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Lunedì, 13 Gennaio 2014 08:34

Boretto, differenziata quasi al 90%

 

Più che positivi i risultati raggiunti nel comune della Bassa nei primi sette mesi di raccolta porta a porta 

Boretto 13 Gennaio 2014 -- 

È più che positivo il risultato di differenziazione dei rifiuti raggiunto sul territorio comunale di Boretto grazie al nuovo sistema di raccolta Porta a Porta, avviato sette mesi fa e previsto dal Piano d’ambito della Provincia di Reggio Emilia. Secondo i dati diffusi da S.A.BA.R. si attesta infatti all'88,26% la percentuale di rifiuti differenziati a ottobre 2013: un risultato importante, che evidenzia una crescita costante e che attesta all’89,5% la percentuale al 31 dicembre 2013.

«Non possiamo che essere molto soddisfatti dei risultati straordinari che stiamo raggiungendo con il Porta a Porta, risultati che vanno oltre le nostre aspettative e per i quali dobbiamo ringraziare i tanti cittadini borettesi che si sono impegnati per consentire il successo del nuovo metodo di trattamento dei rifiuti» spiega il vicesindaco e assessore all'Ambiente Mario Biacchi.

La percentuale di raccolta differenziata raggiunta ha interessato non soltanto i rifiuti di tipo residenziale, ma anche quelli ingombranti, conferiti direttamente in discarica. «L'obiettivo dei prossimi mesi è di migliorare ulteriormente il risultato raggiunto, che prima ancora di gratificare noi amministratori, premia i tanti cittadini che lo hanno reso possibile. In questi primi mesi di avvio del nuovo sistema di gestione dei rifiuti abbiamo evidenziato una grande partecipazione della cittadinanza, a dimostrazione di come il tema dell'ambiente sia particolarmente sentito nel nostro Comune» spiega Biacchi.

«Esistono ancora alcune criticità, persone che ancora non eseguono correttamente la differenziazione dei rifiuti, sulle quali stiamo lavorando, da una parte attraverso un'operazione di sensibilizzazione costante, dall'altra mediante un controllo del rispetto delle regole di raccolta». A tal proposito proseguono le operazioni di monitoraggio dei rifiuti attraverso il controllo dei cassonetti residenziali e l’utilizzo del nuovo sistema di videosorveglianza, con cinque telecamere posizionate in corrispondenza dei luoghi più critici, per limitare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti. «I borettesi stanno facendo del loro meglio per far avvicinare il nostro Comune all'importante traguardo dello “Zero rifiuti”: per questo diventa ancora più importante, come Amministrazione, tutelare il comportamento virtuoso di chi si impegna costantemente per la riuscita del Porta a Porta limitando quei comportamenti che vanificano gli sforzi dei tanti che si comportano in maniera corretta».

LEGAMBIENTE EMILIA ROMAGNA E CONSORZIO DI BONIFICA PARMENSE, UNA FIRMA CONTRO IL CONSUMO DEL SUOLO

 

 

Parma 12 Gennaio 2014 --

 

Ridimensionare le previsioni dei piani urbanistici vigenti approvati negli anni passati, penalizzare il consumo di suolo vergine e soprattutto favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente rendendolo maggiormente utile e meno impattante. Sono questi in sintesi i punti principali della proposta lanciata da Legambiente Emilia Romagna contro il consumo indiscriminato del suolo, proposta che ha subito trovato intesa e appoggio nel nostro territorio da parte del Consorzio di bonifica Parmense. La firma per dire stop all’uso del suolo agricolo è stata apposta direttamente dal presidente Luigi Spinazzi e dal direttore generale della Bonifica Parmense Meuccio Berselli alla presenza, nella sede del locale Consorzio, del presidente regionale dell’associazione ambientalista, il parmigiano Lorenzo Frattini. La campagna di sensibilizzazione regionale mira ad ottenere dall’Assemblea Legislativa bolognese il varo di una legge che possa al più presto mettere nero su bianco un freno vero e proprio alla cementificazione già prima della scadenza naturale dell’attuale legislatura nel 2015. “Il Consorzio - ha commentato Spinazzi - ha a cuore il territorio che sostiene quotidianamente con la sua attività legata al governo delle acque e non può non applaudire un’ iniziativa che vuole avere una legge chiara che vada nella direzione di mantenere correttamente il più possibile il terreno. Il tutto è fondamentale per conservare e migliorare di conseguenza i flussi funzionanti delle acque, tra drenaggio e scolo, acque che spesso vengono dimenticate al loro destino e ricordate solo in caso di danni”. L’iniziativa di Legambiente Emilia Romagna si concretizza nell’invio di lettere ai consiglieri  regionali e in una più corposa raccolta di firme in appoggio ad una petizione regolata da sei punti che possano portare alla stesura di un provvedimento di legge ad hoc sulle necessità di un territorio troppe volte violato negli ultimi decenni. Soddisfazione per la firma è arrivata da Frattini che si è detto contento della decisione del Consorzio Parmense e che questo sostegno possa essere emulato da tutti gli altri dell’Emilia Romagna. Il direttore Berselli infine ha posto l’attenzione sul valore assoluto che la pianificazione anticipata dell’inurbamento può avere per migliorare le condizioni di vita della cittadinanza: “Fino ad oggi si è costruito in modo indiscriminato e senza pianificazione che tenesse sempre in conto le risorse esauribili dell’ambiente di cui dobbiamo avere maggiore rispetto. È importante evitare che le costruzioni portino all’impermeabilizzazione dei terreni con l’effetto di tracimazioni e esondazioni. Chiedersi dopo il perché è troppo tardi”. 

Nella Foto il momento della firma: da sinistra Meuccio Berselli, Lorenzo Frattini e Luigi Spinazzi.

(comunicato stampa Bonifica Parmense)

Alcune precisazioni dell' AUSL di Reggio Emilia in merito alla discarica per rifiuti solidi urbani di Poiatica -

Reggio Emilia, 9 gennaio 2014 -


L'analisi dell'incidenza dei tumori maligni e della mortalità infantile nei residenti del Comune di Toano e del Comune di Carpineti e il relativo confronto con i dati della provincia di Reggio Emilia (banche dati ad oggi disponibili del Registro Tumori e del Registro mortalità dell'Unità di Epidemiologia dell'Azienda USL di Reggio Emilia), non ha messo in evidenza nessun eccesso di rischio, tantomeno attribuibile ad una eventuale esposizione ambientale.
I dati di mortalità infantile (1° anno di vita, tasso per mille nati vivi) nei residenti dei Comuni di Carpineti e Toano, nei residenti del Distretto di Castelnovo Né Monti e della provincia di Reggio Emilia, nel periodo 1996-2011 (riportati in tabella), dimostrano un minor tasso di decessi nel Distretto di Castelnovo Né Monti (3,8 casi per mille bambini nati vivi) e nei comuni di Toano e Carpineti (2,58 casi per mille bambini nati vivi), rispetto al dato della provincia di Reggio Emilia (4,38 casi per mille bambini nati vivi).

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Nel 2012 sono stati registrati in provincia 21 decessi di bambini nel primo anno di vita e nessuno fra i residenti del Distretto di Castelnovo Né Monti.
Questo quadro, che risulta abbastanza rassicurante, è confermato dai diversi interventi svolti dall'Azienda USL, che è più volte intervenuta a comunicare lo stato di salute dei residenti delle aree sedi di discarica.
L'attività di vigilanza si esprime con un monitoraggio periodico e l'analisi dei dati; la mortalità per malformazioni congenite e per altre cause, specialmente nei bambini piccoli, risulta in questo territorio inferiore se confrontata con il dato dell'intera provincia, così come il rischio di ammalarsi di tumore in età adulta.
Con ciò non si vuole sottovalutare il disagio dovuto ai cattivi odori segnalati dalla popolazione locale, ma si vuole precisare che, per quanto noto ad oggi, non esiste una correlazione certa tra le emanazioni prodotte da sostanze organiche trattate meccanicamente e biologicamente e lo sviluppo di malattie organiche.
Per concludere si ribadisce che l'Azienda USL continuerà ad attuare un'attenta vigilanza e monitoraggio di queste situazioni, anche in considerazione dell'inserimento del sito di Carpineti-Toano nello studio nazionale multicentrico relativo alle condizioni di salute delle popolazioni residenti intorno a discariche per rifiuti urbani, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità. Si resta a disposizione per qualsiasi confronto basato su dati scientificamente dimostrabili.

Daniela Riccò
Direttore Sanitario

(Fonte: ufficio stampa Ausl Reggio Emilia)

 

Ieri solo Bologna tra le 9 province emiliano romagnole si è salvata dallo sforamento -

Parma, 9 gennaio 2014 -

La nube tossica avviluppa l'intera regione.
Torna con il meteo stabile lo strapotere dell'inquinamento.
Ieri solo Bologna tra le 9 province emiliano romagnole si è salvata dallo sforamento.
Le altre sono oltre i limiti di legge per le polveri sottili.
E Parma ovviamente svetta su tutti con 74 microgrammi di polveri sottili per metro cubo di aria contro i 50 consentiti.
Aria sporca e cancerogena come indicato dallo Iarc lo scorso ottobre.
E pensare che l'inceneritore di Parma è stato in ferie e solo ieri è stata riaccesa la seconda linea, mentre la prima è ferma.
Chissà cosa succederà quando il 19 gennaio, con l'entrata in esercizio definitivo, verranno accese entrambe le linee e il camino erutterà in atmosfera 144 mila metri abusi di aria inquinata ogni ora.
E' stato un 2013 finito con 26 giorni consecutivi di Pm10 oltre la linea rossa.
Nell'intero anno 80 sforamenti contro i 35 consentiti dalla normativa.
Con il capoluogo ducale che ha mantenuto il primato negativo di città più inquinata della regione per il terzo anno consecutivo.
Non vogliamo passare un intero anno a contare di quante volte siamo andati oltre la legge.
In 8 giorni ci siamo bruciati il 15% dei giorni consentiti in un anno intero, il 15% sul 2% di giorni passati.
E' ormai evidente che il territorio produce un carico eccessivo di emissioni nocive, tale da essere insostenibile e indigeribile per l'ambiente. Produciamo veleni più di quanto la natura sia in grado di assorbire e disperdere. Lo facciamo non solo a Parma, ma in tutta la regione, in tutto il bacino padano.
La locomotiva italiana porta con sé una pesantissima zavorra che limita e mette a rischio gli stessi risultati di sviluppo, resi opachi dalla grande nuvola che proprio questo sviluppo disordinato produce.
E' uno sviluppo che va portato in officina per ripararne i difetti.
Una officina gigantesca i cui costi devono essere condivisi con tutti gli agenti inquinanti.
Fabbriche, caldaie ferrovecchio, inceneritori, traffico a motore termico, centrali generatrici di energia, industrie pesanti.
Un'azione corretta, efficace, equa, deve coinvolgere e modificare tutta una serie di errori commessi negli ultimi 50 anni e che oggi emergono evidenti anche all'occhio che osserva perplesso la coltre nera che ammorba l'aria delle città e di tutti i territori della Grande Piana.
Proprio la mancanza di nitidezza dell'orizzonte testimonia l'opacità del progetto, i particolari oscuri di un progresso che non ha tenuto degli effetti collaterali ed ora paga costi salatissimi ad una mancata analisi coerente e lucida.
Questo non è progresso, è un suicidio convinto.

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Il consigliere Giovanni Favia ha interrogato la Giunta il contenuto e le conclusioni della relazione tecnica effettuata da Iren -

Bologna, 7 gennaio 2014 -

Giovanni Favia (Misto) ha rivolto una interrogazione alla Giunta pere sapere quali indagini abbiano effettuato Arpa e Ausl sull'episodio che, a metà dicembre, ha visto due automezzi pesanti trasportare materiale radioattivo ben al di sopra della norma per essere trattati nell'inceneritore del Polo ambientale di Uguzzolo di Parma. Il consigliere chiede di conoscere il contenuto e le conclusioni della relazione tecnica effettuata da Iren, richiesta dalla Provincia di Parma, e il destino dei due carichi rilevati contaminati.

(fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Martedì, 07 Gennaio 2014 12:25

Parma, L'inceneritore è in ferie

Da Natale il camino è fermo, così almeno dice Iren -

Parma, 7 gennaio 2014 -

Il comunicato di Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma -

Se andate al link di Iren www.irenambiente.it/attivita.php?id=205 avrete la bella sorpresa di scoprire che anche l'inceneritore va in vacanza, e dal giorno di Natale è spento.
Spento, nonostante il pennacchio che tutti quanti osserviamo fuoriuscire dalla ciminiera di Ugozzolo.
Il sito infatti ci racconta una storia di assenza e non di presenza.
Ad esempio per tutto il mese di dicembre solo una linea è rimasta in funzione (tranne che dal 9 al 13).
Un camino affezionato alla tradizioni, per Santa Lucia spegne una linea, per Natale festeggia insieme a noi e tira diritto sino all'Epifania.
La fase vacante, iniziata il 26 dicembre permane tutt'ora.
Ovviamente la domanda sorge, come si usa dire, spontanea.
Dove ha messo i rifiuti Iren mentre il camino era freddo?
I dati riportati nella pagina web corrispondono alla realtà?
La grande emergenza ambientale che poteva trasformare Parma in una piccola Napoli (con le dovute scuse agli amici partenopei) se non si fosse acceso il camino in fretta a furia, dove mai è andata a finire?
Infine quale mai sarà il destino di un impianto che durante l'esercizio provvisorio è acceso un giorno sì e uno no, dove dal 25 dicembre al 6 gennaio i fuochi sono spenti, dove i rifiuti sono sconsolatamente scarsi?
Già oggi l'impianto di Parma è sovradimensionato.
Con la raccolta differenziata porta a porta ampliata a tutta la città i rifiuti non basteranno di certo a garantire le 8000 ore di funzionamento previste dal pianto industriale di Iren.
Cosa succederà allora a Parma.
Arriveranno rifiuti da fuori?
L'Autorizzazione Integrata Ambientale nega questa possibilità e l'assessore Castellani ha sempre sostenuto che questa prescrizione verrà rispettata senza deroghe.
Ci spieghino a quale trucco intendono ricorrere.
E intanto che ci sono ci raccontino un po' come stanno andando le cose con il teleriscaldamento. E' connesso? E a quante famiglie? E quante caldaie sono state spente? Perché noi, sotto la coltre di smog, non ci siamo mica accorti del gran beneficio promesso.

(Fonte: ufficio stampa Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

La Provincia approva il Piano Clima. Gennari: 'Strumento fondamentale per ridurre le emissioni climalteranti, che a Reggio, per un terzo, sono originate dal settore residenziale e terziario" -

Reggio Emilia, 7 gennaio 2014 -

Le alterazioni che il clima sta subendo in questi anni, e che quest'ultimo Natale più caldo degli ultimi 200 anni ha confermato, sono ormai una problematica a livello mondiale e che investe estesi territori. Per la comunità scientifica tali alterazioni, direttamente o indirettamente attribuibili all'attività umana, possono generare gravi effetti di estremizzazione dei fenomeni meteorologici e crescenti ripercussioni sull'uomo: basti pensare alle recenti alluvioni e agli immani disastri verificatisi in molte regioni d'Italia, con vittime e sfollati, ed anche agli intensi avvenimenti che si sono recentemente verificati nella nostra provincia, dalle numerose frane alla grandinata di luglio nella Bassa. Tutto ciò è strettamente legato a eccessive emissioni dei cosiddetti gas climalteranti, o gas ad effetto serra: principalmente anidride carbonica (CO2), ma anche metano e protossido di azoto.
Sulla scorta di queste considerazioni, i primi di dicembre la Provincia di Reggio Emilia, con voto del Consiglio (tutti favorevoli, unica astensione quella di Rifondazione comunista), ha approvato il Piano Clima, uno strumento volontario - non derivando da alcun obbligo di legge - che rappresenta una importante scelta per contrastare le alterazioni climatiche, almeno a livello locale. "Con il voto pressoché unanime del Consiglio, la Provincia ha lanciato un segnale forte nei confronti delle realtà del territorio, dagli Enti ai cittadini, perché anche localmente si agisca concretamente per contrastare un fenomeno globale", sottolinea l'assessore alla Qualità dell'aria, Alfredo Gennari.


Il Piano Clima della Provincia di Reggio Emilia è uno strumento nuovo, di raccordo fra il livello di governo locale e le politiche sovraordinate (regionali, nazionali ed europee), in grado di offrire una cornice di riferimento per le azioni nel contesto locale. Un quadro territoriale delle emissioni climalteranti, i diversi contesti di riferimento legislativi, gli obiettivi di riduzione delle emissioni sul territorio provinciale, le misure e le azioni da adottare, le metodologie per il monitorarne l'efficacia: questi, in sintesi, i contenuti principali del Piano .
Per quanto riguarda il quadro territoriale, il Piano - oltre ad aver valutato gli assorbimenti di anidride carbonica da parte della vegetazione - ha calcolato anche le emissioni di gas climalteranti a livello provinciale nei diversi settori di attività: il 32% ha origine dal settore residenziale e terziario, il 26% dai trasporti, il 24% dall'industria, il 13% dall'agricoltura e zootecnia e il 5% dal settore rifiuti.
In considerazione di questi importanti elementi di analisi, il Piano Clima della Provincia, collegandosi strettamente alle indicazioni europee, propone due linee strategiche d'azione: una strategia di mitigazione, rivolta alla riduzione delle emissioni dei gas climalteranti attraverso azioni di risparmio energetico e di incremento dell'efficienza energetica, e una strategia di adattamento, tesa a ridurre gli effetti negativi generati dai cambiamenti climatici sull'ambiente, sulla vita umana e sulla biodiversità.


"La strategia di adattamento si sviluppa su azioni contenute nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) ed in altri piani provinciali di settore. In questo senso il Piano clima è trasversale, perché porta a sintesi le azioni già previste in tema di prevenzione e protezione dai rischi idraulici e idrogeologici; pianificazione di emergenza dai rischi naturali ed antropici; miglioramento del micro clima dei centri urbani; aumento della resilienza della biodiversità e degli ecosistemi, che sono contenute nel Ptcp", continua l'assessore Gennari sottolineando come "tra le azioni previste ci siano l'incremento dell'efficienza nei consumi energetici, della produzione di energia da fonti rinnovabili e degli assorbimenti di anidride carbonica (CO2) con lo sviluppo dei boschi, nella direzione indicata appunto dal Ptcp e dal Piano enegergetico provinciale".

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Attraverso la partecipazione ai lavori del Tavolo tecnico regionale, la Provincia di Reggio Emilia ha poi potuto acquisire padronanza degli strumenti metodologici condivisi per il calcolo delle riduzioni di anidride carbonica conseguenti all'attuazione di determinate azioni, così da passare dal livello degli indirizzi al livello dell'applicazione pratica, con reali certezze nella verifica e nella rendicontazione del raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Per l'installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici, ad esempio, è possibile calcolare una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 0,000367 tonnellate/anno per ogni kWh/anno di energia prodotta con tale fonte rinnovabile. Per ogni albero piantumato, invece, il valore di riduzione calcolato tramite la metodologia regionale di rendicontazione è pari a 0,003029 tonnellate di CO2 all'anno.
"Il Piano Clima include anche azioni rivolte internamente ai vari settori del nostro Ente, rimarcando così la volontà e responsabilità della Provincia verso politiche virtuose, che possano rappresentare esempio e traino – conclude l'assessore Gennari – Rappresenta, inoltre, un mezzo per aumentare la sensibilizzazione e incrementare così la partecipazione e il coinvolgimento di tutti gli enti, i soggetti e i cittadini perché la sinergia d'azione è l'elemento essenziale per l'attuazione di uno strumento volontario e perché solo con il contributo di tutti è possibile migliorare la qualità dell'aria e ridurre le emissioni di gas climalteranti".

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

 

Venerdì, 03 Gennaio 2014 12:45

Inquinamento: 2014, l'anno della polvere

L'intera regione Emilia Romagna è avvolta in una nube tossica -

Parma, 3 gennaio 2014 -

In comunicato di Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma

Due giorni, due sforamenti.
A Parma fa buona compagnia tutta la regione tranne Piacenza, che sfiora anch'essa il limite.
In città ieri 69 microgrammi per metro cubo di aria, il dato peggiore dell'Emilia Romagna, contro i 50 consentiti dalla legge.
Le polveri fini Pm10 tornano quindi subito protagoniste e sfidano l'homo sapiens ricacciandogli in gola l'aria sporca improvvidamente prodotta.
Il nostro uomo tecnologico aveva tentato di giocare una carta falsa, quella di papà vento che tutto porta via, ma il trucco è stato scoperto e la resa dei conti è arrivata.
Sta a noi decidere il nostro futuro.
Il pianeta è gravato ormai da una mole di inquinamento insostenibile.
Abitiamo in un sistema chiuso che necessariamente ricicla dalla notte dei tempi tutto ciò che accade al suo interno.
Usiamo la stessa acqua da millenni, la stessa terra, la stessa aria, le stesse molecole.
Dobbiamo fare una scelta.
Continuare su questa strada significa andare verso l'estinzione, cambiare comporta il mettere al primo posto la salute e la qualità della vita.
Tutto il resto viene dopo.
Lo sviluppo, se vogliamo intendere il termine come una positiva e costante tensione verso il meglio, per noi stessi e per gli altri, non può includere anche inquinamento, polveri cancerogene, baratro ecologico.
Innumerevoli gli esempi dello scempio che abbiamo fatto del nostro Paese, su tutti l'Ilva di taranto e la Terra dei Fuochi.
Incubi.
Non è sviluppo questo ma una corsa sfrenata senza guidatore.
Dobbiamo tornare ad osservare la natura e comprendere che essa non manifesta nei suoi cicli naturali alcun tipo di rifiuto, ma chiude perfettamente i suoi ambiti nutrendosi a vicenda.
Ciò che è scarto per gli uni è alimenti per gli altri.
Occorre una pausa di riflessione.
Occorre spegnere i motori.
Occorre farlo adesso.

(Fonte: ufficio stampa Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Dopo quasi un mese di aria irrespirabile il Natale ha portato una tregua: GCR chiede di mettere al bando le caldaie a gasolio -


Parma, 31 dicembre 2013 -

Dopo 26 giorni di smog fuori-legge ad oltranza San Meteo ci ha fatto il regalo di Natale.
Sotto l'albero la tregua, dopo quasi un mese di aria irrespirabile.
Da 6 giorni Parma (e l'Emilia Romagna) hanno un'aria degna di questo nome.
Ma già il 29 i livelli di polveri sottili hanno sfiorato il limite, fermandosi, alla solita centralina di via Montebello, a 46 microgrammi per metro cubo di aria, solo quattro lineette sotto il limite.
Il vento di Natale e le piogge dei giorni scorsi hanno dato una grossa mano alla Pianura Padana, come se improvvisamente si fosse aperta la finestra e sollevato il tetto, dando libero sfogo a vortici e scrosci, che hanno provveduto a lavare l'aria nera.
Lo smog se n'è andato, attraverso il suolo spinto dall'acqua scendente e disperso altrove con i venti.
Ma basta un giorno di stasi per far rialzare la testa all'inquinamento.
Abbiamo osservato in questi giorni code kilometriche di automobili che sciamavano avanti e indietro dai centri commerciali, dal centro storico monumentale, assiepate sulle circonvallazioni.
Il traffico rimane un dei maggiori colpevoli della situazione ambientale disastrosa.
Ma non solo quello.
Ci sono anche le centrali termiche.
A questo proposito anche gli enti locali potrebbero fare di più.
Ad esempio verificando quante sono ancora le caldaie a gasolio presenti negli edifici scolastici o nelle sedi istituzionali.
Abbiamo a disposizione una mappatura aggiornata?
Da tempo ormai il gasolio è indicato come uno dei peggiori carburanti in quanto a emissioni cancerogene e polveri.
Ci sono ancora caldaie a gasolio che scaldano scuole e uffici?
Noi speriamo davvero di no.
Ma se così non fosse crediamo anche questa una manovra di urgente attualità.
Procedere senza indugio ad ammodernare le centrali termiche pubbliche.
Dismettere in fretta a furia le eventuali caldaie a gasolio e introdurne altre a gas metano o, ancora meglio, sostituendole con scambiatori collegati al tele riscaldamento, decentrando così le emissioni e rendendo agevole ma manutenzione.
Va da sé che una modernizzazione delle centrali termiche gioca anche a favore del risparmio di bollette e conti di manutenzione.
Quanto stiamo spendendo come collettività in questi settori?
Perché alla fine sono sempre le nostre tasche a coprire questi costi attraverso la tassazione più o meno centralizzata.
Pagando noi stessi, possiamo certo pretendere efficienza, risparmio, ecologia.
Sperando così di dare una mano a tenere basso il livello di Pm10.

(Fonte: ufficio stamap Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Sabato, 28 Dicembre 2013 09:37

Qualità dell'aria e limiti di legge

 

Koiné Ambiente, società di Parma specializzata nel monitoraggio biologico e ambientale, ha fatto sapere che sebbene dati diffusi da Iren indichino che, al momento, le emissioni in atmosfera dell'impianto di Strada della Lupa siano sotto i limiti di legge, questo non significa che esso avrà "effetti trascurabili sulla qualità dell'aria" (come asserito pubblicamente dall'Assessore all'Ambiente della Provincia di Parma, Giancarlo Castellani).

Al contrario il termovalorizzatore – che a pieno regime brucerà 130.000 tonnellate/anno di rifiuti (di cui circa 60.000 tonnellate di rifiuti speciali (fonte: Iren Ambiente) – avrà un forte impatto sulla qualità dell'aria delle zone limitrofe anche se le emissioni rimanessero sempre entro i limiti previsti dalla legge e dall'autorizzazione integrata ambientale. «Koiné Ambiente è già attiva per promuovere la propria indagine indipendente e valutare così l'inquinamento prodotto dall'impianto di Ugozzolo – dichiara Marco Pellecchia, biologo che coordina il team specializzato dei componenti l'indagine – . A breve presenteremo il nostro metodo per apportare un significativo aiuto nel monitoraggio della qualità dell'aria, con un particolare focus sulle polveri sottili».

Pubblicato in Ambiente Emilia