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Sabato, 25 Aprile 2020 16:10

25 aprile 2020 - la celebrazione a Parma

Il discorso del Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, nella circostanza del 75esimo dalla Liberazione ma in piena crisi Covid-19.

Parma, 25 aprile 2020. Il 25 Aprile a Parma è stato celebrato con una cerimonia sobria, in linea con quanto previsto dalle misure anticontagio coronavirus. La liberazione dal nazifascismo, la fine della guerra ha coinciso quest'anno con un'altra importante battaglia, quella ingaggiata contro il Covid-19. Per questo non si sono svolti cortei di piazza ma, nel segno del principio #distantimauniti nei valori, il momento è stato celebrato dalle autorità senza la presenza del pubblico. La cerimonia è stata trasmessa in diretta sul portale e sulla pagina Facebook del Comune e dall'emittente televisiva locale.

La Festa della Liberazione, data fondamentale per la democrazia italiana, è stato un momento in cui i parmigiani, pur distanti fisicamente, si sono uniti idealmente nei valori e negli ideali connessi a questa importante ricorrenza che segna un momento cruciale della storia d'Italia ed è legata alla Resistenza, ai valori di libertà, uguaglianza ed alla lotta per la dignità ed i diritti dell'uomo, per la liberazione dal nazifascismo.

Le celebrazioni hanno visto il Sindaco, Federico Pizzarotti, ed il Presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Tassi Carboni, fare tappa verso le 10.30 al Cimitero Monumentale della Villetta, per un momento di commemorazione, con la posa di una corona di fiori nel viale centrale del cimitero ed un mazzo di fiori al monumento al Partigiano, situato nell'arcata nord.

La mattinata è proseguita, poi, verso le 11, con la posa della corone d'alloro al monumento al Partigiano di piazza della Pace ed al monumento ai Caduti di Tutte le Guerre in via Melloni, alla presenza del Sindaco Federico Pizzarotti, del Presidente della Provincia Diego Rossi, dell'Assessore Regionale Barbara Lori e di Aldo Montermini in Rappresentante delle Associazioni Partigiane.

Al termine, il corteo ha raggiunto la Sala del Consiglio Comunale, dove, a porte chiuse, si sono tenute le allocuzioni ufficiali. Ha coordinato gli interventi Alessandro Tassi Carboni, Presidente del Consiglio Comunale di Parma. Al momento hanno preso parte il Prefetto Giuseppe Forlani e Aldo Montermini presidente provinciale Anpi, in rappresentanza di tutte le Associazioni Partigiane e Combattensticihe. La seduta è stata aperta dall'inno nazionale, eseguito a cura del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi, trasmesso in streaming nella sala del consiglio.

Il Sindaco, Federico Pizzarotti, nel suo intervento, ha fatto appello alla speranza, alla fiducia, all'unità per vincere anche la battaglia che ha visto Parma colpita dal coronavirus ed i parmigiani, privati dalle libertà di muoversi e di incontrarsi. Ha citato lo scrittore Luis Sepúlveda, stroncato dal virus: "La libertà è uno stato di grazia, e si è liberi mentre si lotta per conquistarla". Il 25 Aprile, ha rimarcato il primo cittadino, è "per noi, il giorno della Memoria che porta con sé il seguente messaggio: lottare come in passato per i nostri diritti e la nostra sicurezza, ricordando i valori e gli ideali di chi ha affrontato i fantasmi della propria epoca, sconfiggendoli senza piegarsi". La Festa della Liberazione, quindi, come occasione per ricordare le "nostre radici antifasciste" e per fare in modo che "l'indifferenza non ci colga impreparati". Bella ciao, in questo senso, rappresenta un inno alla libertà, anche in tempi tristi e duri come quelli segnati dal coronavirus, uno stimolo per tutti a cantarla e rinnovare i valori che essa incarna.

Diego Rossi, Presidente della Provincia di Parma, si è soffermato sulla straordinarietà ed il valore di una ricorrenza, anche in tempi di distanziamento sociale. "E' per questo – ha sottolineato – che nell'essere uniti nella memoria riscopriremo con più profondità il valore del giorno della Liberazione, pietra miliare del percorso lungo la nostra storia". Ha ricordato i combattimenti ed il ruolo della Resistenza dai monti dell'Appennino alla città, i sacrifici di chi è scomparso per garantire la libertà ai propri figli e un futuro all'Italia, libera e democratica. Il Presidente della Provincia ha fatto riferimento ai valori della Costituzione ed ha citato un padre costituente, Pietro Calamandrei: "La resistenza vive ed è qui, è fatta di noi e dei nostri figli e dei nostri nipoti, è una certezza che non si spegne. Ogni tanto passano sul mondo momenti di crisi, di scoramento, non importa, la Resistenza resisterà"

Barbara Lori, Assessora Regionale, delegata del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, nel suo primo impegno pubblico, dopo essere stata colpita dal coronavirus, ha ricordato come il 25 Aprile rappresenti un momento di rinascita per l'Italia di oggi, così come quella di ieri, reduce dalla lotta all'antifascismo, in nome della libertà e della democrazia. "E' un'occasione – ha sottolineato – per guardare al futuro,con rinnovata fiducia, in una terra che ha visto i suoi cittadini protagonisti della lotta all'antifascismo". Ha ricordato la figura di Marco Pontirol Battisti, ucciso dai nazifascisti, nel 1944, a Felino, ed il forte debito di riconoscenza dell'Italia di oggi verso i Partigiani. Nel centenario della nascita, ha, poi, fatto riferimento alla figura di Nilde Iotti, Partigiana e Parlamentare, ed ha dedicato a lei il 25 Aprile 2020, per il suo contributo all'Assemblea Costituente, alla Costituzione, "per aver incarnato il senso dello Stato e delle istituzioni, con grande determinazione e impegno nel sostegno e difesa dei diritti e delle opportunità, del ruolo delle donne nelle istituzioni e nella politica". Ha fatto un appello al presidio quotidiano dei valori ed al senso di comunità connessi alla festa del 25 Aprile. "La Regione – ha sottolineato – intende mantenere vivo il ricordo dei valori e degli ideali legati al periodo della Resistenza, attraverso l'impegno costante in questo senso. Nella quotidianità è necessario rinnovare i valori e l'insegnamento del 25 Aprile".

 

DISCORSO del Sindaco (allegato file pdf)

 

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Autorità civili, religiose e militari, concittadini che seguite da casa, buongiorno a
tutti.
Bentrovati nel 75esimo anniversario dalla Liberazione dell’Italia dalla morsa
nazifascista.
Oggi per la prima volta nella storia della Repubblica ognuno festeggia confinato nella
propria abitazione.
Sui balconi sventolano le bandiere tricolore, come a salutare l’arrivo del pomeriggio
di festa, ma lo fanno al di sopra di strade deserte e immerse nel silenzio.
È il marchio inconfondibile di questo tempo, nel giorno in cui ricordiamo
l’importanza di essere una comunità unita come una grande famiglia.
Se ripercorressimo con la mente le ultime celebrazioni vedremmo una Piazza
Garibaldi stracolma di persone che, con una sola voce, intonano al cielo azzurro e
soleggiato “Bella Ciao”. Quella piazza è la nostra famiglia, quel canto è l’inno
dell’Italia che celebra la Libertà.
Oggi purtroppo non ci è permesso: una forza invisibile e silenziosa impone quel che
non avremmo mai voluto: l’allontanamento sociale, la mancanza di contatto, un
abbraccio dato con passione, un sorriso seguito da una stretta di mano.
Questa forza invisibile ci ha tolto dall’oggi al domani la possibilità di vivere come
sappiamo fare: da uomini liberi. Il suo gusto è l’amaro sapore della privazione.
Ci ha piegati? In apparenza sì.
Ci ha vinti? No. Perché potrà fermare quel che facciamo, ma non quel che siamo.
L’unità che viviamo oggi, quindi, rimane forte nello spirito e nel pensiero: ognuno è
a casa propria, ma in verità siamo tutti in piazza, insieme, a ricordarci che torneremo
a essere donne e uomini pienamente liberi, che nessuno potrà toglierci il diritto alla
libertà e alla sicurezza.
Se qualcuno dovesse provarci, noi lo combatteremo.
Se qualcosa intendesse piegarci, noi ci rialzeremo.
Se forze invisibili provassero a soggiogarci, noi le affronteremo.
“La libertà è uno stato di grazia, e si è liberi solo mentre si lotta per conquistarla”.
Sono preziose parole donate alla memoria dei giorni nostri. Le ha pronunciate lo
scrittore Luis Sepulvèda, tra le vittime del covid-19.
Le riporto a tutti noi in questo soleggiato e silenzioso 25 aprile affinché restino
scolpite nella roccia del tempo;
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la Memoria del passato si deve fondere con le battaglie e la memoria del presente,
solo ricordando il prezzo di chi ha lottato senza arrendersi ne riscopriremo il reale
valore.
Ecco rivelato il significato prezioso del 25 aprile: ricordare a noi stessi e ai nostri figli
la lotta per la libertà, la ricerca costante del suo senso più profondo, perché la
libertà è il motore che muove tutte le altre cose.
Il periodo che stiamo vivendo rappresenta il primo attracco sulla riva di un mondo
nuovo e non privo di pericoli: non dobbiamo nasconderlo, è necessario essere
onesti. Le difficoltà di oggi si ripercuoteranno - si stanno già ripercuotendo -
sull’economia e su tutti gli aspetti fondamentali della società, mineranno la
tranquillità di ognuno. Sta già accadendo. Dovremo impegnarci più di prima per
garantire sicurezza, tranquillità, serenità e tutela a tutti i nostri concittadini, affinché
nessuno rimanga indietro. Siamo all’inizio di un difficile momento storico arrivato
all’improvviso e con prepotenza. Dobbiamo essere pronti.
Oggi, per noi, il giorno della Memoria porta con sé il seguente messaggio: lottare
come in passato per i nostri diritti e la nostra sicurezza, ricordando i valori e gli ideali
di chi ha affrontato i fantasmi della propria epoca sconfiggendoli senza piegarsi.
Per questo vi esorto: abbiate fiducia perché tutto andrà bene, e continuate ad avere
Memoria, perché il 25 aprile non rappresenta solo la sconfitta delle oscure forze
nazifasciste ma il giorno in cui gli uomini si sono rialzati. È il giorno della speranza.
Oggi, nel momento più buio di questo mondo, sia anche per noi il giorno della
speranza e della lotta.
Mi sono sinceramente emozionato nel vedere quanta solidarietà abbia ricevuto
l’Italia da ogni parte del mondo, soprattutto durante le settimane più dure. Più di
tutto mi ha emozionato ascoltare donne e uomini di diverse nazioni intonare “Bella
Ciao”: impazzano video su tutti i social network, immagino li abbiate guardati anche
voi. Cittadini tedeschi, spagnoli, inglesi e di tanti altri Paesi hanno rivolto all’Italia il
canto libero che è stato dei nostri nonni, oggi diventato il canto di un’intera Nazione.
Il mondo intero, piegato dal coronavirus, ha scelto “Bella Ciao” come inno alla
resistenza.
Perché, in fondo,“Bella ciao” è l’inno alla Libertà.
Saremmo ingenui se pensassimo che la battaglia dei nostri nonni ci abbia donato
una libertà perpetua. La libertà è un ideale che va coltivato nel tempo o rischia di
appassire. E’ un ideale che in epoche diverse affronta nemici diversi.
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La lotta, invece, rimane sempre la stessa: contro le insicurezze, contro l’indifferenza,
contro le minacce o le pulsioni illiberali, contro chi mina l’accesso agli spazi liberi
della nostra vita, contro chi vuole piegare i diritti di ognuno e la ricerca della propria
felicità.
Perciò, il 25 aprile sia per tutti il giorno in cui, unendoci, ricordiamo le nostre radici
antifasciste; sia il giorno della speranza; continui a rappresentare il giorno della
Resistenza all’invasore. Ma al tempo stesso sia il giorno in cui manteniamo l’antica
promessa fatta ai nostri nonni: lottare sempre per se stessi e per la comunità, vivere
da donne e uomini liberi che non si piegano mai alle avversità e alle paure,
soprattutto durante l’ora più buia del mondo.
“Una mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”: inizia con queste parole
“Bella ciao”. Il nemico si manifesta all’alba, agisce subdolo nella notte mentre tutti
dormono, come un vigliacco si approfitta dell’uomo impreparato e indifeso.
Il male, qualunque forma abbia, agisce sempre allo stesso modo: quando in noi
cresce il sentimento dell’indifferenza e dell’apatia.
Ogni anno sul palco del 25 aprile lo ribadisco: non permettiamo che l’indifferenza ci
colga impreparati; dobbiamo vivere pienamente e convintamente da cittadini, come
sorelle e fratelli di una grande e unita famiglia, perché ogni giorno è il giorno giusto
per combattere per la propria libertà.
La storia ha già vissuto rotture drammatiche, l’uomo le ha affrontate più volte. La
affronteremo anche noi, lo faremo tenendo bene a mente che “Non lasciare
nessuno indietro” significa vivere consapevoli che tutti hanno il diritto di godere
della propria libertà: libertà dalla paura, libertà dal bisogno, libertà dalla malattia,
libertà dalla povertà.
Qualunque forma abbia il male che si nutre della nostra indifferenza, qualunque sia
il mondo che ci aspetta, oggi tocca a noi ricordare le battaglie passate e non
arrendersi a quelle future. Con responsabilità, con senso del dovere, con spirito di
cittadinanza e civiltà, innalzando i nostri ideali e restando uniti.
Viva Parma antifascista, viva il 25 aprile, viva la speranza, viva l’Italia e viva la libertà.

Pubblicato in Cronaca Parma
Mercoledì, 08 Aprile 2020 17:51

Il Sindaco in visita al SEIRS (Foto)

"Oggi sono in visita al campo della Protezione Civile, sottolinea Federico Pizzarotti - alla nostra sede e soprattutto al SEIRS che in questo periodo ci sta dando un aiuto per quanto riguarda la consegna dei pasti, il recupero dei computer e tutto quello che è la assistenza diretta alle persone. Grandi persone, grande cuore, e penso che oltre al nostro ringraziamento vada quello da tutta la popolazione di Parma."

(Foto  di Francesca Bocchia)

Pubblicato in Cronaca Parma

Parma 4 aprile 2020 - "In merito ai BONUS SPESA, è stato ERRONEAMENTE inserito parte di un regolamento che vale per la richiesta di sale civiche, patrocini e contributi per attività ed eventi. In questa parte c'è scritto che se professi xenofobia, razzismo e nazismo non puoi beneficiare di sale civiche, contributi o patrocini dal Comune di Parma. Da noi è così e rimarrà così..."

A scriverlo è il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, sul profilo facebook dopo che si era diffusa la notizia del Buono Spesa "discriminante". 

A seguire il Post di Federico Pizzarotti.

 

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Lunedì, 09 Dicembre 2019 06:23

Felino, Santa Lucia con Bonaccini e Pizzarotti

Festa di Santa Lucia a Felino: Bonaccini, Pizzarotti e Protezione Civile Gruppo Il Falco. 

Di Nicola Comparato 8 dicembre 2019 - Grande successo per la Festa di Santa Lucia a Felino con il mercato straordinario organizzato da Ascom. All’evento hanno partecipato anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che tra un saluto e una stretta di mano, non hanno perso l’occasione di fare visita allo stand della “Protezione Civile Gruppo Il Falco”, complimentandosi con i membri per l’ottimo lavoro svolto durante l’anno, specialmente in questo periodo di continua allerta per criticità idrogeologica. Il presidente della Protezione Civile Gruppo Il Falco, Ivo Strini, visibilmente commosso, ha rilasciato questa dichiarazione:

“È sempre una grande gioia darsi da fare per gli altri, e ricevere i complimenti da due persone importanti come Bonaccini e Pizzarotti dimostra che il nostro impegno sul territorio è fondamentale e viene visto in modo molto positivo da tutti i cittadini. Non ho parole per descrivere la mia felicità. Posso solo dire grazie a nome di tutto il gruppo. Noi ci saremo sempre. Ovunque. Per tutti.”

Dopo la dichiarazione del Presidente Ivo Strini, ecco il programma della Festa di Santa Lucia pubblicato sul sito del comune di Felino:

“Tutto pronto per la Festa di Santa Lucia… il centro storico ospiterà il mercato straordinario organizzato da Ascom. Bancarelle di artisti dell’ingegno, produttori agricoli e ambulanti riempiranno la piazza di Felino con prodotti di tutti i generi. Diverse associazioni (Pro Loco Felino, Polisportiva Poggio, Avis Felino, Noi per Loro, Gruppo Alpini di Felino) esporranno prodotti artigianali e delizie gastronomiche per raccogliere fondi a scopo benefico.

Tra le principali attrazioni della Festa di Santa Lucia, l’esibizione itinerante del Gruppo Strumentale Bandistico alle 17.30 e l’accensione del Presepe.
Per i più piccini al Teatro Comunale andrà in scena lo spettacolo “La notte di Babbo Natale” e tante altre attrazioni, cavalli compresi per il “battesimo della sella”!”

http://www.comune.felino.pr.it/servizi/eventi/cerca_fase03.aspx?ID=20420 

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Pubblicato in Cronaca Parma

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di un cittadino al Sindaco Federico Pizzarorri - 

Caro Sindaco Pizzarotti,

in riferimento al suo sfogo personale fatto sui social e premesso che la vita personale di ognuno deve essere avulsa da qualsiasi perfidia, in merito alla rabbia che una grossa fetta di popolazione ha nei confronti delle istituzioni (come Lei sostiene) Le ricordo che chi vomita rabbia, xenofobia, razzismo e altro (cosa che io non giustifico), non lo fa perchè spinta da un Ministro che incita a tutto ciò, ma semplicemente perchè la realtà che i cittadini vivono ogni giorno è diversa da quella realtà vissuta da Lei.
In molti credono che Lei sia un sindaco ASSENTE (non diversamente da molti esponenti politici), che “non governa” Parma come andrebbe fatto, cioè stando in mezzo alla gente ad ascoltare le loro problematiche.
Io lavoro in città e periferia e fino ad oggi ho sentito solo lamentele nei Suoi confronti, tutti concordano su una realtà: il Suo disinteresse evidente per Parma e i suoi cittadini.
Ma nonostante tutto ciò, Lei continua a fare lo “struzzo”, a nascondersi dietro quel sogno che rincorre da chissà quanti anni, cioè finire al Governo (o di Roma o Bruxelles, e la Sua candidatura alle ultime elezioni europee ne sono la prova), invece di rimboccarsi le maniche e lavorare per il bene comune della sua città.
In riferimento alla Gazzetta di Parma, Le posso garantire che il giornalista e autore dell'articolo, ha AZZECCATO il termine: siamo nel Far West. Lo dico perchè IO vivo e lavoro in mezzo alla gente, cioè vivo la realtà cittadina. E se lei lo desidera, le posso elencare quali sono i pericoli o disagi che i cittadini percepiscono (auspicando che Lei non mi qualifichi come razzista/xenofobo/fascista).
Interi quartieri di Parma sono ormai nelle mani di nordafricani che spacciano, negozi multietnici troppo spesso privi delle necessarie autorizzazioni e che non osservano le nostre normative mettendo a rischio la salute dei cittadini, baby gang di stranieri che invadono quasi tutto il centro storico, per non parlare poi di quel cancro maligno denominato “ndrangheta”!
Ci sarà un motivo per il quale la popolazione è allarmata? Direi che ce n'è più di uno giustificabile, e che la politica populista (come Lei la definisce) è solo una sirena di allarme!
Potrei continuare ad elencare i numerosi problemi della nostra città, ma preferisco invitarLa ad abbandonare il mondo dei sogni in cui vive, auspicando di vederLa scendere nelle strade e periferie di Parma per rendersi conto personalmente di ciò che La circonda e di COSA è diventata la nostra città, gioverebbe al suo prestigio sia di Sindaco che di uomo (perchè in fondo credo che Lei sia un brav’uomo). 

Pietro Andronaco
Associazione culturale Forza Civica Parma

Pubblicato in Cronaca Parma

La crisi socio-economica della citta di Parma e il didimpegno del Sindaco Federico Pizzarotti, sono stati al centro della conferenza stampa, indetta da UGL nella sede locale del sindacato.

All'incontro, organizzato da Matteo Impagnatiello, hanno partecipato la Senatrice Maria Gabriella Saponara, il consigliere comunale Emiliano Occhi, la segretaria regionale UGL Politiche delle disabilità, Laura Schianchi e Matteo Menozzi, responsabile provinciale Ugl delle Politiche Disabilità.

La prolungata assenza del Sindaco, sostiene l'organizzazione sindacale, sta provocando enormi disagi amministrativi ce si ripercuotono sulla città.

"Le mancate risposte alle richieste sindacali dei dipendenti comunali hanno provocato lo stato di agitazione del personale che, ancora a tutt'oggi, non ha ricevuto alcuna attenzione dagli organi amministrativi e politici del Comune di Parma. Una deriva sindacale inaccettabile ed intollerabile, che ha reso l'Amministrazione comunale inadepiente alle rivendicazioni organizzative ed economiche del suo personale dipendente."

 

 

 

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(da Sinistra: Menozzi, Schianchi, Saponara, Occhi, Impagnatiello)

Pubblicato in Politica Parma
Martedì, 09 Aprile 2019 10:17

UGL "irrompe" in consiglio comunale

Alle 16,30, dopo essersi radunati sotto ai Portici del Grano, una delegazione dell'UGL si è diretta alla sala del consiglio dove era in corso una seduta consiliare.

Poco prima dell'irruzione il consigliere Emiliano Occhi aveva interrogato la Giunta sullo stato delle cose, proprio al riguardo dello stato di agitazione sindacale, esprimendo la sua solidarietà nei confronti dei dipendenti.

L'"irruzione" della delegazione sindacale UGL, al seguito di Matteo Impagnatiello segretario provinciale UGL, Pia Russo e Federico Coratella, segretari rispettivamente di DICCAP e SULPL, è stato parzialmente accolto dal presidente del consiglio stesso, Tassi Carboni, il quale li ha invitati a prendere appuntamento tramite la sua segreteria, adducendo che quella non era la sede opportuna per un confronto.

Tutto rimandato al 17 aprile quindi, data convenuta per l'incontro ufficiale, occasione  per esporre, finalmente, le richieste dei dipendenti comunali.
"Non abbandoneremo la lotta e saremo in perenne stato di agitazione, finché perdurerà questo silenzio assordante di Pizzarotti, riguardo le giuste rivendicazioni dei dipendenti del comune di Parma", ha dichiarato Matteo Impagnatiello, segretario provinciale Ugl di Parma

In sintesi: cosa Chiede UGL
-Diciamo basta a chi toglie la produttività dalla busta paga e la utilizza per fare altre posizioni organizzative.!!!!!chiediamo che il fondo venga incentivato a favore delle progressioni di carriera orizzontali per tutti i dipendenti.
-Diciamo basta a chi non riconosce l'ordine pubblico e pretende che si utilizzi la polizia locale in deroga alla circolare 333.g/9624 del 25/08/90 dpr 140/01 – circolare ministeriale 333.g/contr 2002 del 06/08/02
-Diciamo basta alla scarsità di organico della polizia locale gia' segnalato da anni e a concorsi che non hanno coperto nemmeno i pensionamenti.
-Diciamo basta a chi pensa di stanziare parti economiche sempre e solo ai soliti servizi e settori dimenticandosi che tutti i lavoratori hanno pari opportunita'e pari diritti, non devono esistere "settori ombra".
-Diciamo basta a chi non riconosce l'indennità di disagio ( ora indennità condizioni di lavoro) ai servizi educativi nidi e materne non stanziando parti economiche a risoluzione delle loro storiche problematiche.

 

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Pubblicato in Politica Parma

Alluvione 2014, non luogo a procedere per il sindaco Pizzarotti. Salzano (EP): "La giustizia ci da ragione: ora andiamo avanti"

Dopo quasi cinque anni il Tribunale di Parma conferma quanto da noi sempre sostenuto. Durante l'alluvione del 13 ottobre 2014 è stato fatto tutto quanto possibile. Non luogo a procedere, quindi, nei confronti del sindaco Federico Pizzarotti.

Quel giorno chi doveva ha agito limitando ulteriori e possibili danni. Viene confermata la buona fede e l'azione concreta di chi ha gestito l'emergenza. Nonostante gli attacchi e le accuse al nostro sindaco da parte delle forze di minoranza di allora, la città tutta e l'amministrazione si sono rimboccate le maniche per pulire da fiumi di fango le strade e le case. Non ci dimenticheremo mai quei giorni di fatica e frustrazione ma oggi li ricordiamo per quello che è stato: una calamità naturale che noi tutti abbiamo affrontato senza scoraggiarci. Lo dimostrano le centinaia di persone, tra cui tantissimi giovani, che hanno ripulito la città: gli angeli del fango, gli operatori comunali e della protezione civile che in quelle ore e nei giorni successivi non hanno mai smesso di lavorare per risollevare Parma.

Non ci siamo fermati all'emergenza del momento, ma in questi anni abbiamo lavorato e mantenuto alta l'attenzione per gestire e prevenire le emergenze del domani. Siamo infatti in pieno iter per la realizzazione della Cassa di Espansione sul Baganza che tutelerà la nostra città e tutti i comuni dal rischio nuove alluvioni.

Si chiude così un altro capitolo di accuse nei confronti di Federico Pizzarotti. Ora guardiamo avanti.

Pubblicato in Cronaca Parma

La delegazione degli amministratori cittadini ha dedicato una mattinata alla visita del complesso polo di servizi agroalimentari che il Consorzio Agrario offre da 100 anni alla cittadinanza e alle imprese agricole del territorio

PARMA –22 Febbraio 2019 - La delegazione comunale guidata dal Sindaco di Parma Federico Pizzarotti affiancato nell'occasione dall'Assessore all'Urbanistica Michele Alinovi e dal Consigliere Incaricato con deleghe alle Politiche agricole Sebastiano Pizzigalli, ha fatto visita al Consorzio Agrario di Parma e al polo logistico-operativo che lo contraddistingue nell'estesa area di Strada dei Mercati.

Un'intera mattinata dedicata alla conoscenza approfondita di una realtà storica, ritornata fiorente e a completo servizio dell'economia agroalimentare del nostro territorio. Ad accogliere gli amministratori è stato il presidente del CAP Giorgio Grenzi, il direttore generale Giorgio Collina e una nutrita rappresentanza dello staff consortile unitamente al direttore della Coldiretti Parma Alessandro Corsini. Nel corso del tour all'interno della rinnovata struttura il presidente Grenzi ha illustrato nei dettagli la mission ed l'organizzazione del Consorzio agrario cittadino: servizi specifici tecnologicamente avanzati, aree principali di attività e business prevalenti, oltre alla presenza capillare delle numerose agenzie sull'intero territorio provinciale , dalla Bassa all'Appennino. Un viaggio nell'universo composito del Consorzio Agrario che da oltre cent'anni mette a disposizione molteplici professionalità a beneficio e sostegno delle imprese agricole della provincia di Parma. La delegazione, al termine dell'incontro, ha visitato anche i grandi Magazzini Generali per il deposito e la stagionatura del Parmigiano-Reggiano, lo stabilimento di produzione mangimi Emilcap Non OGM, l'esposizione dei trattori New Holland e l'officina. Un momento di scambio rilevante e di confronto fra Istituzioni.

Premio Sant'Ilario 2019 – Una Medaglia d'oro, sette Attestati di Civica Benemerenza e una Menzione Speciale. (Foto di Francesca Bocchia)

Parma 13 gennaio 2019. Parma ha celebrato il proprio patrono, Sant'Ilario, all'Auditorium Paganini, dove si è svolta la cerimonia solenne di consegna della medaglia d'oro e degli attestati di civica benemerenza e, novità di quest'anno, della menzione speciale. La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Parma.

La medaglia d'oro è stata conferita ad Albino Ivardi Ganapini. Sono stati consegnati sette attestati di civica benemerenza a: Davide Bollati, Federazione Maestri del Lavoro d'Italia Consolato Provinciale di Parma (ha ritirato il riconoscimento il presidente Elio Giovati), Kiara Fontanesi, Help For Children Parma (ha ritirato il riconoscimento il presidente Giancarlo Veneri), Luigi Roncoroni, Franca Tragni e Carlo Ferrari e all'Associazione Seirs Croce Gialla Parma Onlus (ha ritirato il riconoscimento il presidente Lugi Iannaccone) . La menzione speciale è stata assegnata alla famiglia Spaggiari (Giancarlo e Roberto Spaggiari).

(I premiati e le motivazioni: LINK)

La cerimonia è stata aperta dal presidente del consiglio comunale, Alessandro Tassi Carboni, che ha ricordato la leggenda del Santo Patrono Sant'Ilario. E' seguito, come tradizione, l'intervento di Enrico Maletti che ha letto una poesia in vernacolo. La cerimonia è stata contraddistinta dell'esecuzione dell'Inno Nazionale e dall'esecuzione di alcuni brani a cura del Coro Storie dai Monti, diretto dal Maestro Gianluigi Giacomoni.

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IL DISCORSO DEL SINDACO

Concittadini e autorità, buongiorno a tutti.
Vi ringrazio per essere presenti in un giorno così importante e sentito.
Ringrazio per la presenza le istituzioni di Parma, le forze imprenditoriali e della società civile, i consiglieri comunali e la giunta.
Ringrazio i miei concittadini, numerosi e interessati a conoscere le storie di chi riceverà la menzione, le benemerenze, e il premio Sant'Ilario.
Ringrazio a nome di Parma e dei parmigiani chi sarà insignito della menzione, della civica benemerenza e della medaglia d'oro, simboli di sacrificio, impegno e tenacia.
Di sacrificio, perché la vita è fatta anche di fatiche e di rinunce.
Di impegno, perché le cose migliori si ottengono con la passione.
Di tenacia, perché si cade mille volte ma mille e una ci si rialza.
Sacrificio, impegno e tenacia sono state le modalità attraverso cui Parma si è fatta spazio nella storia.
Un cammino che ha richiesto tanto tempo e molta costanza.
Questo cammino noi lo chiamiamo progresso.
In linea con il nostro modo d'essere, riceverà i riconoscimenti chi ha saputo valorizzare il suo buon nome nell'arco di una vita intera, perché occorre il tempo di una vita affinché germoglino i buoni esempi da imitare.

Il detto: "Roma non fu fatta in un giorno" vale per chiunque di noi, dall'imprenditore al sindaco, dall'atleta allo studente, dal dipendente al libero professionista: per progredire e farsi spazio nel mondo occorrono tempo e coraggio.

Così, per prosperare una città ha bisogno di molti anni. Anni in cui le maniche devono essere rimboccate.
Eppure questa è l'epoca in cui le certezze si sono spezzate, in Europa e nel mondo il paradigma del progresso è stato ribaltato.
Non più la pazienza di edificare; non più il tempo di imparare; non più il sangue freddo di realizzare:
oggi si è convinti che i problemi abbiano soluzioni facili, per giunta che si potrebbero risolvere di colpo.
Che si devono risolvere di colpo.
Si ha sempre meno fiducia nel progresso, perché il progresso deve essere immediato.
Non si vive più per edificare la società del domani, ma per vivere il "qui e ora".
Di questo disegno distorto, tutti condividiamo un pezzo di responsabilità: l'Europa, le istituzioni, la politica, la società, ogni cittadino.
Abbiamo disegnato un mondo in cui Bruxelles o Roma sono più vicine a Piazza Affari che alle periferie delle nostre città; in cui il pezzo di terra davanti a casa racchiude tutto ciò che ci potrebbe interessare; ormai ci chiediamo solo che cosa lo Stato può fare per noi, ma non cosa noi possiamo fare per lo Stato.
Abbiamo abbandonato la via del progresso per ricevere in cambio parole accomodanti e promesse immediate.
Ma nessuno sfugge alla realtà: la politica resta l'arte di coniugare gli ideali con il mondo del realizzabile.
Se oggi siamo qui è per rendere omaggio a persone che hanno rivolto le intuizioni e il sapere sul sentiero del progresso.
Un sentiero stretto che si percorre giorno dopo giorno, nella polvere e nel sudore, lungo un arco di tempo che dura quanto è necessario che duri.

In controtendenza rispetto alla moda dell'epoca, negli ultimi anni Parma ha scelto il progresso, consapevole che è un viaggio difficile ma redditizio.
Scegliendolo ha messo in conto che il cammino ha avuto un inizio ma non avrà una fine, perché la via del progresso è un viaggio continuo. Lo spirito del progresso ci parla di un perpetuo movimento in avanti.

Siamo tutti in attesa e in grande fermento per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.
Abbiamo trascorso mesi di lavoro incessante sin dal momento della candidatura, quando la sfida sembrava impossibile.
Davanti a noi ci saranno altrettanti mesi che richiedono impegno e dedizione non comuni.
Nelle strade, nelle piazze, negli uffici e nei luoghi della cultura c'è fermento, si respira voglia di vita.
C'è il sogno di poter regalare all'Italia che ci osserva l'anno più bello che Parma avrà da almeno vent'anni.
L'anno della Capitale non è arrivato per caso, per fortuna o per fatalità, ma grazie a un mix di competenza e intuizione. Ci siamo arrivati compiendo i passi giusti uno alla volta, perché essere Capitale Italiana non è un premio ma un merito.
Il merito di chi come il settore Cultura e il suo assessore hanno saputo concentrare gli sforzi in un mese intenso di lavoro, che ci ha condotto alla candidatura.
Il merito di grandi forze imprenditoriali e sociali che ringrazio e saluto, perché hanno messo in campo energie, intelligenza e saper fare.
Il merito del mondo universitario, che ci ha fornito scienza e conoscenza.
Il merito di un Comitato Scientifico per Parma Capitale di assoluto prestigio. Qui voglio rivolgere un commosso ricordo alla memoria di Bernardo Bertolucci, membro del Comitato e ultimo grande Maestro del Cinema contemporaneo:
Bernardo, ovunque tu sia Parma ti ringrazia, perché l'hai portata nel mondo e dal mondo l'hai fatta amare.
Il merito, infine, della nostra città che in sei anni si è rimessa in carreggiata, raddrizzando le storture e lanciandosi consapevole verso le sfide del mondo odierno: saper fare cultura, essere città internazionale, rilanciarsi nell'immagine e riformulare i propri obiettivi.
Ecco che cosa significa essere Capitale Italiana della Cultura: il progresso di chi ha saputo essere formica e non cicala, avendo la pazienza di costruire, passo dopo passo, il proprio successo.
Il 2020 sarà un anno fondamentale per Parma e l'Emilia Romagna, ma all'alba di questo 2019 sento il dovere di affermare che dobbiamo guardare già oltre.
Il 2020 non è come l'ultimo giro di valzer, né la grande festa di capodanno, che nelle piazze lascia il vuoto e il silenzio di chi ha dato tutto e ritorna alla vita di ogni giorno.
Se così fosse, tradiremmo l'idea stessa di progresso.
Noi guardiamo dalla parte dell'alba e della nascita: il 2020 sarà l'anticipazione di cosa sarà Parma nei prossimi 10, 20 e 30 anni.
Parma 2020 è importante, ma lo sarà ancora di più Parma nel 2030, perché il progresso ci chiede di guardare oltre gli orizzonti e di non sederci al tavolo di chi si accontenta.
Il progresso si realizza quando non pensiamo al traguardo di oggi, ma a quello di domani.
Un detto infatti recita: C'è qualcuno seduto all'ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa.
Faccio appello alla gente di Parma che si rimbocca le maniche, alle forze imprenditoriali, all'Università, alle istituzioni e a tutti i parmigiani che amano questa nostra grande città:
il futuro non appartiene a chi si accontenta dell'oggi, noi prepariamo la città che ci meritiamo secondo i nostri sforzi. Se viviamo nella passività e nella pigrizia, domani i nostri figli vivranno nella frustrazione.

Il futuro appartiene a chi sa mescolare sudore, passione, ideali e visione.
Il domani va edificato nello stesso modo in cui abbiamo ottenuto i successi più importanti: con una salda alleanza tra pubblico e privato, che da questo palco sancisco e rinforzo.
L'amministrazione comunale è il volto istituzionale della città, i parmigiani e le associazioni ne rappresentano il volto umano che dà la misura dello stile di vita, le forze private invece ne sono il motore.
È questa l'alleanza che serve a Parma per crescere in Italia e nel mondo:
Parma 2020 è alle porte ed è il traguardo di un percorso compiuto negli anni, ma il giorno successivo rappresenta la sfida che dobbiamo affrontare insieme.
È la sfida per il progresso, che chiede alla politica e alla città risposte ai problemi odierni, ma con lo sguardo rivolto al domani.

Se Parliamo di Parma tra 10 anni dobbiamo essere consapevoli di vivere in un mondo instabile: anno dopo anno il suo volto muta col mutare degli eventi sociali ed economici.
Il fenomeno migratorio, la rabbia nelle periferie, l'altalena economica, la richiesta di cambiamento e di sicurezza, l'Europa lontana, il riemergere di nostalgiche visioni politiche.
Quando tutto si trasforma accade che qualcuno rimanga indietro, e qualcun altro governi il cambiamento. Alcune città si fanno spazio, altre si eclissano lentamente.

Milano cresce, Roma no.
Parma non resta alla finestra e richiama a sé un'esigenza: la competitività.
Non c'è altra via per il progresso.
Certo, potremmo dirci: "restiamo una città di provincia e accontentiamoci di vivere dei nostri bisogni: un Festival Verdi a misura di parmigiano, un'industria a misura di parmigiano, un panorama culturale a misura di parmigiano, una qualità della vita da città media e un'offerta turistica di corto respiro, magari solo per gli emiliano-romagnoli".
C'è chi oggi ha preso questa strada. Liberissimi di farlo.
Ma guardiamoci negli occhi: noi nella storia ci siamo mai accontentati di questo? No.
Ora abbiamo un Festival Verdi riconosciuto a livello internazionale; abbiamo aziende di servizi e industriali leader nel mondo; un'offerta culturale da Capitale Italiana, una qualità della vita sempre tra le più alte nel Paese, un turismo finalmente europeo e tuttora in crescita.
La competitività richiama il progresso, il progresso la competitività.
In un mondo senza certezze Parma non può permettersi di essere marginale.
Perciò per affermarci in Italia e in Europa, Parma del 2030 dovrà reggersi su tre pilastri: qualità della vita, vocazione internazionale, rispetto e salvaguardia della parmigianità.

Qualità della vita
Per assicurare un'alta qualità della vita non è più sufficiente garantire servizi migliori.
Calvino diceva che una città riceve forma dal deserto a cui si oppone.
Cementificazione, mobilità selvaggia, smog intollerabile, periferie sorte senza coerenza, ambiente maltrattato, fare debito senza produrre crescita: sono il deserto a cui le città, il Paese e l'Europa si devono opporre.
La difesa dell'ambiente è una delle grandi sfide di quest'epoca, forse la più grande e la più difficile. Noi ci saremo.
Nel 2015, Parma era all'incontro mondiale dei sindaci e delle città a sostegno degli accordi mondiali di Parigi sulla difesa del clima e della qualità ambientale.
Come siamo stati presenti all'incontro organizzato dal Vaticano, sempre sui temi dell'ambiente, a seguito dell'enciclica "Laudato sì" alla presenza di Papa Francesco.
Andremo avanti in quella direzione, unendo sviluppo e qualità.
Dei tre pilastri, questo sarà quello portante perché darà forma e sostanza alla città del 2030.
A cosa ambiamo? La risposta arriva dalle riforme in atto.
Avremo una raccolta differenziata oltre l'80%, un consumo di suolo "verde", cioè pari a zero, periferie legate al centro da corridoi ciclabili e autobus ecologici, un pass digitale di accesso alla città e una mobilità nuova, libera per il cittadino ma limitata alle auto sin dalle tangenziali.
Ancora: scuole ecosostenibili, luoghi della periferia riqualificati con progetti pubblici e privati - come già avviene per l'ex Bormioli e il Workout Pasubio -, cittadinanza digitale nei servizi, nel welfare e nel pagamento delle imposte.
Una città che unisce la qualità della vita alla difesa dell'ambiente, e la difesa dell'ambiente al progresso: le imprese sceglieranno Parma perché metterà al primo posto il benessere di tutti.
Sono riforme che compiremo senza passi indietro, né per consenso né per altre ragioni.
L'Italia sembra essere diventata il Paese dei "faremo" e delle finte rivoluzioni. Lo abbiamo vissuto recentemente con il dietrofront del blocco degli euro 4, con i Comuni della Romagna che si sono sfilati all'ultimo per paura delle elezioni comunali di primavera.
Non accadrà più.
Chi ha fatto il passo indietro deve sapere che la politica non è tutto, l'ambiente e una amministrazione che guarda al benessere dei suoi cittadini, non guarda al consenso del momento.

Vocazione internazionale
Benessere e qualità della vita rappresentano l'intimo della città, invece la vocazione internazionale ne è l'immagine esteriore, quindi la sua dimensione di crescita.
Vogliamo superare definitivamente i limiti di piccola provincia per essere città europea: del benessere e dell'impresa, della cultura e del turismo, dell'Università e della ricerca.
L'abbiamo affermato più volte: il tempo dei campanili è al tramonto.
Visioni politiche contrarie al progresso pensano che isolarsi sia la risposta ai problemi della crescita economica, dello sviluppo, della sicurezza, della salvaguardia delle eccellenze.
Pensano a Parma o all'Italia come fortezze divise dal resto del mondo, convinti che per vivere in pace sia sufficiente far da sé, agendo isolati.
Ma quanto può contare il Pil italiano rispetto a quello del Brasile, degli Stati Uniti o della Cina?
Quale reale competitività può avere una Nazione di 60 milioni di abitanti a confronto con Paesi con 200 milioni, 300 milioni e 1 un miliardo di abitanti?
Isolarsi in un mondo che cresce significa rifiutare la via del progresso e temere il futuro, è mancanza di fiducia nel presente per rifarsi a un passato tranquillo che, in realtà, non è mai esistito.
Essere sovrani nel proprio orticello, circondati da un mondo caotico, non ci salverà.
Ecco perché esiste l'Europa ed ecco perché, più in piccolo, abbiamo abbandonato i porti del provincialismo.

La dimensione di una Nazione come di una città deve essere europea.
Oggi la sfida non è guardare cosa fanno le città vicine, ma competere con Firenze o Verona, Monaco o Copenaghen, Stoccolma o Edimburgo. Pensare in grande.
Lo faremo saldando alleanze con le antiche rivali: Reggio Emilia e Piacenza. All'indomani della nomina a Capitale abbiamo chiesto loro di essere partner della sfida.
Non ci siamo tenuti la vittoria, né abbiamo ceduto alle sirene del campanilismo: abbiamo condiviso le opportunità.
L'alleanza nasce per dare vita a un'Area Vasta che abbracci l'intera Emilia occidentale quale polo di sviluppo, attrattività, turismo e comunicazioni.
Si chiama, ancora una volta, progresso, che vuol dire benessere e qualità della vita ma anche fiducia e crescita.
Se tutti insieme saremo capaci, e lo saremo, di realizzare questi propositi, penso che dopo il 2020 potremo ambire ad altre candidature di titoli europei, e non solo italiani.
Le opportunità di crescita e promozione internazionale non dipenderanno solo da Parma, ma anche dalle scelte politiche del governo, che ha il dovere di non tagliarci le nostre risorse, né di mettere in difficoltà la crescita delle città, vero motore delle Nazioni.
Dirò quello che ho già sostenuto in passato: se il governo saprà ascoltare le esigenze dei Comuni, avrà in Parma una interlocutrice. Se il governo non ascolterà i territori tagliandoci le risorse per dirottarle a Roma, Parma ne trarrà inevitabili conclusioni e risponderà con fermezza.

Parmigianità
Ora chiediamoci: essere una città a vocazione internazionale significa snaturare le proprie tradizioni e il modo di vivere?
La risposta è chiara: no.
Parmigianità e dimensione internazionale possono e devono convivere.
Maria Luigia diceva di noi:
I Parmigiani sono la più gran buona pasta del mondo, generosi di cuore e di spirito, anche se di lingua pronta e tagliente. Non sopportano le offese ma non sono permalosi: hanno affabilità, cortesia, gaiezza e amano il bel vivere e la buona tavola.

Duecento anni sono trascorsi da allora, sono caduti e sorti nuovi imperi, l'Italia è diventata una Nazione, due guerre mondiali sono state combattute, ma direi che non siamo cambiati di una virgola.
Se c'è qualcosa che amo di più dell'indipendenza è appartenere alla mia terra.
Appartengo al profumo caldo della buona tavola, alla musica di Verdi sotto la Pilotta, ai grilli del Ducale in un pomeriggio di sole, alla cordialità di un saluto in dialetto, all'orgoglio un po' altezzoso di essere stati Ducato, alla malvasia e agli anolini fumanti.
Fanno parte di me come, sono sicuro, di ognuno di voi.
Esci da Parma e ti dicono: "questi parmigiani campanilisti, questi provincialotti che si sentono grandi". Essere campanilisti vuol dire non avere occhi per il progresso.
Il nostro si chiama orgoglio. La parmigianità è l'affermazione di una realtà che si è fatta storia.
Parmigianità è il modo di vivere e di essere dei parmigiani: caschi il mondo o si inverta l'asse terrestre, non ce la toglie nessuno.
Siamo custodi gelosi delle tradizioni e della città, ma solidali con gli ultimi e generosi con chi chiede aiuto, perché figlie e figli di Padre Lino.
Siamo donne e uomini che difendono la libertà, perché sul greto del torrente nessun uomo e nessun tempo cancellerà la scritta: "Balbo t'è pasè l'Atlantic mo miga la Perma" ("Balbo, hai passato l'Atlantico ma non la Parma").
Siamo lavoratori instancabili che alzano la saracinesca all'alba, che dalla piccola bottega arrivano a insegnare i segreti della qualità dagli Usa al Giappone.
Siamo persone che apprezzano il benessere e la bellezza, che portano sul palmo di mano la propria città e che ovunque si trovino nel mondo, prima dell'Italia la propria casa è Parma.
Siamo, e saremo sempre, la città dei diritti. E sui diritti Parma non compirà nessun passo indietro, perché un diritto in più significa un passo in più verso il progresso.
Il progresso è benessere e qualità, fiducia e crescita mantenendo viva la fiamma delle nostre tradizioni.

Conclusione
Ecco, alla fine, il percorso che ci condurrà alla Parma del 2030: qualità della vita, vocazione internazionale e salvaguardia della parmigianità.
Tutti e tre i pilastri legati da un unico destino.
Ci arriveremo continuando a unire mondi diversi ma complementari: le istituzioni, le forze private, la città con i suoi cittadini.
Ci arriveremo con un unico cuore e una sola anima, perché i tempi richiedono un cambiamento, ma il cambiamento richiede che si percorra la via del progresso.
Il progresso, infine, richiede di non ascoltare il canto delle sirene di chi garantisce una vita migliore adesso, ma di avere la giusta pazienza per edificare una Parma migliore domani.
Quando si parla di futuro nulla è scritto e tutto è da fare, ogni generazione eredita un mondo che non ha scelto.
I successi e le conquiste, i torti, le ingiustizie e gli errori: senza volerlo, ci viene chiesto di essere responsabili di questo mondo.
Alla fine quando stanchi cederemo il passo a chi viene dopo di noi, potremo dire ai nostri figli che abbiamo fatto il nostro compito.
Non me la sento di dire ai giovani: sbrigatevela voi, noi viviamo l'oggi.
Ecco perché dobbiamo occuparci di loro, se necessario ricominciando dall'inizio e guardando a un domani che non è immediato, ma va costruito.
Dobbiamo solo credere che un futuro migliore, più giusto, più equo sia possibile, e dopo averlo pensato metterci all'opera. per realizzarlo
Grazie.

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