavoro e di sterminio, le lettere di una madre al "Signor Questore della Provincia di Parma", poesie anonime di bambini ebrei dei campi, dialoghi immaginari tra i bambini di Parma con altri due bambini dei campi, Tereszka e Papo, una versione ritradotta di Tenebrae di Paul Celan. Ma il nucleo drammaturgico rimane il canto. Ed ecco la presenza/resurrezione dei sei bambini del Coro di Voci Bianche ArsCanto preparati vocalmente da Gabriella Corsaro diventare essenza performativa insieme ad un'unica attrice, Valentina Barbarini: riflesso e rifrazione di sei vite troncate, tramite i loro sguardi silenziosi e poi voci recitanti e intonanti un unico Lied di Mozart/Overbeck che parla di un Maggio imminente, di violette, di giochi nella notte e nella neve, di un libero paese amato».

KINDER va alla ricerca di un'eco di quel che non si potrebbe più dire, più ascoltare, più scrivere, mai più dimenticare, di un'arte non serena composta di voci straniere, rumori rielaborati fatti di rimandi sonori del Campo, movimenti musicali tesi a creare nuove dinamiche spazio-temporali, a cura di Andrea Azzali. «Stiamo parlando di bambini, è bene ricordarlo» conclude Maria Federica Maestri, responsabile di installazione, elementi plastici e regia dello spettacolo. «Vogliamo concentrarci sui volti dei bambini ebrei di Parma, come su di un unico monumentale volto di bambino che possa rappresentare tutti i KINDER di ogni guerra».

KINDER [ Bambini ] apre la Stagione dei Progetti 2017 di Lenz Fondazione: ricca di debutti, riprese, progetti speciali e collaborazioni internazionali durante tutto l'anno, si chiuderà a ottobre con Paradiso. Un Pezzo Sacro, dai Quattro Pezzi Sacri di Giuseppe Verdi, presentato in prima assoluta nell'ambito del prestigioso Festival Verdi.

Per informazioni: Lenz Teatro, Via Pasubio 3/e, Parma, tel. 0521 270141 - www.lenzfondazione.it

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Giovedì, 29 Gennaio 2015 13:30

Felino, a teatro "Per non dimenticare"

A Felino, il 31 Gennaio uno spettacolo teatrale gratuito per celebrare la Giornata della memoria -

Parma, 29 gennaio 2015 -

All'interno della stagione teatrale, il Comune di Felino ospita anche quest'anno uno spettacolo dedicato alla Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale che cade il 27 Gennaio. In questa data si ricorda il giorno in cui le truppe sovietiche arrivarono nel 1945 al campo di Auschwitz e si commemorano le vittime del nazismo e dello sterminio degli ebrei.
Per celebrare la Giornata della Memoria, il Comune di Felino ha scelto di proporre uno spettacolo teatrale gratuito che si terrà sabato 31 Gennaio alle ore 21 al Cinema Teatro Comunale. Si tratta di una produzione dell'associazione culturale Nonsoloteatro con la regia di Marco Carbognani intitolata "Per non dimenticare".

In questa rappresentazione teatrale, spiega il regista Carbognani, "Uniremo musica e letteratura per ricordare insieme le numerose vittime dell'Olocausto e i tragici fatti ed episodi che hanno tristemente delineato quel momento storico. Per le canzoni, che saranno interpretate da Rocco Rosignoli, abbiamo scelto brani di diversi cantautori, tra i quali Guccini e De Andrè, mentre per le letture ci appoggeremo a brani di importanti scrittori e intellettuali, tra i quali Primo Levi, Christian Ingrao ed Elie Wiesel".

Come sottolinea Rosina Trombi, Assessore alla Cultura del Comune di Felino, "Abbiamo scelto di inserire nella stagione teatrale organizzata dal Comune di Felino questo spettacolo e di proporlo gratuitamente perché riconosciamo il grande significato storico e culturale di questa ricorrenza e perché desideriamo sensibilizzare il pubblico, soprattutto i più giovani, affinché non vada persa la memoria di questi tragici fatti e si ribadisca con forza la necessità di difendere la dignità delle persone nei confronti di qualsiasi forma di violenza, razzismo o emarginazione".

(Fonte: ufficio stampa Comune di Felino)

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In occasione della Giornata della Memoria, il giovane regista Gianluca D' Elia, propone questo breve cortometraggio girato a Parma sulle parole del film "Il grande dittatore" di Chaplin, atto a sensibilizzare lo spettatore e a far riflettere sul tema della pace. Contro la guerra, il razzismo, l'odio. "Gli uomini dovrebbero convivere in pace tra loro..."

Guarda il video in fondo alla pagina

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Deposta la corona presso la stele dedicata a Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume e Medaglia d'Oro al Valore Civile -

Modena, 27 gennaio 2015 -

Questa mattina, nel giorno della ricorrenza delle vittime della Shoà è stata deposta una corona presso la stele dedicata a Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume e Medaglia d'Oro al Valore Civile.

Il Vice Prefetto Vicario della Provincia di Modena Bruno Scognamillo, il Questore Oreste Capocasa, il Sindaco Giancarlo Muzzarelli e il Vice Presidente dell'Associazione Nazionale "Giovanni Palatucci" Rolando Balugani hanno ricordato la figura del giovane funzionario di Polizia.

Palatucci, nato a Montella (Avellino) il 29 maggio 1909, viene trasferito alla Questura di Fiume nel 1937, dove si adopera per salvare migliaia di ebrei. Il 22 ottobre 1944 viene trasferito nel campo di sterminio di Dachau, dove muore, a soli 36 anni, il 10 febbraio 1945. Nel 1990 lo Yad Vashem lo giudica "Giusto tra le Nazioni".

(Fonte: Questura di Modena)

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Una giornata per non dimenticare e per far comprendere ai tantissimi ragazzi presenti l'importanza della valorizzazione del presente e del futuro -

di Federico Bonati -

Reggio Emilia, 27 gennaio 2015 –

Sono passati esattamente settant'anni da quando l'Armata Rossa abbattè i cancelli di Auschwitz, svelando al mondo ciò di cui era stato capace l'uomo: l'abominio nazi-fascista nei confronti di oltre dieci milioni di persone. Un tragico capitolo della storia dell'umanità meglio noto con il nome di Shoa. Uno sterminio che non comprese soltanto gli ebrei, che furono l'indiscussa maggioranza, ma anche nomadi, oppositori politici, omosessuali. Esseri umani sterminati da altri essere umani. Qualcosa che, citando Primo Levi: "Non può essere capito, ma che bisogna conoscere".

A Reggio Emilia non si dimentica. Non si dimenticano le migliaia di deportati, i milioni di morti, non si dimenticano gli otto reggiani ebrei, due uomini e otto donne, deportati e uccisi nei campi di concentramento. Una lapide posta all'ingresso della Sinagoga di via dell'Aquila riporta i loro nomi, e sotto di essa è stata posta alle 10 di questa mattina una corona di fiori commemorativa, cui sono seguite letture di salmi in ebraico. La cerimonia è proseguita, poi, all'interno dell'edificio, con un folto pubblico, tra cui moltissimi studenti.
Una presenza importante sottolineata da Alberta Sacerdoti, rappresentante della comunità ebraica di Reggio Emilia e Modena, a cui Auschwitz ha strappato il nonno materno e lo zio: "In passato sono stata un'insegnante, ma ancora oggi continuo ad andare nelle scuole a parlare della Shoa, perché è giusto che i giovani sappiano ciò che è accaduto".

Le fa eco il sindaco Luca Vecchi: "Questo deve essere un momento di ricordo, ma anche un momento di impegno. Il coinvolgimento di tutta la città e di tutti gli studenti reggiani è importantissimo: è il lavoro sulla memoria delle giovani generazioni che consolida la coscienza civile".
Il presidente della Provincia Gianmaria Manghi parla invece di ciò che accadde come un autentico contagio del male, dal quale bisogna fare attenzione anche ai giorni nostri. È basilare, quindi, fare e conservare memoria, ma allo stesso tempo è fondamentale imparare a riflettere e a comprendere il presente.

La commemorazione ha poi proseguito il suo iter con il percorso sulle commemorative "pietre di inciampo" di via Monzermone, via Emilia San Pietro e viale Montegrappa, a cura del gruppo Istoreco.
Dopo settant'anni, la memoria di quanto accadde è più viva che mai, affinchè ciò che è stato non si ripeta più, affinchè non ci si domandi più se questo è un uomo, affinchè l'odio razziale sia solo un lontano ricordo e non un temibile presente. Riecheggiano nel silenzio della città del Tricolore le parole di Primo Levi, autentico monito immortale: "Meditate che questo è stato".

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Oggi, in mostra in biblioteca un'opera dalla collezione della Galleria Civica legata alle persecuzioni e discriminazioni naziste, in adesione al progetto "La Shoah dell'arte" -

Modena, 27 gennaio 2015 -

La fotografia del 1926 "Pittore (Anton Räderscheidt)", dell'artista tedesco August Sander, opera che appartiene alle collezioni della Galleria Civica di Modena, è esposta oggi, Giorno della Memoria, sino alle 20, nella Biblioteca Delfini a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103.
Con questa iniziativa i due istituti culturali modenesi aderiscono, insieme a numerosi altri musei italiani, al progetto "La Shoah dell'arte" dell'associazione Ecad (Ebraismo culture arti drammatiche), che prevede che nel corso di tale giorno venga esposta e valorizzata un'opera presente nelle collezioni del museo, legata alle drammatiche persecuzioni naziste contro la cosiddetta "arte degenerata" e alle discriminazioni politiche e razziali perpetrate dal regime hitleriano.

August Sander (Herdorf, 1876 - Colonia, 1964) è stato uno dei più importanti fotografi del Novecento, la cui influenza sulle generazioni successive perdura ancora oggi. Nel corso degli anni Venti concepì e diede avvio a un progetto monumentale dal titolo "Menschen des 20. Jahrhunderts" (Uomini del XX Secolo): un affresco della società tedesca dell'epoca attraverso migliaia di ritratti, suddivisi per classi sociali e da realizzare secondo i criteri dell'oggettività documentaria. A causa delle implicazioni politiche e filosofiche connesse al suo lavoro, Sander entrò in conflitto con il regime nazista, che nel 1936 sequestrò tutte le copie del suo libro "Il volto del tempo" e distrusse numerose lastre di negativi. Altre migliaia di negativi andarono persi nel 1944 durante il bombardamento alleato di Colonia, in cui fu colpito anche il suo studio. La persecuzione nazista si abbatté anche sul figlio Erich: membro del Partito Socialista dei Lavoratori, nel 1934 fu arrestato e condannato al carcere, dove morì 10 anni dopo.

La fotografia esposta alla Delfini, una delle opere più celebri di August Sander, è il ritratto del pittore Anton Räderscheidt, eseguito nel 1926. Nato a Colonia nel 1892, Räderscheidt frequentò i gruppi di artisti più sovversivi del proprio tempo e a metà degli anni Venti aderì al movimento della "Nuova Oggettività". All'avvento del nazismo fu costretto a rifugiarsi a Parigi, e le sue opere furono sequestrate e in gran parte distrutte dal regime come "arte degenerata". Dopo l'occupazione della Francia, fuggì in Svizzera e poté ritornare in Germania solo nel 1950.
La fotografia di August Sander che lo ritrae sarà esposta nella sala Chiesa della biblioteca negli orari d'apertura, dalle 9 alle 20 a orario continuato.

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(fonte: Comune di Modena)

Martedì 27 gennaio 2015, alle ore 20.30, nell'Auditorium del Carmine si terrà il concerto del Gruppo di Musica Contemporanea del Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" dedicato al ricordo delle vittime dell'Olocausto. L'ingresso è libero.

Parma, 26 gennaio 2015 -

Nel Giorno della Memoria, quando in tutto il mondo si commemorano le vittime dell'Olocausto, il Conservatorio di Musica "A. Boito" di Parma organizza un concerto per non dimenticare. Martedì 27 gennaio, ore 20.30, nell'Auditorium del Carmine verrà eseguito Through Roses, lavoro del compositore e pianista Marc Neikrug scritto nel 1979-80. Si tratta di una sorta di melodramma sui generis, in cui un attore (Massimiliano Sbarsi) legge il diario di un violinista sopravvissuto al campo di concentramento di Aushwitz. Le memorie frammentate, i ricordi e gli incubi del protagonista sono accompagnati dalla musica eseguita da una piccola orchestra da camera. Tradotto in undici lingue, eseguito oltre cinquecento volte, il brano di Neikrug intreccia abilmente la musica classica, repertorio del narratore, in un tessuto contemporaneo e drammatico. A questa composizione verrà accostato Proverb di Steve Reich, compositore statunitense di famiglia ebrea, esecuzione cui si accompagnerà la proiezione di un video storico dell'orchestra del campo di concentramento di Terezin. Si tratta in questo caso di una composizione scritta nel 1995, in un periodo in cui Reich traeva ispirazione dai primi esempi di polifonia medievale. Il brano s'inserisce nella corrente minimalista di cui Reich fu uno dei padri fondatori.

Ad eseguire questi brani sarà il Gruppo di Musica Contemporanea del Conservatorio "A. Boito" di Parma, diretto dal Prof. Danilo Grassi, docente di percussioni del Conservatorio e direttore d'orchestra. Interpreti: Aoi Yonamine, Yue Wu, Giulia Zaniboni (Soprani); Yongseok Choi, Lorenzo Bonomi (Tenori); Michele Allegro, Daniele Incerti (Tastiere); Paolo Nocentini, Antonio Magnatta (Vibrafoni); Jagoda Pietrusiak (flauto/ottavino); Fabrizio Oriani (oboe); Weronica Bacher (clarinetto); Giorgia Baglivo (percussioni); Angelo Aliberti (pianoforte); Elena Sofia De Vita (violino); Marco Toscani (viola); Alessandra Lunghi (violoncello); Massimiliano Sbarsi (voce narrante).

L'ingresso al concerto è libero.

(Fonte: ufficio stampa Conservatorio di Musica "A. Boito" di Parma)

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