La stazione di Bologna, così come diverse altre zone della città, da troppo tempo vedono consumarsi quotidianamente gravi reati, alcune aree sono divenute inaccessibili, perché presidiate da malviventi (spesso già noti per precedenti di vario tipo alle forze dell’ordine), legati nella maggior parte dei casi al consumo di sostanze stupefacenti. La situazione è divenuta ormai insostenibile, sia per chi presta il proprio servizio nell’area, sia per i viaggiatori e turisti in arrivo e in partenza dalla nostra città.
Non intendiamo stare a guardare il rimpallo di responsabilità e la querelle politica tra governo nazionale e governo cittadino, che potrebbero generarsi a seguito di questo tragico avvenimento, chiediamo invece con forza che Governo e Comune di Bologna si attivino con tutti i mezzi e le risorse necessari per riportare sicurezza e vivibilità all’interno e all’esterno della stazione e di tutti gli scali ferroviari. La politica tutta deve unirsi sul tema della sicurezza, sensibilizzando tutta la cittadinanza e promuovendo iniziative comuni che vedano la partecipazione di tutta la collettività.
Stando alle prime ricostruzioni apprese dalla stampa, Alessandro si trovava in un luogo il cui accesso è strettamente riservato ai dipendenti Trenitalia, una di quelle zone lavorative da considerarsi protette, e pertanto non possiamo esimerci dalla proclamazione di 8 ore di sciopero regionale unitario del settore (in via di definizione) per la giornata del 7 gennaio 2026, richiamando il principio della sicurezza e incolumità su tutti i luoghi di lavoro.
Le lavoratrici, i lavoratori, le cittadine e i cittadini di Bologna meritano risposte per la loro incolumità quotidiana di lavorare e vivere la città in sicurezza.
Bologna, 6 gennaio 2026
UIL Emilia Romagna UILTRASPORTI Emilia Romagna
Segretario Generale Segretario Generale
Marcello Borghetti Fabio Piccinini











































































