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I militari del Gruppo della Guardia di finanza di Parma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma a seguito di richiesta della locale Procura della Repubblica (Pubblico Ministero dott. Umberto Ausiello), sui saldi di conto corrente, nonché sui beni mobili ed immobili nella disponibilità di un imprenditore parmigiano, per i reati di omessa dichiarazione e di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

L’attività investigativa è nata da un controllo di routine al confine italo svizzero, effettuato nei confronti di un imprenditore parmigiano attivo nel settore del commercio di orologi di lusso (tra cui Rolex, Panerai, Audemar-Piguet, Cartier, Tudor), nel corso del quale i finanzieri in servizio di polizia valutaria hanno sequestrato 50.000 euro in contanti, celati all’interno di un calzino, nonché una decina di orologi di pregio.
La successiva attività di polizia giudiziaria, svolta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Parma in esecuzione di delega da parte della Procura della Repubblica di Parma, ha permesso di ricostruire il meccanismo fraudolento attraverso il quale P.C, di 73 anni, è riuscito ad occultare al fisco italiano, dal 2013 al 2018, ricavi superiori a 14 milioni di euro, con un’imposta evasa pari a 3.200.000 euro.
In particolare, è emerso come l’imprenditore, pur operando stabilmente su tutto il territorio nazionale, agisse formalmente con una propria società con sede a Londra, attraverso la quale acquistava gli orologi di lusso nuovi, provenienti da rivenditori italiani concessionari ufficiali delle più note griffe del settore. Gli orologi, che di fatto non sono mai stati trasportati nel Regno Unito, venivano rivenduti, sul territorio nazionale, a gioiellerie, ad altri rivenditori ed a soggetti privati come beni usati, con un notevole illecito risparmio fiscale.

Tale stratagemma, che ha alimentato tra l’altro il c.d. “mercato grigio”, ha consentito all’imprenditore parmigiano di piazzare sul mercato, a prezzi altamente concorrenziali, orologi di lusso di elevatissimo valore.
Le investigazioni di polizia economico-finanziaria -eseguite attraverso perquisizioni personali e locali, esame di documentazione contabile ed extracontabile ed escussione di persone informate sui fatti- hanno consentito di dimostrare come l’azienda inglese fosse, in realtà, una società esterovestita, ovvero un’impresa fittiziamente situata all’estero, di fatto residente nel territorio nazionale, utilizzata allo scopo di avvalersi di un regime fiscale, nel caso specifico, molto più vantaggioso.

L’ingente ammontare dell’imposta evasa ha fatto scattare a carico dell’amministratore la denuncia alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di omessa dichiarazione finalizzata all’evasione dell’imposta sui redditi e dell’IVA.
Peraltro l’imprenditore in questione, dopo l’avvio degli accertamenti da parte della Guardia di Finanza, aveva fraudolentemente donato al coniuge tutti i beni immobili a lui intestati, evidentemente allo scopo di sottrarli alle pretese del fisco.

Per questo motivo, P.C. è sottoposto ad indagini anche per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, reato previsto proprio per chi compie atti fraudolenti sui propri beni al fine di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva.
Onde garantire il rientro nelle casse pubbliche di quanto non versato, su proposta della Polizia giudiziaria, la Procura della Repubblica di Parma ha richiesto il sequestro dei beni posseduti dall’amministratore, applicando il particolare strumento di contrasto patrimoniale del sequestro per equivalente, ossia il “blocco” di beni riconducibili al soggetto cui è ascritto il reato, per un valore pari al danno cagionato allo Stato dall’evasione fiscale.

Accogliendo la prospettazione accusatoria, il GIP presso il Tribunale di Parma, dott. Mattia Fiorentini, ha disposto il sequestro di disponibilità finanziarie della società e dei soci dell’impresa, tra cui conti correnti, immobili e terreni, per un valore di oltre 3.200.000 euro

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Pubblicato in Cronaca Parma

Giudizio positivo sull’operato della giunta uscente, dialogo con tutte le forze politiche Un futuro all’insegna della continuità e dell’innovazione.

Giudizio positivo sull’operato della giunta uscente che, tuttavia, non eluda il confronto sulle criticità; la richiesta, rivolta a chiunque prevalga nel confronto elettorale, di dare continuità alle politiche regionali, in particolare a quel metodo di confronto tra tutti i corpi intermedi e la Regione che ha caratterizzato la scorsa legislatura e che ha consentito di affrontare con più vigore ed efficacia gli effetti negativi della crisi economica: sono queste, in sintesi, le valutazioni in merito alle prossime elezioni regionali espresse questa mattina in un incontro con la stampa dal presidente e dai co-presidenti di Alleanza delle cooperative italiane dell’Emilia-Romagna, Massimo Mota, Francesco Milza, Giovanni Monti.

La cooperazione, ha elaborato nel dettaglio una serie di proposte per ogni ambito di azione della Regione da sottoporre a chi si candida alla guida dell’Emilia-Romagna.
«Innanzitutto invitiamo i soci e le socie a votare – ha esordito Massimo Mota –. La partecipazione fa parte dei fondamenti della cooperazione e della vita democratica, uno degli strumenti attraverso i quali una comunità esprime la propria volontà di stare insieme, pur nella diversità degli orientamenti politici, unita nei valori definiti dalla Costituzione. Una partecipazione tanto più importante in quanto la prossima legislatura sarà impegnativa: le tensioni internazionali che si esprimono su tanti fronti, dai dazi alla situazione in Nord Africa e in Medio Oriente, avranno riflessi importanti anche sull’economia regionale e dobbiamo essere uniti per affrontarle al meglio».


«Non diamo indicazioni di voto – ha ricordato Giovanni Monti –: la cooperazione è autonoma e dialoga con tutte le forze politiche sulla base dei propri contenuti e delle proprie proposte e dialogheremo con chiunque governerà. Diamo un giudizio positivo sull’operato della Regione in anni molto difficili, sia per avere mantenuto e rafforzato il welfare regionale, sia per la scelta di condividere con le forze sociali e imprenditoriali gli orientamenti di fondo delle politiche economiche. Esistono delle criticità che vanno affrontate, a partire dal tema dell’invecchiamento della popolazione che richiede risposte nuove. Nella prossima legislatura, oltre all’incremento dell’occupazione, va data priorità al tema della qualità del lavoro e alla necessità di garantire stabilità e salari più alti».


Nel corso della crisi le cooperative hanno continuato a investire, difendendo il lavoro, il reddito dei soci e il potere d’acquisto delle famiglie; sono cresciute in termini di occupazione: +27.390 addetti dal 2008 al 2019, una crescita del 12,5% nettamente superiore al 3,5% registrato dal totale delle imprese regionali e contribuiamo al PIL per circa il 10% del totale regionale. Ma la crescita potrebbe rallentare e occorre dare continuità, rafforzandole e innovandole, alle politiche che hanno consentito all’Emilia-Romagna di affrontare positivamente la crisi.


«Dobbiamo rimanere legati alla prospettiva della costruzione della casa comune europea – ha sottolineato Francesco Milza –. Fuori dal contesto continentale l’Italia e l’Emilia-Romagna non avrebbero la forza sufficiente per affrontare le sfide globali. Serve una Europa più forte, che parli con una voce sola, che si impegni di più per combattere le ingiustizie e le disuguaglianze anche attraverso una energica politica di investimenti, in particolare nella economia verde. E occorre che la Regione continui a fare sentire la propria voce nella definizione del bilancio europeo 2021-2027, soprattutto per quanto riguarda l’agroalimentare che costituisce una delle eccellenze dell’Emilia-Romagna apprezzate nel mondo».


In allegato: 1. Invito alla partecipazione al voto; 2. Le proposte della cooperazione per l’XI legislatura della Regione Emilia-Romagna
Nelle foto: Un'immagine dell'incontro stampa; I presidenti e co-presidenti dell'Alleanza delle Cooperative dell'Emilia-Romagna: da sinistra: Francesco Milza, Massimo Mota, Giovanni Monti.

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Parma, 8 gennaio 2020. Parma si appresta a celebrare il proprio patrono, Sant’Ilario, lunedì 13 gennaio 2020, in un anno particolare in cui la città ducale è Capitale Italiana della Cultura. La cerimonia legata all’assegnazione del premio Sant’Ilario, delle civiche benemerenze e delle menzioni speciali, si svolgerà, quest'anno per la prima volta, al Teatro Regio, lunedì 13, alle 11.

La cerimonia è pubblica e l'ingresso è aperto alla cittadinanza, fino ad esaurimento posti. Sempre lunedì 13 gennaio, come da tradizione, è in programma la Santa Messa nell’Oratorio Sant’Ilario, alle 9, in via Massimo D’Azeglio. La solenne celebrazione del Santo Patrono avverrà in Cattedrale con la Santa Messa, alle 17, officiata dal vescovo monsignor Enrico Solmi, alla presenza delle autorità.

Sono pervenute al Comune oltre 50 proposte di possibili candidature, alcune sottoscritte da più sostenitori, sia via mail che in formato cartaceo.

Il premio Sant’Ilario fu istituito, nel 1986, dalla Giunta guidata dall’allora sindaco Lauro Grossi. In quell’occasione fu approvato il “Regolamento per la concessione delle civiche dichiarazioni di benemerenza”. La prima edizione del Premio si tenne nel 1987. Le modalità di presentazione delle candidature sono state ampiamente divulgate dal Comune per permettere la massima partecipazione.

Le proposte di concessione, come da regolamento, sono state formulate da singoli cittadini, da Enti, dai membri del Consiglio Comunale e della Giunta Comunale, dei Consigli dei Cittadini Volontari al fine di segnalare l’attività di tutti coloro che abbiano in qualsiasi modo contribuito a migliorare la vita dei singoli e della comunità e ad elevare il prestigio della città.

Le benemerenze cittadine sono destinate, infatti, a premiare le persone, gli enti o le associazioni e gli organismi che nell’ambito cittadino si siano particolarmente distinti nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, dello sport, dell’assistenza, delle iniziative filantropiche, della collaborazione all’attività della pubblica amministrazione o che si siano distinti per atti di coraggio e di abnegazione in nome dei valori di umanità e solidarietà. In casi particolari, le dichiarazioni di benemerenza possono esser conferite alla memoria.

Ogni anno l’Amministrazione, in base al regolamento vigente, ha la possibilità di assegnare fino ad un massimo di 5 medaglie d’oro e 7 attestati di benemerenza e, dallo scorso anno, anche le menzioni speciali. I Segni di Benemerenza possono essere: Medaglia d’oro, Attestato di Civica Benemerenza, Menzione Speciale e Sigillo della città di Parma (previsto solo in casi eccezionali).

Sant’Ilario di Poitiers - (Poitiers, 315 circa – Poitiers, 367). E' il Santo Patrono della città di Parma, teologo, filosofo e scrittore, è stato proclamato Dottore della Chiesa da papa Pio IX nel 1851. La leggenda narra che un calzolaio, vedendo Sant’Ilario attraversare Parma scalzo, durante una giornata di neve, impietosito, gli regalò un paio di scarpe. Il giorno dopo, l’uomo, ritrovò un paio di scarpe d’oro proprio dove si trovavano le scarpe donate a Sant'Ilario. Questa è la leggenda che ha dato origine alla tradizione secondo cui nel giorno del patrono vengono preparate le famose “scarpette”, tipici dolci legati alla festività del patrono.

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

“In Italia si parla di 90.000 morti l'anno a causa dello smog e l'Emilia Romagna è una delle zone più inquinate. Gli sforamenti sono continui, l'emergenza è drammatica. Serve un piano per la riconversione totale delle imprese inquinanti e per la mobilità elettrica”: così Simone Benini, candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Emilia Romagna, di fronte alla situazione emergenziale dell'aria nella nostra regione. “L'impegno del M5S va nella direzione di rendere l'Emilia Romagna la regione più green d'Italia. Lo dobbiamo ai nostri bambini”.

“Subito dunque un piano straordinario decennale d’investimenti per la transizione che coinvolga Regione, Stato ed Europa e subito uno stop deciso all'austerità sugli investimenti ambientali. Dobbiamo pianificare l'uscita dalle fonti fossili in un tempo massimo di quindici anni, raggiungendo la ottimale efficienza energetica e privilegiando le energie rinnovabili. l' 8 gennaio, sono stato appunto anche a incontrare il presidente del Centro per le Comunità Solari a Medicina (BO). Occorre anche, e noi siamo pronti ad avviarlo, un piano regionale di incentivi alle auto elettriche e per la mobilità ciclabile in area urbana. Siamo in piena emergenza climatica e sanitaria da inquinamento. Cosa aspettiamo? Se si perde tempo ci si gioca il futuro”.

Pubblicato in Politica Emilia

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Offerte di lavoro a Reggio Emilia
08/01/2020

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Per la piena copertura del ruolo è necessario aver conseguito una Laurea preferibilmente in materie umanistiche e maturato esperienza pregressa in ambienti lavorativi qualificati (accreditate società di formazione e agenzie per il lavoro) nell’ambito dei quali i processi formativi rappresentavano una leva concreta per l’implementazione delle strategie di business.
Maggiori info e candidature al seguente link http://bit.ly/2M2qqle

ENTRA NEL TEAM ARCHIMEDE
Digital Marketing Specialist a Reggio Emilia (RE)
Archimede S.p.A. solida e strutturata azienda specializzata in gestione e sviluppo delle risorse umane e nella fornitura di servizi alle Imprese, operante a livello Nazionale ed in continua crescita sul territorio, per l’implementazione del proprio organico è alla ricerca di un/una Marketing Specialist.
Il profilo ideale riporta le seguenti caratteristiche: esperienza pregressa nella movimentazione e trasporto merci; patente B, in quanto il facchino si occuperà anche delle consegne presso clienti con mezzo aziendale; disponibilità al lavoro part time e per brevi periodi; disponibilità a trasferte; domicilio in zona; disponibilità immediata; automunito.
Info e candidature l seguente link http://bit.ly/2MFYcw8

AUTISTA ADDETTO ALLE CONSEGNE a Reggio Emilia (RE)
Le risorse si occuperanno consegna e trasporto medicinali presso strutture sanitarie sulle provincie dell’Emilia e della Romagna. È richiesto il possesso della patente C, CQC e carta tachigrafica, disponibilità a trasferte giornaliere e flessibilità oraria.
Info a candidature al seguente link http://bit.ly/2urD05T

ADDETTI/E ALLA VIGILANZA a Reggio Emilia (RE)
Le risorse si occuperanno delle attivita' di vigilanza diurna e notturna, del controllo degli ingressi e dell'assistenza alla clientela. Completano il profilo serieta' e affidabilità.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2QxW3UC

ADDETTA/O UFFICIO PAGHE E CONTRIBUTI a Reggio Emilia (RE)
Requisiti essenziali: pregressa esperienza presso studio professionale di commercialisti o associazioni di categoria, pregressa esperienza in elaborazione buste paga, esperienza pregressa di almeno 9/12 mesi, conoscenza del gestionale Zucchetti o Team System, buone capacità relazionali e capacità a lavorare in team, disponibilità immediata.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2T2yXHr

ADDETTI AL CONFEZIONAMENTO ALIMENTARE a Reggio Emilia (RE)
Le risorse selezionate si occuperanno di attività collegate al confezionamento alimentare e dovranno essere preferibilmente in possesso di esperienza pregressa in produzione presso aziende di piccole medie dimensioni.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2T2sLzl

IMPIEGATO/A CONTABILE DI STUDIO a Reggio Emilia (RE)
Si richiede pregressa esperienza in Studi o Associazioni; significativa esperienza nella mansione; autonomia in contabilità semplificata, dichiarazione dei redditi, chiusura bilancio. Si offre contratto part-time, assunzione diretta presso lo Studio.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2N55Mjm

ADDETTO/A ALLA SEGRETERIA a Reggio Emilia (RE)
Si richiede conseguimento del diploma di scuola superiore, esperienza nella mansione, disponibilità immediata.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2s9TWNG

IMPIEGATO/A CONTABILE/AMMINISTRATIVO/A JUNIOR a Reggio Emilia (RE)
Si richiede esperienza minima di un anno in amministrazione, preferibile provenienza da studi di commercialisti, flessibilità oraria, disponibilità immediata.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2FtykPf

ADDETTI PAGHE SENIOR a Reggio Emilia (RE)
Si richiede pluriennale e comprovata esperienza nel ruolo, flessibilità oraria, disponibilità immediata.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2T3GIgd

IMPIEGATO STUDIO NOTARILE a Reggio Emilia (RE)
Il candidato selezionato dovrà occuparsi delle attività di segreteria, della redazione di atti notarili, della gestione dell’agenda commerciale e smistamento della posta.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/39OewUH

 

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Piacenza, 8 gennaio 2020 - Ieri, 7 gennaio 2020, un tecnico del Consorzio di Bonifica di Piacenza è intervenuto in diretta tv alla trasmissione Geo di Rai3.

Tema dell’intervista il progetto Life CLAW (cofinanziato dall’Unione Europea) di cui il Consorzio è partner insieme al Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano - coordinatore del progetto – l’Acquario di Genova-Costa Edutainment, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, il Comune di Fontanigorda, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il Comune di Ottone, il Parco Naturale Regionale dell’Antola, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Pavia.

Ad intervenire Chiara Gemmati, responsabile del progetto per il Consorzio di Bonifica: “Si tratta di un progetto quinquennale i cui obiettivi principali sono conservare e migliorare le popolazioni attuali del gambero A. pallipes in declino nell’area dell’Appennino nordoccidentale; contrastare la dispersione di gamberi alloctoni e la conseguente diffusione della peste dei gamberi da questi veicolata e principale causa di estinzione di specie autoctone; promuovere la conoscenza della specie e l’importanza della sua conservazione anche al fine di scoraggiare l’introduzione sconsiderata di specie alloctone invasive”.

Chiara Gemmati ha continuato parlando dei benefici portati dai gamberi autoctoni e dei pericoli creati dalle specie aliene: “I gamberi autoctoni sono una specie chiave nei corsi d’acqua in cui vivono perché preparano il cibo (dando inizio a un ciclo di vita) per altre specie che senza di loro farebbero più fatica ad alimentarsi. Sono invece le specie alloctone a essere responsabili, soprattutto nella Pianura Padana, di danni da erosione alle sponde dei canali (sia di bonifica che di irrigazione), ostruzione di griglie poste in corrispondenze di canali intubati e di impianti; occlusione di attrezzature necessarie per la gestione delle derivazioni delle acque irrigue (ad esempio paratoie)”.

A seguire, Massimo Gargano, Direttore di Anbi (Associazione Nazionale Consorzi di Tutela
Gestione Territorio e Acque Irrigue) è intervenuto parlando delle varie specie aliene presenti sul territorio nazionale, dei problemi da questi creati e dell’importanza della manutenzione dei canali.

E’ possibile rivedere l’intervista (insieme a qualche approfondimento) sul sito web: www.cbpiacenza.it. L’intera puntata di Geo, invece, è disponibile sul sito web www.raiplay.it 

 

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“Mario Bocchi, primo sindaco di Parma”, un libro e un pezzo di storia della città che si completa. Molti ancora i punti da riportare alla luce.

E’ nella prestigiosa sala del Consiglio Comunale di Parma che si è finalmente celebrato il primo Sindaco di Parma, tornato a rivivere nella storia della città, grazie al libro di Giuliano Masola "Mario Bocchi primo sindaco di Parma". Se un pezzo importante della storia di Parma è stato ricomposto, molti nuovi interrogativi si sono manifestati durante la ricerca storica. Quesiti che dovranno essere indagati, sia sulla persona dello stesso Bocchi, sia per completare il quadro politico e sociale di Parma nel primo dopoguerra.

di LGC Parma 8 gennaio 2020 – Mario Bocchi, primo sindaco di Parma, dalla resistenza al tavolo con i "Grandi d'Italia" era da subito caduto nell'oblio senza ragione apparente, una dimenticanza sanata grazie all'associazione Giuseppe Micheli e Confcooperative Parma e al libro di Giuliano Masola "Mario Bocchi primo Sindaco di Parma" che è stato presentato questa mattina nella sala del Consiglio Comunale di Parma.
"Mario Bocchi - recita l'invito al convegno - è stato un uomo silenzioso ma fortemente impegnato nella Resistenza e nella ricostruzione di Parma dalle macerie belliche, stretto collaboratore di Giuseppe Micheli. Il poeta Renzo Pezzani a lui dedicò un libro di poesie. Lo scultore Froni lo ricordò con un busto. Enrico Mattei e Giovanni Marcora amavano ragionare con lui nel salotto di casa sua.
E’ stato fotografato al fianco di illustri personaggi tra cui Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Ferruccio Parri. Su proposta del CNL, gli Alleati lo hanno nominato Sindaco di Parma nel 1945 e confermato dal Prefetto Ferrari. Ma di lui era scomparsa ogni traccia, nemmeno una fotografia in Comune. Su iniziativa dell’Associazione Giuseppe Micheli e di Confcooperative Parma, Giuliano Masola ha ricostruito la vita, l’impegno sociale e politico di Mario Bocchi, primo Sindaco di Parma, dalla Resistenza al primo anno della ricostruzione della città."


“Fin da piccolo, - ha così introdotto i lavori Alessandro Tassi Carboni presidente del Consiglio Comunale di Parma - come tanti altri coetanei, ho sempre goduto del fascino delle storie: racconti che ti trasportano dentro le vite degli altri, racconti che ti accompagnano in sognanti relazioni.
E la mia attuale esperienza politica consente - determinando così il lato più felice del frangente - di incrociare tante storie stimolanti di uomini, donne e fatti che accolgo sempre con grande curiosità.
Così ho incrociato la storia di Mario Bocchi in occasione del convegno tenuto lo scorso luglio "Il Sindaco che non c'era" grazie all'iniziativa, fra gli altri, di Eugenio Caggiati e Giuliano Masola.
Una vicenda curiosa, fatta di dimenticanze ed oblii, di caratteri schivi e riservatezze, di volontà e ingiustizia, fretta di passare oltre ad uno dei periodi più bui e drammatici della nostra storia recente. In quel contesto certamente Mario Bocchi era la persona giusta, scelta con lungimiranza prima dal Comando Alleato e poi confermata anche dalla Prefettura, per garantire il passaggio istituzionale alla democrazia evitando il feroce disfacimento sociale frutto del lungo periodo di soprusi e libertà violate.
Lo stesso Comune di Parma era caduto nell'equivoco di disconoscere il ruolo ricoperto da Mario Bocchi tra il 1945 ed il 1946 quale Sindaco della città, tanto da non rappresentare neppure la sua immagine fra quella dei primi cittadini presente nella Sala Grande del Municipio. Questo vuoto è stato colmato il 2 luglio 2019 apponendo ufficialmente il quadro contenente una delle rare fotografie (recuperata grazie alle affettuose ricerche del nipote Andrea Saccani) del primo Sindaco di Parma dell'era democratica. La cerimonia, alla presenza delle autorità cittadine, è stata volutamente sobria ma emotivamente partecipata, in coerenza al comportamento e lo stile che ha contraddistinto il passaggio terreno di Mario Bocchi.
E certamente a lui dobbiamo molto di più di quanto gli sia stato mai riconosciuto.
Oggi che, grazie all'appassionato e rigoroso lavoro di ricerca di Giuliano Masola, promosso dall’associazione culturale “Giuseppe Micheli”, la nebbia del silenzio si è diradata e possiamo sentirci più padroni del nostro passato, quale memoria ed origine della nostra identità. Una memoria non sterile e nostalgica ma dinamica energia per le consapevoli scelte che ci attendono.”

All'introduzione del Presidente del Consiglio Comunale hanno fatto seguito i saluti di Carmen Motta, nella sua prima uscita pubblica nel ruolo di Presidente dell'Istituto Storico della resistenza e dell'Età contemporanea di Parma. “Siamo onorati di avere collaborato alla ricostruzione di questo pezzo di storia della nostra città. Bocchi si assunse delle responsabilità impegnative durante il periodo resistenziale e per questo venne nominato primo sindaco di Parma. Provate a immaginare cosa volesse dire tenere insieme le diverse anime della resistenza per condurle alla piena democrazia. Una città devastata dove occorreva garantire anche sicurezza.” “A una persona umile ma coraggiosa, determinata, rigorosa, come pochi noi dobbiamo un grande debito di riconoscenza e questa giornata sia solo l’inizio per conferire lo spessore che Bocchi merita anche ai giorni nostri, ha così concluso la Carmen Motta.”

La figura del "Sindaco Ritrovato" è stata richiamata dallo stesso autore del libro, Giuliano Masola.
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"Di primo acchito - inizia il proprio intervento Giuliano Masola - direi che oltre alla figura di Mario Bocchi emerge anche la nostra città come era vissuta tre generazioni fa grazie anche al corredo fotografico e la riproduzione di illustrazioni satirico-politiche del tempo.
Dobbiamo ad Andrea Saccani nipote di Mario Bocchi un particolare ringraziamento anche per questo. La Storia si può così riassumere.
Mario Bocchi nasce a Parma il 26 novembre 1903, da Ildebrando ed Ercolina Paini. I genitori, entrambi orologiai, sono di Traversetolo; il trasferimento della famiglia a Parma avviene l’11 novembre 1909.
A Parma, abita in via Cocconi 15; si trasferisce a Modena fra il 1923 ed il 1925. Dalla verifica fatta dopo il suo rientro da parte del Comune, risulta che sta con la famiglia e che lavora presso lo studio notarile dell’On. Giuseppe Micheli.
Il 23 ottobre 1930, ad Albazzano, si sposa con Iolanda Bondani, casalinga; uno dei testimoni è l’on. Giuseppe Micheli. Dalla coppia nascono due figlie: Angiola Maria e Maria Grazia. Dalle schede per il censimento nel 1935 risulta che Mario abitava con la famiglia in via Trento dove resta fino alla metà del ‘45.
L’8 settembre 1943 tutto cambia. Il 21 settembre Giuseppe Micheli, per evitare di essere arrestato, fugge in fretta e furia da Parma, trovando rifugio, prima presso il Seminario di Chieti, poi a Roma. Già pochi giorni dopo l’armistizio, cominciano a formarsi gruppi per la lotta contro tedeschi e repubblichini e i partiti cominciano a riorganizzarsi. A metà ottobre, presso lo studio Micheli, allora in borgo S, Vitale 6, si svolgono riunioni dalle quali prendono corpo, da un lato, il Comitato Nazionale di Liberazione di Parma e, dall’altro, i componenti della nascente Democrazia Cristiana locale fra i quali Renzo Ildebrando Bocchi, patriota e poeta che finirà i suoi giorni nel campo di concentramento di Ersbruck (Flossenburg) nel dicembre 1944. Mario Bocchi è molto abile nell’organizzazione e, soprattutto, conosce tutti coloro che sono in collegamento con l’on. Micheli.
Nell’ambito del CLN, Bocchi, col nome di battaglia di “Perez”, diviene responsabile per la parte organizzativa, mentre in ambito politico ha la direzione del movimento democratico cristiano. Il suo ruolo diventa particolarmente importante; fra l’altro è chiamato a concordare i lanci di materiale da parte degli Alleati per i partigiani.
Con l’assenza di Micheli, Bocchi diventa un elemento cruciale anche per “La Giovane Montagna”, il settimanale attraverso il quale l’onorevole tiene strettissimi rapporti con le comunità parmensi e reggiane. Le leggi sulla stampa, nella Repubblica di Salò, sono ogni giorno più dure, per cui anche il giornale è costretto a sospendere le pubblicazioni fra l’inizio di febbraio e l’agosto del 1944.
Col 25 aprile 1945 si ritorna a un regime democratico. Dopo alcuni incontri in attesa di scendere in Città, il CLN aveva designato il “comandante Arta” ‒ Giacomo Ferrari ‒ prefetto e Mario Bocchi sindaco, a capo di una giunta popolare (la designazione di un esponente della Democrazia Cristiana, in particolare dell’uomo di fiducia di Micheli, funge da contrappeso a quella di Ferrari, personalità di punta del Partito Comunista nella lotta partigiana). La nomina vera e propria avviene da parte degli Alleati il 1° maggio 1945, mentre quella da parte del Prefetto è del 30 giugno.
Fin dal 26 aprile, Bocchi deve fare fronte a una situazione molto grave in città: distruzioni, carenza alimentare ed energetica (manca la legna, ad esempio); alle difficoltà di trasporto si aggiunge la disoccupazione, la mancanza di abitazioni; si scambia il parmigiano col vetro, e così via. Il tutto in un ambiente in cui tanti sono ancora armati e le vendette trovano sfogo.
Dall’aprile del 1945 allo stesso mese del ’46, Mario Bocchi deve decidere anche sulle epurazioni, cercare di mantenere l’ordine pubblico e, tema particolarmente caro ai parmigiani, affrontare il problema urbanistico; il Monumento a Verdi, pesantemente colpito dai bombardamenti, finisce per diventare la spada di Damocle per il Sindaco.
Nella primavera del 1946, le elezioni amministrative vengono vinte dalla sinistra: Primo Savani diventa sindaco, eletto nell’ambito della nuova Giunta Comunale. Mario Bocchi, che si era presentato nella lista della DC senza entrare nel nuovo Consiglio Comunale, cerca altre strade: diventa amministratore dell’Ordine Costantiniano, ricostituito da Micheli, dove resta per alcuni anni.
Il 17 ottobre 1948 muore Giuseppe Micheli, a conclusione di un cinquantennio di vita politica di successo.
Nel 1960 Bocchi si trasferisce a Milano, dove apre una piccola azienda di pubblicità. Resta, però, sempre costantemente in collegamento con tanti alti esponenti della Democrazia Cristiana, che utilizzano la sua abitazione di via San Sisto, a pochi passi dalla sede della D.C. lombarda, come punto di incontro. Viene anche nominato Presidente dei Probiviri della DC per la Lombardia.
Persona assolutamente schiva e riservata ha vissuto in condizioni dignitose, ma ha lasciato solo i soldi per il funerale. È scomparso a Milano il 19 ottobre 1981; il giorno seguente, la sua figura è stata ricordata nella seduta del Consiglio Comunale di Parma.
Le sue ceneri riposano a Parma, nella cappella di famiglia alla Villetta."

Una ricostruzione storica e una riabilitazione del primo Sindaco di Parma che nasce da una idea dell'Associazione Giuseppe Micheli che ha trovato la collaborazione di Confcooperative di Parma.

"E' un volume che fa rientrare nella storia di Parma - sottolinea Eugenio Caggiati presidente dell'Associazione Culturale Giuseppe Micheli - una figura che, più o meno volutamente, era stata dimenticata, quella di Mario Bocchi, primo sindaco di Parma nel dopoguerra. Una figura silenziosa, ma che ha avuto un ruolo di primo piano, come emerge dal suo rapporto con Enrico Mattei ed altri personaggi, anche nella costruzione della Democrazia Cristiana a livello nazionale. Con la ricerca vengono portate alla luce cronache ed immagini del 1945 parmense, quando i parmigiani dovettero usare anche le assi del Teatro Farnese bombardato per scaldarsi.
Come associazione culturale Giuseppe Micheli siamo lieti di aver approfondito il significativo ruolo che i cattolici parmensi hanno avuto in quei drammatici giorni. Quando, in occasione dei 50 anni della sua morte, su iniziativa del circolo Il Borgo, fu celebrato il più significativo studio su Giuseppe Micheli, il personaggio politico più rappresentativo nella storia parmense del ‘900, il nome di Mario Bocchi, capo della sua segreteria, non trovò molto spazio, anzi di lui si dice “personalità di cui, nonostante il ruolo tutt’altro che trascurabile rivestito tra il ’43 ed il ’45 si fatica a ricostruire i precedenti politico-culturali”.
A lui, Sindaco di Parma tra il 1945 ed il ’46, sono state dedicate solo alcune righe in varie pubblicazioni[1] che hanno parlato della storia di Parma dopo la Liberazione. Di lui non c’era nemmeno la foto, nell’apposito spazio antistante la sala del Consiglio comunale, tra quelle dei Sindaci di Parma. Non giravano sue foto nei libri che ricostruivano quei mesi terribili che segnarono la fine della Seconda guerra mondiale; nemmeno la rinata “Gazzetta di Parma” a lui aveva dedicato grandi spazi durante la sua gestione amministrativa. Mario Bocchi è il nome del primo Sindaco di Parma che, negli anni successivi, si è cercato di far dimenticare nella memoria dei parmigiani, nonostante abbia avuto, come scrive don Cavalli, il ruolo di direzione e di coordinamento della nascita della Democrazia Cristiana parmense nel ’43, anche nel movimento cattolico locale, viene presto dimenticato.
In occasione della celebrazione dei 70 anni della morte di Giuseppe Micheli, come associazione Micheli, stimolati anche da un precedente studio su Giacomo Ferrari di Ludovico Cutaia, è diventato perciò logico cercare di approfondire quei tragici giorni ed il legame fra Micheli ed il suo segretario, che è il referente degli Alleati in quei tragici mesi e che viene nominato primo sindaco di Parma; cercare di capire il loro rapporto e ricostruire la situazione sociale, culturale e politica del tempo. È diventato logico chiedersi come mai in una terra storicamente “rossa” il CLN parmense si sia costituito nello studio del cattolico Micheli, e il suo segretario, su proposta del CLN, sia stato nominato Sindaco di Parma prima dagli Alleati, poi dal Prefetto Ferrari. E’ diventato logico anche chiedersi perché un personaggio che ha vissuto in prima persona quel tragico ma eroico periodo storico abbia voluto scomparire nel silenzio.
Il ricercatore dott. Giuliano Masola ha accettato la sfida: ha recuperato foto e notizie setacciando gli archivi e riconsegnando alla storia moderna di Parma il nome e l’immagine del primo sindaco.
“Mario Bocchi, il sindaco che non c’è” è diventato, perciò, il titolo provocatorio di un primo convegno promosso, il 22 novembre 2018, dall’associazione Micheli nell’ambito della Festa della storia, nella sede di Confcooperative di Parma che, a seguito della relazione di Giuliano Masola ha portato il Presidente del consiglio comunale, arch. Alessandro Tassi Carboni, e il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, a collocare al proprio posto nel Comune di Parma, insieme agli altri sindaci, con una semplice ma significativa cerimonia ufficiale il 2 luglio 2019, la foto, finora incomprensibilmente assente, del primo sindaco di Parma ed ha spinto il dott. Giuliano Masola a rafforzare la ricerca sulla enigmatica figura di Mario Bocchi.
Il convegno ha visto anche la presenza del nipote Andrea Saccani che ha dato alla ricerca uno sviluppo inizialmente inaspettato; da un vecchio cassetto di un buffet, nell’antica casa materna sull’Appennino, sono infatti venuti fuori tanti “ricordi” e foto storiche che il nonno, uomo schivo e silenzioso, aveva lasciato.
Questa pubblicazione di Giuliano Masola porta, quindi, alla luce una figura finora sconosciuta della storia di Parma, un personaggio che, senza voler apparire, ha avuto un ruolo molto significativo nella dura storia parmense dell’avvio della Repubblica: nella Resistenza con il nome di Perez, nei primi mesi del crudo dopoguerra e anche nella nascita della Democrazia Cristiana in terra emiliana e lombarda. Mario Bocchi non ha mai voluto giocare un ruolo di primo piano ma, a lui toccava indicare agli aerei Alleati dove “buttare” dal cielo gli aiuti ai partigiani; a lui è stato chiesto di prendersi la responsabilità di avviare la ricostruzione della città ed anche di rasserenare gli animi assetati di vendetta; a lui è stato affidato il compito di dirigere e coordinare a Parma le energie nella ricostruzione della presenza politica dei cattolici nella DC, ampliando il proprio impegno anche a Reggio ed a Modena.
È difficile comprendere perché nel gennaio del 1960 Mario Bocchi si trasferisca a Milano in un appartamento in affitto vicino alla sede della DC milanese. In tante foto appare vicino ai famosi leader DC nazionali e lombardi di quegli anni. Non ricerca titoli né politici né sui giornali, ma lascia intravedere tanti possibili percorsi il fatto che, dal 1961 fino alla morte, Mario Bocchi ricopra un ruolo significativo nel Collegio dei Probiviri della DC lombarda.
Siamo lieti, come associazione Giuseppe Micheli e Confcooperative, esprimere un grazie a Giuliano Masola che con le sue caparbie ricerche ha recuperato la memoria di un significativo personaggio e di un periodo tragico della nostra storia parmense; un grazie ai contributi di Marco Minardi e di Pietro Bonardi che ricostruiscono la storia di Parma antifascista tra il ‘43 ed il ‘46 e la storia del movimento cattolico locale tra il ‘43 ed il ’48; un grazie al nipote Andrea Saccani che ha portato tanti ricordi sconosciuti di nonno Mario; un grazie al notaio Michele Micheli che ci ha consegnato i ricordi personali del Bocchi che tornava a Parma, ogni tanto, da Milano a salutare l’on. Piero Micheli che era subentrato nello studio notarile dello zio.
Viene alla luce con questa pubblicazione una figura che, pur avendo dato una contributo fondamentale alla storia repubblicana di Parma, era stata, forse volutamente, dimenticata. Vengono alla luce i tragici mesi del 1945 parmense ed emerge anche il ruolo significativo che tanti cattolici hanno dato alla Resistenza ed al dopoguerra nella ricerca della libertà e nella ricostruzione di una società che voleva e sapeva dialogare anche con un comunismo che non nascondeva la speranza di avere un ruolo dominante nella nuova società che stava nascendo a Parma ed in Italia."
([1] Fra le varie pubblicazioni in cui è citato Mario Bocchi, Pier Paolo Mendogni, Aria di libertà e tempi nuovi, in Fra economia e storia, Unione Parmense degli Industriali, Parma, 2005, p. 27 [pp. 27-42], Luciano Verderi, Il cammino della Democrazia Cristiana. Rappresentanti parmensi nelle istituzioni, Circolo culturale il Borgo, Parma, Tecnografica, 2006, p. 82. Compare inoltre in diversi articoli di “Vita Nuova” e della “Gazzetta di Parma” del primo dopoguerra.)


Il momento centrale del convegno è stato senza dubbio quello occupato dalla relazione di Giorgio Vecchio professore ordinario di storia Contemporanea Università di Parma. “Quando nel 2017, ho curato il volume della MUP sul 900, mi sono imbattuto in Mario Bocchi, un sindaco di cui non si sapeva nulla e non si trovava nulla. Solo che nel contesto di quel lavoro non potevo certo approfondire nulla al riguardo, salvo denunciare la mancanza della sua voce biografica nel dizionario dei parmigiani e nemmeno sul sito del comune. Ora grazie al vostro lavoro è stata colmata questa lacuna.”
Una mancanza che ovviamente ha stuzzicato la curiosità del professore che non può certamente venire soddisfatta dal dal solo fatto che Mario Bocchi rappresentasse la Democrazia Cristiana mentre l’amministrazione comunale è stata retta a partire da Savani (1946 - PCI) da amministrazioni di sinistra. Devono essere necessariamente presenti altre motivazioni appartenenti anche alla stessa DC. Fatto sta che comunque, forse per la sua appartenenza ai servizi informativi (servizi segreti) della resistenza e perciò molto presumibilmente in contatto con i “servizi” Inglesi e USA, furono proprio i servizi inglesi che suggerirono, per la sua capacità organizzativa, Mario Bocchi alla carica di primo cittadino di Parma.
“Come sindaco, prosegue il professor Vecchio, molti problemi erano da risolvere.
- l’epurazione, un problema molto grave e fattore divisivo per tutta l’Italia. Un problema che spacca l’opinione pubblica e spacca i partiti.
- Il problema dell’approvvigionamento e della distribuzione dei generi alla cittadinanza;
- Il reinserimento al lavoro dei reduci di ogni tipo e dei disoccupati;
- Il problema della ricostruzione materiale della città dopo i bombardamenti. Ricostruzione materiale ma anche gestione degli sfollati:
- Il problema dei monumenti danneggiati a partire dal monumento a Verdi;
- Infine il problema della sicurezza e dell’ordine pubblico. Non dimentichiamo che all’epoca c’era il banditismo e in quel periodo il giovane capitano dei carabinieri Dalla Chiesa si fece le ossa e sperimentò, con successo, quello che poi utilizzò contro il terrorismo, ovvero l’utilizzo degli infiltrati.”

Il professore prosegue nella narrazione della seconda fase della vita politica di Bocchi, quando a Milano era presidente del collegio dei probiviri della DC lombarda, delle sue amicizie con Marcora e Mattei, quest’ultimo a capo dell’ENI ma anche ex dirigente dei servizi segreti anch’egli. Insomma tutta una serie di ruoli che bene o male fanno convergere al periodo della resistenza e alla sua appartenenza ai servizi di informazione.
Se con questo libro si introduce un importante tassello nella storia di Parma, tanti altri interrogativi fa emergere.

A concludere i lavori è stato l’intervento del nipote, Andrea Saccani, il più grande dei nipoti di Mario Bocchi. “Anche noi sapevamo molto poco di Mario, si diceva, era mia nonna Jole che sapeva tutto, che aveva fatto il sindaco ma che avesse smesso perché non gli piaceva farlo” Questo sino a quando i familiari si sono imbattuti nel team di storici che li hanno indotti a fare delle ricerche trovando, nella cantina del padre, due scatoloni di materiale; gli effetti personali di provenienza dalla casa di Milano (era di proprietà della DC ndr) che dovettero a un certo punto lasciare e perciò distrussero tutti i documenti che non erano di pertinenza familiare. Quindi nulla della sua vita politica è sopravvissuto a quel trasloco. “Nel cassetto della scrivania c’erano tutte le tessere della DC, altre tessere e poche foto, perché non voleva essere fotografato, oltre a tutte le vignette che lo ritraevano e custodiva e altro che poteva sembrare di poco conto.” Tutto materiale che il nipote diede ai ricercatori i quali, con pazienza infinita, riuscirono a dare una giustificazione e una collocazione, pezzo per pezzo a ogni oggetto o scritto rinvenuto 40 anni dopo il lascito, scatoloni mai aperti prima.

 
PARMA 2020: la cooperazione c'è, ha sottolineato Andrea Bonati Presidente di Confcooperative di Parma, in calce al convegno, il quale evidenzia l'importanza della partecipazione sociale delle organizzazioni - "Un’Organizzazione è parte di una Comunità, e pertanto è giusto contribuire alla sviluppo della stessa nelle più svariate sfaccettature. Anche un contributo alla Cultura è importante. Per questo tra le diverse iniziative abbiamo voluto, unitamente all’Associazione “Giuseppe Micheli”, promuovere uno studio/ricerca e la sua pubblicazione, su “Mario Bocchi” uomo della resistenza e primo sindaco di Parma.
Mi fa particolarmente piacere poter presentare questo libro proprio ora in cui Parma è capitale della Cultura italiana, facendolo a poche ore dall’ apertura ufficiale nella sede Municipale, ricordando una persona che per vari motivi è stata dimenticata nel tempo, ma che diede un contributo rilevante nei momenti più difficili del nostro territorio. E’ anche grazie a persone come questa se oggi Parma è diventata capitale della Cultura Italiana.
La cooperazione ha un ruolo importante nella nostra Provincia, basti ricordare il ruolo che ha nella produzione del migliore formaggio al mondo, o all’altro estremo, il valore della tanta cooperazione sociale, e per noi essere qui in questo momento significa anche voler evidenziare questo ruolo."

 

PROGRAMMA EVENTO
Saluto di
Alessandro Tassi Carboni
Presidente del Consiglio Comunale di Parma
Carmen Motta
Presidente Istituto storico della Resistenza
e dell’Età contemporanea di Parma
Relazione di
Giorgio Vecchio
Professore ordinario di Storia Contemporanea Università di Parma
Insieme con l’autore Giuliano Masola,
saranno presenti il nipote Andrea Saccani,
Marco Minardi, Pietro Bonardi
che hanno collaborato nella stesura del libro
Modera la presentazione
Eugenio Caggiati
Presidente Associazione Giuseppe Micheli
SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PARMA
PARMA 8 GENNAIO 2020
ore 10,30
Presentazione del libro
di Giuliano Masola
MARIO BOCCHI
PRIMO SINDACO DI PARMA
dalla Resistenza alla Democrazia


Chi è l'Autore:
Giuliano Masola è nato nel 1948 a Gaione e vive a Parma. Diplomato in Ragioneria, dopo aver lavorato per oltre quarant’anni, si è rimesso a studiare
Nel 2011 ha conseguito la laurea triennale in “Civiltà letterarie e Storia delle civiltà”e, nel 2013, quella magistrale in “Giornalismo e cultura editoriale” presso l’Università di Parma. Nel 2000 è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro.
Nel 2013, con Giancarlo Panicieri, ha pubblicato Il Canale del Vescovo e nel 2016, con Paolo Bongrani, Arturo Cantadori, Diario di guerra e di prigionia (1917-1919); Alfredo Dondero, cavalleggero e gentiluomo è del 2018. Un “parentado” fra due grandi casate. Margherita Farnese e Vincenzo Gonzaga (1581-1583) è stato pubblicato nel 2013, mentre Donna Maura Lucenia al secolo Margherita
Farnese (1583-1643) è uscito nel 2019.

 

Pubblicato in Cultura Parma

Nella nave si è aperta una falla, ma il mare, in religioso silenzio, aspetta che i marinai la riparino, perché possa riprendere a navigare sulle onde della felicità.
Giacomo Rizzi, architetto

di Guido Zaccarelli Mirandola 8 gennaio 2020 - Incontro spesso imprenditori che hanno fatto la storia delle loro imprese e giovani promesse che hanno creato, o stanno creando, la loro fortuna personale, e professionale, con impegno, volontà e determinazione, ma soprattutto con tanto entusiasmo, coinvolgendo anche le famiglie nei loro progetti.

Lo scopo è realizzare il proprio sogno: creare qualcosa con le proprie mani che rimanga nel tempo e consenta ad altri di condividere il successo. Per fare questo dicono «occorre essere resilienti». Negli ultimi anni, la parola resilienza ha trovato il modo per costruirsi una propria identità in molti ambiti della nostra vita quotidiana. Spesso la sentiamo enunciata all’interno di un dialogo tra persone e, in altre occasioni, è proferita nel contesto professionale. Viverla nella pienezza della propria etimologia attraverso il racconto di vita vissuta, da parte di giovani imprenditori ha il sapore dell’antico, che avvolge i ricordi di quanti sudavano e lavoravano duro per costruirsi un futuro migliore. Per quanto mi riguarda, «le nuove generazioni non sono diverse. Agiscono in tempi diversi e con strumenti moderni, ma conservano dentro di sé il DNA di chi li ha preceduti e dai quali hanno ereditato il valore del lavoro e del fare impresa». La resilienza nasce in ambito scientifico per descrivere il comportamento di un materiale di re-sistere ad un urto e di rilasciare l’energia assorbita in tempi variabili. Questa frase può essere similmente riferita al comportamento di un imprenditore che deve contrastare gli urti provocati dagli attori presenti nel mercato di riferimento e trovare il modo per rilasciare l’energia positiva con la quale assolvere in pieno al proprio ruolo di riferimento, impegnato a garantire prosperità alla propria azienda.

La resilienza interviene nel fornire il carburante necessario per affrontare con coraggio le avversità. Facile a dirsi, più difficile da realizzare quando l’imprenditore decide di in-sistere nel proprio sogno nonostante segnali poco incoraggianti lo invitino ad ancorarsi ad un ormeggio tranquillo. «Scegliere di abbandonare i privilegi lavorativi offerti da una splendida realtà aziendale per virare oltre confine e decidere di intraprendere la strada dell’imprenditore non è facile» è quello che sento ripetere dai giovani quando decidono di allontanarsi dal mito casa e bottega, che aveva contraddistinto le generazioni precedenti, per mettersi alla prova e sperimentare, sulla propria pelle, il valore della loro intraprendenza, decisi ad approdare nel mondo imprenditoriale per fare impresa. De-cidere è re-cidere, è come essere sul crinale ghiacciato di una montagna e d’un tratto sprofondare senza accorgersi del perché. «Ritrovarsi dalla sera alla mattina in una angusta realtà aziendale dove partire da zero per apprendere l’arte dell’operare, fa la differenza, non solo al tempo presente, in riferimento alla perdita di benefit, ma anche in proiezione futura, del doman non v’è certezza».

I giovani sanno di vivere nell’era del mutamento, soggetto a variabili che cambiano in modo improvviso, come una barca dove si è aperta improvvisamente una falla …, desiderano mettersi alla prova e sperimentare, come i marinai, il valore delle loro capacità in grado di riparare l’imbarcazione per continuare il viaggio… , per portare alla luce i doni di cui sono in possesso senza farsi condizionare dal posto fisso, dalle debolezze dei mercati o incertezze delle nuove economie. L’unica evidenza è offerta dalla possibilità di gettare le basi dell’apprendere. Per chi vuole fare impresa, affermano, «l’operaio è una figura fondamentale in un qualsiasi contesto lavorativo in quanto esprime “l’arte del fare” grazie all’energia messa in campo dall’ingegno. Per fare l’imprenditore occorre partire dalla base e apprendere l’arte del fare dove attingere le risorse per creare l’impresa del futuro: la bottega è il luogo da cui partire per apprende il mestiere». Agire in modo diverso significa “irrigare il terreno del fallimento”.

L’impresa è il cuore dove nasce e si dispensa l’arte del fare condiviso. Per crescere occorre creare basi solide e durature nel tempo: è lì che bisogna in-sistere per dare forma al proprio sogno ed entrare in possesso della resilienza necessaria per evitare di de-sistere nei momenti meno favorevoli ed entrare a capofitto nella spirale della sconfitta. Il pensiero ricorrente della disfatta apre scenari imprevedibili che sfociano nel dis-astro, ovvero pensare di avere gli astri avversi. Significa abbandonare la nave dell’essere imprenditore per salire a bordo di una zattera in balia del vento che può sopraggiungere all’improvviso. Il sogno a questo punto s’infrange sugli scogli portati alla deriva da un mare in tempesta pur covando dentro di sé il bi-sogno di e-sistere. La vita è e-sistere. L’imprenditore è nato per dare la vita alla propria azienda assolvendo di fatto alla funzione esistenziale di “in-sistere per e-esistere”, indispensabile per adempiere ad una funzionale sociale di creazione di valore e di benessere collettivo.

Un giovane imprenditore: «fare impresa nell’era 4.0 è molto difficile, servono competenze trasversali continuamente aggiornate e polifunzionali al contesto, combinate tra loro con azioni multidisciplinari messe in campo da ogni persona che ambisce ad operare insieme all’interno di gruppi di lavoro coordinati, dove ritrovarsi per identità e senso di appartenenza»

La cultura è l’arte di coltivare la terra da predisporre per la semina e ottenere i frutti sperati. La conoscenza è il frutto che terrà in vita e deciderà le sorti delle nostre aziende nel futuro. Occorre in-sistere nello studio e nella ricerca, ambiti dove formare gli imprenditori del futuro e godere, in senso ampio, della loro e-sistenza resiliente.

 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

Servizi straordinari dalla Questura di Parma per il contrasto ai reati predatori.

Nel corso del pomeriggio di ieri è stata svolta un’altra operazione alto impatto da parte della Polizia di Stato, con l’impiego di 2 volanti, di 3 pattuglie del Reparto prevenzione Crimine di Reggio Emilia ed una della Polizia Municipale.

Il servizio si è svolto principalmente nel centro città, al fine di massimizzare la prevenzione dei reati predatori, tra cui borseggi e furti.

Grazie al pattugliamento attento del territorio è stato possibile rintracciare l’autore di un’aggressione nei confronti di un ragazzo nella zona di viale Mariotti.
L’aggressione, nata da un litigio per futili motivi, risale a qualche giorno fa, dove la vittima, un cittadino straniero minorenne, è stato aggredito con un pugno che gli ha causato alcuni giorni di prognosi.
Grazie alle descrizioni forniteci, l’autore dell’aggressione, un cittadino di origini marocchine maggiorenne, proprio durante i controlli, è stato identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni.
Episodi di questo tipo vedono la massima attenzione da parte della Polizia di Stato per evitare che si possano ripetere, massimizzando l’attività di prevenzione e reprimendoli con altrettanta decisione.
Durante i controlli sono state identificate circa 50 persone e 20 autoveicoli.


I servizi, in questo particolare periodo dell’anno, proseguiranno con sempre maggiore frequenza.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Servizi straordinari dalla Questura di Parma per il contrasto ai reati predatori.

Nel corso del pomeriggio di ieri è stata svolta un’altra operazione alto impatto da parte della Polizia di Stato, con l’impiego di 2 volanti, di 3 pattuglie del Reparto prevenzione Crimine di Reggio Emilia ed una della Polizia Municipale.

Il servizio si è svolto principalmente nel centro città, al fine di massimizzare la prevenzione dei reati predatori, tra cui borseggi e furti.

Grazie al pattugliamento attento del territorio è stato possibile rintracciare l’autore di un’aggressione nei confronti di un ragazzo nella zona di viale Mariotti.
L’aggressione, nata da un litigio per futili motivi, risale a qualche giorno fa, dove la vittima, un cittadino straniero minorenne, è stato aggredito con un pugno che gli ha causato alcuni giorni di prognosi.
Grazie alle descrizioni forniteci, l’autore dell’aggressione, un cittadino di origini marocchine maggiorenne, proprio durante i controlli, è stato identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni.
Episodi di questo tipo vedono la massima attenzione da parte della Polizia di Stato per evitare che si possano ripetere, massimizzando l’attività di prevenzione e reprimendoli con altrettanta decisione.
Durante i controlli sono state identificate circa 50 persone e 20 autoveicoli.


I servizi, in questo particolare periodo dell’anno, proseguiranno con sempre maggiore frequenza.

 

Pubblicato in Cronaca Parma
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