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Gli animali sul lavoro? Un toccasana. In USA timbrano il cartellino! Ecco perché... In evidenza

Il beneficio dei pet sul luogo di lavoro è dimostrato da diversi studi. In Italia ancora non si coglie l'opportunità data dagli animali accanto la scrivania.... E voi, portereste in ufficio il vostro cane?

Di Alexa Kuhne

Parma, 27 febbraio 2016

Gli animali alla scrivania aumentano buon umore e produttività. Chi adora gli amici a 4 zampe non rimarrà sorpreso da questa affermazione perché già conosce gli effetti benefici della convivenza.
Saranno i più recalcitranti nei confronti dell'attaccamento viscerale tra umani e pet a rimanere meravigliati da quello che la scienza ha scoperto.
Soprendente è, in particolar modo, non solo un'innata capacità curativa per molte patologie umane, ma anche l'azione terapeutica in ufficio.

"I benefici riguardano – conferma Diego Santini, veterinario e scrittore -il delicato campo affettivo, comportamentale e sociale. La trasmissione di sensazioni positive ha radici antiche e non è certamente una 'degenerazione' moderna quella di scegliere di condividere con loro gli spazi domestici e non solo. Per esempio, per aiutarsi a ricevere messaggi di serenità, per superare un certo disagio emotivo o per favorire il relax dell'anima i Cinesi, fin dal Medioevo, hanno cercato di avere a portata di vista un acquario o una vasca, anche esterna, animata da pesci dai colori più ricercati: dal bianco al rosso, da quelli maculati a quelli striati, da quelli con tre pinne caudali a quelli con degli occhi giganti. L'adozione di acquari in certi ospedali ha dimostrato di essere in grado di ridurre fra i pazienti l'ansia generata dalla malattia e il senso di solitudine legato alla presenza di camici bianchi e ambienti asettici".

Se l'effetto rasserenante si può ottenere con la semplice osservazione, figuriamoci quali possano essere i risultati se ci si prende cura di cani, gatti e altro, animali che possono comunicare e interagire con noi, hanno pensato gli scienziati a stelle e strisce. E lì a dimostrare la tesi.
"La convivenza costante è la medicina migliore per certi cuori – dice il dott. Santini -. E' ormai dimostrato infatti che diminuisce l'ansia, aumenta l'autostima, riduce la sensazione di solitudine e migliora il desiderio di contatto con gli altri. Inoltre aumenta i livelli cerebrali di serotonina, mediatore neurologico e vero antidoto alla depressione".
Questa 'medicina' per il cuore e per la mente sembra avere pochi effetti collaterali e infatti conferma l'esperto che "c'è solo qualche piccolo inconveniente tecnico che nella vita di tutti i giorni come in ufficio dovremo imparare ad evitare".
E' lampante che l'animale che meglio si adatta come 'assistente' sul posto di lavoro è il cane.

Gli americani lo hanno già capito da tempo e hanno proprio adottato una politica di incentivazione e assistenza per i dipendenti che vogliono il pet in ufficio, convinti da illustri università statunitensi come quella di Miami, della Virginia e dall'Ucla Depression Reserach and Clinic che hanno dimostrato come la Pet Therapy aziendale diminuisca i livelli di stress fra i dipendenti e aumenti la collaborazione fra colleghi, la capacità di fare gruppo, la fiducia, la diminuzione delle assenze per malattia e, soprattutto, la produttività. Al momento sono ancora poche le aziende in Usa che hanno aperto le porte agli animali, circa il 17%, ma fra queste ci sono colossi come Amazon e Google.
"In Giappone – racconta Santini - la Ferray corporation di Tokio, che si occupa di siti Web e di App, ha deciso di 'assumere' nove gatti da inserire in ufficio. Da quando i felini sono liberi di scorazzare fra le scrivanie sembra che i livelli di stress dei dipendenti siano improvvisamente crollati".
E in Italia come vediamo questa abitudine salutare? Pare che qualcosa si stia muovendo... "In certe aziende – spiega il veterinario - sono nati i cosidetti Pet Friday, cioè i venerdì aperti ai cani. In altre realtà, come per esempio per la Mars Italia che lavora nel mercato alimentare, è nato il Pet Friendly Day, una giornata al mese in cui i dipendenti possono avere accanto il proprio cane. E tutti ne sono entusiasti: lavorano meglio, l'atmosfera è più rilassata, il dialogo fra colleghi migliora, c'è più allegria e buonumore e la creatività e la nascita di nuove idee sono favorite".
Fin qui, tutto sembra bellissimo. Ma qualche inevitabile inconveniente ci sarà pure...

"Ci vogliono 'regole' – dice Santini. La preparazione inizia a casa. La presenza del cane in ufficio deve essere graduale, perché è abitudinario ed ha bisogno di incontrare poco alla volta le novità. Anche i rumori nuovi potranno essere un problema e quindi si devono abituare a casa a sentire segnali diversi come campanelli, stampanti, rumori telefonici".
Naturalmente non tutti gli animali sono uguali e quindi prima di iniziare il training è necessario valutare se il cane ha attitudine o meno a socializzare con persone nuove o altri assistenti quadrupedi.

La pausa caffè per il lavoratore dovrà corrispondere con quella dell' 'aiutante' che dovrà godere di un intervallo programmato utile a entrambi per ricaricare le pile. "Una passeggiata, magari insieme anche a qualche collega – spiega il dott. Santini -, sarà un ottimo antistress molto più salutare di un caffè o, peggio ancora, di una sigaretta. Inoltre ci permetterà di rimettere in moto muscoli e articolazioni intorpidite da ore di posizioni obbligate davanti ad una scrivania, sarà di stimolo alla circolazione sanguigna e al lavoro del cuore, abbasserà la pressione e la concentrazione di colesterolo del sangue".
Ultima regola non meno importante: il luogo di lavoro canino deve essere attrezzato. Deve potersi coricare, riposare, bere e mangiare. Altrettanto dovremmo avere degli spazi dove il cane può muoversi e camminare e aree off-limits dove invece è vietato l'accesso.
Siete convinti?

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