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Domenica 1 dicembre si celebra la Giornata Mondiale contro l’Aids. In Emilia-Romagna in 10 anni quasi dimezzati i nuovi casi di Hiv tra i residenti, scesi a 220 nel 2018. Fondamentali la prevenzione e la diagnosi precoce. Diverse iniziative in città e provincia.

In Emilia-Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv: dal 2009 al 2018, le nuove diagnosi tra i cittadini residenti sono quasi dimezzate, passando da 418 a 220 e mettendo a segno, quindi, un -47%. Calo che si è fatto ancor più rilevante negli ultimi anni, considerando che nel 2015 i nuovi casi erano 291, scesi a 285 nel 2016 e arrivati, appunto, a 220 (171 uomini e 49 donne) nel 2018, con un’incidenza del 4,9% ogni 100mila abitanti. Fondamentali sempre la prevenzione e la diagnosi precoce. Le nuove diagnosi di Hiv nel 2018 sono state: 31 a Reggio Emilia (incidenza 5,8 ogni centomila abitanti); 40 a Bologna (incidenza 3,9); 17 a Ferrara (incidenza 4,9); 17 a Forlì-Cesena (incidenza 4,3); 34 a Modena (incidenza 4,8); 27 a Parma (incidenza 6,0); 6 a Piacenza (incidenza 2,1), 18 a Ravenna (incidenza 4,6); 30 a Rimini (incidenza 8,9).

La diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci, invece il 60% delle persone che scoprono per la prima volta di essere sieropositive lo fa nella fase avanzata dell’infezione, o quando è già in Aids conclamato. Per questo la Regione continua a insistere sulla necessità di informare e sensibilizzare i cittadini e lo fa con la campagna “Proteggersi sempre, discriminare mai”: comunicazione social, manifesti, video per coniugare l’attenzione alla prevenzione con l’impegno a contrastare il pregiudizio nei confronti delle persone sieropositive o malate di Aids. Al suo fianco ci sono le Aziende sanitarie e leassociazioni di volontariato, che per la giornata del 1 dicembre hanno programmato iniziative e incontri su tutto il territorio: in molte piazze medici e infermieri del Servizio sanitario regionale saranno a disposizione per eseguire gratuitamente il testattraverso un tampone salivare o con una semplice puntura sul dito, naturalmente in forma anonima. 

I dati, elaborati dal Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, fotografano la situazione dello scorso anno e dell’arco temporale 2006-2018. Esaminando l’intero periodo di sorveglianza sanitaria, tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (78%), i casi di sieropositività sono invece modesti tra i più giovani e negli ultracinquantenni. L’incidenza tra i maschi è 11,8 casi ogni centomila abitanti, tra le femmine è 4,0. Le persone straniere con Hiv sono poco meno di un terzo del totale (31%), sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. La modalità di trasmissione principale (90% nel 2018) è quella sessuale. Il 50% di tutti i casi è dovuto a trasmissione eterosessuale e purtroppo la percezione del rischio tra gli eterosessuali è molto bassa: solo il 14% dei sieropositivi l’ha dichiarata come motivazione del test di diagnosi. Le persone giuntetardi alla diagnosi lo scorso anno sono state 132: il 60% dei nuovi casi; in particolare, al momento della diagnosi il 37% delle persone era già in Aids o in una fase molto avanzata dell’infezione. I residenti in Emilia-Romagna che hanno sviluppato la malattia conclamata, quindi l’Aids, sono stati 47 nel 2018 (61 nell’anno precedente).

Ecco le iniziative in programma domani, sabato 30 novembre in città e in provincia.

A REGGIO EMILIA

-test rapido al dito per hiv dalle ore 10 alle ore 18 all’Urp (Punto Arcobaleno) in via Farini 2/1;

-test rapido salivare per hiv dalle ore 9 alle ore 11.30 presso il Serdp padiglione Tanzi, via Amendola 2;

-test rapido salivare per hiv dalle ore 9 alle ore 11.30 presso il Sertdp Bassa Soglia via Bocconi 2/4;

-test completo per hiv, sifilide, epatite c dalle ore 9 alle ore 13 presso l’ambulatorio delle malattie infettive, Padiglione di Malattie infettive, ospedale Santa Maria Nuova; 

-test completo per hiv, sifilide, epatite c dalle ore 9 alle ore 12 presso i Poliambulatori Ausl viale Monte San Michele 8/a.

IN PROVINCIA

offerta del test hiv, distribuzione dei volantini relativi all’iniziativa e di materiale informativo e couselling presso i Sertdp della provincia: Guastalla, via Circonvallazione,29; Correggio via Campagnola,2; Montecchio, via Giuseppe Saragat, 11; Castelnovo Ne’ Monti, via Roma, 125/b orari: 9-11.30.

Per il test rapido: risposta in 20 minuti, per il test completo: prelievo di sangue con risposta da ritirare dopo 7 giorni. Per maggiori informazioni: www.helpaids.it portale ER Salute http://salute.regione.emilia-romagna.it/aids

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Mercoledì, 16 Ottobre 2019 16:56

Successo per il Bra Day al Core di Reggio Emilia

Successo del Bra Day: donne, coppie, famiglie hanno partecipato all’iniziativa di informazione e sensibilizzazione al Core. Sabato scorso un’occasione di incontro e dialogo per conoscere meglio alcuni aspetti del percorso delle donne che affrontano il tumore al seno.

Reggio Emilia 

Ha suscitato interesse e curiosità l’iniziativa che sabato scorso al Core di Reggio Emilia ha celebrato il Bra Day, la giornata sulla consapevolezza della ricostruzione mammaria dopo la rimozione del tumore. A promuoverla era stata l’équipe di chirurgia senologica dell’Azienda Usl IRCCS di Reggio Emilia in collaborazione con le associazioni vicine alle donne che affrontano il percorso di cura.

La mattinata ha visto momenti di dialogo con i chirurghi e la psicoloncologa e di esplorazione dell’esperienza delle donne che hanno affrontato la malattia attraverso una mostra di foto, allestita al primo piano. Nelle immagini erano vividi i vissuti emotivi di pazienti, familiari e operatori sanitari che hanno offerto ciascuno il proprio punto di vista.

Sono state complessivamente una cinquantina le persone che hanno partecipato ai diversi momenti ed altrettante quelle che hanno prestato la propria immagine nel set fotografico allestito al piano terra del Core con lo spunto “faccia da Bra day".

Nel gruppo con le psicologhe e i chirurghi sono state illustrate le diverse tipologie di ricostruzione mammaria. L'attuale approccio chirurgico, oramai prevalentemente conservativo e personalizzato, può richiedere più sedute operatorie, sempre concordate tra il medico e la paziente, secondo un criterio di gradualità nell'ottenimento del risultato ottimale in sintonia con la capacità della donna di affrontare e accettare il cambiamento.

Mercoledì, 16 Ottobre 2019 14:25

Quali servizi offrono le Case della Salute?

Sabato 19 ottobre open day alla Casa della Salute Ovest di Reggio Emilia: dalle 9 alle 13 sarà aperta alla cittadinanza per informazioni e approfondimenti.

Anche in collaborazione con le associazioni di volontariato sarà offerta la misurazione della pressione arteriosa, l’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, la valutazione del livello di monossido di carbonio nei fumatori.

Le case della Salute sono luoghi nei quali trovare accoglienza e orientamento ai servizi e ricevere prestazioni finalizzate alla continuità nelle cure, alla gestione delle patologie croniche e al completamento dei principali percorsi diagnostici che non richiedono assistenza ospedaliera.

Nelle 11 Case della Salute presenti tra città e provincia lavorano insieme medici e infermieri, specialisti territoriali e ostetriche, medici di famiglia e pediatri, operatori socio-sanitari e assistenti sociali, oltre a personale di front-office. 

L’Open day di sabato 19 ottobre, in programma dalle 9 alle 13, offre l’opportunità di conoscere meglio i servizi offerti dalla più grande delle tre Case della Salute presenti a Reggio Emilia: la CdS Ovest situata in Via Brigata Reggio n.22. Nel corso della mattina, a partire dalle 9:30, sono previsti due incontri rispettivamente intitolati "Cosa posso trovare in una Casa della Salute?" e "Meglio prevenire: alimentazione sana e corretti stili di vita".

In forma gratuita sarà possibile, inoltre, farsi misurare la pressione arteriosa dai volontari di Emmaus, attivare il Fascicolo Sanitario Elettronico e la Tessera Sanitaria e, per i fumatori, quantificare il livello di monossido di carbonio presente nei polmoni. Dalle ore 9.30 i professionisti risponderanno alle richieste di informazioni dei cittadini con particolare riguardo all’orientamento ai servizi sanitari, alle problematiche diabetiche, cardiovascolari, di assistenza domiciliare e ai servizi sociali.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

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E’ stato un successo l’Open Safety day promosso dalla Regione Emilia Romagna con la campagna “Sicurinsieme”, che si è svolto ieri, 17 settembre, in tutti gli ospedali del presidio provinciale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Appropriato utilizzo dei farmaci, igiene delle mani, prevenzione delle cadute, corretta identificazione del paziente sono i temi sui quali, nell’ambito della campagna regionale dedicata, in occasione della Giornata per la Sicurezza delle cure progettata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche l’Azienda Usl – IRCCS di Reggio Emilia ha confermato la propria attenzione speciale.

Ieri ai banchetti predisposti per accogliere i cittadini negli ospedali di Reggio Emilia, Guastalla, Correggio, Castelnovo né Monti, Montecchio, Scandiano si sono fermati a dialogare con i medici e gli infermieri quasi 600 cittadini. Parte di questi hanno colto l’occasione per attivare il Fascicolo sanitario elettronico, archivio on line consultabile in modo semplice e gratuito, strumento in grado di semplificare i rapporti tra Sanità e cittadino e di favorire la sicurezza perché consente di rendere facilmente rintracciabili, se il cittadino lo desidera, i propri dati sanitari. A tutti gli utenti sono stati presentati gli obiettivi della giornata, spiegati i depliant e consegnati flaconi gratuiti di gel alcolico.

All’Arcispedale Santa Maria Nuova quattro operatori tra medici e infermieri sono stati impegnati presso il punto informativo dalle 9 alle 14. Si sono avvicinati 114 cittadini. 

All’Ospedale San Sebastiano di Correggio sono stati operativi dalle 9 a mezzogiorno due operatori. Si sono registrati più di 100 contatti.

All’Ospedale Civile di Guastalla 62 cittadini si sono fermati ad ascoltare le spiegazioni dei professionisti.

All’Ospedale Franchini di Montecchio dalle ore 9 alle ore 12.30 i due operatori presenti hanno parlato con 92cittadini. 

Al Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti 114 persone di cui circa 30 dipendenti hanno ricevuto le informazioni sulla Sicurezza delle cure. Sono stati distribuiti 100 flaconi di gel alcolico per il lavaggio delle mani.

All’Ospedale Magati di Scandiano con una postazione aperta dalle 9 alle 12 sono stati informati circa 70 utenti, molti dei quali hanno poi effettuato un passaggio all’URP per l’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Il Servizio sanitario regionale e le strutture che ne fanno parte operano quotidianamente per garantire la sicurezza dell’assistenza, con processi organizzativi di gestione del rischio e sistemi di monitoraggio che, spesso neppure conosciuti né percepiti dai pazienti, rappresentano un riferimento primario per gli operatori e una garanzia fondamentale per tutti. Informazioni e materiali sono consultabili sul portale Salute della Regione alla pagina http://salute.regione.emilia-romagna.it/sicurinsieme e sul sito dell’Ausl di Reggio Emilia www.ausl.re.it.

Le foto dei banchetti dai 6 ospedali

È prevista per domani 2 agosto l’attivazione del nuovo reparto di Ortopedia e Traumatologia al 4° piano di uno dei corpi storici dell’ospedale Santa Maria Nuova. Inaugurato ufficialmente il 5 luglio scorso, il settore accoglierà l’attività di degenza ortopedica e ortogeriatrica. Nei 1.100 metri quadrati recentemente riqualificati trovano posto 42 letti, distribuiti in 18 stanze di degenza dotate di servizi igienici, oltre a locali di servizio e di supporto.

L’intervento ha creato spazi confortevoli dal punto di vista alberghiero e razionali da quello dell’organizzazione dell’assistenza, superando i limiti posti dall’età dell’edificio costruito oltre 50 anni fa. L’adeguamento alle normative sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi ha reso necessario: ottimizzare l’accessibilità a stanze e servizi igienici attraverso varchi più ampi, rifare le finiture interne, gli infissi, gli impianti di climatizzazione e sicurezza.

Il progetto prevede che allo stesso piano sia collocato il reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa dopo lavori di riqualificazione che prenderanno il via entro pochi mesi e che restituiranno 2.180 metri quadrati interamente rinnovati grazie anche all’importante contributo di 2 milioni di euro da parte della Fondazione Cuvier Boni.

Il reparto è raggiungibile dal Gruppo Salita 3 – percorso blu.

Fonte: Ausl RE

E’ pienamente operativa la nuova TAC a 64 strati recentemente installata all’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti, che va a sostituire la macchina del 2006. Il costo dell’apparecchiatura, acquistata tramite convenzione Consip, è  di € 241.490 + IVA.

La nuova TAC è molto più rapida della precedente nell’esecuzione dell'esame, mentre i tempi di ricostruzione delle immagini e di refertazione medica rimangono invariati. 

Con la nuova macchina si ha un risparmio nell’erogazione della dose di radiazioni ai pazienti di circa un 30%, grazie a nuovi algoritmi elettronici di ricostruzione. Oltre a garantire un aumento della qualità delle immagini, permette di incrementare la tipologia delle indagini che si possono fare a Castelnovo ne’ Monti; in particolare, si potranno fare studi vascolari, sia al sistema vascolare periferico che al sistema nervoso centrale. Anche le indagini del sistema vascolare dei tronchi sovraortici avranno benefici tecnologici notevoli.

La macchina è stata montata seguendo un cronoprogramma preciso e puntuale, in tempi strettissimi: dopo le prove strutturali del locale che ospita la TAC avvenute a metà aprile, per motivi tecnici di progettazione e burocratici legati alla acquisizione ministeriale, la nuova tecnologia  poteva in effetti essere montata solo  fra il 15 maggio e il  30 giugno. Il cronoprogramma di sostituzione ha  previsto la formazione dei tecnici sanitari di radiologia all'Ospedale di Fidenza, ove è presente una tecnologia uguale, così da renderli pressoché autonomi già dal giorno di consegna dell’attrezzatura.

Gli esami che erano già prenotati da mesi nel periodo di sostituzione, sono stati tutti anticipati.

Il Dipartimento di Diagnostica per Immagini ha poi organizzato percorsi dedicati per gli esami TAC dei ricoverati o da Pronto Soccorso all’Ospedale Magati di Scandiano o all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia per far fronte ai 15 giorni di fermo dell'attività: dal 17 giugno al 2 luglio.

La nuova macchina, infatti, è stata "accesa" il 3 luglio 2019, ed ha iniziato immediatamente a far fronte a tutte le esigenze dell’ospedale montano.

La diagnostica per immagini dell’Ospedale Sant’Anna, diretta dal Dr. Pierpaolo Pattacini, nel 2018 ha effettuato 2616 TAC su pazienti ricoverati, da Day Hospital o da Pronto Soccorso e 3462 TAC su pazienti ambulatoriali.

Nuovo reparto di Ortopedia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Con il rilevante contributo della Fondazione Cuvier Boni sono stati riqualificati oltre 1000 metri quadrati al 4° piano del corpo storico. Giunge a compimento la prima parte del progetto che, dal 2020, vedrà allo stesso piano anche la specialità riabilitativa per un totale di 72 posti letto.

Reggio Emilia 

Si è svolta questa mattina alla presenza delle autorità e della cittadinanza l’inaugurazione del nuovo reparto di Ortopedia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. La sua attivazione completa la prima fase del progetto di riqualificazione del quarto piano di uno dei corpi storici dell’ospedale (Corpo C).

I lavori hanno interessato 1.100 metri quadrati dei complessivi 2.180 previsti dal progetto di collocazione, al medesimo piano, delle Strutture di Ortopedia, Medicina Riabilitativa e del settore ortogeriatrico, progetto che arriverà a compimento entro il prossimo anno e che ha goduto del rilevante contributo di 2 milioni di euro da parte della Fondazione Cuvier Boni di Reggio Emilia. Si tratta di uno degli interventi di ristrutturazione dei fabbricati storici dell’Ospedale che può contare complessivamente su oltre 9 milioni di euro di finanziamenti statali e regionali.

Le 18 stanze di degenza del nuovo reparto ospitano 42 posti letto e sono dotate di servizi igienici dedicati.  A queste si affiancano locali di servizio e di supporto. L’intervento ha creato spazi di degenza confortevoli dal punto di vista alberghiero e razionali da quello dell’organizzazione dell’assistenza, superando i limiti posti dall’età dell’edificio costruito oltre 50 anni fa. L’adeguamento alle normative sui requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi e di miglioramento degli standard di accoglienza ha reso necessario: ottimizzare l’accessibilità a stanze e servizi igienici attraverso varchi più ampi; rifare le finiture interne, gli infissi, gli impianti di climatizzazione e sicurezza; razionalizzare gli assetti logistici e distributivi.

“È motivo di grande soddisfazione e orgoglio essere qui oggi per l’inaugurazione di questo nuovo reparto, parte di un’opera di riqualificazione che renderà sempre più l’Arcispedale punto di riferimento d’eccellenza della nostra sanità- ha sottolineato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini-. Parliamo di un intervento realizzato anche grazie a una straordinaria collaborazione, non solo economica, tra pubblico e privato, con i finanziamenti regionali e statali e il rilevante contributo della Fondazione Cuvier Boni, che desidero ringraziare di cuore. Da parte nostra- ha aggiunto il presidente- continuiamo sulla linea che abbiamo tracciato sin qui: costruire nuovi ospedali laddove necessario, ammodernare quelli esistenti e assumere nuovi medici, infermieri e operatori per migliorare ulteriormente i servizi ai cittadini. Questa è la sanità che vogliamo e per cui continuiamo a lavorare, senza accontentarci dell’esistente, che pure colloca già l’Emilia-Romagna ai vertici in Italia”.

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Al centro Nino Giordano Ruffini, a sinistra Giammaria Manghi e Luca Vecchi, a destra Giorgio Zanni; alle loro spalle, da destra; il Presidente Stefano Bonaccini, Giorgio Mazzi, Direttore del Presidio ospedaliero provinciale, Ettore Sabetta, Direttore del Reparto di Ortopedia.

 “La scelta di sostenere questo progetto – ha ricordato l’avv. Nino Giordano Ruffini, Presidente della Fondazione Cuvier Boni - è avvenuta in piena coerenza con gli scopi istituzionali della Fondazione, attenta da sempre, per volontà statutaria dello stesso cav. Boni, alla cura e al benessere della popolazione anziana. Crediamo che una donazione come questa sia un esempio di valorizzazione sociale della ricchezza privata”.

La somma messa a disposizione dalla Fondazione ha coperto gli oneri di progettazione esecutiva e di realizzazione dell’intervento nonché la dotazione di attrezzature sanitarie. 

“La riqualificazione degli edifici storici, per quanto complessa, rappresenta un traguardo importante perché tende a valorizzare il patrimonio di cui l’Azienda dispone. Questa generosa donazione conferma il sostegno del nostro territorio ai servizi pubblici e ai nostri professionisti” ha sottolineato il Direttore generale dell’Azienda Usl IRCCS di Reggio Emilia Fausto Nicolini.

 

Il progetto del 4° piano del Corpo C

Il progetto di nuova collocazione ad uno stesso piano delle Strutture di Ortopedia, Medicina Riabilitativa e del settore ortogeriatrico, nato nel 2016, trae origine dall’osservazione del progressivo invecchiamento della popolazione (nella nostra provincia la percentuale di ultrasessantacinquenni supera il 20%). Il cambiamento, particolarmente evidente nel corso dell’ultimo ventennio, ha visto crescere il numero di pazienti anziani che incorrono in traumi (circa 1.000 presi in carico annualmente dai due reparti) e necessitano, pertanto, di interventi ortopedico-riabilitativi. Il progetto intende ottimizzare l’assistenza ospedaliera a questa fascia di popolazione, rendendo coerente anche dal punto di vista logistico l’interazione tra le specialità interessate, dal trattamento chirurgico alla riabilitazione, per favorire un quanto più rapido recupero dell’autonomia del paziente e ridurre le complicanze date da degenza e allettamento.

La soluzione del 4° piano del Corpo C, razionale dal punto di vista planimetrico, riduce i percorsi orizzontali e agevola i collegamenti per linee verticali, favorendo l’incontro tra professionisti e la gestione collegiale dei casi. La vicinanza delle palestre facilita, inoltre, i percorsi di pazienti e operatori.

Gli spazi interessati dall’intervento sono 2.180 metri quadrati collocati al 4° piano del Corpo C dell’ospedale. Allo stesso piano dell’attiguo Corpo B, già oggetto di riqualificazione nel 2015, sono ospitati 17 tra studi medici e ambulatori e il settore post-operatorio (room) ortopedico.

Entro il 2020 sarà realizzata la riqualificazione dei restanti 1.080 metri quadrati del piano con l’allestimento di ulteriori 6 posti letto ortopedici e del nuovo Reparto di Medicina Fisica e Riabilitativa dotato di 24 posti di degenza che porteranno a 72 letti la capienza complessiva del quarto piano. Il risultato vedrà ambienti a comfort alberghiero migliorato con benefici significativi sulla qualità di vita dei pazienti ricoverati.

Il progetto comporta un investimento complessivo di 3 milioni 924 mila euro, 2 milioni dei quali sono stati donati dalla Fondazione Cuvier Boni. La restante parte è attinta da Fondi Ministeriali assegnati nell'ambito dell'accordo di programma 2012. La somma messa a disposizione dalla Fondazione ha coperto gli oneri di progettazione esecutiva e realizzazione dell’intervento e di acquisizione delle attrezzature sanitarie.

 

La Fondazione Cuvier Boni

Istituita nel 2009 per testamento del Cavaliere Cuvier Boni, la Fondazione è un ente di diritto privato riconosciuto con provvedimento della Giunta della Emilia-Romagna. Cuvier Boni, deceduto nel 2007, era originario di Rosano di Vetto in provincia di Reggio Emilia. Imprenditore tessile profondamente legato al territorio della montagna reggiana, il Cavalier Boni ha dato esempio di alto valore sociale e umano con opere di rilevanza per la comunità, quali la casa protetta per anziani inaugurata a Vetto nel 1994 e intitolata alla memoria della moglie Maria Boni Spaggiari La Fondazione, memore del suo esempio, prosegue il cammino tracciato, potendo contare sulla disponibilità del cospicuo patrimonio oggetto del lascito testamentario. Attivo nei settori di interesse statutario, l’ente dedica attenzione a interventi di rilevanza sociale a favore dei soggetti più fragili e degli anziani, a fianco di Istituzioni e Associazioni di Volontariato. Significativa la donazione della Risonanza Magnetica dell’Ospedale di Castelnovo ne’ Monti, nel 2010, in occasione dell’ampliamento del Reparto di Diagnostica per Immagini e il contributo di due ecografi portatili, nel 2011, al Reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Del Consiglio Direttivo della Fondazione fa parte il Presidente Avv. Nino Giordano Ruffini e due componenti che sono espressione del Comune di Reggio Emilia e della Curia Vescovile. La sede legale è in Piazza della Vittori n.1 a Reggio Emilia.

 

Per prepararsi con strumenti opportuni a questi cambiamenti, nasce “Open G”, progetto di ascolto e consultazione psicologica voluto dalla Regione Emilia-Romagna. L'adolescenza e la prima fase dell'età adulta costituiscono, oggi più che mai, un passaggio delicato nella formazione personale. Sorgono problemi e dubbi legati al mutato rapporto con il proprio corpo, gli amici, la famiglia, la scuola. Il progetto personale di formazione va delineandosi e attraversa momenti critici che, se non adeguatamente affrontati e supportati, possono arrivare a incidere sulla personalità dei futuri adulti. 

L'apertura del punto d'ascolto fa parte della progettualità inserita nel Piano di Zona per la Salute e il Benessere Sociale 2018-2020.

Obiettivo è l’incontro con ragazzi e ragazze, ed eventualmente con i loro genitori, che, nella fascia di età 14-28 anni  affrontano un momento di difficoltà.

Open G è un progetto dell'AUSL dedicato ai giovani e agli adolescenti, attivo in tutti i distretti.

L'Open G prevede un'accoglienza riservata e facilitata per tutti quei giovani che manifestino situazioni di disagio, di blocco psicologico e di malessere nella sfera emotiva allo scopo di accompagnarli nelle fasi di maturazione psicofisica e di transizione alla personalità adulta.

Il progetto dedica un punto unico di accesso così articolato: uno spazio giovani consultorio psicologico, rivolto a ragazzi e familiari 14-19 anni e un centro adolescenza giovane età adulta (14-28 anni),  per consultazioni individuali e servizi di psicoterapia breve. 

L'accesso avviene tramite telefonata alla segreteria telefonica attiva 24 ore su 24 ai numeri:

Reggio Emilia 0522335637

Guastalla 0522837522

Montecchio 0522860110

Scandiano 0522850380

Castelnuovo Monti 0522617395

Correggio 0522630300

Al massimo entro tre giorni lo psicologo richiamerà per fissare l'appuntamento.

Il servizio è gratuito.

L’Open G è in stretto collegamento con lo Spazio Giovani consultorio ostetrico ginecologico aperto in ogni distretto per tutti gli adolescenti dai 14 ai 19 anni, ad accesso libero, dove oltre alla consulenza ostetrico-ginecologica si può avere la contraccezione gratuitamente.

Per informazioni www.ausl.re.it

 

Anche quest’anno l’Azienda Usl Irccs, il Comune di Reggio Emilia, ASP Reggio Emilia - Città delle persone in collaborazione con altri enti e associazioni (Auser, Emmaus, Croce Verde, Croce Rossa, Infermiere Volontarie CRI,  Coordinamento provinciale dei Centri Sociali, Azienda FCR di Reggio Emilia e i Comuni del Distretto di Reggio) hanno definito il piano di intervento per promuovere azioni volte ad alleviare, nel periodo estivo, la solitudine delle persone anziane e a soccorrerle in caso di bisogno.

Questo periodo dell’anno rappresenta un momento critico, perché i consueti riferimenti familiari e sociali si indeboliscono o vengono meno, mentre aumenta la sensazione di isolamento e il senso di insicurezza a fronte dei piccoli e grandi problemi che si possono presentare nella vita di tutti i giorni. Tale situazione può anche comportare conseguenze gravi, nel momento in cui l’anziano, in difficoltà, non sia in grado di attivarsiautonomamente per chiedere aiuto ai servizi specifici a sua disposizione. Il piano emergenza caldo è pensato per questo e consente di attivare tempestivamente i Servizi sanitari e/o i Servizi Sociali.

Per i cittadini del Distretto di Reggio Emilia, il piano prevede l’attivazione del centro di ascolto telefonico tel: 0522 320666, per aiutare le persone che rimangono in città nei giorni più caldi e che possono avere bisogno d’assistenza o anche solo di scambiare due parole al telefono. Il numero è attivo dal 3 giugno al 13 settembre 2019 dalle ore 9 alle ore 12 dalle ore 15 alle ore 18 da lunedì a venerdì; dalle ore 9 alle ore 18 il sabato e la domenica.

Le elevate temperature richiedono che le persone anziane adottino alcuni comportamenti utili a fronteggiare il caldo.

I medici ribadiscono:

  •          l’invito a bere molto e spesso, acqua e the, succhi di frutta, anche in assenza di stimolo alla sete, evitando superalcolici, caffè e in generale le bevande ghiacciate; 
  •          consumare molta frutta e verdura, anche sotto forma di frullati e centrifugati. Frutta e verdura contengono una grande percentuale di acqua e sono fonte naturale di vitamine e sali minerali; evitare inoltre bevande e cibi troppo caldi o troppo freddi;
  •          fare pasti leggeri e frequenti;
  •          uscire di casa nelle ore di meno calde, nelle prime ore del mattine e dopo le 19;
  •          quando si esce è consigliabile coprirsi il capo e proteggere gli occhi con occhiali da sole; indossare abiti comodi e leggeri, chiari, non aderenti e di fibre naturali (cotone e lino), perché il materiale sintetico scalda e impedisce al corpo di disperdere il calore;
  •          fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea;
  •          se si usano ventilatori per far circolare l’aria, non rivolgerli direttamente sul corpo;
  •          arieggiare la casa, in particolare durante le ore più fresche;
  •          se si utilizzano climatizzatori, regolare la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto alla temperatura esterna.

Sul sito internet dell’Azienda USL www.ausl.re.it e Comune www.comune.re.it è possibile consultare e scaricare opuscoli con informazioni utili per fronteggiare le ondate di calore.

 

Controlli gratuiti al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, domenica 19 maggio, in occasione della Giornata di Prevenzione per la lotta all’Ictus Cerebrale. Con l’obiettivo di sensibilizzare e informare dalle ore 8.30 a mezzogiorno, ai Poliambulatori dell’Arcispedale in Viale Risorgimento 80, saranno effettuati accertamenti gratuiti dei parametri collegati ai più importanti fattori di rischio vascolari: glicemia, colesterolo, pressione arteriosa e determinazione del ritmo cardiaco.

Ci sarà anche la possibilità di una valutazione multidisciplinare e individualizzata del rischio cerebrovascolare, corredata dall’indicazione delle strategie di modifica dello stile di vita e di controllo dei fattori di rischio che aiutano a prevenire le manifestazioni delle malattie cerebrovascolari. In presenza di un rischio cardio-vascolare elevato saranno consigliati adeguati approfondimenti.

L’iniziativa di prevenzione è organizzata nella nostra provincia da A.L.I.Ce. Reggio Emilia (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale), in collaborazione con il reparto di Neurologia dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia. Sono stati coinvolti attivamente ilDipartimento di Cure Primarie dell’Ausl con Luoghi di Prevenzione e numerosi medici e infermieri dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. “La prevenzione è la strategia più efficace per diminuire l’incidenza dell’ictus – ricorda il presidente dell’associazione Paolo Viappiani -. Nel 2017 si sono registrati oltre 1000 pazienti con ictus ischemico e oltre 250 pazienti con ictus emorragico solo nella provincia di Reggio Emilia. L’ictus è la patologia che causa oggi il più alto numero di disabili. Risultano pertanto importanti le giornate che organizziamo per sensibilizzare la popolazione sul tema”.

L’ictus è un disturbo improvviso della circolazione cerebrale che colpisce sedi differenti del cervello determinandone la perdita di funzione (spesso irreversibile) e i deficit neurologici avvertiti dal paziente. Esso si manifesta di solito senza sintomi dolorosi, spesso con interessamento di importanti funzioni (linguaggio, motricità, vista, sensibilità e coordinazione). Ogni anno, nel nostro Paese, vengono registrati circa 200mila nuovi casi di ictus cerebrale, dei quali 4.200 riguardano soggetti con età inferiore ai 45 anni. La mortalità a 30 giorni dopo un ictus ischemico è pari al 20% mentre in caso di ictus emorragico la percentuale di mortalità sale al 50%. Tra i fattori di rischio dell’ictus ci sono, oltre all’ipertensione arteriosa, il fumo, il diabete, l’ipercolesterolemia e la fibrillazione atriale (FA), quest’ultima responsabile di circa il 20% di tutti gli ictus ischemici.

“E’ fondamentale – sottolinea il dottor Franco Valzania, direttore della Neurologia - che nella popolazione cresca la consapevolezza che per le malattie cerebrovascolari la conoscenza dei fattori di rischio e la conseguente modificazione dello stile di vita (abolizione fumo, controllo abitudini alimentari e peso corporeo, promozione dell’attività motoria) possono ridurre in maniera sensibile il rischio di ictus. In quest’azione di esecuzione di controlli periodici e di prevenzione il paziente ha quindi un ruolo attivo e responsabile nel determinare la propria salute futura”.

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