“Il giorno dopo è ancora più difficile trovare le parole che racchiudano tutte le emozioni che la presenza della Guida Michelin a Piacenza e la presentazione della sua edizione 2020 hanno riservato all’intera città. Il solo consultare la rassegna stampa di oggi, con il nome della nostra Piacenza e del suo meraviglioso Teatro Municipale citati nei principali media nazionali, riveste un significato straordinario che ci ripaga di mesi di sforzo organizzativo e della scommessa, nata in seno a Destinazione Turistica Emilia con le città di Parma e Reggio-Emilia, di rendere il nostro territorio una meta turistica, dove il visitatore può scoprire le eccellenze artistiche, culturali ed enogastronomiche che possiamo offrire, ed essere invitato a ritornare. Come ho avuto modo di dire dal palco nel corso della presentazione, Piacenza e la sua provincia sono uno scrigno di tesori che grazie alla presenza di Guida Michelin ieri ha avuto la possibilità di aprirsi al mondo. Su quel palco e durante l’intera giornata è stato tutto il nostro territorio a mettersi in mostra, con le sue meraviglie architettoniche, i suoi gioielli culturali e le eccellenze produttive, agroalimentari ed enogastronomiche. E’ stato davvero un piacere, e un onore, sentire chef stellati e giornalisti nazionali e internazionali, magnificare ieri le bellezze della nostra città e vederli apprezzare i prodotti della nostra terra e della nostra cucina.
Sono convinta che sia un’onda lunga di meritata notorietà che ora più che mai il sistema Piacenza ha il dovere, oltre che la possibilità, di perseguire. Voglio ringraziare, quindi, prima di tutto Guida Michelin, che ha voluto accendere i riflettori sulla nostra città, regalandoci questa straordinaria opportunità, e tutti coloro che l’hanno resa possibile e l’hanno arricchita, anche di piacentinità: dai nostri riconfermati chef stellati, ai nostri prodotti e produttori che hanno coccolato i palati degli ospiti, agli enti, le istituzioni, le associazioni e i privati, e a tutti coloro che in ogni forma hanno collaborato alla realizzazione di questo meraviglioso evento, che ci dà ancora più forza per lavorare tutti insieme per far crescere la nostra Piacenza”.

Guarda le foto e leggi i ristoranti stellati del 2020

Foto scattate da Carlo Pagani

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Aperto il Bilog a La Spezia. Patrizia Barbieri: “Per Piacenza ruolo strategico nel sistema logistico del Nord Ovest”

Sostenibilità, resilienza e connessioni: questi i temi al centro della seconda edizione del Bilog, il convegno internazionale dedicato a trasporti e logistica, nato all’interno del Protocollo sottoscritto nel 2015 tra Autorità Portuale di La Spezia e Comune di Piacenza. Dopo la prima edizione, tenutasi a Piacenza nel 2017, è quest’anno la città ligure ad ospitare l’importante due giorni che grazie all’intervento di amministratori, associazioni di categoria e addetti ai lavori, affronta le principali tematiche e opportunità in campo di trasporti, corridoi logistici, infrastrutture, con un occhio di riguardo all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale.

Ad aprire i lavori del convegno, insieme alla Presidente dell’Autorità Portuale di La Spezia, Carla Roncallo, al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al Sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini e al Vice Presidente vicario della Camera di Commercio della Riviera di Liguria, Davide Mazzola, è intervenuta il Sindaco e Presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, che ha sottolineato “la centralità di Piacenza e del suo territorio provinciale nel sistema logistico del Nord Ovest”, evidenziando come la “nostra piattaforma logistica si stia specializzando e qualificando con un elevato orientamento alla sostenibilità, alla ricerca e all’innovazione”.

“Piacenza – ha sottolineato Patrizia Barbieri – è baricentrica a livello infrastrutturale nella pianura padana e si colloca a ridosso dei due principali corridoi europei della rete TEN-T, il corridoio V Lisbona-Kiev e il corridoio dei due mari Genova-Rotterdam. Rappresenta quindi una piattaforma logistica “naturale” per l’area del Nord-Ovest e siamo da tempo convinti - e stiamo lavorando per questo - che il nostro territorio possa essere inserito in un sistema di aree logistiche con funzioni di retroporto dei porti liguri”.

Partendo dallo sviluppo, quantitativo e qualitativo, registrato negli ultimi 20 anni, Patrizia Barbieri ha quindi ricordato alcuni numeri del comparto: “Con oltre 11.000 lavoratori – ha sottolineato – e un peso sul totale dell’economia locale del 12%, il doppio di quello che si rileva a livello regionale e nazionale, il settore dei trasporti e della logistica in provincia di Piacenza è quello che è cresciuto di più a livello locale in termini assoluti e relativi dal 2011, creando un’occupazione aggiuntiva di più di 2.000 addetti. Il polo logistico di Le Mose copre, oggi, una superficie di 2,5 milioni di metri quadri, con tutti i depositi occupati e di dimensione media doppia rispetto agli altri dell’Emilia Romagna, rispondendo così maggiormente ai modelli della Lombardia. Una superficie che raggiunge i 5 milioni di metri quadri considerando anche le aree logistiche della provincia (Castel San Giovanni, Monticelli, Fiorenzuola/Pontenure). In questo quadro Piacenza si sta sempre più qualificando come un polo logistico intermodale, sempre più raccordato con la ferrovia, punto di forza evidente anche in un’ottica di sviluppo dei rapporti con gli operatori liguri”.

“Oggi – ha evidenziato ancora Patrizia Barbieri – nel terminal ferroviario di Piacenza sono movimentate oltre 4 milioni e mezzo di tonnellate di merci su treno, il 25% del totale regionale, primi in Emilia Romagna precedendo anche il porto di Ravenna. Da questo punto di vista, diventa ancora più strategico il progetto per il trasferimento di tutto lo scalo merci ferroviario dalla stazione urbana al polo logistico di Le Mose, con la prossima realizzazione del terminal Piacenza Intermodale, che segnerà importanti aumenti di efficienza di tutto il sistema, in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale”.

Ma “per attrarre competenza occorre formare competenza” ha sottolineato il Sindaco, che a tal proposito ha voluto ricordare il grande impegno sulla formazione, grazie al lavoro svolto dalla fondazione ITS, Istituto Tecnico Superiore per la Mobilità e la Logistica che si unisce a quello dell’Università Cattolica di Piacenza, del Politecnico di Milano e dell’ITL (Istituto per i Trasporti e la Logistica della Regione). Inoltre, in ambito di sostenibilità ambientale, abbiamo programmato, grazie a fondi comunitari, la trasformazione in APEA, area produttiva ecologicamente attrezzata, del polo logistico di Le Mose, che vogliamo sempre più efficiente ed attrattivo sull’esempio dei più moderni parchi tecnologici”.

Il Bilog - realizzato sotto l’Alto Patronato del Parlamento UE - prosegue i suoi lavori suddivisi in due giornate, con 13 sessioni, oltre 80 relatori e moderatori provenienti da Europa e Stati Uniti, 400 speaker e la significativa presenza di Iveta Radicova, coordinatrice UE per il corridoio Mediterraneo.

“Una vicenda drammatica che ha avuto purtroppo l’epilogo più tragico. Con profonda commozione esprimo anche a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità piacentina la massima vicinanza alla famiglia, ai parenti e agli amici della povera Elisa, in questo momento di profondo sconforto e dolore”.

Queste le parole del Sindaco di Piacenza e Presidente della Provincia, Patrizia Barbieri, che aggiunge:

“Rivolgo un sentito ringraziamento a tutti i Carabinieri, al Comando Provinciale e al Comandante Michele Piras, per il grande impegno, la professionalità, lo sprezzo del pericolo e l’abnegazione ancora una volta dimostrate in queste settimane di intense operazioni.
Un grazie a tutte le organizzazioni, le associazioni e i volontari che in queste settimane hanno partecipato alle ricerche, ai Sindaci dei territori interessati per l’incessante supporto e un ringraziamento particolare in particolare al Prefetto Maurizio Falco per l’encomiabile lavoro di coordinamento delle operazioni”.

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Conclusi in anticipo i lavori in viale Risorgimento. Strada già riaperta al traffico in entrambi i sensi di marcia. Tassi: “Un altro tassello nel piano di sistemazione di strade e marciapiedi della città”

Piacenza -

Sono terminati nella serata del 4 settembre, con qualche giorno di anticipo sulla conclusione prevista originariamente entro domenica 8, i lavori di rifacimento della pavimentazione e del sottofondo stradale in viale Risorgimento, affidati alla ditta Sitec e realizzati, in subappalto, da Asfalti Piacenza. E’ stata quindi ripristinata la circolazione in entrambi i sensi di marcia ed è tornato regolare anche il passaggio delle linee del trasporto pubblico urbano ed extraurbano dirette verso Barriera Milano, provenienti da piazza Cavalli e piazza Cittadella. 

Sarà invece tracciata tra una decina di giorni, trascorsi i tempi tecnici legati al consolidamento dell’asfalto, la segnaletica orizzontale, ma questa fase dell’intervento non comporterà modifiche o limitazioni alla viabilità ordinaria. Per ragioni di sicurezza, permangono in questo periodo i cartelli che suppliscono alla temporanea assenza di strisce pedonali e stalli di sosta, indicando anche il limite massimo di velocità di 30 km orari. Il costo stimato dell’intervento, a carico dell’Amministrazione comunale, è di 115 mila euro. 

“Abbiamo voluto garantire nel più breve tempo possibile – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Tassi che oggi ha effettuato un sopralluogo – la piena fruibilità di un’arteria importante di collegamento tra il centro storico e la cintura esterna. Una strada monumentale che non solo ha una funzione fondamentale di raccordo, ma costituisce un vero e proprio biglietto da visita per chi arriva da fuori città: oggi la restituiamo ai cittadini in una veste più bella e riqualificata. E in anticipo sui tempi preventivati, e per questo ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione, le aziende, i tecnici e gli uffici comunali”.

“L’intervento su Viale Risorgimento, che fa seguito sullo stesso asse viario a quello realizzato in Via Cavour e ad altri lavori in centro storico, ultimo quello in Piazza Duomo, è un ulteriore tassello del più ampio piano di manutenzione e riqualificazione delle strade e dei marciapiedi che l’Amministrazione ha messo in cantiere e che proseguirà nei prossimi mesi interessando centro storico, periferie e frazioni. Grazie a un’oculata politica di bilancio e alle cessione di una parte delle quote in Iren, abbiamo ora a disposizione risorse importanti per poter completare un significativo piano di interventi che la città richiedeva da troppo tempo”.

Fonte: Comune di Piacenza

 

Come da previsione del cronoprogramma, sono terminati ieri i lavori per l’estensione della rete del teleriscaldamento in piazza Duomo a Piacenza e il mercato cittadino ha ripreso la sua consueta collocazione nel centro città, dopo il trasferimento dell’ultimo mese sul Pubblico Passeggio. Questa mattina, il Sindaco Patrizia Barbieri, l’Assessore al Commercio, Stefano Cavalli, e ai Lavori Pubblici Marco Tassi, hanno effettuato un sopralluogo, esprimendo la soddisfazione dell’Amministrazione per il completamento dei lavori nei tempi previsti e la ripresa dell’attività del mercato cittadino nella storica location.

“Con piazza Duomo – hanno commentato gli amministratori – si completa una serie di interventi che hanno interessato diverse zone del centro città negli ultimi mesi, a partire da via Cavour per passare a via Romagnosi e alle vie limitrofe. Il Comune ha seguito con regolarità e attenzione l’esecuzione dei lavori, che sono stati certo impattanti sulla viabilità e la vita di questa parte del centro storico. Esprimiamo quindi grande soddisfazione per essere riusciti a veder completato l’intervento nei tempi previsti, riconsegnando alla piena funzionalità la piazza proprio alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva. Gli interventi legati al teleriscaldamento ci hanno permesso di effettuare anche opere di manutenzione e riqualificazione dei selciati nelle vie attraversate e prevedere ulteriori lavori di asfaltatura, come quello che è in fase di completamento su viale Risorgimento e che riconsegnerà alla città un viale di accesso al centro storico bello e funzionale”.


“Si è scelto – proseguono Barbieri, Tassi e Cavalli – di concentrare i lavori su piazza Duomo in un periodo che potesse essere il meno impattante per la città, cercando di limitare al minimo i tempi dell’intervento, anche considerando i tanti eventi che interesseranno Piacenza e il centro storico nei prossimi mesi, come l’adunata degli Alpini di ottobre e la presentazione della Guida Michelin di novembre, prima del calendario di iniziative natalizie. Ringraziamo per la pazienza dimostrata tutti gli operatori commerciali, ambulanti e in sede fissa, gli abitanti della zona, oltre ai turisti che hanno fatto visita a Piacenza in questo periodo, e tutti coloro che hanno collaborato al completamento di questo importante intervento in tempi così rapidi”. 

Fonte: Comune di Piacenza

Quando la posa delle circa 13 mila unità previste sarà completata, in un suggestivo intreccio tra seggiolini bianchi e rossi si comporranno le scritte “Piacenza Calcio” e “1919”, già parzialmente visibili con l’installazione delle prime 4000 sedute che sarà terminata entro la prossima settimana, in tempo utile per l’esordio casalingo in Campionato.

La conferma del pieno rispetto dei tempi arriva anche dall’Amministrazione comunale, il cui Servizio Infrastrutture e Lavori Pubblici – Ufficio Manutenzione comunica che lo stadio Garilli, sabato 31 agosto, accoglierà i tifosi in questa veste rinnovata, che interessa 143 posti in tribuna d’onore, altri 1161 nei settori laterale Sud-Nord e centrale della tribuna Ovest, 2628 posti nella tribuna Est Distinti e ulteriori 796 nel rettilineo 3 e 4 della tribuna Est.

Nelle settimane successive al debutto contro il Modena, senza interferire in alcun modo con il calendario di inizio stagione del Piacenza Calcio, la ditta Omsi Srl di Zola Predosa, aggiudicataria dell’appalto, collocherà i restanti seggiolini. Complessivamente, al termine dei lavori saranno circa 13 mila le nuove sedute di cui potrà disporre l’impianto di via Gorra, per una spesa complessiva stimata di 285.249,92 euro (comprensivi di Iva) a carico del Comune.

“Un intervento di riqualificazione importante e necessario – commentano il Sindaco e gli assessori ai Lavori Pubblici e allo Sport, Marco Tassi e Stefano Cavalli – per garantire lo svolgimento regolare del Campionato, in linea con le prescrizioni infrastrutturali della Lega Pro. Dopo anni di mancati interventi, si realizza finalmente un primo, fondamentale passo per adeguare lo stadio agli standard attuali, a beneficio dei tifosi biancorossi e ospiti, nel segno della collaborazione e del massimo sostegno alla società Piacenza Calcio”.

E’ stato posizionato questa mattina, in via Emilia Pavese a S. Antonio, il primo dei quattro box per autovelox che l’Amministrazione comunale ha deciso di collocare lungo altrettante arterie di grande scorrimento, dove i controlli effettuati dalla Polizia Locale e le numerose segnalazioni da parte dei cittadini hanno evidenziato il frequente superamento dei limiti di velocità.  

“Abbiamo voluto dare una risposta concreta – spiega il sindaco Patrizia Barbieri – a un problema serio, che si trascina da anni mettendo a rischio l’incolumità di pedoni e ciclisti, nonché di tutti gli automobilisti che osservano le regole. L’installazione dei dispositivi per il controllo elettronico della velocità, che diventeranno operativi solo dopo la posa della relativa segnaletica, vuol essere un deterrente al mancato rispetto del Codice della Strada e uno strumento per tutelare in primis i residenti. Non a caso abbiamo scelto di posizionare gli autovelox nelle frazioni dove gli abitanti hanno denunciato le maggiori situazioni di pericolo”.

Al primo box sistemato stamani in via Emilia Pavese, nei pressi del civico 256, per i veicoli diretti verso la città, si aggiungerà questo pomeriggio quello di Mucinasso, all’altezza del civico 210 della strada provinciale, sempre per i mezzi che procedono verso Piacenza. Un terzo dispositivo sarà installato prossimamente a Roncaglia, sulla carreggiata in direzione di Caorso, nelle adiacenze della ex scuola, mentre si è in attesa del responso di Anas per il progetto sottoposto dagli uffici tecnici del Comune, che prevede la sistemazione di un quarto autovelox a La Verza, sulla Statale 45.

“La collocazione – precisa il sindaco Barbieri – è stata stabilita a seguito dei sopralluoghi effettuati dai tecnici dell’assessorato ai Lavori Pubblici con il Comando della Polizia Locale, tenendo conto anche delle richieste dei cittadini, cui avevamo promesso un intervento efficace per tutelare la sicurezza stradale laddove la velocità elevata rappresenta un pericolo pressoché costante”.

Anche quest’anno, il consigliere Sergio Pecorara ha rappresentato il Comune di Piacenza alla tradizionale processione dell’Assunta svoltasi nel giorno di Ferragosto a Cremona. Una ricorrenza cui sono invitate tutte le municipalità rivierasche del Po, a sancire il significato della celebrazione religiosa anche come momento di coesione territoriale.
Nell’occasione, la statua della Madonna di Brancere viene trasportata lungo il fiume, da Cremona a Stagno Lombardo. “Come sempre, una cerimonia di grande suggestione – rimarca il consigliere Pecorara – vissuta con partecipazione sincera da tanti cittadini ed esponenti delle istituzioni che non hanno voluto mancare all’appuntamento. Il Po, in questa circostanza più che mai, è il simbolo di un legame che ci unisce e che trova concretezza in iniziative congiunte di grande valore, dal riconoscimento MaB Unesco per l’area PoGrande all’itinerario ciclistico di VenTo”.

Nella Giornata che – in ricordo dei 136 connazionali morti nella miniera belga di Marcinelle nel 1956 – celebra il Sacrificio del lavoro italiano nel mondo, Piacenza si raccoglie intorno ai simboli della propria vita civile e istituzionale, per rendere onore alle vittime della tragedia che l’8 agosto di 16 anni prima, nell’estate del 1940, colpì al cuore la nostra città. In questo intrecciarsi di date così cariche di significato, tributiamo innanzitutto il nostro omaggio sincero e commosso alle donne e agli uomini che quel giorno, nel ventre della fabbrica della Pertite, caddero sotto le macerie delle due esplosioni ravvicinate che devastarono lo stabilimento e scossero i muri, infransero i vetri delle case nel quartiere, ammantando l’aria di una coltre polverosa e densa. 

Il tempo si fermò, alle 14.42 di quel pomeriggio, portando con sé 47 persone che non avrebbero più fatto ritorno a casa a fine turno. I feriti furono centinaia. E la memoria, anche allora, tornò forse all’altro, grave incidente che si era verificato nel settembre del 1928, quando 13 operai persero la vita a quella stessa catena di montaggio e tre persone subirono le conseguenze di uno scoppio che ammoniva non solo alla pericolosità del materiale usato per il caricamento dei proiettili, ma anche alla labilità della sicurezza per chi doveva maneggiarlo. 

Per questo, la Pertite rappresenta ancora oggi un emblema, il segno di un’attenzione e di un’esortazione all’impegno che il boato di quelle deflagrazioni non è riuscito ad annichilire. Nel rinnovare la vicinanza e l’abbraccio della comunità piacentina ai familiari delle vittime, nel partecipare al dolore mai sopito di chi in quella fabbrica lasciò i propri affetti e i punti di riferimento più importanti, volgiamo lo sguardo anche al presente per richiamare, con forza, la tutela dei diritti e l’osservanza delle normative a difesa della salute e dell’integrità dei lavoratori. Come possiamo definire avanzato e votato allo sviluppo un Paese in cui, come è avvenuto nel 2018, gli infortuni mortali registrano un aumento di oltre il 6% rispetto all’anno precedente e, su 15 mila aziende oggetto di controllo, i rapporti Inail hanno denunciato irregolarità per nove imprese su dieci?

Se il termine “morti bianche” evoca la delicatezza di un silenzio spesso più eloquente di tante parole, le vittime della Pertite e i loro cari ci chiedono oggi di alzare la voce con fermezza. Per ribadire l’attualità e il senso della nostra presenza, per raccogliere e farci carico della loro testimonianza, per veicolare un messaggio che vada oltre il dovere morale di non dimenticare. 

Le cronache del tempo non fecero mai chiarezza, in modo definitivo, sulle cause dell’esplosione, ma ci riportano a un’Italia che da due mesi era entrata ufficialmente in guerra, in un contesto in cui l’industria bellica costituiva un comparto fiorente e più che mai necessario nell’economia nazionale. E’ così che, come ogni anno leggiamo sulla lapide collocata qui accanto, “non si muore solo in trincea, ma in tuta da lavoro”. Voglio citarla anche oggi, questa frase, perché racchiude il rispetto profondo con cui ricordiamo tutti gli operai della Pertite, nella consapevolezza di un mestiere svolto con onestà e fatica, in un’epoca che, a distanza di 79 anni, ci richiama più che mai anche alla necessità di coltivare, difendere e promuovere il valore della pace.  

“Noi fummo vittime, le prime, di una guerra nefasta”, proseguono infatti le parole incise nel marmo, “mentre per pane fabbricavamo strumenti di morte”. Eppure, era la vita a motivarli. Era per costruire il futuro dei propri figli, per dare sicurezza e stabilità alla propria famiglia che ogni giorno 1500 persone varcavano la soglia di quello stabilimento. Tra polveriere, bombe e detonatori, le mani delle donne e degli uomini cui corre oggi il nostro pensiero si muovevano guidate, innanzitutto, dall’amore. 

Ed è questa consapevolezza a rendere più profonde le ferite, come avviene ogni volta che la cronaca ci dà notizia di incidenti, infortuni, malattie professionali in cui è l’innocenza e la dignità ad essere soffocata, svilita, calpestata. Cerchiamo allora un approdo nella memoria condivisa che ci appartiene, nel bisogno di verità e giustizia che la tragedia della Pertite imprime nella nostra coscienza, nell’autenticità dei sentimenti che la nostra comunità serba e custodisce da 79 anni. Alle vittime della Pertite, che oggi rappresentano per noi tutte le vittime del lavoro e le vittime civili di guerra, Piacenza rende ancora una volta il proprio tributo. Grazie. 

Il presidente del Consiglio comunale Davide Garilli ha preso parte stamani, a Bologna, alla cerimonia di commemorazione della strage del 2 agosto 1980, dove – come ogni anno – anche il Gonfalone di Piacenza, accompagnato dagli agenti della Polizia Locale, ha sfilato tra numerosi stemmi e labari.

“Nel ricordo toccante e commosso delle vittime – commenta Garilli – si percepisce con forza la dignità e il coraggio dei familiari e di tutti coloro che, nel tempo, non si sono mai arresi nella ricerca della giustizia. Essere presenti, oggi, significa testimoniare ancora una volta la vicinanza e la solidarietà della comunità piacentina, ma anche ribadire che questa pagina buia e drammatica nella storia del nostro Paese non può né deve essere dimenticata”. 

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