Mercoledì, 15 Luglio 2026 14:40

Livelli Essenziali di Assistenza Emilia Romagna. Seconda dati 2024 In evidenza

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FIALS Emilia-Romagna - Sanità, il "podio" dell'Emilia-Romagna è costruito sul sacrificio dei lavoratori. Basta propaganda.

Bologna, 15 luglio 2026 - Leggiamo con stupore gli articoli che celebrano il secondo posto dell'Emilia-Romagna nella classifica del Ministero della Salute sui Livelli Essenziali di Assistenza. Un risultato che, se letto senza guardare cosa accade realmente negli ospedali e nei servizi territoriali, rischia di raccontare una realtà profondamente diversa da quella vissuta ogni giorno da cittadini e operatori.

Per la FIALS Emilia-Romagna questo podio non rappresenta un successo, ma il simbolo del sacrificio quotidiano di migliaia di professionisti che tengono in piedi il Servizio sanitario regionale pagando un prezzo umano altissimo.

In Emilia-Romagna circa 25.000 lavoratrici e lavoratori della sanità hanno prescrizioni e limitazioni certificate dalla Medicina del Lavoro, conseguenza di anni di carichi di lavoro insostenibili, turni massacranti, stress lavoro-correlato e condizioni organizzative ormai al limite. Infermieri, OSS, tecnici, ostetriche, amministrativi e professionisti sanitari sono costretti quotidianamente a coprire le gravi carenze di organico, con doppi turni, ferie rinviate o negate e una crescente difficoltà a garantire il recupero psicofisico.

A pagare il prezzo di questa situazione non sono soltanto i lavoratori, ma anche i cittadini.

Le liste d'attesa continuano a rappresentare una delle principali emergenze della sanità regionale. Migliaia di persone attendono ancora troppo a lungo per visite specialistiche, esami diagnostici, prestazioni ambulatoriali e interventi chirurgici programmati. In diversi settori persistono ancora gli effetti dell'arretrato accumulato durante l'emergenza Covid, che non è stato completamente recuperato, con inevitabili ripercussioni sul diritto alle cure.

Anche i Pronto Soccorso continuano a registrare tempi di attesa elevati, determinati dalla cronica insufficienza di personale e dalla difficoltà di ricoverare tempestivamente i pazienti nei reparti.

Quel secondo posto non è stato conquistato grazie alla politica regionale, ma con il sangue, il sudore e il sacrificio dei lavoratori della sanità emiliano-romagnola. È troppo facile esibire classifiche quando ogni giorno sono gli operatori a colmare con la propria professionalità le lacune di un sistema che continua a non ricevere le assunzioni necessarie.

Il Presidente della Regione dovrebbe smettere di limitarsi a rivendicare i risultati delle classifiche e confrontarsi con ciò che accade realmente nei reparti, nei servizi territoriali e nei Pronto Soccorso. Dietro quei numeri ci sono professionisti allo stremo e cittadini costretti ad aspettare mesi per una prestazione sanitaria.

Una sanità pubblica non può essere giudicata soltanto dagli indicatori ministeriali, senza considerare la qualità delle condizioni di lavoro di chi la sostiene e la reale accessibilità alle cure per la popolazione.

La FIALS Emilia-Romagna chiede un piano straordinario di assunzioni, lo sblocco del turnover, investimenti concreti per ridurre i carichi di lavoro, l'abbattimento delle liste d'attesa e un piano straordinario per recuperare definitivamente gli arretrati ancora presenti dopo la pandemia.

Perché nessuna medaglia può giustificare un sistema sanitario che continua a reggersi sul sacrificio quotidiano dei suoi lavoratori e sulla pazienza dei cittadini.

Alfredo Sepe

Segretario Regionale FIALS Emilia-Romagna

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