Un ospite indesiderato nel water. Una casalinga di Brisbane, in Australia, è stata morsa sul deretano mentre era in bagno da un pitone tappeto (carpet) che è salito lungo il water. Helen Richards mentre era in bagno ha sentito prima un rumore e poi un fortissimo dolore sul didietro.

La donna si è alzata e notando il serpente, dopo avere superato la prima fase di paura, ha provato a scaricare acqua nel tentativo di respingere il rettile da dove era venuto, inutilmente. Nel frattempo ha allertato le forze dell'ordine che hanno fatto intervenire degli erpetologhi che lo hanno afferrato tirandolo fuori dal suo bagno.

L'animale misurava circa quasi due metri. Immediata, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", è stata poi la corsa in ospedale dove alla casalinga è stato somministrato il siero contro il veleno, è stata medicata la ferita ma non è stato riscontrato nulla di grave. «Il problema è di natura psichica», spiega però la donna, « Le mie abitudini igieniche sono cambiate per sempre! Dopo quello che è accaduto non riesco più ad andare in bagno se le luci non sono accese e dando prima di sedersi sempre una rapida occhiata dentro il water».

Gli esperti australiani di serpenti hanno spiegato che trovare un pitone tappeto nel gabinetto certamente "non è un evento normale", aggiungendo che è stata la prima volta che sono stati chiamati ad intervenire in un tale incidente.

 

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(25 gennaio 2019)

Pubblicato in Amici Animali Emilia

Talco "killer": «Johnson & Johnson lo sapeva da 20 anni». Migliaia di cause negli Stati Uniti. In Italia non esiste ancora una casistica fra le donne. La rivelazione ha fatto crollare il titolo della J&J a Wall Street nell'ultima giornata di contrattazioni della settimana.

Torna prepotentemente alla ribalta dell'opinione pubblica la vicenda del "talco killer". I vertici del colosso statunitense della farmaceutica e dei prodotti per la cura personale Johnson & Johnson (J&J), sarebbero stati a conoscenza da almeno 20 anni della presenza di tracce di amianto nel borotalco, uno dei prodotti più venduti dalla multinazionale e destinato anche ai bambini. È non può essere diversamente dopo che la rivelazione, emersa da un'inchiesta dell'agenzia di stampa Reuters, ha fatto crollare il titolo della J&J a Wall Street nell'ultima giornata di contrattazioni della settimana. Solo nel luglio 2017, peraltro, la J&J ha comunicato all'autorità di borsa che risultano pendenti in USA ben 4.800 casi legali riguardanti il borotalco.

Ed il gruppo ha manifestato la propria convinzione circa la sicurezza e la qualità del talco che, è bene ricordare, è un minerale naturale composto da magnesio, silicone, ossigeno e idrogeno, usato in cosmetica come assorbente naturale per la pelle che viene utilizzato da decenni specie per i bambini senza che sia stato mai rilevato e provato scientificamente alcun rischio per la salute a parte quelli connessi all'inalazione di qualsiasi tipo di polvere che si risolvono con la semplice accortezza di non vaporizzarlo verso le vie respiratorie dei più piccoli. Tuttavia, nella sua forma naturale, il talco contiene amianto, che può "provocare cancro ai o intorno ai polmoni se inalato", secondo quanto sostenuto dall'autorevole American Cancer Society che ha precisato che è dagli anni '70 che i produttori rimuovono l'amianto e prove di un legame diretto tra talco senza quell'ingrediente e cancro sono "meno chiare". L'International Agency for Research on Cancer (Iarc), l'agenzia parte dell'organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite e che ha il compito di dettare linee guida sulla classificazione dei rischi relativi ai tumori, indica il talco come "possibile elemento cancerogeno".

Ed è su questo presupposto che sono state avviate le migliaia di azioni in questione da parte di donne che utilizzavano abitualmente sui propri genitali il prodotto, lamentando un nesso con l'insorgenza del cancro alle ovaie. In attesa dei verdetti d'appello al di là dell'Atlantico, non è dato sapere se in Italia vi sia una casistica in merito, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", anche perché l'utilizzo di borotalco da parte delle donne italiane per la propria igiene intima non rientra nelle abitudini quotidiane delle italiane, con la conseguenza che il possibile nesso tra utilizzo e insorgenza di carcinomi per questa ragione, almeno nel Nostro Paese, dovrebbe essere molto basso.

Tuttavia il condizionale è sempre d'obbligo, ed è sempre opportuno prestare attenzione da parte delle nostre connazionali che dovessero avere quest'abitudine sedimentata, risalente e costante nel tempo e fra quest'ultime, tra coloro che hanno ricevuto una diagnosi di tumore alle ovaie. Infine, per evitare facili entusiasmi, occorre ricordare che entità di risarcimenti così elevati sono possibili nei paesi, come gli USA, dov'è previsto l'istituto giuridico del cosiddetto "risarcimento punitivo", mentre in Italia sono tuttora risarcibili solo le conseguenze immediate e dirette riferibili a condotte illegittime o illecite.

(15 dicembre 2018)

Collegare l'impianto di allarme antintrusione alla centrale operativa di un istituto di vigilanza privata non è più prerogativa delle aziende o delle attività commerciali.

L'evoluzione della tecnologia e la progressiva riduzione dei costi sia dei sistemi di sicurezza sia dei servizi di vigilanza consente a tutti, anche al privato, di avvalersi del servizio di pronto intervento con guardie giurate in caso di allarme. Un aumento notevole del livello di sicurezza e protezione a fronte di costi davvero contenuti.

Cosa accade quando scatta un sistema di allarme? I moderni impianti sono in grado di inviare un messaggio al nostro smartphone per avvisarci del tentativo di intrusione. I sistemi più innovativi riescono addirittura ad inviare immagini o filmati della scena in tempo reale.

Ma cosa possiamo fare per impedire che i malintenzionati portino a termine la loro azione, soprattutto se siamo lontani da casa? Come possiamo proteggere noi stessi e la nostra famiglia senza correre alcun rischio per la nostra salute e incolumità?

La soluzione è affidarsi all'intervento di professionisti della sicurezza. L'Istituto di Vigilanza Coopservice può inviare sul posto una pattuglia con a bordo una guardia giurata armata esperta, formata e addestrata per contrastare adeguatamente l'emergenza.

L'impianto di allarme può essere facilmente collegato alla Centrale Operativa dell'Istituto di Vigilanza Coopservice attraverso una SIM installata nella centralina. Il segnale di allarme viene così inviato immediatamente alla Centrale Operativa senza richiedere costi telefonici o di connessione aggiuntivi. L'operatore di centrale che riceve la segnalazione attiva il protocollo di sicurezza che, normalmente, prevede un contatto telefonico diretto con il proprietario o altri referenti per verificare l'effettività dell'allarme.

In caso di conferma o di assenza di risposta, la centrale invia la pattuglia più vicina all'abitazione per effettuare scrupolosi controlli ed accertarsi che non ci siano intrusi all'esterno o segni di effrazione che segnalino tentativi di intrusione o di furto. In questo caso, è la stessa guardia che richiede alla centrale operativa l'intervento delle forze dell'ordine, restando a protezione dell'abitazione fino al ripristino delle normali condizioni di sicurezza. E tutto questo avviene informando in tempo reale il proprietario di ciò che sta accadendo.

L'Istituto di Vigilanza privata Coopservice vanta oltre 40 anni di esperienza nella sicurezza ed è presente sull'intero territorio nazionale con 21 sedi operative, più di 2.000 guardie giurate, 10 centrali operative tecnologicamente all'avanguardia e oltre 400 automezzi operativi.

Per maggiori informazioni sui servizi di sicurezza di Coopservice, visitate il sito www.coopservice.it .

Per maggiori informazioni sui servizi di sicurezza e vigilanza di Coopservice, visitate il sito www.coopservice.it .

 

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Un aiuto contro il rischio dei furti ci arriva dalla tecnologia, in particolare dal nostro smartphone. Negli ultimi anni i sistemi di sicurezza si sono evoluti rapidamente e hanno iniziato a dialogare con il nostro cellulare.
Bastano pochi semplici gesti sulla app installata sullo smartphone per inserire e disinserire l'impianto di allarme antintrusione dell'abitazione anche quando siamo lontani da casa. Oppure se vogliamo sentirci sicuri quando siamo dentro casa con la nostra famiglia possiamo decidere di inserire parzialmente specifiche aree per attivare, ad esempio, la protezione del perimetro e dell'area esterna.
Ma la app ci offre altre funzionalità uniche, ben più importanti.

Nel corso della giornata possiamo avviare in qualsiasi momento la video verifica e controllare, attraverso le telecamere o le fotocamere installate nei dispositivi di sicurezza, ciò che sta accadendo all'interno dell'abitazione per sentirci vicino ai nostri cari ovunque ci troviamo.
Sono passati solo pochi anni da quando i sistemi antifurto si limitavano ad inviare un messaggio vocale al telefono per avvisarci di un presunto tentativo di intrusione. Oggi, in caso di allarme, il sistema è in grado di mandare sul nostro cellulare in tempo reale le immagini provenienti dalla fotocamera incorporata nel rilevatore di movimento così da aiutarci a prendere la migliore decisione su come agire.

Ma di fronte ad un tentativo di intrusione o addirittura alla presenza di malviventi all'interno dell'abitazione non è il caso di affrontare da soli situazioni di pericolo reale o potenziale. Per questo motivo, la scelta migliore è collegare l'impianto di allarme all'Istituto di Vigilanza Coopservice. La centrale operativa, attiva 24 ore su 24, dopo aver verificato l'effettività dell'allarme è in grado di attivare le forze dell'ordine e/o inviare sul posto una pattuglia con guardia giurata armata per effettuare specifici controlli e ripristinare le condizioni di sicurezza senza rischi per noi e la nostra famiglia.

L'Istituto di Vigilanza privata Coopservice vanta oltre 40 anni di esperienza nella sicurezza ed è presente sull'intero territorio nazionale con 21 sedi operative, più di 2.000 guardie giurate, 10 centrali operative tecnologicamente all'avanguardia e oltre 400 automezzi operativi.

Per maggiori informazioni sui servizi di sicurezza e vigilanza di Coopservice, visitate il sito www.coopservice.it .

 

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Scegliere di installare un impianto di allarme per proteggersi dai furti è certamente un'ottima soluzione per difendersi dai tentativi di intrusione. Ma quali caratteristiche minime deve avere un impianto per essere davvero efficace?

Tre sono gli elementi fondamentali: qualità dei componenti, progettazione adeguata dell'impianto e installazione corretta.

Infatti se un rilevatore di movimento non viene posizionato nel modo giusto oppure è di scarsa qualità può incappare in false rilevazioni. Anche un semplice contatto magnetico montato male su una finestra in una giornata di vento può generare una quantità tale di falsi allarmi da trasformarsi in un vero incubo.

Come essere certi che la segnalazione di un allarme sia realmente collegata ad un tentativo di intrusione?
Ogni volta che scatta un allarme in noi si attiva un forte stato di ansia e di preoccupazione. È quindi fondamentale che l'allarme sia attendibile e verificabile immediatamente per evitare di attivare azioni non necessarie e creare inutili tensioni.

Il consiglio è di installare almeno un rilevatore di movimento dotato di fotocamera o videocamera che, in caso di allarme, può restituirci in tempo reale le immagini fotografiche o video di ciò che accade all'interno o nei pressi della nostra abitazione direttamente sullo smartphone grazie ad una semplice app.

La stessa app che ci consente di attivare e disattivare l'impianto anche a distanza, di verificare chi entra e chi esce dall'abitazione e di effettuare delle videoverifiche su nostra stessa richiesta.

La documentazione fotografica o video che accompagna la segnalazione d'allarme ci permette di controllare se sono realmente presenti degli intrusi oppure se l'allarme è stato generato involontariamente da un nostro familiare che non ha seguito la corretta procedura al suo ingresso in casa.

Il videocontrollo diventa quindi decisivo per le scelte che decideremo di attuare in risposta all'allarme ricevuto. In particolari situazioni, il videocontrollo può essere affidato all'Istituto di Vigilanza Coopservice che può eseguire ispezioni programmate o casuali ed agire tempestivamente in caso di allarme e di pericolo effettivo inviando sul posto una guardia giurata a bordo di una delle numerose pattuglie di pronto intervento sul territorio.

L'Istituto di Vigilanza privata Coopservice vanta oltre 40 anni di esperienza nella sicurezza ed è presente sull'intero territorio nazionale con 21 sedi operative, più di 2.000 guardie giurate, 10 centrali operative tecnologicamente all'avanguardia e oltre 400 automezzi operativi.

Per maggiori informazioni sui servizi di sicurezza e vigilanza di Coopservice, visitate il sito www.coopservice.it .

 

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Mercoledì, 04 Aprile 2018 10:37

Come proteggersi dalle intrusioni

L'aumento della criminalità e dei furti nelle abitazioni negli ultimi anni ha assunto proporzioni preoccupanti. Ma ancor più del numero, preoccupano le modalità con cui i malviventi compiono i loro atti illeciti. Se fino a qualche anno fa ad essere prese di mira erano le abitazioni isolate o nelle quali i proprietari erano assenti, oggi i furti vengono compiuti in ogni ora del giorno e della notte, anche in presenza di persone all'interno.

Non si tratta più di proteggere solo i vostri beni, ma soprattutto di tutelare la vostra famiglia e voi stessi dal rischio di intrusioni, con un sistema in grado di rilevare i tentativi di effrazione anche quando siete in casa.

Oggi esistono sul mercato un'infinità di sistemi di allarme per tutte le tasche. Ma non è facile orientarsi e capire qual è la soluzione più adatta. Le soluzioni fai-da-te sono certamente economiche ma non tengono conto delle specificità della vostra abitazione, della composizione della famiglia, delle vostre abitudini o della presenza di animali domestici.

Per fare una scelta accorta ed efficace, affidatevi ad un professionista della sicurezza capace di individuare con precisione cosa serve per proteggere la vostra casa e la vostra famiglia.

Ad esempio, una scelta apparentemente semplice come l'installazione di un sensore sulle finestre porta con sé delle valutazioni più ampie, come la necessità di tenere aperte le finestre per un salutare ricambio d'aria o di lasciare le tapparelle alzate per far entrare luce a sufficienza.

Solo un esperto potrà aiutarvi a compiere una scelta più consapevole perché proteggersi dai ladri non deve significare sentirsi reclusi in casa propria.

Per maggiori informazioni sui servizi di sicurezza e vigilanza di Coopservice, visitate il sito www.coopservice.it .

 

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Con riferimento alla notizia "LENOVO RICHIAMA NOTEBOOK THINKPAD X1 CARBON" riportiamo di seguito la dichiarazione ufficiale di Lenovo rilasciata in data 7 febbraio 2018.

Dichiarazione di Lenovo sul richiamo di ThinkPad X1 Carbon:

In collaborazione con la U.S. Consumer Product Safety Commission (CPSC), Lenovo sta mettendo in atto un'azione di richiamo volontaria di un lotto di laptop ThinkPad X1 Carbon di quinta generazione prodotti fra dicembre 2016 e ottobre 2017. Lenovo ha valutato che un numero limitato di macchine possa contenere una vite non correttamente avvitata che potrebbe danneggiare la batteria causando surriscaldamenti, con un potenziale rischio di incendio.

Nell'interesse della sicurezza dei propri clienti, con effetto immediato, Lenovo offre verifiche gratuite su tutti i laptop ThinkPad X1 Carbon interessati, prodotti tra le date indicate sopra.

I dettagli del richiamo sui ThinkPad X1 Carbon di quinta generazione sono disponibili qui: https://support.lenovo.com/X1C_5GEN_RECALL 
Comunicato U.S. Consumer Product Safety Commission: https://www.cpsc.gov/Recalls/2018/Lenovo-Recalls-ThinkPad-Laptops-Due-to-Fire-Hazard 

La sicurezza dei clienti è la nostra priorità. Siamo spiacenti per qualsiasi inconveniente che questa azione di richiamo possa causare.

(seguito alla nostra notizia del 24 marzo 2018)

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Domenica, 25 Marzo 2018 08:10

Lenovo richiama notebook ThinkPad X1 Carbon

Nell'interesse della sicurezza pubblica e in collaborazione con le autorità di regolamentazione dell'Unione europea competenti, Lenovo sta richiamando alcuni lotti di notebook ThinkPad X1 Carbon a causa di una vite non avvitata che potrebbe contribuire al surriscaldamento della batteria del notebook, rappresentando un potenziale rischio di incendio.

Nello specifico "sussiste la possibilità di surriscaldamento con conseguente rischio di fusione della custodia di plastica, emissione di fumi e incendio". Ad essere interessati, sono i portatili di quinta generazione (tipi: 20HQ, 20HR, 20K3, 20K4) prodotti tra dicembre 2016 e ottobre 2017.

Gli apparecchi sono stati venduti direttamente ai clienti, tramite partner commerciali o sul sito Lenovo.com. I clienti possono verificare se il loro notebook è coinvolto dal richiamo consultando il sito internet https://support.lenovo.com/ch/it/solutions/ht504453 .

Chi dispone di un portatile di questo tipo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", è invitato a disattivare il sistema, interrompere l'utilizzo dell'apparecchio e sottoporlo ad un servizio di verifica e di eventuale riparazione gratuito. Per maggiori informazioni è possibile contattare il servizio di assistenza Lenovo.

(24 marzo 2018)

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

Rapex: un terzo dei prodotti pericolosi dell'UE sono giocattoli. Il rapporto annuale del sistema d'allerta rapido per prodotti non alimentari li mette davanti ai ritiri di veicoli a motore e prodotti d'abbigliamento. L'Italia poco attenta a segnalare prodotti pericolosi. Ai vertici della sicurezza tedeschi, spagnoli e francesi

I giocattoli rappresentano quasi un terzo (29%) dei prodotti pericolosi ritirati dai mercati europei, secondo il rapporto annuale pubblicato da Rapex, il sistema europeo di allarme rapido per prodotti non alimentari.

Grazie a Rapex, le autorità dei 28 Stati membri e quelle di Norvegia, Islanda e Liechtenstein possono segnalare oggetti pericolosi intercettati nei loro confini nazionali o rimossi dagli scaffali. Nel 2017 sono stati emessi 2.201 avvertimenti e sono state intraprese 3.952 azioni di follow-up. In entrambi i casi, queste cifre sono aumentate rispetto al 2016, quando sono stati registrati 2.044 avvertimenti e 3.824 azioni di follow-up. Per categoria di prodotto, i giocattoli si posizionano al vertice della speciale graduatoria e prima dei veicoli a motore (20%) e gli accessori di abbigliamento / moda (12%).

I pericoli più comuni sono lesioni, rischi chimici e rischio di soffocamento. La maggior parte degli oggetti pericolosi (53%) riportati proviene dalla Cina, nonostante gli sforzi di sensibilizzazione forniti dall'Europa nei confronti delle autorità cinesi. Nel 26% dei casi, vi è un paese europeo coinvolto.

Inoltre, le autorità tedesche (354), spagnole (222) e francesi (191) emettono il maggior numero di segnalazioni con ciò potendosi ipotizzare, per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", una maggior attenzione nell'attività di prevenzione dai prodotti pericolosi da parte di questi paesi. Non sorprende, quindi, che l'Italia non sia neanche sul podio di questa speciale classifica, forse per una non ancora compiuta organizzazione ai livelli centrale e periferico in questa delicata materia le cui ripercussioni non si hanno solo sulla valutazione della qualità dei prodotti ma anche e soprattutto nella tutela della salute dei consumatori.

(13 marzo 2018)

In previsione del drastico calo di temperatura in programma per i prossimi giorni EmiliAmbiente ricorda che è opportuno proteggere dal gelo i contatori d'acqua, specialmente se posizionati all'esterno o in luoghi non riparati.

Ogni utente infatti, come disciplinato dall'articolo 36 del regolamento d'utenza (consultabile sul sito www.emiliambiente.it ), è responsabile della buona conservazione e manutenzione degli impianti: eventuali spese di riparazione o sostituzione saranno perciò a suo carico.

Per evitare che il contatore si danneggi basta coprirlo con stracci sintetici o comunque con materiali termoisolanti.

In caso di temperatura costantemente e abbondantemente sotto lo zero - come nelle ore notturne delle giornate più fredde - potrebbe essere opportuno lasciar correre dal rubinetto un filo d'acqua per impedire la formazione di ghiaccio.

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