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Reggio Emilia tra le 12 candidate al premio "Capitale verde europea 2016", destinato a città all'avanguardia in fatto di soluzioni rispettose dell'ambiente nell'ambito della gestione urbana -
 
Reggio Emilia, 28 novembre 2013 -
 
C'è Reggio Emilia a rappresentare l' Italia tra le candidate al premio "European Green Capital" per il 2016. Le candidate in lizza verranno valutate in base all' impegno ambientale e alle proposte di soluzioni innovative; tra i criteri presi in considerazione: cambiamenti climatici, aree urbane verdi, qualità dell' aria, natura e biodiversità, produzione e gestione dei rifiuti, rendimento energetico.
Le città che partecipano al concorso per gli altri 11 Paesi sono: Dabrowa Gornicza (Polonia) , Essen (Germania) , Larissa (Grecia) , Lubiana (Slovenia) , Nijmegen (Paesi Bassi) , Oslo (Norvegia), Santander (Spagna) , Tours (Francia) , Umeå (Svezia) , Saragozza (Spagna) , Pitesti (Romania).
L'Europa è ormai una società essenzialmente urbana, infatti, più di due terzi degli europei vive nelle città. Le sfide ambientali più ardue hanno origine nelle aree urbane, ed è proprio in queste zone che ci si sta impegnando per trovare soluzioni efficaci.
Il premio "Capitale verde europea" è assegnato alla città che si è contraddistinta maggiormente per aver promosso modalità di vita urbana rispettose dell'ambiente: una città in prima linea nello sviluppo urbano sostenibile, spesso pregiudicato o messo in discussione dal progresso ad ogni costo.
Il premio annuale, aperto ai 27 Stati membri dell'UE e ai paesi candidati, è stato istituito per invitare ad agire concretamente affinché le città europee diventino più vivibili e da quest' anno, la partecipazione al concorso per il titolo 2016, è stata estesa a città europee con almeno 100.000 abitanti, mentre in precedenza erano ammessi solo i centri con un minimo di 200.000 abitanti. Il nome della città vincitrice sarà annunciato nel giugno 2014 a Copenaghen, detentrice del titolo di Capitale verde europea per il 2014.
Pubblicato in Ambiente Emilia
Mercoledì, 27 Novembre 2013 11:35

Inceneritore di Parma, inquina anche da spento?

Parma, 27 novembre 2013 -
 
Il comunicato di GCR sui dati inquinanti dell' inceneritore di Ugozzolo che continua a sforare i limiti emissivi imposti per legge -


20 sforamenti, e lo chiamano gioiello

L'inceneritore di Ugozzolo targato Iren è in esercizio provvisorio, fase prorogata fino a gennaio 2014 su richiesta dello stesso gestore.

L'avvio e la messa a regime non sarà quindi nel 2013, ma solo dopo il 19 gennaio, quando scadrà il termine dell'esercizio provvisorio prorogato dalla Provincia.

Il motivo ufficiale del ritardo la messa in funzione del sistema di essiccazione dei fanghi.

Abbiamo appreso nel frattempo alcuni dati sulle prestazioni ambientali, scoprendo che nei mesi scorsi il camino posto a nord dell'autostrada, 1 km dal pastificio più famoso al mondo, ha sforato per ben 20 volte i limiti emissivi imposti per legge.

La notizia, su dati comunicati dallo stesso gestore, ci lascia a bocca aperta.

Perché Iren dichiara sforamenti anche a giugno e luglio, quando l'impianto era spento.

Dopo le prove dello scorso aprile, l'impianto ha preso avvio solo il 28 agosto scorso.

E i dati on line al sito di Iren

http://www.irenambiente.it/attivita.php?id=205

confermano che solo dal 30 di agosto sono pubblicate le emissioni registrate sulle due linee di incenerimento (ed all'inizio solo sulla linea 1).

Nulla nei mesi di giugno e luglio, e fino al 30 agosto, nulla da dichiarare.

A meno che non si faccia riferimento al tentativo di accensione di fine giugno, quando Iren nonostante la mancanza del certificato di conformità edilizia e agibilità del Comune di Parma, diede fuoco alle polveri per essere poi bloccato dalla Provincia dopo pochi giorni, il 3 di luglio.

Nel frattempo, in questi mesi di prova, 20 sforamenti.

Sul sito Monitorem di Arpa nessun dato sulla pagina dedicata al Pai di Parma.

Sforamenti di Nox, ossido di azoto, di CO, monossido di carbonio, composti organici, indicati come carbonio organico totale (Cot): lo sappiamo solo dai comunicati stampa.

Dei 20 sforamenti i cittadini non ne sapevano nulla, sino alla richiesta di proroga di Iren.

Le domande che rimangono sospese sono: quando l'inceneritore sfora i limiti emissivi c'è un sistema che lo blocchi istantaneamente? Come mai nei monitor, spesso spenti, non sono indicati i limiti emissivi così da poter valutare la proporzione con le emissioni effettive?

(Fonte: ufficio stampa Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Domenica, 24 Novembre 2013 09:04

Cippato, un concime prezioso per la terra



Come coltivare bio risparmiando acqua, petrolio e posti di lavoro



- di Gianluigi Salvador -

Il sottotitolo del libro "L'orto senz'acqua", coltivare bio con il cippato per risparmiare acqua, petrolio e lavoro, è un'ottima indicazione per dare una svolta efficace ai metodi di coltivazione senza protesi chimiche, rispettando la sostenibilità dei cicli chiusi e ottenere anche dei risultati economici.

L'autore è Jacky Dupety, l'editore Terranuova.

Era noto l'utilizzo del cippato come ammendante compostato in casa, o nei centri di compostaggio come complemento ai rifiuti organici urbani.

Forse non è noto che soprattutto in Francia, (ma anche in Canada, Belgio, Italia) esiste una rete organizzata di agricoltori che utilizzano il metodo di coltivazione a BRF (Bois de Raméaux Fragmentés) ovvero a cippato di ramaglie fresche, metodo oramai sperimentato di autofertilizzazione del terreno, efficace soprattutto dove c'è poca piovosità.

Un approccio innovativo che prende in considerazione la pedogenesi dei terreni e la vitalità del suolo. Un recupero della desertificazione dei suoli che, nelle nostre pianure, è accentuata dal disboscamento, dalla distruzione di siepi, dall'irresponsabile incentivazione alla costruzione di centrali a biomassa di cippato che, su migliaia di ettari di terreno, utilizzano protesi chimiche e lasciano dopo qualche decina d'anni i terreni completamente desertificati.

Qualche centimetro di cippato BRF sul suolo agricolo o sul terreno orticolo ogni tre-quattro anni, e sotto gli alberi, anche 10-12 centimetri di spessore. Ed i risultati si vedono.

Quanti sono disposti a fare il passo della novità, quanti sarebbero oggi pronti a rinnegare il sacrosanto compost?

Il cippato non mette solo in discussione le tecniche consuete, ma sconvolge la nostra filosofia dell'agricoltura, costringendo a pensare gli attuali rapporti "perversi" che intratteniamo con la madre terra.

Proprio mentre l'agricoltura attraversa una delle sue crisi più gravi, questo nuovo approccio agronomico mette in luce una speranza, fino a poco tempo fa impensabile: l'agricoltura è in grado di produrre più energia di quella che consuma piantando siepi e boschi a supporto e complemento della produzione di cibo.

L'agricoltura del resto è l'unico settore produttivo che è in grado di creare il moto perpetuo attraverso le eccedenze agricole, grazie all'energia solare, è in grado di gestire il suo fabbisogno idrico, di essere rispettosa dell'ambiente, e produrre cibi di qualità e sani se utilizza processi di produzione sani.

L'antropocene, l'epoca delle energie fossili a basso prezzo sta per finire, ma ci ha dato la grande occasione per capire che esistono processi naturali efficaci e sostenibili che noi possiamo utilizzare e sfruttare entro i cicli chiusi.

Uno di questi è l'approccio dell'utilizzo del BRF.

Tutte le civiltà del passato del resto sono state sostenute da tre sole potenti fonti energetiche veramente rinnovabili: papà sole, mamme piante (legno e carbone di legna) e sorella energia muscolare (animale e umana), quest'ultima sempre dimenticata nell'elencazione delle energie rinnovabili. Esse infatti sono tre vere fonti rinnovabili ed in alternativa alle consuete rinnovabili tecnocratiche (eolico, fotovoltaico, geotermico, etc) tutte dipendenti dal petrolio per la costruzione degli impianti.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Slitta al 2014 l'esercizio definitivo dell' inceneritore di Parma: il comunicato di GCR -
 
Parma, 23 novembre 2013 -

La notizia esce sul Sole24Ore on line che titola "Rinviata l'inaugurazione".

http://goo.gl/j2L73Q

Quindi per l'inceneritore di Parma nessuna festa di Natale, nessun bacio sotto il vischio del boschetto, che peraltro non esiste.

Tutto rimandato al 2014.

E in effetti l'area del Paip assomiglia ancora più ad un cantiere che ad un progetto ultimato.

L'inceneritore è stato avviato e procede nella sua scorpacciata di rifiuti, sputando fuori ceneri pesanti e leggere che devono poi essere smaltite in qualche remoto angolo della Terra.

Ma il Paip prevedeva ben altro.

Non solo il camino, ma anche tutti i comparti dedicati alla gestione della raccolta rifiuti del territorio.

Il comparto C1, l'area progettata per accogliere le frazioni differenziate, multi materiale, legno, rifiuti vegetali, gomme, carta: non pervenuto.

Il comparto C2, dedicato ai rifiuti speciali pericolosi, destinati poi a prendere altre strade: manca all'appello.

Per non parlare del centro polifunzionale per l'ambiente e della stazione ecologica attrezzata.

Il Paip quindi è di là dall'essere completo.

Nonostante il crono programma di Iren prevedesse tempi definiti.

In realtà sono mutate tante cose come ad esempio l'improvvisa accelerazione del capoluogo nella raccolta differenziata, evento non prevedibile e rimandato il più possibile per evidenti convenienze.

Ma questi sono anche i giorni del rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale.

L'Aia del Paip, che dopo 5 anni (era stata partorita ad ottobre 2008) deve essere rivista, rivisitata, aggiornata, confermata o meno nei suoi contenuti.

Che oggi sono quanto mai incerti.

Cosa succederà con l'imminente scadenza del contratto che dà ad Iren in esclusiva raccolta e smaltimento della quasi totalità del territorio provinciale?

L'inceneritore di Ugozzolo servirà ancora per lo smaltimento dei rifiuti locali?

I comparti previsti sono ancora attuali in termini dimensionali, visto che erano stati progettati con una differenziata in città al di sotto del minimo?

Un bella gatta da pelare.

Che fa tentennare anche Iren, incerta sul come affrontare il rinnovo dell'Aia dovendo tener conto di troppi elementi incerti.

Così il tappo resta sulla bottiglia, incastrato da una storia che sembra non finire mai.

Le nubi di Ugozzolo sono anche dentro il forno, non solo nell'aria che poi respiriamo.

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Felino, 22 Novembre 2013
 
Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Emilia Romagna per il piano degli interventi urgenti predisposti dal Dipartimento della Protezione Civile in seguito agli eventi calamitosi causati dalle avversità atmosferiche che hanno colpito nella primavera 2013 numerosi comuni del territorio regionale, il Comune di Felino ha recentemente affidato i lavori di ripristino della difesa spondale del torrente Baganza in località il Fornello. Nella fattispecie, al Fornello si prevedono interventi nell'alveo del torrente Baganza in corrispondenza delle erosioni spondali consistenti nella ricostruzione delle opere idrauliche asportate o distrutte dagli episodi alluvionali del marzo e aprile scorsi.
"Gli interventi programmati in località Il Fornello, per i quali la Regione ha stanziato € 50.000 a copertura dell'intero importo dei lavori, si rendono necessari per garantire la sicurezza idraulica delle captazioni dell'acquedotto comunale nel torrente Baganza >> spiega l'Assessore ai Lavori Pubblici Maurizio Bertani, precisando che << i lavori sono stati progettati per proteggere da eventuali alluvioni la rete fognaria che collega Marzolara con Felino e le gallerie filtranti che alimentano l'acquedotto comunale di Felino e Sala Baganza".
<< Gli stanziamenti regionali per la prevenzione del rischio idrogeologico – sottolinea il Sindaco Barbara Lori - sono di fondamentale importanza perché è proprio grazie a tali risorse che le opere attualmente in corso al Fornello possono oggi essere realizzate: si tratta di interventi essenziali e urgenti per la salvaguardia di infrastrutture strategiche, quali appunto l'acquedotto comunale, che costituiscono delle priorità concrete per il territorio e la popolazione>>.
Oltre al ripristino dei pettini per la difesa spondale del torrente Baganza, si procederà anche con la movimentazione di sedimenti a correzione dell'andamento della corrente attraverso la formazione di un canale centrale e con l'utilizzo del materiale spostato per la creazione degli argini e per il riempimento del canale formatosi a ridosso della sponda felinese che causa allagamenti e danni alla opere di difesa esistenti.
 
(Fonte: ufficio stampa Comune di Felino)
Piacenza, 21 novembre 2013 -
 
"Questa è un'azione di guerrilla marketing. Siamo al verde, che fortuna!". Recitava così, il cartello apposto questa mattina all'ingresso degli uffici comunali dell'Unità Operativa Ecologia, in viale Beverora 57. Ad accogliere i dipendenti, l'iniziativa del Ceas Infoambiente che, tra le scrivanie, ha sistemato diverse piante da interno: Poto, Sansevieria, Dracena e Falangio tra le altre varietà.
"Un'azione dimostrativa molto apprezzata – sottolinea l'assessore all'Ambiente Luigi Rabuffi – che ha colto tutti piacevolmente di sorpresa, evidenziando come i luoghi di vita e di lavoro possano diventare ben più gradevoli con un tocco di verde. Inserendosi perfettamente, tra l'altro, nell'ambito della Settimana Sostenibile il cui tema quest'anno è la bellezza, dalla valorizzazione alla creatività: anche l'impegno di prendersi cura di una pianta può diventare, allora, l'attuazione di una piccola e semplice forma di sostenibilità. Ancor più se si ricorda – aggiunge Rabuffi – che le piante ci regalano ossigeno e assorbono sostanze che potrebbero essere per noi dannose, rigenerandoci".
Il Ceas Infoambiente propone, a questo proposito, un piccolo decalogo di suggerimenti e spunti di riflessione per "far germogliare bellezza nel proprio ufficio":
1. Adotta una pianta nel tuo ufficio: esistono inquinanti indoor che "il verde" riesce ad assorbire, purificando così l'aria che respiri!
2. Abbi cura del verde, esso apporta benessere psicologico migliorando la produttività sul lavoro perché è fonte di ispirazione.
3. Ogni ora, per anche soli pochi minuti, non dimenticare di aprire la finestra e rinfrescare così l'aria: respirerai meno germi!
4. Sfrutta al massimo la luce naturale, spegni le lampadine accese inutilmente, alza le tapparelle! Spegni le apparecchiature elettroniche accese inutilmente.
5. Usa con parsimonia e buon senso sia il riscaldamento sia il condizionatore.
6. Umidifica l'aria, controllando anche che sui termosifoni non ci sia polvere.
7. Non farti sommergere dalle carte, facilita il lavoro di chi pulisce e spolvera il tuo ufficio.
8. L'ufficio è dove passi gran parte della giornata: vivilo in bellezza! Partecipa attivamente a segnala al Responsabile qualsiasi inefficienza o malfunzionamento.
9. Quando vai al lavoro, non lasciare a casa il buon senso. Come fai tra le tue mura domestiche ricordati di non sprecare l'energia elettrica, risparmiare l'acqua e fare la raccolta differenziata: l'ufficio è la tua seconda casa!
10. Ricorda di indossare un sorriso, facilita le relazioni con il pubblico e tra colleghi: questa è la vera Bellezza!
 
(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)
Summit nazionale a Bagno di Romagna per gli Stati Generali dell'Appennino. Riuniti tutti i portatori di interesse sul territorio montano per trovare soluzioni al dissesto idrogeologico e all'abbandono delle Terre Alte. Slow Food Italia ha presentato come esempio virtuoso il progetto Difesa Attiva ideato dal Consorzio di Bonifica Parmense -
 
Bagno di Romagna (FC), 21 novembre 2013 -
 
Salvaguardare e valorizzare meglio l'Appennino mettendo insieme tutte le energie e le sinergie possibili per tracciare un percorso chiaro che vada al di la di semplici intenti e proclami. E' stato questo il motivo principale che ha spinto Slow Food Italia ad organizzare insieme ai numerosi enti territoriali coinvolti gli Stati Generali delle Comunità dell'Appennino Italiano a Bagno di Romagna (Fc), una manifestazione di proposta che ha visto la presentazione di una lunga serie di interventi concreti relativi al valore strategico dell'Appennino in un'ottica di sviluppo e tutela. Proprio su queste tematiche il Consorzio di bonifica Parmense è stato l'unico ente italiano di categoria a prendere parte agli incontri specifici e alle fasi di lavoro riguardanti la "questione ambientale" e le modalità di fare economia sostenibile a supporto dell'agricoltura nelle zone montane.
L'invito all'ente parmigiano, chiamato a presentare il progetto Difesa Attiva Appennino, è arrivato direttamente dal presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese che, nel corso della tre giorni di lavori, ha dimostrato curiosità ed interesse all'iniziativa ducale che sta via via guadagnando consensi e progressiva emulazione in altri comprensori in varie zone del paese. "Per noi di Slow Food – ha detto Burdese - ,l'obiettivo di questi incontri è creare le condizioni perché chi vive negli Appennini possa diventare maggiormente protagonista delle scelte che ne determineranno il futuro. Vorremmo cominciare davvero a costruire un quotidiano più certo per la gente che vive in questi territori e in questa direzione è fondamentale una rete di comunità degli Appennini per coglierne tutte le opportunità e non solo alcune". In quest'ottica infatti l'agricoltura ha assunto un valore sempre più rilevante e a sostegno della stessa il progetto Difesa Attiva diventa un ingrediente importante offrendo un ruolo attivo ai coltivatori, visti come sentinelle di presidio della loro terra bene prezioso. La presentazione del progetto agli Stati Generali è stata fatta dal direttore del Consorzio di bonifica Parmense Meuccio Berselli, geologo e ideatore stesso del progetto Difesa Attiva."I Problemi tragici di questi ultimi giorni in molte regioni italiane legati alle alluvioni ci mostrano come l'individuazione di un "modello-pilota" di Difesa Attiva nella gestione preventiva del territorio sia necessaria e possa diventare una sorta di assicurazione in più contro i fenomeni più gravi di dissesto idrogeologico soprattutto nelle zone più nevralgiche come le nostre sull'Appennino con la collaborazione fondamentale degli agricoltori paladini della terra. Il nostro progetto sta ottenendo successo all'interno del mondo delle Bonifiche , ma è fondamentale che tutte le istituzioni possano trarne beneficio concreto applicandosi in tale direzione. Slow Food ha avuto orecchi per sentire il grido di un territorio e noi non potevamo non accorrere per creare una sinergia che speriamo si estenda. Ci auguriamo di continuare coinvolgendo sempre di più un numero maggiore di soggetti interessati.".
 
(Fonte: ufficio stampa Consorzio Bonifica Parmense)
Mercoledì, 20 Novembre 2013 09:46

Montechiarugolo, "Progettare con la luce naturale"

Montechiarugolo, 20 novembre 2013
 
Con l'appuntamento di sabato 23 novembre a Montechiarugolo comincia la serie di corsi organizzati dall'Associazione Comuni Virtuosi e Velux Italia per promuovere l'utilizzo della luce naturale nelle nuove edificazioni e ristrutturazioni.
Il progetto parte proprio dalle "Linee Guida per la diffusione della luce naturale", redatte nei mesi scorsi da un gruppo di lavoro formato dai tecnici di Velux e di Comuni Virtuosi, al momento in fase di adozione in alcuni dei comuni iscritti alla rete.
"L'obiettivo che ci siamo dati è quello di formare e promuovere una nuova cultura dell'abitare sostenibile – commenta Marco Boschini, coordinatore dell'Associazione Comuni Virtuosi, assessore all'ambiente del Comune di Colorno (PR) -. Non potevamo che cominciare dal modo di costruire e realizzare gli ambienti in cui viviamo (o lavoriamo). Siamo molto soddisfatti di questa collaborazione, con Velux, perché dimostra che anche in questo Paese si possono costruire percorsi concreti e azioni virtuose per cittadini ed enti locali, imprenditori e comunità".
"La maggior parte dei progettisti esprime un forte interesse verso l'uso della luce naturale - ha aggiunto Marco Soravia, Responsabile Progettazione di VELUX Italia - tuttavia è raro che analizzino in anticipo, attraverso un studio accurato degli effetti della luce e della ventilazione naturali, le condizioni che verranno a crearsi negli edifici che andranno a progettare. Ecco perché VELUX supporta attività di formazione che possano fornire strumenti ed informazioni utili a realizzare edifici più sostenibili e a migliorare la vita di chi li abita".
Il primo corso si terrà presso la scuola materna di Monticelli Terme dalle 8.30 alle 13.00. Hanno già aderito ad oggi una ventina tra amministratori locali, funzionari e tecnici del territorio.
"La collaborazione con l'Associazione Comuni Virtuosi e con Velux ci fornisce una preziosa opportunità per sviluppare una importante azione di formazione rivolta sia ai dipendenti dell'amministrazione che ai tecnici del territorio – commenta Maurizio Olivieri, assessore all'ambiente del Comune di Montechiarugolo-. Quella della formazione continua verso un nuovo modo di costruire e progettare, che tenga sempre più conto del benessere delle persone che abitano gli edifici e le strutture e che sia sempre più attenta ai temi del risparmio energetico, della qualità dei materiali, dell'inserimento degli edifici nell'ambiente. E' una tappa di una formazione che deve aiutare il territorio a perseguire gli obiettivi individuati dal PAES, il Piano di Azione dell'Energia sostenibile, e a procedere nel percorso del Patto dei Sindaci. È anche un esempio di come molte cose si possono fare senza costi e lavorando in rete."
 
ASSOCIAZIONE DEI COMUNI VIRTUOSI
L'Associazione Comuni Virtuosi nasce nel maggio del 2005 per mettere in rete esperienze concrete e buone prassi in campo ambientale sperimentate in giro per l'Italia da decine di enti locali di varia grandezza e natura.Lo Statuto e il Manifesto dell'Associazione rappresentano i principi ispiratori e la carta dei valori a cui tutti i comuni iscritti dichiarano fedeltà nella conseguente azione amministrativa.
Cinque sono le linee di indirizzo presenti: gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita.L'Associazione è governata da un Comitato Direttivo composto da 9 persone, indicate ogni tre anni dai comuni soci riuniti in assemblea.
VELUX
Presente in circa 40 paesi con altrettante filiali e in 10 paesi anche con siti produttivi, VELUX è uno dei marchi più conosciuti nel settore dei materiali per l'edilizia. La gamma prodotti comprende finestre per tetti e lucernari, oltre a soluzioni per tetti piani e tunnel solari, tende decorative e parasole, persiane, comandi a distanza e sistemi solari termici.
 
(Fonte: ufficio stampa Comune di Montechiarugolo (PR))
Mercoledì, 20 Novembre 2013 09:49

Fondo energia: nuovi finanziamenti per la green economy



Il Fondo è destinato alle piccole e medie imprese e alle start up con localizzazione produttiva in Emilia-Romagna. Scadenza 29 novembre 2013


Emilia, 20 Novembre 2013 --

Il Fondo Energia è un fondo rotativo di finanza agevolata finalizzato ad agevolare progetti destinati a:

- efficientamento energetico

produzione di energia da fonti rinnovabili e realizzazione di impianti tecnologici che consentano la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali

- creazione di beni e servizi e che immettano nel mercato prodotti o servizi atti a ridurre l'impatto ambientale ed il consumo energetico

Possono quindi beneficiare dell'intervento sia gli investimenti finalizzati alla riduzione del consumo energetico da fonti tradizionali sia la produzione di impianti e attrezzature innovative per la riduzione dei consumi energetici da fonti tradizionali e per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

I finanziamenti, nella forma tecnica di mutuo chirografario, possono avere la durata massima di 48 mesi e importo ricompreso tra un minimo di 75 mila euro ad un massimo di 300 mila euro.

Il finanziamento è compatibile con altri interventi agevolativi ottenuti in campo ambientale se non specificatamente escluso.

Termine ultimo per le domande: 29 novembre 2013

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Parma non diventerà la pattumiera d'Italia.

Parma, 19 novembre 2013 - -

L'assessore Folli interviene sul comunicato della presidente del gruppo consigliare regionale IdV Liliana Barbati sul rischio contenuto nella bozza del disegno di legge collegato alla legge di stabilità, che all'articolo 23 prevede una 'rete nazionale integrata di impianti di incenerimento.

"L'allarme lanciato dalla Barbati non può che trovare condivisione da parte mia. Il Comune di Parma continuerà a sostenere le proposte di pianificazione regionale che vadano nella direzione del progressivo spegnimento degli impianti di incenerimento presenti in regione, che sono decisamente troppi (ben 9) e fanno sempre più fatica a marciare a pieno regime, anche grazie all'impegno dei cittadini che stanno portando a livelli di eccellenza europea la raccolta differenziata dei rifiuti urbani.
Se dovesse passare il concetto di pianificazione nazionale il piano di progressiva dismissione degli impianti della nostra regione sarebbe lettera morta e questo non deve assolutamente accadere. Noi ci impegneremo in tutte le sedi per opporci a questo disegno scellerato, chiedendo che anche il Presidente della Regione Vasco Errani prenda una chiara posizione in questo senso"

MOZIONE BARBATI (IDV): CHIEDERE ABROGAZIONE RETE NAZIONALE INCENERITORI, PENALIZZEREBBE SALUTE NOSTRI CITTADINI

Dato che nella bozza del disegno di legge collegato alla legge di Stabilità si prevede una "rete nazionale integrata di impianti di incenerimento", la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna dovrebbe impegnarsi "al fine di arrivare all'abrogazione di tale articolo", considerando che nel Piano regionale dei rifiuti l'obiettivo è "mirare alla riduzione dell'uso di risorse attraverso l'applicazione di una gerarchia di gestione dei rifiuti che pone solo per ultimo lo smaltimento".

Lo sostiene Liana Barbati (Idv) in una mozione in cui spiega come "la finalità della creazione di tale rete nazionale degli inceneritori, contestuale alla moratoria su nuove autorizzazioni, appare evidentemente quella di mettere a disposizione gli impianti esistenti, tra cui quelli in Emilia-Romagna, per l'incenerimento di rifiuti urbani prodotti in ogni parte d'Italia", con la conseguenza che "l'Emilia-Romagna, la cui percentuale di raccolta differenziata è in lenta ma in costante crescita, rischierebbe di diventare un polo per lo smaltimento di rifiuto solidi urbani di tutta la nazione, penalizzando le condizione ambientali e sanitarie dei propri cittadini".
Pubblicato in Ambiente Emilia