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Pubblicato in Comunicati Lavoro Parma

La Polizia di Stato, con le competenze specifiche del Questore, applica per la prima volta a Parma la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale nell’ambito dei reati che rientrano nella cosiddetta violenza di genere.

Alla fine del mese di dicembre il Tribunale di Bologna – Sez. Misure di prevenzione - ha applicato la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale così detta “qualificata” a carico di M.D., italiano classe 1974, originario della provincia di Napoli e residente in provincia di Parma, già sottoposto all’obbligo di dimora nella provincia di Napoli – e alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa – dall’ottobre u.s.

La proposta di tale misura, che è uno strumento disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di soggetti che denotino una pericolosità sociale concreta ed attuale, è stata presentata dal Questore di Parma, per il tramite della Divisione Anticrimine , che ha ricostruito la vicenda processuale dell’uomo, indicando analiticamente tutte le denunce presentate nei suoi confronti dalla sua ex compagna, da gennaio 2019 fino all’ultimo episodio di giugno 2019 nonché gli accertamenti e i riscontri effettuati dalla Polizia fino all’ordine di custodia cautelare emesso nel giugno 2019 dal GIP del Tribunale di Parma per il reato di Stalking, provvedimento preceduto dall’Ammonimento del Questore emesso nel maggio 2019; nel luglio 2019 la custodia cautelare in carcere era stata sostituita con la misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre, in provincia di Napoli.

L’ordinanza del GIP riguarda condotte persecutorie commesse da M.G. , consistenti in pedinamenti ripetuti, intrusioni anche nell’abitazione dell’ex marito della compagna - ritenuto responsabile dell’allontanamento della donna da lui – l’ invio di ripetuti messaggi sul cellulare, telefonate sul posto di lavoro nonché minacce inerenti la pubblicazione di fotografie che ritraevano la donna in atteggiamenti intimi, oltre a minacce rivolte anche all’ex marito e al figlio minore della compagna, mimando addirittura il gesto della pistola e del taglio della gola. Infine, un gesto ecclatante, che ha evidenziato la particolare pericolosità sociale del soggetto, nel giugno scorso, un tentativo di speronare l’auto condotta dalla ex compagna, ove la stessa stava viaggiando insieme al figlio e all’ex marito, con lo scopo di farli uscire di strada, minacciandoli di morte e proferendo chiaramente le parole “stavolta vi uccido”.

Alcuni di questi gravi comportamenti sono stati posti in essere da M.G. nonostante la notifica dell’Ammonimento del Questore.
Si tenga anche presente che l’uomo era recidivo, poiché era stato allontanato dall’abitazione familiare a seguito di un provvedimento giudiziario emesso nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti in famiglia a danno della ex moglie; proprio a seguito di tale allontanamento era iniziata la convivenza con la nuova compagna, convivenza cessata poi, tra alcuni ripensamenti, 4 anni dopo, nel 2018, quando la donna aveva deciso di trasferirsi presso l’abitazione dei genitori. Si erano poi verificati alcuni episodi molto gravi, quali, nell’aprile 2019, l’incendio dell’abitazione della ex compagna quando la stessa, il figlio e i genitori si trovavano all’estero, nonché, nel maggio 2019, l’incendio dell’autovettura di proprietà della ex moglie di M.G., episodi per i quali non si è riusciti a trovare riscontri probatori a carico di M.G., ma che hanno creato nella ex compagna e nel suo ex marito la percezione di un concreto e persistente pericolo per la loro incolumità e per quella del figlio minore, oltre a costringere tutti i destinatari delle condotte persecutorie dell’uomo a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita.

Quanto raccontato dalla parte offesa trova riscontro nelle dichiarazioni rese da altri soggetti, dalle verifiche effettuate dalla Polizia Giudiziaria e dai riscontri del sistema di videosorveglianza, verificati anche dalla Polizia locale.
Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP nel giugno 2019 si dà atto che l’uomo è un soggetto ossessivo, pericoloso e incapace di arginarsi , con tendenza alla prevaricazione domestica, né nei suoi confronti ha sortito efficacia dissuasiva l’ammonimento del Questore, né l’intervenuta condanna per maltrattamenti a danno della ex moglie.

Questa Divisione Anticrimine ha recentemente proposto poi un’altra Sorveglianza Speciale a carico di un soggetto, P.G., italiano, classe 1968, anch’esso residente in provincia di Parma e anch’egli già sottoposto dal GIP alla misura cautelare degli arresti domiciliari per i comportamenti persecutori protratti nel tempo, dalla fine del 2012,quando la compagna aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale fino a quando la stessa, a marzo 2018 si recava al Pronto Soccorso dopo che l’uomo aveva usato violenza nei suoi confronti. In questo lungo lasso di tempo si sono protratti comportamenti persecutori, pedinamenti sotto casa e sul posto di lavoro, continue molestie telefoniche e anche in questo caso un tentativo di “speronamento”, quando la donna si trovava alla guida della sua autovettura e, dopo ripetuti sorpassi, l’uomo le aveva tagliato la strada, costringendola a fermarsi.

Questo episodio aveva spaventato notevolmente la donna, tanto che, alcuni giorni dopo, la stessa decideva finalmente di sporgere denuncia nei suoi confronti. La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna anche in questo caso, all’inizio di settembre 2019, ha applicato nei confronti dell’uomo la misura di prevenzione proposta dal Questore di Parma, per la durata di due anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, evidenziando come l’uomo non era evidentemente in grado di porre un autocontrollo verso il suo comportamento violento ed ossessivo, atteso che, dopo essere stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, era stato sorpreso dalle forze dell’ordine proprio mentre era appostato proprio sotto l’abitazione della ex compagna.

L’Uomo aveva poi dichiarato in udienza camerale di avere compreso il disvalore della propria condotta, tanto da volere intraprendere presso l’AUSL di Parma un percorso di sostegno psicologico di gestione dell’aggressività in campo relazionale, ma il Collegio, valutata la pericolosità sociale manifestata e l’attualità della stessa, ha ritenuto che tale decisione non valesse ad escludere la “portata criminale” evidenziata, posto che il programma di riabilitazione può realisticamente sortire effetti positivi solo nel tempo.


L’applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale cosiddetta “qualificata” risponde in entrambi i casi sopra descritti all’esigenza di individuare una nuova forma di prevenzione contro le condotte di atti persecutori, tanto che il legislatore nella riforma introdotta con la L.n.161 del 2017 ha emendato l’art.4 del D.Lgs n.159/2011, riferito ai soggetti destinatari di misure di prevenzione personali, prevedendo l’applicabilità della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza non solo nei confronti di coloro indiziati di appartenere ad associazioni di stampo mafioso, ma anche agli indiziati del delitto di cui all’art.612 bis C.P. – Atti persecutori – i quali diventano altresì possibili destinatari, per effetto del combinato disposto degli artt.4 e 16 del medesimo D.Lgs, delle misure di prevenzione patrimoniali.
L’applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale può essere inoltre accompagna da specifiche prescrizioni : tra queste si evidenzia anche l’applicazione di un “percorso trattamentale” nei confronti del proposto, pur con il necessario consenso dello stesso, che volontariamente decide di intraprendere un “… percorso di osservazione e di confronto con esperti…con evidente finalità di eliminazione del fattore criminogeno”. Oppure, su proposta del Questore, nei confronti dello stalker, vi può essere la prescrizione del divieto di frequentare i luoghi normalmente frequentati dalla persona offesa, l’obbligo di mantenere una determinata distanza dalla stessa, il divieto di comunicare con la stessa, con ogni mezzo, nonché il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità d’espatrio per ogni altro documento equipollente.

Per valutare il peso specifico di questa misura di prevenzione vale inoltre la pena sottolineare che l’inosservanza delle prescrizioni imposte con il decreto applicativo della Sorveglianza Speciale è sanzionata, ai sensi dell’art.75 del D.Lgs n.159/2011, con l’arresto da tre mesi a un anno.
Va inoltre evidenziato come in entrambi i casi citati il Collegio giudicante ha valutato che non osta all’applicazione della misura di prevenzione richiesta la sussistenza a carico del preposto della misura cautelare degli arresti domiciliari. E’ infatti utile precisare, in merito ai “rapporti” tra procedimento penale e misura di prevenzione, che tali strumenti sono reciprocamente autonomi, collegabili al fatto che nel procedimento di prevenzione si giudicano condotte complessive, ma significative della pericolosità sociale, mentre nel procedimento penale si giudicano singoli fatti da rapportare a tipici modelli di antigiuridicità; non sussiste quindi alcuna pregiudizialità tra il procedimento penale e quello di prevenzione ed è possibile utilizzare nella misura di prevenzione, ai fini del giudizio di pericolosità del destinatario la misura, elementi di prova scaturenti dal procedimento penale ancora pendente.

In sintesi le misure di prevenzione personali, quali l’Ammonimento e la Sorveglianza Speciale, introdotta con l’art.4 e ss delle leggi Antimafia – che sono provvedimenti\ la cui proposta è di esclusiva competenza del Questore - costituiscono un ottimo strumento di controllo anche per gli autori di delitti in danno di donne o delle cosiddette “fasce deboli”, potendosi inserire anche prescrizioni mirate a programmi di trattamento finalizzati all’acquisizione della piena consapevolezza del crimine commesso.

Pubblicato in Cronaca Parma

L’uomo ha accumulato circa 12 mila euro di multe non pagate nel territorio di Modena e recapitate a un indirizzo virtuale di Bologna utilizzato per registrare i senza tetto. Ufficialmente il 42 risulta nullatenente, ma è risultato intestatario di 78 vetture e di un’attività di rivendita di auto usate. Da aprile 2019 percepiva 500 euro di reddito di cittadinanza, che dovrà restituire.

Di Claudia Fiori, Modena 23 gennaio 2020 - A scoperchiare il classico “Vaso di Pandora” è stato un cittadino del quartiere Madonnina che ha inviato al comando di via Galilei una segnalazione per un’auto che si aggirava nella zona con fare sospetto. Da un rapido controllo da parte della Polizia locale è emerso che l’auto risultava intestata a un 42 enne, residente a Bologna, a un indirizzo “virtuale”, ufficialmente utilizzato dai Servizi Sociali per registrare le persone senza fissa dimora.

Non solo, però. Alla stessa persona risultavano intestate ben 78 auto. Il soggetto, inoltre, aveva accumulato quasi 12 mila euro di multe stradali non pagate per infrazioni commesse nel territorio di Modena. Inoltre, l’uomo risulta intestatario di un’attività di rivendita di auto usate, con sede sempre presso l’indirizzo virtuale, per la quale non ha presentato però la denuncia dei redditi. Molte delle auto intestate al 42 enne, probabilmente un prestanome, risultano sprovviste di copertura assicurativa e non revisionati. Su di esse sono in corso ulteriori accertamenti.

Infine, incrociando i suoi dati con quelli a disposizione dell’INPS, è risultato che da aprile 2019, lo stesso soggetto percepisce 500 euro al mese di Reddito di Cittadinanza. L’uomo è stato quindi denunciato alla Procura di Modena per violazione delle norme sul diritto di riscossione del Reddito di Cittadinanza e dovrà restituire circa 4000 euro. Rimane da sapere se, effettivamente, sarà in grado di farlo.

 

Pubblicato in Cronaca Modena

La difesa del Mare parte dai fiumi. Intercettare i rifiuti plastici prima dell'arrivo alla foce consente di abbattere sensibilmente l'inquinamento marino. Il Progetto sperimentale "Un Po d'AMare", dopo Pontelagoscuro e Torino fa tappa a Parma con l'installazione delle barriere a Sacca di Colorno.
 
Di LGC Parma 23 gennaio 2020 - Dopo Pontelagoscuro (FE) e Torino, fa tappa a Parma il progetto sperimentale di prevenzione dei rifiuti marini con interventi di raccolta e recupero sul fiume Po. Si chiama 'Il Po d’AMare' ed è stato realizzato con il coordinamento istituzionale dell’Autorità Distrettuale del fiume Po e in collaborazione con Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Castalia Operations e Consorzio Corepla.
 
Il progetto parmense è stato presentato all'interno della "Davines", la affermata azienda cosmetica di fama internazionale con sede Parma, poiché ha preso parte alla realizzazione del  progetto "Tuteliamo il Mare". A fare gli onori di casa è stato proprio il trade marketing manager dell'azienda, Mattia Tassi, il quale ha sottolineato come l'azienda abbia a cuore l'ambiente e perciò “Tuteliamo il Mare” è per Davines un progetto importante. Al progetto ha visto l’adesione di 1.800 saloni d’acconciatura italiani partner del brand attraverso i quali è stato possibile generare un fondo  di €36.413 che sono andati a sostegno dell'iniziativa . Per Davines questo progetto ha l’obiettivo di creare impatto positivo sul territorio e beneficio all’ambiente e alla comunità in senso più esteso. Un impegno coerente con i valori che da sempre guidano l’azienda e che l’hanno portata alla certificazione B Corp e ad aver recentemente trasformato il proprio statuto in Benefit Corporation, creando un nuovo modo di fare impresa sempre più urgente per il mondo di oggi, orientato alla creazione di valore per tutti.
 
E' stata quindi la volta di Meuccio Berselli, Segretario Generale della Autorità Distrettuale del Fiume PO, il quale ha evidenziato come la terza fase sperimentale del progetto sia coincidente con l'evento di Para capitale Italiana della Cultura Parma2020 potendo perciò contare su una maggior visibilità. Inoltre la sperimentazione in atto ricopre una importanza strategica  per ricavare ulteriori e qualificati dati sullo stato di salute del fiume: “Il ruolo dell'Autorità Distrettuale è di pianificare azioni che possano migliorare l'habitat del bacino idrografico. Per essere più efficaci queste azioni sono strettamente legate alla conoscenza dei dati ottenuti grazie alla sperimentazione delle barriere antiplastica come quella che realizzeremo a Colorno. Grazie ai tanti investimenti sulla depurazione finalmente la fauna ittica sta aumentando e sta migliorando al contempo anche la qualità dell'acqua. Tutto questo consente di fornire alla nostra comunità dati certi evitando così facili allarmismi. La diffusione di statistiche aggiornate consente altresì di incrementare la conoscenza complessiva dello stato di salute del Fiume Po al fine di mettere in campo strategie adeguate e azioni come quella di Colorno che in quest’ottica risultano fondamentali”.
 
Per la Fondazione per lo sviluppo sostenibile è intervenuto Giuseppe Dodaro, il quale ha evidenziato come, occupandosi di Green Economy non avrebbero potuto sottrarsi a questa iniziativa. Il dirigente ha quindi esposto le problematiche connesse al "Marine Litter" (rifiuti marini ndr) e quali le cause che  lo incrementano e tra questi, i maggior vettori sono appunto i fiumi. “Questa sperimentazione - sottolinea la Fondazione - costituisce la messa in opera di un modello virtuoso di economia circolare a rafforzamento delle misure di prevenzione del marine litter, permettendo di verificare la possibilità di ridurre su ampia scala gli impatti ambientali causati dall’inquinamento delle plastiche. Questa  terza sperimentazione del progetto “il Po d’Amare”, oltre a fornire, grazie all’integrazione dei dati sulle plastiche raccolte, un quadro più aggiornato sulle caratteristiche e le quantità di rifiuti provenienti dai fiumi, costituisce un importante attività di sensibilizzazione in merito alla problematica del marine litter. La collaborazione con Davines è un perfetto esempio di partnership fra imprese virtuose ed operatori.”
 
Ma se la Fondazione e i privati intervengono nella finanziabilità del progetto, l'Autorità Distrettuale ne verifica e controlla e analizza i dati e il COREPLA a valle si occuperà del recupero dei rifiuti plastici intercettati, occorre che qualcuno intervenga tecnicamente per progettare e perfezionare le barriere d'intercettazione. Questo compito è stato affidato a CASTALIA, che come ha esposto Lorenzo Barone Direttore Generale di Castalia Operations, spiega come il progetto possa essere replicato e  adottato anche per altri fiumi italiani creando quindi un impatto maggiore nella salvaguardia dei nostri mari: “Essendo costantemente impegnati nella ricerca e sperimentazione di soluzioni e tecnologie innovative volte alla tutela dell’ambiente marino abbiamo raccolto la sfida di ridurre l’inaccettabile quantità di rifiuti solidi galleggianti, compresi i materiali plastici, nei nostri mari. Contenere e raccogliere questi rifiuti trasportati dai fiumi prima che raggiungano il mare è una delle azioni che riteniamo fondamentali. Le sperimentazioni, già avviate sul Po ed altri corsi d’acqua minori, hanno dimostrato l’efficacia di tale approccio e ci spingono a rinnovare il nostro impegno nella speranza che tali iniziative possano essere allargate a tutti i principali fiumi italiani.”
Il dirigente quindi si addentra nella narrazione del funzionamento delle barriere e della loro storia evolutiva, peraltro non ancora conclusa ma continuo miglioramento sulla base dei dati che via via vengono raccolti.
 
Infine interviene il presidente stesso del Consorzio  COREPLA, Antonello Ciotti, il quale pone subito l'accento sul progresso del riciclo e porta a esempio le "felpe", indumenti ormai in larga misura realizzati con tessuti provenienti dal recupero delle plastiche. Nello specifico, i rifiuti intercettati dalle barriere collocate a Sacca di Colorno, verranno quindi raccolti da piccole imbarcazioni e una successiva accurata selezione ne consentirà l’inserimento nel sistema di riciclo nazionale attraverso il loro invio agli appositi centri di raccolta e una parte diventeranno "contenitori" dei prodotti della stessa "Davines".
“Stimolare la ricerca per innovare ed arricchire le proposte nel campo della raccolta e del riciclo degli imballaggi in plastica, è l'obiettivo di Corepla. Con questo progetto andremo ad analizzare le fonti di provenienza, la tipologia e le quantità dei rifiuti, in plastica in particolare, trasportate in questo importante tratto del fiume Po. La plastica raccolta verrà poi selezionata per massimizzarne il riciclo sviluppando anche nuovi utilizzi del materiale riciclato. Un'iniziativa che va ad arricchire le precedenti sperimentazioni del progetto "il Po d'Amare" avviate prima a Ferrara e ora a Torino e che nel loro insieme svilupperanno con modalità fortemente d'avanguardia e in stretta collaborazione con Imprese, Amministrazioni pubbliche e Istituzioni, una puntuale informazione oltre che una maggiore salvaguardia del territorio, delle vie fluviali e del mare.”
 
In calce agli interventi, il pubblico di giornalisti e i relatori si sono trasferiti a Sacca di Colorno per una visita alle barriere d'intercettazione dei rifiuti.

 

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Pubblicato in Ambiente Emilia

Rainieri (Lega) al Consorzio Di Bonfica: “Più attenzione dalla Regione alle sue esigenze e migliore controllo delle specie infestanti“

Parma 23 gennaio 2020 - Il capolista della Lega nella circoscrizione di Parma per le elezioni regionali, Fabio Rainieri, ha avuto un approfondito incontro con i vertici del Consorzio della bonifica parmense con i quali ha analizzato le attività in corso e ed i progetti futuri dell’ente in previsione della prossima legislatura regionale.

Rainieri ha riconosciuto “l’importante ruolo rivestito dal consorzio sul dissesto idrogeologico, spesso anche in grado di intervenire in situazioni critiche divenute tali per l’incuria che grava su vaste aree del territorio anche per le politiche regionali poco inclini alla manutenzione ordinaria ed alla prevenzione e che hanno portato all’abbandono della montagna. Difficoltà che non sono di certo mancate anche per quanto riguarda l’attività di approvvigionamento idrico messa in crisi da quei cambiamenti climatici in atto che hanno comportato sia lunghi periodi di siccità, sia precipitazioni molto intense con relativi problemi alluvionali.

Per il futuro è necessario che la Regione attribuisca la maggiore centralità possibile a questo ente per consentirgli di svolgere al meglio le sue funzioni e realizzare appieno gli importanti progetti per cui ha ottenuto consistenti finanziamenti; per citarne alcuni: Bocca d’Enza, Ongina, la Cassa del Galasso e quello più diffuso della ristrutturazione delle canalette per garantire maggiore risparmio idrico”. Il candidato leghista ha quindi assicurato che se sarà rieletto continuerà ad insistere, come ha già fatto nella passata legislatura regionale, sull’attuazione di una migliore e più efficace attività di controllo delle specie infestanti che, specie in pianura, oltre a creare danni alle colture, mettono a serio rischio la tenuta delle difese spondali.

Polizia di Stato e Dallara: insieme uniti per la prevenzione rispetto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza

La Polizia di Stato unitamente alla Dallara, ha organizzato una giornata di sensibilizzazione per la prevenzione alla guida in stato di ebbrezza o a seguito di consumo di sostanze stupefacenti.
La giornata è stata organizzata all'autodromo Riccardo Paletti, con la partecipazione della Polizia Stradale e del campione del mondo di Rally, nel 1988 e 1989 sulla Lancia Delta integrale, Miki Biasion.

La sessione in pista è stata un po' "speciale", infatti, si è voluto dimostrare che anche un campione del mondo, dopo aver bevuto qualche birra di troppo, perde la capacità di controllare l'auto e mette in serio pericolo l'incolumità altrui, in questo caso, però, di semplici birilli.

Tutto è stato fatto nella massima sicurezza, con la presenza di medici e della Polizia Stradale.
La finalità è quella di dimostrare che dopo l'assunzione di alcol, anche i migliori piloti, creano grande pericolo per loro stessi e per gli altri.

Ringraziamo l'Ingegner Dallara per la grandissima collaborazione dimostrata e anticipiamo un filmato dell'evento a cui seguirà il filmato definitivo, che verrà divulgato anche nelle scuole per il grande obiettivo, di prevenire la guida in stato d'ebbrezza.

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In allegato: un filmato e fotografie.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Si apre la stagione della migrazione delle larve di processionaria, ecco a cosa prestare attenzione
 
Attenzione alla processionaria del pino.Nelle prossime settimane questo piccolo lepidottero peloso inizierà a migrare. Si tratta di larve, particolarmente elore, che si spostano lungo i tronchi degli alberi e sul terreno.

Queste farfalle che si sviluppano sulle conifere creano particolari danni alle piante risultando molto pericolose per la sopravvivenza di alcune specie arboree.. Ma possono costituire un rischio per la salute delle persone e degli animali, a cui causano reazioni cutanee irritative e allergiche, a volte gravi. Così, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” raccomanda i proprietari e i conduttori di aree verdi come giardini e parchi sia pubblici che privati, ad effettuare tutte le opportune verifiche sugli alberi per accertare la presenza dei nidi di processionaria. Gli alberi che in genere sono più attaccati dalla processionaria son il pino nero, il pino silvestre, il pino marittimo e varie speci di cedro.

Il bruco della processionaria, ricordiamo, può provocare gravi reazioni allergiche ed infiammatorie nell’uomo e negli animali (irritazioni cutanee e oculari, eritemi alle mucose e alle vie respiratorie) e tali mainifestazioni possono verificarsi anche senza il contatto con il corpo dei bruchi poiché i peli urticanti possono staccarsi ed essere trasportati dal vento. La processionaria può fare davvero molto male al nostro cane addirittura può portarlo alla morte.

Nelle piante causa gravi defogliazioni, fino a indebolirle.


(20 gennaio 2020)  

Pubblicato in Salute e Benessere

Nonostante il rallentamento della crescita della produzione manifatturiera per tre trimestri consecutivi, il valore aggiunto prodotto nel 2019 in provincia di Reggio Emilia si conferma in crescita dello 0,1%.

Reggio Emilia 22 gennaio 2020 - Le ultime stime contenute negli “Scenari per le economie locali” di gennaio elaborati da Prometeia e analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia ipotizzano, poi, una ripresa che, per l’anno in corso, dovrebbe attestarsi a +0,7%.
Il trend registrato a Reggio Emilia lo scorso anno, intanto, è in linea con le precedenti previsioni, ma appare lontano da quello dell’Emilia-Romagna, che con un +0,6% registra una crescita percentuale doppia rispetto al dato nazionale.

La diversa fase ciclica tra i settori del manifatturiero e dei servizi registrata nel 2019 nella nostra provincia ha portato, come si è detto, al calo della produzione industriale, alla quale è invece corrisposta una maggiore vivacità dei servizi. Il valore aggiunto del terziario, infatti, è stimato in crescita dello 0,7%, leggermente al di sopra delle previsioni formulate a fine ottobre (+0,4%).
Sostenuta, poi, la ripresa registrata dal settore delle costruzioni, per il quale si parla di un incremento del valore aggiunto del 5,5% rispetto all’anno precedente (era previsto un +5,2% nelle stime di ottobre).
Sempre in crescita, ma più contenuto rispetto alle valutazioni passate, il valore aggiunto dell’agricoltura, che dovrebbe aver chiuso il 2019 con un aumento dello 0,4%.
L’unico settore con il segno “meno”, dunque, resta l’industria. Il valore aggiunto del manifatturiero reggiano, che nelle valutazioni di ottobre registrava una flessione dell’1,3%, nelle elaborazioni macroeconomiche di gennaio appare in maggior calo, chiudendo a -1,5%.

L’andamento osservato per l’industria appare condizionato dal trend del commercio internazionale, che registra una temporanea inversione di tendenza rispetto all’ultimo decennio. Nel 2019, è ipotizzata una flessione dello 0,8% per le esportazioni e, contemporaneamente, un calo del 2% per le importazioni.

Un calo, come si è detto, di natura temporanea, tanto che una tendenza decisamente più positiva è prevista per il 2020, con un aumento del 4,2% delle vendite oltre frontiera del “made in Reggio Emilia”.

Per il 2020 le stime parlano di una ripresa del manifatturiero con il ritorno in positivo del valore aggiunto (+0,3%), mentre dovrebbero nuovamente crescere dello 0,7% i servizi.
In rallentamento rispetto al 2019, ma comunque in crescita, è poi previsto l’andamento del comparto edilizio, che dovrebbe registrare un aumento del 2,7% del valore aggiunto. Per l’agricoltura, infine, l’incremento stimato per il 2020 dovrebbe raggiungere lo 0,8%.

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Giovedì, 23 Gennaio 2020 08:34

Simone Benini (M5S) sulle dimissioni di Di Maio

Dichiarazione di Simone Benini, candidato del MoVimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, sulle dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico del MoVimento 5 Stelle.

"Luigi ha fatto una scelta di testa e cuore come ha sempre fatto, mettendo i cittadini davanti a se stesso. Lo aveva già fatto nel 2018, quando dopo che il Movimento 5 Stelle aveva trionfato nelle urne, rinunciò a fare il Presidente del Consiglio rifiutandosi di incontrare Berlusconi.
Lo ha fatto questa estate non cedendo alle lusinghe di Salvini dopo che il segretario leghista aveva fatto cadere il governo Conte 1. Non si è mai tirato indietro. Neanche in Emilia-Romagna, dove ci ha sostenuto con forza con iniziative pubbliche. La sua è una scelta di testa e cuore, per il bene del Movimento 5 Stelle e dell’Italia, visto il ruolo che ricopre, che lo impegna a livello internazionale fuori dall’Italia molto spesso.
Condivido anche il pensiero di Luigi, che è il pensiero della stragrande maggioranza di cittadini, iscritti, attivisti, consiglieri comunali ed eletti del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna. Dopo centinaia di banchetti nelle piazze e mercati in questa bellissima campagna elettorale, lo posso confermare.
Il Movimento 5 Stelle è forza politica e culturale indipendente e alternativa alle lobby liberiste ed alle ideologie di destra e sinistra. E tale deve rimanere. Una forza indipendente, sempre in grado di mettere al centro dell’azione politica progetti e raggiungere gli obiettivi di cui per anni si è solo parlato. Sia al governo che all’opposizione, con chiunque. Le 40 leggi approvate in un anno e mezzo parlano chiaro. Prima i temi, prima le idee del futuro.
Grazie Luigi. Avanti MoVimento 5 Stelle!"

Pubblicato in Politica Emilia

Uova contaminate, aumenta il numero dei richiami dal mercato del prodotto proveniente oggi da altre aziende del settore. Lo Sportello dei Diritti già dal 10 gennaio aveva lanciato un'allerta UE per un sospetto focolaio di Salmonella enterica legato al consumo di uova biologiche italiane.
 
Sale la paura per le uova contaminate in Italia mentre aumenta il numero dei richiami dal mercato del prodotto proveniente oggi da altre aziende del settore.

Il 10 gennaio lo “Sportello dei Diritti” aveva lanciato un'allerta UE del 9 gennaio del RASFF per un sospetto focolaio di Salmonella enterica legato al consumo di uova biologiche italiane e con ben nove giorni di ritardo, in data 18 gennaio, il Ministero della Salute h pubblicato un nuovo ritiro dal commercio di un prodotto alimentare altamente dannoso per la salute dei cittadini se consumato, a causa di una contaminazione biologica, ma non ci sono ulteriori specifiche. Nella circostanza il ministero della Salute aveva comunicato il richiamo di 5 lotti di uova biologiche prodotte dall’Azienda Agricola Olivero Claudio nello stabilimento di Monasterolo Di Savigliano, in provincia di Cuneo, in via Rigrasso n° 9. Il provvedimento si è reso necessario a causa di una contaminazione microbiologica. I lotti interessati sono contraddistinti dai numeri 1A130120, 1A140120, 2A130120, 2C130120 e 2C140120 venduto in confezioni da quattro, sei uova o sfuse con scadenza a 28 giorni.

Oggi il provvedimento drastico del ministero si è allargato a molti altri marchi anche più noti per gli stessi motivi. È toccato, per esempio, a Conad – Verso Natura – Uova biologiche prodotte sempre da Olivero, identificabili dal lotto 5528139926 e data di scadenza 8 febbraio. Coinvolte anche le uova bio Cascina Italia SPA con lotto 5528139926 e data di scadenza 8 febbraio.

Nell’elenco dei richiami, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche le uova Amadori – Uova da agricoltura biologica con lotto 5528139926 e data di scadenza 8 febbraio. Le aziende raccomandano di non consumare i lotti interessati ma di riportarli al punto vendita per il rimborso.

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(22 gennaio 2020)

 

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