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Una promessa mantenuta: riconosciuto anche al personale interinale un premio per il maggiore impegno durante l’emergenza da Covid - 19

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

Il Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi e la Cura della Porfirie, afferente all’UO di Medicina Interna diretta dal prof. Antonello Pietrangelo, ha ricevuto l’autorizzazione da parte di AIFA l’autorizzazione a sperimentare Givosiran (Givlaari®) per un giovane paziente affetto da una forma particolarmente grave di Porfiria Acuta Intermittente, una malattia rara, ereditaria, del fegato, la forma più comune (circa l'80% dei casi) di porfiria epatica acuta. Il farmaco è stato somministrato a un paziente di origini marocchine di 12 anni, nato e residente nella nostra provincia.

Pubblicato il video di un intervento svolto alcune settimane fa al Policlinico.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena protagonista, con l’Ostetricia e Ginecologia, diretta dal prof. Fabio Facchinetti di UNIMORE, sul Journal of Minimally Invasive Gynecology, la più importante rivista del settore, organo ufficiale della American Association of Gynecologic Laparoscopist (AAGL).

Martedì, 19 Maggio 2020 13:09

Sperimentazione Tocilizumab

Sono positivi i riscontri che si hanno dalle analisi preliminari relative allo studio clinico di Fase 2 del Tocilizumab, il farmaco specifico per artrite reumatoide, sperimentato nel contrasto a COVID-19 presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e l’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia. Le speranze sono legittimate, soprattutto dai risultati di letalità a 30 giorni con riduzione della mortalità senza effetti collaterali significativi sui pazienti.

Nel contrasto a COVID-19 uno speranza per la cura arriva dall’impiego del Tocilizumab, il farmaco normalmente utilizzato per la terapia della artrite reumatoide, autorizzato dall’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) per uno studio clinico di Fase 2 coordinato dal Pascale di Napoli, fornito gratuitamente dal produttore Roche.

Lo studio è stato promosso dall'Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Napoli in collaborazione con l'Università di Modena e Reggio Emilia, l'Azienda Ospedaliero-universitaria di Modena e l'Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia oltre che con la Commissione Tecnico Scientifica di AIFA.

Il Prof. Carlo Salvarani di UNIMORE, Direttore della Struttura Complessa di Reumatologia, direttore della S.C. Reumatologia, è uno tra i quattro autori del protocollo nazionale, ed è co-investigatore principale. Allo studio di TOCIVID-19 hanno fornito un apporto significativo e fondamentale i ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena: Prof.ssa Cristina Mussini, Direttrice della Struttura Complessa d Malattie Infettive; Prof. Enrico Clini, Direttore della Struttura Complessa Malattie dell’Apparato Respiratorio; Prof. Massimo Girardis, Direttore della Struttura Complessa Anestesia e Rianimazione I – Policlinico; Prof. Antonello Pietrangelo, Direttore della Struttura Complessa di Medicina Interna Dott.ssa Elisabetta Bertellini, Direttrice della Struttura Complessa Anestesia e Rianimazione II – Ospedale Civile di Baggiovara; Dott. Lucio Brugioni, Direttore della Struttura Complessa Medicina Interna e Area Critica; Dott. Giovanni Pinelli, Direttore della Struttura Complessa Medicina Interna d’Urgenza e Area Critica – Ospedale Civile di Baggiovara.

Il protocollo è stato attivato anche negli ospedali dell’Azienda USL di Modena - Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo - e l’Ospedale di Sassuolo grazie alla collaborazione tra Unimore e Ausl e all’azione di coordinamento tra gli ospedali della rete hub and spoke è stata garantita a tutti i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere territoriali la possibilità di accedere, se in possesso dei requisiti clinici richiesti dalla sperimentazione, allo studio TOCIVID19.

"Il Tocilizumab - spiega il prof. Carlo Salvarani di UNIMORE - è un farmaco biotecnologico, inibitore specifico dell'interleuchina 6, una citochina che gioca un ruolo importante nella risposta immunitaria ed è implicata nella patogenesi di molte malattie in cui vi è una importante risposta infiammatoria, in particolare le malattie autoimmuni. Ebbene, nelle più gravi polmoniti da COVID19, quelle che hanno la prognosi più severa, si è notato che il problema principale non è il virus ma l'abnorme risposta del sistema immunitario, una vera e propria “tempesta citochimica”. Questa eccessiva risposta immunitaria è in parte governata dalla interleuchina-6 e la sua inibizione può quindi ridurre questa risposta immunitaria abnorme con eccessiva infiammazione, e quindi ridurre il danno polmonare".

Il farmaco ha superato la prova. I risultati evidenziano una riduzione della mortalità a 30 giorni. Ora lo studio sarà presto pubblicato su una rivista internazionale in modo da consentire una revisione approfondita da parte della comunità scientifica.

L’analisi primaria ha riguardato 301 pazienti registrati per lo studio di Fase 2 (in 20 ore tra il 19 e il 20 marzo) e 920 pazienti registrati successivamente tra il 20 e il 24 marzo, provenienti da 185 centri clinici distribuiti su tutto il territorio italiano, inseriti nell’analisi con l’obiettivo di confermare i risultati osservati nello studio di Fase 2.

Questi pazienti – racconta la Prof.ssa Cristina Mussini, Principal Investigator locale dello studio su Tocilizumab - erano stati tutti ricoverati in ospedale a causa di un quadro di polmonite insorto in corso di infezione da coronavirus, e presentavano segni di insufficienza respiratoria. Sono stati invece esclusi da questa analisi i pazienti intubati da oltre 24 ore, che saranno oggetto di ulteriore approfondimento”.

A causa della limitata disponibilità iniziale di farmaco, e della rapidissima richiesta da parte dei centri, in entrambi i gruppi, solo il 60% dei pazienti è stato trattato con Tocilizumab, in qualche caso anche a rilevante distanza di tempo dalla registrazione. Inoltre, verosimilmente a causa di una selezione operata nei centri, i pazienti trattati erano clinicamente peggiori di quelli non trattati, con insufficienza respiratoria più grave e forme di assistenza respiratoria più intensiva.

Nel corso dei 30 giorni successivi, nello studio di Fase 2 sono stati registrati 67 decessi. Come definito dal protocollo, l’analisi primaria è stata condotta sul tasso di letalità a 14 e a 30 giorni. In particolare, a 14 giorni il tasso di letalità riportato nella fase 2 è risultato 18.4%, considerando tutti i pazienti, e 15.6%, considerando solo quelli che hanno ricevuto il farmaco, entrambi inferiori, ma in maniera non statisticamente significativa, al 20% previsto a priori sulla base dei dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità nel corso dell’epidemia.

Invece, i risultati sono statisticamente significativi a 30 giorni, quando i valori di letalità sono 22.4% in tutti i pazienti e 20.0% nei soli trattati (rispetto al 35% che ci si aspettava a priori).

Il gruppo di validazione di 920 pazienti è caratterizzato da una prognosi decisamente migliore rispetto alla Fase 2, sia per i pazienti trattati con Tocilizumab che per quelli non trattati. Infatti, a 14 giorni la letalità risulta dell’11.4% in tutti i pazienti e 10.9% nei soli trattati, e a 30 giorni del 18.4% in tutti i pazienti e del 20.0% nei soli trattati.

Questi risultati – afferma il professor Carlo Salvarani di Unimore - da una parte confermano quelli riportati nella Fase 2, ma dall’altra introducono un necessario elemento di cautela nella interpretazione. L’analisi degli eventi avversi condotta nella popolazione congiunta di 708 pazienti trattati non ha mostrato segnali rilevanti di tossicità specifiche, diverse cioè dagli eventi avversi attesi nella condizione patologica di base”.

Complessivamente, quindi, lo studio TOCIVID-19, pur con i limiti di uno studio a singolo braccio, reso più complesso dalla rapidità di arruolamento e dalla corrispondente limitata disponibilità di farmaco, suggerisce che Tocilizumab possa ridurre significativamente la mortalità a un mese, ma che il suo impatto sia meno rilevante sulla mortalità precoce. “Ci si augura che gli studi di Fase 3 randomizzati tutt’ora in corso – conclude il professor Carlo Salvarani - possano nelle prossime settimane confermare questi risultati”.

Intanto AIFAvaluta positivamente questo studio realizzato in condizioni di emergenza con alcune limitazioni e problematicità legate all’accesso al farmaco” e si afferma in una loro nota che “lo studio non fornisce una prova definitiva di efficacia del Tocilizumab in pazienti con polmonite da Covid19, trattandosi di uno studio non comparativo (di fase II). L’analisi congiunta di questo studio, assieme agli studi randomizzati in corso, consentirà quindi di ottenere una stima affidabile della entità del possibile beneficio”.

Al Policlinico è garantita l’attività urgente, la somministrazione dei farmaci biologici e le terapie salvavita

Con la bella stagione cominciano le allergie e in questo particolare momento storico è fondamentale evitare di confondere i sintomi di stagione con quelli da COVID19 e prestare attenzione al corretto utilizzo dei farmaci contro l’allergia.

La vera sfida è distinguere i sintomi dell’allergia da quelli del COVID19. “Le allergie– commenta il prof. Giovanni Pellacani di UNIMORE, Direttore della Dermatologia del Policlinico che al suo interno ha il Servizio di Allergologia - danno sintomi per certi versi sovrapponibili a quelli dei pazienti COVID19 sintomatici, ma con delle importanti differenze. Innanzitutto, un’allergia non dà di per sé febbre sopra i 38 gradi. Quindi, se un paziente sa di essere allergico e non sviluppa febbre deve pensare che il problema sia l’allergia. L’allergia, inoltre, risponde a terapie specifiche a cui i sintomi del COVID19 non rispondono. In caso un paziente non sappia di essere allergico e nutra dei dubbi, il Medico di Medicina Generale saprà indirizzare il cittadino verso il corretto percorso diagnostico."

A questo proposito è importante sottolineare che il Servizio di allergologia del Policlinico, attivo all’interno della Struttura Complessa di Dermatologia continua ad assicurare le urgenze, la somministrazione dei farmaci biologici e l’attività salvavita come centro di riferimento nazionale per il veleno da imenotteri. L’accesso è rimasto invariato per le attività prioritarie, mentre i medici sono disponibili per consulenze telefoniche per i pazienti già seguiti.

È importante riconoscere i sintomi - spiega la dottoressa Laura Bonzano, allergologa della AULS e del Policlinico di Modena - l’allergia stagionale presenta un interessamento del naso, detto rinorrea, caratterizzato da perdita di liquido e sternuti, associata alla lacrimazione di entrambi degli occhi. Al contrario, il COVID19 comporta occlusione del naso e secrezioni negli occhi meno frequente e spesso ad inizio monolaterale. È fondamentale che i pazienti allergici proseguano le terapie antiallergiche a livello nasale e bronchiale e a livello sistemico già prescritte secondo le indicazioni del proprio medico di riferimento

Nuovi medici, infermieri e tecnici radiologi per fronteggiare l’emergenza coronavirus. L’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena hanno aperto da alcuni giorni le selezioni per reperire personale sanitario aggiuntivo, da impiegare immediatamente, con contratti libero professionali, nelle strutture ospedaliere della provincia. Tra questi vi sono anche medici in formazione: l’attuale normativa prevede, infatti, la possibilità di assunzione degli specializzandi del penultimo e ultimo anno.

In particolare, gli avvisi riguardano medici specialisti (anestesisti, pneumologia, internisti, geriatri, medici dell’emergenza-urgenza, radiologi e infettivologi), medici laureati e abilitati, ma senza specialità, personale infermieristico in generale e con esperienza lavorativa in Terapia intensiva, area critica ed emergenza, e personale tecnico di radiologia. A breve saranno avviate anche le ricerche di medici igienisti per far fronte alle numerose incombenze che fanno capo al Dipartimento di Sanità pubblica.

Tutti i bandi, raggiungibili dalla pagina dedicata sul portale Ausl e dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, non hanno scadenza e sono aperti anche a personale in pensione, mentre i bandi per il personale medico sono rivolti anche a specializzandi all'ultimo o al penultimo anno di corso.

Le assunzioni di personale sono già cominciate nelle scorse settimane. L'Azienda Ospedaliero - Universitaria ha completato l'assunzione di 20 medici. Di questi, 3 sono specialisti (un in Malattie dell’Apparato Respiratorio, 2 in Malattie Infettive) con incarico a tempo determinato, cui si aggiungono 17 medici con contratto libero professionale. Di questi, uno ha già conseguito la specializzazione, e 16 sono specializzandi (di cui 14 iscritti all'ultimo anno e 2 al penultimo). A questi si aggiungono 3 medici in pensione (un infettivologo, uno pneumologo e un chirurgo) che presteranno la loro opera gratuitamente. L’Azienda ha poi assunto 80 operatori delle professioni sanitarie: 42 infermieri, 32 operatori sociosanitari, 1 tecnico di laboratorio, 5 tecnici di radiologia, alcuni direttamente, altri tramite l’agenzia interinale.

Al momento all'Azienda USL di Modena sono stati attivati 8 contratti per medici specializzandi. Ha assunto 79 operatori delle professioni sanitarie: 39 infermieri, 36 operatori sociosanitari, 2 tecnici di radiologia e 2 tecnici di laboratorio, alcuni direttamente, altri tramite agenzia interinale. Ad essi si aggiungono ulteriori 3 contratti libero professionali per infermieri.

Le assunzioni continueranno anche nei prossimi giorni in base all'evoluzione della situazione – spiegano la dottoressa Sabrina Amerio, Direttore Amministrativo dell’AUSL di Modena e il dottor Lorenzo Broccoli, Direttore Amministrativo dell’AOU di Modena – in base al fabbisogno che sarà determinato dall'evoluzione dell’epidemia, tenendo presente che sin dall'inizio abbiamo riassegnato ai reparti più coinvolti medici e infermieri riorientati nelle loro attività a seguito della riduzione dell’attività chirurgica e ambulatoriale”.

Privati, associazioni, imprese con l'USL di Modena nella lotta al COVID19

I cittadini modenesi sono vicini al loro servizio sanitario pubblico in questa battaglia quotidiana contro il COVID19 in cui è impegnata tutta la rete provinciale in sinergia con quella regionale. L’Azienda USL di Modena garantisce l’assistenza sul territorio e negli ospedali della provincia - in collaborazione con l’Ospedale di Sassuolo Spa -, si occupa delle indagini epidemiologiche e dell’isolamento dei pazienti con coronavirus e dei loro contatti stretti, gestisce il sistema di emergenza-urgenza territoriale 118. Gli ospedali dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena (il Policlinico e l’Ospedale Civile di Baggiovara) sono le strutture in cui viene centralizzata la maggior parte dei pazienti positivi che necessitano di assistenza ospedaliera.

Da quando è stata creata la causale aiutocovid19, circa dieci giorni fa, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha beneficiato di oltre 700.000 euro versati sul conto corrente, cui si aggiungono circa 44.000 euro in beni di consumo sanitario con la donazione di mascherine, guanti in lattice, caschi riutilizzabili, tute, salviette e gel igienizzante. Una importante parte del denaro raccolto (251.800 euro) è frutto della generosità dei privati, cui si aggiungono 90.000 raccolti direttamente dalla piattaforma GoFoundMe e oltre 362.000 donati da imprese, ditte e associazioni. Qualcuno ha addirittura lanciato raccolte fondi su Facebook, altri su piattaforme di Crowdfunding, altri ancora si sono mossi singolarmente. A questi si aggiungono 55.000 euro per l’acquisto di un ecografo per anestesia e rianimazione donati da Italpizza e i 400.000 di Atlas Concorde per un sistema radiografico portatile 3D, dona un ecografo di ultima generazione al Policlinico di Modena, 7.820 euro, per un apparecchio ecografico palmare dal Golf Club di Modena (consegnato venerdì scorso), il Rotary Club Modena ha donato 26.230 euro per acquistare un ventilatore polmonare.

Grande generosità anche verso l’Azienda USL di Modena: oltre 650 i donatori privati che hanno versato complessivamente 323.000 euro sul conto corrente AUSL con la causale aiutocovid19, mentre 53 soggetti tra ditte e associazioni hanno versato altri 618.000 euro, per un totale di circa 941.000 euro. Altri fondi sono in arrivo dalla ditta USCO che attraverso GoFoundMe ha raccolto quasi 30.000 euro.
Si aggiungono donazioni in corso di acquisizione da parte di AVAP Pavullo per ecografi, laringoscopi e un erogatore di ossigeno ad alti flussi per il valore complessivo di 71.000 euro. BBraun ha invece donato attrezzature (sempre in corso di acquisizione) per l’allestimento di 4 posti aggiuntivi in Terapia Intensiva, per un valore complessivo di 30.000 euro. Sono in corso di acquisizione un’ambulanza con camera di biocontenimento donata da Ferrari spa (100.000 euro), un generatore ad alti flussi e 10 caschi per la ventilazione (5.7000 euro) per conto di Rotary Vignola e sistemi di ventilazione polmonare ad alto flusso (12.000 euro) per Lions Host di Carpi 3. Sono arrivate infine all’AUSL donazioni in dispositivi di protezione individuale, mascherine chirurgiche e FFP2 per un valore complessivo di oltre 8.500 euro.

A ciò si aggiungono le donazioni delle Fondazioni di Modena, Carpi, Vignola e Sassuolo agli ospedali della rete provinciale, per un totale complessivo di 1.500.000 euro.

“Quando questa crisi sarà terminata – hanno commentato la dottoressa Sabrina Amerio, Sub Commissario amministrativo dell’Azienda USL di Modena e il dottor Lorenzo Broccoli, Sub Commissario amministrativo dell’AOU di Modena – troveremo il modo per ringraziare tutti della loro generosità con un’iniziativa dedicata. Oggi, però, vorremmo esprimere la nostra gratitudine a tutti quelli che hanno donato e che doneranno, assicurando che la loro generosità non andrà sprecata”.

Per donare è sufficiente effettuare un bonifico con la causale aiutocovid19
Si ricordano i conti correnti delle Aziende sanitarie modenesi:
Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena presso Intesa San Paolo, IBAN: IT 57 X 03069 02477 100000046051. Codice Swift: BCITITMM
Azienda USL di Modena presso Intesa San Paolo, IBAN: IT 11 W 03069 02477 100000300268
Ospedale di Sassuolo S.p.A. presso Intesa San Paolo, IBAN: IT 42 M 03069 67017 100000002263 e Fondazione Ospedale di Sassuolo O.n.l.u.s. con bonifico bancario su cc: IBAN: IT 74 S 02008 67016 000102982966 indicando nella causale “emergenza Covid”.

Come già comunicato, l’Ospedale di Sassuolo ha raccolto finora, complessivamente, 102.454 euro in donazioni, e attraverso la Fondazione altri 410.000 euro.

Siccome donare è anche un gesto di fiducia verso le singole persone l’AOU ha deciso di affiancare alcune causali specifiche per alcuni reparti più esposti, in modo da consentire a chi lo vuole di indicare l’equipe cui far arrivare il frutto della sua generosità.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria ha attivato su suo conto corrente anche le causali:
Terapia Intensiva Policlinico - aiutocovid19TIPOPoli
Terapia Intensiva Baggiovara - aiutocovid19TIPOBaggio
Malattie Infettive - aiutocovid19Malinf
Malattie Apparato Respiratorio - aiutocovid19PSPneumo
Pronto Soccorso Policlinico - aiutocovid19PSPoli
Pronto Soccorso Baggiovara - aiutocovid19PSBaggio

Ausili assorbenti. Per tutelare la salute dei cittadini la Ausl di MODENA ha predisposto la chiusura al pubblico dei distretti sanitari, causa Covid-19.

Serenity garantirà il servizio di consulenza infermieristica da remoto agli utenti per attivazioni del servizio a domicilio, richiesta di informazioni e modifiche della fornitura

• Con questo servizio, garantito in remoto ai contatti indicati, Serenity offre supporto alle AUSL e continuità di servizio agli utenti.
• Gli utenti che ancora non usufruiscono del servizio a domicilio sono pregati di rivolgersi ai contatti indicati
• Nonostante Covid-19 il servizio di consegna domiciliare è garantito da Serenity con regolarità

Vista la situazione particolare creata da Covid-19, Serenity è impegnata nel fornire il massimo supporto alle AUSL, insieme alla continuità del servizio ai propri utenti. Per questo motivo l’azienda ritiene utile fornire alcune informazioni di servizio.

Dopo le necessarie limitazioni al pubblico nei distretti sanitari della Ausl di Modena causa Coronavirus, per evitare il sovraffollamento delle sale di attesa, Serenity continua a garantire il servizio infermieristico agli utenti per attivazioni della consegna degli ausili assorbenti a domicilio, richiesta di informazioni, modifiche della fornitura e assistenza in generale.
A causa di tali limitazioni il servizio viene ora erogato in remoto ai seguenti contatti:

Sede di Modena
Tel. 059.438200
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Lunedì – Mercoledì - Venerdì dalle 9.00 alle 12.00

Sede di Castelfranco Emilia
Tel. 059.929351
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Martedì dalle 14.00 alle 17.00

Sede di Mirandola
Tel. 0535.602169
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Martedì – Mercoledì dalle 8.30 alle 11.30

Sede di Carpi
Tel. 059.659972
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Lunedì – Mercoledì dalle 14.00 alle 18.00

Sede di Vignola
Tel. 059.777074
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Martedì dalle 9.00 alle 12.00 - Mercoledì dalle 15.00 alle 17.00

Sede di Pavullo
Tel. 0536.29111
Giovedì dalle 14.30 alle 18.00

Sede di Sassuolo
Tel. 0536.863671
Lunedì dalle 13.00 alle 18.30 - Mercoledì 8.00 alle 12.30

Per informazioni sulle consegne è attivo il numero verde 800 719702 dalle 9.00 – 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00

Serenity invita tutti gli utenti, a maggior ragione in questo momento, a seguire le indicazioni e contattare i riferimenti indicati in caso di necessità, così da poter continuare ad usufruire del servizio e al tempo stesso lasciare i distretti AUSL concentrati a gestire la situazione creata da Covid-19.

A seguire il consueto Bollettino con le principali attività organizzative dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena in riferimento al COVID-19. Per facilitare la comprensione è stato suddiviso in capitoli. Importante sottolineare che tutti gli interventi organizzativi sono effettuati in stretta sinergia con l’Azienda USL di Modena, in un’ottica di sistema.

Il personale impegnato
Tutto il personale che lavora negli Ospedali dell’AOU di Modena è impegnato nella gestione della crisi. Ovviamente i reparti più direttamente coinvolti sono le Malattie Infettive, le Malattie dell’Apparato Respiratorio, i Pronto Soccorsi e le Terapie Intensive. Tutta la struttura, però, è chiamata a collaborare per gestire la situazione, col personale sanitario, tecnico e amministrativo.

L'Azienda Ospedaliero - Universitaria ha previsto l'assunzione di medici per l’UO di malattie infettive, che è stata potenziata anche con l’aggiunta di due reperibilità H24. Una reperibilità aggiuntiva in fascia diurna è stata anche istituita presso l’UO di Malattie dell'Apparato Respiratorio, dove vi è stato un potenziamento dell’organico in servizio.

Negli ultimi 15 giorni sono stati inoltre assunti 52 tra infermieri, OSS, ostetriche e tecnici di radiologia. Le assunzioni continueranno anche nei prossimi giorni in base all'evoluzione della situazione. Questo si aggiunge alla riassegnazione ai reparti più coinvolti dei medici e degli infermieri recuperati a seguito della riduzione dell’attività chirurgica e ambulatoriale.

Al momento sono 9 i sanitari dell’Azienda Ospedaliera che sono risultati positivi, per contatti verosimilmente avuti all’esterno dell’Ospedale.

Posti in Terapia Intensiva

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha avviato un programma progressivo di ampliamento dei posti di Terapia Intensiva da dedicare ai pazienti COVID-19 positivi. Al momento al Policlinico, oltre ai 12 letti normalmente dedicati alla Terapia Intensiva, sono stati attivati 9 posti letto al 1° piano nell’area precedentemente occupata dalla Sub-Intensiva pneumologica. Dopo questa prima attivazione, è stata realizzata un’ulteriore espansione utilizzando il Blocco Operatorio del 1° piano, che ha permesso di dedicare altri 13 posti letto per il ricovero di pazienti intensivi.
Presso l’Ospedale Civile, sono stati attivati 6 posti nella Terapia Intensiva dedicati ai pazienti COVID-19: sarà possibile utilizzare se necessario, in modo progressivo e modulare, tutti i 24 posti intensivi per i pazienti COVID-19, mantenendo i posti letto necessari per l’assistenza agli altri pazienti attivando uno specifico settore di 10 posti letto ricavati nella Recovery Room e nelle sale operatorie del comparto operatorio chirurgico del 3 piano.
Quindi, in questo momento abbiamo attivi 22 posti presso il Policlinico più 6 posti all’Ospedale Civile, per un totale di 28 posti intensivi dedicati ai COVID-19. Attualmente sono ricoverati 15 pazienti, tutti in prognosi riservata. Saranno possibili ulteriori attivazioni in altri settori, in base all’evoluzione del quadro epidemiologico.

Settori dedicati ai pazienti COVID positivi e con polmonite

COVID positivi: attualmente in Malattie Infettive al Policlinico abbiamo la disponibilità di 51 posti letto: domani alle 12 saranno attivi altri 25 posti letto ricavati utilizzando parte di una degenza prima dedicata al settore chirurgico, per un totale di 76. I COVID positivi ora ricoverati in degenza ordinaria presso il Policlinico sono 43
Per la stessa tipologia di pazienti, presso l’Ospedale Civile di Baggiovara è stato dedicato un settore di 30 posti letto, recuperati per la riduzione dell’attività chirurgica.

POLMONITI: le polmoniti interstiziali in attesa del risultato del tampone vengono concentrate, per quanto riguarda il Policlinico, presso le Malattie dell’apparato Respiratorio con 15 posti letto disponibili, che si potranno ampliare utilizzando parte della degenza di Medicina Interna. All’Ospedale Civile di Baggiovara questi pazienti sono concentrati in un settore apposito presso la Medicina d’Urgenza del Pronto Soccorso.

Tamponi

Da oggi il laboratorio di Virologia dell’Azienda effettuerà direttamente le indagini sui tamponi dei pazienti. Questo consentirà di ridurre notevolmente i tempi di risposta.

Terapie

Utilizziamo i protocolli più avanzati. In particolare, utilizziamo un inibitore proteas utilizzato già per l’HIV che ha alcuni enzimi con una struttura simile e, per abbassare la carica virale un farmaco utilizzato in reumatologia a base di idrossiclorochina. Nelle prossime settimane partiranno anche due protocolli di ricerca sui pazienti appena giunti oppure con un’evoluzione molto rapida dei quali daremo conto in seguito.



IL PROSSIMO BOLLETTINO È PREVISTO PER VENERDI’ 13 MARZO SEMPRE DOPO L’INVIO DELLA NOTA REGIONALE. POTETE INVIARE COME AL SOLITO ALCUNE DOMANDE IL GIORNO PRIMA. GRAZIE E BUON LAVORO

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 (Luca Sircana)

 

Firmata la convenzione tra Holostem e AOU di Modena. Si chiamerà EB Hub, nascerà al Policlinico di Modena e sarà un centro unico nel suo genere, capace di costituire il punto di incontro tra diagnosi, ricerca, assistenza e terapie innovative per l’Epidermolisi Bollosa (EB), o “malattia dei bambini farfalla”, una patologia rara ma molto grave che proprio a Modena vanta promettenti successi nella terapia genica, grazie al lavoro del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” di UNIMORE e dello spin-off universitario Holostem Terapie Avanzate.

Modena, 23 gennaio 2019 - È stata firmata oggi la convenzione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e Holostem, che investirà circa un milione di euro per realizzare, entro il 2020 al piano terra del Policlinico, una nuova area di Dermatologia, dedicata ai bambini farfalla e agli ambulatori per la diagnosi avanzata e la cura dei tumori della pelle, da cui i pazienti EB sono frequentemente colpiti.

“La convenzione che abbiamo firmato oggi – spiega Lorenzo Broccoli, Direttore Amministrativo dell’AOU di Modena – è una grande opportunità di crescita per il nostro Policlinico perché contribuisce a un progetto di rilievo internazionale, con importanti vantaggi per tutta la Sanità provinciale e regionale. Essa, infatti, ci consentirà non solo di realizzare un centro di eccellenza nella ricerca, nella diagnosi e nella cura di una patologia rara, molto grave, e quindi di portare avanti una missione etica di grande rilevanza; rappresenterà anche un volano per le cure dermatologiche nel loro complesso perché ci permetterà di avere spazi dedicati alla diagnosi avanzata e alla cura dei tumori della pelle, nell’ambito della rete provinciale inaugurata proprio nei giorni scorsi. Desidero ringraziare, quindi, Holostem per la sensibilità e Unimore per l’impegno che ci consente di realizzare oggi questo progetto. Fondamentale è stato il ruolo della Regione che ci ha sostenuto e ci sosterrà, consentendoci di acquisire anche le risorse professionali necessarie a potenziare la Dermatologia nell’ottica di questa sfida in particolare ma a beneficio di tutti.”.

L’intervento consiste nella realizzazione di un’area ambulatoriale al piano terra del Policlinico di Modena (Corpo E) dedicata al servizio di cura dell’Epidermolisi Bollosa e di altre patologie bollose e genodermatosi potenzialmente trattabili con terapie avanzate a base di cellule staminali epiteliali; inoltre vi troveranno collocazione ulteriori ambulatori di dermatologia. All’area, di circa 550 mq., si accede direttamente dall’atrio principale dell’ospedale (ingresso 1). Il progetto prevede la suddivisione in due zone, la prima dedicata ad ambulatori di dermatologia per diagnostica oncologica e una seconda propriamente dedicata al Servizio di cura della EB, che presenta un ulteriore accesso dall’esterno dedicato (l’ingresso del vecchio Pronto Soccorso). I lavori dureranno circa sei mesi dalla consegna del grezzo che avverrà a breve, non appena definiti gli ultimi dettagli di progettazione e strutturali.

“Sulla base di una precisa indicazione del Presidente della Regione Emilia-Romagna alla realizzazione del progetto e conseguenti impegni presi per sostenerlo, è stata firmata la convenzione - ha concluso l’Avv. Broccoli – che riguarda la realizzazione chiavi in mano di una piattaforma assistenziale all’avanguardia per la diagnosi e la cura dell’epidermolisi bollosa. Si tratta di una convenzione tra un’Azienda sanitaria pubblica come la nostra e una società privata spin-off del nostro Ateneo. Noi forniremo l’area al grezzo, gli arredi, le attrezzature e il personale medico. Holostem ristrutturerà a proprie spese l’area individuata. Importante sottolineare che la convenzione è decennale e ci consentirà di portare avanti un percorso di ricerca e terapia che porrà la realtà modenese ai vertici a livello internazionale. Contiamo di poter inaugurare l’EB-Hub prima dell’autunno perché una delle caratteristiche di questa convenzione è proprio quella di consentirci di realizzare in tempi molto brevi la ristrutturazione di uno spazio che al momento era rimasto al grezzo e di dedicarlo a un progetto sfidante e di grande importanza etica”.

“Il nuovo centro – spiega il prof. Giovanni Pellacani Presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia e Direttore della Dermatologia – costituirà un unicum nel panorama internazionale per la presa in carico dei pazienti dalla diagnosi alla terapia genica, grazie alla convergenza di competenze di eccellenza sia in campo clinico, sia nel campo della ricerca e dell’innovazione scientifica. Concentrare in un solo luogo gli ambulatori dedicati all’EB e gli strumenti di diagnostica non invasiva, campo in cui Modena è all’avanguardia, e di oncologia dermatologica consentirà una presa in carico più razionale ed efficace di questi pazienti particolarmente delicati”.

L’epidermolisi bollosa è infatti una rara e invalidante malattia genetica che provoca bolle e lesioni sulla pelle e nelle mucose interne. È accumunata alla fragilità delle ali di una farfalla proprio per come l’epidermide si stacca dal derma. Si calcola che al mondo siano circa 500.000 le persone colpite da questa patologia, con diversi gradi di gravità. Nei casi più severi questa patologia è incompatibile con la vita.

Oggi, grazie alla ricerca di eccellenza del team del prof. Michele De Luca del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” di UNIMORE e all’impegno di Holostem nel rendere disponibili per i pazienti i risultati della ricerca universitaria, esiste una speranza per questi pazienti, tramite innovativi protocolli di terapia genica che riescono a ricostruire in laboratorio lembi di pelle geneticamente corretta tramite le cellule staminali dei pazienti stessi. Fino ad oggi sono un’ottantina i pazienti, provenienti da tutta Italia, visitati presso l’Ambulatorio delle ferite difficili della Dermatologia del Policlinico, grazie a due progetti regionali di ricerca sull’EB del valore di quasi 2 milioni di euro, che hanno messo in rete realtà pubbliche e private come il Centro Interdipartimentale Cellule Staminali e Medicina Rigenerativa e il Centro di Ricerche Genomiche di Unimore, l’AOU di Modena, Holostem, Chiesi e altre imprese del territorio. La nuova area che verrà realizzata, metterà a disposizione di questi pazienti le migliori tecnologie in una struttura di Day Hospital progettata sulle loro esigenze. Essendo l’EB una patologia sistemica e complessa i pazienti saranno seguiti da un’equipe multi-disciplinare che comprende anche neonatologia, pediatria, genetica medica, chirurgia della mano, ortopedia, fisiatria, diagnostica, ecc. e la collocazione nel cuore del Policlinico consentirà al paziente di non muoversi, perché sarà l’organizzazione a ruotare intorno a lui.

“Per il nostro centro – commenta Michele De Luca di UNIMORE, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa – è fondamentale avere uno spazio clinico, a Modena, all’interno del Policlinico che consentirà a noi ricercatori di accrescere la conoscenza dei vari aspetti della malattia e conseguentemente applicare al meglio le terapie innovative che stiamo cercando di sviluppare, in collaborazione con Holostem, per tutti i pazienti con le diverse forme di Epidermolisi Bollosa e, in futuro, con altre genodermatosi”.

Proprio grazie a Holostem, nel 2015, è stato trattato con la terapia genica ex-vivo il piccolo Hassan, il bambino farfalla arrivato dalla Siria alla Germania, nel centro specializzato di Bochum che è valso ai ricercatori modenesi diversi premi internazionali tra cui i prestigiosi ISSCR Innovator Award, il Premio Black Pearl di Eurordis, il premio In Innovators in Science della New York Academy of Sciences.

“La nostra presenza in questo progetto e nella sua realizzazione è la testimonianza della volontà di effettuare un ulteriore importante investimento, dopo quelli sostenuti in tutti questi anni, con l’obiettivo di cercare di portare una cura alle persone che ne sono affette ed alle loro famiglie, di essere loro più vicino - ha dichiarato Andrea Chiesi, Presidente di Holostem -. Perché queste patologie si potranno affrontare solo così, insieme, al fianco dei pazienti, mettendo al centro loro e le loro esigenze, e cercando di fornire delle risposte concrete e di ampio respiro. Un approccio alla cura delle persone, non solo alle terapie. Per questo, per i Bambini Farfalla oggi è un giorno importante, che vale la pena festeggiare”. “L’EB Hub sarà essenziale per esportare in Europa e nel mondo il modello clinico sviluppato a Modena e portare le terapie dal laboratorio di ricerca a tutti i Bambini Farfalla” aggiunge Marco Dieci, Amministratore Delegato di Holostem. La realizzazione sarà affidata ad un’altra Azienda del territorio, l’Ing. Ferrari S.p.A. di Modena.

“Per noi famiglie di pazienti è fondamentale trovare un centro ‘a misura di bambino farfalla’ che sia un unico punto di riferimento per tutte le necessità legate a una malattia così rara e complessa come l’epidermolisi bollosa, dalla diagnosi alla gestione clinica fino alla terapia genica che rappresenta per noi l’unica speranza di guarigione definitiva” – commenta Giulia Schenetti, Vicepresidente dell’Associazione Le Ali di Camilla, nata a Modena in luglio proprio per supportare i pazienti che accederanno all’EB Hub e intitolata alla sua bimba, seguita a Modena dalla nascita fino alla sua prematura scomparsa dovuta ad una forma particolarmente aggressiva di EB.

“Ancora una volta la sanità modenese si posiziona all’avanguardia a livello nazionale e mondiale grazie alla proficua collaborazione tra istituzioni pubbliche e private – ha commentato Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena e Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria – che consente di mettere in rete la competenza del Centro di Medicina Rigenerativa e quella dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena per dare una risposta a questi pazienti che potranno venire a Modena da tutto il mondo. Per questo ringrazio Holostem per la sensibilità e tutti i professionisti coinvolti per l’impegno. E approfitto dell’occasione per congratularmi con Michele De Luca e Graziella Pellegrini per la notizia arrivata proprio pochi giorni fa del nuovo premio Louis-Jeantet, di cui hanno vinto l’edizione 2020 e che è da molti considerato un’anticamera per il Nobel, che sarebbe davvero un sogno per tutti noi modenesi e per tutto il territorio. Modena si augura che il meritato Nobel un giorno arrivi in città".

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