Cinquanta studenti alla scoperta delle nuove e avanzate tecnologie di irrigazione per apprendere la gestione sostenibile dell'acqua e mitigare i danni del climate change

Budrio (BO), 4 Ottobre 2018 – Risparmio idrico in agricoltura e nuove avanzate tecnologie che consentono di utilizzare meno acqua nel corso della stagione irrigua all'insegna di una gestione del campo più sostenibile per mitigare parte dei danni alle colture causati dalle sempre più frequenti ondate di calore e siccità.

Su questi temi una cinquantina di studenti dell'Itas F. Bocchialini-Galilei (del polo scolastico agro industriale di San Secondo), accompagnati dalle insegnanti e dalla coordinatrice del progetto professoressa Daniela Orzi, hanno preso parte alla visita di "Acqua Campus" il centro di ricerche agronomiche sul risparmio idrico in agricoltura ideato e realizzato dal Canale Emiliano Romagnolo in collaborazione con ANBI.

Grazie al Consorzio della Bonifica Parmense gli staff tecnici dei due enti rappresentati dai ricercatori Gioele Chiari (CER) e Luigi Arduini (Bonifica Parmense) hanno regalato agli allievi parmensi una ricca giornata di approfondimento attraverso le presentazioni di numerose innovazioni tecniche e progetti regionali e comunitari che recentemente hanno guadagnato valore, utilizzo e apprezzamento sia nel nostro paese che in Europa.

 

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A beneficiarne aziende agricole e le colture tipiche dei Comuni di Parma, Sorbolo e Torrile. Inaugurazione con il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Parma, 17 Luglio 2018 – Dopo l'emergenza climatica epocale nel nostro territorio nel 2017 e l'ormai concreta necessità di far fronte a situazioni di crisi e stress idrici a carattere quasi endemico soprattutto nei mesi estivi, l'esigenza di individuare ulteriori forme e strumenti di approvvigionamento di acqua, necessari per il sostegno delle colture tipiche del Parmense, è diventata una priorità.

Il Consorzio di Bonifica Parmense - che da alcuni mesi coordina le attività e gli studi di monitoraggio del "Tavolo Provinciale permanente sulla crisi idrica" nel comprensorio gestito insieme a molteplici soggetti tra cui Università degli Studi di Parma e Provincia di Parma – ha centrato il primo obiettivo riattivando e ammodernando la portata di prelievo di un pozzo quasi completamente inutilizzato dopo che un fenomeno franoso lo aveva reso impraticabile.

Da oggi, al contrario, l'infrastruttura idraulica diventerà indispensabile per 1850 ettari nei territori agricoli sottesi alla sua diretta influenza nei comuni di Parma, Sorbolo e Torrile. L'opera irrigua di captazione della risorsa idrica detta "Pozzo del Torrano" è situata in località Beneceto, all'intersezione stradale tra via Beneceto e via El Alamein, nella zona nord est del Comune di Parma all'interno del comprensorio irriguo Naviglia e affluenti.

Il Consorzio, alla vigilia della stagione irrigua, operando in tempi molto rapidi, è riuscito così, grazie alla collaborazione fattiva della Regione Emilia Romagna (concessione numero 2369 del 15/05/2018 e numero 2412 del 16/5/2018) a dare nuova vita all'impianto, ora utilizzabile da tutte le imprese agricole che ne avranno necessità.

"La durata dell'intervento è stata di circa 45 giorni a partire dalla fine del mese di maggio 2018 – ha commentato il presidente del Consorzio di Bonifica Luigi Spinazzi – , ma proprio per questa celerità nel dar un risposta concreta alle necessità impellenti del territorio la presentazione del Pozzo del Torrano, al di là del suo costo complessivo che è di 200 mila euro , rappresenta un modello tangibile e concreto di come anche interventi di medie dimensioni, se attivati in tempi utili , diventano estremamente importanti assumendo un ruolo anche da esempio-replicabile per la capacità di azione comune nel dare risposte al comprensorio nell'interesse collettivo".

"Le caratteristiche costruttive del Pozzo del Torrano – ha precisato il direttore del Consorzio di Bonifica Ing. Fabrizio Useri – sono le seguenti: profondità = 55,70 metri; diametro di perforazione = 900mm; tubazioni di rivestimento in acciaio. La perforazione è stata eseguita con metodo a percussione a secco; sono state poi posizionate le tubazioni di rivestimento, ove sono state inserite al loro interno n° 2 elettropompe provvisorie. Successivamente si renderà definitivo l'intervento con la realizzazione a piano campagna di un avampozzo per il contenimento dell'impiantistica, mentre le tubazioni orizzontali di mandata saranno interrate fino al canale ricettore".

Durante la presentazione del manufatto idraulico - moderata dal giornalista Andrea Gavazzoli – il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha ribadito l'importanza della capillarità delle opere di questo tipo su un territorio a vocazione agroalimentare come il nostro : "Ci teniamo a rispondere coi fatti alle problematiche aperte e la siccità che ha afflitto i nostri territori, soprattutto le colture agricole, è senza dubbio una di queste. Ebbene, la riapertura del pozzo del Torrano a Beneceto, rimasto inutilizzato per molto tempo, è un altro esempio del lavoro che facciamo a fianco dei territori per affrontare e prevenire le criticità. Oggi, con quest'opera, che abbiamo autorizzato a maggio e che è poi stata realizzata a tempo di record, viene messa a disposizione una riserva d'acqua che potrà essere utilizzata da tutte le imprese agricole della zona. Ripeto, durante la stagione molto problematica che abbiamo vissuto nemmeno un anno fa ci eravamo impegnati a dare risposte per evitare nuove emergenze anche attraverso la ricerca e il recupero di nuovi pozzi e così abbiamo fatto. Entro l'estate siamo anche pronti a partire con diversi interventi in tutta l'Emilia-Romagna per garantire l'efficienza dei canali di irrigazione e completare un'importante infrastruttura per contrastare la crisi idrica proprio a nel parmense, a Medesano, misure per le quali abbiamo investito quasi 4 milioni di euro. Queste risorse si aggiungono ai 18 milioni già messi a disposizione per potenziare le infrastrutture irrigue di servizio all'agricoltura e per realizzare nuovi invasi in grado di garantire le riserve di acqua".

Concetto rimarcato anche dagli altri rappresentanti istituzionali presenti all'inaugurazione del Pozzo irriguo del Torrano. Il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha evidenziato "il ruolo tangibile delle attività dei Consorzi di Bonifica a difesa e sviluppo del territorio, un ente di cui non avevo chiare le funzioni specifiche finchè come amministratore ho visto l'utilità delle opere realizzate concretamente".

L'Assessore Regionale all'Agricoltura Simona Caselli ha sottolineato "l'importante ruolo dei Consorzi e come queste opere di piccole e medie dimensioni, se attivate in tempo utile rappresentano una rete indispensabile e capillare di approvvigionamento da incentivare per il nostro territorio vocato all'agroalimentare".

Il Sindaco di Sorbolo Nicola Cesari si è complimentato per la celerità dell'esecuzione del progetto che andrà a beneficio in larga parte alle coltivazioni del suo comprensorio comunale.

In rappresentanza del sistema articolato dei Consorzi di bonifica emiliano-romagnoli, il Coordinatore Regionale di ANBI ER Antonio Sangiorgi ha approfondito il doppio ruolo che i Consorzi rivestono sia in tema di salvaguardia del territorio quando l'acqua è in eccesso (vedi bombe d'acqua degli ultimi giorni) e in contesto di siccità: due elementi che ormai da tempo caratterizzano il clima nella nostra regione.

Soddisfazione palesata anche da parte dei rappresentanti delle Associazioni agricole locali presenti, tra queste è intervenuto Alessandro Corsini, direttore di Coldiretti Parma, evidenziando che l'estate iniziata sembra essere fino ad ora differente da quella emergenziale dello scorso anno , ha apprezzato la celerità con cui il Consorzio di Bonifica è riuscito a rendere funzionale un opera idraulica che assicurerà la risorsa a circa 2000 ettari e numerose imprese agricole. Proprio tra queste un ringraziamento corale è andato anche alla famiglia Aiello - proprietaria di una parte del terreno in cui è inserita l'infrastruttura - che ha contribuito in modo rilevante alla realizzazione del progetto.

 

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(Foto di Francesca Bocchia)

Pubblicato in Ambiente Parma

PRESENTATO A PALAZZO GIORDANI IL CONTRATTO DI FIUME PARMA-BAGANZA. Uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata. È il mezzo idoneo a definire un impegno condiviso da parte dei diversi soggetti pubblici e privati, che si sviluppa attraverso un processo partecipato finalizzato alla condivisione di un programma operativo.

Parma, 9 Luglio 2018 – Il Contratto di Fiume è uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata. E' il mezzo idoneo a definire un impegno condiviso da parte dei diversi soggetti pubblici e privati, che si sviluppa attraverso un processo partecipato finalizzato alla condivisione di un programma operativo teso a:

1) MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI RISCHIO IDROGEOLOGICO
2) MIGLIORARE LA QUALITA' ED IL BILANCIO DELLA RISORSA IDRICA
3) RIQUALIFICARE E TUTELARE L'AMBIENTE ED IL PAESAGGIO
4) VALORIZZARE IL TERRITORIO MIGLIORANDONE ACCESSIBILITA' E FRUIBILITA'
5) RIGENERARE LA COMPONENTE SOCIO-ECONOMICA DEL TERRITORIO COMPRESO NEL BACINO IDROGRAFICO
6) INFORMARE, FORMARE E COINVOLGERE I CITTADINI NEL PROCESSO DECISIONALE

CHI PARTECIPA AL CONTRATTO DI FIUME – ENTI GESTORI
• Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (AdbPo)
• Regione Emilia Romagna
• AIPO
• Provincia di Parma
• Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale
• Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano
• Consorzio di Bonifica Parmense
• Unione dei Comuni Parma Est

I COMUNI
Berceto, Calestano, Collecchio, Colorno, Corniglio, Felino, Langhirano, Lesignano de' Bagni, Mezzani, Monchio delle Corti, Montechiarugolo, Neviano degli Arduini, Palanzano, Parma, Sala Baganza, Terenzo Tizzano Torrile, Traversetolo

IL PUBBLICO
La natura partecipativa del Contratto di Fiume individua nel pubblico uno dei soggetti principali. Cittadini, associazioni, imprese e chiunque fosse interessato è invitato a partecipare attivamente alla gestione e alla pianificazione del territorio in cui vive e lavora.

PERCHE' LO PROPONIAMO?
Nel territorio oggetto del Contratto di Fiume coesistono rilevanti criticità ambientali e socio-economiche, la cui complessità risulta in gran parte nota, e valori territoriali riconosciuti, ma non ancora pienamente sviluppati in termini di opportunità per il territorio.
Il Contrato di fiume, attraverso la partecipazione pubblica, avrà il compito di integrare la conoscenza, rafforzando la collaborazione tra i diversi Enti e i cittadini e condividendo una strategia di azione comune.

AREA DI SVILUPPO
Il Contratto si sviluppa sul bacino idrografico del torrente Parma e del suo affluente Baganza.
L'approccio a scala di bacino consente di valutare contestualmente le interazioni monte-valle, le possibili sinergie e le aspettative di tutti i decisori, dei portatori di interesse e dei cittadini. Il territorio del bacino si articola in tre ambiti operativi, distinti in relazione alle peculiarità evidenziate dagli attori locali: ambito Val Parma, ambito Val Baganza e ambito Parma-confluenza del Fiume Po. (Ambito Val Parma, Ambito Val Baganza, Ambito Parma-Confluenza Po).

LA CRONOLOGIA DEL PERCORSO PARTECIPATIVO VERSO IL CONTRATTO DI FIUME
Le attività si sono svolte fino ad ora e si svolgono in tavoli di concertazione a cui prendono parte gli attori che vivono nel territorio, chiamati a riunirsi e a fornire contributi rispetto a criticità che interessano l'intero bacino considerato di Parma e Baganza. Data la complessità delle attività e i molteplici soggetti coinvolti e da coinvolgere sono stati costituiti UN TAVOLO DI ORIENTAMENTO (con funzioni di indirizzo e coordinamento delle attività al quale partecipano tutti gli Enti firmatari) UN TAVOLO TECNICO in ogni Comune, i cui sono state sviluppate le singole attività tecnico-operative finalizzati alla conoscenza e all'approfondimento sia dei valori che delle problematiche.

2018
Gennaio-Luglio 2018
ASCOLTO 7 mesi per esaminare valori e criticità territoriali ed elaborare un DOSSIER preliminare con firma del Documento di intenti
Agosto-Ottobre 2018
CONFRONTO 3 mesi per la Condivisione degli scenari futuri su cui operare e Definire gli obiettivi primari
Novembre-Dicembre 2018
PIANO DI AZIONE 2 mesi per la Concertazione e Definizione di un Programma Operativo

2019
ATTIVAZIONE CONTRATTO DI FIUME 18 mesi
Elaborazione del Piano di Azione
ATTUAZIONE e CONSOLIDAMENTO 36 mesi
per il raggiungimento degli obiettivi e per la gestione integrata, condivisa, partecipata delle risorse idriche, delle opportunità locali e delle criticità attraverso una costante azione di monitoraggio.

Condividi con noi la Tua conoscenza del territorio, partecipa al Contratto di Fiume segnalandoci una potenzialità, opportunità o criticità dell'area dei bacini dei torrenti Parma e Baganza scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Resta aggiornato sullo sviluppo del progetto consultando il sito:
www.parmabaganza.it 

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Giovedì, 31 Maggio 2018 20:56

Valore e tutela dell'acqua, il Caso DMV

4 Università a confronto con portatori d'interesse chiamati dalla Bonifica Parmense confermano la necessità di un adeguamento della legge sul dmv ai mutamenti climatici e alle nuove esigenze del nostro territorio

Fidenza (PR) - Quattro Atenei: Università di Parma, Cattolica Sacro Cuore di Piacenza, Politecnico di Torino e Piemonte Orientale Alessandria - rappresentate nell'occasione dai massimi esperti delle tematiche ambientali trattate - si sono incontrate e confrontate nei giorni scorsi insieme ad ARPAE, ANBI, Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Legambiente Emilia Romagna sul tema: "Valore e Tutela dell'Acqua: il Caso DMV". Il convegno, organizzato dal Consorzio di Bonifica Parmense e inserito nel calendario di eventi de "Maggio 2018 con la Bonifica", si è tenuto all'interno dell'Aula Magna del nuovo plesso scolastico Magnaghi-Solari di Fidenza (PR) davanti ad una sala con oltre cento persone presenti tra studenti, tecnici e imprenditori agricoli particolarmente interessati ad approfondire un argomento poco sconosciuto ai non addetti ai lavori, ma essenziale e di straordinaria attualità e rilevanza per tutti coloro che operano o si occupano di ambiente ed economia agroalimentare.

In periodi siccitosi o di vera e grave emergenza idrica (come accadde nell'estate 2017 e come accade purtroppo sempre più di frequente in conseguenza all'aumento delle temperature e all'alterazione sostanziale degli equilibri climatici globali e idrologici dei corsi d'acqua) la quantità di risorsa idrica che per legge è fissata proprio dal DMV (secondo una normativa ormai datata risalente agli anni '90) ha il compito di consentire il mantenimento e la conservazione delle caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua presente, degli habitat e più in generale della biodiversità.

Un equilibrio delicato che proprio nell'ultimo decennio si è dimostrato non più adeguato ai nuovi mutamenti: i fiumi e torrenti della destra idrografica del Po (Piemonte ed Emilia-Romagna) stanno assumendo stabilmente un carattere intermittente, la frequenza di eventi estremi è sempre più elevata e le secche prolungate sono seguite da piene improvvise di breve durata che causano spesso ingenti danni alle colture tipiche del territorio. Per queste ragioni che, basandosi su analisi scientifiche sperimentali - tecniche e accademiche- (che avranno sviluppo ulteriore nei prossimi mesi), tutti i relatori intervenuti, anche se con diverse sfumature di approccio, hanno confermato una sostanziale e comune finalità di individuare un nuovo modello di pianificazione di area vasta di bacino per prepararsi per tempo a nuovi scenari climatici.

La necessità che si è manifestata è quella di operare in modo concertato su un territorio più esteso rispetto a quello odierno in cui sono le singole Regioni a decidere sui provvedimenti di deroga allo stesso DMV. Provvedimenti che tengano in considerazione il mantenimento essenziale dell'habitat, aggiornate politiche di riqualificazione fluviale, attenzione alla qualità della risorsa idrica e alla ricarica delle falde e azioni concrete, anche di tipo infrastrutturale, che favoriscano la presenza costante di acqua necessaria per il sostegno al comparto agroalimentare in modo da non penalizzare oltremodo i valori produttivi dal Made in Italy della pianura Padana.

In più, un dato emerso non di secondaria importanza, è quello che da un ettaro di superficie acquatica della rete di canali artificiali di bonifica si ottiene un effetto fito-depurante che sottrae al terreno circostante un quantitativo di azoto pari a 300 kg con una diminuzione e un maggior controllo sui nitrati. Negli equilibri idrologici territoriali, tra regioni sopra il fiume Po e quelle sottostanti, negli ultimi 20 anni il sistema Emilia Romagna si è guadagnato un alto livello di capacità di risparmio e impiego consapevole della risorsa. Un'attenzione riservata dalle amministrazioni che si sono succedute anche mediante gli strumenti di programmazione come il PSR, dalle tecnologie digitali avanzate come Irrinet-Irriframe di ANBI-CER dei Consorzi di Bonifica che consentono di impiegare l'acqua quando e dove serve diminuendo notevolmente gli sprechi. Il nostro territorio insomma ha investito professionalità e risorse per incrementare l'uso consapevole della risorsa, ma lo squilibrio con le aree a Nord permane e raggiungere una nuova armonizzazione a breve sarebbe fondamentale.

Oltre a questo va considerato che la cementificazione eccessiva degli ultimi decenni, con conseguente impermeabilizzazione dei terreni, non ha certo favorito la conservazione dell'acqua e la speranza è che la nuova Legge sul Consumo di Suolo Zero della Regione Emilia Romagna ne diminuisca in modo considerevole l'impatto negativo. In alcuni anni le temperature registrate hanno superato di 3,6° le medie del periodo e in alcune aree le precipitazioni sono drasticamente calate fino al 65,4 in meno: in quest'ottica sarebbe fondamentale trattenere l'acqua piovana con invasi adeguati alle esigenze, limitare le perdite della rete e incrementare la conoscenza pratica dell'utilizzo dei sistemi d'irrigazione di precisione.

Al convegno, aperto dal sindaco di Fidenza Andrea Massari e dalla Dirigente Scolastica del Magnaghi-Solari Luciana Rabaiotti moderato e curato dal giornalista Andrea Gavazzoli, sono intervenuti: Luigi Spinazzi (Consorzio di Bonifica Parmense), Pierluigi Viaroli (Università di Parma), Paolo Vezza (Politecnico di Torino), Marco Trevisan (Università Cattolica di Piacenza), Stefano Fenoglio (Università Piemonte Orientale Alessandria), Adriano Battilani (ANBI) Franco Zinoni (ARPAER), Alessandro Ghetti (Coldiretti Emilia Romagna), Marco Benati (Confagricoltura), Simone Basili (CIA) e Lorenzo Frattini (Legambiente Emilia Romagna) che ha inviato un dettagliato intervento scritto. L'incontro si è concluso con un monito condiviso dai presenti come percorso comune e indicato dal professor Viaroli : "Quello di cui abbiamo necessità ora non è di ricreare gli ecosistemi che esistevano 200 o 300 anni fa, ma piuttosto di creare nuovi sistemi che crediamo possano essere più adatti per una certa area per i prossimi 100-200 anni di cambiamento climatico"

Camille Parmesan, Science Watch® Newsletter Interview, March 2010

Se l'inverno appena trascorso è stato "clemente" questo non deve consentire di abbassare la guardia. Sottoscritto nella sede del Consorzio della Bonifica Parmense – che coordinerà l'intera attività – il protocollo volto ad individuare nuovi fabbisogni e soluzioni strategiche per contrastare la siccità.

di LGC - Parma 29 marzo 2018 - Le carenze di approvvigionamento idrico in particolari periodi dell'anno stanno sempre più interessando anche i nostri territori. Le precipitazioni cadute in modo violento e in tempi molto ristretti, a testimonianza di una variabilità idrologica quasi endemica, rischiano di non essere più sufficienti per soddisfare a pieno il fabbisogno idrico complessivo Per quanto concerne l'utilizzo irriguo dell'acqua a sostegno indispensabile delle produzioni tipiche del nostro territorio l'anno appena trascorso ha dimostrato quanto sia necessaria un'azione concertata da parte di chi svolge gestione e governo dei flussi volta ad un utilizzo consapevole e virtuoso della risorsa disponibile.

Ecco quindi che il Tavolo Permanente, per quale si è sottoscritto l'accordo presso la sede del Consorzio di Bonifica Parmense, tra i molti soggetti coinvolti, sarà un punto d'incontro tra le politiche territoriali attuate da parte di ognuno dei singoli soggetti coinvolti che insieme individueranno le tematiche di sviluppo prioritarie.

"Probabilmente avremo un'una estate con problematiche molto inferiori a quella precedente - sottolinea Filippo Fritelli presidente della Provincia, ma questo non deve farci abbassare la guardia. Il problema dell'acqua va gestito con una forte consapevolezza, in cui tutti insieme ci uniamo e portiamo avanti un lavoro congiunto sul tema dell'acqua e delle risorse idriche del nostro territorio, perché se questo inverno è stato un po' più clemente e ci lascia pensare che avremo di fronte, facendo gli opportuni scongiuri, un'estate meno problematica di quella precedente questo non ci deve fare abbassare la guardia su quello che è un discorso di prospettiva."

"E' un passo importante, sottolinea invece il presidente della bonifica Luigi Spinazzi, perché abbiamo cercato di coinvolgere le varie forze migliori del territorio parmense che possono dare un contributo, in termini di proposte, progetti concreti, a queste problematiche al quale dovremo dare un seguito da trasmettere ai livelli decisionali superiori, Regione, Ministero, Unione europea."

Il fabbisogno idrico, anche nella nostra provincia, è mutato. Le criticità dovute al fenomeno della siccità si fanno pressanti a tal punto che nell'estate 2017 anche la Provincia di Parma è stata tra le prime in Italia a dichiarare lo stato d'emergenza.

Gli ultimi dati sul fabbisogno minimo giornaliero di acqua pro capite si attestano complessivamente intorno ai 57 litri comprendenti i diversi utilizzi: dall'uso alimentare a quello igienico-sanitario. Per l'OMS, al di sotto dei 50 litri pro capite, si è in presenza di manifesta sofferenza idrica. Gli Italiani ne consumano in media oltre 200 litri al giorno con variazioni notevoli da regione a regione.

Per queste ragioni i soggetti che oggi sottoscrivono il Protocollo d'Intesa che attiverà il Tavolo Provinciale Permanente sulla Crisi Idrica hanno acquisito la consapevolezza delle criticità diffuse conseguenti al contesto sopra citato e la conseguente necessità di intraprendere una gestione oculata e virtuosa della risorsa idrica a beneficio della comunità e del patrimonio agrario.

Avviato per competenza in fase emergenziale dalla Provincia di Parma di concerto con le Istituzioni Regionali, il Tavolo sarà da oggi coordinato dal Consorzio della Bonifica Parmense. Al centro del documento l'obiettivo di contribuire ad incrementare il valore sociale, ambientale ed economico del proprio territorio. Le Istituzioni coinvolte condivideranno e concerteranno tutte le esperienze maturate nei rispettivi ambiti di azione costituendo un unico "Big Data" di patrimonio informativo al fine di creare una rete che realizzi progetti concreti mirati e strategici per il futuro del territorio alla luce dei suoi nuovi fabbisogni.

Il Tavolo Permanente sarà un punto d'incontro tra le politiche territoriali attuate da parte di ognuno dei singoli soggetti coinvolti che insieme individueranno le tematiche di sviluppo prioritarie.

Nel corso dell'incontro odierno, tenutosi nella sede del Consorzio della Bonifica Parmense, alla presenza di numerosi esponenti di Istituzioni, associazioni e stakeholders, i rappresentanti degli enti sottoscrittori hanno inoltre dichiarato:
"Il lavoro d'insieme è utile perché non unisce solo le professionalità riconosciute dei vari enti, ma anche i traguardi da raggiungere – dichiara il Presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli – per un lavoro di verifica e di programmazione importante. Come ente abbiamo avviato già dalla fine dell'estate scorsa questo coordinamento: lo affidiamo oggi al Consorzio di Bonifica come organismo tecnico competente in cui riponiamo massima fiducia per la verifica del fabbisogno idrico del territorio parmense e le possibili soluzioni praticabili".

"La siccità che ha colpito i territori della nostra provincia nell'estate 2017 è stata non semplice da affrontare non solo per la disponibilità d'acqua potabile, ma anche per quella destinata all'agricoltura e all'industria – sottolinea il Presidente della Bonifica Parmense Luigi Spinazzi – . La funzione di ente coordinatore affidata al Consorzio è un onere che accogliamo con grande senso di responsabilità e impegnandoci a mettere insieme le valutazioni sulle esigenze e sui fabbisogni del nostro territorio".

"Il mio ringraziamento al Consorzio della Bonifica Parmense per aver promosso una così importante sinergia per il territorio parmense – così il Rettore dell'Università degli Studi di Parma Paolo Andrei – : fare squadra intorno alle criticità certificate da questo protocollo ci consentirà, grazie all'unione delle singole competenze, di studiare insieme le soluzioni da attuare per raggiungere gli interlocutori più adeguati".

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OBIETTIVI E FINALITÀ DEL PROTOCOLLO (ART. 3)
- promuovere il territorio tenendo conto delle sue peculiarità, con particolare attenzione ai temi dell'innovazione, dell'ambiente, dell'agricoltura, dello sviluppo rurale, dei diversi comparti industriali e in particolare dei settori idroesigenti;
- analisi dei fabbisogni dei territori coinvolti;
- rappresentare i fabbisogni dell'intero territorio a livello regionale (in particolare per i finanziamenti a valere sui fondi strutturali), nazionale ed europeo;
- incentivare la capacità di aggregazione e sviluppo di strategie comuni rivolte a progetti condivisi quali ad esempio: miglioramento della qualità dell'acqua, nuovi bacini di stoccaggio idrico, prevenzione e individuazione delle perdite di rete per ridurre al massimo la dispersione, l'applicazione di tecniche di risparmio irriguo specifiche per l'area e per le colture più idroesigenti, l'adozione di pratiche agronomiche in grado di limitare i consumi irrigui;
- coinvolgere i soggetti pubblici e privati che operano nel territorio creando maggiori occasioni di partecipazione ai progetti europei e di acquisizione di risorse;
- organizzare e gestire al meglio il patrimonio informativo posseduto dalle diverse strutture in una logica di ottimizzazione delle risorse, evitando la duplicazione di attività che possono essere gestite in maniera coordinata tra gli Enti;
- creare una collaborazione di professionalità dotate di idonea e complementare competenza tecnica, finalizzata alla progettazione o supporto nella progettazione;
- promozione ed organizzazione di attività di formazione, informazione, comunicazione e sensibilizzazione interne ed esterne (enti di categoria, imprese, enti di formazione, cittadinanza ecc.);
- monitoraggio, raccolta, analisi, studio e tempestiva diffusione interna delle opportunità relative a bandi ed eventi.

I FIRMATARI dell'intesa:
Consorzio di Bonifica Parmense, Provincia di Parma, Comune di Parma, Università di Parma, Unione Industriali, Agenzia per il Po, AIPO, ARPA, ATERSIR, Emilia Ambiente, IRETI, Montagna 2000, Confagricoltura, CIA, Ente Gestione Parchi e Biodiversità, Comune di Palanzano, Società degli Utenti Naviglio Taro, Ordine degli Ingegneri e Ordine dei Geologi.

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(Foto - membri del Tavolo, da sinistra: Tiziana Benassi, Filippo Fritelli, Luigi Spinazzi, Paolo Andrei e Fabrizio Useri)

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L'ingegner Fabrizio Useri nominato direttore del Consorzio di Bonifica Parmense. Subentra a Meuccio Berselli, incaricato dal Governo alla direzione del più grande distretto idrografico d'Italia.

di LGC - Parma 2 ottobre 2017 - Fabrizio Useri subentra a Meuccio Berselli alla direzione del Consorzio di Bonifica Parmense.
Meuccio Berselli, recentemente nominato dal Governo alla direzione del più grande distretto idrografico d'Italia aveva lasciato, notte tempo, vacante la posizione di vertice della Bonifica parmense.

"Come sapete, ha rimarcato rimarcato Luigi Spinazzi Presidente de Consorzio, Meuccio Berselli è stato chiamato a altro importante incarico e noi, come consiglio, nell'arco di un mese siamo riusciti a individuare e condividere, sul profilo molto valido di Fabrizio Useri, la nuova figura direttiva".

20171002-Fabrizio Userti-2Fabrizio Useri, 57 anni, nato a Bologna è ingegnere civile ed ha al suo attivo il coordinamento dell'attività generale del settore patrimonio dell'ASP Città di Bologna. Vanta, nel suo ricco curriculum vitae, esperienze nell'edilizia bio-ecologica, valutazioni della sostenibilità ambientale nel comparto edile, ingegneria sismica, sicurezza sul lavoro, domotica e risparmi energetici, nonché la gestione integrata dei contratti d'appalto o di opere delle pubbliche amministrazioni.

"Ho lavorato circa 10 anni in una impresa di costruzioni, si presenta Useri, facendo opere pubbliche. Ho intercettato in quel periodo anche il Consorzio di Bonifica Renana con il quale abbiamo fatto opere sui sistemi di sollevamento e sulle canalette. In questi 10 anni l'opera più importante, che ho seguito, come direttore tecnico, è l'organizzazione di Bologna Città di Cultura. Successivamente ho vinto il concorso pubblico all'ASP di Bologna, azienda del Comune di Bologna che ha come mission l'assistenza agli anziani. Diverse le case protette e i centri diurni per anziani che abbiamo realizzato,  oltre alla manutenzione del grande patrimonio di questa azienda che consiste in circa 2.000 ettari di terreno e 1300 unità immobiliari, utilizzando un sistema organizzativo che è molto simile a quello del Consorzio. Devo dire che una delle fatiche più grosse, che ho dovuto affrontare in questo ente, è stata la fusione delle tre ASP cittadine. Sono sicuro che il mix delle esperienze, sia nel campo delle costruzioni, sia di azienda pubblica, potrà dare un servizio ulteriore al consorzio".

"Diamo il benvenuto al nuovo dirigente - interviene Eugenio Zedda, Direttore di Confagricoltura di Parma e Vice Presidente del Consorzio - Anche noi abbiamo condiviso e apprezzato le esperienze e le caratteristiche tecnico professionali che pensiamo possano dare buoni risultati qui a Parma. Gli diamo sin da ora tutta la nostra collaborazione, per svolgere al meglio il suo lavoro, e saremo vigili perché tutto vada per il meglio. Un Augurio di buon lavoro." 20171002-Zedda-al centro

 

Luca Cotti, presidente di Coldiretti e Vice presidente consortile, si associa ai saluti di benvenuto all'ingegnere e sottolinea che "ci sembra la persona giusta per questo ente, ci sembra la persona giusta per i nostri problemi. E' evidente l'altissima importanza che riveste il consorzio di bonifica per le aziende agricole. Quindi nella persona dell'ingegnere riponiamo fiducia e offriremo tutta la collaborazione necessaria per ottenere il massimo del risultato ottenibile."

20171002-Cotti Tamani-ColdirettiInterviene nuovamente il Presidente Spinazzi auspicando che finalmente si passi dalla cultura dell'emergenza a quella della prevenzione. Il riferimento è ovviamente all'emergenza idrica e alla siccità che hanno contraddistinto il territorio in questi ultimi mesi. "Le precipitazioni, dichiara Luigi Spinazzi, quest'anno non sono state di molto inferiori agli anni precedenti, ma sono state molto più concentrate, meno distribuite, con evidenti maggiori complessità di gestione."

Il presidente ha quindi richiamato gli interventi di difesa attiva realizzati sul territorio in questi ultimi anni, ma anche i progetti presentati, per un valore complessivo di oltre 21 milioni di euro che, se verranno finanziati, consentiranno di sostituire le canalette obsolete e di cantierare il progetto di Bocca d'Enza.

"Stamattina, conclude il Presidente, abbiamo sottoscritto con il Comune di Parma e l'Ente Fiere l'accordo per una nuova cassa di espansione su Canale Galasso, mentre lo scorso anno avevamo realizzato il primo stralcio del Canale Burla. Sono risposte che pensiamo possano dare sollievo alla città".

20171002-CDA Consorzio Bonidifica-Parmense

Pubblicato in Ambiente Parma

Ingente morìa di pesci nella canalizzazione dello Spelta da Guardasone a Montechiarugolo a seguito del provvedimento regionale di sospendere a Cerezzola le derivazioni di acqua per l'irrigazione e per garantire il minimo deflusso vitale nell'Enza. Il danno contenuto a monte si ripercuote a valle sulla fauna ittica autoctona.

Parma - 12 Agosto 2017 - Il Consorzio di Bonifica Parmense comunica che nei giorni scorsi, nell'ambito delle quotidiane verifiche eseguite dai tecnici consortili sullo stato delle acque nella propria rete di canalizzazione, ha rilevato una diffusa moria di fauna ittica autoctona nell'area sottesa al Canale Spelta. Il Canale in questione è una delle derivazioni più rilevanti della nostra provincia che grazie all'alveo artificiale di bonifica conduce i flussi delle acque dell'Enza , da Guardasone fino all'abitato di Montechiarugolo, a servizio delle pratiche irrigue di numerose imprese agricole situate in un'area molto vasta che attraversa svariati comuni. Alcuni giorni fa però, per la prima volta dopo 70 anni (cioè dalla sua progettazione ), la derivazione idrica in prossimità della Traversa di Cerezzola nel Comune di Canossa - che consente l'arrivo della risorsa idrica anche sul ramo parmense - è stata sospesa con provvedimento immediato emanato da ARPAE – l'agenzia della Regione Emilia Romagna che sovrintende al governo delle acque sul territorio.

La sospensione secondo la determinazione dell'Agenzia è una misura resa necessaria per garantire il minimo deflusso vitale (DMV) nel corso dell'Enza ovvero la minima quantità di acqua nell'alveo sufficiente per assicurare la biodiversità nel tratto considerato. In questo scenario però la perdurante scarsità di acqua che mette in grave difficoltà economica le aziende agricole del territorio si somma negativamente alla totale chiusura della derivazione di Cerezzola provocando una dannosa ripercussione anche sulla biodiversità della rete consortile.

Da anni infatti il Consorzio sostiene l'importante valore ambientale che la rete di bonifica (di circa 1500 km nel parmense) porta in termini di ricchezza di biodiversità in aree marginali che altrimenti non l'avrebbero.

E' per questo che in questo caso specifico il danno alla stessa fauna ittica che si cerca di limitare per legge a monte si ripercuote a valle proprio a scapito della biodiversità della rete di bonifica che in questo caso subisce ciò che nell'alveo naturale si cerca di contenere. Danno che interessa anche alcune specie arboree fito-depuranti che migliorano l'acqua irrigua a beneficio delle coltivazioni locale alla base della nostra economia agroalimentare.

Domenica, 18 Dicembre 2016 10:22

Fornovo: torna a vivere la via Francigena

Un chilometro di Via Francigena a Fornovo torna a vivere grazie ad una collaborazione tra pubblico e privato. Consorzio di Bonifica Parmense, Comune di Fornovo e Consorzio Strada Massona hanno raggiunto il traguardo di mettere in sicurezza e restituire alla comunità un lungo tratto di carreggiata fino ieri scarsamente praticabile

FORNOVO – 14 dicembre 2016 - Oltre un chilometro di strada tortuosa del tratto parmense della Via Francigena , fino a ieri dissestata ed interessata da una ampia lingua franosa che la tagliava in due, è stata risistemata e rimessa a nuovo. Oggi si è tenuta sul posto la presentazione dei lavori , frutto di una collaborazione fattiva tra un consorzio privato di cittadini della strada Massona - nato appositamente per perseguirò lo scopo - il Comune di Fornovo e l'opera progettuale ed esecutiva del Consorzio di Bonifica Parmense che ha realizzato i drenaggi per i flussi delle acque scolanti, il consolidamento dei versanti sottoposti ad opera di erosione da dissesto idrogeologico e il completo restyling della rete viaria che ospita quotidianamente il traffico veicolare che dalla fondovalle di Sporzana, intersecando la località Monte della Croce, sopraggiunge infine nel centro di Fornovo costituendo un vero e proprio anello viario naturale che aggira la parte alta dell'abitato urbano.

" La strada - ha commentato il presidente Della Bonifica Parmense Luigi Spinazzi - consentirà ad alcuni insediamenti agricoli , imprenditoriali, di poter contare nuovamente su una arteria in condizioni ottimali e il lavoro del Consorzio di Bonifica è stato fatto in tempi utili". Il sindaco di Fornovo Emanuela Grenti ha sottolineato come la collaborazione tra il pubblico e il consorzio privato di cittadini residenti abbia consentito di individuare la soluzione più idea per raggiungere un risultato pragmatico, ora visibile e soprattutto utile a tutta la comunità che ne usufruisce. Sul posto , oltre alle autorità civili e militari e religiose, erano presenti i residenti del Consorzio Strada Massona guidati dall'imprenditore Michele Brianti, il direttore generale del Consorzio di Bonifica Parmense Meuccio Berselli ( che ha coordinato gli interventi tecnici con la collaborazione del responsabile tecnico Ovidio Scaffardi), l'assessore comunale fornovese Alice Venturini, l'imprenditore Luca Accorsi.
(Fonte consorzio di Bonifica Parmense)

La stagione irrigua, iniziata nella normalità degli ultimi 25 anni, potrebbe subire uno stop a causa di un luglio senza precipitazioni e con temperature sopra le medie. Il Consorzio di Bonifica ha misurato la situazione e lo stress idrico del Parmense, presentando inoltre due progetti esecutivi per il miglioramento della rete irrigua. Servirebbero anche più invasi.

Parma, 19 Luglio 2016

Il deficit idrico nella provincia di Parma – causato per lo più dal protrarsi delle alte temperature di 3-4° superiori rispetto alla media del periodo – potrebbe causare già nei prossimi 7-10 giorni un contesto generale pericoloso per le colture tipiche del territorio provocando ripercussioni economiche negative.

A lanciare l' SOS sull'approvvigionamento di acqua per le campagne è il Consorzio della Bonifica Parmense, ente che ha il compito di regolare in modo equilibrato e costante i flussi di risorsa, fornendola adeguatamente alle aziende agricole, compito che in questo momento il Consorzio svolge a pieno ritmo e al massimo delle sue potenzialità (impiegando 40 addetti, 10 in più dell'anno scorso, a servizio degli agricoltori); ma se lo stress da alte temperature non concederà tregua, parte dei 30 mila ettari di agricoltura ducale potrebbero subire un danno con particolare riferimento alle coltivazioni di pomodori, mais e foraggio che rischierebbero di rinsecchire.

La stagione irrigua si era aperta – secondo le stime della Regione Emilia Romagna attraverso il sofisticato sistema di telerilevamento satellitare ICOLT – con una situazione stimata in valori che rientravano nella normalità degli ultimi 25 anni con una necessità di 61 milioni di metri cubi, numero scaturito alla luce dei fenomeni meteorologici che hanno caratterizzato una primavera piuttosto piovosa in grado di mitigare e rendere in discesa l'avvio del fabbisogno idrico dei primi mesi di stagione. Ma il calore improvviso di Luglio e la mancanza di precipitazioni di questi giorni hanno incrementato le percentuali del rischio di rientrare nella cosiddetta "zona rossa" della carenza di acqua, caratterizzata da una serie di cifre al ribasso (riportate nella tabella fornita dai tecnici del servizio irriguo del Consorzio) che evidenzia in modo del tutto chiaro come al nostro territorio servirebbero maggiori quantità di riserve idriche rispetto a quelle disponibili.

In questi frangenti straordinari infatti si rimarca come il Consorzio – a pieno regime di attività dei suoi 1.500 km di canalizzazioni nella provincia (di cui 1.100 per uso anche irriguo) – avrebbe bisogno di magazzini di acqua in grado di conservare quella caduta durante i mesi precedenti. L'ente garantisce la presenza di acqua attraverso le derivazioni dai corsi naturali, ma anche mediante il riutilizzo delle acque reflue (adeguatamente depurate) provenienti da 28 impianti, dai prelevamenti ingenti di quantità dai numerosi pozzi dislocati lungo tutta la provincia, ma la richiesta – in momenti critici – non basta e palesa la mancanza di invasi o progetti a largo raggio e prospettiva in grado di sopperire in modo corretto alle richieste fornendo più garanzie al comparto agroalimentare.

Servirebbero 61 milioni di metri cubi e oggi il Consorzio ne assicura al massimo regime operativo più o meno 30 milioni, con un deficit idrico stimato totale in quasi 34 milioni di metri cubi (di cui ben 17 solo nel bacino idrografico del Taro).

"In simili situazioni di stress da caldo il Consorzio è al massimo delle proprie potenzialità – ha commentato il direttore Meuccio Berselli – . In questo momento le nostre colture sono al sicuro, ma nel giro di pochi giorni con temperature ancora al rialzo porterebbero davvero verificarsi gravi carenze di acqua. Voglio sottolineare come sia fondamentale quindi progettare opere in grado di fornire alle imprese agricole un apporto costante di risorsa: a tal proposito indico le due soluzioni che abbiamo presentato al Ministero dell'Agricoltura in attesa di finanziamento del valore complessivo di 16 milioni di euro. Progetti che migliorerebbero notevolmente la rete irrigua, adeguandola ai bisogni reali odierni ed evitando dispersioni di risorsa".

"La stagione dell'irrigazione – evidenzia Luigi Spinazzi, presidente del Consorzio – procede con un sufficiente apporto alle colture e la Bonifica ha incrementato gli sforzi mettendo a disposizione più addetti per fornire un giusto consiglio irriguo, ma sappiamo che è imprescindibile una visione globale che con infrastrutture adeguate fornisca strumenti per colmare un gap storico che in periodi come questi può penalizzare l'agricoltura".

Tabella Arpae stima dei fabbisogni irrigui medi estivi ad ettaro 1

Tabella Arpae stima fabbisogni irrigui potenziali totali e per singolo consorzio 2

Tabella bonifica parmense deficit idrico complessivo 3

(Fonte: ufficio comunicazione Consorzio della Bonifica Parmense)

Parco Area delle Scienze: l'acqua e il suo recupero tra sicurezza e risparmio. Berselli (Bonifica): "Irrigazione valore irrinunciabile per il nostro territorio, ma da potenziare".

Parma 16 Giugno 2016

Incontro a 360° sul valore della risorsa idrica sul nostro territorio al Parco Area delle Scienze all'interno del Campus dell'Università di Parma. Una lunga full immersion - lunga un'intera giornata - dedicata a tutti gli aspetti tecnico-scientifici e sociali che riguardano "Il recupero delle Acque: sicurezza e risparmio della risorsa idrica".

Grazie all'organizzazione dell'Ordine dei Geologi dell'Emilia Romagna, l'Università di Parma e con la partecipazione di tutti gli enti e addetti ai lavori del complesso "settore-acqua" si sono approfonditi – attraverso una ventina di interventi mirati tutti diversi ed interessanti – gli effetti positivi da incentivare e quelli negativi da prevenire della risorsa idrica, risorsa strategica che richiede – oggi più che mai alla luce dei repentini mutamenti climatici – interventi pubblici pianificati di messa in sicurezza e comportamenti privati, sempre più virtuosi, votati al possibile risparmio.

convegno universita di parma giugno 2016 consorzio bonifica territorio

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti – che ha aperto l'incontro insieme agli assessori comunali Gabriele Folli (Ambiente) e Michele Alinovi (Lavori Pubblici) – ha ribadito l'importanza della gestione dell'acqua, un elemento naturale che diventa strategico e che necessita di interventi utili programmati come per esempio – tra gli altri – la recente ultimazione della cassa di espansione del canale Burla.

E proprio dal lavoro fatto a tempo di record sul cantiere del Burla che il direttore generale del Consorzio di Bonifica Parmense Meuccio Berselli è partito per fare un excursus sull'acqua "da governare", ma anche e soprattutto come valore aggiunto irrinunciabile per le nostre colture, la produttività e l'export delle nostre imprese del comparto agroalimentare. Il Consorzio – in provincia – gestisce e mantiene oltre 1500 km di rete di corsi di acqua artificiali che, oltre alla funzione idraulica e scolo, portano l'acqua alle nostre coltivazioni, ma secondo Berselli alcune criticità restano da compensare per dare garanzie ulteriori alla comunità e all'economia parmense: "Occorre vedere l'acqua come un bene unico e non diviso per settori; incrementare le infrastrutture di accumulo delle acque quando piove e utilizzarle per la funzione irrigua quando manca è un obiettivo da cogliere subito. Oltre a questo rimarchiamo l'importanza della ricarica delle falde e il tema dei livelli del deflusso minimo vitale, che in periodi siccitosi si potrebbe aggiornare nel calcolo che lo determina".

L'Irrigazione in numeri nel parmense:

SUPERFICIE TOTALE: 330.000 ha
SUPERFICIE DI PIANURA: 110.000 ha
SUPERFICIE URBANIZZATA: 20.000 ha
SUPERFICIE IRRIGATA: 30.000 ha
VOLUME MEDIO ANNUO DISTRIBUITO DI 25.000.000 mc

(Fonte: ufficio stampa Consorzio di Bonifica Parmense)

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