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Il primato di provincia più inquinata della Regione – otto gli sforamenti di Pm10 già registrati a Piacenza nei dieci giorni a cavallo del nuovo anno – preoccupa e chiama in causa senso civico e realismo politico. “Non possiamo promettere l’utopia di un mondo ecologicamente perfetto nell’immediato – commenta Katia Tarasconi – ma dobbiamo attrezzarci per gestire al meglio una situazione che da emergenziale si sta trasformando in cronica”. Il governo – precisa – “ha già attivato incentivi per l’acquisto di veicoli pesanti alimentati a metano liquido e in Regione possiamo muoverci per rendere ancora più conveniente il passaggio ad una nuova generazione di mezzi più ecologici. Aziende del comparto logistica e società di autotrasportatori sono realtà consolidate nella nostra provincia che creano migliaia di posti di lavoro e di certo non possiamo eliminare il traffico su gomma con la bacchetta magica. Per agire in modo concreto ed efficace da subito, dobbiamo investire nel futuro della mobilità pulita. A Piacenza, siamo stati pionieri con il primo distributore in Italia di metano liquido Eni sulla strada Caorsana. E oggi si contano quattro impianti in provincia. Si tratta di un innovativo sistema di alimentazione in grado di abbattere l’80% del particolato, senza contare il risparmio in termini economici per gli autotrasportatori. Già oggi il costo dell’impianto può essere ammortizzato nel primo anno e mezzo di attività e in futuro potremo abbassare ancor di più questa soglia”.

Ma per farlo occorre anche – continua Tarasconi – diffondere a tutti i livelli una cultura della mobilità sostenibile. “Il movimento giovanile innescato dall’attenzione alle tematiche ambientali – anche a Piacenza – impone alla politica di interessarsi in modo serio a questioni dal forte impatto sanitario troppo spesso rimaste sullo sfondo dell’agenda. Lo dobbiamo ai nostri giovani e a quelli che saranno i loro figli. E fare qualcosa di concreto per garantire un futuro sostenibile è il miglior modo che abbiamo per ringraziarli di averci messo in guardia”.

 

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Pubblicato in Ambiente Piacenza

Lotteria Italia 2019: sono 27 i biglietti vincenti in Emilia-Romagna. Tre di seconda categoria, da 100mila euro ciascuno, e 24 di terza categoria, da 20mila euro. I tre biglietti più fortunati, su un totale di venti a livello nazionale, sono stati venduti a Reggio Emilia, Riccione e Parma e sono: L 064678, venduto a Castellarano (Reggio Emilia), M 059274, venduto a Riccione (Rimini), e A 351631, venduto a Parma. Per i premi di terza fascia (180 in tutto), l'Emilia-Romagna è sul terzo gradino del podio, dietro Lazio (33 biglietti vincenti) e Lombardia (29).

L'Emilia-Romagna si è piazzata sul podio anche per biglietti venduti, sempre alle spalle di Lazio e Lombardia, con 647.260 tagliandi staccati (e comunque in leggera flessione rispetto all'anno precedente -2,8%). 

In allegato il file PDF con tutti i biglietti vincenti, anche dei premi minori.

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Cassazione: vendere le infiorescenze di cannabis sativa è illegale. Scatta il sequestro perché è spaccio fornire ai commercianti. La misura preventiva colpisce le sostanze e i locali utilizzati per la distribuzione: da verificare l’efficacia drogante dei prodotti. L’indagato non prova la destinazione a fini agroindustriali

A distanza di poco due settimane possiamo dire che, mentre la politica si contorce in un dibattito asfittico e moraleggiante, la giurisprudenza di legittimità torna sulla controversa materia della cannabis.

Non vale la legge sulla coltivazione per la commercializzazione di prodotti a base di cannabis sativa, in particolare infiorescenze e quindi vendere derivati della cannabis sativa è illegale. Lo spiega la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza del 147/20, pubblicata il 7 gennaio dalla quarta sezione penale della Cassazione, che s’innesta nel solco della 30475/19, pronunciata dalle Sezione unite penali. Pertanto, Il sequestro preventivo scatta non solo per chi vende in negozio le infiorescenze di cannabis sativa L ma anche per chi le fornisce ai commercianti, sia al dettaglio sia all’ingrosso.

E ciò perché in base alla legge 242/16 è lecita unicamente l’attività di coltivazione delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/Ce. Si configurano, dunque, i presupposti del fumus commissi delicti e del periculum in mora del reato di spaccio di stupefacenti: da una parte la distribuzione delle infiorescenze (marijuana) non è esclusa dall’applicazione del testo unico degli stupefacenti e dall’altra l’indagato non ha fornito la prova che il commercio dei prodotti persegua finalità agroindustriali, le uniche consentite dalla legge 242/16.

Legittimo il sequestro preventivo che oltre le sostanze ha colpito anche i locali commerciali destinati alla distribuzione dei prodotti: è nelle ulteriori fasi del giudizio di merito che bisognerà accertare se i prodotti oggetto della misura cautelare hanno efficacia drogante e quindi possono o no produrre effetti psicogeni in chi li assume. Così come dovrà essere verificata la sussistenza dell’elemento psicologico del reato, che esula dal vaglio di legittimità sul provvedimento ablatorio. Inutile per la difesa sostenere che la cannabis light proveniente da sementi certificate può essere coltivata senza autorizzazione e dunque sarebbe stata “liberalizzata”. In realtà la coltivazione risulta lecita se volta alle finalità agroindustriali indicate in modo specifico e tassativo dalla legge 242/16. E costituiscono quindi reato la cessione, la vendita e in generale la commercializzazione al pubblico delle infiorescenze, a meno che non siano prive di efficacia drogante; i valori di tolleranza thc indicati dalla normativa - fra 0,2 e 0,6 per cento - si riferiscono invece al principio attivo rinvenuto sulle piante in coltivazione e non al prodotto oggetto di commercio.

All’indagato non resta che pagare le spese processuali. La sentenza tuttavia parla chiaro. Dopo aver ripetuto, conformemente al dato normativo, che per integrare il reato di coltivazione è sufficiente la conformità al tipo botanico della pianta e l’attitudine di questa a maturare e produrre sostanza stupefacente, le Sezioni Unite hanno precisato che «devono ritenersi escluse, in quanto non riconducibili all’ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore». Possiamo dire di trovarci di fronte alla reintroduzione della provvidenziale nozione di coltivazione «domestica» ritenuta, a differenza della coltivazione «imprenditoriale», non penalmente rilevante. Nello specifico, l'effettuata ricostruzione del quadro normativo di riferimento, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, conduce ad affermare che la commercializzazione dei derivati della coltivazione della cannabis sativa L che pure si caratterizza per il basso contenuto di Thc, vale ad integrare il tipo legale individuato dalle norme incriminatrici.

(7 gennaio 2020)

Pubblicato in Cronaca Emilia
Mercoledì, 08 Gennaio 2020 06:22

Sottrae 140 euro dalla cassa di un negozio, arrestato

Nel pomeriggio di lunedi alle 16.52, alla nostra Sala Operativa giungeva richiesta di intervento da parte del personale dipendente del punto vendita di un negozio di elettrodomestici di un centro commerciale di via Kennedy, per la segnalazione del furto di denaro contante dalla cassa da parte di un individuo che si era poi dato alla fuga inseguito dall’addetto alla sicurezza.

Gli operatori della Squadra Volante intervenuti appuravano che alle ore 16.50, un’addetta alla cassa principale del negozio aveva notato un soggetto, di etnia magrebina, che armeggiava nel cassetto della cassa d’appoggio, posta di fronte a quella principale e in quel momento non abilitata, sottraendo banconote per un valore di 140 euro.

La cassiera si rivolgeva all’individuo e questo, vistosi scoperto, tentava di darsi alla fuga.

Giunti sul posto, gli operatori della Squadra Volante rintracciavano il reo che, mai perso di vista dall’addetto alla sicurezza, si era introdotto all’interno del seminterrato di un fabbricato di via Brigata Reggio 28, chiudendosi in un ripostiglio privo di altre vie d’uscita dove veniva prontamente bloccato.

Perquisito sul posto veniva trovato in possesso, nella tasca del giubbotto, della somma di 140 euro sottratti in precedenza, somma corrispondente alla somma asportata illecitamente dal punto vendita.

Il soggetto veniva quindi accompagnato in Questura dove veniva identificato per B.S., nato in Tunisia, classe 1987. Arrestato l'uomo è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’udienza direttissima.

 

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

I crociati vengono surclassati dai nerazzurri alla prima partita del nuovo anno. Non c’è mai stata gara dall’inizio alla fine con Gomez, Ilicic (autore di una doppietta), Freuler e Gosens autori delle reti una più bella dell’altra. Unica nota positiva per D’Aversa il rientro in campo di Roberto Inglese.

 di Luca Gabrielli Parma, 7 gennaio 2019 - Una vera e propria debacle subita dalla squadra allenata da Giampiero Gasperini, uno degli allenatori italiani maggiormente prepararti degli ultimi anni. La squadra ducale non è riuscita in alcun modo a sostenere i ritmi altissimi imposti dall’Atalanta che fin dal primo minuto ha incominciato ad attaccare senza sosta trovando al 20’ la rete del vantaggio con il “Papu” Gomez.

Da lì i crociati sono stati presi letteralmente a pallate subendo la più classica delle “manite”. Cinque sberle che fanno tornare con i piedi per terra il Parma che mai come ieri si è dimostrato inerme davanti a un avversario di qualità tecniche e fisiche decisamente superiori. La cosa che ha lasciato indispettiti i tifosi è l’approccio sbagliato alla partita e la non reazione avuta una volta subiti i primi goal. I ragazzi di D’Aversa non hanno creato nemmeno un pericolo dalle parti di Sportiello e la fase difensiva ha fatto acqua da tutte concedendo all’attacco dei padroni di casa svariate occasioni da goal.
L’Atalanta era sicuramente il peggior avversario che si potesse incontrare in questo periodo ma c’è sicuramente modo e modo per uscire sconfitti dagli Atleti Azzurri d’Italia. Non ha funzionato niente e l’unica cosa positiva può essere il rientro in campo del bomber Roberto Inglese, fermo ai box da due mesi per un problema alla caviglia. La presenza di una punta centrale sarà fondamentale per il proseguo del campionato vista l’emergenza che D’Aversa sta affrontando da molte partite.

Il mercato aiuterà la squadra a restare nelle parti alte della classifica?

Il mercato di riparazione arriva nel momento giusto visti i numerosi infortuni che attanagliano i crociati da parecchi mesi. Si vocifera di un imminente acquisto del centrocampista Kurtic proveniente dalla Spal che migliorerebbe ulteriormente il tasso tecnico della squadra ma il Ds Faggiano ha già fatto capire che cercherà di infoltire il reparto d’attacco carente di elementi. Di nomi ancora non se ne sono fatti ma sotto traccia si sta già lavorando per un esterno che possa anche fungere da punta centrale. Intanto il mister dovrà risollevare il morale dei ragazzi dopo la cocente sconfitta di ieri e preparare al meglio la partita contro il Lecce che si giocherà lunedì al Tardini a S.Ilario.

 

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Pubblicato in Calcio Emilia
Martedì, 07 Gennaio 2020 17:08

Valorizzare la Polizia Locale.

Con delibera del 26 novembre 2019, la giunta della Regione Lombardia ha deciso di stanziare l’importante somma di 400.000 euro nel 2020, e di altrettanto nel 2021, a favore degli agenti di polizia locale feriti in servizio.
Il plauso dell’Ugl va all’assessore alla Sicurezza lombarda, Riccardo de Corato, artefice della proposta. Ciò accade in Lombardia, appunto. In Emilia-Romagna ed in generale, su tutto il territorio nazionale, si auspica che vi sia la stessa volontà politica, a favore della Polizia Locale.

La categoria, oggetto di quotidiane aggressioni, riceve dunque la giusta attenzione, dopo aver scontato anni di esclusione.
Infatti, a seguito della riforma Monti-Fornero del 2011 che, come una mannaia, si è abbattuta anche contro la polizia locale, gli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata sono stati abrogati.

Successivamente alla citata riforma, è intervenuto il decreto Minniti del 17 febbraio 2017, che ha esteso ai poliziotti locali l’equo indennizzo ed ha riammesso il rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, ma non ha ripristinato la pensione privilegiata per l’agente vittima di un evento invalidante al lavoro.
L’importante contributo riconosciuto ai colleghi lombardi è cumulabile con altri fondi statali, come appunto l’equo indennizzo. Nell’ipotesi di invalidità permanente dell’agente, riconosciuta in proporzione pari o superiore al 6% e fino al 16%, all’operatore spetterà la somma di 5000 euro, mentre ammonterà a 10.000 euro, nel caso di una invalidità tra il 17% ed il 32%; in caso di invalidità tra il 33% ed il 48%, sarà riconosciuta la somma di 20.000 euro; 30.000 euro, per l’invalidità tra il 49% ed il 64%; 40.000 euro, per invalidità superiore al 65% e 50.000 euro in caso di morte.

Dopo un lungo arco temporale durante il quale i diritti dei lavoratori hanno subìto gravi attacchi, con il risultato di essere depotenziati, Ugl valuta positivamente gli amministratori che si adoperano per i giusti riconoscimenti verso gli operatori della sicurezza pubblica.


L’auspicio è che anche la nuova giunta regionale dell’Emilia-Romagna, che si costituirà subito dopo le elezioni, voglia impegnarsi nella medesima direzione.

Parma, 06.01.2020

Matteo Impagnatiello
Segretario Regionale Ugl
Autonomie Locali

Pubblicato in Cronaca Emilia

Il Sindaco ritrovato. Invito a presenziare per l'8 gennaio 2020 in sala del Consiglio Comunale per la presentazione del Libro "Mario Bocchi primo sindaco di Parma".

Mario Bocchi, primo sindaco di Parma, dalla resistenza al tavolo con i "Grandi d'Italia" è alla fine caduto nell'oblio senza ragione, una dimenticanza sanata grazie all'associazione Giuseppe Micheli e Confcooperative Parma e al libro di Giuliano Masola "Mario Bocchi primo Sindaco di Parma" che sarà presentato il 8 gennaio 2020, ore 10,30, nella sala del Consiglio Comunale di Parma.

"Mario Bocchi - recita l'invito al convegno - è stato un uomo silenzioso ma fortemente impegnato nella Resistenza e nella ricostruzione di Parma dalle macerie belliche, stretto collaboratore di Giuseppe Micheli.
Il poeta Renzo Pezzani a lui dedicò un libro di poesie. Lo scultore Froni lo ricordò con un busto. Enrico Mattei e Giovanni Marcora amavano ragionare con lui nel salotto di casa sua.
E’ stato fotografato al fianco di illustri personaggi tra cui Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Ferruccio Parri. Gli Alleati ed il CNL lo hanno voluto Sindaco di Parma nel 1945. Ma di lui era scomparsa ogni traccia, nemmeno una fotografia in Comune.

Su iniziativa dell’Associazione Giuseppe Micheli e di Confcooperative Parma, Giuliano Masola ha ricostruito la vita, l’impegno sociale e politico di Mario Bocchi, primo Sindaco di Parma, dalla Resistenza al primo anno della ricostruzione della città."

PROGRAMMA

Saluto di
Alessandro Tassi Carboni
Presidente del Consiglio Comunale di Parma

Carmen Motta
Presidente Istituto storico della Resistenza
e dell’Età contemporanea di Parma

Relazione di
Giorgio Vecchio
Professore ordinario di Storia Contemporanea Università di Parma

Insieme con l’autore Giuliano Masola,
saranno presenti il nipote Andrea Saccani,
Marco Minardi, Pietro Bonardi
che hanno collaborato nella stesura del libro

Modera la presentazione
Eugenio Caggiati
Presidente Associazione Giuseppe Micheli

SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PARMA
PARMA 8 GENNAIO 2020
ore 10,30
Presentazione del libro
di Giuliano Masola
MARIO BOCCHI
PRIMO SINDACO DI PARMA
dalla Resistenza alla Democrazia

Chi è l'Autore:
Giuliano Masola è nato nel 1948 a Gaione e vive a Parma. Diplomato in Ragioneria, dopo aver lavorato per oltre quarant’anni, si è rimesso a studiare.
Nel 2011 ha conseguito la laurea triennale in “Civiltà letterarie e Storia delle civiltà”e, nel 2013, quella magistrale in “Giornalismo e cultura editoriale” presso l’Università di Parma. Nel 2000 è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro.
Nel 2013, con Giancarlo Panicieri, ha pubblicato Il Canale del Vescovo e nel 2016, con Paolo Bongrani, Arturo Cantadori, Diario di guerra e di prigionia (1917-1919); Alfredo Dondero, cavalleggero e gentiluomo è del 2018. Un “parentado” fra due grandi casate. Margherita Farnese e Vincenzo Gonzaga (1581-1583) è stato pubblicato nel 2013, mentre Donna Maura Lucenia al secolo Margherita
Farnese (1583-1643) è uscito nel 2019.

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Martedì, 07 Gennaio 2020 15:12

Lavoro, addetti commerciali cercasi!

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Pubblicato in Lavoro Emilia

Arrestato dalla Polizia di Stato pericoloso cittadino albanese con pregiudizi per un furto in abitazione

Parma – La Polizia di Stato per il tramite della Specialità Polizia Stradale – Distaccamento di Fornovo, giungeva all’identificazione e all’arresto di un cittadino straniero resosi responsabile di falso e illecito reingresso in Italia dopo l’espulsione.

In particolare, nella notte del 06.01.2020, una pattuglia del Distaccamento Polizia Stradale di Fornovo, impegnata in controlli del territorio nei pressi del casello Autostradale A1, procedeva a sottoporre a verifica di un’autovettura italiana a bordo della quale trovavano posto tre cittadini di origini albanesi.

Nella circostanza il conducente A.E. di anni 34, esibiva agli operatori una patente di guida albanese che, sebbene di ottima fattura e apparentemente originale, veniva sottoposta ad attenta osservazione da personale esperto che ne accertava la falsità.

L’uomo, privo di valido titolo di soggiorno e incensurato con le generalità fornite, veniva pertanto invitato presso gli uffici della Sezione Polizia Stradale al fine di approfondire le verifiche sullo status di straniero presente sul T.N. e per le redazione degli atti conseguente al possesso del falso documento.

In tale sede, le indagini svolte permettevano di acclarare come il cittadino albanese, sotto altre generalità, fosse pregiudicato per reati contro il patrimonio (tra cui furto in abitazione) espulso dal T.N. nell’anno 2018 con decreto del Prefetto di Parma ed ordine del Questore della stessa città che ne aveva disposto l’accompagnamento coatto alla frontiera ed il rimpatrio in Albania.

Le tempestive verifiche permettevano poi di comprendere come A.E. di anni 34, dopo il rientro in Albania, avesse chiesto una variazione anagrafica ed ottenuto nuove generalità e nuovi documenti d’identità con i quali faceva illecito rientro a Parma nell’agosto scorso.

Stante quanto accertato, A.E. veniva tratto in arresto (ex. art. 13 c.13ter D.lgs 286/98 – art. 477/482 cp) e posto a disposizione dell’A.G. in attesa di rito direttissimo, nonché sanzionato amministrativamente con il fermo amministrativo del mezzo e la guida senza patente.

Pubblicato in Cronaca Parma
Martedì, 07 Gennaio 2020 09:57

Ponte Dattaro, arcate quasi tutte ostruite

I cittadini  continuano a segnalare la loro preoccupazione per l'ammasso di tronchi che ostruiscono i due terzi delle arcate del ponte Dattaro. Preoccupazioni che montano da fine anno ma sembra, almeno a leggere un messaggio lasciato sulla pagina facebook della Gazzetta di Parma dall'Assessore Michele Alinovi, che ben presto verranno rimossi.

Speriamo!

(Foto trasmessa da Marilena M.)

Pubblicato in Ambiente Parma
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