Domenica, 02 Agosto 2026 06:58

Ora d’aria: Ambulanza Veterinaria In evidenza

Scritto da Francesca Dallatana

Pazienti con la coda. Animal Care Unit

Di Francesca Dallatana Parma, 02 agosto 2026 -

Gentilmente formali, come impone una divisa. La loro è sobria e scura. Sono militi volontari della solidarietà. Nella ampia e tradizionale cornice di quella sanitaria e sociale, praticata dalla Assistenza Pubblica di Parma da oltre centoventi anni. Dedicano tempo e impegno ai quattro zampe in difficoltà, cani o gatti.

Dove c’è un animale da compagnia, c’è un umano in ansia. Dei due, pet e umano, non si sa chi sia di supporto all’altro. Inespressa e intricata matassa di emozioni.

Attesa e spazio

La sede della divisione veterinaria condivide la base operativa di via Gorizia dell’Assistenza Pubblica di Parma. E’ una sua modulazione, in sintonia con l’evoluzione sociale. Da tempo cani e gatti sono membri effettivi delle famiglie italiane: dalla famiglia con componenti di diverse generazioni fino al single con il cane o il gatto.

La sede di via Gorizia è un alveare di spazi conchiusi. Persone in divisa arancione, quella della Assistenza Pubblica, vanno e vengono; militi non in servizio e visitatori sono in abiti quotidiani; alcuni con la casacca d’ordinanza e i jeans.

L’attesa della chiamata per il servizio è un brulicare di attività. All’apparenza, minime e non dirette allo scopo. Nei fatti: azioni necessarie per rendere operativa l’azione.

La temperatura all’interno placa l’ansimare del respiro come sull’ambulanza in movimento, in questo spezzone di estate costretto nella morsa di un implacabile caldo.

Cronistoria

Maurizio Romanelli è il responsabile della divisione veterinaria dell’Assistenza Pubblica di Parma. Coordinatrici operative e progettuali: Irma Oppici e Doriana Zanichelli. Composito per età e status occupazionale, il gruppo di volontari di quasi cento persone.

Nel 2019 Maurizio Romanelli propone il servizio al Consiglio della Assistenza. Pubblica. Poi, il Covid e il seguente lockdown congelano l’idea e bloccano l’operatività. Ma il Consiglio direttivo non abbandona l’idea alla polvere dell’oblio.

Nel 2023, il 13 dicembre, il nuovo servizio dell’unità veterinaria  viene ufficialmente inaugurato.

L’obiettivo del servizio – spiega Maurizio Romanelli - è mettere a disposizione l’ambulanza alle persone fragili per il traporto degli animali da compagnia. Il servizio risponde a richieste in emergenza nelle fasce orarie nelle quali il servizio è attivo e a servizi prenotati. Le destinazioni sono i punti di cura e soccorso - studi di medici veterinari e ospedale veterinario -in città e in provincia oppure altrove, su prenotazione.

Un primo bilancio

Nel 2024: 212 interventi. “Ci ha chiamato soprattutto il canile. Ci siamo fatti conoscere in città anche dai privati cittadini e abbiamo reso più vivaci le relazioni con le associazioni, come Rescue Dogs e altre.”, spiega Maurizio Romanelli

Nel 2025: 268 interventi. A rodaggio avanzato è aumentato il numero di richieste di cittadini e ha superato quelle del canile.

Il 2026 registra un alto numero di richieste, in aumento rispetto ai primi anni.

Il bilancio più importante non è quantitativo. E’ il bilancio sociale: il tracciamento dell’impatto sociale del servizio e delle azioni della divisione veterinaria sulla comunità di riferimento, cioè sui micro mondi vitali. La contaminazione culturale sui temi relazionali e di cura parte dalla formazione e si insinua fra le pieghe delle azioni operative del servizio.

La preparazione.

Il primo anno è stato di rodaggio. Il gruppo di lavoro si è preparato al nuovo servizio grazie a un corso di formazione, che ha coinvolto diversi professionisti in ambito veterinario con competenze sanitarie, relazionali e di soccorso. Il responsabile descrive il fitto ordito di collaborazioni e fa nomi e cognomi: primi fra tutti quelli di Luca Zarenghi, medico veterinario, e di Jair Zurolo, presidente di Rescue Dogs. Due professionisti di spessore ai quali si sono aggiunti colleghi e collaboratori che hanno reso esaustivo e ricco di contenuti il corso per i volontari dell’ambulanza veterinaria, fino alla sua nuova edizione.

Il corso dovrebbe essere seguito da tutti i cittadini, per cultura personale. Come quello tradizionale per i volontari della Assistenza Pubblica. Nei momenti di difficoltà è importante sapere che cosa non dobbiamo fare per non aggravare la situazione. Lo sappiamo solo se preventivamente ci siamo posti il problema, ci siamo adeguatamente formati”, fa notare Irma Oppici. La cultura cinofila e la generale consapevolezza in ambito veterinario, in Italia, sono di basso livello. Diffondere le buone pratiche e avvicinare il cittadino ad un comportamento attento e rispettoso è uno degli obiettivi dei volontari. E’ molto chiaro per loro.

Le sfumature della società: non sono immediatamente visibili. Perché intrappolate nei non detti della quotidiana ipocrisia dell’apparire. I volontari della divisione veterinaria non vanno a caccia di sfumature. Ma ci inciampano.

Danno risposte concrete ai bisogni: aiutano a raggiungere il luogo di cura, attendono che il medico veterinario si occupi del paziente e ritornano all’abitazione di partenza, con umano e animale da compagnia.

Irma Oppici è essenziale nella descrizione degli interventi. Fino a quando la formalità della narrazione va in frantumi nell’alveo dell’umanità. Le è capitato di incontrare persone in difficoltà economica che antepongono le esigenze del loro coinquilino a quattro zampe ai loro personali bisogni di cura. “Nel tempo della presa in carico e del trasporto, in andata e ritorno, si parla del motivo dell’intervento di cura necessario. Capita, qualche volta, che il discorso cada sulla relazione tra la persona e l’animale. E incontriamo solitudini non dichiarate, ma tenute nel privato del silenzio”, fa notare la coordinatrice. La preoccupazione fa cadere la censura del riserbo.

Ci occupiamo del trasporto del cane. Prestiamo molta attenzione anche all’accompagnatore o all’accompagnatrice. Spesso chiedono consigli. Noi non siamo medici veterinari e lo sappiamo ma quando è possibile orientare ad organizzazioni sul territorio e dare informazioni lo facciamo molto volentieri. Fa parte della nostra missione solidale. La vicinanza umana riguarda il paziente ma anche il suo accompagnatore umano.”

Solitudini e nuove povertà viste dalla feritoia delle azioni di aiuto e di mutuo soccorso. Spunti che movimentano il dialogo-intervista con il responsabile del servizio della divisione veterinaria e con Irma Oppici. Riflessioni condivise e temi che rompono la barriera di formalità imposta dalle divise. E animano i volti degli intervistati. Riportandoli in un balzo alla motivazione profonda della loro missione quotidiana di militi volontari.

Donne e uomini della divisione veterinaria.

All’impegno di Irma Oppici, datato 2018, e a quelli di Maurizio Romanelli, a partire dal 2006, si aggiunge il gruppo di militi volontarie che partecipano alla narrazione corale della cronaca di vita quotidiana dell’unità veterinaria: Sonia Capelli, Maria Romina Chelli, Maria Chiara Delfini, Isabella Friggeri. Quasi tutte new entry, dal primo corso di formazione in poi. Sono in squadra con gli altri colleghi a rispondere alle esigenze di pazienti e accompagnatori in cerca di aiuto.

Tutti i militi presenti all’intervista hanno un convivente con la coda. Irma Oppici ha adottato il suo amico quadrupede diversi anni fa, prima di diventare una volontaria della Assistenza Pubblica. E’ con l’esempio che esprime la sua opinione sulle adozioni. “Il mio cane - dice - era stato restituito dopo la prima adozione. Una istruttrice mi ha ricordato che un cane amato e seguito con intelligenza e attenzione può superare gli ostacoli, insieme al suo umano di riferimento. Così è stato. Ed è così che continua la relazione con questo familiare con la coda.”

Il tono del racconto dei militi è colorato e caldo, proprio come quello della coordinatrice. Umanità e affettività nel tempo delle parole fuori dal perimetro del servizio infrangono la postura professionale. Increspature per frammenti di tempo. Per ritornare, in un battito d’ali, al mood professionale e al contenuto del lavoro.

Il mezzo, i mezzi di soccorso.

Sono più di uno i mezzi di soccorso, a partire dal telefono. La telefonata stabilisce il contatto e permette di raccogliere informazioni: identificazione del chiamante, descrizione del paziente e del motivo della richiesta, luogo da raggiungere e informazioni sulla casa. Dove, quando, come, perché: le informazioni permettono di organizzare il servizio.

Due, i mezzi di trasporto: l’ambulanza e un Suv attrezzato. L’ambulanza era destinata in precedenza ai servizi rivolti alle persone ed è stata adeguata alle esigenze degli animali di diverse dimensioni. Un vano ampio e curato nei minimi dettagli con gli strumenti necessari: barella, barella spinale cosiddetta a cucchiaio, tappetini per la seduta oppure per la posizione orizzontale; guinzagli e museruole per ogni tipo di esigenza, uno spazio per gli accompagnatori umani e per il milite. “E l’ossigeno, che è un farmaco. Per somministrarlo è necessaria la prescrizione medica. Chiediamo il supporto di un medico veterinario, in presenza, quando possibile, oppure al telefono”, sottolinea Irma Oppici.

Militi e passeggeri.

La coordinatrice non si ferma alla descrizione dell’ambiente di accoglienza dell’animale ma fa notare anche la porta scorrevole che separa la postazione di guida  dall’interno del mezzo. “La chiusura e l’apertura di questo sportello mobile - spiega - dipendono anche dal paziente trasportato. Da come si sente nello spazio dell’auto-ambulanza, dalle sue abitudini e attitudini a rimanere negli spazi chiusi. Ci è capitato di trasportare un cane di grossa taglia con l’educatore al seguito. Ci ha chiesto di chiudere cortesemente la porta. Non temeva reazioni aggressive. Semplicemente l’ambulanza rappresentava un ambiente nuovo e intravedere uno spazio inesplorato avrebbe potuto aggiungere inquietudine e incertezza. Meglio lo spazio chiuso in compagnia dell’educatore con il quale aveva già instaurato un rapporto di conoscenza.”

Educatore e cane di grossa taglia: è un’informazione che racconta una tipologia di trasporto, forse dal canile verso un luogo di cura. Oppure dal canile verso una famiglia interessata alle adozioni. E’ ancora Irma Oppici a ritornare alle adozioni. “Ci è capitato di portare dal canile alla casa della nuova famiglia un cane accompagnato da un operatore. Le adozioni sono anticipate dagli incontri, non solo tra il cane o il gatto e l’umano ma anche con gli spazi della casa e con gli altri animali da compagnia della famiglia. L’adozione deve essere preparata da un processo di avvicinamento e graduale.” Il tragitto in ambulanza è foriero di attenzione e di parole. Ai militi capita di raccontare, in forma di suggerimento, anche brandelli della propria esperienza. Frammenti di vita personale si intrecciano la relazione professionale ispirata all’efficacia e all’efficienza.

Il servizio, il futuro.

Gruppo misto, per età e per esperienze pregresse: i militi della divisione veterinaria. Stessa profonda motivazione a diffondere la cultura cinofila. Davanti all’ambulanza veterinaria le voci delle militi presenti si confondono e fanno eco ai messaggi e allo stile della coordinatrice e del responsabile.

Il servizio è sostenuto da due sponsor: un’importante azienda alimentare con sede in provincia di Parma e un produttore di cibo per animali.

Quando: dal lunedì al venerdì: dalle ore nove alle ore tredici e dalle ore quindici alle ore diciannove; sabato: dalle ore nove alle ore tredici.

L’obiettivo è estenderlo anche nei giorni festivi e negli orari notturni. Ci stiamo organizzando”, assicura Maurizio Romanelli.

I contatti: il telefono +39 0521 22 49 99; oppure scrivere per prenotazioni a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il costo è alla portata di tutti. I militi della divisione veterinaria ascoltano e – insieme all’umano dall’altra parte del telefono – cercano una soluzione. La trovano.

Con questo servizio di aiuto completiamo il ventaglio del nostro contributo sociale, in capo al nostro ruolo istituzionale”, conferma Maurizio Romanelli.

Non è una prerogativa degli umani il benessere sociale.

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(Link rubrica:  La Biblioteca del lavorolavoro migrante ”  e  Gente di Fabbrica https://gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=francesca%20dallatana&searchphrase=all&Itemid=374 

   https://www.gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=lavoro%20migrante&ordering=newest&searchphrase=exact&limit=30)

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