Lunedì, 14 Ottobre 2019 16:22

La responsabilità dell’Imprenditore

Il vescovo di Modena in CNA: le quattro relazioni su cui si basa l’impresa, le differenze tra imprenditori atei e cattolici, l’utilizzazione della ricchezza. Due ore di stimolante dibattito. 

Modena, 27 settembre 2019

Robotica ed etica, Marx e San Francesco. Sono stati numerosi e coinvolgenti i temi toccati dal dibattito che, nei giorni scorsi, ha coinvolto una sessantina di imprenditori e il Vescovo di Modena Mons. Erio Castellucci. “La responsabilità dell’Imprenditore” era il titolo della serata organizzata venerdì scorso (11 ottobre) da CNA, un tema affrontato sotto diversi punti di vista: quello religioso, etico, ambientale, solo per fare alcuni esempi dei temi toccati dalla discussione. “Un dibattito non scontato – ha commentato nella sua premessa il presidente dell’Associazione, Claudio Medici – su argomenti che spesso non prendiamo in considerazione durante il nostra fare quotidiano”.

“Sarà una deformazione professionale – ha simpaticamente premesso Mons. Castellucci – ma l’immagine a cui vorrei ricorrere per immaginare il lavoro dell’imprenditore è quella evangelica del pescatore. Un lavoro di squadra, perché tirare le reti, recuperarle, guidare la barca e ripulire tutto è, appunto, un’opera di relazione. E la barca simboleggia appunto la responsabilità: quella di dirigerla al largo, di non farla affondare, mentre la rete individua l’impresa, utile chi la usa, i lavoratori, e la loro famiglia. Mentre la sua dimensione locale è un valore aggiunto rispetto alle relazioni che attorno ad essa nascono e che sono un fattore di crescita della comunità”.

In definitiva, secondo Mons. Castellucci, la responsabilità ruota attorno a quattro relazioni di natura biblica: la relazione con Dio, quella con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente. “Proprio per non venire meno a queste relazioni – ha commentato il Vescovo – l’impresa non può impostare tutta la sua attività sul profitto, che è pure importante, perché serve alla sopravvivenza della stessa. L’impresa, infatti, attraverso il lavoro deve anche garantire la crescita umana. Anche Marx, del resto, criticava lo sfruttamento, che può arrivare ad essere disumanizzante”.

Due, ad avviso di Mons. Castellucci, i rischi da evitare: quello di cadere nell’individualismo, che porta ad un capitalismo e consumismo sfrenati, e quello del collettivismo, che, al contrario, conduce a dimenticare l’individuo e a tradursi in una visione statalista della vita della comunità. “Ebbene, queste due impostazioni si configurano in regimi economico-politici che sono arrivati anche a scontri drammatici”.

Tante e tutte interessanti le domande poste dagli imprenditori. Ad esempio, quella sul rapporto tra ricchezza e povertà, espressa dalla figura di San Francesco, “che – ha detto in proposito il Vescovo – più che contro la ricchezza, era contro l’avarizia. Il ricco – ha ammonito – non è colui che ha, ma che usa il suo denaro per creare e favorire il lavoro, promuovendo la dignità della persona. Ed è una cosa molto diversa dall’elemosina”.

A Mons. Castellucci sono state chieste le differenze esistenti tra imprenditori atei e cattolici. “Non ci sono differenze nelle azioni – ha commentato – ma nelle motivazioni: il credente rispetto a queste ultime fa riferimento al Vangelo, il non credente alla filantropia e alla propria coscienza. E tra questi due aspetti c’è molto terreno comune”.

Si è parlato anche del rapporto tra responsabilità e sviluppo tecnologico, un tema rispetto al quale sarebbe opportuno anche una riflessione sul rapporto tra studi tecnici ed umanistici, e comunque “sarebbe una perdita per la civiltà se l’uomo venisse sostituito dai robot”.

“In ogni caso - ha concluso Mons. Castellucci – non c’è solo una responsabilità nel presente, ma anche una per il futuro. È il caso di quella ambientale, ma anche politica: alcune soluzioni, penso alle baby pensioni, in passato sono state prese forse senza prendere in considerazione con la necessaria attenzione ciò che queste scelte avrebbero determinato negli anni seguenti. Su queste questioni il mondo della politica, quello delle associazioni e la Chiesa stessa devono interrogarsi e stimolarsi, anche tirandosi per la giacca, se necessario, per arrivare a soluzioni che rispondano appunto alla responsabilità comune”.

      

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

Editoriale:  - Mamma li turchi e la inesistente diplomazia europea dei soliti splendidi alleati - Latte in ripresa, panna ancora in calo -Cereali e dintorni. Attenti al 10 ottobre. Quali dati da USDA? - Modena, per due giorni città dello Champagne - Agrilevante, le specialità di Nobili spa in mostra a Bari. -


Scibus-41_13ott19-COP.jpgOMMARIO Anno 18 - n° 41 13 ottobre 2019
1.1 editoriale
Mamma li turchi e la inesistente diplomazia europea dei soliti splendidi alleati.
2.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Latte in ripresa, panna ancora in calo
3.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Attenti al 10 ottobre. Quali dati da USDA?
5.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 cereali e dintorni Dopo l’USDA mercati in leggera ripresa
7.1 frumento e affini Workshop tematico con esperti su grano
7.2 eventi champagne Modena, per due giorni città dello Champagne
8.1 agrilevante Bari Agrilevante, le specialità di Nobili spa in mostra a Bari.
10.1 Parmesan fake Falso Parmigiano Reggiano alla fiera ANUGA di Colonia: intervengono le autorità tedesche
11.1promozioni “vino” e partners
12.1 promozioni “birra” e partners

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Sono otto finora nel 2019 le vittime di infortuni mortali sul lavoro a Modena, addirittura sedici se si considerano anche gli infortuni in itinere (cioè nel tragitto casa-lavoro). La nostra provincia è al 19 esimo posto nella classifica nazionale dei casi di morte sul lavoro e al secondo in Emilia-Romagna, dove si contano 46 vittime (66 compresi i casi mortali in itinere). Con un’incidenza di 25,2 infortuni mortali ogni milione di occupati, Modena è al 43 esimo posto in Italia. I dati (aggiornati al 31 agosto) sono stati diffusi dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre. 
 
«È una statistica inaccettabile in una provincia come la nostra - dichiara Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale - Al di là delle dinamiche e responsabilità dei singoli infortuni, che saranno accertate dagli organi competenti, viene da chiedersi se le aziende applicano scrupolosamente le norme sulla sicurezza. Per esempio, in caso di appalti, le imprese committenti presidiano a dovere i cantieri? – si chiede il sindacalista Cisl - Le aziende sanno che quando affidano lavori all’esterno devono predisporre tutte le misure atte a consentire l’accesso solo alle persone autorizzate e, soprattutto, formate e munite di tutti i dispositivi di protezione. In particolare non è più tollerabile che si continui a cadere dai tetti, sarebbe sufficiente applicare le norma sui rischi di cadute dall’alto. Non possiamo sempre parlare di tragica fatalità, quando spesso invece ci troviamo di fronte al mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza». 
 
Per il segretario Cisl manca un’adeguata cultura della sicurezza che spinga imprese e lavoratori ad agire insieme nella formazione, informazione e prevenzione. Non aiuta, poi, lo scarso coordinamento di Ausl, Inail, Inps e Ispettorato del Lavoro, per giunta con un numero di operatori insufficienti per controllare le oltre 55 mila attività produttive modenesi. 
«Le morti bianche aumentano ovunque, quindi si tratta di un’emergenza nazionale – sottolinea Chiatto - Per questo Cgil Cisl Uil chiedono al governo l'approvazione di un decreto d'urgenza che dia immediate risposte ad alcune questioni irrimandabili, come una sorta di “patente a punti” con cui misurare la correttezza delle imprese, il reintegro del taglio di risorse imposto al fondo contro gli infortuni dell'Inail, la modifica del decreto “Sblocca cantieri” nelle parti relative alla gestione degli appalti. Sono tutte misure necessarie affinché – conclude il componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – non sia vanificata l’azione di prevenzione degli incidenti e diffusione della cultura della sicurezza messa in atto negli ultimi anni sia a livello nazionale che locale».  
Pubblicato in Cronaca Modena

Editoriale:  - Cornuti e mazziati! -Latte in calo, crollo della crema, scendono i formaggi - Cereali e dintorni. Rischio dazi USA sui mercati interni, italiani in particolare - Agrilevante 2019... l'agricoltura mediterranea in un unico evento! - Conclusi i lavori di regimazione idraulica in comune di Carpaneto - 


SOMMARIO Anno 18 - n° 40 06 ottobre 2019 cibus 40-6ott19-COP.jpg
1.1 editoriale
Cornuti e mazziati!
2.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Latte in calo, crollo della crema, scendono i formaggi
3.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Impennata dei prezzi.
5.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Rischio dazi USA sui mercati interni, italiani in particolare.
7.1 Patata di bologna dop Patata di Bologna D.O.P. Un'eccellenza dei fertili suoli bolognesi
7.2 FIERE - Agrilevante 2019 Agrilevante 2019... l'agricoltura mediterranea in un unico evento!
8.1 eventi agroalimentare Il Nocino e la "ricetta" segreta dell'elisir d'amor - Le foto
10.1 viabilità Lombardia Emilia Ponte Verdi di Ragazzola chiuso per 3 notti dal 7 ottobre dalle 21 alle 6.
10.2 dazi usa Dazi Usa: Cosa cambia per il Parmigiano Reggiano
11.1 bonifica piacenza Conclusi i lavori di regimazione idraulica in comune di Carpaneto
12.1promozioni “vino” e partners
13.1 promozioni “birra” e partners  

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E’ stato siglato oggi da Andrea Casini, Co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit, e da Sergio Silvestrini, Segretario Generale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA), un accordo quadro per supportare l’innovazione digitale e la crescita dimensionale delle PMI. Digitalizzazione, internazionalizzazione ed e-commerce, accesso al mercato dei capitali e inclusione finanziaria costituiranno i quattro filoni fondamentali su cui punterà la collaborazione.

UniCredit e CNA lavoreranno insieme per fornire supporto finanziario agli investimenti in innovazione produttiva e organizzativa, digitalizzazione e, in generale, attività messe in campo dai “Digital Innovation Hub” di CNA, la rete parte del Network Nazionale promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico nata con l’obiettivo di accompagnare le imprese nel passaggio l nuovo modello produttivo Impresa 4.0. Una prima iniziativa pilota è prevista per metà novembre in Emilia-Romagna e verterà sul supporto finanziario alle imprese innovative seguite dai dieci Digital Innovation Hub della Cna in Emilia Romagna.

Puntando su internazionalizzazione ed e-commerce quali leve per la ricerca di nuovi mercati di riferimento, l’accordo prevede inoltre iniziative di formazione e di orientamento dedicate agli imprenditori e alle risorse professionali di CNA. Tramite il servizio “Easy Export”, offerto in esclusiva da UniCredit, che consente alle imprese di aprirsi ai mercati esteri in maniera semplice ed efficace, e grazie a partnership con Alibaba.com, Geodis e Var Group per sviluppare l’e-commerce.

Per facilitare l’accesso al mercato dei capitali verranno identificati percorsi dedicati alle piccole società di capitali, in modo che possano ricorrere a nuove risorse stabili di finanziamento per la crescita (sul modello dei Basket Bond).

La collaborazione prevede poi l’impegno di UniCredit e CNA per l’inclusione finanziaria delle imprese con maggior difficoltà di accesso al credito attraverso lo strumento del microcredito, grazie all’iniziativa Social Impact Banking che rappresenta l’impegno di UniCredit per lo sviluppo di una società più equa e inclusiva attraverso l’individuazione, il finanziamento e la promozione di iniziative che hanno un impatto sociale positivo.

UniCredit e CNA lavoreranno infine anche a un articolato programma di workshop territoriali, i Pmi Digital Lab, nati dalla collaborazione con Talent Garden e che prevederanno anche collegamenti streaming con numerose sedi CNA territoriali.

“Impresa 4.0” – ha commentato Andrea Casini - costituisce un importante volano di modernizzazione produttiva e la sua applicazione deve vedere protagoniste anche le PMI per evitare il rischio di un digital divide che marginalizzi una parte importante del nostro sistema produttivo. Per questo UniCredit da tempo lavora non solo per fornire il supporto finanziario necessario alle imprese per favorire la crescita dimensionale e l’innovazione tecnologica, ma anche a iniziative di formazione e sensibilizzazione culturale alla diffusione della innovazione digitale. E su questi fronti molto importanti si basano le sinergie sviluppate con CNA”.

“CNA è estremamente soddisfatta – ha osservato Silvestrini – per questo accordo che segna il riavvio del rapporto con un grande gruppo bancario quale UniCredit. Esprimiamo l’auspicio, nel contempo, che tale ripartenza dimostri tangibilmente il raggiungimento di una ritrovata armonia tra grandi banche e micro-piccole imprese, che hanno bisogno del sostegno creditizio per rimanere sul mercato e crescere ulteriormente contribuendo in maniera sostanziale alla ripresa e allo sviluppo nazionale”.

Pubblicato in Comunicati Lavoro Emilia
Martedì, 01 Ottobre 2019 16:13

Il McItalia Job Tour arriva a Piacenza

Al via i colloqui per i 35 posti di lavoro nel nuovo McDonald’s. Dalle ore 10.00 i colloqui per coloro che hanno superato il test online Milano, 1 ottobre 2019 – È arrivato oggi a Piacenza il McItalia Job Tour, l’evento itinerante di selezione del personale che viene organizzato per le nuove aperture McDonald’s in tutta Italia. Alle ore 10.00 in Piazza Duomo hanno preso il via i colloqui individuali per le persone che lavoreranno nel nuovo ristorante.

McDonald’s è alla ricerca di 35 persone predisposte al lavoro in team e al contatto con il cliente, da inserire in un percorso di formazione propedeutico alle mansioni che svolgeranno.


McItalia Job Tour a Piacenza
Ai colloqui individuali di oggi sono stati convocati i candidati che hanno già superato le prime due fasi di selezione online inserendo il proprio cv e rispondendo alle domande di un test sul sito mcdonalds.it. Nel corso della giornata i partecipanti avranno la possibilità di incontrare i dipendenti degli altri ristoranti della zona per farsi raccontare la loro esperienza in azienda.


Lavorare in McDonald’s
Negli ultimi due anni, McDonald’s Italia ha assunto oltre 3.000 persone, la maggior parte dei quali nella fascia d’età 18 e 24 anni. Nei 600 ristoranti McDonald's in tutta Italia lavorano 24.000 dipendenti che servono ogni giorno 1 milione di clienti. Le donne sono il 62% dei dipendenti totali e le direttrici rappresentano il 50% degli store manager. L'età media dei dipendenti è di 31,5 anni e ben il 55% di essi ha un’età inferiore ai 29 anni. I lavoratori studenti sono il 32%. Il 92% dei dipendenti McDonald's è assunto con una forma contrattuale stabile.

Nel sistema McDonald’s il merito, le pari opportunità e la crescita professionale sono pilastri fondamentali. Attraverso la formazione chiunque può arrivare a ricoprire ruoli di responsabilità a livello nazionale e internazionale. Studenti al primo impiego o mamme lavoratrici, cittadini stranieri o lavoratori in cerca di nuove sfide, a tutti sono offerte le medesime opportunità e gli stessi strumenti organizzativi, formativi e professionali.

 

McDonald’s a Piacenza e in Emilia Romagna

La presenza di McDonald’s a Piacenza:
• 2 ristoranti
• oltre 70 dipendenti
• 1 McDrive
• 1 McCafé

La presenza di McDonald’s in Emilia Romagna:
• 50 ristoranti
• oltre 2.000 dipendenti
• 38 McDrive
• 31 McCafé

McDonald’s e il lavoro

Il lavoro da McDonald’s in sintesi

==> 24.000 dipendenti
==> Il 18% dei dipendenti lavora a tempo pieno (ricoprendo le cariche più alte: responsabili operativi, manager, assistenti amministrativi)
==> L’età media dei dipendenti è 31,5 anni. 30 anni per i crew, 35 per i manager e 39 per gli store manager. Dipendenti con meno di 29 anni: 55%; tra i 30 e i 50 anni: 43%; oltre i 50 anni: 2%
==> L’anzianità media dei dipendenti italiani è di 7 anni
==> Il 92% dei dipendenti che lavora da McDonald's è assunto con una forma contrattuale stabile
==> Le donne rappresentano il 62% del totale dei dipendenti e il 50% degli store manager
==> Gli studenti rappresentano il 32% degli addetti
==> Il 15% dei dipendenti è straniero (comunitari ed extracomunitari) così come straniero è il 12% dei manager dei ristoranti
==> Lo staff amministrativo (sede) conta circa 200 addetti
==> Il 50% degli addetti della sede proviene dai ristoranti
==> Del personale dei ristoranti, il 2% sono direttori, il 15% manager, l’8% addetti all’hospitality e il 75% crew
==> Le mamme lavoratrici sono il 15% del personale dei ristoranti

McItalia Job Tour

McItalia Job Tour è l’evento itinerante di selezione del personale impiegato da McDonald’s per le nuove aperture in tutta Italia, nato a fine 2012 per evidenziare la presenza dell’azienda sul territorio in occasione delle nuove aperture. Fino ad oggi, sono state più di 85 le città visitate dal tour in tutta Italia, e oltre 10.000 le persone incontrate nell’ambito di questa iniziativa.

Le selezioni
Il sito web www.mcdonalds.it/lavorare è il punto di riferimento per quanti vogliono candidarsi alle posizioni aperte in vista delle nuove aperture: chiunque fosse interessato può caricare sul sito il proprio cv. I candidati entrano così nel processo di selezione, che si svolge inizialmente online attraverso un questionario volto a valutare i requisiti base (disponibilità oraria, tipo di mansioni a cui si è interessati, area geografica di provenienza ecc). Ai candidati idonei viene richiesta la compilazione di un test comportamentale che restituisce un’analisi completa del profilo del candidato, e chi supera questo test viene contattato e invitato ai colloqui individuali.

I colloqui
Per lo svolgimento dei colloqui McDonald’s “si sposta” per andare a raggiungere i candidati, allestendo un villaggio con spazi riservati ai colloqui e un’area informativa a disposizione di tutti in una piazza della località in cui sarà aperto il nuovo ristorante. Soltanto i candidati selezionati nella fase online possono accedere ai colloqui e, in questa occasione, ottenere anche tutte le informazioni sull’azienda e sul lavoro da McDonald’s.
Le assunzioni
I candidati prescelti vengono contattati dall’azienda nel giro di pochi giorni e viene loro proposto un contratto i cui dettagli sono definiti direttamente con il candidato. Negli ultimi due anni, McDonald’s Italia ha creato oltre 3.000 nuovi posti di lavoro, la maggior parte dei quali nella fascia d’età 18 e 24 anni. McDonald's in Italia è presente con 600 ristoranti in cui lavorano 24.000 dipendenti che servono ogni giorno 1.000.000 clienti. Il 62% dei dipendenti è rappresentato da donne e le direttrici rappresentano il 50% degli store manager. L'età media dei crew è di 30 anni e ben il 55% dei dipendenti ha meno di 29 anni. I lavoratori studenti sono il 32%. Il 92% dei dipendenti è assunto con una forma contrattuale stabile.
Nel sistema McDonald's il merito, le pari opportunità e la crescita professionale sono pilastri fondamentali. Attraverso la formazione chiunque può arrivare a ricoprire ruoli di responsabilità a livello nazionale e internazionale. Studenti al primo impiego o mamme lavoratrici, cittadini stranieri o lavoratori in cerca di nuove sfide, a tutti sono offerte le medesime opportunità e gli stessi strumenti organizzativi, formativi e professionali.
Chi non supera il colloquio
Chi non dovesse superare le fasi previste dal processo di selezione viene comunque ricontattato da McDonald’s con l’invio di un feedback negativo. Questi candidati entrano a far parte del database McDonald’s per eventuali successive esigenze di nuovo personale per ristoranti in apertura o per ristoranti già esistenti.

Figure professionali

La squadra di lavoro di un ristorante McDonald’s è formata da diverse figure professionali, ciascuna con ruoli e responsabilità diverse.

Crew
Approccio multitasking, flessibilità, gestione del tempo e spiccato orientamento al cliente sono le principali caratteristiche dei nostri Crew, che generalmente hanno contratti part-time con orari flessibili. Tipicamente l’attività si divide tra cucina e sala ristorante e ricevono una formazione specifica per poter svolgere al meglio il proprio lavoro:
In cucina
In cucina, il Crew prepara prodotti dalla qualità eccellente, collabora con i colleghi per gestire al meglio le richieste dei clienti, ha la possibilità di conoscere tutti gli elementi della gestione di una cucina professionale e di un’attività di ristorazione, con elevatissimi standard di sicurezza e qualità.
In sala
In sala, il Crew si occupa di controllare gli ordini provenienti dalla cucina, del servizio al tavolo, di accogliere i clienti in sala e di supportarli nella fase dell’ordine ai chioschi digitali per la scelta dei diversi menù. E’ in costante rapporto con i colleghi in cucina, al fine di garantire ai clienti un servizio veloce ed eccellente.

Staff McCafè
Ha ottime doti relazioni e sa interfacciarsi con diverse tipologie di clienti, spesso abituali. Gestisce un’area bar/caffetteria dove i clienti, nel corso di tutta la giornata, si fermano per una piccola pausa, bevendo un caffè o per gustare uno dei prodotti da forno McCafé. Riceve una formazione specifica per la preparazione dei prodotti da caffetteria.

Responsabile Accoglienza Clienti
È il nostro biglietto da visita, la prima persona che saluta il cliente quando entra nel nostro ristorante e l’ultima che vede prima di uscire. Responsabile dell'accoglienza e dell'animazione del ristorante, gestisce eventi speciali e feste per bambini. Le caratteristiche del suo ruolo richiedono capacità di relazione e rapporto con il cliente, doti organizzative, creatività e passione per i più piccoli. Conosce i meccanismi del ristorante dietro al banco e in cucina, gestisce le lamentele dei clienti. È inoltre direttamente coinvolto nelle attività di marketing locale per attrarre nuovi clienti o fidelizzare quelli attuali.

Manager
Ha iniziato la sua carriera come Crew e lavora full-time. Ha sviluppato doti di leadership grazie alle quali coordina e fa crescere una squadra di collaboratori. Aperto e collaborativo, durante il turno gestisce l'organizzazione del ristorante, incluse attività di logistica e approvvigionamento. Organizza la formazione dei nuovi collaboratori, ne segue e valuta le performance. È responsabile dei turni dei colleghi e della qualità del servizio, dell'accoglienza e della soddisfazione dei clienti.

Direttore
Figura chiave del ristorante, ha la responsabilità di gestire un’attività commerciale con un impegno full-time. Nel corso della sua carriera ha sviluppato, attraverso l’offerta formativa nazionale e internazionale, conoscenze di marketing, di gestione del personale, di amministrazione, di sicurezza e igiene del lavoro. È responsabile delle squadre di collaboratori, della loro motivazione e della loro crescita; pianifica le attività necessarie allo sviluppo del business; garantisce la qualità dei prodotti e dei servizi offerti; ha come obiettivo la profittabilità del ristorante. La carriera del Direttore, nella quasi totalità delle volte, inizia dal ruolo di Crew, che attraverso impegno, passione e capacità di lavorare in team, cresce in azienda acquisendo ruoli di responsabilità manageriale. Un’attitudine all’eccellenza, alla leadership e allo sviluppo delle risorse sono fattori determinanti per ricoprire questo importante ruolo, che permette nei casi più virtuosi, di poter gestire una media di 35 persone già all’età di 27 anni.

La formazione

McDonald’s punta sulla formazione per favorire lo sviluppo della carriera dei propri dipendenti. Grazie a 900.000 ore di formazione erogate ogni anno a tutti i dipendenti su tutti i livelli, è possibile in pochi anni diventare Direttore di ristorante per poi proseguire come supervisore di un gruppo di ristoranti o assumere incarichi nella sede. McDonald’s offre corsi di formazione diversificati in base ai ruoli e alle posizioni occupate. Ogni membro dello staff dei ristoranti partecipa a un programma di training sul posto di lavoro.
La formazione dei Manager inizia con un programma di più settimane presso il ristorante e prosegue con diversi corsi di specializzazione; il primo tra questi è il Shift Management Course (SMC), durante il quale vengono trasferite le nozioni fondamentali sulla gestione del turno, oltre a materie quali relazioni interpersonali, rispetto sul posto di lavoro, coaching, customer satisfaction e valorizzazione delle persone. Dopo un anno circa, i Manager frequentano un corso di approfondimento, l’Effective Management Course (EMC), durante il quale vengono trasmesse le nozioni essenziali legate al business e alla gestione del ristorante.
L’ultimo livello di formazione riguarda la figura di Direttore di ristorante, con il Restaurant Leadership Programme (RLP), che ha l’obiettivo di rafforzare la leadership dei candidati, di promuovere lo sviluppo delle persone, delle vendite e del mercato.
Un ulteriore corso, indirizzato ai direttori in carica da 6-18 mesi, è il Business Leadership Programme (BPL), che ha una durata di 5 giorni e si tiene presso il Training Center di East Finchley Londra e approfondisce gli argomenti di gestione efficace del ristorante e del personale, nell’ottica dell’esperienza avuta.

 

 

Martedì 1 ottobre, dalle 10.00, a Piacenza in Piazza Duomo, avrà luogo il McItalia Job Tour, l’evento itinerante di selezione del personale organizzato per le nuove aperture McDonald’s su tutto il territorio italiano.

Per la nuova apertura di Piacenza, McDonald’s è alla ricerca di 35 persone dinamiche, predisposte al lavoro in team e al contatto con il cliente.

Durante la giornata verranno effettuati in piazza i colloqui a coloro che hanno superato le prime due fasi di selezioni online. L’evento sarà l’occasione per conoscere le storie e le aspirazioni dei candidati e parlare con i manager locali di McDonald’s.

Editoriale:  - Tutti in fregola per la sorpresa di Conte - Lattiero caseario. Contrazione latte, scende la crema e il Parmigiano Reggiano -Cereali e dintorni. Mercati stazionari verso il basso. Euro indebolito - EIMA 2020: in due giorni prenotato più di un terzo dell’intero spazi - Parmigiano Reggiano, il commento sui dazi di Trump - Si chiama AZZURRA, si legge efficienza -

SOMMARIOcibus-39-29set19-COP.jpg
Anno 18 - n° 39 29 settembre 2019
1.1 editoriale
Tutti in fregola per la sorpresa di Conte!
2.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Contrazione latte, scende la crema e il Parmigiano Reggiano
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Mercati stazionari verso il basso. Euro indebolito
4.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 bonifiche Canale Emiliano Romagnolo: 60 anni all’insegna di innovazione e sostegno all’agricoltura.
6.2 FIERE - EIMA e SIMA EIMA 2020: in due giorni prenotato più di un terzo dell’intero spazi
7.1 Grano Duro Campagna grano duro, incontro in Regione con scienziati, produttori e rappresentanti di categoria.
7.2 logistica cooperativa Si chiama AZZURRA, si legge efficienza
9.1 USA e i dazi di trump Parmigiano Reggiano, il commento sui dazi di Trump
9.2 cooperative I primi 40 anni della Casearia Agrinascente PARMA 2064
10.1 fiume PO Fiume PO, protocollo d’intesa tra Università e Autorità distrettuale
11.1promozioni “vino” e partners
12.1 promozioni “birra” e partners

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Sabato, 28 Settembre 2019 09:44

Auto, da Modena buone notizie

Seppure di diverso peso le notizie che riguardano i due marchi automobilistici di prestigio di Modena, Ferrari e Maserati, sono di estrema rilevanza. Dal lato della "Rossa" di Maranello arriverà un premio di oltre 13.000€ ai dipendenti mentre per quel che riguarda la il marchio del "Tridente" sono stati confermati gli investimenti nella culla dei motori.

Modena 27 settembre 2019 - Maserati, Fim: «Ok ruolo centrale Modena, impegnati a tutelare addetti produzione»

«Cogliamo positivamente la conferma degli investimenti Maserati e l’annuncio di progetti nuovi che mantengono un ruolo centrale allo stabilimento di Modena nella progettazione, sviluppo e nuove tecnologie». Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti commentando il piano diffuso ieri dalla Maserati.

«In attesa di conoscere meglio i dettagli del piano, - continua Uriti - prestiamo la massima attenzione alla tutela lavorativa ed economica degli addetti alla produzione, cui mancano ore lavoro compensate dagli ammortizzatori sociali. Speriamo che la nuova super sportiva e la personalizzazione delle vetture aggiungono quote alte di lavoro.
Una cosa è certa: saremo pronti a cogliere tutte le opportunità che potrebbero presentarsi», conclude il segretario dei metalmeccanici Cisl di Modena e Reggio Emilia.

Ferrari, i dettagli del premio: Fim, «Azienda campione fuori e dentro la fabbrica, un premio per condividere i successi con i lavoratori»

Può superare i 13.400 euro il nuovo premio di competitività 2020-2023 dei lavoratori Ferrari concordato mercoledì sera dai sindacati Fim Cisl Emilia Centrale, Uilm Uil Modena e Fismic Confsal Modena. I dettagli sono stati illustrati oggi nelle affollate assemblee con i dipendenti tenute a Maranello dalle sigle firmatarie.

«La parte salariale prevede anticipi uguali per tutti gli anni (dal 2020 al 2023) di 4.600 euro, erogati in tre tranche: 2 mila euro a febbraio, 1.300 euro a giugno e 1.300 a ottobre, con saldo ad aprile dell’anno successivo che può arrivare fino a 8 mila euro. Con zero assenze il premio viene pagato al 107%, quindi può arrivare a 13.482 euro – spiega il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti – Per l’anno in corso prevediamo, in base ai risultati raggiunti, un significativo surplus (circa 2.650 euro) che si aggiunge ai due anticipi di 2 mila e 3.500 euro già erogati».

Uriti sottolinea che sul premio non incidono le assenze dovute a ferie, permessi retribuiti e sindacali, legge 104, infortuni non in itinere, maternità obbligatoria, permessi per donazione sangue. A questi elementi, già contenuti nel precedente accordo, oggi si aggiungono la maternità e paternità facoltativa, l’allattamento e i lutti fino ai parenti di secondo grado.

«Il premio di competitività Ferrari è tra i più alti nel nostro settore e rappresenta un grande risultato sul piano delle relazioni industriali di tutta la squadra Fim Cisl – dichiara Uriti – L’accordo certifica che la Ferrari è un campione sia in pista che dentro la fabbrica e adotta una modalità che dovrebbe diventare un patrimonio di tutto il gruppo Fca, perché riconosce che i successi aziendali vanno condivisi con i lavoratori. È una bella soddisfazione per tutte le persone che concorrono alla realizzazione di un prodotto apprezzato e conosciuto in tutto il mondo, sinonimo di eccellenza e professionalità unici.
La Ferrari, le donne e gli uomini Ferrari – conclude il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale - sono una fonte straordinaria di benessere, crescita e opportunità per tutto il territorio».

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Pubblicato in Lavoro Emilia
Mercoledì, 25 Settembre 2019 10:16

Le dimissioni: modalità e preavviso

Le dimissioni avvengono quando il lavoratore decide volontariamente di recedere dal rapporto di lavoro. Il lavoratore può presentare le dimissioni per qualsiasi motivo, entro i termini stabiliti, rispettando il periodo di preavviso stabilito dal ccnl di riferimento. Al datore di lavoro non è richiesta l’accettazione in quanto gli effetti decoronno dal momento in cui quest’ultimo ne è a conoscenza.


Quali le modalità?
Dal 12 marzo 2016 i dipendenti che vogliono dimettersi possono farlo solo per via telematica. Attraverso la richiesta del codice Pin Inps Dispositivo, acquisibile in una sede Inps oppure accedendo al portale Inps è possibile compilare il modulo telematico seguendo le istruzioni presenti sul sito www.lavoro.gov.it  e formalizzare quindi le dimissioni. In alternativa, il lavoratore potrà rivolgersi a soggetti abilitati (patronati, org. sindacale, enti bilaterali). La procedura per via telematica nasce con il nobile scopo di contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, ovvero le dimissioni firmate dal lavoratore contestualmente il momento dell’assunzione.
Una volta conclusa la procedura, il lavoratore ha la facoltà di revocare le dimissioni - ciò vale anche per la rescissione consensuale - entro 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo, con le medesime modalità telematiche con cui sono state rese.

Diverso è il caso in cui si verifichi il mancato completamento della procedura prevista. Nello specifico sarà il datore di lavoro ad avere l’obbligo di invitare il lavoratore al suo perfezionamento e qualora persista l’inadempimento, il datore di lavoro è legittimato a contestarne l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro tramite l’avvio di un procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 7 della Legge 300/70. Al termine sarà possibile sanzionare la condotta illecita con il licenziamento, ricorrendo i presupposti dell’assenza ingiustificata.

Sono esenti dall’applicazione della procedura telematica le dimissioni rese nelle sedi protette (cioè davanti le Commissioni di conciliazione formate presso Ispettorati territoriali del lavoro e le Commissioni di certificazione); durante il periodo di prova; dal lavoratore domestico; dai lavoratori marittimi; dai dipendenti del settore pubblico; dalle lavoratrici in maternità. In particolare per quest’ultime nel caso in cui le dimissioni siano avvenute nel periodo di gravidanza e durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali competente per territori.

E il preavviso? Quanti giorni?

Quando si parla di periodo di preavviso, si intende quel periodo di tempo successivo alla presentazione delle dimissioni in cui il lavoratore continua a svolgere la propria attività lavorativa. Si può definire una forma di tutela del datore di lavoro, cui viene in questo modo concesso un tempo per individuare, assumere e formare il dipendente che prenderà posto e mansioni del dimissionario.
I termini di preavviso sono normalmente indicati dai contratti collettivi di riferimento e possono dipendere da diversi fattori: la qualifica e l’anzianità aziendale. Il lavoratore che non rispetta il periodo di preavviso è sanzionabile con l’indennità di mancato preavviso. Infatti, quando il periodo di preavviso previsto per legge non sia rispettato, il datore di lavoro ha diritto a richiedere un'indennità, il cui importo è normalmente calcolato sulla base delle retribuzioni che sarebbero spettate al dipendente per il periodo di preavviso non lavorato (come stabilito dall’articolo 2118 del Codice Civile). Si ricorda infine che, a prescindere dalla durata del periodo complessivamente previsto, tra i giorni di preavviso non sono conteggiati eventuali giorni di assenza dovuti a malattia, infortunio, ferie o maternità.

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