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Giovedì, 24 Ottobre 2013 09:59

Parma in una nube cancerogena

Polveri sottili (PM) e inquinamento atmosferico cancerogeni certi, Parma continua a superare il livello Pm 10 consentito -
 
Parma, 24 ottobre 2013
 
"A quando la scritta su auto e impianti industriali come gli inceneritori: L' uso uccide?"
Questa la domanda più che mai puntuale rivolta dal Dr. Manrico Guerra presidente di GCR - Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse Parma - durante la conferenza stampa "Polveri cancerogene per legge" tenutasi ieri mattina.
Si sapeva già da tempo di quanto potessero essere dannose le polveri sottile sulla salute dell' uomo, ma ora lo IARC - Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - ha riclassificato alcune sostanze della lista di cancerogeni noti e fra queste ha ufficializzato l'entrata delle polveri sottili (PM) e in generale dell'inquinamento atmosferico (inquinamento out-door) inserendoli nella categoria 1, e quindi certamente cancerogeni. Dopo tanti anni di studi si ha la certezza dell' effettiva correlazione tra l' inquinamento atmosferico e le patologie tumorali, nella fattispecie il tumore al polmone. Il carico di patologie causate dall'inquinamento atmosferico è purtroppo elevato e i decessi, ha sottolineato il Dr. Guerra non si limitano a persone in stato cagionevole affette da patologie gravi già riscontrate. L'esposizione a polveri fini ha contribuito, nel 2010, a 3.2 milioni di morti premature nel mondo, dovute soprattutto a malattie cardiovascolari, e a 223.000 decessi per tumore del polmone (IARC Scientific Publication No. 161 - Air Pollution and Cancer Editors: Kurt Straif, Aaron Cohen, and Jonathan Samet). Le concentrazioni, in particolare per PM10 e biossido di azoto, continuano a registrare criticità nella nostra Regione e in particolare in Emilia. Nonostante le giornate senz' auto previste dall' Accordo di Programma regionale sulla Qualità dell'Aria e le piogge che avrebbero dovuto ripulire l'aria, lunedì 21 ottobre, Parma si ritrovava in via Montebello con il livello Pm 10 a 135 microgrammi per metro cubo, come media nelle 24 ore, con il valore più alto a livello regionale. Non confortano neanche i dati Arpa riferiti alla giornata di martedì 22, che si attestano a 101 microgrammi per metro cubo per Parma, a seguire Reggio Emilia con 90, Modena con 88 e Piacenza con 86, ricordando che il limite stabilito dalla legge è di 50 microgrammi per metro cubo.
 
 
Dati inquinamento
Certamente le fonti inquinanti vanno ravvisate nel sistema industriale, negli impianti per la produzione di energia e nell' apporto del sistema di riscaldamento che dà un contributo non indifferente. A influire è anche il sistema di trasporto delle merci, ma non bisogna sottovalutare l' importanza dei cittadini, che singolarmente potrebbero privilegiare mezzi di trasporto pubblici o ciclabili. E' un dato di fatto che a Parma si registra una tendenza all' utilizzo inappropriato dell' auto, per coprire distanze ridicole, con un 34% di cittadini che ricorrono al proprio mezzo di trasporto per tratte comprese fra i 2 e 10 km.
E' una sentenza pesante quella dello IARC soprattutto per Parma che si classifica fra una delle peggiori città europee per l'inquinamento da traffico.
E a ciò si aggiunge la terribile quantità di Polveri sottili che produrrà l'inceneritore, con le sue 3,2 tonnellate annue a cui andrà sommato un numero imprecisato di altre tonnellate di polveri sottili prodotte in via secondaria, a causa delle emissioni degli altri inquinanti.
Ora che le polveri sono un cancerogeno certo si riaprano molte questioni sull' inceneritore proprio in queste ore che è in corso la revisione dell' Aia del Paip. GCR vuole capire che valore ha ancora lo studio di impatto ambientale commissionato nel 2007 per l'inceneritore di Parma e come influisce la decisione dello Iarc.
Pubblicato in Ambiente Emilia
Mercoledì, 23 Ottobre 2013 16:51

Efficienza energetica: guadagnare...risparmiando!

Modena, 23 ottobre 2013
 
Da un lato il risparmio, che restituisce in pochi anni l'intero importo dell'investimento compiuto; e dall'altro il guadagno, attraverso i cosiddetti "certificati bianchi", vale a dire quella sorta di "diritti" maturati grazie agli interventi di efficientamento energetico e vendibili sul libero mercato. Un'opportunità da non perdere per chi, dal 2006 ad oggi, ha investito nell'efficienza energetica della propria attività produttiva.
I potenziali guadagni sono economicamente interessanti, almeno per quegli interventi realizzati sui processi produttivi. Proprio per questo CNA ha organizzato, in collaborazione con Azzero CO2, un seminario gratuito nel quale verranno illustrati dettagli ed esempi di questa grande opportunità imprenditoriale. "Efficientamento energetico dei processi produttivi – risparmi e guadagni" è il titolo del convegno che si terrà domani, giovedì 24 ottobre, a partire dalle 18.00, presso la sala "Arcelli" della sede provinciale CNA (via Malavolti 27, Modena).
Facciamo un esempio particolarmente redditizio di efficientamento energetico: il recupero termico dei fumi di combustione all'interno dei forni. La temperatura di uscita dei fumi è molto elevata: pertanto, applicando ai camini uno scambiatore di calore aria/fumi, l'abbassamento della temperatura di questi ultimi consente di recuperare quantità ingenti di energia termica. A fronte di 80mila euro di spesa per l'installazione, ne tornano ogni anno quasi 50mila in risparmi diretti e 30mila attraverso i "certificati bianchi": spalmato su un quinquennio, l'investimento arriva a fruttare 300mila euro (tendendo, oltretutto, una mano all'ambiente).
Dopo l'introduzione al tema a cura di Ivan Bignardi, amministratore delegato di ASQ. Matteo Nanni di AzzeroCO2 entrerà nel vivo della questione con esempi pratici. Al termine dell'incontro, che è gratuito, verrà lasciato ampio spazio alle domande dei partecipanti.
 
(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)
Mercoledì, 23 Ottobre 2013 11:45

I rifiuti laziali in arrivo anche in Emilia Romagna

Bologna, 23 ottobre 2013
 
Dopo la recente chiusura della discarica romana di Malagrotta, il "centro di stoccaggio rifiuti più grande d'Europa, attivo da oltre trenta anni", una parte consistente "dell' immondizia prodotta dalla capitale" sarà inviata in altre regioni, compresa l'Emilia-Romagna.
Lo segnala il consigliere Andrea Pollastri(Pdl), presentando in Aula un'interrogazione a risposta immediata con la richiesta di conoscere se la notizia, appresa dalla stampa, sia vera, di quale tipo siano i rifiuti in arrivo e se, per il loro smaltimento, sarà utilizzato anche l'inceneritore di Piacenza.
"È vero - risponde il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Alfredo Bertelli - che parte dei rifiuti prodotti in territorio laziale sono smaltiti in impianti ubicati sul nostro territorio regionale. Risulta infatti che sia stato affidato a società che gestiscono impianti di smaltimento in Emilia-Romagna il servizio di prelievo, carico, trasporto, recupero e/o smaltimento dei rifiuti prodotti giornalmente negli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Ama S.p.a.". Si tratta di "rifiuti speciali costituiti dalla frazione organica stabilizzata dei rifiuti urbani indifferenziati (Fos) prodotti negli stabilimenti di Ama di Roma, destinati prioritariamente a operazioni di recupero, in sostituzione di materiali naturali, finalizzate alla copertura giornaliera della discarica".
Bertelli esclude però che sia utilizzato l'impianto di termovalorizzazione di Piacenza, in quanto "non autorizzato a trattare la Fos".
Ricordando, inoltre, che "a breve" sarà presentato all'Aula il Piano rifiuti, il sottosegretario spiega che la Regione intende attuare le proprie strategie di gestione dei rifiuti in coerenza con la normativa europea e nazionale e che queste ultime prevedono "la libera circolazione dei rifiuti speciali destinati a smaltimento sull'intero territorio nazionale e anche di quelli urbani qualora avviati a impianti di recupero". Ciò non comporterà - dice ancora - "un incremento della capacità complessiva di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna".
La risposta contiene "elementi importanti", replica Pollastri, "probabilmente non conosciuti dai cittadini, che sono molto sensibili alla materia dei rifiuti e del loro smaltimento, collegandola alla salubrità dell'ambiente e alla salute". Il consigliere dichiara anche la propria soddisfazione perché questa tipologia di rifiuti laziali non arriverà sul territorio piacentino e sollecita la Giunta ad accelerare la presentazione del Piano rifiuti. (AC)
 
(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)
Dopo il caso delle ceneri di cui non si conosce la destinazione GCR si interroga sulle latte scadute dell' inceneritore di Ugozzolo -
 
Parma, 21 settembre 2013
 
Il comunicato di GCR
 
Il 15 ottobre è scaduto il permesso a costruire del Paip di Parma.
Ma a Ugozzolo si continua a lavorare.
Certo non stiamo parlando di lavori strutturali.
Probabilmente lattonerie e ammenicoli vari.
Ma proviamo a pensare se in un nostro cantiere si provasse a piantare un chiodo senza autorizzazione, tirare un intonaco senza il foglio di carta che me lo consenta.
Sappiamo come finirebbe.
Il minimo che potrebbe capitare è che il solerte vigile compili puntualmente una salata sanzione, da saldare in tutta fretta.
In caso invece di grave inadempienza si aprirebbero le procedure di sigillo del cantiere.
In strada della Lupa invece tutto procede in rilassatezza.
Non giungono notizie di visite scomode, né di reprimende.
Si continua a lavorare, a latte scadute.
 
(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Giovedì, 17 Ottobre 2013 15:39

Bannone, carte in tavola

Il comunicato Rete Ambiente Parma sulla centrale a combustione di pollina che si potrebbe impiantare a S.Maria del Piano -
 
Parma, 17 ottobre 2013

Da una parte il profitto di una azienda, dall'altra il benessere dei cittadini.
I sindaci da che parte stanno?
Salone pieno al circolo Arci di Bannone, dove oltre un centinaio di persone si sono riunite per discutere della centrale a combustione di pollina che si vuole impiantare a S.Maria del Piano.
Il progetto è del proprietario del locale allevamento industriale di tacchini (75.000 capi), ed è finalizzato all'incasso dei 250.000 euro di incentivi disponibili.
La dichiarazione è dello stesso titolare, una settimana fa all'assemblea di Rivalta.
I presenti sono quindi già informati che trattasi di un progetto speculativo.
Il sindaco Mari di Traversetolo e Cavatorta di Lesignano, che hanno organizzato l'incontro, sono chiaramente imbarazzati.
I cittadini sono tanti e il nervosismo è palpabile.
Si rumoreggia ed è chiaro da che parte stiano i residenti.
Gli amministratori esordiscono alla Ponzio Pilato, indicando nella conferenza dei servizi l'organo che prende le decisioni nel merito, con il coordinamento della Provincia.
Poi arriva la solita dichiarazione di incompetenza tecnica nel fare le giuste valutazioni.
Ma l'affermazione suscita le risate dei presenti.
Il sindaco è o non è la massima autorità sanitaria? E' il grido della platea.
I cittadini non hanno dubbi. E' un no fermo alla centrale.
Allora i sindaci, Cavatorta in particolare, tirano fuori il PAES.
Nel piano di attivazione delle energie rinnovabili, appena approvato, è prevista la combustione di biomasse, che è cosa buona e sana sostituire la loro combustione a quella dei combustibili fossili, altrimenti Kyoto va a farsi friggere. C'è la previsione di leggi e normative europee e nazionali contro cui non si può andare. Infatti il sindaco Bovis di Langhirano, che si era opposto, è sotto scacco da parte delle autorità e del suo stesso partito, il Pd.
Ma le cose non stanno proprio così.
Il comitato di Trecasali, ad esempio, ha ottenuto il pronunciamento dei sindaci della bassa contro la centrale a biomassa (cippato di legna) dell'Eridania, da 13 Mwe, su cui c'era già l'accordo di Provincia e Regione.
Non devono essere i cittadini a dover decidere cosa mettere e cosa no nel PAES?
Non devono essere loro a decidere cosa fare nel loro territorio?
Non sono i cittadini a dover decidere in ultima istanza?
I sindaci rispondono di sì, a decidere devono essere i cittadini.
Ne prendiamo atto.
Quello che si vorrebbe fare a Santa Maria del Piano non è un piccolo impianto. Per fare andare un cogeneratore ORC da 120Kw/h che produca elettricità, è necessaria una caldaia da 1.200 Kw di potenza che bruci pollina; sono necessarie 3.000 tonnellate di quel letame che produrranno circa il 7% di ceneri tossiche, cioè 200 tonnellate annue, da smaltire.Ovviamente le emissioni che andranno in aria sono proporzionate a tale volume di ceneri, anche se la ditta che fornisce la caldaia dichiara che è tutto a posto, che le emissioni rientrano nei valori delle normative vigenti.
In ogni caso polveri, ossidi di metalli pesanti, ossidi di azoto e diossina finiranno nell'aria dei centri abitati della zona, contravvenendo alla "Direttiva Aria" della UE che dice che un nuovo impianto non solo non deve far aumentare gli inquinanti in zona, ma dovrebbe abbassarli.

Giuliano Serioli

Rete Ambiente Parma

www.reteambienteparma.org - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
(Fonte: ufficio stampa GCR Parma)
 
Parma, 16 ottobre 2013
 
ll tema i "Sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione" è al centro della Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2013, per l' occasione Barilla Center for Food & Nutrition presenta il nuovo Magazine dal titolo "Alimentazione e Ambiente" scaricabile gratuitamente online -
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) celebra oggi la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, sottolineando l'importanza della nutrizione nel trasformare gli individui, le società e le economie e la necessità che essa sia centrale in ogni politica di sviluppo. I dati della Fao - Organizzazione delle Nazioni Unite per l' Alimentazione e l' Agricoltura, riportano ad oggi che sono quasi 842 milioni le persone nel mondo che soffrono di malnutrizione cronica. Una situazione che si manifesta in molte forme sia all' interno di un paese, che di un nucleo famigliare fino ad arrivare ad assumere diversi aspetti all' interno di una singola persona. Una piaga sociale che impone anche costi elevati alla società. Il costo della malnutrizione sull'economia globale (in termini di perdita di produttività e costi sanitari diretti) può arrivare addirittura ad avere un peso pari al 5 per cento del PIL mondiale, ossia 3.500 miliardi di dollari l'anno (500 dollari pro capite).
Mentre un bambino su quattro al di sotto dei cinque anni soffre di disturbi della crescita e non raggiungerà mai il suo pieno potenziale fisico e cognitivo. Circa 2 miliardi di persone non ricevono le vitamine e i minerali necessari per essere in buona salute. Quest'anno, per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, la FAO sta promuovendo il concetto dei sistemi alimentari e chiede a tutti, dai consumatori ai politici, di contribuire a rendere questi sistemi più sani – sia per le persone che per tutto il mondo.
In Italia il WFP partecipa alle numerose iniziative promosse dal Ministero degli Affari Esteri e dalla sua Cooperazione internazionale allo Sviluppo (DGCS) per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione. Tra queste, l'importante convegno internazionale, presso la FAO, sui temi degli sprechi e delle perdite alimentari.
In occasione del World Food Day il BCFN - Barilla Center for Food & Nutrition presenta il nuovo Magazine dal titolo "Alimentazione e Ambiente: Stili alimentari sani per le persone e per il pianeta". Il megazine è scaricabile gratuitamente per scoprire gli approfondimenti dedicati ai temi della sostenibilità alimentare e dell'accesso al cibo per promuovere stili alimentari sani per le persone e per il pianeta.
 
(Fonte dati Fao)
Pubblicato in Cronaca Emilia
Lunedì, 14 Ottobre 2013 11:46

Le ceneri di Parma, chi le ha viste?

 
Le problematiche relative all' inceneritore di Parma continuano e ora GCR tratta la questione sul caso delle ceneri di cui non si conosce la destinazione -
 
Parma, 14 ottobre 2013
Comunicato GCR
 
Il 28 agosto 2013 l'inceneritore di Parma ha iniziato a bruciare rifiuti.
Lo farà 8000 ore l'anno, 24 al giorno, durante i 330 giorni in cui è previsto il funzionamento.
Ogni anno solare l'inceneritore di Ugozzolo produrrà circa 40 mila tonnellate di ceneri.
Una bella montagna difficile da nascondere specie quando si sostiene che con l'accensione del camino si chiuda il ciclo dei rifiuti, che Parma sarà indipendente e non avrà bisogno di rivolgersi fuori provincia per gestire i materiali post utilizzo.
Perché la realtà è molto diversa.
L'umido sarà portato a Carpi, Imola, Sant'Agata, Ostellato ed altri.
La plastica, dopo la prima cernita, verrà portata fuori provincia.
Idem il vetro, il ferro, l'alluminio
Almeno così recita il rapporto di rifiuti della Provincia, fermo al 2011, due anni orsono.
Ma veniamo alle ceneri.
Da Ugozzolo ne fuoriescono 100 tonnellate al giorno.
Quindi dalla sua apertura l'asticella segna 5000 tonnellate.
Ceneri di fondo, ricche di sostanze come metalli pesanti, diossine, furani.
Una bella montagna di materiale da trattare con le dovute attenzioni e cautele.
Ma fino ad oggi nessuno sa dove vada a finire tutta questa roba.
Dentro il famoso cerchio della provincia, il cerchio virtuoso dei rifiuti dell'inceneritore, dove tutto si chiude, non ci sono discariche a disposizione.
La trasparenza finora non ha portato a conoscere i contratti inerenti lo smaltimento delle ceneri.
Qualcuno proponeva il loro utilizzo nei cementifici, come sostitutivo di alcuni componenti delle malte cementizie.
Se l'intenzione è quella di portare nei mattoni le molecole di cui sopra, metalli pesanti, furani, diossine, noi vorremmo conoscere marca e modello dei mattoni made in inceneritore, ovviamente per tenerli lontani da casa nostra.
In Veneto uno stabile fu abbattuto pochi anni fa a causa del cemento di scarsa qualità in cui erano state convogliate anche ceneri da combustione.
Oggi abbiamo scritto una lettera ufficiale ad Arpa per conoscere il destino delle ceneri di Parma.
Altrimenti ci dovremo rivolgere a "Chi l'ha visto?".

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Domenica, 13 Ottobre 2013 08:52

Inquinamento da fitofarmaci, le proposte di UNIMA.



Presentate a Roma le linee guida per la prevenzione dell'inquinamento dei corsi d'acqua dovuto a deriva e ruscellamento – Le proposte del Presidente di Unima, Silvano Ramadori, per la formazione degli operatori professionali.

Roma,  Ottobre 2013 -

Nel "Parlamentino" del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, nella mattinata del 3 ottobre è stato presentato al pubblico il Progetto Topps-Prowadis, contro la contaminazione delle acque da agrofarmaci; il progetto, cofinanziato dall'Unione Europea, è partito nel 2005 ed ha visto la partecipazione di 15 Paesi, con ben 12 partners scientifici, suddivisi in 4 gruppi di lavoro.

Quello relativo al Sud Europa è stato coordinato dall'Università di Torino, nelle persone dei professori Paolo Balsari e Aldo Ferrero, che hanno illustrato al qualificato pubblico presente i risultati del lungo lavoro, conclusosi con l'elaborazione delle linee guida che completeranno in chiave operativa il quadro normativo delineato dalla direttiva comunitaria sull'uso sostenibile degli agrofarmaci.

Durante lo svolgersi della ricerca è stato costituito un tavolo tecnico, aperto alle Organizzazioni dei soggetti coinvolti: dai produttori di fitofarmaci e di macchine agricole, fino agli utilizzatori finali, agricoltori e imprese agromeccaniche; in tale ambito operativo, Unima ha portato fin dall'inizio il proprio contributo di idee e di proposte per le diverse fasi del progetto.

Queste hanno riguardato la riduzione dell'inquinamento localizzato, che si verifica in fase di manipolazione e miscelazione, conclusasi nel 2008; la valutazione ambientale dell'irroratrice, terminata nel 2011; la mitigazione dell'inquinamento diffuso, determinato dalla deriva e dal ruscellamento superficiale, le cui conclusioni sono state oggetto della presentazione di oggi.

Nel dibattito che ne è seguito, il Presidente di Unima, Silvano Ramadori, ringraziando i relatori per il taglio pratico impartito alle linee guida, ha detto di condividere lo spirito e gli obiettivi del progetto, nella consapevolezza che le imprese agromeccaniche sono portatrici di una innovazione che si rivolge ad un'agricoltura che, pur essendo sostenibile, deve rimanere competitiva sul mercato globale.

Sarebbe auspicabile, ha proposto Ramadori, giungere ad una classificazione delle macchine in relazione alla propria capacità di rispettare i parametri ambientali, in grado di orientare l'utilizzatore nell'acquisto della macchina o in sede di valutazione del contoterzista.

Il Presidente, rendendosi conto della necessità di trasferire i concetti ispiratori del progetto alla base associativa, ha proposto la realizzazione di corsi a livello regionale per la formazione dei tecnici formatori per il trasferimento delle idee per l'applicazione dei contenuti a livello pratico.

Riguardo al finanziamento di queste iniziative, Ramadori ha suggerito di ricorrere ai fondi derivanti dal prelievo operato sul prezzo dei prodotti fitosanitari, auspicando che la riforma del Fondo europeo per lo sviluppo rurale preveda un sistema di formazione regionale aperto a tutti i soggetti protagonisti nel sistema agroalimentare, dove il ruolo più importante nella tutela del territorio, almeno sulle grandi colture, è oggi appannaggio delle imprese agromeccaniche.

U.N.I.M.A.
Domenica, 13 Ottobre 2013 08:47

Legambiente: "Fermiamo il consumo di suolo"





"Chiediamo al Parlamento di approvare al più presto una legge che fermi il consumo di suolo e punti sulla riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio esistente"

Roma,  ottobre 2013 -
È ora di dire basta al consumo di suolo e di iniziare quella strada del cambiamento che si chiama rigenerazione urbana, un nuovo modo di concepire e tutelare il territorio e gli spazi urbani in chiave sostenibile. È questo l'appello che Legambiente lancia al Presidente del Consiglio Enrico Letta per chiedere a Parlamento e Governo una corsia preferenziale per discutere e approvare finalmente in questa legislatura una legge che fermi il consumo di suolo e premi, invece, la riqualificazione edilizia, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente. Scelte nell'interesse dei cittadini in grado di rilanciare il settore delle costruzioni e l'economia del Paese e che l'associazione ambientalista spiega in "Fermare il consumo di suolo, rigenerare le città".e




Indispensabile una azione "costante e non una tantum"

Roma,  ottobre 2013 –

"Stabilizzare il nostro territorio dissestato" è la parola d'ordine che il ministro Orlando ha voluto lanciare a margine della presentazione degli Stati Generali della Green Economy. "Per fare questo - ha detto Orlando - abbiamo chiesto, nella Legge di Stabilità, uno stanziamento di cinquecento milioni" per gli interventi prioritari, una cifra assai modesta rispetto ai 40 miliardi che servirebbero per mettere in sicurezza l'intero Paese. C'è però bisogno di uno stanziamento "costante e non una tantum" ha specificato il ministro, il quale ha anche chiarito che un'altra priorità è quella di ricostruire una filiera istituzionale che regoli gli interventi sul dissesto idrogeologico: "A fronte di poche risorse, abbiamo alcune realtà nelle quali i soldi non sono mai stati spesi a causa di conflitti tra gli enti". Legato a doppio filo con il grave problema della fragilità del nostro territorio è il tema del consumo del suolo che contribuisce ad indebolire i terreni, aggrediti e resi impermeabili dal cemento, e che è stato oggetto di una proposta di legge – citata positivamente più volte dal presidente del Consiglio Letta - di cui però si attende ancora il parere delle Regioni. "Credo che anche le Regioni abbiano chiaro il fatto che continuare a costruire nelle attuali condizioni, a fronte anche di un'assenza di domanda e di nessuna giustificazione dal punto di vista demografico, significa sfidare davvero la sorte". Ed è per questo che il ministro ha nuovamente sollecitato le Regioni ad esprimersi con un parere "positivo e soprattutto rapido".